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martedì 5 giugno 2018

La Santa Vergine Maria, Madre di tutti i Popoli - Danilo Quinto

Ennio Innocenti, nato a Pistoia nel 1932 (sacerdote, insegnante, come saggista ha pubblicato testi di filosofia, teologia, storia, come giornalista ha collaborato per riviste e quotidiani nazionali e per 27 anni è stato la “voce” di “Ascolta, si fa sera”, trasmissione di grande successo di Radio Rai), componente del Presbiterio della Basilica di San Pietro in Vaticano e cappellano della Sacra Fraternitas Aurigarum Urbis, ha pubblicato in questi giorni, per Presenza Divina 2018, la IV edizione di “Tu sei la Donna”, a distanza di 37 anni dalla prima, che raccoglieva, sotto forma di antologia – “su richiesta del santo frate Stefano Manelli”, scrive Innocenti nell’introduzione - 30 testi dedicati alla Santa Vergine Maria, trasmessi nella sua rubrica radiofonica.

Questa IV edizione, che la lo scopo di divulgare ad un pubblico ampio e popolare i sentimenti di amore filiale che il cristiano prova per la Madre di Dio, Mediatrice e Corredentrice della salvezza dell’umanità, è arricchita da ulteriori considerazioni mariologiche ed anche impreziosita dalle parti inserite in Appendice, tra le quali uno scritto di Padre Serafino Tognetti, intitolato “Piccola Introduzione Mariologica”, nel quale l’autore analizza e propone la visione che Don Divo Barsotti aveva della Santa Vergine, attraverso l’esame di alcune delle opere del grande mistico toscano: “Lode alla Vergine. Inno Akathistos alla divina Madre. Introduzione e commento, Opera della regalità”, Milano 1959; “Le donne dell’Alleanza. Da Eva a Maria”, Gribaudi, Torino 1967; “Maria nel mistero del Cristo. Meditazioni”, Edizioni O.R., Milano, 1974.

Scrive Padre Tognetti: “Occorre lasciarsi sconvolgere dalla misericordia. Noi abbiamo un cuore di pietra; per spaccarlo, Dio mette a disposizione la preghiera in Maria: sentire e vivere questa dolcezza lacerante che viene dal rapporto con la Madonna. Molti credono che il cristianesimo sia fare questo o quello. No, il cristianesimo è rinascere. Nel momento della morte, lasciata la tenda di questo corpo, vedremo il Signore risorto. Se scapperemo, perché chiuderemo ancora il nostro cuore davanti al volto di Gesù crocifisso, non vi sarà più salvezza per noi, non conosceremo mai più l’amore, perché se scappiamo l’amore ci sarà precluso; se invece rimarremo lì, l’amore sarà la nostra vita. L’unico problema nostro è allora farsi conoscere dalla misericordia di Dio. Dio ha rinchiuso tutti nella disobbedienza per usare a tutti misericordia. Qual è il nostro compito? Non scappare dal Calvario, stare con Maria, e quando io prego la Madonna, quando dico il Rosario, la Madonna mi trasmette questo. Quando io dico ‘Ave Maria, piena di grazia’, la Madonna mi comunica questa tenerezza: mi sento amato da Dio e sentirò di amare gli uomini.

Don Divo Barsotti, concludeva così il suo “Maria nel mistero del Cristo”: “Non offende il primato del Cristo il fatto che noi dobbiamo riconoscere in Maria colei dalla quale ci viene dispensata ogni grazia. Non possiamo separare il Cristo dalla Madre per quanto riguarda anche la nostra vita spirituale. (…) Dall’istante che noi siamo nati, Ella continuamente ci partecipa questa grazia e sarà Madre di tutti noi anche nel Cielo. Quanto più riceveremo il suo aiuto, quanto più dipenderemo da Lei e, riconoscendo la sua maternità, ci abbandoneremo al suo amore, tanto più saremo santi. Questo è vero per la Chiesa intera: anche la Chiesa ha bisogno di vivere sempre più intensamente nella pietà, di riconoscere sempre più ufficialmente nella sua teologia la sua dipendenza dopo che da Cristo, e certo in modo diverso, dalla Vergine Madre. Anche la Vergine ci dona la vita. Anzi, è per il Mistero del Cristo che Ella diviene veramente la Madre di tutti: come mediante la resurrezione, Gesù diviene Colui che ha ogni potere sulla terra e nei cieli, diviene Spirito che dona la vita, così con la resurrezione del Figlio, Maria, associata al suo mistero, diviene la Madre di tutti i viventi”.

Molto interessante anche la sintesi dello studio di Sabrina Farina intitolato “La Mediazione Mariana nella Teologia e nella Storia (Edizioni Villadiseriane, 2015). “Sia i Santi Padri, sia i teologi ed i Santi del passato”, scrive la Ferina, “hanno salutato con gioia il compito svolto da Maria come cooperatrice della nostra salvezza. Questo compito, lungo i secoli, si è andato chiarendo, per cui Maria è sempre stata più vista nel Suo mistero di ‘donna’ che sta accanto a Cristo ed a noi come ‘Corredentrice-Mediatrice-Avvocata’”. L’obiettivo di questo studio – che prende le mosse dal racconto di Genesi 3,15, che trova la sua realizzazione in Apocalisse 12, dove Maria si presenta associata a Suo Figlio nella lotta e nella vittoria contro il serpente – è la proclamazione del quinto dogma mariano di Maria Corredentrice-Mediatrice-Avvocata. Si vuole rispondere ad un’attesa quasi universale: “che il Magistero definisca il ruolo di Maria, Madre di Gesù, nella redenzione da Lui operata, in obbedienza ai disegni del Padre Suo”. 

Il libro è una sintesi di tre volumi (“Maria Corredentrice, Storia e Teologia”, 3 vol., Frigento AV, 1988), di teologi che hanno presentato il risultato di ricerche in campo biblico, patristico, storico e teologico. Scriveva il cardinale Edoaurd Gagnon nella presentazione di questi tre volumi: “Il dibattito precedente al Dogma dell’Assunzione di Maria in Cielo nella Sua anima e nel Suo corpo, ha suscitato interesse nello studiare più a fondo il suo ruolo nell’Incarnazione e nella Redenzione. Ha contribuito molto a determinare come la Tradizione è necessaria per scoprire tutto il contenuto della rivelazione che, a partire dalla Scrittura, si sviluppa progressivamente nella fede della Chiesa. Il privilegio mariano dell’Assunzione, tale com’è stato definito, ci conduce a riconoscere il ruolo che ha avuto tutta la Sua persona nell’opera di Cristo”.

L’altro motivo del libro – sostiene l’autrice – è quello di “ubbidire” alla Vergine Maria. In particolare, alle Apparizioni di Amsterdam, avvenute nel periodo 1945-1956 e riconosciute dalla Chiesa il 31 maggio 2002, nelle quali la Madonna si presenta con il titolo di “Signora di tutti i Popoli” o “Madre di tutti i Popoli”, con il quale vuole essere conosciuta e amata non solo dai Cristiani, ma da tutta l’umanità. “Nei messaggi di Amsterdam – afferma Sabrina Farina – la Madonna ha rilevato che è stata mandata da Dio stesso, per salvare il mondo e prepararlo ad una nuova effusione dello Spirito Santo. A tale scopo ha dato alla veggente una nuova Immagine, la Signora di tutti i Popoli e una nuova preghiera, “Signore Gesù Cristo, Figlio del Padre, manda ora il Tuo Spirito sulla Terra…’. Immagine e preghiera sono da divulgare in ”tutte le nazioni del mondo, affinchè i popoli siano liberati dalla corruzione, dalla guerra e si pongano le premesse per la vera pace”. 

La diffusione dell’Immagine e della Preghiera preparerà anche la definizione di un nuovo dogma mariano, il dogma di “Maria Corredentrice-Mediatrice-Avvocata”. La Santa Vergine ad Amsterdam promette: “Quando sarà proclamato il dogma, l’ultimo della storia mariana, la Signora di tutti i Popoli darà al mondo la pace, la vera pace” (30 aprile 1956). Nei Suoi messaggi è consapevole che non sarà facile pervenire alla definizione del quinto dogma mariano, per difficoltà sia all’interno che all’esterno della Chiesa e parla espressamente ai teologi: ‘Ho detto: la teologia deve cedere il passo alla causa di mio Figlio: Con questo, voglio dire: teologi, il Figlio cerca sempre ciò che è piccolo e semplice per la Sua causa!’ (1 aprile 1951). ‘Dì ai vostri teologi che possono trovare tutto nei libri!... Io non porto alcun nuovo insegnamento, bensì i vecchi concetti’ (4 aprile 1954; 15 aprile 1951)”.

La duplice missione di Maria quale Corredentrice della salvezza e Mediatrice o Dispensatrice di tutte le grazie è così presentata da Padre Paolo Pietrafesa: “La cooperazione redentiva ha due fasi: una terrestre e l’altra celeste. Nella fase terrestre Maria Santissima cooperò all’acquisto della grazia, in quella celeste Ella coopera alla distribuzione di essa. In terra la stretta unione con il Figlio si manifesta ‘dal momento della concezione verginale di Cristo fino alla morte di Lui’ (Lumen Gentium 57). La maternità spirituale ‘perdura senza soste dal consenso fedelmente prestato nell’Annunciazione e mantenuto senza esitazione sotto la croce, fino al perpetuo coronamento di tutti gli eletti’ (LG 62)”.

Dopo aver trattato del tema della cooperazione di Maria alla nostra salvezza negli scritti dei Padri della Chiesa (San Giustino, Sant’Ireneo, San Nilo di Arcira, Sant’Epifanio di Salamina) e la Lumen Gentium 56 (“Il nodo della disobbedienza di Eva ha avuto la sua soluzione con l’obbedienza di Maria; ciò che la vergine Eva legò con la sua incredulità, la vergine Maria sciolse con la fede”), si snodano le quattro parti in cui è divisa l’opera: “I fondamenti della cooperazione di Maria alla nostra salvezza: la Sacra Scrittura e la tradizione della Chiesa”; “La cooperazione di Maria alla nostra salvezza nella storia della Chiesa e nella teologia”; “La cooperazione di Maria alla nostra salvezza nel magistero della Chiesa”.

Dell’ultima parte, intitolata “Avvenimenti post-conciliari prospettive future riguardo a Maria Corredentrice-Mediatrice-Avvocata”, sono molti interessanti i capitoli dedicati ai “Presupposti per la definizione del dogma” e le dichiarazioni di cardinali dedicate a questo tema. Tra queste, una lettera del 12 febbraio 2008 di cinque Cardinali che invitava i porporati di tutto il mondo a unirsi a loro per chiedere a Benedetto XVI di dichiarare un quinto dogma mariano che “proclamerebbe la piena verità cristiana su Maria”. Il testo includeva la richiesta al Papa di proclamare Maria “Madre Spirituale di Tutta l’Umanità, Corredentrice con Gesù Redentore, Mediatrice di tutte le grazie con Gesù unico mediatore, Avvocata con Gesù Cristo a favore del genere umano”. I firmatari della lettera erano cinque dei sei Cardinali copromotori del Simposio Internazionale sulla Redenzione Mariana svoltosi a Fatima nel 2005: il Cardinale Telesphore Toppo, Arcivescovo di Ranchi (India); il Cardinale Luis Aponte Martínez, Arcivescovo emerito di San Juan (Puerto Rico); il Cardinale Varkey Vithayathil, Arcivescovo maggiore di Ernakulam-Angamaly (India); il Cardinale Riccardo Vidal, Arcivescovo di Cebu (Filippine); il Cardinale Ernesto Corripio y Ahumada, Arcivescovo emerito di Città del Messico. 
Il Cardinale Edouard Gagnon, morto nell’agosto del 2008, era il sesto Cardinale copromotore della conferenza del 2005. “Crediamo – affermava la dichiarazione – che sia il momento opportuno per una solenne definizione o chiarificazione circa il costante insegnamento della Chiesa riguardo alla Madre del Redentore e la sua cooperazione unica nell’opera della Redenzione, così come il suo ruolo nella distribuzione della grazia e nell’intercessione per la famiglia umana”. 
Sottolineando le preoccupazioni ecumeniche, la petizione proseguiva: “E’ molto importante […] che le persone di altre tradizioni religiose ricevano la chiarificazione del massimo livello di autentica certezza dottrinale che possiamo fornire, che la Chiesa cattolica distingue essenzialmente tra il ruolo di Gesù Cristo, Redentore divino e umano del mondo, e l’unica ma secondaria e dipendente partecipazione umana della Madre di Cristo alla grande opera della Redenzione”. Il testo aggiungeva che il cambiamento sarebbe “la massima espressione di chiarezza dottrinale al servizio dei nostri fratelli e delle nostre sorelle cristiani e non cristiani che non sono in comunione con Roma”. In una dichiarazione emessa insieme alla lettera, i Cardinali ribadivano la preoccupazione ecumenica e affermavano che la proclamazione del quinto dogma mariano sarebbe un “servizio di chiarificazione alle altre tradizioni religiose e un proclamare la piena verità cristiana su Maria”. “Questa iniziativa – aggiungeva la dichiarazione – intende anche avviare un dialogo mondiale approfondito sul ruolo di Maria nella salvezza per la nostra epoca. […] Se questo sforzo risultasse coronato dal successo, una proclamazione costituirebbe un evento storico per la Chiesa come quinto dogma mariano definito nella sua storia bimillenaria”. Sosteneva il Cardinale Aponte Martínez: 
“E’ giunto il momento della definizione papale del rapporto della Madre di Gesù con ognuno di noi, i suoi figli terreni, nei suoi ruoli di Corredentrice, Mediatrice di tutte le grazie e Avvocata. Proclamare solennemente Maria come madre spirituale di tutti i popoli vuol dire riconoscere pienamente e ufficialmente i suoi titoli, e quindi attivare, portare a nuova vita le funzioni spirituali, di intercessione, che offrono alla Chiesa per la nuova evangelizzazione, e per l’umanità nella delicata situazione mondiale che vive attualmente”.
Danilo Quinto

5 commenti:

  1. Fabrizio Giudici5 giugno 2018 09:46

    Aggiungo, e correggetemi se sbaglio, che come si può anche apprendere dal sito dedicato alle apparizioni di Amsterdam, de-vrouwe.info, è importante non solo il lavoro dei teologi (indispensabile perché questo punto sia chiaramente affermato come verità, in modo non ambiguo e senza prestare il fianco ad interpretazioni erronee), ma anche quello dei fedeli per quanto riguarda la devozione. Al Padreterno non interessa il dogma in sé, se poi il popolo se ne frega: interessa la devozione del popolo, che dev'essere illuminata e guidata dal dogma. Potrebbe anche essere che la devozione preceda il dogma, cosa che mi pare alla fine sia successa per gli altri quattro dogmi mariani.

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  2. Fabrizio Giudici5 giugno 2018 09:50

    Dove si può comprare li libro? Il sito di don Innocenti non funzona; Amazon e IBS offrono molti titoli dell'autore, ma non questo...

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  3. "I Pastori peccano mortalmente se abbandonano gli uomini nella lotta contro Satana": L'esorcista Giacobbe Elia, Il Segreto di Fatima e la visione dell'Inferno

    È tristissimo che molti sacerdoti e fedeli, dimenticando di essere costituiti custodi del Mistero, preferiscano impegnarsi come « profeti » in battaglie politiche e rivoluzionarie, sempre ricorrenti, conformandosi di volta in volta alle mode ideologiche più in voga, senza nutrire alcun interesse sincero per Dio, per gli uomini e per la propria sorte eterna.

    https://gloria.tv/article/rSz3ULr9HXM11GEuMiy4o2CvJ

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  4. Certamente con un Saddam Hussein vivo non ci sarebbero riusciti .
    Privi di grazia e sapienza !
    http://www.occhidellaguerra.it/la-turchia-costruisce-la-diga-ilisu-lasciando-liraq-senzacqua/

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  5. Pio XII nell’Enciclica Haurietis aquas (1956) “dopo aver trattato ampiamente del culto di latria dovuto al S. Cuore di Gesù, espone sinteticamente le ragioni per cui ad un tale culto va intimamente associato anche quello dovuto al Cuore Immacolato di Maria” (G. ROSCHINI, Dizionario di Mariologia, Roma, Studium, 1960, p. 333).

    Il Papa scrive: «Era giusto, infatti, che Colei, la quale era stata associata nell’opera della rigenerazione dei figli di Eva alla vita della grazia, fosse da Gesù stesso proclamata Madre spirituale dell’intera umanità [...]. Affinché il culto verso il divin Cuore di Gesù porti frutti più copiosi, i fedeli si facciano un dovere di associarvi intimamente la devozione al Cuore Immacolato di Maria. Infatti, è sommamente conveniente che, come Dio ha voluto associare indissolubilmente la Beata Vergine Maria a Cristo nel compimento della Redenzione […]; così il popolo cristiano, che ha ricevuto la vita divina da Cristo e da Maria, dopo aver tributato i dovuti omaggi al S. Cuore di Gesù, presti anche al Cuore Immacolato di Maria consimili ossequi di pietà […]. In armonia con questo sapientissimo disegno della Provvidenza divina, Noi stessi volemmo solennemente consacrare la Santa Chiesa e il mondo intero al Cuore Immacolato di Maria» (AAS 38 [1956] p. 332).

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