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mercoledì 9 agosto 2017

Quel caffè in riva al mare - Prefazione card. Raymond Leo Burke

Il mio carissimo amico Gianni Battisti ha un rapporto tutto particolare con p. Tomàš Týn (1950-1990), il Servo di Dio e grande teologo domenicano morto a Bologna in concetto di Santità a 39 anni dopo aver offerto la propria vita in olocausto al Signore per la liberazione della sua patria: l'allora Cecoslovacchia dal regime oppressore. La sua figura lo ha catturato, dapprima attraverso l' ascolto delle registrazioni delle Conferenze - da lui così diligentemente raccolte - e, poi, dalla lettura meditata degli scritti, riguardanti tesi teologiche strettamente connesse col dogma e nel solco degli insegnamenti di San Tommaso, non senza rilievi su tanti aspetti modernisti che p. Týn stava cominciando a intravvedere.
Il suo ultimo saggio, edito da Fede & Cultura, s'intitola Quel caffè in riva al mare, nel quale raccoglie pensieri e meditazioni sui temi che ci appassionano. Riporto di seguito la prefazione del Card. Raymond Leo Burke.


Gianni Battisti, Quel caffè in riva al mare, Fede & Cultura, Verona 2016, p.160

PREFAZIONE
di S.E. Card. Raymond Leo Burke

Ero in seminario impegnato nello studio della filosofia al tempo del grande tumulto nella società, in generale, e nella Chiesa, in particolare, che è simbolicamente identificato con il 1968: l'anno delle sommosse studentesche a Parigi e l'anno della forte contestazione, all'interno della Chiesa, contro la Lettera Enciclica del Beato Papa Paolo VI Humanae vitae, sulla morale sessuale. Dall'autunno del 1968 alla primavera del 1971, i miei studi di filosofia mi portavano alla Università Cattolica d'America a Washington DC, dove il tumulto, sia nella società civile che nella Chiesa, è stato realizzato con forza particolarmente devastante.

Durante quegli anni, a novembre, il mio Vescovo veniva a Washington DC per l'incontro della Conferenza dei vescovi statunitensi, e prendeva l'occasione per farmi una visita e parlare del mio percorso vocazionale e specialmente dei miei studi. Egli, come succede a molti di noi, aveva raggiunto uno stadio della sua vita in cui era marcata la ripetizione di certi consigli. Uno dei suoi avvertimenti che mi ripeteva era questo: "Figlio mio, i problemi nella Chiesa oggi non sono principalmente teologici, ma filosofici". Voleva incoraggiarmi a studiare bene la filosofia, ma allo stesso tempo stava descrivendo un reale fenomeno del tempo, cioè l'abbandono totale della fondazione metafisica in tanti discorsi civili ed ecclesiali. Grazie a Dio, mi trovavo in una facoltà di filosofia ben radicata nella tradizione aristotelico-tomistica, con professori che sapevano applicare la retta ragione alle tante situazioni tumultuose esacerbate da un fortissimo sentimentalismo che rigettava ogni autorità, inclusa l'autorità della ragione stessa.

Purtroppo, questo rifiuto della metafisica, che infatti anticipava il tumulto simboleggiato dall'anno 1968 e che trae le sue origini dall'Illuminismo, dura ancora oggi in certi settori. Lo vediamo nella confusione e perfino nell'errore sulle questioni più elementari come, per esempio, sull'inviolabilità della vita umana e sull'integrità della sua origine nella famiglia formata dal consenso matrimoniale di un uomo e di una donna. Papa Benedetto XVI ha affrontato la gravità della situazione durante la sua visita pastorale in Germania nel settembre del 2011. Parlando della questione dei fondamenti della cultura odierna, egli ha dichiarato:
Quando nel nostro rapporto con la realtà c'è qualcosa che non va, allora dobbiamo tutti riflettere seriamente sull'insieme e tutti siamo rinviati alla questione circa i fondamenti della nostra stessa cultura. Mi sia concesso di soffermarmi ancora un momento su questo punto. L'importanza dell'ecologia è ormai indiscussa. Dobbiamo ascoltare il linguaggio della natura e rispondervi coerentemente. Vorrei però affrontare con forza un punto che - mi pare - vieni trascurato oggi come ieri: esiste anche un'ecologia dell'uomo. Anche l'uomo possiede una natura che deve rispettare e che non può manipolare a piacere. L'uomo non è soltanto una libertà che si crea da sé. L'uomo non crea se stesso. Egli è spirito e volontà, ma è anche natura, e la sua volontà è giusta quando egli rispetta la natura, la ascolta e quando accetta se stesso per quello che è, e che non si è creato da sé. Proprio così e soltanto così si realizza la vera libertà umana (Papa Benedetto XVI, "Discorso", Visita al Parlamento Federale, Reichstag di Berlino, 22 settembre 2011).
Senza una forte e perseverante attenzione all'oggettiva natura del mondo e della vita umana, siamo schiavi dei capricci del soggettivismo, ci rendiamo isolati uno dall'altro, ciascuno vivendo secondo la sua idea delle cose. Perdiamo l'unità del bene comune, fondata sul rispetto per la realtà del nostro mondo e della nostra vita, sul rispetto che è il primo passo verso la felicità per la quale tutti sono stati creati e che perciò tutti cercano.

Il Servo di Dio Padre Tomàš Týn, O.P., con il quale sono stato ordinato sacerdote nella grande ordinazione di 359 diaconi al sacerdozio che il Beato Papa Paolo VI ha compiuto il 29 giugno 2975, capì il profondo significato della crisi metafisica del tempo presente. Egli ha capito come una filosofia idealista e relativistica stava recando i più gravi danni alla teologia dogmatica e morale, e perciò alle anime nella cura pastorale di sacerdoti formati intellettualmente da una tale teologia sbagliata nei suoi principi primi. Grazie alla sua formazione cristiana nella famiglia e alla sua formazione filosofica, specialmente nella dottrina perenne di san Tommaso d'Aquino, egli ha dedicato la sua troppo breve vita quale studioso - nato il 3 maggio 1950, egli morì il 1 gennaio 1990 - alla riabilitazione della metafisica nel suo rapporto con la teologia, e alla confutazione della teologia errata che ha già largamente penetrato le facoltà di teologia e i seminari.

Non si deve neanche dimenticare come egli ha sperimentato il devastante effetto di una falsificazione della metafisica nella vita pubblica e politica del suo Paese nativo, la Repubblica Ceca, durante l'occupazione comunista materialista. Infatti, il giorno della sua ordinazione sacerdotale, egli offrì la sua vita sacerdotale per la libertà della Chiesa nella sua patria che soffriva sotto la durissima tirannia comunista. Nel suo capolavoro, Metafisica della sostanza. Partecipazione e analogia entis, il Servo di Dio scrisse:
L’oblio della metafisica coincide con quello dell’analogia ed è un’oblio in cui una cupa notte è scesa sull’uomo che, creato com’è a immagine del suo Creatore, non trova luce se non nell'intelligenza del sommo Vero. Un'umanità perversamente compiaciuta del suo spirito «anti-metafisico» è un'umanità che, per quanto si ritenga vigorosa e gioviale, di fatto è rimasta tragicamente mutilata nel suo stesso essere umana...
A che cosa serve conoscere tutto ed ignorare nel contempo il tutto? Molte cose ci insegnano le scienze, ma quelle così poche e così poco conosciute che ci propone la metafisica importano più di tutte le altre messe insieme. Bella cosa è conoscere gli enti nella loro particolarità, ma infinitamente più bello ancora è meditare sull'essere stesso che solo ci apre l'unica strada rimasta all'umanità, quella che conduce in alto, perché accomuna la terra al cielo e l'uomo a Dio (pp. 997-998).
La vita stessa del Servo di Dio, specialmente i suoi (purtroppo) pochi anni di insegnamento presso lo Studio Domenicano a Bologna, sono una viva testimonianza all'insostituibile servizio della metafisica per raggiungere la verità e perciò la libertà.

Gianni T. Battisti, ispirato da un profondo studio degli scritti del Servo di Dio Padre Tyn, ha compiuto una serie di riflessioni filosofiche sulla vita odierna che ci riportano ai fondamenti della nostra natura, che ci insegnano il rispetto per la oggettività della nostra vita e del nostro mondo così come sono usciti dalla mano di Dio, il nostro Creatore, e come sono stati restituiti alla loro originale bellezza da Cristo, Dio Incarnato, nostro Salvatore. Attraverso uno stile molto attraente e accessibile, che allo stesso tempo non tradisce il giusto metodo e contenuto della metafisica, come insegnata dal Dottore Angelico, san Tommaso Aquino, e dal suo discepolo, il Servo di Dio Padre Tomàš Týn, O.P., ci incoraggia e ci aiuta a riflettere sulla nostra vita e sul nostro mondo, nel loro essere, nella loro realtà oggettiva. Il libro è veramente uno strumento efficace per superare la perenne tentazione della superbia che ci reca sempre profonda infelicità, affinché possiamo umilmente perseguire la verità che solo ci reca felicità. Secondo le parole di Papa Benedetto XVI, il libro ci aiuta a "riflettere seriamente sull'insieme" e a considerare di nuovo la "questione circa i fondamenti della nostra stessa cultura".

In conclusione raccomando i saggi filosofici e teologici di Gianni T. Battisti alla riflessione del lettore. A nome di tutti coloro che avranno il piacere di riflettere su questi saggi, come io l'ho già sperimentato, esprimo all'Autore profonda riconoscenza. Che il pregiato dono di questi saggi contribuisca alla rinascita del pensiero metafisico al centro di tutti i nostri pensieri. Che la Madonna, Sede della Sapienza, e San Tommaso d'Aquino, Dottore Angelico, intercedano per questa intenzione.

4 commenti:

  1. Interessante questo legame del card. Burke con padre Tyn....

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  2. Leggermente OT ma neanche troppo...
    Sto iniziando proprio oggi la lettura del volume"La colonna e il fondamento della verità" scritto dal pope/sacerdote ortodosso Pavel Florenskij, morto martire con pena capitale eseguita in odio alla fede Cristiana tramite fucilazione in un gulag staliniano...crsdo che, pur non essendo un trattato di metafisica, quanto piuttosto di teoretica - anche se il "nemico" visibile mi sembra lo stesso, soli che da noi si presenta con 100 anni dj attesa- e credo che, con buona pace dei farisei di turno, gli ortodossi abbiano da insegnarci qualcosa a riguardo della crisi odierna...vr ne renderò conto e testimonianza in futuro, a volume letto
    Joseph1903

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  3. Totalmente OT, ma angosciante: dal Giornale:Sembrava una provocazione. Un anno fa Famiglia Cristiana rilanciò uno studio del Censis sui matrimoni religiosi e civili in Italia da cui ricavava una conclusione allarmante: «Nel 2031 non ci si sposerà più in Chiesa».
    Se Milano sotto tanti punti di vista è ritenuta la città che anticipa le tendenze del Paese, forse l'anno zero dello scambio d'anelli davanti a un sacerdote non è davvero così lontano. I matrimoni religiosi registrati presso l'Anagrafe del Comune di Milano da gennaio allo scorso 30 giugno risultano solo 245, una quarantina al mese. Sono anche meno del 2016, quando nei primi sei mesi i sì pronuncianti in chiesa risultavano 295 e si arrivò a fine anno a quota 863. Sono in lieve calo anche i matrimoni civili (1006 contro i 1.077 da gennaio al 30 giugno del 2016) ma ormai non si può più parlare solo di sorpasso: il rito in Comune batte quello religioso quattro a uno.
    «Gli sposi novelli io li chiamo i coraggiosi, perchè ci vuole coraggio per sposarsi e farlo per tutta la vita» aveva ammesso persino Papa Francesco lo scorso 28 dicembre all'udienza generale in Vaticano. E la resistenza a impegnarsi davanti a Dio nella città della Madonnina è un fenomeno da approfondire. Tocca confrontarlo con un altro contatore che iniziava a girare l'anno scorso, proprio in questi giorni. Il 5 agosto alle ore 13 Beppe Sala ha celebrato le prime nozze gay nella storia di Milano definendole «un momento storico». Arrivò primo tra i sindaci delle grandi città. Dall'estate a fine anno sono state poi 225 le unioni civili celebrate a Palazzo Reale, davanti al Duomo, 46 tra coppie di donne e 179 unioni tra uomini. Quest'anno, da gennaio al 30 giugno, il bilancio è già a quota 214 - uno scarto minimo rispetto alle cerimonie davanti all'altare -, con 47 «sì» tra femmine e 167 tra maschi. Analizzando la fotografia dei 1.251 matrimoni milanesi - religiosi e civili - celebrati da inizio anno, 790 volte entrambi gli sposi erano italiani, in 329 casi si è trattato di coppie miste e in 132 casi di matrimoni tra stranieri. Un trend più o meno consolidato negli ultimi tre anni.
    E sono più che raddoppiate in due anni le separazioni e divorzi low cost in Comune. Dal dicembre del 2014 è possibile dirsi addio in modo consensuale davanti a un ufficiale di stato civile (senza essere assistiti da un avvocato, a patto che la coppia non abbia figli minori o con handicap gravi) pagando solo i 16 euro delle spese di segreteria.

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  4. L’uguaglianza fra genitori e figli ha distrutto la famiglia, l’uguaglianza fra insegnanti e studenti ha distrutto la scuola, l’uguaglianza fra l’arte e l’intrattenimento ha distrutto la cultura, l’uguaglianza fra cittadini e non cittadini ha distrutto le nazioni.
    Renaud Camus

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