Pagine fisse in evidenza

sabato 2 novembre 2013

Rivoluzione e Tradizione

Editoriale di Novembre di Radicati nella Fede:

Cosa fare quando tutto sembra immerso in una confusione tremenda? Cosa fare quando non sembra sussistere nulla di certo?

 L'uomo è fatto per vivere di fronte a Dio, e in Dio trovare la propria consistenza e pace. Un tempo la Chiesa Cattolica comunicava questa pace. Era il mondo, quello lontano da Dio, ad essere in continua agitazione, ma la Chiesa no. La Chiesa era la stabilità.

 Era il mondo senza Dio ad essere immerso in una continua Rivoluzione e questa Rivoluzione continua era amata dalle anime instabili e disperate che, scontente della vita, cercavano affannosamente un’impossibile novità che appagasse il loro vuoto interiore.

 La Chiesa no; sempre uguale a se stessa, composta e pacifica nella stabilità di Dio, avanzava nel mare della storia ed era il vascello sicuro per le anime che non amavano la Rivoluzione riconoscendola falsa e ingannevole.

 Era il mondo moderno che, non volendo dipendere più da Dio e da nessuna autorità, criticava la Chiesa accusandola di non cambiare mai! Non credendo in Dio, il mondo moderno non capiva la stabilità della Chiesa, perché in fondo non capiva la stabilità di Dio.

 Così, in mezzo a tutte le terribili rivoluzioni, la Chiesa con i suoi santi, con la grazia soprannaturale dei suoi sacramenti, con la verità immutabile rivelata da Dio e trasmessa dalla Tradizione e dalla Scrittura, camminava nel mondo, strappando tutte le anime che poteva alla Rivoluzione che uccide, per portarle nel suo seno, nella stabilità della grazia che edifica.

 Tanti venivano colpiti dalla meravigliosa pace che emanava dalla Chiesa Cattolica, pace che convinceva e convertiva, pace che è tra i più grandi segni di Dio.

 Quante conversioni anche nel mondo protestante verso la Chiesa Cattolica: i protestanti si erano adattati alla modernità sempre più atea e indifferente, ma questa modernità non dava pace e molti così tornavano alla Chiesa Cattolica. Descrive molto bene questa situazione Carlo Lovera di Castiglione nel suo famoso testo su ”Il movimento di Oxford”. Parlando della crisi dottrinale scoppiata dentro la chiesa anglicana a metà dell'800 così dice: “...dei fedeli, gli uni non sapevano più che pensarne, altri parteggiavano per i novatori, molti guardavano oltre i confini della Chiesa Stabilita, verso i Cattolici Romani, per i quali la serenità della fede e dell'immutabile dottrina, si rifletteva nel possesso della verità pieno di sicurezza e di pace.” (Carlo Lovera di Castiglione, Il movimento di Oxford, Morcelliana 1935, pag. 220).

 “La serenità della fede e dell'immutabile dottrina, si rifletteva nel possesso della verità pieno di sicurezza e di pace”: come è dolce questo parlare. E' la dolcezza stessa di Dio che dona nella Chiesa quella serenità che ogni cuore cerca.

 Ma ora tutto è cambiato... sono giunti giorni terribili che la retorica buonista dei cristiani ammodernati non può nascondere: la Rivoluzione dal mondo ateo è entrata nella Chiesa e sta consumando tutto. Non c'è più stabilità, la Chiesa sembra entrata in una perenne Rivoluzione che tutto cambia continuamente: confusione nei riti, confusione nella dottrina, confusione nella morale, confusione nella disciplina. Non sai se la verità di oggi durerà domani. Tanti, preti e fedeli, corrono affannosamente per non restare indietro, per adattarsi come possono a questa estenuante confusione.

 Chi cerca veramente Dio, in questa Chiesa rivoluzionaria, resta terribilmente solo.

 Che fare in questo clima asfissiante? e che cosa non fare?

 Innanzitutto occorre non farsi prendere dall'agitazione, occorre non reagire da rivoluzionari: sarebbe come curare il male, che è appunto la Rivoluzione, con la stessa malattia. Lo spirito rivoluzionario, anche quando pretende di salvare il bene, non sarà mai la soluzione.

 Bisogna invece stare veramente fuori dalla Rivoluzione, vivendo integralmente il cattolicesimo in quella stabilità che era sua, prima che la Rivoluzione invadesse tutto.

 Nella confusione nera, nelle tenebre, urge decidere di fronte a Dio di vivere da cattolici, stabilmente. Per questo bisogna riconoscere un luogo che ti comunichi la pace della fede nel possesso della verità rivelata. Un luogo dove è celebrata la Messa tradizionale: eleggerlo come riferimento per la propria vita, lasciandosi educare da questo luogo. Non vivere da agitati in una lotta perenne ma vivere da cattolici nella liturgia di sempre, nella dottrina di sempre, nella grazia di sempre secondo i sacramenti di sempre; e così operare tutto il bene che il Signore ci permette di compiere.

 Lo dice padre Calmel: “Ciò che sarà sempre possibile nella Chiesa, ciò che la Chiesa assicurerà sempre, nonostante i tentativi diabolici della nuova Chiesa post-vaticanesca, è questo: tendere alla santità realmente, potersi istruire, in un gruppo reale anche se molto piccolo, sulla dottrina immutabile e soprannaturale, sotto un'autorità reale e conservando la sicurezza che resteranno sempre dei veri sacerdoti e dei Vescovi fedeli, che non avranno dimissionato (forse anche senza accorgersene) nelle mani delle commissioni e della collegialità.” (R. T. Calmel, Breve apologia della Chiesa di sempre, Editrice Ichthys, pag. 51).

 Carissimi, se vivremo così, le tenebre terribili di oggi resteranno fuori dai nostri cuori.
 Preghiamo perché la Madonna ci ottenga questo rifugio, e noi cerchiamo di esserne sempre più degni.

70 commenti:

  1. Sig. ra Mic,
    le scrivo giusto per sgombrare il campo da possibili malintesi.
    Sono quello che voi definireste un izquierdista della Chiesa Cattolita, o mas bien un progressista.
    Pero' leggo questo sito perche' mi pare un blog intelligente, fatto per e con gente intelligente. Ed e' sempre stimolante confrontarsi con qualcuno preparato e geneticamente ben fornito (intellettualmente eh!).
    Molti vostri dubbi ed inquietudini sono comprensibili, spesso ritengo leggitime le vostre posizioni e a volte addirittura devo ammettere che avete ragione.
    Anche io mi aspetto che un Papa (qualunque Papa) debba esordire con: sia Lodato Gesu' Cristo, e non con: buonasera (ma como? Chi sei? Mike Buongiorno?).
    Anch'io ritengo che dialogare sui massimi sistemi con il sig. Scalfari serva solo a dare visibilita' mediatica e notorieta' al suddetto personaggio.
    Anch'io godo (si' GODO!) quando BXVI bastona un ex compagnio di studi come Odifreddi per le castronerie che scrive nel suo libro. Anch'io sono ogoglioso di avere dalla parte giusta un filosofo, un teologo, un pensatore e uno scrittore del calibro di BXVI. Un pezzo da novanta. Un fuoriclasse. Incedibile.
    Pero' non posso difendere con nessuno, tanto meno con me stesso, un post come questo.
    Cos'e'? Un cuento de hadas? Qual'e' il titolo? Capitani coraggiosi nella tempesta?
    Io non voglio polemizzare, davvero mi interessa il vostro blog, anche se mi sta costringendo a ricominciare a studiare, e onestamente non ne ho voglia, ritengo di avere gia' dato.
    Pero', ripeto, questo articolo e' ANACRONISTICO.
    Grazie. Scusi la lunghezza.
    P.s. Le dico che perlomeno avro' un po' di materiale per mettere in croce il mio Vescovo. EH EH!!!!
    Mauro

    RispondiElimina
  2. mauro,
    mai letto o sentito: stat crux, dum volvitur orbis ? volvitur da volvor, radice di re- volvor, da cui ri- voluzione. mai letto della rivoluzione di Oliver Cromwell, che fini' il lavoro iniziato da Cranmer contro il cattolicesimo ? o della rivoluIone francese contro il trono e l' altare, ovviamente cattolico? o della rivoluzione bolscevica contro l' ortodossia e il cattolicesimo ? o della rivoluzione, non cruenta, ma sempre rivoluzione, della scuola di francoforte e del cultural marxism contro lafamiglia, il padre, l' autorita', e quindi anche il cattolicesimo? il Cattolicesimo era, quasi per definizione, la Tradizione, il protestantesimo il rifiuto di questa, la Riforma- in realta' una rivoluzione, solo che allora non si usava questo termine.
    Torni ad aver voglia di studiare, e studi. chi non ha avuto il dono dell' intelligenza o non ha potuto per motivi sociali ed economici studiare, ha il diritto di essere un buon cattolico ignorante- le nonne, gli zii, ecc.- ma chi e' intelligente, e puo' studiare, no
    Rosa

    RispondiElimina
  3. Magnifico editoriale. Separa ciò che era da quello che è adesso la Chiesa.
    Miles

    RispondiElimina
  4. Sig.ra Rosa,
    qualcosa ricordo si'..dal tempo del liceo..cattolico e'! Piamartini.
    Neanche a farlo apposta la foto che accompagna il post e' una torre!!! Circondata dalle acque.
    Abbastanza isolata per giunta, mi sembra.
    Il post precedente era migliore, ben espresso, posizioni condivisibili per tardizionalisti e non.
    Ma la Chiesa non puo' rivolgersi solamente ai 70-80 abituali frequentatori del sito, e neppure solamente al restante 2% dei cattolici che per Grazia hanno le capacita' e la cultura per comprendere discorsi di questo tipo.
    Che sia un piacere intelletuale non lo nego, pero' qui si tratta di dare un annuncio al MONDO.
    Perche' il rischio ( e li', secondo me, Bergoglio con la sua non completa padronanaza dell'idioma italiano sbaglia) no e' l'ideologia. E' il narcisismo dell'ideologia. L'estetica che la accompagna.
    E gente come lei, o come me, o come parecchi altri qui, non sono indifferenti al fascino di queste cose.
    E' inevitabile. E' il rischio dell'intelligenza e della conoscenza.
    Riesco a spiegarmi??
    Mauro

    RispondiElimina
  5. Mauro,
    non è questione di cultura o intelligenza. È questione di riconoscere e assaporare la verità: la risposta accende la Fede. Il cammino ulteriore la nutre e l'approfondisce. C'entrano la ragione e il cuore. L'amore viene dalla conoscenza e dall'esperienza, così come lo Spirito procede dal Padre e dal Figlio, perché noi siamo immagine della SS Trinità, che in Cristo Signore ci assume in questa generazione eterna (il Figlio è eternamente generato non creato) ... Il resto è conseguenza.

    RispondiElimina
  6. A proposito di studio. Tra un po' sarà sempre più difficile far studiare i nostri figli a scuola.

    http://www.avvenire.it/Cronaca/Pagine/scuola-parla-famiglia-togliamole-fondi.aspx

    Chi si preoccupa troppo di parlare al mondo ha già mercanteggiato con Dio e non ha più la forza di difendersi e di combattere, come mostra questo articolo.
    La Chiesa non ha mai parlato "al mondo", ma, nella concretezza di una missione, di una parrocchia, di una scuola, ha sempre parlato alle singole anime, infischiandosene del mondo e delle sue persecuzioni.

    RispondiElimina
  7. E, a proposito dell'immagibe, quel faro squassato dalla tempesta, non esaurisce tutta la realtà e non simboleggia l'isolamento e l'arroccamento: è lì bel piantato, per far luce alle navi che vengono da lontano e a causa della tempesta potrebbero perdere la rotta e finire sugli scogli.

    RispondiElimina
  8. Raoul de Gerrx2 novembre 2013 21:36


    « Che fare in questo clima asfissiante ? » demande l'auteur, qui ajoute : « e che cosa non fare ? »

    La première chose à faire, il me semble, est de dire NON, un non ferme et résolu.

    Il faut ensuite lutter contre une conception imbécile de l’autorité et de l'obéissance, qui se confond souvent, à l'époque moderne, avec les procédés d'intimidation et de terreur.

    Sous l’influence des idéologies modernes, les catholiques ont été, sont aujourd'hui largement contaminés par cette conception, que je dirais avariée et même pourrie, de l’autorité et de l'obéissance.

    Dans l’Église, société d’hommes libres (que la Vérité a rendus libres), l’obéissance n’est pas la soumission animale, aveugle — bovine pour ainsi dire —, aux ordres du chef ou du despote.
    Elle est le consentement éclairé, l’assentiment de l’intelligence à ce qu’enseigne l’autorité, pour autant que celle-ci est et se maintient AU SERVICE DE LA VÉRITÉ.

    Or la Vérité, dans l’Église, nous savons ce qu’elle est : c’est tout ce qu’enseigne l’immuable Tradition.

    Le clergé, dans l’Église, n’a d’autre raison d’être que le service humble, fidèle et héroïque de la Tradition.

    Un clergé qui ne servirait plus la Tradition vivrait dans le mensonge, dans l’imposture.
    Il ferait mieux de s’en aller, de changer de profession.

    Le prêtre, le prélat, qui enseignerait un mensonge — par exemple : que Dieu n’est pas catholique, ou que la conscience individuelle est la seule norme du bien, ou que le chrétien n’a pas à faire de prosélytisme —, ou qui donnerait des ordres aberrants — en interdisant, par exemple, à une congrégation religieuse la célébration du Saint-Sacrifice de la Messe, qui constitue et constituera toujours le sommet de la vie chrétienne —, ou qui prendrait le contrepied de la pratique constante de l’Église en matière de liturgie, de doctrine ou de droit —, n’aurait aucun droit à l’obéissance ; il n’aurait droit qu’à la résistance et à l’opposition.

    Il n’aurait droit qu’au mépris, même, s’il refusait de s’amender.

    Une des causes de la “crise” de l’Église tient, pour une très grande part, à l’abaissement des caractères.

    Disons-le carrément : il y a trop de lopettes dans le clergé, dans tout le clergé, depuis le haut jusqu’en bas. C’est ce qui fait que trop d’ecclésiastiques errent aujourd’hui “à tout vent de doctrine” et que leur morale (ou leur “éthique”) est devenue incertaine.

    Il y trop de lopettes aussi chez les fidèles.

    Il y a aujourd’hui, pour tout dire, chez beaucoup de prêtres et de fidèles, un problème de virilité.

    Donc, savoir dire NON, sans faiblir et sans tergiverser, à ce catholicisme émasculé que certains cherchent à tout prix à nous imposer, est sans doute la première exigence du moment.

    RispondiElimina
  9. a dir il vero, la foto non rappresenta una torre, ma un faro che illumina la notte ed il mare in tempesta...il faro rappresenta la Chiesa cattolica che, fino a 50 anni fa, illuminava con la luce del suo Ffondatore le tenebre del mondo, del saeculum. e, come un faro, indicava la rotta per trovare un approdo sicuro al' uomo afflitto dal dolore, dalla pverta' , dalla solitudine, dall' odio, ma soprattutto dal dubbio. - sara' bene o male comportarsi cosi ? ed alla fine della vita ci sar' qulcosa . varra' o no la pena di vivere cosi?-
    L' uomo vedeva la luce, al seguiv ed era salvo. Ora il faro non c'e' piu', o, se c'e' , la sua luce e' offuscata, e si rischia il naufragio. anzi molti han gia' fatto naufragio.
    lei e' mai andato per mare?
    visto che ha fatto il liceo, ha letto I Promessi Sposi ? ed il 5 maggio?
    Rosa
    PS: secondo me Bergoglio non parla neanche bene il castigliano, credo si passato da un dialetto piemonteses rad uno di B.A ires. penso anche abbia problemi con il latino. Di sicuro Woytila e Ratzinger se la cavavano meglio con l' italiano, proprio perche' non partivano da alcun dialetto.

    RispondiElimina
  10. A proposito del sondaggio, la gerarchia, che insegna e bada che si rispettino le regole, esiste perché c'è un ordine. Nel caos, con l'apparenza della 'democratizzazione' (se prima non formi, cosa interroghi a fare?), si fanno strada l'anomia e l'arbitrio, nella confusione piú totale... e le volpi possono far scempio della vigna...

    RispondiElimina
  11. 'Sto presunto sondaggio sembra sempre più un referendum...

    RispondiElimina
  12. nel questionario si chiede quale conoscenza si abbia dei documenti conciliari e dell' Humanae vitae. Forse era meglio chiedere che conoscenza si ha del Catechismo della Chiesa riguardo la famiglia, il matrimonio, i figli, la sessualita'.
    Rosa

    RispondiElimina
  13. @Mauro...

    dice "il post precedente era migliore, ben espresso, posizioni condivisibili per tardizionalisti e non."

    ma anche questo post ha posizioni condivisibili. Non vedo perchè no.

    Mauro: "Ma la Chiesa non puo' rivolgersi solamente ai 70-80 abituali frequentatori del sito, e neppure solamente al restante 2% dei cattolici che per Grazia hanno le capacita' e la cultura per comprendere discorsi di questo tipo."

    La Chiesa dovrebbe testimoniare il Messaggio in maniera netta sempre e comunque e per ogni dove, senza venire a patti con gli oppositori o con "il mondo".
    Non è affatto un "fatto di cultura". Ma anche questo articolo si rivolge a tutti.

    Quanto è arzigogolata invece la quadratura del cerchio del postconcilio....proprio perchè è un insieme di pensieri sempre ripiegato su se stesso nel tentativo di mascherare (male) l'eresia modernista, quando entra in conflitto con Tradizione e Scrittura...è il mondo, lo spirito del mondo, entrato in chiesa.

    Qui l'ideologia, l'estetica, della fede,
    a mio avviso non c'entrano nulla.

    L'incipit dell'art. è saggio da subito nel contrapporre eticamente Stabilità/Eternità delle verità date per fede, e la Rivoluzione Permanente del mondo.
    Segue poi una parte storica, che osserva alcuni fatti in diacronia.

    Viene in mente il versetto (doppio) in Giobbe 1,7 e 2,2....

    L'Eterno disse a Satana: «Da dove vieni?». Satana rispose all'Eterno e disse: «Dall'andare avanti e indietro sulla terra e dal percorrerla su e giù».

    Quell'aggirarsi, quell'andare qua e là come dannati sa tanto della rivoluzione continua del mondo.
    Ecco perchè la chiesa deve stare stabile in ciò che le è stato affidato.

    RispondiElimina
  14. Potremmo provare a intenderci anche sul concetto di "rivoluzione", su ciò che è, anche in altri ambiti per non precluderci nulla, ciò che non è, e quello che ci hanno fatto credere che sia.

    Rivoluzione ci dicono fu il 68, il 77, per le generazioni vicine. Altre su grande scala i lumi, la rivoluzione francese, il soviet.
    Indubbiamente hanno delle costanti.

    Le rivoluzioni NON sono sempre giuste, e soprattutto NON esprimono fino in fondo la volontà popolare e la sete di giustizia degli uomini
    MA sono spesso espressione di elites ed oligarchie determinate a sovvertire l'ordine costituito per loro fini, manipolando ribellioni di massa.

    Nella società di massa, gli strumenti di persuasione sono più importanti delle motivazioni che esigerebbero un drastico cambiamento in linea di massima politico, religioso, amministrativo, etico.

    La dottrina socialista per es. ha riservato alla propaganda la parte più importante di tutta la sua azione politica. Tuttora le opinioni si creano martellando le menti, da tv, giornali, spot, canzonette, twitter, FB e via così.

    Gli artefici delle rivoluzioni del passato puntavano alla rivoluzione per la rivoluzione, e questo ne spiega il fine:
    l'abbattimento del sistema politico e anche religioso preesistente, che era per loro più importante che non la stessa edificazione di un nuovo ordine. O forse erano solo tappe in vista del Nuovo Ordine, oggi tanto in voga e ormai disvelato.

    Ma l'esigenza di cambiamento politico e religioso, di cambiamenti sistemici, era realmente sentita dalla maggioranza,
    O era solo il modo per imporre la volontà di una ristretta elite che voleva sostituirsi al potere costituito?

    E se è vera l'ultima ipotesi, che differenza c'è tra l'azione della elite di ieri rispetto a quella di oggi? :-)

    Pare in realtà che molti esperimenti siano stati fatti (Rivoluzione Francese, Soviet & co) e non hanno soddisfatto pienamente i loro artefici e promotori (e molto meno quelli che le hanno subite).

    Resta il fatto che la volontà era la loro e non quella delle Masse, che non possono avere alcuna volontà vera in quanto, come masse condizionate, non hanno più alcuna personalità.

    La Rivoluzione (moderna) è essa stessa l'ideologizzazione del Progresso: sono sinonimi. Il Progresso è a sua volta figlio dell'Industrializzazione. L'Industrializzazione è figlia dell'Urbanizzazione. Tutto questo è possibile solo in un contesto di Massa. La Massa altro non è se non un Popolo visto solo in un'accezione economico-produttiva. In sintesi, si tratta proprio della Modernità.

    (continua)

    RispondiElimina
  15. (riprende)


    Il concetto di Rivoluzione Permanente chiarisce ancor meglio il carattere progressivo della Rivoluzione.
    La sola idea di Modernità e Progresso sono già rivoluzionari.

    Il voler spiegare il mondo antico (anche i dogmi cattolici) attraverso i canoni del moderno, è l'errore basilare del Marxismo (e anche di quei signori del Vat II così devoti a quella dottrina politica), che però ha esso pure i suoi dogmi: primo tra tutti il Determinismo storico declinato "scientificamente".

    Ecco perchè il Comunismo (così presente in tanti nouvelle-teologi) non è applicabile in contesti nei quali l'identità popolare sia basata su canoni etnici e religiosi forti (Tradizione), a meno di non scalzare quei canoni etnici e religiosi.

    Ed ecco perchè il Socialismo prescrive come prima mossa lo sradicamento delle cosiddette "sovrastrutture" (tra cui Dogmi e Tradizione).

    Il fatto è che l'Identità è invece antropologicamente una struttura, mentre è proprio l'idea di "Classe" ad essere sovrastruttura che ha senso solo nel contesto moderno.

    Limitatamente a questa inversione di termini, si può già dire che la Rivoluzione è antiumana, indipendentemente dal grado di violenza esercitato.

    Violenza che, comunque, e' insita già nel concetto rivoluzionario, che è di per se stesso basato sulla distruzione.

    Se noi siamo portati a giustificare una qualche forma di Rivoluzione, è perchè viviamo nella modernità che ci ha assuefatto a vedere le cose così.

    L'eliminazione dei concetti di Dio, Patria, Famiglia (che sono Strutture, e non sovrastrutture) è stato indispensabile per creare l'humus rivoluzionario.

    Alla fine....preferisco Chi mi promette la vita eterna, piuttosto che chi mi parla di giustizia sociale (che poi non raggiunge nemmeno mai).

    I credenti dovrebbero ragionare anche guardando il braccio verticale della croce e non solo quello orizzontale e antropocentrico, magari scambiandolo per marxismo...

    La prospettiva che ci ha donato Chi, immutabile e Signore anche del tempo, dà la vita eterna è, almeno, un po' più lunga delle promesse marxiane o Rahneriane
    :-)

    RispondiElimina
  16. "Un tempo la Chiesa Cattolica comunicava questa pace [in Dio]...La chiesa era la stabilità"
    Poi venne Maolo VI (con i suoi successori) e sconquassò tutto.
    E te lo fanno pure Santo...

    N.B. La M non è un refuso

    RispondiElimina
  17. OT segnalo l'uscita di un libro titolo: Dialogo PF e scalfari, con interventi di:mancuso,navarro vals, veronesi, bianchi, carròn, kung, cacciari, zagrebelsky, boff, fox, un vero parterre de roi.....quando si vuole creare confusione e seminare sacchi di zizzania, il diavolo non ha pari....Passante per caso2

    RispondiElimina
  18. E poi c'è una bella differenza tra dare testimonianza al mondo e conformarsi, uniformarsi ad esso.
    Non c'è alcun dubbio che una parte del mondo cattolico (la parte che conta a quanto pare) sia ormai perfettamente conforme con slogan, dettami e dogmi del mondo. E a cambiare, convertirsi non è stato certo il mondo ma la suddetta Chiesa.
    Miles

    RispondiElimina
  19. Ancora, prendendole sempre da lontano e come dialogo sui massimi sistemi,
    si possono notare altre pulsioni che in senso lato corrispondono a Tradizione e Rivoluzione ma in campi verificabili,
    per vedere perchè
    e se siamo anacronistici,
    se è un fatto di anacronismo o altro:
    cfr. dialettica tra stanzialità della civiltà tradizionale (con allevamento e agricoltura)
    e recente movimento perenne/neonomadismo quindi sradicamento/déracinement del mondo globale, che vediamo bene in giro.

    Il nomadismo imposto dal mondo senza più patrie nè Dio nè confini, spacciatoci per libertà, è "laico" (cioè ateo se non satanizzato), ha reciso i legami con la terra e con le tradizioni, con gli avi, è "globale" e alla fine ha dissolto ogni sacro.

    La contemporaneità ha subito forzatamente questa metamorfosi snaturante, grazie anche a ricatti economici quanto ideologici.

    Per non finirci in miseria nel "nuovo mondo" rivoluzionato per di più bisogna darsi ai non valori, alla razionalità dialettica, all’agitazione perpetua, allo sradicamento, al superamento dei confini, alla manipolazione dei simboli (anche ora noi al pc) anziché alla coltivazione dei campi e delle mandrie.
    Tutti siamo obbligati, oggi, ad essere rivoluzionari e "trascorrenti tutto l'orbe" proprio come il satana in Giobbe, in senso lato....

    E' la sconfitta (per dirla in simboli classici archetipici) dei popoli apollinei (d'agricoltura che porta ordine nel caos della natura collaborando con l'opera divina, allevamento e civiltà ordinate e sublimi)
    che hanno capitolato ai mercuriani (dio dell'eterno movimento, dei traffici, dei ladri e degli inganni).
    Quest'ultima tesi è già in Solgenitsin (2 secoli insieme) e Slezkin.

    C'è poi una forma di nomadismo (ancora rivoluzione, volvere, muovere e muoversi) che non è una scelta, o uno stile, come quella di alcuni popoli,
    ma una condanna divina.

    Cfr il girare e rigirare di Satana,
    e quello di Caino, il calderaio errante, il fabbro segnato da interdizione che scava nelle viscere della terra materiali impuri; quello in senso lato dell’orefice e dunque del cambiavalute e del banchiere, e della sua estrema incarnazione odierna, del finanziere speculativo che manipola non più valori reali ma simboli.

    L'incarnazione del nomade moderno, il mercuriale globalizzato, che manipola simboli pubblicitari, che crea sogni di propaganda in film e video, che sfrutta il lavoro di milioni di cinesi e indiani ed europei pagandolo sempre meno, che spregia ogni confine e ogni tradizione è la forma che ha conquistato oggi l’umanità.

    L'attuale nomade rivoluzionario non è più ausiliario dei coltivatori, è il loro padrone totale: li ha comprati manipolando simboli (monetari) che sa bene non valere nulla, e li rende simili a sé, in una omologazione maligna.

    Così, non più frenato da Apollo (o dal katechon), il nomade improduttivo (cambiavalute e mercante) spinge la dissoluzione fino alla dissacrazione totale.

    Assistiamo infatti non solo alla violazione deliberata di tutti i confini statuali, ma anche di quelli interiori: ed ecco la "liberalizzazione sessuale" propagandata con la liberalizzazione economica,
    la "depenalizzazione" dei delitti e il nuovo dirittificio globale,
    il perverso imposto come normalità (il "metrosexual"), il pensiero unico permissivo, sono tutte manifestazioni dello stesso fenomeno, il "mercurialismo" globale.

    A questo punto però, la superiorità del nomade universale - l’intelligenza mobile e dialettica volta al profitto, il razionalismo dissacrante, il rifiuto di ogni contemplazione - diventa nemica dell’esistente.
    Ci si spezza dentro.
    E a chi rivolgersi? Un mondo dannato non si rivolge più a Dio, ma ha bisogno di una metafisica.
    E' stata creata così la psicanalisi.

    O più di recente ...la new age,
    la "Quest" sempre avvitata su se stessa della più impersonale "luce" che scenderebbe nell'uomo autoidolatrato, che ha portato il culto a se stesso invece che rivolgerlo a Dio.


    RispondiElimina
  20. Allego un mio vecchio post su un brano famosissimo della civiltà di massa
    analizzato un minimo, che è stato emblema di una certa Rivoluzione.
    Pare innocuo ma non lo è

    http://esperidi.blogspot.it/2012/07/imagine.html

    RispondiElimina
  21. Per rosa
    Lei dice secondo me.. il papa non sa il castigliano.... credo che....un po' di umiltà non le farebbe male.
    In tutta l america latina la lingua parlata non è più il castigliano originale, ma questo non vuol dire che Bergoglio parlasse in un fantomatico dialetto di baires.

    RispondiElimina
  22. E rosa come testimonia padre spadaro il papa recita il breviario in latino !
    Capisco detestare una persona ma un po più di obbiettività non guasterebbe.

    RispondiElimina
  23. Di libri su papa Bergoglio ne escono a bizzeffe, chi esamina al microscopio il suo linguaggio per fare una statistica sulle parole da lui maggiormente usate( sì, sì), chi come Spadaro, sulla scia della sua intervista al Papa, scrive un libro " Il disegno di papa Francesco. Il volto del futuro della chiesa”.
    Leggo nell`articolo di Rolandi su vatican insider che "Jose Mario Bergoglio, il prete, il gesuita, il vescovo delle periferie di Buenos Aires ha portato il suo stile e la sua anima dentro il cuore del cristianesimo universale, con una spontaneità e una forza dirompenti. Per questo ricorda ancora Spadaro “il Papa impone ai media un modo diverso di occuparsi della Chiesa."
    !!
    A dire il vero papa Bergoglio, che conosce perfettamente i media e sa come servirsene, non ha imposto un bel niente, se li è messi in tasca subito ( basta pensare all`incontro che ha voluto subito dopo essere stato eletto quando, dopo averli complimentati: "avete lavorato tanto eh...", non li ha benedetti perchè fra di loro c`erano dei non cattolici), da subito è partito il peana mediatico, a tratti delirante, subito Papa e media sono partiti in una luna di miele senza fine, è un giornalista ateo, nemico della Chiesa e del Papa ( quando il Papa era Benedetto XVI)che ha scelto di incontrare per un`intervista, il Papa non ha imposto niente, c`è nei suoi confronti e da SUBITO un immenso megasuperanticipo di simpatia!

    Leggo anche che secondo Rolandi:
    "padre Spadaro coglie nel volume il messaggio di radicalismo evangelico che sconvolge un quadro di riferimento che per molti anni ha dominato anche la dimensione ecclesiale: saltano le categorie di progressismo e conservatorismo, di discontinuità e continuità che per decenni si sono attribuite a pontefici, vescovi e ministri ordinati, per andare oltre, rimettendo al centro un concetto nuovo di liberazione dalle cose mondane per riporre al centro della vita di ogni uomo Gesù."

    Capito amici?
    Chiaro che prima di Bergoglio Gesù non era messo al centro della vita di ogni uomo, non lo facevano i suoi predecessori, non lo faceva Benedetto XVI!
    Si direbbe che la Chiesa nasce con Jorge Bergoglio, che prima tutto e tutti avevano "tout faux".
    Insomma, nella Chiesa c`è un prima e c`è un dopo Bergoglio, Bergoglio al centro, personalizzazione estrema del Papato, culto stravagante della personlaità di un Papa, nuovo Papa, nuova Chiesa, tutto quel che c`era prima vale come il due di picche, prima si soffocava in un` aria inquinata, si sguazzava in un`acqua stagnante, ora si respira un`aria pura e purificata e le acque sono diventate come per miracolo pulite e trasparenti.
    E se per caso fai notare queste esagerazioni, se per caso ti vien voglia di dire che quella continua e miellosa musica non ti va e ti assorda, arriva subito il cane mastino che ti aggredisce per difendere il Papa.
    Mah!
    Meglio riderci, sù.

    RispondiElimina
  24. Il problema non è l'enfasi dei media, divenuta stucchevole, è piuttosto ne suoi contenuti: magistero liquido e prassi dissolutrici di quel po' di sacralità solennità e anche dignità e Bellezza rimaste nel papato e nella Chiesa.

    RispondiElimina
  25. Comunque è vero che parlava il dialetto del suo barrìo dove è cresciuto, quindi non mi scandalizzerei per così poco, scandalosa è la latrìa di cui viene fatto oggetto, ormai conta lui e solo lui, il resto, chiesa e Cristo non sono più al centro,questo ad essere onesti ed obiettivi, bisogna dirlo, sennò non vale far le pulci agli altri.

    RispondiElimina
  26. Pero' poi alla fin fine quello che i giornali dicono puo' essere importante per un calciatore o un cantante ma conta ben poco nella vita di un Papa.Presto il Papa dovra' fare delle scelte ,che a pensar male cerchera' di rimandare ,molto impegnative.
    ed allora vedremo il valore di questo Papa al netto della pubblicita'.Al momento solo il suo presentarsi cosi' informale e falsamente dimesso mi addolora molto.Ma qualcuno ha provato a spiegare a PF chi rappresenta?

    RispondiElimina
  27. Beh, non so se avete sentito l'ultima perla all'Angelus, pare che Dio perdoni tutto, non esiste peccato di alcun genere che non sia perdonato dalla misericordia di Dio.....mi viene in mente un gioco che si faceva da bambini, tana libera tutti....se questo si vuol far credere ed è il messaggio che passa, allora mi arrendo, pecca fortiter sed crede fortius è il nuovo motto....ah martino martino, ma non si era detto che bruciavi nelle fiamme dell'inferno???Ho detto un'eresia, andrò a meditare a campo dei fiori....Lupus et agnus.

    RispondiElimina
  28. Molto di questo scontro tutto interno al Cattolicesimo si giochera' sulla Liturgia.Mi hanno raccontato di un prete(?) che ha invitato perentoriamente i suoi parrocchiani a non inginocchiarsi davanti al Santissimo o durante la S.Messa .paul

    RispondiElimina
  29. Molto di questo scontro tutto interno al Cattolicesimo si giochera' sulla Liturgia.Mi hanno raccontato di un prete(?) che ha invitato perentoriamente i suoi parrocchiani a non inginocchiarsi davanti al Santissimo o durante la S.Messa .paul

    RispondiElimina
  30. OT a metà (c'éntra almeno con la Rivluzione).

    Grotte Vaticane, 2 novembre: il papa riprende un bambino perché ha le mani giunte "ti si sono incollate le mani??"


    http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-d615d24f-f94a-4b1a-8427-2e87be24eba5-tg2.html#p=

    RispondiElimina
  31. Anonimo 11:04,

    il commento di Rosa è basato sulla sua esperienza riguardo agli Argentini e non solo sulla persona del Papa.
    E un commento del genere - così come altri - è un semplice commento, lettura dei fatti, e basta. In cosa consisterebbe il "detestare"?

    Le ricordo che il nostro amore non è nei confronti di questo o quel Papa, anche se si possono avere più o meno affinità spirituali con uno piuttosto che con un altro, ma ciò non cambia la sostanza. Si ama e si rispetta - e si vorrebbe fosse altamente rappresentato - il "Papato", cioè la funzione di Colui che insegna, agisce e governa come Vicario in terra di Cristo.

    Nei suoi confronti c'è la devozione filiale di ogni credente che ha bisogno di veder confermata la propria fede, secondo le parole del Signore a Pietro.

    Se il papato non governa la Chiesa, non ammaestra tutti i popoli, non esercita il potere delle chiavi secondo il mandato ricevuto dal Signore, come si fa a seguirlo?

    Si continua a pregare per il papa, ma lo si ama e lo si segue quando parla per la salus animarum.

    Nell'ipotesi, di prassi non corrispondenti al Depositum fidei perché frutto di insegnamenti equivoci e dunque dannosi e svianti, non gli si può e neppure lo si deve obbedire, perché al primo posto c'è sempre il Signore e quanto di Lui la Chiesa ha sempre insegnato e custodito. E in questo caso, ognuno secondo la propria funzione semplicemente in quanto credente e battezzato, può - anzi deve - riprenderlo. Ovviamente restando fondato sulla Dottrina perenne e non parlando da se stesso.

    RispondiElimina
  32. Anonimo delle 13.37 il papa rappresenta un successore di san pietro, umile pescatore.

    Perchè poi"falsamente" dimesso?

    RispondiElimina
  33. Caro anonimo 10.59 -io almeno ci metto il mio nome proprio su quel che scrivo,altri manco un soprannome - a me è stato insegnato che se voglio esprimere un concetto, e qunato più è importante il concetto, e quanto più è difficile, tanto meglio dovrò espremermi nella mia lingua, rifuggendo da "scorciatoie" linguistiche dialettali o gergali. Mi è stato insegnato di fare lo stesso anche usando una lingua strnaniera, se la padroneggio. Altrimenti usare la mia lingua e servirmi di interpreti. Inoltre chi esercita certe professioni o mestieri che richiedono una lingua "tecnica"- ed il latino è la lingua "tecnica" dell Chiesa cattolica romana - usa espressioni e modi di dire in quella lingua facilmente e frequntemente, perchè quella lingua tecnica è come una seconda lingua madre per lui. I due Papi precedenti, polacco e tedesco, si esprimevano molto bene in Italiano, ma ancor meglio, soprattutto Ratzinger, in latino.
    Bergoglio parla l'italiano ed l'argentino - l'ho sentito - come molti italoargentini che ho avuto occasione di conoscere. A parte due o tre colleghi, la loro conoscenza delle due citate lingue NON è da persone particolarmente istruite. Alcuni di loro, infatti, mandano i figli a lezione di spagnolo (castigliano) proprio per migliorane la conoscenza di quella che dovrebbe essre la loro lingua madre. Certo,stupisce che un cardinale si esprima in quei termini, ma probabilmente anche nei seminari e facoltà cattoliche argentine si è verificato quel livellamento verso il basso che esiste ormai da alcuni decenni un tutte le scuole di tutti i paesi occidentali.
    Se poi il papa si esprime così volutamente, per esser più vicino alla folla, non fa altro che confondere idee e concetti.DA qui il pullulare di suoi esegeti ed interpreti. Come ha scritto un commentatore su un sito cattolico americano: com'è che anche tradotte, le parole del papa sembrano sempre in una lingua straniera ?
    Io non detsto, nè disprezzo nessuno, e atnto emno Bergoglio. Solo non vorrei che un certo uso della lingua fosse struemnatle alal creazione della newsspeak di orwelliana memoria. Se non è così, si segua un corso accelerato ed intensivo di Italiano, cosìcchè se si afferma che Dio non è cattolico, significa appunto quello, e non qualche altra cosa, perchè "cattolico" in italiano signiifca uan cosa diversa da "catholicus" in latino o da "catolico" in Argentino.
    L'intervista a Padre Spadaro è tanto spontanea ed improvvisata quanto il discorso di Obama al Congresso sullo Stato dell'Unione, o le sue foto alla Casa Bianca.
    Umiltà NON significa bersi il cervello o portarlo all'ammasso del "Bravo, bene, bis" (Petrolini).
    Rosa
    llse scuil

    RispondiElimina
  34. E' da 50 anni che il linguaggio ufficiale della Chiesa non è più si,si,no,no. Se armati di sacro zelo e buona volontà si inizia a leggere qualcosa prodotto dal CVII in qua, scritto da papi, cardinali, esegeti, biblisti, monsignori, prefetti di congregazioni o consigli,bisogna armarsi di un gran vocabolario d'Italiano per riuscire a capire dove vogliono andare a a parare. Poi uno legge qualsiasi altra cosa pubblicata prima del 1958, et voilà, è chiara anche se in francese, inglese o latino.
    Come mai ? perchè la newsspeak non si forma subito, ma abbisogna di passaggi successivi e rifiniture, come appunto scrive Orwell.
    Traducendo Maradiaga, non ho riportato la frase su Cristo laico, perchè ho pensato di aver capito male, ed ho riportato solo le frasi successive che mi sembravano più chiare e meno eterodosse.
    Eloquio fumoso, idee poco chiare. stordimento dell'auditorio, facilità all'eresia velata.Politicanti, non Padri della Chiesa.
    Rosa

    RispondiElimina
  35. @Lupus

    Ma davvero ha detto 1cosa del genere?
    I peccati contro lo Spirito Santo, allora? Di questo passo fanno prima a dichiarare Urbi et Orbi che la Chiesa sino ad oggi ha bonariamente scherzato, che ci si dia alla pazza gioia che del domani non v'è certezza....

    RispondiElimina
  36. @Rosa,

    che scrivi "E' da 50 anni che il linguaggio ufficiale della Chiesa non è più si,si,no,no. Se armati di sacro zelo e buona volontà si inizia a leggere qualcosa prodotto dal CVII in qua, scritto da papi, cardinali, esegeti, biblisti, monsignori, prefetti di congregazioni o consigli,bisogna armarsi di un gran vocabolario d'Italiano per riuscire a capire dove vogliono andare a a parare. Poi uno legge qualsiasi altra cosa pubblicata prima del 1958, et voilà, è chiara anche se in francese, inglese o latino."


    Volendo, il tutto si potrebbe sintetizzare così, più o meno matematicamente:

    Concilio di Trento : C.V. II = Tevere appena nato sul Fumaiolo (acqua chiara, limpida e pura) : Foce (piena zeppa di batteri Escherichia coli)

    RispondiElimina
  37. Raoul de Gerrx3 novembre 2013 18:50

    « … Eloquio fumoso, idee poco chiare … »

    Chère Rosa, quoi d'étonnant ! Maradiaga n'est que "la voix de son maître", Bergoglio, dont le vrai nom est Imbroglio !

    RispondiElimina
  38. Per questo bisogna riconoscere un luogo che ti comunichi la pace della fede nel possesso della verità rivelata. Un luogo dove è celebrata la Messa tradizionale: eleggerlo come riferimento per la propria vita, lasciandosi educare da questo luogo. Non vivere da agitati in una lotta perenne ma vivere da cattolici nella liturgia di sempre, nella dottrina di sempre, nella grazia di sempre secondo i sacramenti di sempre; e così operare tutto il bene che il Signore ci permette di compiere.

    Parola Sante, grazie mic!

    RispondiElimina
  39. Purtroppo Dio perdona tutti era il titolato del servizio di rai1 e così si trova su vari siti sintetizzato, questo passa....

    RispondiElimina
  40. Avete visto questo?

    http://tradizionalistacattolico.blogspot.it/2013/11/francesco-cattivo-maestro.html

    Povero bambino, se lo ricorderà a vita...

    Rossella

    RispondiElimina
  41. se passa, e' per he' lo si vuol far passare. se si parlasse per 10 minuti della giustizia di Dio, del timor di Dio, dei comandamenti e delle virtu' teologali e cardinali, o non si sentirebbe nulla ai tg, o questi sarebbero obbligati ariferire cosi
    Rosa

    RispondiElimina
  42. Raoul de Gerrx3 novembre 2013 21:34

    « … questo articolo e' ANACRONISTICO … », écrivait le premier commentateur de ce post.

    ANACRONISTICO, qu'est ce que cela veut dire ?

    La sottise des modernistes est précisément de vouloir être modernes, prisonniers qu'ils sont de CE temps.

    J'aimerais citer ici Baudelaire, mais je ne l'ai pas sous la main ; je me contenterai de rappeler le mot du grand artiste autrichien Egon Schiele :

    « Kunst kann nicht modern sein, Kunst ist urewig » — L'art ne peut pas être moderne, l'art est au-delà du temps.

    On peut, on doit en dire autant de la vraie liturgie et de la vraie religion, dont la fonction est de nous nous hausser jusqu'à l'Éternité.

    RispondiElimina
  43. Sarebbe fantascienza se nei tg parlassero di queste cose anche solo per qualche secondo, visto che nella maggior parte dei luoghi dove maggiormente ce lo aspetteremmo e dalle persone soprattutto dalle quali sarebbe lecito aspettarselo, è silenzio, o al massimo discorsi contraddittori gli uni con gli altri, o contraddittori con gli atti. E sappiamo tutti da quando. E sappiamo ancor di più chi sono tra queste persone i maggiori responsabili, che lo vogliamo ammettere o meno (oggi mi pare di aver postato più di una parola dimostrativa in questo senso, anche se era tutto più o meno notorio).

    RispondiElimina
  44. Raoul de Gerrx3 novembre 2013 21:43

    « Ti si sono incollate le mani ? »

    Ce type est un monstre.
    Il finira mal.

    " È meglio per lui che gli sia messa al collo una pietra da mulino e venga gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli » (Luca 17, 2).

    RispondiElimina
  45. "Ti si sono incollate le mani?"

    E gliele apre.

    Link fotogramma:

    http://i1.wp.com/radiospada.org/wp-content/uploads/2013/11/manigiunte1.png

    RispondiElimina
  46. Anonimo delle 13,37 quindi essendo Papa Francesco un successore di S.Pietro, umile pescatore, presto lo vedremo in canotta e pantaloncini andare a pesca? Scusami per il tono ma lo hai mai visto quando gira per Pza S.Pietro abbracciando ,bevendo ,provando cappellini , stringendo mani e baciando a destra ed a mmanca ? Ma Gesu' Cristo secondo te andava in giro a fare di queste sceneggiate?Paul

    RispondiElimina
  47. l'ultima: pare si facesse curare il suo "mal di cuore" ed altri problemi di salute da un monaco taoista. mi auguro che ora ch e' a roma, si rivolga al gemelli, alla sapienza o a torvergata.
    rosa

    RispondiElimina
  48. « Ti si sono incollate le mani ? »

    Gli dà fastidio un chierichetto con le mani giunte!
    Insegnamento al contrario: ha cominciato con le "inversioni" il giovedì Santo.

    La più recente è la croce col Risorto della nuova ferula, per la quale tollera, senza correggere, che lo scultore Lauri, possa dire: "L’immagine del Cristo – che dalla croce secca e contorta, ormai svuotata di senso si divincola, lentamente si scioglie – è tensione verso la luce, liberazione di un’energia compressa, tentativo di volo; in verità l’atto del transumare, in un momento che la tradizione vuole tragico e umanissimo, anticipa la Risurrezione, esprime il dolore umano già sconfitto, superato, riscattato”.

    Tre osservazioni, su questa immagine che forse vuol essere solo affascinante e immaginifica, ma che colpirà l'attenzione di chi l'ascolta in maniera impropria e sviante.

    1. la Croce non è MAI svuotata di senso: STAT CRUX DUM VOLVITUR ORBIS ed è tanto importante che nel Corpo del Risorto sono visibili i segni della Passione, che si è scolato fino alla fine e che ha attraversato fino all'ultima goccia di fiele subito e di sangue versato senza balzi da superuomo, ma con la vita riassunta da Dio, qual era e qual è.

    2. "transumare" è usato in maniera impropria, perché non è mica una pecora che cambia pascolo e fa la transumanza. E' l'Agnello immolato senza macchia, che non fa migrazioni di stato, ma si assoggetta ad un atto estremo. Si compie l'atto più grande della vita e della storia: morte espiatrice, drammatica e senza sconti, e risurrezione rigeneratrice: un atto da Dio. Le due nature in Cristo Signore sono sempre compresenti, anche se quella assoggettata alla morte è la natura umana.

    3. quale tensione di volo, se la Croce è il momento scolato fino in fondo, l'ultimo atto della kenosis, inchiodato fino a che non versa l'ultima goccia di Sangue prezioso

    4. quale divincolamento: ha conosciuto anche il sepolcro e ha attraversato la morte anche nella discesa agli inferi. E la Croce non può essere secca e contorta, se è l'Albero della Vita...

    5. Se poi voleva dire trans-umanare è improprio lo stesso, perché il Signore non ha oltrepassato l'umano e non lo ha reso super-umano; ma lo ha redento e lo assunto nel divino senza peraltro cambiarne la natura ma perfezionandola secondo il progetto del Padre.

    6. E quale energia compressa. La natura divina del Signore non può essere compressa e dunque limitata in alcun modo: l'ha resa kenotica per assumere la nostra condizione umana, ma non l'ha mai persa e la Resurrezione riguarda ovviamente l'umanità di Gesù: fatto ontologico che non ha nulla a che vedere con transumanza o transumanazione che sia.

    Discorsi approssimativi, parole in libertà con sensi strampalati e sono quelle che fanno il giro del mondo e vanno a colpire le menti e i cuori delle persone, perché non c'è nessuno, che avrebbe l'Autorità e il dovere di farlo, che li rettifica.

    Siamo nel regno dell'assurdo e dell'inversione dei valori. Non è il nostro...

    RispondiElimina
  49. "Gli dà fastidio un chierichetto con le mani giunte!"
    ...lo teme!

    transumanare...alle lezioni di Teologia 1 alla PUL si parlava di Cristo - Prometeo... e io non capivo...ora capisco.


    "L’immagine del Cristo – che dalla croce secca e contorta, ormai svuotata di senso si divincola, lentamente si scioglie – è tensione verso la luce, liberazione di un’energia compressa, tentativo di volo; in verità l’atto del transumare, in un momento che la tradizione vuole tragico e umanissimo, anticipa la Risurrezione, esprime il dolore umano già sconfitto, superato, riscattato”.
    sulla citazione, due riflessioni; la prima:
    ecco perche' l'arte e' quasi estinta.
    seconda: cosa dira' colafemmina? riuscira' a scorgere il bicchiere mezzo pieno anche qui?

    RispondiElimina
  50. Don Alberto Secchi è grande pretti, mostra per noi che è possibile rimanere nel "ghetto" con gioia e felicità sicuri che il Signore è con noi, tale come era con i primi cristiani che hanno rimasto nelle catacombe e guardavano la luce del Signore.

    Benedetto il Signore, che ci dà i sacerdoti come don Alberto!

    RispondiElimina
  51. Dicit Dominus:
    Ego cogito cogitationes pacis, et non afflictonis; invocabitis me, et ego exaudiam vos: et reducam captivitatem vestram de cunctis locis.

    RispondiElimina
  52. @rocco...un'impressione

    dici "alle lezioni di Teologia 1 alla PUL si parlava di Cristo - Prometeo... e io non capivo...ora capisco."

    Non so che si dicesse a lezione.

    Negli ultimi secoli,
    Prometeo non è affatto abbinato a Cristo, ma a Lucifero.

    Cfr la statua déco di Prometeo di Paul Manship al Rockfeller center:

    http://img692.imageshack.us/img692/1589/rockefellercentermam.jpg

    C'è scritto "Prometeo maestro di ogni arte portò il fuoco che ai mortali si è rivelato un mezzo per intenti possenti.
    Saggezza e conoscenza saranno la stabilità dei tempi"

    Il Rockefeller Center è uno dei luoghi simbolo della finanza internazionale, la Banca-Tempio del potere economico mondiale.

    Nel mito greco il fuoco rappresentava la conoscenza, come elemento che permette ai mortali di progredire, fino ad avvicinarsi a quella degli dei, che divengono così meno distanti.

    Ma per il suo gesto Prometeo subirà la punizione di Zeus: verrà incatenato sul Caucaso, dove ogni giorno giunge un’aquila che gli divora il fegato; essendo però Prometeo immortale, l’organo dilaniato si riforma durante la notte, finché dopo 3000 anni, un altro eroe leggendario, Ercole, lo libera.

    Nella Grecia classica Prometeo era benefattore dell’umanità, per il dono di cui si era fatto portatore, e per la pena che aveva dovuto affrontare come prezzo per il suo atto.

    C'era però una lettura sotterranea-gnostica di questo arcaico mito, già persa in epoca classica.
    Nel destino di Prometeo è simbolicamente rappresentata la sorte di un'umanità che si emancipa dal divino, disobbedendo alle regole celesti.

    La roccia in cui il titano viene incatenato è un'allegoria del materiale, la condizione terrestre a cui si riduce l’uomo quando si separa dall’universo celeste, destinato ad essere divorato dai propri desideri umani, che come il fegato che sempre si riforma non potranno mai essere placati del tutto.

    La colpa dell’umanità prometeica non è propriamente solo quella di desiderare di essere come la divinità (comunque simile alle parole del tentatore dei progenitori "eritis sicut diis"), ma di provare anche a raggiungere l'obiettivo per mezzo di furto e sotterfugio (e non per via di perfezionamento spirituale).

    Non a caso, Prometeo verrà in seguito liberato dal suo alter ego celestiale, Ercole, che rappresentava l’uomo caduto e redento, che raggiunge il regno dei cieli mitologici e la condizione divina dopo un percorso, le celebri 12 fatiche, per mezzo di cui riuscirà a purificarsi e a guadagnarsi un posto nell’Olimpo.

    Altre similitudini tra Prometeo e Lucifero/Satana.

    Come Prometeo, Lucifero è punito dalla divinità per la sua disobbedienza, e come il titano della mitologia greca, anche Lucifero cerca di trasmettere la conoscenza a suo dire/trasgressione agli umani.

    Nello stesso modo in cui nella classicità greca la figura di Prometeo aveva subito una trasmutazione,
    così nei nostri tempi una corrente di "pensiero" ha finito per considerare Lucifero/Satana come il vero benefattore del genere umano,
    colui che si immola nel tentativo di portare la "luce", la conoscenza, ai mortali, e che per questo viene punito da un Dio che sarebbe malvagio.

    Questo è anche in sintesi il fondamento del Culto di Lucifero, travestito da homo faber prometeico,
    un sentire che si è sviluppato in antitesi al culto cristiano ed è finito per essere appannaggio delle principali organizzazioni ad indirizzo esoterico della modernità, dalla Massoneria alla Teosofia al New Age ed a tutte le loro derivazioni.
    Un culto cioè di una larga fetta dell'elite finanziaria mondiale, come l’imponente 'Prometeo' luciferino del potere terreno che ha sacralizzato il denaro e le banche domina l’ingresso del Rockefeller Center.

    Un mix tra un messaggero (ancora mercurio) stilizzato di affari e commerci/Ermes il Ladro, Lucifero,
    "che porta luce" (sinistra)/'angelo di tenebra che si traveste da angelo di luce, non a caso, tutto dorato, fatto come il vitello d'oro...

    RispondiElimina
  53. L'antropocentrismo introdotto dal concilio...

    RispondiElimina
  54. Il parallelo tra ciò che avviene nella Chiesa e le forze disgregatrici che stanno investendo la società e la nostra civiltà è d'obbligo.

    RispondiElimina
  55. Ecco un articolo che serve davvero all'edificazione...a differenza dei corifei "tristi" o "allegri" che siano...

    RispondiElimina
  56. si parlava di prometeo anticipatyore del Cristo. lo ricordo molto bene. l'esame era in due parti, la prima era tenuta da mons piero coda, sul vangelo di matteo in greco, la seconda sulla figura di Cristo dove appunto per molte lezioni si parlo Prometeo anticipatore del Cristo. non mi sbaglio.

    RispondiElimina
  57. Tuttavia Prometeo non è Mercurio, e io lo avvicinerei molto di più al Superuomo di Nietsche che ai "mercuriali" di New York, ai quali nessuna aquila potrà mai divorare il fegato. Ed anche Lucifero mi pare
    creatura più degna dei "mercuriali".
    Rosa

    RispondiElimina
  58. http://fidesetforma.blogspot.it/2010/06/una-mostra-mostruosa-col-placet-della.html

    e' una idea che si dice spesso in questa nuova chiesa

    se ritrovo gli appunti li scrivo

    RispondiElimina
  59. Colafemmina ha postato un'argomentata critica al nuovo crocifisso. What happens?
    Rosa

    RispondiElimina
  60. va bene, Rocco, leggerò volentieri se e quando puoi:)
    Il dipinto che hai linkato col Gesù prometeico in croce (Prometeo era dilaniato ma punito per ordine di Zeus Padre) è inquietante, brutto e anticristiano, non fosse altro per il tradizionale appaiamento Prometeo-Satana.

    RispondiElimina
  61. @Rosa
    Nothing... L'articolo postato é del Giugno 2010.... Riguarda una mostra di arte sacra(?) in cui è esposto un Cristo prometeico...

    RispondiElimina
  62. Solve et coagula, solve et coagula,rem tene, verba sequentur...Rosa, Gallus Senonum te salutat ex Piceno, vale.

    RispondiElimina
  63. scusate può sembrare un OT ma visto che si parla di rivoluzione e tradizione mi pare appropriato:un articolo in spagnolo ( in italiano non l'ho trovato ma sarebbe interessante tradurlo e commentarlo)riporta che il cardinale Schonborn è stato premiato dalla B’NAI B’RITH europea , ecco il link:
    http://veritasliberavitvos.wordpress.com/2013/11/02/schonborn-premiado-por-la-bnai-brith-europa/

    RispondiElimina
  64. Antonio,
    penso Rosa si riferisse al nuovo post di Colafemmina, in onda adesso,

    invece l'articolo postato del Giugno 2010 del Cristo prometeico era da Rocco per me, per noi, sul discorso di poco sopra.

    RispondiElimina
  65. Anche l'arcivescovo di baires aveva avuto lo stesso riconoscimento....repetita juvant....

    RispondiElimina
  66. Vale, Galle Senonum
    Rosa

    RispondiElimina
  67. infatti josh, anche io non capivo dove le due figure di Cristo e prometeo si confondessero e tutt'ora lo trovo assurdo. posso aggiungere che una delle argomentazioni che mi rimase impressa era che il nome prometeo derivasse dal verbo greco pro-mantano e che il provessore voleva tradurre con " so, vedo anticipatamente". ma anche questo mi sembrava una forzatura. scrivi:"Nella Grecia classica Prometeo era benefattore dell’umanità, per il dono di cui si era fatto portatore, e per la pena che aveva dovuto affrontare come prezzo per il suo atto." forse in questo tentano di far apparire prometeo come Cristo. piu che altro le considerazioni di mic sul transumanare, mi anno fatto ritornare in mente quelle lezioni di teologia...se cosi' la si puo' chiamare!

    RispondiElimina
  68. "Il dipinto che hai linkato col Gesù prometeico in croce (Prometeo era dilaniato ma punito per ordine di Zeus Padre) è inquietante, brutto e anticristiano, non fosse altro per il tradizionale appaiamento Prometeo-Satana."

    esatto. penso che ci sia una forte "corrente" che voglia farci confondere Cristo con satana per quando quest'ultimo si presentera'.
    satana vuole anche prendere il posto di Cristo. in fondo cercare di confondere Cristo con alti miti e' gioco vecchio e non trovo un caso che giustamente, come spieghi assai bene, prometeo e' piu' che altro simile a satana. anzi mi conferma che oggi alcuni provino a paragonare Cristo a prometeo.

    RispondiElimina
  69. allego documento utile sul tema "Rivoluzione" in relazione al Sillabo di Pio IX

    http://www.alfonsomartone.itb.it/La-Rivoluzione-e-il-Sillabo.pdf

    pdf scaricabile

    RispondiElimina
  70. Rocco, d'accordo con te.

    così, per aggiungere un elemento, il "Frankenstein" di Mary Shelley (1818) aveva come sottotitolo "il Prometeo moderno".

    Il tema vero era lì il Dott. Victor Frankenstein e la creazione del mostro, per adorazione di scientismo e biotecnologia manipolatrice che arriva prometeicamente alla ribellione contro i canoni naturali e sacri dell'esistenza. Un altro figlio della ribellione, insomma.

    La Shelley infatti scelse il riferimento a Prometeo
    per indicare l'Ybris degli scienziati di poter fare tecnicamente qualsiasi cosa, anche ricreare la vita a modo proprio.

    Lì la Shelley unisce 2 tradizioni della vicenda di Prometeo: sia quella del titano ribelle contro Dio padre/Zeus, sia la versione delle Metamtorfosi di Ovidio
    in cui Prometeo plasma gli esseri umani dalla creta (questa si avvicina al demiurgo gnostico).

    Tutte cose anche stavolta che mutatis mutandis ci portano sempre lontani da Cristo.

    RispondiElimina

I commenti vengono pubblicati solo dopo l'approvazione di uno dei moderatori del blog.