Pagine fisse in evidenza

martedì 23 settembre 2014

Proseguono i rapporti tra FSSPX e la Santa Sede

Tempestiva la segnalazione di Luisa [qui]. Inutile fare previsioni. Preghiamo e speriamo.

Si è svolto oggi, martedì 23 settembre dalle ore 11 alle ore 13 in un clima di cordialità presso la sede della Congregazione per la Dottrina della Fede, l’incontro tra l’Em.mo Cardinale Gerhard Ludwig Müller, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede e S.E. Mons. Bernard Fellay, Superiore generale della Fraternità Sacerdotale S. Pio X.

L'Osservatore Romano 20.09
in prima pagina
All’incontro erano presenti gli Ecc.mi: Mons. Luis Francisco Ladaria Ferrer, SI, Segretario della medesima Congregazione, Mons. Joseph Augustine Di Noia, OP, Segretario Aggiunto e Mons. Guido Pozzo, Segretario della Pontificia Commissione Ecclesia Dei, nonché gli assistenti della FSSPX Rev.di Niklaus Pfluger e Alain-Marc Nély.
Durante l’incontro si sono esaminati alcuni problemi di ordine dottrinale e canonico e si è inteso di procedere per gradi e in tempi ragionevoli verso il superamento delle difficoltà e l’auspicato raggiungimento della piena riconciliazione.
L'immagine a lato rivela il coinvolgimento preliminare del papa.

Il Comunicato di Menzingen, appare più asciutto di quello Vaticano. Questione di sfumature; ma la sostanza, però, non cambia:
« [...] Nel corso di un cordiale incontro, sono state esposte le difficoltà dottrinali e canoniche ed evocata l'attuale situazione della Chiesa. Si è deciso di proseguire le trattative al fine di chiarire i punti di divergenza che sussistono». Menzingen, 23 settembre 2014

57 commenti:

  1. D'un côté on extermine, sans explication, les FI et, de l'autre, on ouvre tout grand les bras à la FSSPX… Curieux…

    Ça ne vous paraît pas un peu suspect  tous ces sourires ?

    RispondiElimina
  2. Non è facile da comprendere. La diffidenza dovrebbe essere d'obbligo.
    Ma possiamo sperare nelle vie del Signore....?

    RispondiElimina
  3. Ho molte perplessita'. Che il Signore assista la sua Chiesa.

    RispondiElimina
  4. Sull'argomento interviene anche il solerte Tornielli

    http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/fellay-mueller-36488/

    RispondiElimina
  5. Quel che non avrebbe mai potuto portare a termine Benedetto XVI, ferocemente avversato da tutti fuori e dentro potrà farlo Papa Francesco che praticamente è immune da ogni tipo di critica esterna ed interna.
    Il modo autoritario del Papa forse non è gradito e neppure i suoi modi così irrituali per la curia e per taluni fedeli ma forse Francesco potrebbe essere l'uomo della Provvidenza che metterà a posto le innumerevoli problematiche che giacciono irrisolte da decenni dentro la chiesa.
    Per questo dobbiamo nutrire la speranza che salva e incominciare a confidare di più in questo "strano" Papa ...
    Avete letto il comunicato finale?
    Sarebbe stato impensabile durante il pontificato di BXVI perchè parla chiaramente dello " auspicato raggiungimento della piena riconciliazione".
    Cosa vogliamo di più ? Vedrete che la creazione della Prelatura FSSPX potrà essere l'unica ancora di salvezza per i Frati Francescani dell'Immacolata rimasti fedeli al loro carisma ...
    Scusate l'anonimato che mi è d'obbligo.

    RispondiElimina
  6. Si salvi chi può23 settembre, 2014 17:40

    C'è da aggiungere altro?

    RispondiElimina
  7. Il comunicato ufficiale della FSSPX è un po' differente e meno positivo, mi sembra:
    http://www.dici.org/actualites/communique-de-la-maison-generalice-de-la-fraternite-saint-pie-x-23-septembre-2014/

    RispondiElimina
  8. Chissà che l'"attuale situazione della chiesa" non induca le parti a smettere il muro contro muro?
    Rischioso, da un certo punto di vista? Sì. Ma ragionevole pensando alla Provvidenza.

    RispondiElimina
  9. Ma se Francesco non è il vero papa, che senso hanno questi rapporti. Relazionandosi a lui la FSSPX ne riconosce implicitamente l'autorità!

    RispondiElimina
  10. Parlano con tutti ,senza concludere molto, ed è giusto che parlino anche con la FSSPX .Poi entusiasmarsi perché nel comunicato finale si auspica il raggiungimento della piena riconciliazione mi sembra entusiasmarsi per dei buoni propositi.Si arriverà a qualche risultato ? Io lo spero ma lo considero estremamente difficile. Che lo Spirito Santo illumini tutti "i giocatori" di questa difficile partita per il bene della Chiesa e di tutti .Bobo

    RispondiElimina
  11. Anonimo 18:57
    Chi può dire, oggi, che Francesco non è il vero papa ?

    RispondiElimina
  12. Ot
    Apprendo con tristezza che il premier spagnolo del Pp ritirerà la legge sull'aborto che doveva restrngere quella vigent e di zapatero perché non ci sono i numeri pper approvarla. Il PP ha la maggioranza assoluta dei seggi.
    Mauro

    RispondiElimina


  13. " Ma se Francesco non è il vero papa, che senso hanno questi rapporti. Relazionandosi a lui la FSSPX ne riconosce implicitamente l'autorità!"

    L`anonimo può forse dirci dove e quando una delle autorità della FSSPX , e in particolare il suo Superiore, Mons. Fellay, avrebbero detto che Jorge Bergoglio non il "vero Papa?"
    Non lo hanno mai detto, dunque è inutile cercare.

    RispondiElimina
  14. Jorge Bergoglio è il solo Papa che abbiamo, è anche per questo che seguiamo, seguo, con attenzione quel che va dicendo e facendo, il potere è tutto nelle sue mani, e si è capito che il potere non gli fa paura, che non teme affatto di esercitarlo, con autorità se non autoritarismo, è nelle sue mani il potere di fare e di disfare.

    RispondiElimina
  15. Credo che questo incontro sia il primo fra il Cardinale Müller ed il Vescovo Fellay. Ho letto che in Germania Müller era ostile verso la FSSPX. Il Cardinale vede ora da vicino cosa sta succendo alla cima della Chiesa. Spero che la realtà dell’incontrare il Vescovo lo abbia commosso a cominciare a ripensarci.

    RispondiElimina
  16. Complimenti a Mic. La sequenza dei due thread quello precedente di Radaelli e quello attuale sono un capolavoro e chiariscono in maniera splendida la situazione attuale. Bene così. La FSSPX ha da subito riconosciuto Bergoglio per comprensibilissimi motivi di prudenza anzi di sopravvivenza. Ed ha mandato avanti sostenere ciò non una prima colonna ma il fedele Don Tranquillo. Bergoglio ha "capito", ci sta, e gioca la sua carta: ha bisogno che la gran parte dei suoi sacerdoti pronti a salutarlo non vedano nella FSSPX un approdo. Lo scambio alla pari è, per ora, conveniente per tutti. Starei quasi per dire che Felley ha fatto bene a non sottrarsi al flirt. E così come ho detto più volte il lavoro sporco tocca a noi. E' giusto così. Sti poveretti di Lefebvriani hanno pagato già troppo sulle loro carni e sulla loro salute la fedeltà alla dottrina ed alla liturgia cattolica. Stando defilati e riconoscendo politicamente Bergoglio ottengono la certezza di non fare da collaudato ed ovvio capro espiatorio mediatico giustificazione e supporto per azioni di purga e punizione ecclesiale.
    E' giusto che ora il lavoro sporco tocchi a noi, E' giusto che la trincea tocchi un anchea noi. E' giusto ed utile a tutti che possano riposarsi nelle salmerie. E' giusto, anche se difficile da accettare che sappiamo che, se la nostra scelta non sarà normalista, probabilmente il loro porto non potrà essere a noi aperto nel momento del bisogno. Così come, in altri momenti, non lo potè essere il nostro per loro. Troppo facile rincuorarsi pensando che se non si vince comunque ripareremo nei priorati. Maria Immacolata ci chiede di più, ci chiede di scegliere sapendo che i ponti dietro di noi sono tagliati. Ci chiede di seguire la Verità. Quella Verità che nella situazione mirabilmente descritta da Radaelli non è facile scorgere nel caos dottrinale del magistero attuale, nemmeno in quello recente e neppure nel diritto canonico. Emerge però cristallinamente negata dagli atti, dai fatti e dalle parole che il vdr compie ogni giorno. Eh si cara Mic dir che bergoglio non è vero papa tocca proprio a noi che siamo vissuti e cresciuti nell'era "conciliare". Un saluto ed una espressione di grande stima per gli amici della FSSPX che fanno, sapendo di pagare un prezzo alto fra i loro fedeli, l'unica scelta possibile. Sed motus est in fine velocior e spero non sarà cosa lunga. Vuoi vedere che dopo aver finora beneficiato noi, pavidi "interni", dell'azione di eroica resistenza della FSSPX, siamo riusciti a ricambiare almeno per un pochino proprio dicendo che Bergoglio non è Sommo Pontefice di Santa Romana Chiesa ma solo vdr perché è solo questo che lui dice "Kasperianamente" di essere? In cauda venenum: I colloqui proseguono ..... speriamo ancora per un po'.

    RispondiElimina
  17. E allora tutte le questioni sulla liceità e validità della rinuncia di papa Ratzinger sollevate a suo tempo da vari esponenti del campo tradizionalista, a partire da Radaelli?

    RispondiElimina
  18. Anonimo,
    non esistono, che io sappia, nella storia della Chiesa, né studi autorevoli sull'argomento dimissioni basato sulla impropria e improvvida scissione del Ministero attivo da quello contemplativo, cogestito da "papa emerito" e "papa regnante", né precedenti che non ci facciano definire anomala l'attuale situazione (sancita da una inedita prassi, inadeguatamente istituzionalizzante, perché priva sia di riferimenti canonici che teologici né tanto meno sancita da dovuti atti formali).

    Le ricordo che Radaelli ha fatto un'ipotesi teologica e filosofica che ha rettificato in scritti successivi.
    Tant'è che nell'ultimo libro da noi citato nell'articolo che precede, si rivolge al "suo" e "nostro" papa...
    Il fatto che Bergoglio non sia oggettivamente un buon papa, se lo rapportiamo ai suoi predecessori e rispetto alla Tradizione, non significa di per sé che non sia papa.

    RispondiElimina
  19. Per sorridere un po' , leggetevi Mundabor su FSSPX e S.Sede
    Rr

    RispondiElimina
  20. Giustina, che non pubblico,
    Mazzarino è solo e semplicemente realista... rispiarmiamoci diatribe inutili.

    RispondiElimina
  21. Un capolavoro di ironia :)

    http://mundabor.wordpress.com/2014/09/23/vatican-sspx-the-alternative-press-release/

    RispondiElimina
  22. Al peggio non c'è mai limite. Speravo che, di positivo, la nomina di Bergoglio, potesse avere almeno la fine delle illusioni. Carissima Padrona di casa, è da quel 13 marzo che Ella non si fa scappare una sola delle tante stranezze di questo pontificato. Adesso dobbiamo ripiombare nelle contrapposizioni di qualche anno? Speravo che l'avere un nemico esplicito di fronte compattasse l'ambiente. Invece... Le
    Lei Non ha mai nascosto di essere accordista.
    Vorrei conoscere, se è lecito, i motivi di tale sua scelta e, per converso, se condanna gli anti-accordisti.

    RispondiElimina
  23. Mic scriveva nel 2011 :

    "...Tuttavia non mi pare realistico porre 'condizioni' a Roma; ma occorre tanto discernimento e tanta umiltà da parte della FSSPX per entrare in campo e operare per quel che essa è, con l'aiuto del Signore.
    Poiché non è pensabile di poter estirpare certa gramigna, nemmeno si può lasciare la Chiesa in questa situazione di apnea. Le cose non cambiano da sole né possiamo cambiarle noi: dobbiamo renderci disponibili, noi e la FSSPX, perché il Signore possa servirsi dei Suoi fedeli per raddrizzare ciò che è sviato secondo la Sua volontà..."

    Più passa il tempo è meno semplice è.

    RispondiElimina
  24. Vorrei conoscere, se è lecito, i motivi di tale sua scelta e, per converso, se condanna gli anti-accordisti.

    Io non condanno nessuno, intanto a che titolo? Inoltre comprendo le ragioni dei non accordisti e potrei essere io la temeraria.

    Ringrazio l'Anonimo qua su, che praticamente mi consente di dimostrare che dal 2011 in poi le mie posizioni sono sempre quelle.
    Le ragioni in due parole chiave in cui credo profondamente: realismo e Soprannaturale.

    Non sono sicura del mio discernimento, ma questa è la mia convinzione. Dovendo prendere una posizione è qui che mi colloco da sempre. Spero, come ho già detto, che non siano pensieri temerari...

    Ma, francamente, vedendo una forbice che si allarga sempre di più, il non provarci mi sembra ancora più temerario.

    E io posso permettermi di dirlo senza ironia e seriamente: chi sono io per giudicare? Dico quel che penso cercando di darne ragione. Ognuno poi è libero di concordare o dissentire.

    RispondiElimina
  25. Se Roma "aveva la febbre" oggi ha le convulsioni. L'unico antidoto è la fede, perché attraverso essa è il Signore che opera. E' la fede il seme che ci ricorda oggi Gnocchi e che avevamo già considerato noi in tante discussioni. Non dobbiamo però solo conservarlo e custodirlo, ma mai smettere di gettarlo.

    Mi viene in mente il sogno di don Bosco: nella fase terminale della guerra i contendenti combattevano corpo e corpo (le armi corte) e dunque, se questo significa che la nave capitana è stata già invasa dalle forze nemiche, non bisogna scendere o rimanere in vascelli accodati, ma resistere ben saldi sulla plancia...

    RispondiElimina
  26. 'Mic,
    Vedo che a volte un mio post arriva, avolte no, avolte dopo ore appare.
    Misteri del web, che sono molto meno comprensibili di quelli di Fede?
    Rr

    RispondiElimina
  27. Rosa,
    ho scoperto che molti messaggi, in particolare i tuoi (non capisco perché solo alcuni), ma anche altri non so per quale recondito meccanismo del server vanno a finire automaticamente nello spam. Per cui ho dovuto prender l'abitudine di consultare quotidianamente anche lo spazio spam e mi capita di recuperarli in ritardo.

    RispondiElimina
  28. L'anonimo dice:
    "la creazione della Prelatura FSSPX potrà essere l'unica ancora di salvezza per i Frati Francescani dell'Immacolata rimasti fedeli al loro carisma".

    Che illuso!

    Si creerà solo una riserva indiana in più, in attesa che anche quella venga normalizzata come sono stati normalizzati i FI.

    RispondiElimina
  29. Rileggendo Guareschi, di certo il seme non può essere gettato se l'alluvione è già completata. E forse non siamo ancora a quel punto. Credo che comunque lo capiremo presto. La prossima tappa del sinodo è alle porte, inoltre altre nomine si profilano e con esse futuri papabili e futuri elettori che di questo passo non ci lasciano molte speranze... Che dire? Vedremo come si comporteranno cardinali vescovi e sacerdoti .

    RispondiElimina
  30. Pitro C.
    Troppo diffusa la FSSPX per essere definita riserva indiana e non aggiungo altro per non parlare prima del tempo.

    RispondiElimina
  31. Altro commento tra l' ironicoo, il sarcastico ed il maligno, sull' incontro FSSPX e S.Sede in Harvesting the fruits of Vatican II.
    Mi mi sa che ne vedremo delle belle!
    Rr

    RispondiElimina
  32. Nel post persosi nei meandri della rete, scrivevo che, forse, Bergoglio stima l' FSSPX per loro azioni pastorali e caritatevoli in quel di Baires. Inoltre, essendo essi ufficialmente quasi " sucismatici" agli occhi dell' opinione pubblca dei cattolici di strada, creano meno problemi dottrinali e pastorali degli FFI, invece assolutamente " in cominione piena" . Questi coi loro scritti, omelie, radio e TV, presenza crescente sul territorio, han pesato i piedi a potentati, che invece si sentivano al sicuro con l' FSSPX, " riserva indiana". Bergoglio, forse, non li conosceva direttamente, e quindi si e' lascaito convincere da qualche suo amico, perche e' chiaro che lui agisce solo in abse a simpatie ed antipatie personali verso persone o idee. Magari l' FSSPX argentino che gli ando' a aprlare ai Baires gli
    Riusci simpatico, e chissa', magari anche monsignorLefebvre con la sua opera missionaria in Africa, gli e' sembrato dedito alle " periferie esistenziali". E certo, a parte quando celebrava Messa, le foto del Monsignore sono molto lontane dall' aspetto di un Principe rinascimentale. Ne' sicuramente era un carrierista curiale.
    Quindi chi sa?
    Oppure li odia, finge di riavvicinarli, fa loro proposte irricevibili, e cosi ha la scusa per scomunicarli ancora.
    Rr

    RispondiElimina
  33. Questo post non era arrivato.
    Considerazioni plausibili. Chissà quel che potrà succedere?

    RispondiElimina
  34. Gentile e cara Maria,
    (da anonimo delle 22,19) - nel commento mio di ieri sera (che forse è finito nello spam) in fondo dicevo la stessa cosa che dicevi tu nel 2011.
    ""Poichè non è pensabile di poter estirpare certa gramigna, nemmeno si può lasciare la Chiesa in questa situazione di apnea.
    Le cose da sole non cambiano, ne possiamo cambiarle noi: dobbiamo renderci disponibili sia noi che la SPX , perchè il Signore possa servirsi dei Suoi fedeli ecc.ecc.""
    Certo avevi ed hai ragione, ma è anche giusto che sia noi che la FSPX avessimo le spalle ben coperte, soprattutto dopo quello che è successo ai FFI o a S.Maria maggiore o a gesù e Maria al corso (diciamo in generale alla traditio). La prudenza non è mai troppa, soprattutto quando sei stato morso dalla vipera, devi aver paura anche della lucertola.
    L'esperienza antica è bene tenerla sempre davanti agli occhi - fidarsi è bene.....-

    RispondiElimina
  35. Caro Bernardino, se aspettiamo di avere le spalle ben coperte da qualcuno della gerarchia attuale, sembra che brancoleremo tra i naufraghi a tempo indeterminato.
    Le spalle ben coperte possiamo averle solo dal Signore. Il resto è storia ancora da scrivere e non so quale potrà essere.

    RispondiElimina
  36. Speriamo che questi incontri voluti dal vaticano non siano una strategia per dividere gli animi all'interno della FSSPX, sappiamo benissimo come andarono le cose un paio di anni fa, alcuni gridarono alla resa di mons Fellay, si parlava di accordi imminenti, alcuni se ne andarono indignati. Sono 20 anni che certe menti sedevacantiste continuano a dire che si farà l'accordo e la FSSPX cadrà nella trappola, per ora non è mai successo, ma nel contempo fedeli e sacerdoti si sono allontanati. Per andare dove poi? preghiamo che il buon Dio continui a proteggere la sua opera.

    RispondiElimina
  37. In attesa dei prossimi incontri e di quel che potrà succedere devo ammettere che io rimango piuttosto perplesso, perché faccio fatica a capire come potrebbe mai avvenire un "superamento delle difficoltà e l’auspicato raggiungimento della piena riconciliazione". Sarà una mia deformazione professionale, ma non vedo come la Fraternità di San Pio X, nata, non per motivi disciplinari, ma per squisiti motivi dottrinali e teologici possa "riconciliarsi" con la Chiesa di oggi (sempre più distante dalla Fraternità proprio su quei punti dottrinali contestati da Lefevbre) senza venire a compromessi sulla dottrina stessa. A meno che l'idea di mons. Fellay sia quella di poter influenzare molto di più all'interno della Chiesa che fuori (come mi sembra auspicato anche da qualcuno nei vari interventi). In questo caso, allora, la vedo piuttosto dura. Innanzitutto perché l'istituzione di un eventuale priorato porterebbe, volente o nolente, la Fraternità giuridicamente sotto la dipendenza della Chiesa che avrebbe poi, col tempo, buon gioco nell'intervenire a influenzare nomine di persone sempre più vicine allo spirito conciliare; secondo perché, anche se non si ammette volentieri, la storia insegna che le cosiddette riconciliazioni su punti essenziali di fede significano in pratica l'imposizione di una parte sull'altra, che per diversi motivi, li accetta. E' sufficiente ricordare la bolla d'unione al Concilio di Firenze (1439) tra Greci e Latini (dove si era venuta a una storica unione che ricomponeva lo Scisma Tra Occidente e Oriente), dove i Greci accettarono tutti i punti dottrinali dei Latini (dall'inserimento del Filioque nel Credo, alla dottrina sul Purgatorio e al riconoscimento stesso dell'autorità del Papa). L'unione rimase una pia intenzione perché i Greci ritornati in Patria si resero conto di aver ceduto su tutti i fronti e preferirono ritornare al proprio credo. Parlarsi non fa mai male, ma oggi, io faccio fatica a capire quali punti in comune ci possano essere tra la Fraternità e la Chiesa "rivoluzionaria" di Francesco e, forse sarò pessimista, ma non riesco proprio a vedere come posizioni dottrinali (quindi riguardanti la Verità) così distanti possano coesistere. Almeno che una parte, come i Greci nel 1439, non ci rinunci esplicitamente. staremo a vedere, chi vivrà vedrà.

    RispondiElimina
  38. Parlarsi non fa mai male, ma oggi, io faccio fatica a capire quali punti in comune ci possano essere tra la Fraternità e la Chiesa "rivoluzionaria" di Francesco e, forse sarò pessimista, ma non riesco proprio a vedere come posizioni dottrinali (quindi riguardanti la Verità) così distanti possano coesistere. Almeno che una parte, come i Greci nel 1439, non ci rinunci esplicitamente. staremo a vedere, chi vivrà vedrà.

    Il problema, caro don Marco, è che la questione - tolti alcuni irrigidimenti di parti più intransigenti della Fraternità - sostanzialmente riguarda anche noi. Perché quelle questioni "dottrinali" mascherate da prassi o confuse con il "metodo" e poi riconosciute dottrinali, lasciano perplessi anche noi alle stesso modo della FSSPX. Si tratta di alcuni punti dei documenti conciliari che contengono, in nuce, il sovvertimento attuale, che tale è...

    RispondiElimina
  39. Si tratta di alcuni punti dei documenti conciliari che contengono, in nuce, il sovvertimento attuale, che tale è…

    Appunto, Mic:
    o Roma torna su quei punti, cosa che non è riuscita a BXVI, ammesso lo volesse, figuriamoci a Francesco,
    o la FSSPX vi rinuncia, ed allora ha ragione Williamson et alii,
    oppure si concede la prelatura personale a patto che non si richiamino publice quei punti, anche se poi, tra le 4 mura di una cappella, chiesuola, o aula di seminario, le critiche si potranno fare. L'importante sarebbe non pubblicare libri, non organizzare dibattiti e convegni, non ne parlare ad omelie più che pubbliche, ecc. "Proseguite con la Messa VO ed il catechismo di S.Pio X, ma poca pubblicità, please, no Radio e TV, niente comunicati ufficlali ripresi dalla stampa laica e cattolica "mean stream". Un po' meno FFSPX, un po' più FSSP, npn FFI, per ora. I quali FFI, quelli che pensavano di andare all' FSSPX, capiranno così che non c'è trippa per gatti per loro manco là.

    Speremm in ben, ma la vedo dura
    RR

    RispondiElimina
  40. Il fatto è che il cambiamento della dottrina cattolica da parte dei modernisti, cioè di papa Francesco e dei papi prima di lui compresi molti prelati e sacerdoti, nonchè fedeli, non contrasta solo con la dottrina della FSSPX, perchè la Fraternità non ha una sua dottrina personale, ma contrasta con la dottrina della Chiesa cattolica. perciò non è solo una questione tra santa sede e FSSPX, è una questione che riguarda tutti. Bisogna salvare il seme della fede è per questo che si spera sempre che il buon Dio salvi la FSSPX dalle insidie del modernismo vigente. Noi abbiamo bisogno di buoni sacerdoti che ci indichino la via, ci nutrano con i buoni sacramenti, ci istruiscano nela Verità, facciano si che rimaniamo nella vera Fede.
    Che poi la FSSPX sia riconosciuta o meno a questo penserà il buon Dio. Ci sono due eccessi: quelli che credono che la FSSPX sia la Chiesa e pertanto non ci sia bisogno di andare a Roma, e quelli che si scandallizzano se la FSSPX non accetta i compromessi con Roma, cioè quelli di tendenza sedevacantista e quelli che al contrario temono di sentirsi scismatici, di sentirsi fuori. penso si debba rimanere equilibrati, riconoscere nella FSSPX il mezzo voluto da Dio per salvare il seme e prendere tutto ciò che di buono questa può darci per rimanere saldi nella Fede, senza dimenticare che la Chiesa oggi è sfigurata, ma risorgerà.
    Preghiamo perchè mons Fellay faccia sempre la volontà del buon Dio, perchè se è caduto il papa che ha speciali aiuti celesti, tutti possiamo cadere in trappola.

    RispondiElimina
  41. Cara Maria,
    ho letto molto attentamente il commento di Don Marco delle 11,43 e mi trovo in piena sintonia con ciò che dice.
    Credo di aver detto una cosa simile con parole diverse nella mia delle 7,36.
    Certo le spalle ben coperte possiamo averle solo da Nostro Signore.
    In fondo dicevo che la SPX una volta entrata, in qualsiasi forma, se le cose non vanno, come ne esce?
    o obbedisce a tutto ciò che gli viene imposto, o di nuovo è rottura traumatica, e di che tipo? un'esempio pratico, ce lo dà Don Marco con la bolla d'unione del concilio di Firenze tra greci e latini. L'unione rimase una pia intenzione, poi sappiamo come è finita.
    Certo parlarsi non fà mai male, ma cosa può unire due entità che che si trovano dottrinalmente agli antipodi?
    La SPX potrà mai accettare la libertà religiosa? la collegialità? il dialogo con le false religioni? la S.Messa V.O.?, una nuova dottrina materialistica anzichè la Dottrina di S.Pio X? e chi ne ha più ne metta...
    Dunque mi sono chiesto, senza risposta, su quali basi possono accordarsi? (accettare il conc. vat.II in toto?), e per quale motivo avrebbero, in tutti questi anni, sofferto somuniche, sopportato tutto quello che si è sentito su loro come fossero appestati?
    Resto con tutti i miei dubbi, ma non credo che la SPX rinnegherà se stessa e NSGC.
    Poteva accettare tutto sin dall'inizio, se non l'ha fatto c'è un perchè..... tempo al tempo.
    ma non credo tradirà la fiducia dei suoi fedeli e tradirà Mons. Lefebvre.

    RispondiElimina
  42. Cara Mic,

    non è il numero che fa essere un gruppo "riserva indiana" o meno, ma la sua posizione e influenza. Il Vaticano non è e non sarà mai in mano a gente favorevole alla SSPX. Oggi più che mai, d'altronde!
    Quindi loro saranno tenuti come riserva indiana e un giorno non troppo distante dal loro eventuale reintegro nel Cattolicesimo istituzionale, saranno costretti pian piano a deflettere dalle loro mire troppo tradizionali per non compromettere, diranno, la loro comunione ecclesiale. Stessa storia dei FFI che si ripeterà.

    RispondiElimina
  43. Stessa storia dei FFI che si ripeterà.

    Tutto porterebbe a ipotizzarlo. Forse sarò testarda e temeraria. Ma, dipendesse da me, ci proverei lo stesso.
    Non faccio considerazioni concrete per prudenza.
    Ma inizierei con qualche vescovo tradizionale in più. Ne abbiamo vitale bisogno.
    E, quando c'è il Signore di mezzo (parlo del Santo Sacrificio), c'è sempre qualcosa che fa la differenza.

    RispondiElimina
  44. Sono stata quel che voi chiamate "accordista" quando ad essere Papa era Benedetto XVI, oggi non saprei, i dubbi e le riserve sono tanti.
    Non che la base sia cambiata, i vescovi sono quel che sono e in stragrande maggioranza sono progressisti che con Benedetto XVI mordevano il freno, aspettando che il supplizio prendesse fine, ma il Papa era pur sempre Benedetto, oggi nessuno li ferma, hanno l`impressione (l`avvenire ci dirà quanto sia esatta) che con Jorge Bergoglio tengono il "loro Papa", quello che porterà a compimento la rivoluzione pastorale.
    Con quel che papa Bergoglio ha fatto ai Francescani dell`Immacolata, con i suoi continui giudizi sprezzanti per chi non ha seppellito la Dottrina, i Dogmi, sotto una spessa coltre di polvere, con tutto quel che ci dà da vedere e leggere, sapendo quanto "abile"-astuto "comunicatore"-manipolatore egli sia, come possiamo considerare con serenità, senza apprensione, con fiducia, un eventuale "ritorno" in piena comunione?
    Quanto tempo ci vorrebbe prima che la FSSPX si trovi confrontata ai famosi aut-aut di papa Bergoglio?
    Il peggior scenario sarebbe : prima vi faccio "entrare" e poi vi neutralizzo, con l`aiuto dei vescovi, ma siccome la Fraternità non si lascerà neutralizzare, quid?
    Mah!
    Con questo Papa tutto è possibile, vedremo.

    RispondiElimina
  45. Su cosa ci si deve accordare? Non ci si accorda sulla Verità, o uno la segue integralmente oppure no, cosa dovrebbe fare la FSSPX per accordarsi accetare qualche errore, contaminare la verità con del veleno? Basta una goccia per rendere cattivo tutto.La FSSPX è pienamente cattolica, non è fuori dalla Chiesa,a mio parere deve solo attendere con pazienza che Roma torni alla sua dottrina e allora non ci sarà bisogno di accordi. Certo uno può dire: magari si accordano e poi se va male fanno retromarcia, ma ci pensiamo a quante anime si allontanerebbero, alle nuove rotture che ci sarebbero, ai sacerdoti che se ne andrebbero? Accordarsi perchè? Per quale conquista, per quale bene superiore? Non so, speriamo nel buon Dio. Temo che sotto a tutto questo ci sia il desiderio da parte dei modernisti di destabilizzare l'unica associazione cattolica che non è ancora sotto loro grinfie. Non c'è nessun pentimento da parte della gerarchia Vaticana, nessun desiderio di tornare alla vera dottrina della Chiesa, nessun segno di denuncia verso gli errori perpetuati fino ad ora, nessuna critica verso il CVII. Su cosa si devono accordare? Sull'aria fritta?

    RispondiElimina
  46. Il punto è esattamente questo: con 'Francesco' in realtà non è cambiato nulla rispetto ai precedenti Papi 'conciliari', tranne - come ho già scritto - la velocità di realizzazione e di messa in pratica del Vaticano II. Le differenze di stile, di cultura ecc. tra 'Francesco' e gli immediati Predecessori non sono fondamentali.

    Ragion per cui, se un accordo era giudicato possibile con Benedetto XVI, non vedo perché non possa continuare ad esserlo con Bergoglio.

    Lo so che qualcuno (compreso lo stesso Socci) pensa un po'ingenuamente che Papa Ratzinger fosse un ottimo Papa, ma così facendo commette un grosso errore.

    Ecco perché non solo io, ma anche altri in questo Blog (Hpoirot o Una sola Fede, ad esempio) cerchiamo ogni tanto di insistere su questo fatto: il non comprenderlo rischia di falsare la prospettiva e di rendere difficile capire come comportarsi.
    Pensate forse che la FSSPX avrebbe avuto i tappeti rossi srotolati davanti da Ratzinger? Illusione! Tutti abbiamo sempre saputo, ed io personalmente l'ho scritto molte volte, che l'accordo da parte ratzingeriana era voluto per una graduale 'rieducazione' della FSSPX in senso conciliare, e la FSSPX ne era consapevole.
    Solo che si sosteneva che la partita a scacchi della FSSPX con i neomodernisti installati in Vaticano potesse anche essere vinta, con l'aiuto di Dio. Chi non risica non rosica, si diceva.

    E pensate forse che Paolo VI, al quale Mons. Lefebvre aveva chiesto di lasciargli "fare l'esperienza della Tradizione", avrebbe avuto, in caso avesse accettato la richiesta, altro scopo se non quello di manovrare per un lento riassorbimento della FSSPX nella 'Chiesa conciliare"? Pura illusione.

    Bergoglio sembra a molti una specie di marziano sbarcato improvvisamente da un UFO proveniente da chissà quale pianeta: ma è solo un fedele figlio del Vaticano II, né più né meno di Paolo VI o di Benedetto XVI.
    L'unico rischio è che con lui la 'rieducazione' venga accelerata: ma siamo sempre lì, sarebbe una questione di pura variazione di velocità per raggiungere in breve tempo il pessimo scopo che gli altri Papi conciliari volevano ottenere con modalità più caute. Tutto qui.


    RispondiElimina
  47. Non so se Ratzinger era un ottimo Papa - lo sa solo Dio - ma sicuramente era (è) Papa. Ciò che non si può dire di "Francesco". È ormai chiaro che neanche Bergoglio crede essere papa.

    RispondiElimina
  48. Rorate caeli.

    Qualcosa è cambiato:

    "La Fraternità San Pio X è già in 'piena comunione', ma in uno stato di 'imperfetta riconciliazione'."

    RispondiElimina
  49. ieri scrivevi così Amicus:

    "Ecco perché non solo io, ma anche altri in questo Blog (Hpoirot o Una sola Fede, ad esempio) cerchiamo ogni tanto di insistere su questo fatto: il non comprenderlo rischia di falsare la prospettiva e di rendere difficile capire come comportarsi.

    [...] Bergoglio sembra a molti una specie di marziano sbarcato improvvisamente da un UFO proveniente da chissà quale pianeta: ma è solo un fedele figlio del Vaticano II, né più né meno di Paolo VI o di Benedetto XVI.
    L'unico rischio è che con lui la 'rieducazione' venga accelerata: ma siamo sempre lì, sarebbe una questione di pura variazione di velocità per raggiungere in breve tempo il pessimo scopo che gli altri Papi conciliari volevano ottenere con modalità più caute. "


    Infatti riprendo e sottoscrivo, come sai bene, Amicus. Per alcuni saremo magari visti come la goccia cinese che cerca di scavare la roccia delle loro (a mio avviso, false) certezze circa il tema e i protagonisti cui hai accennato (specie Ratzinger, ora ex-papa); però se io, te, hpoirot, preceptoris (che saluto ancora, nella speranza che legga) lo facciamo, cioè se ripetiamo sempre gli stessi (però fondamentali, sempre a mio avviso) concetti, non è perchè siamo a corto di altre argomentazioni, ma perché qua c'è ben poco da filosofare e arzigogolare o dimostrare attraverso dimostrazioni per assurdo...qua no, qua si deve chiamare le cose con nome e cognome, (con dati e documenti alla mano, sempre), esattamente come i nomi e i cognomi dei "protagonisti" del cinquantennio che alla fine a questo che viviamo hanno portato, mica è sceso qualcuno da Marte all'improvviso, pur magari accelerando, per carità...questo lo sappiamo ormai... - come bene sottolinei anche tu, Amicus..(che di nuovo saluto e ringrazio)..

    RispondiElimina
  50. Benedetto XVI piaceva di più per i suoi modi, e per certe scelte coraggiose fatte, ma era un modernista al pari di papa Francesco, forse con qualche sensibilità verso la tradizione, ma una torta bella con una goccia di cianuro dentro è nociva per la salute. Non dimentichiamoci che fece Assisi pure lui, che mai denunciò gli errori del CVII, cioè i documenti salienti di tale concilio pastorale, non disse che la libertà religiosa era un'eresia, e mi pare non dicesse nemmeno la s.Messa in VO, preferendo quella di Paolo VI che ben sappiamo fu fatta dal massone Bugnini assieme a 6 pastori protestanti. La filosofia di Ratzinger è quella moderna. Poi non dimentichiamoci che egli fu colui che trattava con la Fraternità S.Pio X quando c'era Giovanni Paolo II e perciò ben sapeva quali erano i punti di disaccordo, cioè cosa nella dottrina era cambiato in modo grave da far preferire a mons Lefebvre la scomunica piuttosto che cedere all'errore. Inoltre essendo Ratzinger una persona dotta ed intelligente aveva i mezzi per capire che qualcosa di mostruoso era uscito dal CVII, ma difese sempre questo concilio cercando un'ermeneutica della continuità inesistente nei documenti stessi. Perchè cercare di reinterpretare documenti volutamente ambigui? perchè i Papi del CVII hanno voluto confondere le anime? Non potevano parlare chiaro se i documenti dovevano poi essere reinterpretati?
    Anche a me piaceva Benedetto XVI e mi ero illusa che la rotta della Nave stesse tornando sulla giusta direzione, ma era solo una pia illusione morta con un gesto grave, quello delle dimissioni.

    RispondiElimina
  51. oggi scrive Annaré: "Benedetto XVI piaceva di più per i suoi modi, e per certe scelte coraggiose fatte, ma era un modernista al pari di papa Francesco... Non dimentichiamoci che fece ASSISI PURE LUI, che mai denunciò gli errori del CVII, cioè i documenti salienti di tale concilio pastorale, NON DISSE CHE la LIBERTA' RELIGIOSA ERA UN'ERESIA"

    Sì, Annaré, BXVI è dai tempi lontani del CV II che la pensa esattamente come Bergoglio su questo punto, e per convircersene, se non è bastato Assisi del 2011, la visita a moschee e templi luterani et similia da lui promossi e presieduti, ecco allora la parte del discorso al clero di Roma tre giorni dopo la rinuncia al papato riguardante proprio la genesi della NOSTRA AETATE (cioè la Dichiarazione conciliare sulle relazioni della Chiesa con le “religioni” non cristiane), raccontata dallo stesso RATZINGER con un certo entusiasmo e ricchezza di particolari.
    Francamente c'è da stupirsi molto quando si legge o si sente dire che sarebbe stato "costretto", o messo comunque in condizioni contro sua volontà, ad andare nei templi luterani, in moschee, sinagoghe e promuovere Assisi III (e poi parteciparvi da protagonista assoluto, esattamente come GPII)- Basta infatti leggere senza schermi (ideologici, psicologici, affettivi, o come li volete chiamare) la rievocazione della genesi della NOSTRA AETATE, per rendersi anche solo lontanamente conto di come queste asserzioni siano del tutto infondate.

    BENEDETTO XVI - Stralci dell’Incontro con i parroci e il CLERO DI ROMA
    Aula Paolo VI, Giovedì, 14 FEBBRAIO 2013

    1.“Ma, diciamo inaspettatamente, è cresciuto, al di fuori di questo grande documento [“Gaudium et spes”], un documento che rispondeva in modo più sintetico e più concreto alle sfide del tempo, e cioè la “NOSTRA AETATE”.

    2. Dall’inizio erano presenti i NOSTRI AMICI EBREI, che hanno detto, soprattutto a noi tedeschi, ma non solo a noi, che dopo gli avvenimenti tristi di questo secolo nazista, del decennio nazista, la Chiesa cattolica deve dire una parola sull’Antico Testamento, sul popolo ebraico.

    3. Si capisce anche che i Paesi arabi – i Vescovi dei Paesi arabi – non fossero felici di questa cosa: temevano un po’ una glorificazione dello Stato di Israele, che non volevano, naturalmente. Dissero: Bene, un’indicazione veramente teologica sul popolo ebraico è buona, è necessaria, ma se parlate di questo, PARLATE ANCHE DELL’ISLAM; solo così siamo in equilibrio; anche l’Islam è una grande sfida e la Chiesa deve chiarire anche la sua relazione con l’Islam. Una cosa che noi, in quel momento, non abbiamo tanto capito, un po’, ma non molto. OGGI SAPPIAMO QUANTO FOSSE NECESSARIO.

    4. Quando abbiamo incominciato a lavorare anche sull’ISLAM, ci hanno detto: Ma ci sono anche altre religioni del mondo: tutta l’Asia! Pensate al BUDDISMO, ALL’INDUISMO….

    E così, invece di una Dichiarazione inizialmente pensata solo sull’antico Popolo di Dio, si è creato un testo sul DIALOGO INTERRELIGIOSO, anticipando quanto solo trent’anni dopo si è mostrato in tutta la sua intensità e importanza. […]No, c’è una realtà del Dio vivente che ha parlato, ed è un Dio, è un Dio incarnato, quindi una Parola di Dio, che è realmente Parola di Dio.
    MA C’E’ L’ESPERIENZA RELIGIOSA, CON UNA CERTA LUCE UMANA DELLA CREAZIONE, e quindi è necessario e possibile entrare in dialogo, e così APRIRSI L’UNO ALL’ALTRO e APRIRE TUTTI ALLA PACE DI DIO, di tutti i suoi figli, di tutta la sua famiglia.

    5. Quindi, questi due documenti, libertà religiosa e “Nostra aetate”, connessi con “Gaudium et spes” sono una trilogia molto importante, la cui importanza si è mostrata solo nel corso dei decenni, e ancora stiamo lavorando per capire meglio questo insieme tra unicità della Rivelazione di Dio, unicità dell’unico Dio incarnato in Cristo, e LA MOLTEPLICITA’ DELLE RELIGIONI, con le quali cerchiamo la pace e anche IL CUORE APERTO PER LA LUCE DELLO SPIRITO SANTO, che illumina e guida a Cristo.

    RispondiElimina
  52. Citazioni che ci volevano: Benedetto XVI più chiaro di così non poteva essere, per chi ha orecchi da intendere. Grazie, Una sola Fede.
    Del resto qui non siamo 'contro' nessuno, e pur riconoscendo anche alcune cose buone dette ed operate dai Papi 'conciliari', vogliamo però solo la verità - anzi, la Verità - che sola può farci liberi.

    RispondiElimina
  53. Sull'incontro, argomentazioni interessanti su Cordialiter
    RR

    RispondiElimina
  54. però l'articolista, quel lefebvriani poteva risparmiarselo, visto che saimo cattolici non lefebvriani. Chi scrive cosè un Bergogliano? Un Benedettiano? Un S.Pio decimano?

    RispondiElimina
  55. In tutto questo politichese, la Verità dov'è?

    RispondiElimina
  56. Dante Pastorelli su Mil26 settembre, 2014 17:10

    Con tutto il rispetto per l’articolista di Cordialiter, ch’è persona seria ed il rispetto merita, questo riconoscimento di tolleranza da parte della S. Sede alla FSSPX mi sembra una toppa più penosa del buco. E tale resta anche ove la Stessa Fraternità quest’obbiettivo si ponga.
    Se i membri della Fraternità non sono né scismatici (né tantomeno eretici) né scomunicati, non posson esser semplicemente tollerati per rimaner rinchiusi nelle loro cappelle, spesso ricavate da garages o appartamenti.
    Il card. Mueller ha recentemente affermato che è stata annullata la scomunica canonica ma non la scomunica sacramentale che rimane in vigore perché i “lefebvriani” sono in istato di scisma. Come possa restar in vigore una scomunica sacramentale quando la misura canonica per scisma (presunto) sia revocata a me semplice fedele appare alquanto bizzarro.
    Da anni si va dicendo dai più alti vertici vaticani che lo scisma non c’è, semmai si può intravvedere un’attitudine scismatica, che non è la medesima cosa, e che si deve ancora giunger ad una comunione perfetta “perché la comunione c’è”, com’ebbe a pronunciarsi chiaramente urbi et orbi il card. Castrillon Hoyos. Anche qui concetti bizzarri: la comunione o c’è o non c’è.
    Allora, se la S. Pio X è scismatica non può esserci alcun riconoscimento di tolleranza. Se non lo è si deve riconoscere che è legittimamente nella Chiesa a tutti gli effetti e i suoi sacerdoti devono poter esercitar la loro missione nelle tante chiese disponibili, visto l’alto numero di quelle che oggi risultan sistematicamente chiuse.
    In materia di comunione nell’unico ovile sotto l’unico pastore non si può ricorrere ad escamotages sia pur sopraffini. La Chiesa ha bisogno di totale chiarezza.
    La prelatura personale, una volta raggiunta la conciliazione nella verità, nella carità e nella docilità d’ambo le parti, è una soluzione ragionevole. Il pericolo del commissariamento evocato sull’onda di quello deleterio dei FFI – pericolo ch’esiste per tutti gli istituti religiosi – non può esser un pregiudiziale ostacolo. D’altronde negli accordi tra S. Sede e Fraternità certi temi dovrebbero esser ben esplicitati nero su bianco.
    Se invece si teme in partenza una trappola mortale, beh, allora gli sforzi per raggiungere una perfetta conciliazione sono del tutto vani. E la “resistenza” di Williamson sarebbe dalla parte della ragione.

    RispondiElimina
  57. Riferito a questo

    http://cordialiter.blogspot.it/2014/09/il-popolo-lefebvriano-tra-accordisti-e.html

    RispondiElimina

I commenti vengono pubblicati solo dopo l'approvazione di uno dei moderatori del blog.