Pagine fisse in evidenza

sabato 4 marzo 2017

La fuga dei copti dal Nord Sinai non importa a nessuno

Scompare dai media egiziani la notizia delle violenze sui copti. Per il governo la crisi è risolta. Intanto le conferenze internazionali continuano. Nessun risultato dalla conferenza organizzata da Al-Azhar conclusa ieri. Oltre 1500 cristiani sono fuggiti da Al-Arich.
Il Cairo (AsiaNews) – A partire dal 22 febbraio, sono sempre meno le notizie pubblicate dai media sui copti in fuga dalle violenze e dal terrorismo dello Stato islamico nella penisola del Sinai.
Il governo egiziano è convinto di aver compiuto il suo dovere: una visita del Ministro degli affari sociali sul luogo; l’arrivo di vari convogli statali e della società civile con aiuti umanitari e viveri; i fuggitivi non saranno penalizzati per le assenze dal lavoro e gli studenti verranno indirizzati ad altre scuole.
Tutto sembra essere tornato alla normalità. Anche il termine “immigrati” è stato denunciato dal patriarca Tawadros II, il capo spirituale dei cristiani d’Egitto che, durante il suo discorso settimanale di mercoledì, ha dichiarato di opporsi “all’utilizzo di questa parola da parte dei media. Non è corretto. È solo una crisi passeggera.” Parole con un senso d’ironia simile a quella contenuta nelle parole pronunciate dal Ministro egiziano degli interni: “Non abbiamo chiesto ai cittadini copti di lasciare le loro case e i loro beni”.

Nonostante ciò, le conferenze internazionali sono ripartite. Appena ieri, mercoledì, si è conclusa la conferenza intitolata “Libertà e cittadinanza, fra diversità e integrazione”, organizzata da Al-Azhar, la suprema autorità dell’islam sunnita, e posta sotto gli auspici del Presidente della repubblica stesso, in presenza di delegati religiosi e laici da 50 Paesi, e soprattutto con la partecipazione dei più alti capi spirituali di tutte le confessioni cristiane del Medio Oriente: cinque patriarchi e decine di vescovi orientali, insieme a rappresentanti di diverse Chiese protestanti.

Risultato della conferenza? Nessuno. Solo parole di cortesia e tolleranza da parte di tutti.

Intanto, non ci sono quasi più cristiani ad Al-Arich. E oggi, le famiglie hanno rifiutato la visita di una delegazione del Consiglio nazionale dei diritti dell’uomo, guidata dal famoso attivista copto Georges Ishak.

Si noti che oltre 1500 copti sono fuggiti da Al-Arich, al nord della penisola del Sinai, a causa delle violenze che hanno causato la morte di sette persone soltanto negli ultimi dieci giorni.

5 commenti:

  1. "Nonostante ciò, le conferenze internazionali sono ripartite."

    Tutto questo darsi da fare internazionale, fondamentalmente politico, lascia e lascerà il tempo che trova e troverà. Se non c'è un impegno cristiano (già cattolico) serio, è un suonar di trombe che, con le ultime note, finisce. Cristiano intendo chi non fa una comparsata sul campo ma, coloro che, come veri credenti in NSGC, dedicano la loro vita e la loro professionalità tra le persone e nelle strutture, per proteggerle nel bisogno e difenderle là dove le decisioni sono prese.

    RispondiElimina
  2. Ovviamente, nessuna delle ONG milionarie finanziate dei governi e dalle fondazioni mondialiste à la Soros che, disponendo di flotte di navi, migliaia di "volontari" strapagati, traghettano gli invasori dalla Libia alle nostre coste, osannate dalla grande stampa immigrazionista, antirazzista e filoislamista, si occuperà mai di questi poveri cristiani. Diamo il nostro aiuto a organizzazioni come "Aiuto alla Chiesa che soffre". Ma, soprattutto, contrastiamo sempre e con tutti l'idea di un islam tollerante, che tutto sommato non ha perseguitato e non perseguita i cristiani. E' un falso storico. Non esiste un islam "moderato" e un islam "estremista". L'islam è ontologicamente violento, anticristiano. Non ci fu mai un medio-oriente islamico tollerante, né una Spagna islamica che non brutalizzò i cattolici. Milioni sono i martiri cristiani massacrati per la loro fede dai musulmani.

    Consiglio a tutti la lettura di un bel libro di Camille Eid, A morte in nome di allah - I martiri cristiani dalle origini dell'islam a oggi, edito nel 2004 da Piemme. Si trova ancora. Andrebbe tragicamente aggiornato, ma la sua lettura è agghiacciante e, al contempo, illuminante. Dovrebbe essere resa obbligatoria ai tanti collitorti buonisti, progressisti e immigrazionisti che infestano le nostre parrocchie. Ma, dato la loro palese malafede, dubito che servirebbe. A proposito: io non darò mai più un solo centesimo alla Caritas e a bande similari.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie molto.Anche per la citazione del libro. Sa dirmi per favore l'editore?
      Perché inoltre dice di non dar soldi akla Caritas? Grazie.
      (ho già iniziato a fare donazioni ad "Aiuto alla Chiesa che soffre")

      Elimina
  3. http://www.christianophobie.fr/la-une/enfin-cheikh-saoudien-ne-pratique-taqiya#.WLsePBnclAg

    RispondiElimina
  4. La Francia fa da apripista , l'Italia che imita tutti seguira' appena possibile :
    http://www.ilgiornale.it/news/mondo/francia-maestro-sospeso-perch-legge-bibbia-classe-1371080.html

    RispondiElimina

I commenti vengono pubblicati solo dopo l'approvazione di uno dei moderatori del blog.