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giovedì 3 luglio 2014

Antipatizzanti, papolatri o critici consapevoli e responsabili?

Camillo Langone non è nuovo a bordate nei confronti di noi tradizionisti [qui]. Mi segnalano che la Preghiera del 2 luglio, rubrica quotidiana  da lui tenuta su Il Foglio, è dedicata al nuovo testo di Enrico M. Radaelli [qui]. In attesa di riprendere i punti più significativi del nuovo libro appena avrò completato la lettura, rimando qui per la presentazione.
Avevo già vergato alcune righe di commento, quando mi è giunta la risposta dell'Autore, che pubblico a seguire.

Aggiungo una breve riflessione sulla temperie attuale. Mi pare che si vada sempre più affermando il principio del "preferisco cambiare idea su Cristo piuttosto che rinunciare all'appartenenza alla Chiesa", cioè la paura di ergersi a giudici del papa. Solo che tale principio presume che nella Chiesa ci sia sempre e solo l'idea "giusta" su Cristo (è il meccanismo diametralmente opposto a quello del "se non fanno come dico io allora sono traditori della fede") e presume pure che in certi casi l'intelligenza e la coscienza nonché il sensus fidelium vadano messi da parte (ma allora perché Paolo ha ripreso Pietro?). In tempi di arianesimo di maggioranza, questi cosiddetti "normalisti" per permanere nella Chiesa si sarebbero fatti ariani - oggi diventerebbero rahneriani kunghiani e tutto il resto -, e magari si sarebbero pure fatti circoncidere per non rimanere isolati dai pranzetti di Pietro...

Quanto a Langone, mi rammarico che il suo cursus studiorum non lo metta in grado di parlare con maggior cognizione di causa invece che attraverso luoghi comuni che non sembrano distinguere ciò che con icastica efficacia Radaelli intende dire nel libro citato, nel suo rivolgersi a tu per tu al papa regnante in conclusione di ogni capitolo, in atteggiamento filiale, o quando ricorda papi poco papi come Giovanni XII o Benedetto IX o quando si chiede se sia meglio un papa del "Secolo di ferro" oppure uno dell'ultimo "Mezzo secolo di sabbia". Ma non è nemmeno questione di cultura e/o di Vangelo. E neppure di antipatizzanti o papolatri. È questione di senso della realtà e capacità di coglierne anche aspetti di portata epocale non immediatamente evidenti a osservatori meno attenti e forse anche meno coinvolti oltre che nell'impegno intellettuale anche nella quotidiana testimonianza di vita: pensiero azione, nutriti dall'Adorazione. (Maria Guarini)

Preghiera
Camillo Langone | Il Foglio, 02 Luglio 2014 ore 06:30
Cerco di non leggere gli antipatizzanti di Papa Francesco (e non perché Papa Francesco mi stia simpatico: la simpatia non è un mio parametro). Ma stavolta ho ceduto e ho letto “La chiesa ribaltata” di Enrico Maria Radaelli, testo carbonaro e autore più persuasivo di altri, quasi severiniano nel suo argomentare. Purtroppo i cosiddetti tradizionalisti (quale tradizione può esistere fuori dalla successione apostolica?) leggono tutto meno che il Nuovo Testamento e Radaelli in dediche, lettere e mail insiste nell’appellarmi “dott.”, ignaro del mio cursus studiorum (istituto agrario) così come di Matteo 23,10: “E non siate chiamati dottori”. Per la malattia del tradizionalismo, come per ogni altro ismo cattolico o paracattolico (penso alla presente epidemia di cattoanimalismo, cattodivorzismo, cattogenderismo, catto-omosessualismo), ci sarebbe la cura del Vangelo. Ma è troppo efficace, e i malati sono troppo affezionati alle loro malattie. 
Preghiera
Enrico Maria Radaelli
Tu, san Bonaventura da Bagnoregio, e tu, san Tommaso d'Aquino, e tu, san Gregorio Magno, e tu, santa Caterina da Siena, e ancora tu, santa Teresa d'Avila, e voi tutti santi e sapienti Dottori della Chiesa, tenete sempre ben nascosto al perito tecnico agrario Camillo Langone il vostro sommo dottorato in tanta dismisura e in tutti i secoli tanto venerato dai Sommi Pontefici della Chiesa - quelli santi, s'intende -, ché egli non scopra quanti e di che pessima tempra furono i Papi che lo Spirito Santo pur volle a governare la Sua diletta Sposa: lussuriosi come il Borgia, efferati come i dieci del secolo di Ferro, simoniaci come Niccolo III (Inf. XIX, 31-87), così che l'indefesso continui a credere pure che tutti i Papi dello Spirito Santo furono santi come Esso Spirito, e che la Santa Tradizione non tribolò affatto i più spinosi triboli per riportare a ogni ora, levandola da ogni acuta spina, la santità somma nella Sua martoriata Casa.

46 commenti:

  1. Cara Maria e Egregio Prof. Radaelli:
    Non staremo davvero ad ascoltare ciò che dice uno che si occupa prevalentemente di enogastronomia?
    cosa ne sà di Dottrina e di ecclesiologia Dogmatica uno che si occupa ci insalata o di cipolle? lasciamolo bollire nella sua brodaglia.
    Caro professore, secondo Lei può esserci una qualche affinità tra un Langone ed un AMERIO? vedete, Amerio o i nostri professori si possono scrivere tutto maiuscolo, e mi riferisco alla Dr.ssa Guarini, al Prof. Radaelli a Mons. Gherardini alla Cristina Siccardi. Ci sono Professori e professori, basta saperli distinguere. Poi bisogna capire cosa dicono e cosa scrivono.
    Con affetto Bernardino.

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  2. Un fatto simbolico...

    Quest'anno, in cui verrà proclamato santo Paolo VI, nella sua diocesi nativa, Brescia, una delle più grandi al mondo, non verrà ordinato alcun sacerdote.

    Li riconoscerete dai frutti...

    Urban

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  3. Disprezzare Langone e fare battute di spirito di patata sul suo essere perito agrario è un arrampicarsi sugli specchi perchè non si riesce a rispondere seriamente e motivando.



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  4. Sergio, se quelle che ha letto non sono argomentazioni, sia pure essenziali in questo contesto e per ora, cosa sono?

    Non ci sono battute da "spirito di patata" che tengano, né altro se nella mia introduzione ho detto esplicitamente (e lo stavo per sottolineare a bernardino):
    ...Ma non è nemmeno questione di cultura e/o di Vangelo. E neppure di antipatizzanti o papolatri. È questione di senso della realtà e capacità di coglierne anche aspetti di portata epocale non immediatamente evidenti a osservatori meno attenti e forse anche meno coinvolti oltre che nell'impegno intellettuale anche nella quotidiana testimonianza di vita: pensiero azione, nutriti dall'Adorazione.

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  5. La preghiera di Redaelli è spocchiosissima e inane. Quella di Langone scipita e banale.

    Mah!

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  6. Se la preghiera di Langone è scipita, quella di Radaelli, più che spocchiosa, mi pare ci metta il condimento giusto.
    L'inanità sta solo in chi non ne sa estrarre il succo.

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  7. Qui qualcuno inneggia alla Siccardi, qualcuno ai ( magri) frutti di "San" Paolo Vi.
    Ma la Siccardi non è mica quella che ha scrtto l'agiografia di PaoloVi?
    Allora la Siccardi da che parte sta?

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  8. Conclusione di Cascioli

    "... Resta però il paradosso di un Papa così comunicativo, così diretto e allo stesso tempo così facilmente manipolato nel riportare i suoi interventi. Un problema di comunicazione che in Vaticano dovrebbe quanto meno essere preso in considerazione."

    E' un "paradosso" che ha effetti deleteri non più ignorabili. E non sta solo nelle interpretazioni liberali che vanno per la maggiore, veicolate dai media che hanno il monopolio della comunicazione. A volte purtroppo sta anche nella sorgente... E' questo che non si vuole riconoscere.

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  9. Anonimo 13:53
    Cristina Siccardi è una studiosa che ha scritto molte cose, toccando molti fronti e protagonisti della storia della Chiesa.

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  10. Ed ecco pure un mio commento:

    http://traditioliturgica.blogspot.it/2014/07/la-base-dei-dogmi.html

    Grazie per l'attenzione.

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  11. Mi fa specie che solo ora si rendano conto dell'effetto dirompente di quella frase e non mi vengano a parlare di manipolazioni, si sa che i media fanno i titoli ad effetto con tutte le conseguenze derivanti, il vaticano se mai è intervenuto prima a difendere Ratzinger dalle manipolazioni e dagli insulti,figuriamoci ora che scorrono fiumi di miele.... a me il vdr non arriva dritto al cuore,ma ad un altro organo ormai affetto da splenomegalia incurabile, ma non è questo il punto, sui media arabi in lingua inglese si dà molto risalto al tipo del califfato che sta scatenando una vera e propria guerra santa contro l'occidente fra l'inettitudine e l'indifferenza dell'Europa, prima o poi arriveranno a mettere la mezzaluna su S.Pietro tanti ce ne sono già,cellule terroristiche dormienti a gogo, a carrettate arrivano dal mare e io non mi lascio abbindolare,tra i poverini che fanno pena ci sono fiorfior di terroristi pronti a tutto pur di conquistare l'occidente e il vaticano che fa? Dialoga....buona notte....sveglia,siamo già assediati non continuiamo a bere le menzogne che ci propinano, sono già qui tra noi,sono tanti e noi siamo un continente vecchio, istupidito e ubriacato da false libertà, quando loro saranno al potere, i lgbt vedrete che saranno i primi a pagare,martiri per fede non credo ce ne saranno tanti,mediate,gente,meditate..Anonymous

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  12. "Mi pare che si vada sempre più affermando il principio del "preferisco cambiare idea su Cristo piuttosto che rinunciare all'appartenenza alla Chiesa", cioè la paura di ergersi a giudici del papa. Solo che tale principio presume che nella Chiesa ci sia sempre e solo l'idea "giusta" su Cristo (è il meccanismo diametralmente opposto a quello del "se non fanno come dico io allora sono traditori della fede") e presume pure che in certi casi l'intelligenza e la coscienza nonché il sensus fidelium vadano messi da parte"

    Grande, Mic!

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  13. Avere come Papa un uomo che con le sue uscite più che improbabili, che i suoi melliflui adoratori rivestono comunque con abiti dorati, semina dubbi e confusione, è già di per sè anomalo, ma avere un Papa che fa per la causa omesessuale - bi e lgbt più di decenni di lotta di quelle lobby è allucinante.

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  14. Il buon Langone si era già distinto nel vedere il mondo in bianco e nero (vedasi articolo sulla [tifoseria papista]).

    Il principio del "rinunciare alla mia idea su Cristo piuttosto che all'appartenenza alla Chiesa" è giusto. L'equivoco - e dunque l'applicazione errata del principio - sta nel fatto che l'aver da ridire su Pietro venga visto dalla tifoseria papista come un separarsi dalla Chiesa. Atteggiamento che non è nemmeno da politicante: è proprio da tifoso.

    Langone ha già dimostrato di equivocare in tal senso, per esempio quando scriveva: «quale alternativa proponete? un antipapa? il passaggio agli ortodossi?»

    L'apostolo Paolo - che non era neanche dei Dodici - si permise di cantarle a Pietro che aveva troppi riguardi per i circoncisi. Ma non risulta che con ciò l'Apostolo delle genti sia mai stato qualificato "sedevacantista, tradiprotestante, antipapa, passaggio agli ortodossi, criptolefebvriano, untuoso, triste, pelagiano" e bla bla bla.

    Ironia della sorte, la tifoseria papista ha la memoria corta e non ricorda che con Benedetto XVI era tutta una gara su chi sputava sul Papa (mentre i tifosi stavano abbastanza quieti), ed oggi è tutto uno spellarsi le mani ad applaudire Francesco (mentre i tifosi non perdono occasione di strepitare).

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  15. Langone è vittima del solito ragionamento caro ai normalisti che pare molto tradizionale e non lo è: la Chiesa (Papa soprattutto) è infallibile, quindi se oggi sta agendo in un certo modo vuol dire che è quello giusto e bisogna seguirlo. E invece no, la Chiesa (il Papa) è infallibile solo in certe condizioni precise che non sto a ricordare visto che di sicuro tutti i lettori di questo blog le conoscono. Al di fuori di queste condizioni può anche sbagliare - come è avvenuto in passato - e quindi può anche essere oggetto di critiche e di inviti a rimediare. Insinuare che si è fuori dalla tradizione perché si critica un successore di Pietro (sempre quando agisce al di fuori delle condizioni di cui sopra) è come insinuare che non si conosce il Vangelo perché ci si rivolge a qualcuno con il titolo di dottore.

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  16. Grazie E.P. per averci ricordato quei riferimenti pertinenti :)

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  17. Scoraggiato ma non disperato03 luglio, 2014 17:50

    Come ben espresso alle ore 14;45 un po' alla volta,
    senza colpo ferire , i cattolici europei saranno spinti sempre piu' nell'angolo . ( Quelli che avranno conservato la fede , perche' gia' da tempo all'nterno delle loro fila si invoca l'aria nuova !) Massì ,Togliamo i simboli ( l'ha detto un vescovo che ormai la Croce e' superata , tant'e' che sempre piu' viene issata la bandiera pluriiridata ). La Liturgia e' piu' che svilita ( tra chitarre, preti creativi , laici iperpresenzialisti ,distribuzione della Comunione alla bell'e meglio ecc. dove sta piu' il senso del sacro ). E le campane ? ( e' ormai raro sentire suonare le campane , disturbano !
    Recentemente e' stata multata una parrocchia ).
    E l'insegnamento sessuale ai lattanti , e la famiglia "diversamente abile "......e........e...........

    http://www.pagina99.it/news/societa/6281/Pedofilia--il-caso-Don-Inzoli.html

    Ma perche' passare attraverso questa porta stretta se
    abbiamo un'autostrada a 12 corsie per soddisfare
    il nostro " ora e subito " !

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  18. Turiferario ha scritto:

    ... la Chiesa (il Papa) è infallibile solo in certe condizioni precise che non sto a ricordare visto che di sicuro tutti i lettori di questo blog le conoscono. Al di fuori di queste condizioni può anche sbagliare - come è avvenuto in passato - e quindi può anche essere oggetto di critiche e di inviti a rimediare. Insinuare che si è fuori dalla tradizione perché si critica un successore di Pietro (sempre quando agisce al di fuori delle condizioni di cui sopra) è come insinuare che non si conosce il Vangelo perché ci si rivolge a qualcuno con il titolo di dottore.

    Scriveva però nel '56 Giuseppe Casali:

    "MAGISTERO ORDINARIO. E' l'insegnamento che di solito dà il Sommo Pontefice attraverso i suoi discorsi o lettere encicliche [...], radiomessaggi e altri documenti, senza voler parlare "ex cathedra". In questo Magistero, pur non volendo esercitare la sua infallibilità è sempre il Papa che parla. A queste dichiarazioni non si deve un assenso di fede ma un assenso interno e religioso, docutro alla autorità religiosa. D'altra parte anche nell'insegnamento ordinario il Papa ha le grazie convenienti per il suo stato e la sua missione per poter guidare bene i fedeli. Quando però questo Magistero ordinario è anche universale è dotato esso pure della infallibilità..."

    Chiedo: le interviste rilasciate (che ovviamente si sa avranno ampia diffusione in tutto il mondo, come vanno considerate? Magistero ordinario? E a quelle dichiarazioni va dato un assenso interno e religioso?
    Anche se contraddicono il Vangelo?
    Io credo proprio di no.

    Cesare

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  19. Mi meraviglia un po' Langone, che conoscevo politically incorrect e di sicuro non progressista. Non vorrei che anche lui si sia stancato di stare dalla parte " sbagliata" e stia cercando di riposizionarsi. Oggi, negli ambienti giornalistici, Tv, radio, se sei un cattolico bergogliano, sei " figo", se non lo sei, sei un paria, come ai tempi di BXVI e di GPII, prima che criticasse l' i ntervento americano in Irak( allora divento' simpatico a sinistra).
    Stare sempre dalla parte " sbagliata" può essere pesante, molto pesante, per carriere, introiti, fama.
    Il suo rivendicare il titolo di perito agrario mi sembra un po' come voler dire: tanto studio, poca pratica; voi discettate, ma il popolo dei fedeli preferisce chi non e' Dott( soprattutto in Teologia).
    Che molte delle cose che il VdR dice, non siano comprensibili, o siano equivoche, o non proprio ortodosse, in realtà lo capisce anche uno con la V elementare, se sa ragionare e se conosce il Catechismo, quello semplice e facile per bambini di Pio X.
    Evidentemente Langone ha seguito il Catechismo post 1968
    Rr
    PS: Paolo VI fu criticato, anche pesantemente e con allusioni alla sua " sfera personale" proprio dai media laici, idem GPII, non parliamo di Benedetto. Di queste critiche, ripeto anche molto pesanti, volgari, insultanti, da denuncia per diffamazione e vilipendio di Capo religioso e di Stato estero, ne ricordo tante. MAI, invece, difese così ad oltranza del Papa da parte di media laici. Ed ora, invece...

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  20. Scrive Rosa,:

    on vorrei che anche lui si sia stancato di stare dalla parte " sbagliata" e stia cercando di riposizionarsi.

    Effettivamente, non sarebbe il solo, abbiamo già qualche esempio, la normalizzazione sembra toccare anche chi aveva dato prova del suo essere coraggioso difensore della Tradizione, c`è chi si è ammutolito, ma c`è anche chi inveisce contro chi difende quel che loro stessi difendevano fino al 13 marzo, vederli cedere all`arte, se non moda, del lecchinaggio è molto, molto, deludente.

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  21. E' uno spasso vedere l'ex anticonformista Langone sulla linea di Scalfari. Dopo il "chi sono io per giudicare" vale tutto e non si può negare che ciò abbia i suoi vantaggi...
    Miles

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  22. Kudos a Raedelli per una rispota giusta e poetica: che cattolica e italiana!

    Romano

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  23. Rr, io scrivo per un giornale nazionale e pur essendo poco bergogliano non mi trattano come un paria. Poi ad essere sinceri a meno che tu non sia buddista-ke fa tanto fiko[con la k]- in certi ambienti, vieni spesso trattato come l’ignorante perchè credi in qualcosa di superiore all’uomo cioè Dio...uno mi chiese una volta se riconoscevo almeno la sfericità della terra:io convintamente argomentai una tesi farlocca sul perchè la terra doveva ritenersi piatta così da farlo felice! E’ inutile argomentre a parole con certe persone come Langone....

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  24. longone mi sembra un buon esempio di conservatore.

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  25. In epoca di "disgelo" politico fra le due superpotenze e di segnali premonitori della "contestazione generale" sessantottina ( successo trionfale dei Beatles, capelloni, minigonne, "scandalo" della "Zanzara" al liceo Parini di Milano per un'inchiesta tendenziosetta sul sesso fra adolescenti ) nel 1966 ( o 1965? ) assunse al rango di emblema della trend dei tempi e quasi di inno generazionale la canzone "NESSUNO MI PUO' GIUDICARE" cantato da Caterina Caselli. Si era nel pieno della primavera conciliare... dunque "Chi sono io per giudicare ?" è in parte il recupero di un clima risalente Aa cinquant'annoi fa...

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  26. Molti dei lettori di questo diario non saran d'accordo, ma per me è fuor di dubbio che tutti i papi dal beato Pio IX (compreso) fino a Benedetto XVI (compreso) fossero personalità notevolissime, anche dal punto di vista umano (tutt'al più si potrà essere in dubbio su Giovanni Paolo I, che non ebbe il tempo di mostrarsi al mondo qual era). Potranno piacere o non piacere, ma in loro c'era ben poco di banale.

    Ora, dopo centosessant'anni, abbiamo un papa che, con tutto il rispetto (vero, non ironico), be', diciamolo francamente, a volte fa discorsi da caffè.

    Maso

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  27. AICI, non so per quale giornale scrivi, ne' la tua "importanza" giornalistica, magari superiore a quella di Langone. NOn so neanche se il mio sospetto di " riposizionamento" di Langone sia fondato. Certo mi ha stupita, ma ormai mi stupisco di poco e di pochi. Come ho già scritto, mi fido ormai solo di pochissimi " maitres a penser", laici o cattolici che siano. In generale, poi, diffido degli anonimi bloggers che non usano nicknames, e apprezzo molto, invece, quelli che si firmano con nome e cognome.
    Langone, se non altro, firma cio' che scrive.
    Rr

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  28. La ridicola questione del dottore è un perfetto esempio di uso della Scrittura di marca protestante: leggiti il Vangelo e interpretatelo come ti pare. È una cosa che si vede fare piuttosto spesso (a dire il vero a volte anche qui): tanto siamo tutti intelligenti, siamo tutti istruiti, siamo tutti perfettamente in grado... Ebbene, è una cosa pericolosa.

    Un tempo credo che la Chiesa sconsigliasse, se non proprio vietasse, che i laici leggessero in privato la Scrittura, perché senza la sua interpretazione si sarebbero esposti al pericolo di fraintenderla, se non peggio. Tanto per cambiare aveva ragione: è vero, l'ho provato su di me, che pure qualche titolo di studio ce l'ho e in generale di interpretazione di testi un po' me ne intendo. Qualche tempo fa cominciai una lettura intensiva e sistematica del Nuovo Testamento - solo testo e qualche nota scarna. Dico solo che ho lasciato perdere e credo che sia meglio così.

    E qui sottoscrivo l'osservazione di Esistenzialmente Periferico:
    Il principio del "rinunciare alla mia idea su Cristo piuttosto che all'appartenenza alla Chiesa" è giusto. (Sì, sottoscrivo anche la frase che segue.)
    È alla Chiesa che spetta dire come stanno queste cose. Non significa che dobbiamo seguire ciecamente i pastori di oggi, che spesso sono più buoni a traviare che a guidare; ma comunque non spetta al nostro giudizio personale, e forse ogni tanto fa bene ricordarlo.

    E anche se troverò l'opposizione di mic e probabilmente di altri, vorrei anche dire che questo vale pure per Radaelli, che a volte si è lasciato andare a speculazioni personali su questioni di dottrina prive di basi nell'insegnamento della Chiesa, temerarie per la noncuranza dei loro possibili effetti. Mi riferisco in particolare a quel suo articolo del febbraio 2013 sul tempo dell'antipapa, che, benché si presentasse come una mera congettura, temo che abbia fatto e continui a far male a diversa gente. A poco è valso il suo più recente attacco a Socci, che è apparso come una completa ritrattazione (mi verrebbe da dire rinsavimento): le "congetture" fatte in quell'articolo a quanto si è visto vengono ancora prese per buone ed autorevoli.

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  29. Cari amici vedere Langone e tanti altri parlare male di quelli che fino a ieri erano loro amici ,per difendere un Papa indifendibile come questo è un dramma.Il discorso di costoro è:giusto o sbagliato io sto col Papa. Io personalmente continuo a rispettarli ma non approvo questa difesa a prescindere.Nella vita si può sbagliare moglie o marito ,si possono avere dei figli buoni a nulla e si potrebbe continuare con gli esempi ,ma andare in giro magnificando le doti di costoro è da stupidi. Sarebbe molto più onesto dire:questo è il Papa e me lo devo far piacere.Considerando che farsi piacere Bergoglio per un normale cattolico è complicatissimo è meglio evitare le polemiche inutili.Bobo

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  30. Non guardar il dito ma la luna che indica.

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  31. Caro Latinista,
    condivido in pieno la tua sottolineatura riguardo alla interpretazione della Scrittura. Se fai attenzione noterai come evito sempre di servirmene o, se lo faccio, con molta prudenza e in base a ciò che ho assimilato nella e dalla Chiesa.
    Quanto all'articolo di Radaelli che citi e che ricordo bene ( è rintracciabile anche in questo blog) posso dirti che, oltre al discorso metafisico che fa venire l'orticaria a molti ormai disabituati ai suoi richiami alle "essenze", ricordo che è stato supportato dal vaglio di canonisti e che non esistono, al riguardo studi e approfondimenti autorevoli.

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  32. Discettare così tanto su un giornalistucolo che scrive giornalmente miseri "articoletti" è una perdita di tempo. Langone scrive primariamente rubriche di cucina, quindi è tutto detto!
    Rita Revi

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  33. questo è il Papa e me lo devo far piacere.

    già.....poi dovrebbero chiedersi che senso ha "farsi piacere un papa storto" come se fosse un vestito poco calzante! qui ne va della salvezza dell'anima, non è mica come una minestra insulsa o un abito malcucito, che si posssono sopportare con poco danno!
    se un papa mi porta di fatto su strada opposta a Nostro Signore, e mi travia ogni giorno di più dalla rettte FEde, ce lo dovremmo far piacere, come si trattasse di gusto personale? cioè autocostringermi ad andare lontano da Gesù Cristo, per imperativo categorico o stoico di obbedienza ad un sistema di storture...
    è chiaro che si sta scherzando col fuoco, cari tradizionalisti....l'importante è che chi ha aperto gli occhi non se li faccia chiudere dalla narcosi di regime, come hanno fatto Langoni e simili, perchè potrebbe capitare anche a noi, il rischio è forte per tutti, cfr.

    chi sta in piedi veda di non cadere

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  34. rr che forse avrebbe fatto bene a cambiare nick, Il Foglio è allo stesso livello degli altri, con la differenza che dà ospitalità a una più vasta congerie di idee e di posizioni.

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  35. "dà ospitalità a una più vasta congerie di idee e di posizioni.", certo ma è importante discernere pure con chi ci critica...se uno apre bocca tanto per aprirla non è degno di nota a tal punto a mio modesto avviso
    rr

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  36. E’ da ieri che ci penso a questa cosa dell’”idea su Cristo”; anche per me il principio del
    "rinunciare alla mia idea su Cristo piuttosto che all'appartenenza alla Chiesa" è giusto.

    Ed è gusto in questi termini: non può esserci un ‘idea su Cristo”, non posso avere una mia idea su Cristo. Mi perdonerete se voglio citare un passo del Vangelo che però mi pare attinente
    (tra l’altro dice il Venerabile Pio XII nella Divino Afflante Spiritu “… Infatti Pio X diede calorosa approvazione alla Società di San Girolamo, che ha per scopo di indurre i fedeli alla tanto lodevole usanza di leggere e meditare i santi Vangeli, e di rendere per quanto è possibile più facile questa pia pratica. La esortò poi a perseverare con alacrità nell’impresa, affermando “esse cosa fra tutte la più utile e più adatta ai tempi”, contribuendo essa non poco a “sfatare il pregiudizio, che la Chiesa si opponga alla lettura delle Sacre Scritture in lingua voltare o vi metta ostacolo”(Lettera dell’Emmo Card Cassetta “Qui piam”, 21 gennaio 1908, Pio X Acta IV, pp 23-25);
    dicevo del passo del Vangelo che è questo:
    Math. XVI, 15-17: dicit illis vos autem quem me esse dicitis respondens Simon Petrus dixit tu es Christus Filius Dei vivi respondens autem Iesus dixit ei beatus es Simon Bar Iona quia caro et sanguis non revelavit tibi sed Pater meus qui in caelis est

    Quindi l’idea che nasce dalla carne e dal sangue non è veritiera (infatti Joh. I, 12-13: quotquot autem receperunt eum dedit eis potestatem filios Dei fieri his qui credunt in nomine eius qui non ex sanguinibus neque ex voluntate carnis neque ex voluntate viri sed ex Deo nati sunt) ancorchè umanamente plausibile (le opionioni della “gente” erano le più disparate ma potevano sembrare per lo meno sensate: chi diceva Giovanni il Battista, chi diceva Elia etc) , ma solo il Padre rivela chi è Cristo, infatti i due sono una cosa sola e ciò che rivela il Padre non è un idea ma è ciò che è; l’idea può mutare, non ciò che è.
    Quindi io rinuncio alla mia idea su Cristo in senso totale, completamente: io rinuncio ad avere una idea su Cristo perché faccio mio, aderisco totalemente a quello che mi dice Pietro: Cristo è il Figlio del Dio vivente e dicendo questo egli è propriamente Pietro, la roccia; quindi in ciò mi affido alla Chiesa, che è retta da Pietro il quale fa ciò che Cristo comanda (ne è il Vicario). Quando Pietro torna Simone ecco che ha paura di una “ancilla”, una serva e quindi Cristo diviene per lui uno sconosciuto “nescio quid dicis”; la realtà però è che Cristo rimane, è, ma io non seguo Simone che adesso non ascolta più il Padre (e quindi neppure Cristo che è con Lui) e dice altro, adesso ha un’idea su Cristo. Perciò appartengo alla Chiesa che detiene la vera Fede che è quella nell’Unigenito e la Fede non è un idea.

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  37. Clodine da Accattoli04 luglio, 2014 10:35


    "Farebbe bene anche al Popolo di Dio, di tanto in tanto, riflettere sulla figura del Pontefice il suo ruolo nella Chiesa, che non è mai accessorio. L’importanza , l’autorità che riveste tale ruolo meritevole di sacra reverenza. Invece sento gente, e questo si che fa accapponare la pelle, gridare a crepagola :” ciao Francescooo! Ohhh Francè, FRancèè”.
    Hanno più rispetto per Francesco Totti che per il papa: manco fosse lo scemo del villaggio!
    Ecco, credo si sia smarrito, nel Popolo di Duio, il senso della dignità episcopale, l’inginocchiarsi devoto , silenzioso, dinnanzi alla figura del Papa.
    Questa confidenza, superficialità incondizionata è sintomatica di una certa povertà interiore tipica di un Popolo spogliato, scarnificato -alla stessa maniera con la quale è stata scarnificata la Sacra Liturgia- e dunque privo della benché minima cognizione del sacro. Una situazione preoccupante perché rovinosa sia per le istituzioni sia per la salute psicologica e spirituale delle persone. Questa moda sentimentale, vorrei dire “strana” , che dire “strana” è un eufemismo, di tirare per la chiacchetta il Pontefice è alla stregua di una rappresentazione burlesca, che non ha niente a che vedere né con la fede soprannaturale, né con la sana riverenza dovuta all’autorità.
    Ma forse avrebbe molto a che vedere con la follìa dell’apparire, che va di pari passo con la follìa esistenzale."

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  38. ... se uno apre bocca tanto per aprirla non è degno di nota a tal punto a mio modesto avviso

    Lo diventa, se ci dà l'opportunità e lo spunto per parlare di ciò che ci interessa, riaffermando la nostra posizione sulla retta Fede, in un contesto di ingravescente normalizzazione e acritico allineamento.

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  39. A Cesare: il fatto che anche il cosiddetto "magistero ordinario" (compresi discorsi, messaggi e cose del genere) pur non essendo infallibile debba godere del massimo rispetto, essendo parola del Papa, è il motivo per cui fino a epoca abbastanza recente (ma già prima dell'attuale Papa si era cominciato a disattendere la regola non scritta) i Papi evitavano di parlare a braccio in pubblico o di rilasciare interviste. Se scappava loro anche solo qualcosa di poco chiaro erano pasticci a non finire. Di solito però in questi casi si rettificava. Ricordo quando Giovanni Paolo I disse che Dio è anche madre, e qualcuno si chiese se la teologia era cambiata: il Papa fece poi sapere che alla frase non bisognava dare importanza, l'aveva buttata lì nella foga di un discorso.

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  40. Ricordo quando Giovanni Paolo I disse che Dio è anche madre, e qualcuno si chiese se la teologia era cambiata: il Papa fece poi sapere che alla frase non bisognava dare importanza, l'aveva buttata lì nella foga di un discorso.
    Non è proprio esattamente così. Mi SEMBRA che, tra i progetti di Papa Luciani, poi abbandonati dai successori, (oltre al rilancio dell'anticomunismo "Ubi Lenin, ibi Jerusalem Cessat" frase di G.P.1°) figurava un'enciclica dedicata all'analisi di tale tema. Ovvero l'aspetto "ANCHE MATERNO" di Dio.

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  41. Marco Pedranzini,
    ti ringrazio del tuo intervento e lo condivido in pieno. Ti dirò anzi di esser stata io stessa perplessa dopo l'aver vergato di getto quella frase. Ma ero e sono consapevole che il discorso va contestualizzato al fatto che è proprio nella chiesa attuale che è cambiata l'idea su Cristo... È questo il problema.

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  42. Aggiungo che, ovviamente, io sono ancorata al Signore della Chiesa perenne e che dire, oggi, "preferisco cambiare idea su Cristo piuttosto che rinunciare all'appartenenza alla Chiesa" porta lontano proprio dalla tua giusta conclusione:
    io non seguo Simone che adesso non ascolta più il Padre (e quindi neppure Cristo che è con Lui) e dice altro, adesso ha un’idea su Cristo. Perciò appartengo alla Chiesa che detiene la vera Fede che è quella nell’Unigenito e la Fede non è un idea.

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  43. figurava un'enciclica dedicata all'analisi di tale tema. Ovvero l'aspetto "ANCHE MATERNO" di Dio.

    L'aspetto anche MATERNO di Dio non è certo una novità. Ne abbiamo molte tracce nella Scrittura.

    La prima cosa che mi viene in mente quando lo invochiamo come "Misericordioso", è che nell'ebraico la Misericordia è espressa col termine rahamim, le viscere materne (l'utero - rehem), cioè le profondità del grembo, il luogo della gestazione che accoglie finché non giunga a maturazione e venga portato alla luce il frutto del concepimento e dunque della generazione...

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  44. Legga inoltre quanto ho scritto qui commentando il dipinto di Rembrandt sul figlio prodigo (notando la mano maschile e quella femminile del Padre sulle spalle del figlio)...

    http://www.internetica.it/misericord.htm

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  45. Sulla "maternità" di Dio, di cui già si parla nella Bibbia, sono ritornati anche Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Non è certo un discorso sbagliato, ma Giovanni Paolo I in quel caso ne parlò en passant e in modo colloquiale, tuttavia essendo l'affermazione di un Papa suscitò discussioni anche serie. Fu poi lui stesso a dire che era una "piccola frase" su cui si era troppo cavillato. Probabilissimo che volesse ritornarci sopra, magari con un'enciclica, per spiegare con precisione cosa intendeva. Era un esempio di come i Papi debbano fare attenzione perché anche una frase innocente può prestare il fianco a incomprensioni.

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  46. Dalla descrizione sintetica del libro di Cristina Siccardi "Paolo VI. Il papa della luce", Paoline Editoriale Libri, 2008, 432 p., prezzo di copertina € 24,00:

    "Di Paolo VI (Giovanni Battista Montini, Concesio-Brescia 1897 - Roma 1978), l'infaticabile innamorato di Cristo e della sua Chiesa, per la prima volta, se ne tratteggia qui la figura nella sua interezza: formazione, personalità, psicologia, sentimenti; e se ne analizza l'impronta nella Chiesa, prima come sacerdote (1920), poi come arcivescovo di Milano (1954) e cardinale (1958); infine, come papa (dal 21 giugno 1963). Vengono ripercorsi i suoi ruoli nella Chiesa di Pio XII, nella diocesi ambrosiana, e nella Chiesa del concilio Vaticano II e del postconcilio e anche la sua posizione nella politica italiana, sfatando, attraverso documenti, alcune distorsioni su di lui (come l'immagine del vescovo e del papa di "sinistra", il papa indecisionista e quant'altro: effetti di una precisa strumentalizzazione). La politica gli era familiare: il giovane Giovanni Battista per anni aveva visto in casa la presenza, fra gli altri, di Alcide De Gasperi, perché il padre era stato membro attivo del Partito popolare italiano a Brescia. Personalità complessa e dall'alto profilo intellettuale e spirituale, Paolo VI diviene una figura scomoda e persino impopolare per le sue. Si annotano di lui diversi primati: ad esempio, i primi viaggi nei 5 continenti; in Terrasanta; la Via Crucis all'Anfiteatro Flavio; la promozione della Giornata Mondiale della pace; il dialogo ecumenico".

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