Perché non vediamo più segni straordinari?
Robert Lazu Kmita, 22 maggio
Lettera miniata S (per Spiritus Domini ) dal Messale di Sherbrooke: Aberystwyth, Biblioteca Nazionale del Galles, ca. 1310-1320, raffigurante la discesa dello Spirito Santo sugli apostoli a Pentecoste.
La testimonianza delle Sacre Scritture
Il Vangelo secondo Giovanni riporta gli insegnamenti del nostro Salvatore Gesù Cristo pronunciati nella notte prima della sua passione e crocifissione. In questo contesto, emerge ripetutamente l'idea dell'invio di un Consolatore, la terza persona della Santissima Trinità, lo Spirito Santo. Ciò che ci consola veramente è la consapevolezza che Egli, il Paraclito, sarà con i fedeli fino alla fine dei tempi. Ecco come lo esprime lo stesso Salvatore:
E io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paraclito, perché rimanga con voi per sempre: lo Spirito di verità, che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce; ma voi lo conoscerete, perché egli dimorerà con voi e sarà in voi (Giovanni 14:16-17).Ma il Paraclito, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, egli vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che vi avrò detto (Giovanni 14,26);Ma quando verrà il Paraclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito di verità che procede dal Padre, egli renderà testimonianza di me (Giovanni 15:26).
Ecco quindi tre passi in cui Gesù parla del Consolatore che il Padre, insieme al Figlio, invierà dopo la sua ascensione al cielo. Inoltre, il libro degli Atti è ricco di testimonianze dell'opera e della presenza dello Spirito Santo negli apostoli e attraverso di loro. Accanto al momento drammatico della discesa dello Spirito Santo a Pentecoste, ci sono altri momenti – come il seguente – che intendono catturare il fervore e la potenza della manifestazione dello Spirito:
Mentre Pietro stava ancora pronunciando queste parole, lo Spirito Santo discese su tutti coloro che le ascoltavano. E i fedeli circoncisi, che erano venuti con Pietro, rimasero stupiti, perché la grazia dello Spirito Santo era stata effusa anche sui Gentili. Li sentivano infatti parlare in lingue e magnificare Dio. Allora Pietro disse: «Può forse qualcuno impedire che siano battezzati con acqua costoro che hanno ricevuto lo Spirito Santo come noi?». E ordinò che fossero battezzati nel nome del Signore Gesù Cristo. Poi lo pregarono di rimanere con loro alcuni giorni (Atti 10:44-48).
Notiamo qui un "segno" piuttosto noto del ricevimento dello Spirito Santo: il parlare in lingue, un segno di cui, tuttavia, non sappiamo più con certezza come si manifesti.
Molto è stato scritto sulle differenze tra la liturgia gregoriana cattolica romana e la liturgia del “Novus Ordo” di Papa Paolo VI, così come sulla “mutazione” subita dalla teologia cattolica post-conciliare. Inoltre, un barometro significativo dei grandi cambiamenti subiti dalla prospettiva teologica tradizionale, trasformata attraverso una completa riscrittura da parte di teologi progressisti, è il Catechismo della Chiesa Cattolica.
Affermo ciò perché, come prevedibile, esistono notevoli differenze tra il Catechismo Romano, elaborato e pubblicato nel 1566 con la partecipazione di alcuni giganti della teologia come San Carlo Borromeo (1538-1584), e il Catechismo promulgato da Papa Giovanni Paolo II nel 1982. Alcune di queste differenze – di solito di natura dottrinale – sono specifiche. Le affronterò in altri articoli. Altre differenze riflettono un profondo cambiamento nell'etica della formazione cattolica. La funzione missionaria della Chiesa, volta alla conversione dei non cattolici, è stata marginalizzata fino all'esclusione, mentre l'ecumenismo e il dialogo sono diventati le forze trainanti del nuovo discorso teologico. Le conseguenze per l'identità cattolica sono catastrofiche. La stragrande maggioranza dei cattolici di oggi – siano essi membri degli ordini sacri o laici – non ritiene più di dover compiere sforzi costanti per convertire gli altri. Ciò ha radici profonde, situate addirittura nella formazione di base ed essenziale dei cattolici, ricevuta durante l'amministrazione dei sacramenti dell'iniziazione cristiana: Battesimo, Confermazione e Santa Eucaristia.
Il Sacramento della Confermazione è uno di quei misteri della vita cristiana che ha subito significativi “aggiustamenti”. Leggendo i due catechismi uno accanto all'altro, sono rimasto subito colpito dall'assenza, nel Catechismo di Giovanni Paolo II, di una dimensione cruciale del Sacramento della Confermazione presente nel Catechismo Romano. Di cosa si tratta? Fin dall'inizio, quest'ultimo catechismo ci mostra che quando il Vescovo unge un battezzato “con il sacro crisma”, questi “diventa più forte con la forza di una nuova potenza, e così comincia ad essere un soldato perfetto di Cristo”. [i] Lo sviluppo della dottrina riguardante questa sacra unzione fornisce anche una risposta completa alla domanda fondamentale: “Perché c’è bisogno di un altro sacramento di questo tipo dopo il Battesimo?”.
Per comprendere appieno le risposte fornite, dobbiamo tenere a mente l'immagine offerta dalle epistole cattoliche del Nuovo Testamento (in particolare quelle di San Paolo) riguardo alla crescita spirituale del cristiano. Se il Battesimo lo fa rinascere “dall'acqua e dallo Spirito Santo”, trasformandolo in un essere umano neonato purificato dal peccato originale, la Confermazione lo trasforma in quell'“uomo perfetto” di cui parla San Paolo nella Lettera agli Efesini (4,13). In breve, Battesimo e Confermazione corrispondono alle due fasi – infanzia e maturità – della dinamica spirituale di ogni cristiano. Si completano a vicenda in modo perfetto, relazionandosi armoniosamente, proprio come i periodi dell'infanzia e della maturità sono parti dell'evoluzione della stessa persona.
Mentre attraverso il Battesimo la mente riceve la pienezza della fede soprannaturale, attraverso la Confermazione la persona già battezzata riceve «una grazia diversa, affinché non sia dissuasa da alcun pericolo, né dal timore di sofferenze, torture o morte, dalla confessione della vera fede». È evidente, quindi, che la Confermazione ci fornisce tutta la forza divina necessaria per confessare la fede davanti ai non cristiani senza alcun timore. Questo spiega le vittorie dei numerosi martiri nella storia della Chiesa, la perseveranza dei missionari e l'ascetismo talvolta severo dei grandi santi. Lo Spirito Santo, operando attraverso i suoi doni nelle anime di coloro che hanno ricevuto la Confermazione, permette loro di sopportare le prove più terribili. Tutto ciò con un unico scopo principale: la testimonianza di fede e la conversione dei non credenti.
Tale comprensione si riferisce a quella lotta spirituale invisibile che «non è contro sangue e carne, ma contro i principati e le potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro gli spiriti della malvagità che sono nei luoghi celesti» ( Efesini 6,12). I cristiani sono veri combattenti contro gli spiriti della malvagità, i demoni. Quando si battono contro l'aborto, qualsiasi comportamento immorale o qualsiasi idea eretica che si opponga alla fede soprannaturale, in realtà non si scontrano tanto con coloro che le diffondono, quanto con gli spiriti invisibili che le animano. A sostegno di questa visione della natura e dello scopo del Sacramento della Confermazione, il Catechismo Romano offre una citazione molto eloquente dai sermoni di Papa Melchiade (o Milziade; ?–314), che potete leggere qui di seguito:
«Nel Battesimo l'uomo viene arruolato al servizio, nella Confermazione viene equipaggiato per la battaglia; al fonte battesimale lo Spirito Santo dona la pienezza per realizzare l'innocenza, ma nella Confermazione dona la perfezione alla grazia; nel Battesimo siamo rigenerati alla vita, dopo il Battesimo siamo fortificati per il combattimento; nel Battesimo siamo purificati, dopo il Battesimo siamo rafforzati; la rigenerazione di per sé salva coloro che ricevono il Battesimo in tempo di pace, la Confermazione arma e prepara ai conflitti.»
Il passo è chiaro. Il cristiano è chiamato a essere non un guerriero fisico, come quelli degli eserciti del passato o del presente, ma un guerriero spirituale, costantemente impegnato durante questa fugace vita nella lotta contro gli errori e i comportamenti che separano le persone da Dio. L'insegnamento del Concilio di Trento è assolutamente chiaro. Se consideriamo, ad esempio, l'insurrezione in Vandea e leader leggendari come François Athanase de Charette de la Contrie (1763-1796) e Jacques Cathelineau (1759-1793), la loro lotta fu un riflesso visibile della lotta per la fede che si svolge sempre nella sfera invisibile. Mentre la resistenza diretta e fisica all'assalto del male si verifica a volte nella storia, la guerra invisibile non cessa mai. L'unica possibilità di resistere a questo scontro è attraverso il Sacramento della Confermazione, che ci trasforma in guerrieri dello Spirito Santo [Milites Christi -ndT]. Questo è l'insegnamento tradizionale, semplice e chiaro della Chiesa. Purtroppo, tale insegnamento è praticamente scomparso dalla formazione dei cattolici di oggi.
Sono convinto che non vi sorprenderà se vi dico che nel Catechismo di Papa Giovanni Paolo II tale insegnamento è completamente scomparso. Solo nell'articolo 1295 si accenna, di sfuggita, al fatto che il simbolismo dell'unzione ci ricorda che «i soldati venivano marchiati con il sigillo del loro comandante e gli schiavi con quello del loro padrone». [ii] Questo è tutto ciò che viene detto e niente di più. Non una parola menziona il fatto che questo sacramento conferisce ai cristiani che lo ricevono la forza spirituale per combattere sia per la trasmissione che per la difesa della fede soprannaturale. L'idea di confronto diretto propria di quelle discipline della teologia tradizionale chiamate «eresiologia» (cioè lo studio delle eresie con lo scopo di combatterle) e «apologetica» (cioè la difesa e l'argomentazione della fede con lo scopo di convertire i non cattolici) è stata sostituita dal «dialogo» (sia esso ecumenico, interreligioso o altro). In pratica, tutti coloro che seguono tali dottrine rappresentano più l'immagine di un esercito che ha deposto le armi e si è arreso senza combattere, piuttosto che quella di combattenti che si sforzano di vincere il male attraverso lo Spirito Santo.
Uno dei sintomi più gravi di questa mutazione è la confusione terminologica. Non solo l'apologetica e l'eresiologia cristiana sono state abbandonate, ma sono giunte a essere chiamate, con un termine dispregiativo, "proselitismo". Nello specifico, qualsiasi tentativo da parte di un cattolico di convincere coloro che non hanno ricevuto la luce soprannaturale della Rivelazione cristiana può essere ignorato ed escluso con l'accusa di "proselitismo". Questo non è altro che un altro modo per tacere sulla Verità divina contenuta nei Vangeli. Certamente, non dovremmo accettare accuse come quella di "proselitismo" quando ci sforziamo di diffondere la fede cristiana tra i non credenti. Inoltre, non dobbiamo smettere di trasmettere gli insegnamenti rivelati allo scopo di convertire i non credenti.
Occorre inoltre sottolineare che le grazie ricevute attraverso un sacramento richiedono sempre uno sforzo costante da parte del cristiano per renderle concretamente attive nella sua vita. Le grazie di Dio non ci rendono santi "meccanicamente", come una sorta di magia soprannaturale che ci trasforma improvvisamente in supereroi come quelli dei film di Superman. Anche se le abbiamo ricevute, siamo noi che, attraverso la preghiera, il digiuno e la penitenza, dobbiamo renderle attive, attualizzandone tutte le potenzialità e rendendole efficaci. Ecco perché le opere meritorie rivestono un ruolo così importante nella teologia cristiana.
Al di là di tutti questi aspetti, ciò che dobbiamo ricordare è l'insegnamento del Catechismo Romano, che afferma chiaramente che sul battezzato, «la Confermazione ha (…) l'effetto di imprimere un carattere» che è quello di un «soldato in Cristo». Tutti coloro che l'hanno ricevuta insieme costituiscono la «Chiesa militante» (lat. ecclesia militans ) che combatte contro il peccato e le potenze delle tenebre che si oppongono alla luce della vita eterna. Fonte
_______________________[i] Nell'intero articolo cito la seguente traduzione del Catechismo Romano : Catechismo del Concilio di Trento per i Parroci, emanato per ordine di Papa Pio V, tradotto in inglese con note da John A. McHugh, OP, e Charles J. Challan, OP, decima ristampa, 1947, New York: Joseph F. Wagner, Inc., Londra: B. Herder.
[ii] Il testo completo può essere letto qui:https://www.vatican.va/archive/ENG0015/__P3R.HTM [Accesso effettuato il: 06 giugno 2024].

Una veloce e breve considerazione dopo la prima lettura della Magnifica Humanitas di LeoneXIV: è un'enciclica orizzontale senza la negazione del verticale, ma trascina il verticale all'orizzontale, anziché elevare l'orizzontale al verticale.
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