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martedì 29 gennaio 2019

«Sodoma distrutta. Le parole di Santi e Papi contro l’omosessualismo» - prefazione Silvana De Mari.

Il Gruppo di Preghiera “Riparazione 20 maggio”, ha inviato un libro al Vescovo di Reggio-Emilia Mons. Massimo Camisasca, pubblicato poco tempo fa e titolato «Sodoma distrutta. Le parole di Santi e Papi contro l’omosessualismo», con la prefazione della Dr.ssa Silvana De Mari.
Insieme al libro, che è in fase di consegna, è stato allegato un testo diretto proprio al Vescovo, che riportiamo qui sotto integralmente insieme alla foto del libro.

Eccellenza,

come sarà certamente noto alla Curia, in seguito ai fatti del 20 maggio scorso presso la Parrocchia di Regina Pacis, le ambiguità relative al peccato contro natura (tra cui l'agghiacciante definizione di "cristiani LGBT") sono rimaste - tanto nell'orizzonte diocesano, quanto in quello universale - sostanzialmente libere di diffondersi.

Se è vero che nel gregge cattolico, per positivo effetto inverso, sono sempre più numerosi coloro i quali si rendono conto dello caos dottrinale nel quale sono gettati, risulta tuttavia evidente come l'abbandono della Tradizione da parte della Gerarchia sia foriero di disastri agilmente constatabili.

Limitandoci a svolgere semplicemente il ruolo di latori di quanto ineludibilmente stabilito da Papi e Santi (tra cui Padri e Dottori) nel corso del bimillenario cammino della Chiesa, siamo ad inviare questo agile volume: Sodoma distrutta. Le parole di Santi e Papi contro l'omosessualismo. Con prefazione medica della Dott.ssa Silvana De Mari.

Cosa più delle auguste parole dei grandi protagonisti della Fede può darci la definizione esatta del peccato di Sodoma? Già la Sacra Scrittura parla in modo inequivocabile, ma la Tradizione – che è ad Essa anteriore ed ha un campo di riferimento più ampio – chiude ogni possibile discussione.

Da San Paolo a San Pietro e San Giuda Taddeo (per citare il tempo degli Apostoli), da Sant’Agostino d'Ippona a San Giovanni Crisostomo, da San Gregorio Magno a San Pier Damiani. E ancora: Santa Ildegarda di Bingen, Papa Alessandro III, Sant’Antonio di Padova, San Tommaso d’Aquino, San Bonaventura da Bagnoregio, Santa Caterina da Siena, San Bernardino da Siena, Leone X, San Pio V, San Pietro Canisio, Sant’Alfonso Maria de’ Liguori e San Pio X.

Un testo che sarà certamente utile per i seminari e la formazione del clero, regolare e secolare, ma anche per il laicato cattolico.

Auspicando abbondanti frutti dalla sua diffusione, porgiamo distinti saluti.
Gruppo di preghiera “Riparazione 20 maggio”

7 commenti:

  1. "Auspicando abbondanti frutti dalla sua diffusione" : temo che i frutti abbondanti che deriveranno da questa iniziativa saranno la mesa al bando dei suoi autori, demonizzati, derisi, accusati di essere divisivi, intolleranti, non misericordiosi e, ovviamente, omofobi. Ormai la Chiesa 2.0 ha sposato la causa dell'omofilia e della promozione dello stile di vita Lgbt; ricordo infatti il corso di preparazione per le coppie omosex a Torino, tempo fa, le veglie contro l'omofobia, i numerosi inviti a esponenti di sinistra (Boldrini, Bonino, ecc.) a parlare nelle Chiese, dinanzi all'altare, ovviamene a favore dell'agenda radical chic, sinistrorsa e anticattolica, ma adesso lodata dal clero "adulto". Il pregevole lavoro potrà aver diffusione solo tra i laici, poiché sarà messo al bando dalle librerie cattoliche, stiamone certi.

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  2. Facciamo tre cose e avremo la pace: abbiamo una intenzione ben pura, facciamo il poco che possiamo e lasciamo a Dio la cura di tutto il resto (S.Francesco di Sales)

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  3. Alessandro Mirabelli29 gennaio 2019 21:47

    Inviare questo libro a tutti i vescovi d'Italia e non solo. Hanno tanto bisogno di leggerlo.

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  4. Sono certa che neanche lo sfoglieranno, ha ragione Catholicus ma, è bene che rimanga traccia dei questo olocausto delle anime cattoliche. E' importante che sia tutto memorizzato il percorso della sovversione dottrinale, liturgica, pastorale e dell'occupazione degli edifici della Chiesa Cattolica ad iniziare dal Vaticano. Impariamo dai fratelli maggiori che ricordano. Vediamo di ricordare anche noi. Formiamo dei gruppi/memoria.

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  5. Sono certa che neanche lo sfoglieranno, ha ragione Catholicus ma, è bene che rimanga traccia di questo olocausto delle anime cattoliche. E' importante che sia tutto memorizzato il percorso della sovversione dottrinale, liturgica, pastorale e dell'occupazione degli edifici della Chiesa Cattolica ad iniziare dal Vaticano. Impariamo dai fratelli maggiori che ricordano. Vediamo di ricordare anche noi. Questo libro può essere una prima pietra a tema, manca l'elenco degli errori pensati, detti ed agiti corrispondenti.

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  6. Ho letto rcentemente un commento di un blogger che riporta una frase di San Luigi Maria Grignon de Monfort che mi sembra molto profetica sull'impazzimento generale della società civile ed ecclesiastica odierna, eccolo: «I giudizi del mondo sono rovesciati, il mondo crede che i pazzi siano saggi, che chi prega sia un folle, e così come fermamente crede in questo, altrettanto crudelmente poi agisce.
    Questa cecità è orgogliosa e crudele, non vuole ciò che la disturba, nel suo intontimento invano è ammonirlo, esso è, come è scritto, incapace di ricevere lo Spirito Santo.
    Sorprende che sia incapace di recepire alcuna luce; rimane così fino a che non passa al padre suo, il diavolo, empio, orgoglioso, scandaloso, cieco, indurito, infelice».
    Analoga è la profezia di S. Antonio Abate : "Verrà un tempo in cui gli uomini impazziranno, e al vedere uno che non sia pazzo, gli si avventeranno contro dicendo: “Tu sei pazzo !”, a motivo della sua dissomiglianza da loro"
    Cosa dire? non ci sono parole, questi santi hanno descritto, pur senza averla vissuta, la condizione odierna di gran parte del clero e dei laici (specie se "cattolici adulti").

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  7. Fabio Riparbelli1 febbraio 2019 18:06



    Alla vostra cortese attenzione,





    Gente come Wladimiro Guadagno detto Luxuria, sono purtroppo per loro, persone con la mente confusa, perché è indubbio che chi non sa se è maschio o femmina, soffre di confusione mentale.


    Il problema è però che la maggior parte di loro, si compiace di tale confusione, essendone addirittura orgoglioso, non rendendosi conto di essere ridicoli, e invece di pensare a risolvere i loro conflitti interiori, si ingegnano a provocare questi conflitti e confusione anche negli altri, e soprattutto nei bambini, distorcendogli la mente fin da piccoli, quando sono ancora in fase di formazione, di modo che anch'essi patiscano quello che hanno patito loro, illudendosi che questo li faccia stare meglio.


    Chi sostiene questi fatti, sarebbe per loro un omofobo, o per meglio dire un gayofobo, e inoltre sarebbe culturalmente arretrato.

    Riguardo alla cul-tura, è indubbio che questa rimanga come era in origine, perché poi quando è rovinata crea dei problemi, ma se dici queste cose a un gay, può diventare feroce e, mi si passi la battuta, non sia mai che questi si infrocisca ullteriormente.





    Distinti Saluti,


    Fabio Riparbelli.














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