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giovedì 19 febbraio 2026

Comunicato della Casa Generalizia: risposta della Fraternità a Roma

Oremus. Precedenti qui - qui - qui - qui (continuità apostolica) - qui (una diagnosi metafisica).
Comunicato sulla risposta del Consiglio generale della Fraternità San Pio X alla proposta del Dicastero per la Dottrina della Fede.

In occasione dell’incontro del 12 febbraio scorso tra don Davide Pagliarani, Superiore generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X, e Sua Eminenza il cardinal Víctor Manuel Fernández, Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, organizzato a seguito dell’annuncio di future consacrazioni episcopali per la Fraternità, quest’ultimo aveva proposto «un percorso di dialogo specificamente teologico, con una metodologia ben precisa, […] per evidenziare i minimi necessari per la piena comunione con la Chiesa Cattolica», subordinando tale dialogo alla sospensione delle consacrazioni episcopali annunciate.
Su richiesta del Prefetto del Dicastero, il Superiore generale ha presentato questa proposta ai membri del suo Consiglio e ha preso il tempo necessario per valutarla.
In data 18 febbraio, don Davide Pagliarani ha inviato la sua risposta scritta al Cardinale, accompagnata da diversi allegati e firmata dai cinque membri del Consiglio generale.
Poiché la questione è ormai di dominio pubblico, a motivo della comunicazione pubblicata dalla Santa Sede il 12 febbraio, appare opportuno rendere pubblico anche il contenuto di questa lettera e dei suoi allegati, al fine di permettere ai fedeli di conoscere con precisione la risposta fornita.
Il Superiore generale affida questa vicenda alla preghiera dei membri della Fraternità e di tutti i fedeli. Egli chiede che la preghiera del rosario, così come i sacrifici della Quaresima che si apre, siano offerti in modo speciale per il Santo Padre, per il bene della santa Chiesa, e per preparare degnamente le anime alla cerimonia del 1º luglio.
Menzingen, 19 febbraio 2026
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4 commenti:

  1. Sono d'accordo su tutta la linea con la posizione della Fraternità. Viviamo questo tempo in preghiera, assecondando l'opera della Divina Provvidenza e del Cuore Immacolato della Vergine Maria. Sono un sacerdote e ho mandato anche un messaggio di solidarietà ai confratelli della San Pio X che mi hanno risposto ringraziandomi. Conosco molti laici spiritualmente maturi che la pensano allo stesso modo. Sono sicuro che Dio sta lavorando in questo momento nel mondo e nella chiesa per raddrizzare la barca di Pietro affossata dai modernisti.... Areky.

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  2. C ' è un'errata corrige : Fernández non è "monsignore", è cardinale; il titolo che gli spetta formalmente è "Sua Eminenza".

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  3. Non si può accusare Tucho o gli altri di fare politica, ma non si può nemmeno riconoscere loro di mettere la salvezza delle anime in cima alla loro lista di priorità. Qualunque sia la loro intenzione, hanno chiarito che la Tradizione può aspettare, e possiamo dialogare su qualcosa accaduto 60 anni fa, e possiamo fingere di reinventare la ruota già compresa dai teologi da secoli. Chiunque sappia fare una ricerca sulla manualistica dell'era pre-Vaticano II (1900 anni di tempo) sa che non tutto nel Vaticano II è vincolante, o addirittura dottrinale. Questa non è la mia opinione, è l'opinione perenne della Chiesa. Non mi credete? Beh, credete allo storico teologo Melchior Cano del Concilio di Trento che scrisse:

    “L'insegnamento dei papi e dei concili, proposto a tutti con l'obbligo di credere, determina ciò che è di fede. Ma bisogna osservare con la massima attenzione quale sia la natura delle cose su cui si pronuncia il giudizio, e quale sia il senso proprio e il peso delle parole impiegate. Infatti, anche tra gli insegnamenti che siamo tenuti ad abbracciare, non tutti sono dello stesso grado, né tutti i decreti devono essere posti insieme su un piano di parità... Qualcuno chiederà, quindi, se esiste un modo per discernere quali decreti dei concili siano de fide. Certamente esiste. In primo luogo, è un segno manifesto se coloro che affermano il contrario della dottrina proposta sono giudicati eretici... Un altro segno è se il decreto prescrive: 'Chiunque creda a questo o a quello, sia anatema'... Un terzo segno è se chiunque neghi la dottrina in questione incorre nella scomunica ipso iure... Un quarto segno è se si afferma espressamente e inequivocabilmente che qualcosa deve essere creduto fermamente dai fedeli, o ricevuto come dogma della fede cattolica, o se in un linguaggio simile si dice qualcosa che è contrario al Vangelo o all'insegnamento degli apostoli... Ma tutto ciò che viene introdotto nei decreti dei concili o dei papi a titolo di spiegazione, o per rispondere a un'obiezione, o è semplicemente insegnato di sfuggita come qualcosa di distinto dal punto principale che è stato oggetto di controversia: queste cose non appartengono alla fede, cioè non possono essere considerate giudizi che determinano ciò che è di fede cattolica... Non tutte, anche quelle cose che i concili affermano in modo semplice e assoluto, sono una decisione de fide. (De Locis, lib. 5 cap. 5 q. 4)

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