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giovedì 27 aprile 2017

Applicando il Concilio, Sua Em Scola vuole che i musulmani progrediscano nella loro religione - P. Pasqualucci

Pubblico di seguito le puntuali riflessioni, necessariamente critiche, di Paolo Pasqualucci, riprese dal suo blog di certi concetti del tutto incompatibili col vero Cattolicesimo riproposti per l’ennesima volta dal cardinale Scola in un’intervista, nel caso qualcuno volesse ancora ritenerlo un difensore dell’autentica tradizione cattolica.

Paolo  Pasqualucci : Applicando il Concilio, Sua Em Scola vuole che i musulmani progrediscano nella loro religione

[ L’intervista  al CdS ] In un’intervista concessa al Corriere della Sera di domenica 2 aprile c.a., il cardinale Scola, esaltando il “dialogo” interreligioso e trovando l’immigrazione attuale un fatto “tragico” ma da accettarsi globalmente, ha detto :
Domanda: Lei ha sempre esaltato il meticciato. I migranti ora sono troppi?
Risposta: […] La Chiesa non può chiudere gli occhi. Offre il primo abbraccio. La forza generosa di Milano può individuare strade paradigmatiche per l’Italia e l’Europa.
Domanda: Ad esempio?
Risposta: Parecchi ragazzi musulmani già frequentano gli oratori. Lì sono aiutati a praticare la loro religione, a dire le loro preghiere, a mangiare i loro cibi, restando insieme ai ragazzi cristiani.”
[La Chiesa deve aiutare i musulmani a diventare dei bravi musulmani]<
Ovviamente, la Gerarchia attuale non tenta in alcun modo di convertire “i ragazzi musulmani” alla vera fede, l’unica che salva, togliendoli dalle tenebre della loro.  Voglio dire:  convertire anche solo indirettamente, con l’esporre per esempio i principi del cristianesimo, insegnandoglieli al posto della loro religione. Quando mai…Sarebbe un impedire la loro libertà religiosa, ci insegna il Vaticano II, un far violenza alla loro personalità (Dichiarazione Dignitatis Humanae sulla libertà religiosa, art. 2 e 3).

Ma quando Nostro Signore risorto ha comandato ai suoi Discepoli, in Galilea:  “Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra.  Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutte le cose che io ho comandato a voi”(Mt 28, 18-20), invitava forse gli Apostoli a far violenza alle anime dei pagani che essi avevano il dovere di convertire a Lui?  Ed ugualmente invitava ad offendere la personalità dei non credenti, quando, apparendo agli Undici riuniti a tavola, disse:  “Andate in tutto il mondo, predicate il Vangelo ad ogni creatura.  Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, chi non crederà sarà condannato”(Mc 16, 15-16)?

Ma la predicazione a rovescio, volta a fare esattamente il contrario di quello che ha ordinato di fare Nostro Signore, l’Eminenza Scola dove l’ha appresa, che gliela ha insegnata?   Domanda retorica:  ma il pastorale e contestatissimo Concilio Ecumenico Vaticano II, ovviamente, da quale altro pulpito poteva venire un simile corrompimento dell’autentica missione della Chiesa?

Troviamo, infatti, nell’ultimo capoverso del par. 2 della celeberrima Dichiarazione conciliare Nostra Aetate, dedicato alle diverse religioni:  “Essa perciò [la Chiesa] esorta i suoi figli affinché, con prudenza e carità, per mezzo del dialogo e della collaborazione con i seguaci delle altre religioni, sempre rendendo testimonianza alla fede e alla vita cristiana, riconoscano, conservino e facciano progredire i valori spirituali, morali e socio-culturali che si trovano in essi”.

Ho già citato questo passo in un intervento sul mio blog, del 28 marzo u.s.: Perché il barone von Boeselager vuole che l’Ordine di Malta non converta più nessuno?  Perché applica gli insegnamenti del Concilio [qui]. Il concetto ivi espresso dal barone Gran Cancelliere dell’Ordine (“la dignità di coloro che aiutiamo ci impone l’obbligo di non imporre nulla a loro”) è il medesimo che soggiace alla prassi applicata dal cardinale Scola, di cui all’intervista.  Non si può imporre loro “nulla”: nella fattispecie, non si può istruirli sulla nostra religione, è vietato tentare di convertirli.  Il cardinale è più esplicito:  bisogna, invece, “aiutarli a praticare la loro religione”, secondo i vari aspetti del loro culto.  Come non vedere che in tal modo si attua proprio quanto comandato dal Concilio, e cioè:  “riconoscere, conservare e far progredire i valori spirituali, morali e socio-culturali che si trovano” nei praticanti le altre religioni?

Se gli Apostoli avessero fatto così, quanti pagani avrebbero convertito a Cristo?  Anche questa è una domanda retorica:  nessuno, è ovvio. E non ci stupiremmo se, in conseguenza dell’abbraccio ecumenico e dialogante della diocesi milanese ai c.d. ragazzi musulmani immigrati, fossero poi i ragazzi cattolici milanesi che frequentano l’oratorio con loro a convertirsi all’islam.  Anche questa ulteriore sventura, non sarebbe parte della punizione divina che si è abbattuta sulla cattolicità tutta a partire dal Vaticano II?

L’inciso “sempre rendendo testimonianza alla fede e alla vita cristiana” infilato nel testo appena citato della Nostra Aetate è del tutto privo di senso, rappresenta una contraddizione in termini, una presa in giro dell’intelligenza.  Infatti, proprio la “testimonianza alla fede e alla vita cristiana”, se è autentica, rende impossibile “il riconoscere, conservare e far progredire” i valori delle altre religioni, che sono tutte false dal momento che non provengono da Dio, come la nostra.  Non provenendo da Dio, non possono insegnare né la vera morale né la vera religione né possono, in quanto tali, procurarci la vita eterna.

Ma Nostro Signore, non è stato forse sufficientemente esplicito, nello stabilire la Missione della Chiesa, da Lui fondata?  Per quasi due millenni la Gerarchia ha mantenuto sempre il medesimo concetto di missione per la conversione e la salvezza delle anime e all’improvviso, con il Vaticano II, presentato come una sorta di Nuova Pentecoste, ci si accorge di colpo che no, la Missione non era più quella perché d’ora in poi non bisogna più convertire ma “riconoscere, conservare e far progredire” i valori dei credenti delle altre religioni e quindi le altre religioni?   Scusateci tanto, per quasi venti secoli la Chiesa si è sbagliata, d’ora in poi predicherà il cristianesimo ragionevole, illuminato, liberale, latitudinario, la pappa del cuore che piace tanto ai Figli del Secolo, i cui errori la Chiesa non si permetterà più di condannare…La Chiesa, per meglio dire:  la Gerarchia protagonista del Vaticano II, impregnata di nouvelle théologie neomodernista e ansiosa all’estremo di omologarsi al mondo, anche nello stile di vita.

Ma nell’intervista al cardinale Scola ci sono altre amenità.  Per esempio, sul ruolo della donna nella Chiesa.

[Diaconesse no ma la donna può stare dappertutto nella Chiesa, ancheeducare al bell’amoree concorrere alla “formazione dei seminaristi”]
Domanda:  Cosa pensa delle donne diacono?
Risposta :  [Dopo aver fatto capire (in modo involuto) che non ritiene valida l’ipotesi della donna diacono, il cardinale afferma]:
[…] Nella psicologia di Lacan, la donna tiene il posto di Dio.  La vocazione femminile è la salvaguardia del posto dell’altro.  Questo non significa che la donna non possa avere posizioni di responsabilità anche in curia, nelle università, nei tribunali, nello studio della teologia, nell’educazione al bell’amore, persino nella formazione dei seminaristi”.
Confesso di non capire affatto che cosa voglia dire il cardinale Scola con l’oscuro riferimento a Lacan (uno dei guru del pensiero contemporaneo, tra i più farneticanti), della “donna che tiene il posto di Dio”.  Quale Dio?  Ragion per cui la “vocazione femminile” sarebbe quella di “salvaguardare il posto dell’altro”.  A Roma, si direbbe: bóh, ma questo che sta addì?   Che la donna possa poi avere “posti di responsabilità” in tutta l’organizzazione della Chiesa, dalla Curia alla teologia, è pensiero del tutto chiaro, invece.  Che si tratti però di una buona cosa,  la presenza femminile indiscriminata in tutti i livelli della Chiesa-istituzione, e non più limitata ad ambiti determinati per suore e laiche, come un tempo, non lo direi proprio.  Basta vedere le conseguenze negative della femminilizzazione totale delle strutture della società civile e militare, in tutti i loro aspetti, femminilizzazione che comporta ginecocrazia, aumento dell’inefficienza, corruzione dei costumi, denatalità.

Ma torno a non capire, sarà per mia colpa, quando il cardinale afferma che le donne, nella Chiesa, possono avere “posizioni di responsabilità” per ciò che riguarda “l’educazione al bell’amore” e la “formazione dei seminaristi”.  Che significa, “educazione al bell’amore”?  Quale “amore”?  E che dire del contributo femminile alla “formazione dei seminaristi”? (Un Voltaire ci sguazzerebbe in frasi del genere! Ridateci l’empio Arouet, a fustigare con la satira le scempiaggini inflazionate dal clero “aggiornato”!)  All’atto pratico, come avverrebbe il “contributo femminile”?  Forse il cardinale si riferiva alla presenza di “esperte”, laiche ma in prevalenza suore, o di “teologhe” tra gli insegnanti di seminario, spesso del tipo progressista, come le famose madri superiori americane ribelli, prosciolte dalle precedenti (blande) censure con tutti gli onori dai rappresentanti di Papa Francesco: quelle che nella Chiesa si sono date la missione di condurre una lotta implacabile contro il “predominio del maschio”?
 
[L’immagine della Chiesa proposta dal cardinale Scola sembra quella di un centro culturale o sportivo]

Sua Eminenza ha appena pubblicato un libro che si intitola:  Postcristianesimo?  L’intervistatore chiede al porporato il perché del punto interrogativo.
 “Risposta:  [Checché ne dicano certi intellettuali che danno il cristianesimo per superato] il Vangelo di Gesù resta pertinente e attuale.  Dinanzi ad un clima culturale confuso che io definirei di “babelismo”, il Papa ci indica la strada della pluriformità nell’unità accettando il confronto con tutti. La Chiesa deve tornare a essere luogo appassionato di attrattiva, non luogo che genera noia”.
E più avanti, di fronte alla constatazione che “il fossato tra la fede e la vita si è allargato” il cardinale osserva che bisogna 
“insistere sulla necessità di avere la stessa mentalità di Gesù, gli stessi sentimenti di Gesù.  A Milano dobbiamo passare con più decisione dalla convenzione alla convinzione”.
Dunque:  Il “Vangelo di Gesù” è sempre attuale, dobbiamo avere “la stessa mentalità di Gesù, gli stessi suoi sentimenti”, in modo che “la Chiesa “torni ad essere luogo appassionato di attrattiva”.  Ritornare a Gesù, non per fare la sua volontà, mettere in pratica i suoi insegnamenti e quindi  per la salvezza della propria anima; per salvarci da questa perversa generazione (Atti 2, 40), perché solo nella Croce è la salvezza.  Non sia mai che un cardinale ecumenicamente aggiornato si lascia scappare un accenno del genere.   Bisogna tornare a Gesù “per avere i suoi stessi sentimenti”.  Che vuol dire?
Bisogna invece chiedersi: in mancanza di ogni riferimento del cardinale alla dimensione divina e soprannaturale, salvifica, della Chiesa, istituita dal Verbo Incarnato unicamente per la salvezza eterna di coloro che avrebberto creduto in Lui e vissuto secondo i suoi insegnamenti, quale potrebbe essere l’attrattiva della Chiesa?  Nessuna, questa è l’amara ma semplice verità che la Gerarchia attuale si ostina a non capire, vittima del proprio impressionante accecamento, tipico di chi ha voluto arbitrariamente attribuire alla Chiesa fini che non sono i suoi perché solo temporali, intramondani, sociali e addirittura rivoluzionari (teologia della liberazione).

Le anime nostre, oppresse dalla perversità dei tempi, che rende ancora più pesante il carico delle nostre difficoltà quotidiane, dei nostri peccati, delle nostre debolezze, anelano alla Parola divina, per ottenere misericordia e rigenerarsi nella speranza di vita eterna offerta da una vita autenticamente cristiana, quella che cresce nella lotta per la propria santificazione quotidiana, sostenuta dalla Grazia. Ma la Parola che ci ammonisce, educa, conforta ed assolve, dandoci la forza di proseguire, non può che essere quella che a noi manifestano i veri sacerdoti di Cristo, uomini scelti dal Signore per dedicare la loro vita alla salvezza delle anime; uomini di vita intemerata e santa, di fede adamantina, di esempio a tutti, nella lotta giornaliera contro il Demonio, protesi essi stessi in ogni momento alla vita eterna.  Uomini che sappiano affrontare, divinamente ispirati, il tenebroso e tremendo mistero del male e del peccato, per guidare l’anima nostra alla salvezza:  insomma, veri Pastori di anime.

Ma dell’afflato sovrannaturale e salvifico che costituisce l’essenza stessa della Chiesa cattolica v’è traccia nelle dichiarazioni a braccio del cardinale Scola? Sembra che stia facendo propaganda per iscriversi o tornare ad iscriversi ad una società sportiva o a un circolo culturale:  dài, ragazzi! Chiesa è bello!  Non è più noiosa!  Papa Francesco l’ha trasformata in luogo di “confronto con la pluriformità”, cioè con tutti; adesso c’è posto per tutti, nessuno deve rinunciare al suo credo e alle sue idee, essa è pronta per diventare “luogo appassionato di attrattiva”!  Un luogo bello, aerato, gioioso, multicolore, multiculturale, appunto “pluriforme”…  Per esser più aderente al vero non avrebbe dovuto tuttavia dire, il cardinale, “multiforme” ormai, dove l’anarchia regna sovrana mentre dilaga l’imitazione dei costumi corrotti del Secolo ateo e miscredente…Un luogo, però, che sta diventando un “non-luogo”, un’astrazione, per colpa delle infedeltà dei Pastori, visto che i fedeli e la Gerarchia stessa diminuiscono a vista d’occhio, chiese e conventi sono abbandonati, chiusi a migliaia e vengono venduti o vanno in rovina, che sette e false religioni avanzano da ogni lato.

23 commenti:

  1. Da LBQ: "Dalla Chiesa povera alla Chiesa misera"
    di Andrea Zambrano

    Quello che ci salva sono le nostre guide illuminate!
    In questo ultimo scorcio di tempo ho l'impressione che NSGC, attraverso molti dei suoi consacrati, ci stia insegnando come NON dobbiamo seguire quello che dicono, NE' imitare quello che fanno. Se ci indicano la strada a nord, andiamo a sud; se quella ad ovest, andiamo ad est. Se aprono, noi chiudiamo; se chiudono, noi apriamo. Solo allora ci santificheremo.

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  2. Un film gia' visto e rivisto
    http://www.lanuovabq.it/it/articoli-venezuela-inizia-la-persecuzione-della-chiesail-vero-volto-del-regime-populista-di-maduro-19671.htm

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  3. Inutile cercare di trarre un filo logico di tomistica chiarezza nel parlare e nel pensare nebuloso del card. Scola. Il riferimento a Lacan, uno psicanalista francese dal pensiero quanto mai involuto ed oscuro anche per gli standard degli psicanalisti, non e'casuale.
    Scola e'piu'un emulo del pensiero di Lacan che di quello di don Giussani, che poteva aver tanti difetti ma parlava chiaro e in modo logico.Purtroppo da fedele ambrosiano dopo il pastore gesuita colto ed intelligente ma pericolosamente modernista, dopo il pastore pratico-indaffarato nel sociale, mi devo sorbire adesso un ex-ciellino che ha letto troppi intellettuali francesi del novecento che tenta, male, di imitarli.
    Prego solo che finalmente a Milano ritorni prima o poi un vescovo cattolico!

    Discepolo

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  4. Che il potere ecclesiastico attuale ritenga di non dover più convertire è chiaro anche da altri segnali. Per esempio, il recente film di Scorsese "Silence" su una vicenda di abiura di gesuiti in Giappone... non ripeto cose che Magister ha scritto in modo molto chiaro:

    http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2017/01/09/basta-proselitismo-e-tempo-di-silence-anche-per-le-missioni-cattoliche/

    "Lei ha sempre esaltato il meticciato."

    Ecco, questo basta: Scola aveva la fissa del meticciato già da prima che arrivasse Francesco. Il post di PP è interessante proprio per individuare una specifica categoria di prelato: non è un rivoluzionario, non è un bergogliano in senso stretto, o uno di quelli che scientemente (sottolineo questo avverbio) vogliono trasformarci in protestanti; di quelli che scalpitavano da tempo e tramavano nell'ombra. Per esempio, Scola recentemente ha organizzato un convegno (a giugno) sulla sacra liturgia a cui parleranno un gran numero di cattolici tosti. È che lui è veramente convinto di quello che dice. Ho capito questo profilo con un altro esempio, il mio vescovo, Bagnasco, tempo fa. Bagnasco non è un modernista: lo si vede che è in sofferenza, che a volte prova ad opporsi a certe tendenze (con poco vigore, va detto, questo però potrebbe essere un limite di capacità umane). Ma il dettaglio rivelatore fu quando la CEI organizzò la chiamata degli imam a pregare in chiesa. Certi liturgisti chiarirono benissimo che si trattava di un atto sacrilego; ma lui ripose qualche giorno dopo chiedendosi perché. Penso che veramente, senza malizia, non capiva perché l'atto era sacrilego.

    --
    Fabrizio Giudici

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  5. Lo vado ripetendo sa sempre : non ascoltiamoli, non seguiamoli, non leggiamoli, non guardiamoli in TV (sono come il basilisco : se li guardi ti ipnotizzano e sei fregato !).
    Purtroppo sono stati i primi a passare dalla parte di Lucifero, ormai da quasi 60 anni (parlo di quelli al potere, perché i rivoluzionari rivoltosi, carbonari e cospiratori risalgono alla prima metà dell'800). Quindi, amici, se vogliamo salvarci l'anima guardiamoci da Scola, da Galantino, da Bergoglio, ecc., come un tempo ci si guardava "da li turchi", costruendo torrette lungo le coste per avvistarli ed avvisare la popolazione dei borghi e del contado affinché si rifugiassero sui monti. Le moderne "torrette di avvistamento" (di questi nuovi turchi, molto più pericolosi di quelli di un tempo, perché quelli uccidevano solo i corpi, mentre questi vogliono carpirci l'anima per consegnarla a Satana) sono i mezzi di comunicazione di massa, stampa, TV, social : appena li scorgete, cambiate canale, spegnete radio e TV, cambiate sito internet ... e con la loro stampa menzognera e diabolica puliteci i cessi : è l'unico utilizzo a cui può esser destinata.
    Pace e bene a tutti ... e Laudetur Jesus Christus !

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  6. Pastori filo islamici... inaudita improntitudine!

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  7. Questo o quello per me pari sono!
    Da non credere: uomini di Chiesa che rinnegano Cristo.

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  8. Il fine di tutta questa insulsa "moda" (per non chiamarla eresia) è creare una religione universale, abolire ogni distinzione: ognuno ha i suoi usi e costumi ma è sullo stesso piano di tutti. In questo modo chi vorrà influire e dominare sull'umanità lo potrà fare molto più agevolmente.
    Alla luce di ciò si comprende come questi "pastori" non siano tali se non di nome, dal momento che servono non il volere di Cristo ma gli interessi di chi, un domani se non già oggi, ci domina.

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  9. Brava Irina ormai la mia bussola è quella da te indicata (passo al tu, visto che è un po di tempo che si colloquia virtualmente),regola semplice e chiara: fare l'esatto opposto di quello che dicono, alimentandoci dolo con gli insegnamenti preconciliari e dei santi, esempi luminosi di vita cristiana.

    Sto leggendo ai figli il Catechismo di San Pio X, di una semplicità estrema, in stile evangelico, valido per grandi e piccoli, previe le dovute spiegazioni.

    Da notare, invece, il linguaggio sempre più fumoso per tradire Cristo usato dalla Bergoglio & C., multinazionale dell'eresia modernista.

    Oltre al passo della Nostra Aetate CVII sul dialogo con le altre religioni - primo passo verso il karakiri - si legge qui "individuare strade paradigmatiche", " pluriformità nell’unità accettando il confronto con tutti", ecc., sino all'"educazione al bell'amore" che invece di essere rapportata all' Amore spirituale insegnato dal'immacolato esempio della Santissima Vergine Maria, fugando ogni dubbio sul significato della frase, si rapporta invece all'educazione nei seminari....No comment, basta quello del prof. Pasqualucci.

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  10. Eminenza...ma questa non è Chiesa è baracca!!!
    A casa questi eretici! Non sono Pastori, ma lupi e sciacalli. Vogliono il laicato adulto, allora mandiamoli a casa! Basta! E questo era il delfino di Benedetto XVI?!
    Basta!!!

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  11. degno complemento di questa notizia è quella che segnalo: la diocesi di Salamanca si disinteressa di conventi dove pregano per aiutare tutti gli altri. La Conferenza Episcopale Spagnola riceve la bellezza di 250 milioni di euro (di cui ne reinveste 4.8 per pubblicità per convincere a dare l'8 x 1000), ma non ha soldi per aiutare conventi di clausura che devono chiedere la carità.

    ecco il link
    http://www.lanuovabq.it/it/articoli-dalla-chiesapovera-allachiesa-misera-19665.htm

    Grazie

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  12. All'universitaà ho sentito i corsi di sua ecc.za Scola molte volte.

    Mi sembrava (ed era) semplicemente eccezionale; infatti era odiatissimo da quasi tutti i sacerdoti.

    Mi sembra incredibile quello che dice!

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  13. Come si diceva una volta le chiacchiere stanno a zero , la realta' e' questa :

    " In Europa la fede si è indebolita ed un'ideologia più forte riesce a trovare terreno fertile più facilmente nel vuoto, prende il posto della fede cristiana. Questo sta accadendo attualmente intorno a noi, in tutto il continente . "

    http://www.ilpopulista.it/news/27-Aprile-2017/13555/il-vescovo-ungherese-marfi-l-ideologia-musulmana-incompatibile-con-la-nostra.html

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  14. Un'ennesima delusione. Meno male che se ne va.
    E poi: avendoli visti all'oratorio, quando non c'è l'Arcivescovo in visita, o un suo ausiliare, i ragazzi e le ragazze mussulmane che ci vanno, a tutto pensano, fuorché a pregare, Allah o chi si sia. Giocano, urlano, si menano, fanno semplicemente casino, senza che i responsabili dicano nulla. Ed i genitori dei bBambini e ragzzini cattolici, dopo un po' , non li mandano più.

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  15. Probabilmente ha desiderio di diventare Imam nell' Islam e perchè impedirglielo? Noi si risparmierebbe un discreto stipendio e un danno spirituale non piccolo. Vada cardinale in braccio all' Islam che rischio c'è? Al al massimo quelli sgozzano.

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  16. Meno male che tra poco se ne andrà da Milano....Dalla Cattedra di Sant'Ambrogio che certo non si vergognava di Nostro Signore Gesù Cristo.....Vada pure in pace .....E non faccia più danni....

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  17. Bah, il nome più gettonato per la successione è Forte, non saprei che dire.....ringrazio coloro che mi hanno postato i link su don Milani......azzz| molto peggio di quanto pensassi, qui sarebbe un eroe delle resistenza omaggiato in ogni modo, non so se ho reso......Lupus et Agnus.

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  18. Alessandro Mirabelli27 aprile, 2017 17:35

    Kyrie eleison per Scola. E nulla più.

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  19. Ovviamente, la Gerarchia attuale non tenta in alcun modo di convertire “i ragazzi musulmani” alla vera fede, l’unica che salva, togliendoli dalle tenebre della loro. Voglio dire: convertire anche solo indirettamente, con l’esporre per esempio i principi del cristianesimo, insegnandoglieli al posto della loro religione. Quando mai…Sarebbe un impedire la loro libertà religiosa, ci insegna il Vaticano II, un far violenza alla loro personalità (Dichiarazione Dignitatis Humanae sulla libertà religiosa, art. 2 e 3)

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  20. Io sostengo che con Bergoglio ci e' andata perfino bene: Scola sarebbe stato molto peggio di lui. E' uno che alla confusione mentale unisce una rara presunzione di dire cose estremamente intelligenti e profonde (vedi riferimento a Lacan, per ostentare "cultura") e per di piu' capacissimo di girare come una banderuola a seconda di come butta il vento. Non a caso oggi Scola e' perfino piu' papista del papa in tema di islamizzazione della societa', che lui non vede l'ora di realizzare, accoglienza dei cosiddetti "migranti", eccetera. Da milanese so quello che dico, quindi credo che con uno cosi' la situazione oggi sarebbe addirittura peggiore di quello che e'.

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  21. http://angeloscola.it/blog/2010/07/18/bellamore-e-sessualita-redentore-2010-il-discorso-del-patriarca/

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  22. http://www.intelligonews.it/le-interviste-della-civetta/articoli/21-aprile-2017/60095/biotestamento-immigrazione-ambientalismo-gotti-tedeschi-a-tutta-ragion-critica-chi-corteggia-la-chiesa-cattolica-e-l-epoca-del-biodiritto/

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  23. Caro PP,

    In questa applicazione ha molto da nuova dottrina del sovrannaturale di De Lubac (o Teilhard di Chardin?), perchè essendo la grazia dovuta alla natura, se può appena aiutare ai musulmani a diventare migliore e così via.

    Se pensiamo bene, la crise che viviamo nella Chiesa, in parte, è di onestità. Non la hanno per dire che cosa veramente credono e che cosa veramente ha accaduto con il Concilio. La rottura è evidente, ma c'e continuità. I neocon al vedere ciò che ha fatto Scola vanno dire che questa è una ermeneutica della rottura, vanno dire che il Concilio mai ha diffeso questo, ecc. Pero, l'autorità superiore, tace e il Concilio rimane appena solo il Concilio (come una sorta de analogia alla Sola Scriptura). Quindi, per questa ragione, e per altri, il post-concilio è molto somigliante alla post-riforma, della quale diceva il proprio Lutero:

    "Questo non vuole sapere del battesimo, quello nega il sacramento, un altro mette un mondo tra questo e l'ultimo giorno: alcuni insegnano che Cristo non è Dio, alcuni dicono questo, altri dicono quello: ci sono tante sette e credenze quanto teste. Ogni contadino tonco ha sogni e fantasie e pensa che è ispirata dallo Spirito Santo e deve essere un profeta ". (De Wette III, 61. citato in O'Hare, O’Hare, THE FACTS ABOUT LUTHER [I fatti circa Lutero], 208).

    "I nobili, borghesi, contadini, tutte le classi capiscono il Vangelo meglio di me o di S. Paolo; ora sono saggi e pensano di essere più sapiente che tutti i ministri "(Walch XIV, 1360. citato in O'Hare, Ibid, 209.)

    Un caro saluto dal Brasile

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