Pagine fisse in evidenza

mercoledì 16 luglio 2014

Pierre Virion. “Mysterium iniquitatis”. Introduzione di Don Curzio Nitoglia

Ricevo, da parte di don Curzio Nitoglia, e volentieri pubblico la sua Introduzione a Mysterium iniquitatis, un testo di Pierre Virion (1898-1988) già edito in francese (Parigi, Téqui) nel 1967, pubblicato ora in italiano dalla casa editrice Effedieffe, data la sua estrema attualità nonostante i 46 anni d’età.

 “Voi conoscete Colui che lo trattiene, di modo che egli si manifesterà al suo preciso momento. Infatti il Mistero d’Iniquità già opera internamente. Solo quando Colui che ora lo trattiene verrà tolto di mezzo, allora l’uomo d’iniquità si manifesterà, ma il Signore Gesù lo ucciderà con un soffio della sua bocca” (II Tessalonicesi, II, 6-7).
Pierre Virion (1898-1988) è stato - assieme a Léon de Poncins (1897-1976) e a Jacques Ploncard d’Assac (1910-2005) - uno dei grandi autori cattolici antisovversivi francesi, che hanno studiato (a partire dai primi decenni del Novecento sino al Concilio Vaticano II e post-concilio) il problema della “contro-chiesa”, ossia il complotto della Sovversione contro la Società civile cristiana e la Chiesa di Cristo [1].
Virion è nato nel 1898 ed è morto a novant’anni nel 1988 a Bernay nell’Eure. Ha studiato e si è addottorato in Diritto e in Storia in Francia, ha soggiornato a Roma ed è stato intimo amico del cardinal Alfredo Ottaviani († 1979). Sin dal 1930 ha collaborato con mons. Ernest Jouin alla Revue Internationale des Societés Secrètes.
Durante il Concilio Vaticano II ha collaborato, appoggiato dal cardinal Ottaviani, con de Poncins (Il problema degli ebrei in Concilio, Roma, 1962), a studiare il ruolo occulto del giudaismo nell’Assise conciliare. Ha partecipato attivamente alla stesura dell’ottimo libro Complotto contro la Chiesa (Roma, 1962) elaborato da un gruppo di studiosi, che si son firmati con lo pseudonimo di Maurice Pinay. Ha cercato, assieme anche a J. Ploncard d’Assac (L’Eglise occupée, 1975), di mostrare ai Padri conciliari la gravità della nuova dottrina sui rapporti tra Chiesa e giudaismo, che nonostante, i suoi sforzi, ha dato purtroppo vita alla Dichiarazione Nostra aetate (28 ottobre 1965), la quale ha ribaltato la Tradizione della Chiesa su questa materia. Nostra aetate è l’unico  Decreto conciliare che non apporta neppure una citazione dei Padri della Chiesa e del Magistero a favore della sua tesi, talmente questa è  innovativa.

Virion ha conosciuto, recandosi personalmente in Spagna e Portogallo, anche  Francisco Franco († 1975) e Antonio Salazar († 1970), gli ultimi due grandi uomini politici europei rimasti in piedi in mezzo alle macerie della seconda guerra mondiale senza essersi abbassati al ruolo di vassalli della Sinarchia mondialista giudaico/americanista.

Le sue opere più significative sono: Bientot un gouvernement mondial. Une super et contre-église del 1967 (tradotto in italiano da Controcorrente di Napoli nel 2004 con un interessante commento e note del dr. Bruno Tarquini); Mysterium iniquitatis del 1967, che ora Effedieffe presenta al pubblico in italiano; Le complot del 1969, che tratta il problema del “para-concilio” durante il Vaticano II; Le Nouvel Ordre du Monde del 1974, che tratta il problema degli ambienti dell’alta finanza anglo-americana.

In Mysterium iniquitatis Virion spiega che la crisi religiosa che attraversano gli uomini di Chiesa non deve portare al pessimismo. Infatti come Gesù “solo la Chiesa ha parole di vita eterna” essendo essa il Corpo Mistico di Cristo. Poi studia il ruolo della Massoneria nell’offensiva scatenata contro la Chiesa, che ha toccato il suo acme durante e dopo il Vaticano II avendo fatto leva sulle tre Concupiscenze che albergano nell’animo di ogni uomo anche, e soprattutto, se chierico: 1°) l’amore disordinato del proprio onore, cioè l’orgoglio; 2°) l’amore eccessivo delle ricchezze, della carriera e dei beni di questa terra, ossia l’avarizia e 3°) l’amore smodato dei piaceri sensibili,  vale a dire la sensualità.

Virion si rifà a San Paolo che nella Seconda Epistola ai Tessalonicesi (II, 6-7) rivela la venuta dell’Anticristo finale e spiega: “Voi conoscete Colui che lo trattiene, di modo che egli si manifesterà al suo preciso momento. Infatti il Mistero d’Iniquità già opera internamente. Solo quando Colui che ora lo trattiene verrà tolto di mezzo, allora l’uomo d’iniquità si manifesterà, ma il Signore Gesù lo ucciderà con un soffio della sua bocca”.

I Padri ecclesiastici interpretano questi due versetti in maniera unanime. L’Anticristo finale si manifesterà, ma vi è un “ostacolo”, un “katechon”, “Colui che lo trattiene”, che è il potere spirituale e sociale del Papato. Quando questo potere non avrà più la forza socialmente sufficiente per trattenere l’Anticristo, ma sarà stato ridotto ad influire solo sulle singole anime, allora questi apparirà, ma sarà ucciso da Cristo stesso, che veglia tutti i giorni sino alla fine sulla sua Chiesa. San Paolo lo chiama Mysterium iniquitatis, esso opera già nell’epoca in cui l’Apostolo scrive (sono gli “anticristi iniziali”, che si manifesteranno durante il corso della storia). Ma al momento stabilito e permesso da Dio, quando il Papato dopo essere stato attaccato da tutti i fronti avrà perso, momentaneamente, la sua forza sociale di restaurazione, allora apparirà l’Anticristo finale. Il liberalismo che vuol ridurre il Cristianesimo a puro fenomeno individuale, negando la Regalità sociale di Cristo è uno dei pilastri della  “contro-chiesa” e apre le porte all’Anticristo finale (v. Pio  XI, Enciclica, Quas primas, 1925 e Mortalium animos, 1928).

È chiaro che Virion collega il Mistero d’Iniquità, operante segretamente durante la storia della Chiesa sin dall’epoca apostolica, al Vaticano II, ove, tramite la collegialità, l’ecumenismo e la libertà delle false religioni, la potenza sociale restauratrice ed antisovversiva del Papato e della Chiesa è stata scemata. A partire da allora pian piano si manifesta il Mistero d’Iniquità in tutta la sua ferocia (e lo vediamo oggi sotto i nostri occhi) sino al Regno dell’Anticristo finale, che Cristo annienterà. Quindi non dobbiamo temere e scoraggiarci: alla fine la Chiesa di Cristo risorgerà come Gesù risuscitò dal Sepolcro. Certamente oggi, con papa Francesco I, assistiamo all’ultima scena dell’opera di “auto-demolizione” del potere sociale del Papato ad opera di un Papa. Ma questo era il piano della Massoneria: “un Papa secondo i nostri desideri, che non sia iscritto alla Setta, ma ne abbia lo spirito e faccia lui la Rivoluzione in cappa e tiara”. Ogni giorno, parlando come dottore privato, in omelie alla sua messa privata, concedendo interviste e soprattutto agendo in maniera sovvertitrice dell’ordine e della dignità papale, papa Bergoglio colpisce ciò che dopo il Concilio Vaticano II, miracolosamente, era rimasto ancora in piedi. Però non dobbiamo preoccuparci eccessivamente. Era scritto e previsto. Dio lo ha permesso per trarre dal male un bene maggiore. Dopo aver ultimato la sua Rivoluzione in cappa e tiara, apparirà l’uomo d’iniquità, ma Gesù lo annienterà. “Nolite timere pusillus grex, Ego vici mundum!” (Lc., XII, 32). La vittoria finale, dopo tante sconfitte intermedie, appartiene a Dio e alla sua Chiesa. E così sarà. “Verbum Domini manet in Aeternum!”.
Virion, giustamente, insiste molto sull’ecumenismo, quale strumento di cui la Massoneria aveva stabilito di servirsi per scardinare la Chiesa romana e, si fieri potest, giungere ad una nuova “Chiesa” radicalmente diversa da quella di Cristo.
L’immobilismo, come lo chiama la Massoneria, o meglio l’immutabilità dei dogmi, della morale e della liturgia e la loro stabilità è un altro ostacolo insito nella Chiesa romana e che occorre sorpassare attraverso la riforma di essa, mediante il “meta-cristianesimo”, come lo chiamava Teilhard de Chardin († 1955), e l’evoluzione costante dei dogmi e della Religione per giungere al Nuovo Ordine Mondiale. La Massoneria ha previsto, e Virion lo documenta nel libro in esame, la trasformazione della liturgia in teurgia ossia in magia, conformemente all’insegnamento cabalistico. 
L’abolizione della talare ha contribuito a secolarizzare e mondanizzare il clero e a renderlo uno strumento o un burattino in mano ai burattinai, cioè ai grandi iniziati, i quali si prefiggono la distruzione della Chiesa.
L’accostamento della teurgia alla liturgia non deve destare perplessità; basti pensare che San Pio X († 1914) ha definito magisterialmente il modernismo “foedus clandestinum”, cioè una “setta segreta” (Sacrorum Antistitum, 1° settembre 1910). Inoltre i legami tra Antonio Fogazzaro († 1911), l’occultismo della teosofia di Elena Blavatsky († 1891) e l’antroposofia di Rudolf Steiner († 1925) sono oramai acclarati. Il modernismo tende come setta segreta alla generazione di un cristianesimo sincretistico (come lo si è visto ad Assisi nel 1986, 2002 e 2011).
Vi è, insomma, una lotta evidente, esplosa in tutta la sua virulenza durante il Vaticano II, tra la Chiesa di Cristo e la “contro-chiesa” o “sinagoga di satana” (Apoc., II, 9), che si serve della Cabala per sovvertire la mentalità dei fedeli e dei chierici inclini al progressismo, i quali potranno diventare in futuro i capi della Sinarchia di una “contro-chiesa” infeudata alla “Repubblica universale” massonica e al “Tempio universale” giudaico, tramite l’ecumenismo, che dovrà portare alla riunione dei cattolici con i massoni o “fratelli” separati e ebrei o “fratelli” maggiori/peggiori.
Occorre pure, secondo la Setta, iniziare i  seminaristi e i preti all’esoterismo e alla gnosi per trasformare la religione rivelata in una filosofia o conoscenza umana occulta e salvifica.
Tutto ciò deve avvenire mediante una silenziosa e sotterranea Rivoluzione religiosa (Concilio Vaticano II, 1962-65) e culturale (maggio 1968), non cruenta e militare, grazie alla quale l’uomo prenderà il posto di Dio per distruggere poi, nichilisticamente, l’uomo stesso quale animale razionale. 
Oltre all’ecumenismo, la  Massoneria si serve dell’eresia anti-liturgica e della collegialità per trasformare la Chiesa di Cristo nella “chiesa dell’uomo”, chiesa immanentistica, orizzontale, totalmente razionalistica e naturalistica, “colonna” di soggettivismo e relativismo. Soprattutto la collegialità deve servire a bloccare “Colui che trattiene l’Anticristo” o il “Katechon” (2 Tess., II, 6-7), ossia il Papato. Tramite la collegialità e la riforma liturgica si arriverà ad una sorta di neo-pontificato e neo-sacerdozio, i quali in realtà agiranno come un “contro-Vaticano”, che farà la Rivoluzione più estrema, anche in campo religioso e spirituale. Inoltre i “cristiani per il socialismo”, che erano già stati preordinati almeno 60 anni prima che tale fenomeno venisse a galla, saranno la testa di ariete per la Rivoluzione anche militante e socio-politica nel mondo intero.  
Il panteismo è  la conseguenza di tutte questi deliramenti del pensiero umano lasciato in balia di se stesso e dell’orgoglio prometeico, che alberga nel cuore di ogni uomo ferito dal peccato originale, il quale non si perita di mortificare questa cattiva tendenza, che è il primo e principale dei sette vizi capitali e delle tre concupiscenze.
Un altro passo che deve compiere la Sovversione verso l’instaurazione del Nuovo Ordine Mondiale e del Tempio universale è innanzi tutto venire a patti col materialismo ateo del comunismo per scavalcarlo con lo spiritualismo esagerato, il quale vorrebbe far dell’uomo un angelo, un eone, un semidio o Dio stesso, come volle fare Lucifero quando gridò “Non serviam” e fu però schiacciato da San Michele, che rispose “Quis ut Deus?”.
I pilastri fondamentali sui quali si poggia la dottrina e la pratica della Massoneria per la lotta contro la Chiesa sono, secondo Virion, la collegialità, l’ecumenismo, l’eresia antiliturgica e la libertà delle false religioni, che pone il vero accanto al falso, contravvenendo al principio evidente di non-contraddizione. 
Un’altra profonda intuizione del Virion è che, come la Chiesa si regge su tre colonne: il Papato, l’Eucarestia (come sacrificio e presenza reale) e la Madonna corredentrice e dispensatrice di ogni grazia, così la “contro-chiesa”, nello svolgersi del “Mistero d’iniquità” (2 Tess., II, 7), scimmiotta e cerca di contraffare queste tre perle preziose mediante la Collegialità, il Novus Ordo Missae accompagnato dalle profanazioni eucaristiche e la neo-mariologia minimalista ed ecumenista, tale che non possa dispiacere ai protestanti. In breve una struttura della Chiesa democraticistica e non più monarchica, una liturgia orizzontale, completamente dissacrata e dissacratoria, ed una mariologia puramente  sentimentalistica ed infantilistica.
Dalla nuova chiesa democratica si passa ben presto alla chiesa anarchica, nella quale ognuno è “il Papa di se stesso”. 
Virion riporta due citazioni di Hans Küng che sono impressionanti.
  1. «Ecco il grande spirito del Concilio: il Concilio non siede da solo, l’intera [contro]Chiesa lo sosterrà, questa [contro]Chiesa, essa stessa più grande, più forte del Concilio stesso, vuole essere all’avanguardia e sarà all’avanguardia. Anche se... il Concilio dovesse essere artificialmente frenato, i nuovi teologi non attenderanno di essere fermati, ma lasceranno la Chiesa romana. Sono coloro i quali – ed il loro numero è rilevante – sono infiammati da una nuova speranza portata dal Concilio, una speranza in una [contro]Chiesa rinnovata ed in una [nuova]cristianità unificata» (The Commonweal, New York, 12 febbraio 1965). 
  2. «Tutto ciò non è che l’inizio. Quello che a noi interessa adesso è la realizzazione dei Decreti conciliari e in seguito tirare le conseguenze non ancora contenute esplicitamente in questi Decreti. I teologi devono essere l’avanguardia della [contro]Chiesa e in tal senso non devono solamente seguire, ma anticipare il popolo cristiano. Certamente devono mantenere un contatto con il grosso del popolo cristiano, ma oggi molti cristiani istruiti si lamentano che il teologi non camminano a passi spediti. La verità si rivela solamente nella libertà. Se si soffoca la liberta, si soffoca anche la verità. La Rivelazione della verità ha bisogno della libertà. E non è mai la libertà che nuoce alla verità, ma è l’arbitrio che nuoce ad essa. […]. Il tempo dell’autoritarismo e dell’autocrazia della Chiesa è finito. È necessaria la collaborazione di tutti i credenti nelle decisioni della Chiesa, in quanto tutti i credenti sono la Chiesa. È necessaria la collegialità a tutti i livelli: parrocchie, nazioni e Chiesa universale» (Le Figaro, 7 marzo 1967).
Virion afferma che il complotto contro la Chiesa scoppiato durante il Vaticano II era prestabilito e si è realizzato nei minimi dettagli. Ora il problema ultimo da risolvere è sapere se la Sinarchia sia all’altezza di portare sino alle ultime conseguenze (la distruzione della Chiesa di Roma, fondata da Gesù su un solo Pontefice: Pietro) questa Sovversione annichilatrice nella Chiesa e della Chiesa. Virion risponde: “sì, ma inutilmente!”. Infatti le membra della Chiesa sono umane, ma il suo principio è Cristo che l’ha fondata, il suo fine è Dio e il cielo verso cui tende, infine i suoi mezzi sono soprannaturali nella loro essenza: i Sacramenti, che conferiscono la vita soprannaturale. Contro questa realtà assistita divinamente perché fondata e istituita da Dio stesso, nulla può la Sinarchia, la “contro-chiesa” e la “sinagoga di satana”. Gesù lo ha promesso formalmente: “le porte dell’inferno non prevarranno contro di essa!”(Mt., XVI, 18). “Ecco, Io sto con voi tutti i giorni sino alla fine del mondo” (Mt., XXVIII, 20).

Il libro in questione risale al 1967. Ciò che aveva previsto si è avverato. Cerchiamo di vedere come e quando in un breve aggiornamento.

La Globalizzazione, il Mondialismo o il Nuovo Ordine Mondiale di cui ha scritto il Virion nel lontano 1967 oramai sono una realtà esistente in atto. A partire dalla prima guerra contro l’Iraq (1990) il Presidente Bush senjor disse: “con questa guerra è stata posta la prima pietra del Nuovo Ordine Mondiale”. Dopo vi è stata la seconda guerra contro l’Iraq (2003) e le “Rivoluzioni primaverili” (2011) che hanno portato il massonico “ordo a chaos” in Egitto, Tunisia, Libia e adesso si cerca di sfondare in Siria per giungere all’Iran e alla Russia di Putin e quindi al dominio del mondo intero.

La Globalizzazione nei disegni della Setta è il primo passo che deve condurre al termine: ammanettare i Paesi del mondo con le catene del “libero mercato”, che rappresenta una concezione universale dell’affaristica (v. Milton Friedman, premio Nobel per l’Economia, che ha influenzato l’amministrazione Reagan, Bush padre e figlio, la Thatcher ed ha dato nascita alla Mont Pelerin Society, al movimento “Chicago boy’s” e “neocon”), la quale arricchisce i Popoli più ricchi ed impoverisce quelli più poveri, come nelle singole Nazioni la stessa mentalità o ideologia liberistica tartassa i poveri e agevola gli stra-ricchi (v. il Governo Mario Monti e i “Bocconi boy’s”, che nel 2012 in Italia hanno tolto l’Ici alle banche poiché sono “enti di beneficenza”, mentre hanno tartassato con l’Imu chi possiede una sola casa). Questo è  uno degli effetti devastanti e ben visibili del Mondialismo, che rappresenta il vero “totalitarismo” liberistico sotto apparenze di democrazia e liberalismo, i quali sono in realtà la peggior tirannide. Il Mondialismo è formato da due piani: uno sottostante e visibile, apparentemente democratico, l’altro, sovrastante e segreto realmente tirannico. Esso riesce a conciliare una democrazia visibile, che detiene apparentemente un Governo di rappresentanza ed una tirannia invisibile, che segretamente comanda e dirige realmente la prima ed in nome della democrazia le fa compiere i crimini più efferati. 

Se il primo passo della Sinarchia e della Globalizzazione è affaristico/finanziario (v. la moneta unica europea, che ha impoverito i Paesi mediterranei e cattolici a scapito di quelli nordici, protestanti e atlantici), il secondo passo della “contro-chiesa” è politico tramite la costituzione di una Comunità Europea, la quale è solo una dependance degli Usa e della GB. Infine il terzo ed ultimo passo è il traguardo finale che la “sinagoga di satana” si era prefissa da almeno 200 anni: la costituzione di un unico “Tempio universale” mediante l’ecumenismo, ossia un amalgama di tutte le religioni a scapito dell’unica vera religione, quella fondata da Gesù su Pietro ed i suoi successori. Purtroppo, avendo con il Modernismo infiltrato i propri suppositi nella Chiesa, la Setta infernale è riuscita a far compiere l’ultimo passo della Rivoluzione anti-divina proprio agli uomini di Chiesa, soprattutto durante e dopo il Concilio Vaticano II, che ha raccomandato pastoralmente l’Ecumenismo, la Libertà delle false religioni e la Collegialità, cioè propri quegli errori condannati costantemente dal Magistero dogmatico ed infallibile della Chiesa. La “rivoluzione in cappa e tiara” si è avverata nel 1965 e perdura ancor oggi, anzi con Francesco I è divenuta una valanga inarrestabile - tramite gesti, fatti e detti quotidiani non magisteriali, ma ampliati e globalizzati dai mass media - che solo l’Onnipotenza e la Giustizia di Dio potrà bloccare.

La “contro-chiesa” non può giungere al dominio del mondo senza avere corrotto anche il potere spirituale, che viene da Dio. Infatti non si può reggere e governare la Società civile se questa non è sorretta da quella soprannaturale. Stato e Chiesa debbono cooperare. La “contro-chiesa” ha combattuto la dottrina della cooperazione tra potere temporale e spirituale ed ha distrutto il potere temporale della Chiesa (che la aiutava a diffondere il Vangelo nella Società civile, senza essere infeudata a nessun potere umano) per sostituirvisi e diventare il nuovo “contro-potere” o la “demonio-crazia” preternaturale, che viene dal basso e dagli inferi e lotta contro la “teocrazia”.  Oltre il potere economico, sociale e politico occorre avere nelle mani anche quello religioso, senza il quale tutto il resto vacilla e poi crolla. Avendo macchinato contro la vera Religione, la Sinarchia deve darci un surrogato di essa, una “contro-chiesa” ed una “contro-religione”. La religione non è qualcosa di posticcio o puramente accessorio che aiuta, come volevano Machiavelli († 1527) e Maurras († 1952), lo Stato a governare meglio, ma è essenziale al funzionamento del potere civile e al suo perdurare. La Chiesa lo ha sempre insegnato, la “contro-chiesa” lo ha capito e lo ha negato, ma ha sempre cercato di metterlo in pratica alla rovescia 1°) avversando la vera Religione, 2°) propinando agli uomini una falsa religiosità, rivelandosi vera “scimmia di Dio” come il diavolo (Tertulliano).

La previsione del 1967 di Virion: Mondialismo finanziario, politico e religioso, si è pienamente avverata tra il 1990 e il 2013, anno decisivo sia per l’attuazione completa della Globalizzazione (se Usa, GB, Israele sfondano in Siria, Iran e Russia), sia per la disfatta del Nuovo Ordine Mondiale contro-natura e preter-naturalmente deviato e la ricostruzione di un ordine economico, politico e religioso secondo natura e soprannaturalmente retto, che solo l’Onnipotenza di Dio potrà aiutarci a realizzare. È l’ora decisiva dello scontro tra due entità dal quale arriverà al suo completamento la “città del diavolo” oppure rinascerà la “città di Dio” (S. Agostino, De civitate Dei, XIV, 28).

Virion ha capito benissimo  che senza una “contro-chiesa” la Setta non può riuscire a costruire un “super Governo Mondiale”, come senza la grazia divina l’uomo non può edificare la Civitas Dei o la Res Publica  Christiana. 

Il Nuovo Ordine Mondiale è un “integrismo” alla rovescia. L’integrismo è quel movimento religioso/politico/economico, che sotto il pontificato di San Pio X voleva “restaurare tutto in Cristo”. “Tutto”, ossia la religione, la Polis e l’Economia. Oggi il Mondialismo ha distrutto la Civitas Christiana ed ha edificato la “città di satana” (S. Agostino, De civitate Dei, XIV, 28) e la “sinagoga di satana” (S. Giovanni, Apocalisse, II, 9). Il mondo è capovolto, tutto è sottosopra, la Religione, la Società civile e il Focolare domestico, anzi persino l’individuo, che è stato disfatto dalla Rivoluzione culturale del 1968, preparata dalla ‘Scuola di Francoforte’ e dallo ‘Strutturalismo francese’ (1920-1970). L’uomo e l’antropocentrismo hanno preso il posto di Dio e del teocentrismo o peggio ancora, in maniera più subdola, hanno confuso Dio e l’uomo, teocentrismo e antropocentrismo. 

Questa è “l’ora del potere delle tenebre” (Lc., XXII, 53), ma è anche l’avvicinarsi della Risurrezione e l’ora del trionfo del Cuore Immacolato di Maria. 
don Curzio Nitoglia
Velletri 24 settembre 2013
______________________________________
1. Altri autori hanno studiato il Mondialismo, in maniera molto seria e scientifica, basandosi su fatti e documenti, ma arrestandosi alla descrizione degli avvenimenti e dei personaggi di spicco, senza, purtroppo, studiare la natura del Mondialismo, come invece ha fatto Virion. Tra di essi vanno annoverati: Jacques Bordiot (1900-1983), Une main cachée dirige…, Parigi, 1976; Le pouvoir occulte fourriere du communisme, Chiré, 1976; L’occident démantelé, Parigi, 1976. Henry Coston (1910-2001), La Haute Banque, Parigi, 1958; La Haute Finance et les Révolutions, Parigi, 1963; Les Technocrates et la Synarchie, Parigi, 1985; Les Financiers qui mènent le monde, Parigi, 1989. Yann Moncomble (1953-1990), La Trilatérale, Parigi, 1980; L’irrésistible expansion du Mondialisme, Parigi, 1981. Il limite di costoro mi sembra sia dovuto alla loro formazione dottrinale, che non ha tenuto conto del ruolo essenziale della Religione e della Spiritualità nel Complotto delle Forze occulte che dirigono il mondo. Essi, perciò, si son fermati allo studio (serio e approfondito) dell’economia e della politica, trattando solo en passant quello della Religione, studio che perciò in sé è buono, ma non completo.
2. Quando si parla della sostanziale identità tra le “tre religioni monoteiste” si rischia di scivolare nella quarta contro-religione “mono-a-teista”, che è la “sinagoga di satana” (Apoc., II, 9) fatta da coloro che hanno “per padre il diavolo” (Gv., VII, 42) e che si chiama anche “contro-chiesa”. Infatti Gesù ha comandato ai suoi Apostoli e ai loro successori: “Andate e ammaestrate tutte le Nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare quanto Io ho comandato” (Mt., XVIII, 19). Perciò Gesù invia ad insegnare (Magistero) e a conferire i sacramenti (Sacerdozio) fondandosi sulla SS. Trinità e a condurre le anime in cielo (Giurisdizione o Imperium) basandosi su quanto Egli (Verbo Incarnato) ha comandato di fare (10 Comandamenti). Quindi non ci si può fondare su un vago monoteismo per insegnare e praticare la vera Religione, riassunta nel Credo, nell’amministrare la Grazia e nel predicare la Morale. È invece necessario basarsi sui due misteri principali della Fede rivelata: la Trinità delle Persone divine e l’Incarnazione del Verbo. Al di fuori della Trinità  e dell’Incarnazione del Verbo non c’è verità (dogma), vita (soprannaturale) e via (al paradiso). Sempre Gesù ha insegnato: “Io sono la verità, la vita e la via” (Gv., XIV, 6). Egli (non il Talmud o il Corano), la seconda Persona della SS. Trinità, che si è incarnata ed è morta per la nostra salvezza, racchiude tutta la Religione: il Credo, i Sacramenti e la Morale. Al di fuori di Lui non c’è salvezza. Egli è l’unica via che conduce a Cielo. Ora il giudaismo lo ritiene un ingannatore che da uomo si è fatto Dio e lo ha condannato a morte per questo, mentre l’islàm lo ritiene un buon profeta, ma nega la sua divinità. Quindi non c’è nessuna possibilità di “tri-alogare mono-a-teisticamente” mediante l’ecumenismo.  
3. Jacques Ploncard D’Assac ha scritto un ottimo libro sul Portogallo intitolato Salazar, Parigi, 1967 (tr. it., Milano, 1968); Léon de Poncins ha scritto due ottimi libri sul Portogallo e la Spagna, intitolati Le Portugal renait (Parigi, 1936) e Histoire secrète de la Révolution espagnole (Parigi, 1938). Come si vede Virion, de Poncins e d’Assac erano intimamente legati dagli stessi interessi culturali, politici e religiosi.
4. La rivista antimodernista “sì sì no no” ha riassunto in 11 puntate il libro Mistero d’iniquità di Virion, che è capitale per capire il fenomeno modernistico di “auto-demolizione della Chiesa”,  a partire dal n. 5 del maggio del 1975 (suo primo anno di vita) sino al n. 5 del maggio 1976 (pp. 1-2) a cura di Marius. Il lettore può consultare gli 11 articoli sul portale web www.sisinono.org  
5. Cfr. San Tommaso d’Aquino In 2am ad Thessalonicenses, cap. II, lectio 1. 
6. La 2a  Epistola ai Tessalonicesi è stata scritta attorno al 53 d. C.
7. La modalità con cui agisce la ‘contro-chiesa’ è segreta ed invisibile, i fatti e gli obiettivi che produce e raggiunge sono pubblici e visibilissimi.
8. La crisi ha investito tutti i settori della vita umana e in maniera parossistica. La Chiesa nei suoi membri anche più eminenti (specialmente con Francesco I) è stata infiltrata e sono proprio loro a far la Rivoluzione in maniera più radicale (accoglienza dell’ondata immigratoria clandestina e islamica, filo-marxismo, accettazione tacita delle unioni omosessuali, minimalismo anti-aborto, rinuncia pratica ai valori non-negoziabili, filo-giudaismo radicale). La crisi economica sta spingendo l’Europa e gli Usa verso il fallimento. La guerra mondiale e nucleare è diventata quasi prossima con la crisi siriana, nella quale si fronteggiano gli Usa contro la Russia e la Cina. Lo Stato è oramai quasi inesistente, specialmente in Italia, ed è stato rimpiazzato prima dai banchieri di Monti e poi dai magistrati marxisti di De Benedetti. La famiglia è stata minata dal divorzio, dalle unioni di fatto, dal libero amore e dall’omosessualismo per principio, legalizzato e difeso dalla legge, che condanna l’omofobia. L’individuo stesso è una larva di uomo: il 1968 ha distrutta la sua natura razionale, che è stata rimpiazzata dal sentimentalismo e dall’emozionalismo animaleschi. Oramai non ci resta che l’intervento della Giustizia onnipotente di Dio, il quale premia il bene e castiga il male. 
9. Egli con il primato della prassi (basta vedere il suo modo di “pontificare”) e della diplomazia ( si vedano le ultime nomine in Curia) a scapito della dottrina e della Fede, non nega i dogmi esplicitamente, non afferma dottrine sistematiche, ma addormenta le coscienze dei fedeli e dei chierici, i quali non li hanno più presenti, pur non negandoli formalmente. La pericolosità di papa Bergoglio è la pastoralità diplomatica e piacevole a tutti spinta al massimo con la pura prassi e la gestualità, che vuol portare tutti (anche i “tradizionalisti”) ad agire assieme ed a perdere e dimenticare pian pano la propria identità senza rinnegarla esplicitamente. La situazione ecclesiale sotto il pontificato di Francesco I è desolante, ma non disperata. Per il cristianesimo non esiste la disperazione, vi è la desolazione del Gòlgota e del Sepolcro alla quale segue immancabilmente la gloria della Risurrezione. Attenzione! come Cristo la Chiesa non muore, può sembrar morta, ma non lo è, anzi più ci si avvicina alla fine apparente e più si è prossimi alla Risurrezione reale.
10. Per quanto riguarda il rapporto tra Massoneria e la Nuova Messa del 1969, si sappia che mons. Annibale Bugnini († 1982), l’artefice della riforma liturgica, era iscritto alla Massoneria, la quale gli aveva commissionato il Novus Ordo Missae in tutti i suoi dettagli. Cfr. Andrea Tornielli, 30 Giorni, n. 6, giugno 1992, pp. 40-56, ripreso da sì sì no no, n. 15, 15 settembre 2010, pp. 5-6. 
11. Questo terzo gradino è occulto quanto ai mezzi impiegati per arrivarvi, ma è ben visibile quanto agli effetti e ai traguardi ottenuti.

29 commenti:

  1. Domanda: molti gruppi tradizionalisti, soprattutto i sedevacantisti ma non solo loro dicono messa molte volte non in chiese ma in sale adibite. Ma ho sentito dire anche tra di noi più volte: se ci tolgono le chiese, portiamo il curato a casa e facciamola lì. Ma è valida una messa in una chiesa(casa) non consacrata? Per la consacrazione di una chiesa, serve un vescovo; vero?
    Grazie

    RispondiElimina
  2. Non è una prerogativa del sedevacantismo ma una necessità quella di dir messa in sale adibite non disponendo di un luogo di culto assegnato o concesso per la celebrazione. Capita anche in zone periferiche in attesa che la chiesa sia costruita.
    Quanto alla messa in casa, credo sia possibile eccezionalmente e se non ricordo male va chiesto il permesso del parroco.
    Anni fa un padre cappuccino, mio padre spirituale, era solito celebrare in casa mia (il NO) tutte le volte che era di passaggio per Roma.
    Allora accoglievo con gratitudine. Oggi mi farebbe problema.

    RispondiElimina
  3. Penso tuttavia che occorra distinguere tra un'eccessiva disinvoltura in sacris, che è deplorevole banalizzazione e sciatteria e il caso di necessità in cui timor di Dio sobrietà unita a cura e una fede salda fanno la differenza davanti al Signore.

    RispondiElimina
  4. Grazie mille Mic per la risposta dettagliata.
    Anche se onestamente sentir messa in una sala polivalente mi sa tanto da TdG o americanate da messa nei palasport. Il vedere attorno a me muri in calcestruzzo e pareti spoglie mi sa di desacralizzazione.
    PS. da noi hanno ristrutturato una immensa villa che possiede anche una chiesa interna, corpo a se stante dalla villa all'interno del parco privato. Se io convincessi qualche prete cattolico-tradizionalista a dir messa VO una volta a settimana lì ed il proprietario de la villa fosse d'accordo; dici che il parroco e/o curia potrebbe aver da ridire qualcosa?O meglio, ha diritto a metter bocca, se volesse, impedendola?

    RispondiElimina
  5. Quì alcuni riferimenti su benedizione e consacrazione chiese
    http://goo.gl/DWk6Zi

    RispondiElimina
  6. Ai sensi del Summorum, sacerdote e fedeli che vogluano celebrare il Rito antuco non devono chiedere alcun permesso, Viene da sé (ma guarderò anche la prescrizione specifica), che debbano avere un'assenso da parte del rettore del luogo di culto, non per la celebrazione, ma per l'uso del luogo. E correttezza vuole che ne venga informato il vescovo; e lo si può fare anche quando l'esperienza è già consolidata, ad evitare possibili sofismi inibitori di ogni genere...

    RispondiElimina
  7. Anche Virion parla di para-concilio (vedi art precedente)

    RispondiElimina
  8. Mic, due o tre anni fa il vescovo della mia diocesi d' origine, Tempio Ampurias, proibì l' uso di una cappella di campagna, NON sconsacrata, ad un gruppo di fedeli che " diceva la Messa in latino". La notizia e' di fonte di mia madre, quindi da prendere con le molle. Ho cercato maggiori informazioni in rete, senza riuscirci. Sta di fatto che invece e' stata concessa ad ortodossi, rumeni credo, l' uso una- due volte al mese di una cappella piccola, ma centralissima nella parrocchia piu' antica della mia citta', Olbia.
    Anche a me interessa sapere quanto sia canonicamente e teologicamente corretto celebrare in sottoscala o capannoni.
    R.R.

    RispondiElimina
  9. Cara Rosa,
    purtroppo ci sono casi in cui diventa "scorretto" non celebrare. Ti ricordi i fedeli di Amiens costretti a celebrare per le strade?

    RispondiElimina
  10. Se il mysterim iniquitatis continua (vi rimando all'articolo), non a caso si sono nominate le catacombe...

    RispondiElimina
  11. quando il Papato dopo essere stato attaccato da tutti i fronti avrà perso, momentaneamente, la sua forza sociale di restaurazione, allora apparirà l’Anticristo finale. Il liberalismo che vuol ridurre il Cristianesimo a puro fenomeno individuale, negando la Regalità sociale di Cristo è uno dei pilastri della “contro-chiesa” e apre le porte all’Anticristo finale (v. Pio XI, Enciclica, Quas primas, 1925 e Mortalium
    animos, 1928)


    panoramica lucidissima su fatti che si svolgono da oltre 50 anni...
    prendiamo atto dunque che il katechon è stato rimosso di fatto l' 11 febbraio 2013.
    Fu il card. Woytjla, prima dell'elezione, ad avvertire che si sarebbe in un prossimo futuro costruita una controchiesa, che avrebbe predicato un anti-vangelo, e prima di lui il vescovo Fulton Sheen, 1946, parlò di una chiesa-scimmia, controfigura e rivale della vera Chiesa di Cristo: le sue mura in edificazione già le vediamo concrete, e con rapidità crescente nell'ultimo anno solare.....

    RispondiElimina
  12. "...molti gruppi tradizionalisti, soprattutto i sedevacantisti ma non solo loro dicono messa molte volte non in chiese ma in sale adibite."


    I neocatecumenali celebrano la loro "liturgia" il sabato sera tardi nelle loro salette private separati dai parrocchiani ma anche fra di loro, visto che c`è una messa per ogni comunità a secondo del grado di avanzamento della comunità in quel cammino iniziatico esoterico detto "di fede", e così una famiglia spuò trovarsi separata perchè non tutti sono allo stesso "livello"!
    Non pone loro nessun problema celebrare la loro "liturgia" in sale d`albergo, alla fine di una "convivenza", o in case private.
    Ma tutto va bene, tutto è normale.
    Non lo sarebbe mai stato prima del Vaticano II, lo è ora, e poi ci vengono a dire che non c`è rottura.

    RispondiElimina
  13. R.R, son felice di non esser l'unico con questi dubbi. Grazie Luisa della tua risposta.
    Per Mic:
    "avere un'assenso da parte del rettore del luogo di culto," intendi il parroco del paese? E' un palazzo/castello che è stato vuoto-disabitato per 60 anni quindi a meno che ai tempi non vi fosse una consuetudine di crear rettore delle varie chiese private il prevosto locale; mi sa che non esiste più da decenni un rettore di quel luogo di culto.
    "E correttezza vuole che ne venga informato il vescovo; e lo si può fare anche quando l'esperienza è già consolidata" avvertendolo dopo si potrebbero mettere davanti al fatto compito ed a la chiesa piena ma se poi il Vescovo dovesse non concederla sarebbe una doppia delusione rispetto all'aver chiesto prima di iniziare.

    RispondiElimina
  14. aro AICI, da quel che ti trascrivo della Universae (il decreto attuativo del Summorum, puoi ricavare molte informazioni utili: è indicata sia l'occasionalità che la istituzionalizzazione).

    La norma principale più vicina al caso tuo la trovi nel paragrafo dell'art.4 del Summorum che ti trascrivo
    - testo intero qui http://www.internetica.it/Summorum-Pontificum.htm

    § 5. Nelle chiese che non sono parrocchiali né conventuali, è compito del Rettore della chiesa concedere la licenza di cui sopra.

    Dalla Universae Ecclesiae - testo intero qui: http://www.internetica.it/universae-ecclesiae.htm

    Il coetus fidelium (cf. Motu Proprio Summorum Pontificum, art. 5 § 1)

    15. Un coetus fidelium potrà dirsi stabiliter exsistens ai sensi dell’art. 5 § 1 del Motu Proprio Summorum Pontificum, quando è costituito da alcune persone di una determinata parrocchia che, anche dopo la pubblicazione del Motu Proprio, si siano unite in ragione della loro venerazione per la Liturgia nell’Usus Antiquior, le quali chiedono che questa sia celebrata nella chiesa parrocchiale o in un oratorio o cappella; tale coetus può essere anche costituito da persone che provengano da diverse parrocchie o Diocesi e che a tal fine si riuniscano in una determinata chiesa parrocchiale o in un oratorio o cappella.

    16. Nel caso di un sacerdote che si presenti occasionalmente in una chiesa parrocchiale o in un oratorio con alcune persone ed intenda celebrare nella forma extraordinaria, come previsto dagli artt. 2 e 4 del Motu Proprio Summorum Pontificum, il parroco o il rettore di chiesa o il sacerdote responsabile di una chiesa, ammettano tale celebrazione, seppur nel rispetto delle esigenze di programmazione degli orari delle celebrazioni liturgiche della chiesa stessa.

    17. § 1. Per decidere in singoli casi, il parroco o il rettore, o il sacerdote responsabile di una chiesa, si regolerà secondo la sua prudenza, lasciandosi guidare da zelo pastorale e da uno spirito di generosa accoglienza.

    § 2. Nei casi di gruppi numericamente meno consistenti, ci si rivolgerà all’Ordinario del luogo per individuare una chiesa in cui questi fedeli possano riunirsi per ivi assistere a tali celebrazioni, in modo tale da assicurare una più facile partecipazione e una più degna celebrazione della Santa Messa.

    18. Anche nei santuari e luoghi di pellegrinaggio si offra la possibilità di celebrare nella forma extraordinaria ai gruppi di pellegrini che lo richiedano (cf. Motu Proprio Summorum Pontificum, art. 5 § 3), se c’è un sacerdote idoneo.

    RispondiElimina
  15. Ho finito di leggere ora tutto il post, ho trovato molto rispondente all'attuale attorno a noi il capoverso:"I pilastri fondamentali sui quali si poggia la dottrina e la pratica della Massoneria per la lotta contro la Chiesa sono, secondo Virion, la collegialità, l’ecumenismo, l’eresia antiliturgica e la libertà delle false religioni, che pone il vero accanto al falso, contravvenendo al principio evidente di non-contraddizione. " C'è da riflettere ragazzi...
    Felice di aver scoperto Pierre Virion

    RispondiElimina
  16. Grazie mille mic x la tua risp, ma chi è il Rettore della chiesa in una chiesa privata chiusa da decenni?

    RispondiElimina
  17. Devo supporre che la chiesa facvia parte drlla proprietà privata; per cui non c'è un rettore.
    Credo ti basti il sacerdote e il consenso del proprietario. Non so se c'entri la giurisdizione del parroco del luogo. Lo cpnisvi?

    RispondiElimina
  18. RAOUL DE GERRX16 luglio, 2014 13:10

    Excellent, lumineux à tous points de vue, ce texte de Don Curzio. On est ici dans l'ESSENTIEL.
    A la liste d'auteurs, traitant du mondialisme, qu'il cite en note, je me permets d'ajouter le nom de Pierre Hillard, docteur en sciences politiques, dont le récent "Chroniques du Mondialisme" (Le Retour aux sources, 2014) est précédé d'un important avant-propos qui va dans le même sens que Don Curzio.

    RispondiElimina
  19. Grazie Raoul.

    Mi accorgo del refuso che correggo per AICI. Era : Lo conosci?

    RispondiElimina
  20. Il parroco si. Ci sono in confidenza dato che lo conosco dalla nascita e frequento la parrocchia...anche se è un prete-operaio; ma io è un pò di anni che la domenica quando sono a casa, vado a Torino presso la chiesa de la Misericordia che su concessione del vescovo locale già dai tempi di Giovanni Paolo II dice messa VO.
    Ma una chiesa dove non si officia da anni e senza Santissimo etc etc; si deve ritenere ipso facto sconsacrata?

    RispondiElimina
  21. Molto istruttiva ,chiara e sintetica la prefazione a Virion di d. Curzio .Su "corsiadeiservi"un intervento di p.Demornex tosto anche questo. Si , la realtà è chiara, è dovere dell'intelletto vederla così com'è , senza arrampicate sugli specchi . Ma non riesco ancora a capire una cosa. Mentre è evidente l'appartenenza alla contro -chiesa anche di alti esponenti gerarchici , e la cosa non stupisce perchè l'infiltrazione è già denunciata da S Pio X , non capisco come un Papa ,non semplice cardinale ,ma qualcosa di totalmente8direi ontologicamente ) diverso,roccia che sostiene le fondamenta della Chiesa , possa contemporaneamente fare oggettivamente parte di questa contro -chiesa

    RispondiElimina
  22. Murmex,
    Prima di diventare papa e' stato cardinale, no ?
    Se la sua coscienza non l' ha trattenuto dal diventare massone, o modernista, o comunista, da cardinale, o da vescovo, o da prete, smetterà di esserlo da Papa ?
    R.R.

    RispondiElimina
  23. Certo , Rosa ,(solo ) umanamente parlando è così , se la coscienza non l'ha trattenuto prima ... Però io ho sempre considerato il Papa come ontologicamente diverso da ogni altro ,nel senso che non è più, con l'accettazione , il cardinale tal dei tali , ma (cosa simboleggiata dal cambio del nome )si trasforma nella Roccia , necessaria e indispensabile , su cui poggia la Chiesa . Quindi non capisco come questa Roccia , indiscutibilmente voluta da Dio , Dio permetta che diventi palude ,non solo inutile ma addirittura insidiosa . A meno che quello che basta , per sorreggere la Chiesa , sia solo l'ESISTENZA del Papato , indipendentemente dalle deficienze delle persone (e mi riferisco qui non ai peccati personali , che semmai scandalizzano ,ma non ingannano nessuno ,ma proprio a questa che appare ormai come una volontà di pervertimento dottrinale e morale , sia pur ancora velata di ambiguità ).E anche indipendentemente dalle manomissioni già state perpetrate con collegialità , papa emerito , comportamenti poco consoni alla dignità papale . Cioè : il Papato c'è , nella sua essenza di natura soprannaturale , a sorreggere la Chiesa sul piano metafisico , ma chi lo incarna invece rema contro ,anzi capeggia la contro-chiesa ....Chiedo a mic che è teologa : può essere così?

    RispondiElimina
  24. Io non credo, murmex, che il singolo uomo che diventa papa sia ontologicamente diverso. Lo Spirito Santo lo assiste, ma come ogni mortale puo' ascoltare o no o anche travisare per i suoi scopo cio che lo Spirito gli dice. Altrimenti non avremmo avuto papi gran peccatori.
    Il papato e' ontologicamente diverso, cosi come ontologicamente diversi erano i re medievali, unti dal Signore, dai re costituzionali di ora.
    Ma il papa NO n e' il papato, sImone NOn e' Pietro. Ed il papa e' sicuramente assistito dallo Spirito santo solo quando si pronuncia ex cathdra, chiamando Dio ed i SS. apostoli Pietro e Paolo e la SS Vergine, ecc, a tstimonio e suggello di quel che proclama.
    Bergoglio, fin' ora, NON ha proclamato nulla.
    Mi sembra un uomo confuso, poco coltivato, poco " approfondito" nella sua preparazione, superficiale e approssimativo come molti professionisti di oggi, ed in più malato e soggetto agli effetti collaterali dei farmaci ( se fosse un bipolare, si spiegherebbe quasi tutto). E' sicuramente molto umorale, che sceglie collaboratori ( Ricca), interlocutori, argomenti " a simpatia".
    Avrebbe dovuto NOn accettare, tenendo fede al suo giuramento di gesuita. invece...Oppure e' poco intelligente, per non dire, " plainly stupid" , e si lascia manovrare dai volponi della Curia, che lo lascian giocare con le sue fisse( misericordia for alls, love and peace, vaja lio!) , mentre loro continuano a farsi gli affaracci loro. Preghiamo il Signore che chiarisca questo angoscioso dubbio al più presto, perché non se ne può più.
    ( e preghiamo anche che in Sala Stampa ed all' Osservatore ed al sito ufficiale del Vaticano arrivino giornalisti cattolici veri e veri professionisti).
    R.R.

    RispondiElimina
  25. Non sempre i papi sono sostenuti dallo Spirito Santo ed ultimamente Esso è totalmente mancato nell'ultimo conclave......poi basta legger la storia dei papi per capire senza essere teologo.......Gesù sapeva chi era Giuda e cosa avrebbe fatto, ma l'ha voluto lo stesso.....sapienti pauca.

    RispondiElimina
  26. Cioè : il Papato c'è , nella sua essenza di natura soprannaturale , a sorreggere la Chiesa sul piano metafisico , ma chi lo incarna invece rema contro ,anzi capeggia la contro-chiesa ....Chiedo a mic che è teologa : può essere così?

    murmex, sono piena di sconcerto e di interrogativi. Cerco di darmi delle risposte. Ma in questo momento mi sembra che il Signore ci stia nutrendo con la "manna" (ciò di cui abbiamo bisogno giorno dopo giorno). Non riusciamo a comprendere tutto, anche se cerchiamo di orientarci con i saldi fondamenti che ci sono stati dati per grazia grande. Mentre, sempre per grazia grande, soffriamo ma rimaniamo saldi in un orizzonte di Fiducia e di Speranza.
    E' indubbiamente un grande travaglio, quello della nostra epoca. Ci è dato starci dentro da un fronte abbastanza avanzato (altri più di noi forse dovranno lottare più duramente).
    Ringraziamo il Signore e andiamo avanti, ben saldi in Lui, che ha già vinto il mondo e il nostro nemico che ne è il principe.

    Se riuscirò a tirar fuori qualcosa di più preciso e commestibile, non mancherò di condividerlo.

    RispondiElimina
  27. smetterà di esserlo da Papa ?


    RR, ma ti pare che abbia smesso, se abbiamo assistito a quel soave meeting irenista del giorno di Pentecoste ?

    RispondiElimina
  28. Amici cari, MA SCHERZATE?!?
    QUANTI SCRUPOLI!
    SALUS ANIMARUM, PRIMA &t SOMMA LEX!
    A Napoli, per anni la FSSPX ha detto Messa nella sede di un'associazione.
    Ci sono amici che hanno avuto l'onore di avere, a volte per anni,la SANTA MESSA DI SEMPRE in casa. So di case in cui sono state celebrati battesimi, prime comunioni e matrimoni, abiure e conversioni di musulmani e TdG et altro. Per la *VALIDITà* della Messa è NECESsARIO & SUFFICIENTE che ci sia un prete validamente ordinato, del vino genuino e del pane (nei casi di cui parlo, il prete si è portato ostie e vino). PER LA *liceità* è raccomandato che ci siano Reliquie di Santi (se possibile martiri)e/o il corporale greco, in cui, tali reliquie, sono tessute dentro. Di solito i preti di passaggio, quando sanno di poter essere nella necessità di celebrare fuori di chiesa,(e non crediate che TUTTE le Chiese siano consacrate. Alcune sono solo benedette) si portano dietro la "BORSA-CAPPELLA", con tutto il necessario, inclusi corporale greco e/o pietra santa, con dentro reliquie di martiri. Dite che fa "brutto effetto"? Come mai non vi fa venire in mente l'est europeo anni '50, o la CINA (o l'Arabia Saudita)anche di oggi? Sono strano io, cui il primo pensiero, di fronte a ciò è proprio di partecipazione alla sofferenze di quei fratelli? Circa le "mura spoglie", ma i tradizionalisti non erano famosi perché le mura di casa loro erano addobbate di Sacri Cuori, Madonne, San Giuseppe, Angeli e frasi del Vangelo? Preferiscono anche loro i quadri dell'arte astratta?

    RispondiElimina
  29. "un Papa secondo i nostri desideri, che non sia iscritto alla Setta, ma ne abbia lo spirito e faccia lui la Rivoluzione in cappa e tiara”
    su questo non sono convinto:
    chi dovesse alterare/ribaltare (specialmente l'Eucarestia) può essere solo un aderente alla setta (doppia appartenenza). m

    RispondiElimina

I commenti vengono pubblicati solo dopo l'approvazione di uno dei moderatori del blog.