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giovedì 9 aprile 2026

Il vescovo Strickland critica duramente Trump per la minaccia di Pasqua contro l'Iran.

Nella nostra traduzione da Lifesitenews. In una dichiarazione apparsa sul suo account X, il vescovo Joseph Strickland ha scritto: "Non si tratta di condanna. Si tratta di invitare tutte le persone, specialmente quelle in posizioni di influenza, a uno standard più elevato, degno del nome di Cristo". Il messaggio di Pasqua a cui riferisce nel primo paragrafo è disponibile qui (Traduzione in nota). Qui l'indice dei precedenti interventi. 

Il vescovo Strickland critica duramente Trump per la minaccia di Pasqua contro l'Iran, che dice "Sia lodato Allah". 

Negli ultimi giorni, un messaggio pasquale del presidente Donald Trump ha attirato l'attenzione, non per la chiarezza con cui ha proclamato la Resurrezione di Gesù Cristo, ma per il linguaggio sconsiderato, irriverente e teologicamente confuso.

È un problema che va affrontato, non per ragioni politiche, ma per ragioni di verità.

La domenica di Pasqua è il giorno più sacro del calendario cristiano. È il giorno in cui la Chiesa proclama con incrollabile certezza che Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, è risorto dai morti. La morte è stata vinta. Il peccato è stato sconfitto. Le porte del Cielo si sono aperte.

Questo non è un giorno per discorsi superficiali. Non è un giorno per volgarità. E non è un giorno per confusione su chi sia Dio.

Quando si usa un linguaggio volgare o profano in riferimento a un mistero così sacro, ciò rivela qualcosa di più profondo di una momentanea mancanza di sensibilità: riflette una perdita del senso del sacro. E quando il linguaggio religioso viene mescolato con noncuranza, come se tutte le espressioni di fede fossero intercambiabili, oscura la verità che ci è stata affidata.

La Chiesa cattolica insegna che esiste un solo Dio. Ma proclama anche che questo unico Dio si è rivelato pienamente e definitivamente in Gesù Cristo. La Pasqua non è una generica celebrazione di "Dio", bensì la proclamazione della risurrezione di Gesù Cristo.

Sostituire la chiarezza con l'ambiguità, anche involontariamente, significa sminuire la forza di tale affermazione.

In quanto cattolici, la nostra fedeltà non è rivolta ad alcuna figura politica, partito o movimento. La nostra fedeltà è rivolta a Gesù Cristo, che è «la via, la verità e la vita» (Giovanni 14,6). Pertanto, dobbiamo essere disposti a parlare con onestà e carità quando qualcosa non è conforme a questa verità, a prescindere da chi lo dica.

Non si tratta di condannare. Si tratta di invitare tutte le persone – specialmente quelle in posizioni influenti – a uno standard più elevato, degno del nome di Cristo.

Se ci lamentiamo della perdita della fede nel mondo, dobbiamo anche riconoscere la perdita della riverenza. Se soffriamo per la confusione, dobbiamo rinnovare il nostro impegno verso la chiarezza. E se desideriamo un rinnovamento, questo deve cominciare ds un ritorno al sacro.

La Pasqua esige di più. Esige che parliamo di Dio con riverenza. Esige che proclamiamo Cristo con chiarezza. E esige che viviamo come testimoni della verità che la tomba è vuota e che Gesù Cristo è il Signore.

Non abbassiamo questo standard. Innalziamoci al suo livello.

Dio Onnipotente vi benedica, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
Vescovo Joseph E. Strickland,
Vescovo emerito
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1.  PRESIDENTE TRUMP: Martedì in Iran si celebreranno il Power Plant Day e il Bridge Day, tutti riuniti in uno. Non ci sarà niente di simile!!! Aprite il fottuto Stretto, pazzi bastardi, o vivrete all'Inferno - STATE A GUARDARE! Sia lodato Allah.

1 commento:

  1. "Non si tratta di condannare. " Vaticanosecondismo? Se non si condanna qui, dove si deve condannare?
    Aichardus

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