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martedì 22 dicembre 2015

Chiesa e post concilio: Scrutiamo alcuni dati della Riforma liturgica post conciliare

Riproponiamo, dagli articoli sommersi del blog, questo nostro articolo del 2010, che è utile rileggere. Scrutiamo alcuni dati della Riforma liturgica post conciliare: il “mysterium fidei” del canone romano.

Sulla Questione liturgica, ricordiamo il testo: Maria Guarini «Il Rito Romano usus antiquior e il Novus Ordo Missae a 50 anni dal Concilio Vaticano II», Solfanelli 2015, Seconda edizione riveduta e aggiornata, pag.136
Presentazione qui

21 commenti:

  1. siete ancora lì con i timidi libri sulla liturgia? svegliatevi, la Chiesa sta crollando e non si trovano dieci preti in tutta italia che rifiutino l'empietà del novus ordo, mentre i laici scrivono libri.

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  2. Chi dice che i libri siano 'timidi' o non ci sia la necessaria parresìa?
    Il suo bilancio numerico sui sacerdoti - ovviamente ironico, anche se la situazione è effettivamente seria - non cambia un'acca sulla necessità di diffondere apertis verbis non solo in incontri o da queste pagine ma anche attraverso libri quanto viene dimenticato misconosciuto rinnegato.
    Guarda caso la maggior parte delle ordinazioni on line all'editore: tabulafatordini@yahoo.it (finora nell'ordine di diverse centinaia) sono da parte di sacerdoti e seminaristi... Non ho percezione di quelle acquistate nelle librerie.

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  3. Caro mio sacerdote..grazie a lei sta' crollando la chiesa!

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  4. @ "sacerdote"

    Coraggio, ci dica cosa fa Lei: se ha qualche buona idea e soprattutto qualche buona realizzazione saremo felici di conoscerla e adottarla.

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  5. Caro confratello anonimo, invece di prendertela con i laici che argomentano le loro posizioni critiche nei confronti delle riforme in atto dopo il concilio, perché non parli chiaramente. Cosa dovremmo fare noi parroci? Compiere gesti eclatanti, così da disorientare i fedeli già confusi o cercare di essere pastori umili che cercano di portare a Cristo, alla sua grazia, ai suoi sacramenti il gregge loro affidato, con gli strumenti che ci è dato di utilizzare (catechesi, sacramenti, preghiera, messa, vicinanza alle persone)?

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  6. Beh per cominciare "noi sacerdoti" potremmo iniziare a NON chiedere il permesso per celebrare la Messa cattolica: il Motu Proprio ci consente di farlo quando e come vogliamo, ed è un abuso della Gerarchia il pretendere una qualsiasi forma di irreggimentazione o di limitazione. Possiamo cominciare a NON celebrare il Novus Ordo, appellandoci a quella "libertà dei figli di DIo" tanto cara ai nostri Superiori. Possiamo cominciare a celebrare i Vespri e l'Esposizione del Santissimo tutte le domeniche e feste comandate. Possiamo cominciare a vestire la talare SEMPRE, lasciando il clergyman o l'abito civile a chi si vergogna della livrea di Cristo. Possiamo cominciare a togliere l'altare posticcio, a ripristinare le balaustre, a organizzare un coro che canti solo in gregoriano o in polifonia. Possiamo iniziare a insegnare il Catechismo usando SOLO il Catechismo di San Pio X e per gli adulti il Catechismo Maggiore. Possiamo iniziare a farci vedere in giro per la nostra Parrocchia in veste, cotta e stola, a benedire le case, gli uffici e i negozi. Possiamo iniziare a ritrovarci tra di noi, una volta alla settimana, a rotazione in ogni chiesa, per una Messa solenne o anche semplicemente per pregare, per recitare il Breviario, per fare l'adorazione notturna, aiutandoci ad invicem e sostenendoci reciprocamente: non c'è nulla di peggio che esser soli, davanti a chi ci prende in giro o ci calunnia.

    E soprattutto possiamo smetterla di citare il Concilio. Non parlarne più. Non menzionarlo, nemmeno per appellarci ad esso quando ci torna comodo. Dimenticarlo, lasciarlo cadere in Lete, stendervi sopra una coltre (funebre) di pietoso silenzio.

    Che i laici scrivano libri sulla Liturgia è solo encomiabile: tra le nostre file si contano fin troppi che vivono come manager o conferenzieri. Stiamo in chiesa! Che i fedeli ci trovino davanti al Tabernacolo o al Confessionale, e non indaffarati a far fotocopie.

    E se ai nostri Superiori non piace se ci comportiamo da preti, se ci vestiamo da preti, se celebriamo la Messa cattolica, se parliamo la lingua della nostra Madre la Chiesa Romana, che ci spediscano pure sui monti: continueremo ad essere quel che siamo anche lì, e non potranno trasferirci tutti. E se lo faranno, i fedeli sapranno come sostenerci, e il Signore troverà il modo di aiutarci con la Sua Grazia anche nella più remota pieve.

    Sarebbe il modo migliore per testimoniare ciò che siamo, ciò che vogliamo essere e come vogliamo che il Signore ci trovi quando arriverà il momento di comparire dinanzi a Lui. Ricordiamoci che ci giudicherà Dio, non il nostro Vescovo o Bergoglio.

    Ecco cosa possiamo fare. Iniziando dal prossimo anno ale porte.
    E' un auspicio che credo di poter condividere con molti e che troverebbe ampio sostegno da parte dei laici.

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  7. Carissimo Baronio, quando parli in questo modo mi inviti a nozze. Magari si potesse riportare la Liturgia e la Dottrina come dici tu, solo che questo potrebbe avvenire o con un miracolo del Nostro Signore, Lui tutto può in un istante, oppure bisognerà aspettare che passino diverse generazioni, e con una nuova gerarchia che metta nel dimenticatoio il concilio e tutte le riforme del post.può avvenire il cambiamento antico, in quanto ormai la grande massa che si dichiara cattolica, non lo è, perchè il cervello è stato annacquato da questi ultimi 50 anni di obbrobri e non conosce altro che questo. Possiamo solo sperare che piano piano, prete dopo prete prenda coscenza e coraggio e rifaccia autonomamente tutto quello che facevano i scerdoti prima del 1960. Ma fare questo oggi è come voler andare sulla luna con una utilitaria.
    Buon Natale (tra di noi ce lo possiamo ancora dire, tra non molto forse non potremo neanche dirlo più, non solo per ciò che stà avvenendo con la multiculturalità e la plurireligione falsa, ma anche perchè la nuova chiesa due non crede più che il Natale è la vera discesa sulla terra del salvatore, come non crede più nella presenza reale di Cristo nella Eucarestia o la Confessione. ormai tutto si risolve con la misericordia - però vorrei capire che tipo di misericordia.)

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  8. In questi ultimi anni, ho parlato con decine e decine di preti formati nei seminari col metodo postconciliare, sembrano stati fatti con lo stampino, pertanto da questi vedo solo una cosa, possono fare tranquillamente volontariato, i sindacalisti, e tutto ciò che è materiale, ma non i preti veri, cioè Ministri del Culto Cattolico; non sono ne preparati, ne hanno la volontà di insegnare la vera Dottrina. Ti senti rispondere che il mondo è cambiato e bisogna usare altri metodi e non pensare più al medioevo. Cosa possiamo aspettarci da questi?
    I veri Preti ne ho conosciuti pochi, troppo pochi, per rimettere in sesto questa Chiesa ridotta al lumicino.

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  9. Non dimentichiamo, cari amici, che da soli non possiamo fare nulla. Ma che ognuno di noi può beneficiare - ciascuno secondo il proprio ruolo - della Grazia di stato. Diceva un Vescovo tradizionalista, anni orsono: "Lasciateci fare esperienza della Tradizione". Ebbene, io sono convinto che, se solo si desse l'opportunità ai nostri giovani sacerdoti di accostarsi alla Messa cattolica, non riuscirebbero più a celebrare quella riformata (ovviamente se sono in buona fede e si lasciano guidare dallo Spirito Santo). Non ci è chiesto di governare la Chiesa universale, ma di fare ciascuno, nel proprio piccolo - in pauca - il nostro dovere. E se è vero che il mondo è cambiato - in peggio - è altrettanto vero che abbiamo sotto gli occhi la prova vivente di quanto la Tradizione riporti tanti fedeli, specialmente giovani, alla pratica dei Sacramenti e della vita cristiana. E se anche nulla cambiasse, questo non ci esimerebbe dal nostro dovere di testimoniare con la nostra vista - di laici, di chierici, di sacerdoti - la Fede che ci onoriamo di professare. Un atteggiamento disfattista non giova a nessuno, se non a chi vuole confinarci in una riserva indiana o intimidirci con minacce di trasferimento. E se proprio non ci dovessero lasciar nemmeno celebrare la Messa cattolica, non dimentichiamo che c'è sempre la Fraternità San Pio X, alla quale non sono pochi i sacerdoti che hanno deciso di rivolgersi, anche in Italia. Non è detto che saremo chiamati al martirio: è una Grazia che Dio riserva a pochi; ma possiamo, dobbiamo esser pronti anche al piccolo, umile, silenzioso martirio quotidiano, sapendo fare anche scelte radicali.

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  10. Ascoltate un sacerdote coraggioso!
    http://gloria.tv/media/2y17kiuQcf5

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  11. Caro Baronio, stiamo combattendo la stessa battaglia come David contro Golia, e sono convinto che portae inferi non prevalebunt - questa è la mia fede perchè la Chiesa di Cristo è Una Santa Cattolica e Apostolica ed ha un solo Pastore (poi starò molto attento a ciò che dice il Pastore) comunque cerco di seguire il Vangelo.

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  12. Ecco cosa ha fatto un prete, ecco cosa dovrebbe fare un VERO prete della Chiesa Cattolica:

    http://www.radiospada.org/2015/12/rigettare-la-chiesa-dellimpostura-una-lettera-da-un-prete-ex-conciliare/

    In piedi, donabbondi, salvate la Chiesa!

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  13. E tu Bernardino, celebri la Messa tridentina o il rito riformato? E tu, don Gian Luigi? E tu, anonimo sacerdote?

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  14. Due piccioni con una fava, rifacendomi al primo post su in alto, qua hanno eletto a porta santa tutte le porte di Caritas. mense varie, case famiglia e progetti tipo Viviamo insieme il vangelo, minuscolo non erroneo, cioè case ex - canoniche adibite ad ostelli per i giovani parrocchiani under 18, esclusi i catechisti, chiamati alla convivenza e condivisione di cibo, letti e......qui mi fermo, con la benedizione del parroco e del vescovo, non so più cosa pensare, forse è meglio lasciare spento il cervello per un po' di ossigenazione. D'accordo al 1.000% con Baronio, basterebbe si facessero riconoscere vestendosi da prete cattolico, l'anno scorso, passando a razzo in una via del centro in motorino, ho visto un vecchio parroco con la cotta, quella specie di tricorno in testa, stola viola e secchiello con l'acqua benedetta e l'aspersorio dentro, mi sono fermato a guardarlo con un nodo in gola, il parroco della mia primissima infanzia, veniva sempre, così vestito, a benedire le case a Pasqua, invece ieri sera zappingando in qua ed in là ho visto il vescovo di FC in clergyman nero con la croce occultata accuratamente sotto la giacca, in trasmissione tv.......che immensa tristezza, detto poi da un insospettabile come me, fa più colpo.Lupus et Agnus.

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  15. Caro Cesare, io non sono che un semplice fedele, non sono un sacerdote.
    Ma con tutti i disagi che incontro, cerco di assistere il più possibile solo alla Messa VO (visto che nella mia diocesi non c'è possibilità causa divieto vescovo diocesano) seguendo le direttive della Chiesa tradizionale bimillenaria unitamente alla immutabile Dottrina Cattolica di S.pio X; quando non posso andare in una cappella o Chiesa ove si celebra la VO, mi collego la domenica mattina alle 10,30 su FSSPX priorato Madonna di Loreto di Rimini e contemporaneamente recito il messalino del 1962 ed un Rosario. Cerco di fare solo quello che può un buon Cattolico. Abbiamo lottato anche per la chiusura della Cappella Cesi di S.Maria Maggiore e l'eliminazione di quella Messa - ma credo che non sia stato proprio inutile. Spero di avere anche da Lei qualche buon consiglio.
    Di nuovo Auguri di Buon Santo Natale.

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  16. @ Cesare Baronio : Egregio Baronio, ti dò qualche informazione su di me - sono cresciuto con un sacerdote, mio parroco per 50 anni, che di modernismo non voleva sentire da nessun orecchio, questo dovrebbe farti capire meglio.
    per poter partecipare alla S.Messa tridentina, a volte devo fare tra andata e ritorno tra i 120 e i 140 Km. e pertanto non sempre riesco ad andare per i più vari motivi (anche perchè non sono più così giovanissimo, ho superato i settanta) ed a volte devo anche servire Messa, come quando avevo 23/24 anni; e anche con tutta la buona volontà non sempre si riesce a fare ciò che si vorrebbe.
    Stò cercando di attirare dietro a me altre persone, soprattutto giovani, spiegando il valore della Dottrina Cattolica di sempre, ma oggi come oggi non è proprio facile per le cose che ho detto sopra, anche perchè noi non abbiamo a disposizione quello che hanno i preti modernisti. Cerco di fare del mio meglio e per questo chiedo sempre aiuto a Dio con la preghiera; spero che Dio assista la mia piccola opera.

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  17. Caro Baronio, sono convinto della assoluta santità della Messa Tradizionale e l'ho celebrata dal 14 settembre 2007 una volta alla settimana, senza chiedere alcuna autorizzazione e il Vescovo non mi ha mai detto nulla. Quando venne in visita pastorale tra le domande rivoltegli dai presenti all'assemblea ci fu chi gli chiese cosa pensasse della Messa Tradizionale e lui, molto diplomaticamente, l'ha approvata con qualche giusta precisazione.
    Non sono d'accordo con te e con altri che vorrebbero una decisione drastica di celebrare unicamente il rito antico. Creerebbe una confusione e una divisione ancora maggiore tra i fedeli. Purtroppo l'ho sperimento già, quando noto che, mentre i fedeli frequentanti la Messa V.O. partecipano anche alle altre, molti di quelli che vanno alla Messa riformata rifuggono (nel senso che scappano proprio dalla chiesa) quando si trovano alla Messa di sempre. Quindi preferisco celebrare con spirito tradizionale la Messa nuova, che urtare persone non disposte a cambiare. È sempre possibile fare una pastorale tradizionale senza per forza rivoluzionare tutto.

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  18. Caro Gianluigi Braga, voglio tornare alla tua frase di drasticità; quando un professore (medico) scopre un tumore maligno che và verso lo stadio finale, dice bisogna tagliare, e forse sopravviviamo, quindi taglia prima che tutto il corpo và in cancrena.
    Dunque meglio tagliare oggi tutti gli errori e salvare milioni e milioni di anime.
    Chi scappa e non accetta di cambiare per credere in Dio, scapperà sempre, anche domani se non accetti le sue voglie. (quello non crede e non crederà mai).

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  19. Bernardino,
    sarò banale nel citarti "tra il dire e il fare...", ma cerchiamo di immedesimarci di più nella realtà e soprattutto negli altri che danno la loro testimonianza.
    Don Gianluigi parla dalla sua personale esperienza pastorale e io lo comprendo e condivido. Credo che io suo comportamento, prudente e realistico, sia quello della maggior parte dei sacerdoti secondo il cuore del Signore che hanno cura d'anime in questa temperie oscura.

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  20. Aggiungo che se si fanno 'enclave' tradizionali, con pretesa di assolutizzazione, si corre davvero il rischio di chiudersi in riserve indiane e magari non riuscire neppure ad apprezzare chi si impegna per allargare l'esperienza al suo contesto, quasi a voler mantenere l'esclusiva... Non è questo lo spirito del Vangelo, pur con tutta la consapevolezza di quanto sia difficile oggi custodire una fede retta. Credo che l'obiettivo, insieme al 'custodire', debba essere anche quello di diffondere e, oggi come oggi, è realistico farlo con l'irrinunciabile parresìa ma a partire dalla concretezza delle situazioni in cui ci si trova.

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  21. Cara Mic., è una lotta contro il tempo, e solo Dio sà come andrà a finire. La nostra speranza stà nella nostra fede che ci dice ""portae inferi non prevalebunt"".
    Purtroppo vedo che c'è troppa confusione, e non si capisce chi crede veramente e chi no, chi lavora veramente per l'Eterno Dio Nostro Signore e chi lavora per far piacere a chi interessa Dio poco o niente. E se si lavora male si perdono milioni di anime. Comunque Dio Nostro Signore fà restare in piedi la Sua Chiesa da duemila anni.
    Non voglio ancora dilungarmi, voglio solo farti i migliori auguri di un Buon santo Natale a te e tutta la tua famiglia. Che Gesù che stanotte nasce dentro i nostri cuori ci dia forza e speranza e innalzi sempre di più la Sua Chiesa Immacolata.

    UN BUON NATALE A TUTTI I COMMENTATORI DEL BLOG ED A TUTTI I COLLABORATORI DI MIC.

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