Pagine fisse in evidenza

martedì 15 ottobre 2013

Interessanti puntualizzazioni di Gnocchi e Palmaro intervistati da "Libero"

Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro, due giornalisti cattolici, hanno rotto l’unanimismo mediatico favorevole a Papa Francesco con un articolo su Il Foglio  dal titolo «Questo Papa non ci piace». I due hanno mosso dure, ma precise critiche ad alcune prese di posizione e agli strappi del Pontefice, pagando le opinioni espresse con un’epurazione da Radio Maria, emittente dove da 10 anni conducevano trasmissioni sulla bioetica e sul Vangelo.

Partiamo dall’articolo, cos’ha fatto e detto il Papa che non  piace a due giornalisti cattolici?
«Ci sono due aspetti problematici: la forma e i contenuti. Francesco ha assunto comportamenti e uno stile che portano alla dissoluzione del pontificato nella sua struttura formale, e che tendono a ridurre il papa a uno dei vescovi, e non al “dolce Cristo in terra” di cui parlava Santa Caterina. Sul piano dei contenuti, nelle interviste a Civiltà cattolica e a Repubblica ci sono non solo ambiguità ma oggettivi errori filosofici e dottrinali. Parliamoci da giornalisti, stiamo dibattendo sul classico caso di una non notizia. Qui ci sono due cattolici battezzati che ascoltano per mesi quanto dice il papa e, per mesi, si trovano a disagio perché quanto sentono stride evidentemente con quanto sostiene la dottrina. Alla fine, visto che fanno il mestiere di scrivere e commentare, scrivono e commentano. Non lo prevede solo una delle regole base dell’informazione, ma lo prevede anche il diritto canonico. La lettera e l’intervista a Scalfari, l’intervista a Civiltà Cattolica sono solo gli ultimi esempi più eclatanti. Hanno fatto il giro del mondo, hanno fatto gridare alla rivoluzione, hanno lasciato di sasso migliaia e migliaia di fedeli, quindi di anime, e nessuno trova niente da dire? La notizia invece è il coro unanime di osanna che va da certi cattolici conservatori fino a Pannella passando per Enzo Bianchi e Hans Kung».

Avete criticato l’intervista rilasciata ad Eugenio Scalfari. Non andava bene l’intervista o l’intervistatore?
«La scelta di Eugenio Scalfari è singolare e lascia interdetti molti cattolici. Egli infatti non è solo un laico o un non credente, ma uno storico antagonista del cattolicesimo. La Repubblica è il quotidiano simbolo di quella cultura radical chic che ha fatto di divorzio e aborto le colonne di una nuova società nichilista, nella quale non c’è più posto per Cristo e i sacramenti. Diverso sarebbe stato incontrare in modo riservato Scalfari, e parlare con lui in vista del suo bene. E nella speranza della sua conversione».

Quanto all’intervista del Papa a Civiltà cattolica, dite che le frasi sull’aborto contrappongono dottrina e misericordia. Cosa vuol dire?
«La prima forma di carità è la verità. Il buon medico non nasconde al malato la gravità della sua patologia, affinché si curi. Dio desidera senza sosta di perdonarci, ma pretende il nostro pentimento, il riconoscere che abbiamo peccato. Una Chiesa che tacesse sulla morale per non scontrarsi con il mondo mancherebbe di carità verso i peccatori. È facile dire che trecento morti a Lampedusa sono “una vergogna”. Più difficile dire che trecento bambini abortiti legalmente in Italia ogni giorno sono una vergogna ancor più grande».

Per questo ed altro ve la siete presa con i “normalisti”, i cattolici che, a differenza della stampa laica, non avrebbero visto la rivoluzione rispetto al magistero della Chiesa. Ma cos’è cambiato in realtà?
«Ce la siamo presa con quelli che abbiamo definito normalisti per un motivo molto semplice. Questi signori, da sei mesi, non fanno che mettere pezze agli svarioni di papa Francesco. Sulla coscienza, su etica e bioetica, sulla vita religiosa. Fatta salva la buona fede e le buone intenzioni, producono un danno tremendo perché, dicendo che tutto è normale e che non c’è nulla di nuovo, iniettando dosi di cattolicità là dove non ci sono, finiscono per far passare per cattoliche le affermazioni nude e crude del papa. Si illudono, poveretti, di essere mediaticamente più forti di Bergoglio e pensano che le loro correzioni arrivino al destinatario. Ma non hanno capito proprio niente di che cosa è la macchina massmediatica. contemporanea. Non sono loro a correggere il papa, è il papa a fagocitare loro».

Ma se il papa farebbe addirittura affermazioni non cattoliche, perché i normalisti fanno finta di non vedere tutto ciò?
«Perché al centro del problema c’è niente meno che il Papa. Giustamente i cattolici lo considerano la guida della Chiesa nella storia, e non vorrebbero mai doverlo criticare. Per intenderci: se l’intervista a Civiltà Cattolica fosse stata rilasciata da un teologo o perfino da un vescovo, sarebbe stata contestata nelle molte parti che non quadrano».

Ma, interviste a parte, avete criticato anche l’interpretazione che il Papa dà del Concilio Vaticano II. Non è una critica troppo forte?
«Ci atteniamo ai fatti: con il Vaticano II la Chiesa dichiara apertamente di volersi aprire al mondo e di rispondere alle sue aspettative. Un capovolgimento che in questi decenni ha prodotto i suoi risultati: i seminari si sono svuotati, in molti di essi si insegnano dottrine non cattoliche, e in cattedra si mettono, come volle Carlo Maria Martini, i non credenti».

Imputate a Bergoglio anche l’eccessivo feeling con i mass media. Non pensate invece che stia rafforzando l’immagine della Chiesa?
«Qui la risposta è sempre quella di McLuhan: i media creano una finzione che diventa un facsimile del Corpo Mistico, e lui la chiama “un’assordante manifestazione dell’anticristo”».

Ma ieri il Papa nella sua predica ha insistito sul fatto che il Diavolo è una realtà e non una metafora, dicendo che “Chi non è con Gesù, è contro Gesù, non ci sono atteggiamenti a metà”. Non è in contraddizione con la vostra immagine di “Papa progressista”?
«In questi mesi Papa Francesco ha detto molte cose cattoliche. Ma questo è normale: è il Papa. Ma nel nostro articolo abbiamo messo a confronto quanto dice sulla coscienza papa Francesco e quanto nel 1993 ha scritto papa Giovanni Paolo II nell’enciclica “Veritatis splendor”. Ebbene, uno dice esattamente il contrario dell’altro e pensiamo che nessun contorcimento della mente più contorta possa dire che, in fondo, sono la stessa cosa. Fino a oggi, nessuno è entrato nel merito di quanto abbiamo scritto. Nessuno ha trovato da ridire su una sola riga. Un gentile signore ci ha anche invitato pubblicamente ad andare a confessarci. Ma lo sa, questo signore, che ci è capitato di dire queste cose in confessione e di sentirci dire dal confessore che la pensa allo stesso modo, ma non lo può dire a nessuno? E dovrebbe sapere, questo signore, quante lettere e telefonate abbiamo ricevuto da cattolici che non ne potevano più e ci ringraziano per quanto abbiamo scritto».

Queste considerazioni vi sono costate l’epurazione da Radio Maria. Era una decisione che potevano evitare o l’avevate messa in conto prima di esporvi? 
«Ci avevamo pensato, ma non era possibile tacere oltre. Eravamo amici di padre Livio Fanzaga prima di questa vicenda e lo siamo anche adesso. Lui è il direttore della radio e lui stabilisce la linea editoriale. Se questa linea prevede che il papa non si possa criticare neanche se parla di calcio, evidentemente due come noi sono fuori posto. Ma ci permettiamo anche di dire che questa linea proprio non la condividiamo. Non si può soffocare l’intelligenza e non si possono censurare a priori domande più che legittime. Questo non fa bene al mondo cattolico e non fa bene alla Chiesa. Se c’è qualche cosa che lascia l’amaro in bocca è che, dopo dieci anni di collaborazione, la telefonata sia arrivata due ore dopo l’uscita dell’articolo, senza neanche un momento per pensarci. Dieci anni in cui abbiamo avuto la libertà di dire tutto quello che ritenevamo opportuno anche su temi scottanti. Ecco, questa immediatezza fa male».

Pensate che la vostra espulsione sia stata decisa altrove?
«Bisognerebbe chiederlo a padre Livio, che è un bravo sacerdote e una persona per bene».

Ma si può stare in una radio cattolica e criticare il Papa?
«Certo che sì, a patto che le critiche non siano contrarie alla dottrina della Chiesa. Se Paolo di Tarso non avesse criticato il primo papa, oggi noi cattolici saremmo tutti circoncisi, perché San Pietro voleva stabilire questa norma. Se Santa Caterina non avesse rimbrottato i papi, oggi Avignone sarebbe ancora la sede del papato».

Il Papa ha dialogato con tantissime persone, anche con diversi atei militanti, vi aspettate una sua telefonata? Che voglia ascoltare le ragioni di due cattolici intransigenti e che magari intervenire per ridarvi la trasmissione in radio?
«Pensiamo che sia molto meglio che il Papa si dedichi al suo ministero: confermare il suo gregge nella vera fede, far tornare i cattolici a conoscere i catechismo e la dottrina, e operare affinché i lontani si convertano».
_______________________________
"Libero" - 12 ottobre 2013 - pp. 1; 14. By Messa in Latino

58 commenti:

  1. Complimenti a Gnocchi e Palmaro che non si rimangiano quel che hanno detto ma lo confermano, sono coerenti e anche coraggiosi in questo oceano di ipocrisia e piaggeria.
    Rimetto qui il mio commento che era OT più sotto.
    Con il suo linguaggio che molti dei suoi laudatores esaltano perchè "semplice" ma che preferisco definire troppo spesso approssimativo, e anche fonte di grande confusione quando contrario a quel che la Chiesa ci ha insegnato, papa Bergoglio sta aprendo non degli spiragli ma delle brecce.
    In quelle brecce spalancate si stanno inserendo tutti i progressisti, tutti coloro che vogliono un `altra chiesa, liberata dalla Tradizione, dai Dogmi, dalla Dottrina.
    Sto leggendo degli articoli a dir poco allucinanti che non hanno più niente di cattolico ma chi li scrive non solo si considera e si reclama come tale ma è certo che con papa Bergoglio tutte le loro rivendicazioni saranno soddisfatte.
    E nei fatti già ci si sta muovendo in quella direzione.
    Possiamo stupirci se ci sono cattolici che non non sono né progressisti né parte di quella massa ignorante e dunque manipolabile, che è poi la stragrande maggioranza dei cattolici, cattolici che hanno una coscienza rettamente formata, gli occhi e le orecchie bene aperti, la mente vigile e non in vacanza, e che si sentono a disagio in questo clima di euforia collettiva, dove sembra proibito esprimere un parere contrario o anche solo più "nuancé"?

    RispondiElimina
  2. Chère Louise, « euforia collettiva », c'est le mot…
    D'ailleurs, regardez un peu ça :

    http://www.youtube.com/watch?v=sksfuPMDx5M

    Et ça :

    http://www.youtube.com/watch?v=nigy_RH2koQ

    Et ça :

    http://www.youtube.com/watch?v=XWOBD0hkb1I

    Et ça :

    http://www.youtube.com/watch?v=zo_1_WZ5DmA

    C’est la nouvelle évangélisation ! C’est ainsi qu’ils vont reconquérir le monde ! Pourquoi n’y a-t-on pas pensé plus tôt !

    RispondiElimina
  3. Ascoltate e guardate, se avete occhi buoni e leggete lo spagnolo, vedrete una delle due lettere che "Francisco", così si firma, ha scritto a Hans Küng, un altro entusiasta del nuovo Papa che si considera riabilitato anche se in modo informale.
    Ma il consenso massiccio che riceve papa Bergoglio da eretici, da atei, da nemici della Chiesa che ancora solo qualche mese fa vomitavano la Chiesa e il Papa continua a non porre problemi ai ditirambici laudatores di Papa Bergoglio.


    http://la1.rsi.ch/home/networks/la1/telegiornale?po=00cf899d-117e-48c8-a8dc-333bba3ae2b9&pos=e1c7f182-23b1-4bd8-8dc7-b0d619ce327b&date=06.10.2013&stream=low#tabEdition

    RispondiElimina
  4. Complimenti grandissimi a Gnocchi e Palmaro...più cattolici che i normalist, che ormai hanno un nuovo dio, Bergoglio...

    Romano

    RispondiElimina
  5. La FSSPX di Albano Laziale celebrerà i funerali di Priebke. Attendiamoci nuove polemiche..

    RispondiElimina
  6. CIC 1983 Can 1184/1185.

    CIC 1917 Can 1240/1241.

    RispondiElimina
  7. @ Ric
    In forma privata, Ric: occorre aggiungere in forma privata. Questo è il comunicato. In forma privata, perché nella forma (pubblica o privata) stava tutta la questione.

    RispondiElimina
  8. Non entro in questioni di dottrina - non esco mai fuori dal mio "seminato" . Mi pongo il solo problema della comunicazione. L’intervista rilasciata a Eugenio Scalfari è, nei suoi contenuti, uno dei più grandi errori che un Papa avrebbe potuto compiere. Le affermazioni di Bergoglio sono diventate - ancorché una concessione all'interlocutore ai fini di stabilire un (impossibile) dialogo - un'arma nelle mani dei nemici della Chiesa. Basta leggere gli interventi dell'ateo militante professore (di matematica) Odifreddi, sullo spazio editoriale che lo stesso Scalfari gli concede in Repubblica, per rendersene conto. Sulla storia dell'obbedienza alla propria coscienza, si è dato modo a Odifreddi di replicare con il concetto marxista della coscienza come prodotto sociale e culturale. Il "Chi siamo noi per giudicare", di un'altra intervista, è diventata l'arma per criticare la posizione della Chiesa in relazione ai funerali - lupus in fabula - di Erich Priebke; chissà quante volte ancora quest'arma sarà usata.
    Non entro in questioni di dottrina, soltanto di comunicazione: nella comunicazione, in tale sommo livello della Chiesa (la quale da sempre è "prudente"), con simili interlocutori, occorrerebbe prudenza. La quale Prudenza, non per caso, è un "cardine".
    Forse, mi viene da pensare, in Argentina non c'erano né simil-Scalfari, né simil-Odifreddi. Forse, in Argentina, il "Nemico" - che il Papa non ritiene sia una metafora - è meno attivo degli atei militanti e dei massoni in Italia.

    RispondiElimina
  9. segnalo magister su martini...
    rosa

    RispondiElimina
  10. Per Lino

    certamente in forma privata. Ma mi chiedo se ciò basti ad evitare nuove accuse da parte di chi tenta di seminare zizzania (magari riesumando il caso Williamson). Spero di sbagliarmi...

    RispondiElimina
  11. bisognerebbe tradurre l'intervista in inglese e mandarla a Rorate Caeli...

    RispondiElimina
  12. Non ascolto "Radio Maria", ma il nome per me ha già qualcosa di inquientante, come sarebbero inquietanti, che so, "Tele Gesù Cristo" o "Il Giornale dello Spirito Santo"...

    RispondiElimina
  13. Scusate,
    veniamo al punto.
    Ma a qualcuno gliene frega qualcosa di quello che fanno rabbini e controrabbini, in Israele?

    Ma a chi deve rendere conto un sacerdote cattolico?

    Il presidente della conferenza episcopale italiana ha forse dovuto render conto a qualcuno di aver somministrato la comunione ad un prostituto?

    RispondiElimina
  14. Grazie, caro Lino,
    dunque resta ancor meno da dire e da tuonare. Perché, se non erro, lo stesso Vicariato di Roma non aveva escluso i funerali in forma privata.
    Mi risulta che qualcuno si è rivolto in lacrime ad un sacerdote: questi, cos'altro avrebbe dovuto fare?

    RispondiElimina
  15. Concordo in pieno,Mic. Abbiamo visto comunioni somministrate a pubblici prostituti, messe funebri celebrate per persone che si erano suicidate, per persone che hanno vissuto vite dissolute ecc. ecc..Fino a quando dovremo accettare che la comunità ebraica abbia diritto di veto o di mettere bocca nelle questioni che riguardano la Chiesa cattolica??? E soprattutto fino a quando la Chiesa cattolica dovrà continuare ad accettare tutto supinamente ciò che chiedono i nostri "fratelli maggiori"???

    RispondiElimina
  16. Grazie a Dio, qualcuno che ha pietà e carità umana, verso la salma di un anziano morto a 100 anni e non aggiungo altro..... A mio avviso i dictat e le pressioni imposte da certa gente, sia a livello politico che spirituale meriterebbero un SERIO approffondimento.... Comunque faccio mio un ottimo articolo del proff. Deotto su Riscossa Cristiana: http://www.riscossacristiana.it/penoso-la-democrazia-fiera-lotta-contro-la-salma-di-centenario-di-paolo-deotto/ La gerarchia vaticana ancora una volta umile ancella dei "fratelli maggiori"

    RispondiElimina
  17. Cher Raoul, je n`ai pas pu, ou voulu, aller au bout de ces vidéos, ce sont des pitoyables clowns et en plus fiers de l`être, imaginez les heures qu`ils ont dû passer à étudier leur "chorégraphie"...

    RispondiElimina
  18. Forse, mi viene da pensare, in Argentina non c'erano né simil-Scalfari, né simil-Odifreddi. Forse, in Argentina, il "Nemico" - che il Papa non ritiene sia una metafora - è meno attivo degli atei militanti e dei massoni in Italia.

    E' vero, caro Lino, che in Argentina c'erano (e ci sono in parte tuttora) dinamiche diverse.
    Ma forse il Vescovo di Roma, se deve governare dal Soglio di Pietro, deve acquisire (se ancora non ce l'ha) una visione universale. Il che è anche il succo di questo tua conclusione, chiara e limpida come tutto il resto.

    RispondiElimina
  19. "Il presidente della conferenza episcopale italiana ha forse dovuto render conto a qualcuno di aver somministrato la comunione ad un prostituto?"

    Durante una messa funebre che era una pagliacciata?

    RispondiElimina
  20. Complimenti a Gnocchi e Palmaro.
    Ancora una volta parrebbe che i laici possano e sappiano godere più di altri della libertà di cui il Creatore ci ha muniti.
    Anche se tutti parlano di libertà e dignità dell'uomo, solo pochi ne sono veramente degni e ne sanno fare buon uso!

    RispondiElimina
  21. Mi pongo il solo problema della comunicazione. L’intervista rilasciata a Eugenio Scalfari è, nei suoi contenuti, uno dei più grandi errori che un Papa avrebbe potuto compiere.

    Un errore, certamente, sia nella forma che nei contenuti, da parte di un Papa normale. Ma ho l'impressione che ci troviamo di fronte al papa della dissoluzione. Mentre una strana ipnosi collettiva vede tutt'altro...

    RispondiElimina
  22. Chère Luisa, consternant, em effet…

    RispondiElimina
  23. @ Mic ha detto.
    "Perché, se non erro, lo stesso Vicariato di Roma non aveva escluso i funerali in forma privata"

    Non erri, cara Mic. La questione non poteva essere posta come negazione della "preghiera per un defunto e il suo affidamento alla misericordia di Dio". Sarebbe stato cristianamente biasimevole. Bene ha fatto la FSSPX di Albano Laziale - se così davvero sarà - a celebrare i funerali di Priebke in forma privata. Di funerali pubblici con tanto di svastiche e saluti nazifascisti non credo che si lamenterà la mancanza, dentro e fuori le chiese di Roma.

    RispondiElimina
  24. @ Raoul de Gerrx

    Cher Raoul de Gerrx,

    Nous passons de temps en temps par ici et nous sommes un peu surpris de voir a quel point les italiens sont surpris.

    Ce reveillent-ils enfin ?

    Nous personellement nous ne sommes en aucun point surpris par ce que di papa Francesco. Il a un discours indentique a celui de nos pretres et cela depuis les annees 70.

    Aujourd'hui cette vision de l'Eglise ne se limite plus aux territoires de la Franc, Suisse, Hollande, Allemagne, Autriche et Canada mais est arrivee et est le discours du Souverain Pontife.

    Les catholiques italiens critiquaient les mouvements traditionalistes qui prenaient naissance en France et en Suisse et les voila maintenant pris dans la tourmente.

    Se reveillent-ils enfin ? Comprendons-ils enfin pourquoi des millier de catholiques ont suivi Mgr Lefebvre ou resteront-ils surpris sans oser se poser la vraie question: Que faire maintenant ?

    Bien a vous et saluti a tutti !

    E.C.R.C.H.

    RispondiElimina
  25. Parole dure di mons.Fellay su PF, si trovano ovunque.....su Priebke vorrei dire che sembra sia morto munito dei conforti religiosi, era cattolico, quindi ha tutti i diritti di avere esequie religiose, non in pompa magna, ma le deve avere,poi se vogliamo paragonare le morti di innocenti da lui causate in tempo di guerra, dovremmo riflettere anche sulle migliaia di morti innocenti di cui va fiero un ministro della nostra dissestata repubblica, oppure i morti non sono mai uguali?GR2

    RispondiElimina
  26. Et si l'on reparlait de la prophétie dite "de saint Malachie", ou "prophétie des Papes", publiée pour la première fois en 1595…

    J'ai lu à peu près tout ce qu'on a pu écrire sur ce sujet, à commencer par la fameuse réfutation du père Ménestrier, jésuite, en 1689, pour lequel cette "prophétie" ne méritait aucun crédit.
    Mais on ne cite jamais l'ouvrage d'un autre jésuite, le père René Thibaut, religieux belge, intitulé "La mystérieuse prophétie des Papes", publié chez Vrin, un éditeur sérieux, à Paris, en 1951.
    Le père Thibaut était professeur à la Faculté de Philosophie et Lettres de Namur, en Belgique, et ne doutait pas, lui, de l'authenticité de ce texte.
    Au terme d'une extraordinaire analyse, publiée, je le répète, en 1951, il concluait que

    « le "prophète" savait ou du moins conjecturait que les 40 [derniers] papes régneraient 440 ans. Il savait ou conjecturait que la durée des 40 règnes postérieurs à saint Pie V, sous le règne duquel il écrivait, commencerait en 1572 pour finir en 2012. Trop d'indices convergent vers cette donnée exacte pour qu'on y voie un résultat fortuit » (op. cit., p. 44).

    Or, qu'avons nous vu en 2012 ?
    La fin du dernier pape régulier ("Gloria Olivae", c'est-à-dire Benoît XVI).
    En 2012 ? Oui, si l'on tient compte du fait que, selon le comput traditionnel, l'année de l'Incarnation 2012, qui a commencé le 15 mars 2012, s'est achevée le 15 mars 2013… Et Benoît XVI a démissionné le 28 février…
    Le père Thibaut terminait son étude para la conclusion suivante :

    « Nous ne voyons pas ce qui empêche la Prophétie des papes d'être une véritable prophétie. Son auteur inconnu n'est ni un faussaire intéressé, ni un mystificateur. [.] Toute la question est de savoir si les coïncidences signalées ont pu se réaliser par pur hasard […] Franchement nous ne croyons pas que l'ensemble des rencontres relevées dans ces pages soit attribuable au seul hasard. Sans trancher une question qui dépasse notre compétence, nous conclurons salvo iudicio Ecclesiae digitus dei est hic [le doigt de Dieu est ici]. […] L'année 2012 dira si, oui ou non, le "prophète" a vu clair » (p. 100-101).

    N'y a-t-il pas là matière à réflexion ?

    RispondiElimina
  27. Les catholiques italiens critiquaient les mouvements traditionalistes qui prenaient naissance en France et en Suisse et les voila maintenant pris dans la tourmente.

    QUALI cosiddetti cattolici italiani?
    Purtroppo solo i progressisti e i "normalisti" criticavano e tuttora criticano la Tradizione tutta.
    Ora sono esplose molte tensioni che covavano da tempo. Molte maschere sono cadute.
    Ed è arrivato il momento di "prendere parte"...
    Per quanto ci riguarda il "prendere parte", che è fedeltà al Signore e alla sua Chiesa, significa "resistere", così come hanno già fatto i francesi tradizionali e molti tradizionali anche in Italia.

    RispondiElimina
  28. priebke era il quarto o quinto in comando a roma, uno che non aveva mai neanche incontrato il fuehrer e forse solo himmler. dopo che con complicita' ad alto livello kappler e' fuggito, si sono accaniti con priebke, che viveva con il suo nome in argentina, beccato da un giornalista usa, probabilmente ebreo ( come lo sono almeno il50% dei giornalisti in usa, almeno dei grandi giornali). ed e' diventato il simbolo del male assoluto. se avessero fatto meno baccano sempre, sarebbe caduto nel dimenticatoio, e nessunneonazista se lo sarebbe filato. non e' vero che non si e' pentito, ha continuato solo a ripetre d' aver obbedito ad un ordine diretto del fuehrer.
    certo e' strano, vedere una " chiesa" che vuole obbedienza ai comandi della gerarchia e guài a chi osa criticare il gran capo, considerare pubblico peccatore non pentito e quindi passibile di funerali solo privati uno condannato dallo stato anni dopo il fatto per aver obbedito agli ordini del gran capo. nella sua coscienza pensava di fare il bene...chi siamo noi per giudicare ?
    ah, come son felice di aver portato mia figlia a vedere l' antigone quest' estate!
    rosa

    RispondiElimina
  29. Martini papa.
    Il sogno divenuto realtà Gesuita, arcivescovo di Milano e cardinale, fu il più autorevole e osannato antagonista dei pontificati di Wojtyla e Ratzinger. I suoi seguaci vedono oggi in Francesco colui che ne raccoglie l’eredità. E la mette in pratica.
    di Sandro Magister

    http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1350623

    m

    RispondiElimina
  30. Bene ha fatto la FSSPX di Albano Laziale - se così davvero sarà - a celebrare i funerali di Priebke in forma privata. Di funerali pubblici con tanto di svastiche e saluti nazifascisti non credo che si lamenterà la mancanza, dentro e fuori le chiese di Roma.

    Certamente, ci mancherebbe altro. Certi simboli non sono cristiani. Per lo meno nei significati che hanno assunto nell'aberrante ideologia nazista. Perché la svastica di per sé compare in molti luoghi paleocristiani.

    Ciò che è aberrante in questo, che mi vien da chiamare "mondo dell'inversione" - e capite bene che il riferimento è alla sfera sessuale ma anche a molti altri ambiti: credo che la 'deviazione' abbia origine spirituale - è che vengono appiccicate alle persone etichette arbitrarie e discriminanti.

    Sentivo poco fa in TV parlare di 'reato' a proposito del negazionismo.
    Non ho nessun motivo per essere negazionista, ma mi ripugna che venga definito negazionista anche chi semplicemente ridimensiona il fenomeno-shoah, aberrante ed esecrabile quanto volete ma che è pur sempre un doloroso evento storico e non è un dogma di fede.
    Dunque, si rischia di andare in galera per una normale divergenza di opinione, come quella che si può avere nei confronti dei gay. Anch'essi come gli ebrei e come qualunque essere umano vanno rispettati, ma in un contesto autenticamente non discriminante non possono e non devono diventare simboli di lesa maestà.

    RispondiElimina
  31. ... e poi, come giustamente dice poco più su GR2, i morti non sono tutti uguali?

    RispondiElimina
  32. Ma in fondo Priebke non ha fatto quelli che Bergoglio ha detto ha Scalfari? Ha seguito la sua coscienza di obbediente ad oltranza...

    RispondiElimina
  33. Lasciatemi essere provocatorio: se Priebke in coscienza aveva ritenuto giusto eseguire un ordine come la mettiamo con le parole di Bergoglio secondo il quale Dio perdona chi segue la propria coscienza??? Ecco l'ennesima riprova del relativismo verso il quale ci sta tragicamente spingendo questo papa (???)

    RispondiElimina
  34. molti di quelli che son chiamati negazionisti NON negano affatto la discriminazione, la persecuzione e la deportazione degli ebrei. semplicemente vorrebbero poter esaminare con metodi scientifici di archeologia e medicina legale i campi di concentramento e stabilire se ci sono prove per l' uso o no omicida del gas. e ricordiamo che nei campi non sono morti solo ebrei. credo che nessuno deglle altre vittime, se non i comunisti per ragioni di ideologia, si opporrebe ad un' analisi seria dei campi.
    la Chiesa non ha mai impedito le analisi scientifiche sulla Sindone, ne' si e' mai opposta alle ricerche archeologiche in Terra santa.
    e Pio xx fece fare ricerche sulla tomba di SS Pietro e Paolo
    Rosa

    RispondiElimina
  35. eh, purtoppo, cara Maria, i morti non sono tutti uguali per certa gente, ci sono morti e torti piu ' uguali di altri
    Rosa

    RispondiElimina
  36. Cara Rosa, le verità di fede come la morte espiatrice del Signore e la Sua divinità possono essere messe in discussione - e persino negli spettacoli sono sempre piú spesso oggetto di vilipendio - senza che nessun cosiddetto pastore si senta offeso o chiamato in causa per difenderne la dignità se non vogliamo parlare di sacralità.
    Poi si pretende da noi cristiani che ci inginocchiamo davanti agli odierni idoli...

    RispondiElimina
  37. Ultim'ora...

    i "dimostranti" hanno aggredito il carro funebre e da quanto si è capito anche un sacerdote della FSPX.

    Chi ha provveduto a questa manifestazione "spontanea" chi ha inoculato il veleno satanico dell'odio contro la salma ORAMAI INERME DI UN ANZIANO?

    DELLA SUA ANIMA IL GIUDICE E' SOLO DIO e non gli uomini indottrinati dal regime anticattolico che vige in Italia e nel mondo.

    A questo ci hanno ridotto la propaganda scritta dai vincitori? A questo ci hanno ridotto 50 anni di abbandono della vera trasmissione di fede?

    A non permettere di compiere una tra le più sacrosante opere diMisericordia Spirituali, ossia SEPELLERI I MORTI?

    Atti VERGOGNOSI, che saranno puniti dalla Giustizia Divina.

    I morti non sono tutti uguali?

    No!! per la propaganda nessuno tranne....

    Non esistono quindi Armeni, Palestinesi, Cristiani che tengano...

    Nessuno ricorda i 150milioni di morti nei gulag comunisti?

    RispondiElimina
  38. Nessuno sembra ricordare neppure le migliaia di cristiani che vengono perseguitati e uccisi nelle primavere arabe e non solo.
    Ma invece di parlar tanto di misericordia e tenerezza perché non le si vivono e non solo in maniera unidirezionale?
    Direi però di non lasciarci prendere dal 'conteggio' dei morti...

    Deploriamo ogni tipo di violenza, anche quella psicologica contro chi è fedele alla tradizione come pure contro chi riconosce la legge naturale inscritta nella Creazione.

    Ma più che recriminare cerchiamo di confutare fermamente e con equilibrio le versioni distorte propinate dai media (e non solo).
    Il problema è che ne siamo sommersi a livelli davvero ormai soverchianti.

    RispondiElimina
  39. Molti di quelli che sono li sono peggio di Priebke... è solo che non hanno occasione di dimostrarlo

    http://video.corriere.it/funerali-priebke-prete-aggredito/781fc04a-35b1-11e3-9c0c-20e16e3a15ed

    RispondiElimina
  40. Sappiamo tutti a chi appartengono i media in tutto l'occidente, Rosa ha ragione, vorrei spendere 2 parole sul negazionismo, io sono stato ad Auschwitz-Birkenau di persona,quindi non si può negare l'evidenza, ma quello che certo negazionismo contesta è il numero dei morti, che,date le tempistiche, pur confidando nell'efficienza tedesca, non possono essere 6.000.000. solo calcolando gli ebrei, perchè moltissimi altri sono finiti nei vernichtungs lagern, ovvero nei campi di sterminio finale, era la tesi che sosteneva Williamson nella famosa intervista alla tv svedese,che guarda caso, pur risalendo a diverso tempo prima, venne fuori subito dopo il ritiro della scomunica da parte di BXVI, con una tempistica da cronometrista, quello che è venuto dopo, ribadisco, è stata una valanga di infamie caduta addosso al medesimo papa, il risultato finale lo sapete tutti.I morti dei gulag sono anche di più, bisognerebbe aggiungere i 150.000.000. di cinesi spazzati via dalla lunga e gloriosa marcia di Mao, ma ripeto,ci sono morti e morti,non esiste 'a livella, come diceva Totò, esiste chi può fare e disfare la storia a suo piacimento e chi la storia la subisce e basta.GR2

    RispondiElimina

  41. A E.C.R.C.H.

    Je fais mienne la réponse de Mic 17:07 concernant les catholiques italiens.
    J’ajouterai seulement qu’il y a bien des manières de suivre, ou de ne pas suivre, ou de suivre mal, Mgr Lefebvre.
    Le comportement des responsables (je dis : les responsables) de la FSSPX ces dernières années m’a beaucoup affligé — moi et de nombreux autres, qui avons vu dans les prétendues “discussions doctrinales” une véritable trahison du combat de Mgr Lefebvre pour la vraie foi.
    Que les traditionalistes de tous les pays s’unissent autour de l’essentiel et résistent courageusement, sans exclusives et sans anathèmes. Qu’ils construisent, spirituellement, l’arche, ou la conche, qui recueillera la Tradition, puisque Rome est désormais aux mains de l’Adversaire. Le temps presse, désormais.

    RispondiElimina
  42. Ho visto il video dell'aggressione al sacerdote della FSSPX. Mi pare di poter dire che oramai il bersaglio non è più Priebke, ma semmai una certa concezione di Cristianesimo "ribelle". Un episodio significativo di quello che ci attende. La Chiesa di Bergoglio contro l'altra Chiesa che a lui si oppone, prefigurando uno scisma che mi pare oramai inevitabile.

    RispondiElimina
  43. Nell'ultima intervista rilasciata (luglio 2013), Erich Priebke non nega la persecuzione degli ebrei da parte dei tedeschi (che - dice -non era diversa da quella dei neri negli USA o a quella degli oppositori politici nella Russia di Stalin...), ma nega l'uso delle camere a gas

    http://www.gloria.tv/?media=511920

    RispondiElimina
  44. Un episodio significativo di quello che ci attende. La Chiesa di Bergoglio contro l'altra Chiesa che a lui si oppone, prefigurando uno scisma che mi pare oramai inevitabile.

    Andiamoci piano, Pino, con la parola scisma.
    Non ci lasciamo trascinare ma resistiamo attendendo e pregando.

    RispondiElimina
  45. Chers amis, écoutez ça, ÉCOUTEZ ÇA :

    http://gloria.tv/?media=500755

    Où sont nos cardinaux, où sont nos évêques ?
    Tous à plat ventre devant Bergoglio !

    RispondiElimina
  46. sui lager, caro GR. mi sono letta molti libri, sia di storici ufficiali, sia di revisionisti. e' proprio leggendo un testo di parte ebrea che ho cominciato a riflettere e dubitare . sull' attuale valore e significato della shoah, bisognerebbe leggere Finkelstein e Atzmon, che, come si puo' intuire dai cognomi, sono ebrei, uno addorittura e' un sabra (ebrei nati in Palestina).
    Rosa
    PS: c'e' un brano dell' Antico Testamento che parla di vendetta fino alla quarta e quinta generazione...siamo ancora alla terza e quarta...per esperienza personale so chhe il concetto di perdono non appartiene ad altre religioni

    RispondiElimina
  47. sui lager, caro GR. mi sono letta molti libri, sia di storici ufficiali, sia di revisionisti. e' proprio leggendo un testo di parte ebrea che ho cominciato a riflettere e dubitare . sull' attuale valore e significato della shoah, bisognerebbe leggere Finkelstein e Atzmon, che, come si puo' intuire dai cognomi, sono ebrei, uno addorittura e' un sabra (ebrei nati in Palestina).
    Rosa
    PS: c'e' un brano dell' Antico Testamento che parla di vendetta fino alla quarta e quinta generazione...siamo ancora alla terza e quarta...per esperienza personale so chhe il concetto di perdono non appartiene ad altre religioni

    RispondiElimina
  48. mic: "Andiamoci piano, Pino, con la parola scisma".

    E' vero, andiamoci piano. Difatti gli intenti, infarciti di errori dottrinali, sono stati solamente annunciati sui giornali e non ancora codificati. Tuttavia, quando il Sovrano Pontefice (!!) passerà, con un blitz degno di Rommel, alle vie di fatto - sacerdozio alle donne, Comunione ai conviventi, ecc. - la divisione si renderà inevitabile. Scusi, ma a questo punto della storia dolente io, che non ho la responsabilità di dover curare un blog che fa opinione, non ho più tanta voglia di tirare di fioretto. "Non pace, ma una spada".
    Vedrò, nei prossimi mesi, di prendere qualche lezione di scherma; anche perché temo che ci incamminiamo speditamente verso un cupo lungo perido di "devastazione del culto" che, stando ai riferimenti biblici, dovrebbe durare tre anni e mezzo (Antioco IV Epifane docet). E siamo al 13 maggio del 2017. Chi vivrà vedrà.
    La saluto.

    RispondiElimina
  49. Pino, Dio non voglia che accada.
    Se dovesse accadere non posso non essere d'accordo.
    Non è per giocare di scherma. E' che ancora non voglio crederci. Non per mancanza di realismo, ma per un estremo senso si speranza.

    Ne converrà che è qualcosa di duro da digerire. Ma non ci si può sottrarre dal "prendere parte", se la Verità fosse tradita fino a conseguenze più estreme.

    RispondiElimina
  50. "Ne converrà che è qualcosa di duro da digerire. Ma non ci si può sottrarre dal "prendere parte", se la Verità fosse tradita fino a conseguenze più estreme".

    Certo, tutto ciò è molto doloroso e penoso. Tuttavia, in tutta onestà, sento dentro di me che questo è esattamente il periodo storico predetto dalle Vergine a Fatima: l'apostasia della gerarchia cattolica, la necessità della "comunione eucaristica riparatrice". E' significativo questo porre l'accento sulla "riparazione" da parte di Maria. Riparare appunto - mi pare - a tutto ciò che di contrario e di oltraggioso riguarda appunto il "culto a Dio". Da qui il riferimento che io vedo alla "devastazione del culto".

    Anche questo triste episodio di Albano - l'aggressione al sacerdote della FSSPX - sembra proprio relazionato al retto culto. Mi ha colpito il commento fatto dal giornalista del TG1, quel porre l'accento sulla "Messa celebrata in Latino", come a voler additare l'avversario effettivo: quelli che si incaponiscono a voler dire Messa secondo una lingua superata, quelli che non stanno con Francesco.
    Di questi episodi temo, in realtà, ne avremo sempre più nei prossimi mesi.
    Non è pessimismo, ma semplicemenete una idea, anzi qualcosa di più reale, che si è andata formando nel mio animo già prima dell'elezione di Bergoglio.

    RispondiElimina
  51. i tre anni e mezzo... abominio della desolazione nel luogo santo... probabilmente profetica la Ecclesia de Eucharistia, ultima ebciclica di Giovanni Paolo II... speriamo non sia (ancora) così..in ogni caso NON prevarranno!
    http://www.cristomaestro.it/vrt_teologali/speranza/comparsa/comparsa.html

    RispondiElimina
  52. ciao!per me anche se ci fosse stato un solo ebreo ucciso pdr le leggi razziali e invece ne sono stati uccisi milioni!ci sarebbe da condannare le leggi razziali!mi parlate di religione ma poi fate le differenze!priebke era e resta un criminale di guerra!

    RispondiElimina
  53. Anonimo cianfruglione 22:44

    Mi dica:
    1. chi mai su questo blog ha approvato le leggi razziali?
    2. Chi ha mai negato che la shoah non sia stata un doloroso terribile ed esecrabile evento, a prescindere dai numeri?
    2. chi nega che Priebke sia stato un criminale di guerra?
    3. non ha mai sentito il papa parlare di misericordia e tenerezza? Chi riguardano secondo lei? Solo gli atei come Scalfari?

    RispondiElimina
  54. Se scisma ci sarà occorre vedere chi saranno gli scismatici.... .

    (nel 2017 se non erro ricorre anche il 500ario dell'inizio dell'eresia luterana, da cui sono poi rigurgitate tutte le altre chiesuole luterane....; 13 maggio... delle date significative).

    RispondiElimina
  55. Se scisma ci sarà occorre vedere chi saranno gli scismatici....

    Ci avevo pensato anch'io. Però al momento sono in imbarazzo perché non vedo, dalla parte tradizionale, qualcuno che possa avere l'autorità e anche il coraggio di dichiarare chi è davvero scismatico.

    RispondiElimina
  56. "Però al momento sono in imbarazzo perché non vedo, dalla parte tradizionale, qualcuno che possa avere l'autorità e anche il coraggio di dichiarare chi è davvero scismatico".

    E se fosse Benedetto? Come Mosè egli potrebbe scendere dal Monte per aiutare la vera Chiesa a infrangere il vitello d'oro.

    RispondiElimina
  57. Gentile Mic, non capisco questi esecrabili ed ingiusticati attacchi e accuse infondate, di certi beceri provocatori, che oltre ad essere ignoranti in storia, sono da annoverarsi tra i caluniatori da stadio.

    Credo che il loro intento sia quello di denigrare lei e il suo blog e come barbari pagani del tempo che fu, trovare qualcuno su cui sfogare la rabbia, proprio come quei "signori e signore" che hanno preso a calci e pugni la bara di un defunto centenario, attirando sulle loro teste l'Ira Divina.

    Solo che quei erano appunto pagani e barbari, non conoscevano la religione Cristiana perchè Cristo doveva ancora Redimerci...oggi invece che possiamo dire?

    Riporto uno stralcio del carissimo Don Levi Gualdo apparso su un commento di Riscossa Cristiana:

    ------------

    Umanamente però è inutile continuare a perseguire chi si è macchiato di crimini così gravi. Per il cristiano il perdono è un atto di amore che non chiede nulla in cambio» [http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/interviste/2011/071q04a1.html].

    ----------

    http://www.riscossacristiana.it/penoso-la-democrazia-fiera-lotta-contro-la-salma-di-centenario-di-paolo-deotto/


    V.G.

    RispondiElimina
  58. tramviere-cattolico16 ottobre, 2013 00:27

    Adesso quasi ogni domenica mattina i conduttori di Radio Uno "In Attesa dell'Angelus" vagheggiano assai speranzosi di un possibile cardinalato per le donne.. Vi è mai capitato di sentire questi assurdi commenti?

    RispondiElimina

I commenti vengono pubblicati solo dopo l'approvazione di uno dei moderatori del blog.