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venerdì 8 febbraio 2019

Mons. Conley, vescovo di Lincoln: Alcuni cardinali hanno opinioni "molto inquietanti" sulla moralità

Una delle poche voci fuori dal coro: toni prudenti e rispettosi ma nessuna remora nelle osservazioni basilari. Non possiamo fare a meno di registrarla, pescando com'è nostra abitudine, nell'orizzonte oltreconfine. Di seguito nella nostra traduzione dal Catholic Herald

Il vescovo di Lincoln, Nebraska, James Conley, ha dichiarato che nella Chiesa c’è “incertezza e confusione” sull’insegnamento morale, anche “ad un livello molto alto” della gerarchia.
Mentre ha lodato Papa Francesco, il vescovo ha anche discusso il ruolo del papato, dicendo che anche i papi “non possono ribaltare ciò che è stato insegnato infallibilmente”.
Le osservazioni del vescovo Conley sono apparse in un’intervista con il professor Robert George della Princeton University, che è inserita come un capitolo in un nuovo libro, Mente, Cuore e Anima: gli intellettuali e il cammino verso Roma.
Gli sono state chieste informazioni sulle divisioni all’interno della Chiesa ed ha risposto risposto che “All'interno della Chiesa sembrano esserci voci, alcune ad altissimo livello, che mettono in discussione alcune verità fondamentali sulla persona umana”. Il vescovo Conley, che presiede la sottocommissione dei vescovi statunitensi per la promozione e la difesa del matrimonio, ha specificato di riferirsi in particolare alle verità sul matrimonio e sulla sessualità.

“Queste verità sono state a lungo insegnate dalla Chiesa“, ha detto il vescovo Conley al professor George, “e sono state vigorosamente ribadite da Papa Giovanni Paolo II e da Papa Benedetto XVI. Domande riguardanti la natura e la funzione della coscienza, il peccato e l’atto morale, il male intrinseco e la legge naturale”.

Mons. Conley ha detto che “alcune voci” sono “molto inquietanti. E alcune di esse sono voci molto importanti: teologi e persino vescovi, arcivescovi e cardinali”.  Ma ha detto di non essere “scosso“, nonostante queste “divisioni sempre più profonde”. Nella “fiducia che lo Spirito Santo alla fine risolverà tutto e non lascerà che la Chiesa vada fuori strada”.

Il vescovo Conley ritiene che Papa Francesco rispetti gli insegnamenti della Chiesa e tuttavia considerato “cosa sarebbero vincolati in coscienza a fare i fedeli cattolici se, Dio non voglia, la loro coscienza correttamente formata dovesse entrare in conflitto con ciò che dice un papa, che potrebbe .  essere Papa Francesco o chiunque altro”. E, in circostanze del genere, sarebbe necessario “procedere con il sensus fidelium“ : “la fede della Chiesa attraverso i secoli, ieri, oggi e sempre”, distinguendo tra il sensus fidelium - e cioè “l’insegnamento fermo, costante e autentico della Chiesa” - e il dissenso moderno, ad esempio, sulla contraccezione.

Mons. Conley osserva che ci sono stati “rari” momenti della storia in cui un papa ha detto “qualcosa che contraddice o è logicamente incoerente con l’insegnamento fermo e costante della Chiesa su una questione di fede o di morale”. Se ciò accade, ha detto, è importante ricordare che “il papa non può ribaltare ciò che è stato insegnato infallibilmente dallo stesso magistero papale [dei suoi predecessori], da un concilio ecumenico o dal magistero universale ordinario”. I papi non sono “dittatori“, ha detto, e “la fede della Chiesa non si fonda su un papa”.

Il vescovo Conley ha detto che il beato John Henry Newman potrebbe esser d'aiuto ai cattolici per “comprendere il ministero petrino, specialmente nell’attuale pontificato”.  Mentre Newman “aveva un sano rispetto, obbedienza e ammirazione per il papato”, sapeva anche “che non tutte le parole che escono dalla bocca di un papa sono necessariamente autentica dottrina cristiana”. Il vescovo Conley ha detto che questa consapevolezza è costata a Newman impopolarità presso figure potenti, e può avergli la nomina vescovile.
[Traduzione a cura di Chiesa e post-concilio]

8 commenti:

  1. Non sembra molto lineare il Monsignore, a tratti persino incoerente. Evidenzia le sconcertanti 'voci' che lui chiama "...inquietanti" di teologi, vescovi, arcivescovi e finanche cardinali, e loda il Papa! Loda il Papa sebbene poi afferma che però un Papa non può " ribaltare ciò che è stato proclamato infallibilmente". Ma ritiene che papa Francesco rispetti gli insegnamenti della Chiesa! Ma di che sta parlando? Succede ne più ne meno quel che da stagione a stagione si dimentica, che so, quanto freddo è stato il precedente inverno o caldissima la precedente estate e non lo si ricorda. Vale a dire tutte le sparate pontifice rasentanti l'eresia (Dio non è cattolico, la moltiplicazione dei pani e dei pesci non è un miracolo storicamente reale ma una significazione spirituale, i contenuti sostanzialmente non in linea conl vangelo in Amoris laetitia, e via discorrendo) e papa Francesco sarebbe coerente con gli insegnamenti della Chiesa? Ma di quale?? E se lo stato attuale delle cose è questo, cioè che inquieta la posizione sulla morale da parte dei prelati, non sarà forse perché hanno come mentore il papa? Ma si baciamo poi in bocca l'imam delle moschee/scantinato sotto casa e continuiamo a dire che è tutto uno spirare della Terza Persona che profonde in questo gaio mondo una nuova pentecoste.

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  2. Santa Messa di oggi, vangelo e prima lettura.

    Un innamorato fa una festa di compleanno.
    La figlia dell'amata danza leggiadra.
    Lui, rapito, le promette per amore qualunque cosa chieda.
    Lei, innamorata della sua mamma, le chiede che cosa.
    La madre, innamorata del suo uomo, detestando colui che critica quell'amore, ne chiede la testa.
    E lui, che pure apprezzava, contrastato, colui sul quale sta la testa, la fa tagliare.
    Anche a motivo dei commensali, visto che tutti condividevano l'amore...

    C'è un po' troppo amore in giro... Per questo cadono teste, come ai tempi di Robespierre.

    Purtroppo certe cose sono refrattarie a rinnovamenti, riforme e rivoluzioni...

    Gesù Cristo è lo stesso ieri e oggi e per sempre!

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  3. "...Alcuni cardinali hanno opinioni "molto inquietanti" sulla moralità..."

    Bene. Altri invece, no. Benissimo.

    Non si procede con il sì sì, no no, mai.
    Non siamo chiamati a far discernimento nella coscienza di tutti i consacrati mondiali. No, dobbiamo ripetere con le nostre parole esattamente quello che ha detto Nostro Signore Gesù Cristo.
    Vogliamo guardare il settanta volte sette, dal punto di vista della moltiplicazione?
    Uguale, 490. Un anno e quattro mesi, circa. Terra terra questo capisco. Se tu ogni santo giorno, terra terra, ne combini una dopo un anno e quattro mesi io, terra terra, dico basta! Se tu mi sfianchi ogni giorno, come mi hai sfiancato da mo', non riesco a santificarmi, ad elevarmi ad una comprensione più elevata, mistica e cristiana, del numero, della moltiplicazione. Rimango a Pitagora, che non era malaccio. Questa è la goccia che perfora la roccia; infatti la Pietra è diventata carsica, spugnosa, assorbe tutto e quando l'hai strizzata lo riassorbe pari pari.
    Ad impossibilia nemo tenetur. Inebetita mi sposto su, chi la dura la vince. Vediamo che fa la goccia.

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  4. La rivoluzione teologica degli anni ‘60 si trasformò in “progressismo cattolico”. Da allora, la rivelazione non è più una conoscenza, ma una interpretazione. Secondo questa concezione, la verità non si può conoscere ma solo interpretare. La conseguenza è che la pastorale, cioè il contatto vitale con la situazione, prende il sopravvento sulla dottrina. E dunque, se fissare una dottrina è presuntuoso, pretestuoso e ideologico, allora è impossibile una teologia valida sempre.

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  5. Anonimo delle 11.06

    Queste quattro righe le devo imparare a memoria. Sintesi lodevolissima!

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  6. Arnobio di Sicca, contro lo scetticismo e il pirronismo.

    «Sono davvero le anime inviate al mondo così mal disposte che, qualora esse bramino di conoscere la verità delle cose, sempre loro si opponesse l’oscurità; e come s’elle fossero prive del lume degli occhi, nulla mai vedessero di certo, e per dubbiosi sentieri camminando, sempre stessero in sospetto di errare?»
    Silvio Brachetta

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  7. Si continua per compartimenti stagni.
    I Papi precedenti (GPII, BXVI sulle questioni relative alle "verità fondamentali sulla persona umana" hanno tenuta la barra dritta.
    Peccato che su altro invece la barra sia stata lasciata incustodita e la barca sia così andata alla deriva.
    La barca è una.
    Il mare è uno.
    La barra è una: non la si può manovrare ora si ed ora no, ora seguire una rotta, ora seguirne un'altra, altrimenti il risultato è di navigare sempre fuori rotta e di perdersi nel mare, magari avendo l'illusione di andar dalla parte giusta perché in quel momento, per quella determinata tematica si sta manovrando "bene". Ma se siamo fuori rotta anche quel "bene" è inutile. Le singole verità rimandano tutte ad una Verità, se si rifiuta una parte della Verità, si rifiutano anche le altre, pur magari illudendosi di esservi conformi, ma alla fine, alla resa dei conti le contraddizioni emergono perché la Verità reclama la totalità dell'adesione.
    Inutile battagliare per i "valori non negoziabili" e poi sostenere ad es. l'ecumenismo modernista o la collegialità, o la liturgia riformata con per lo meno la tolleranza di abusi ad essa annessi e connessi.
    Questo l'inganno.
    Bando alla tiepidezza. I tiepidi non vanno bene, il grigio non va bene, il "ma anche" non va bene.
    Fedeli o infedeli; Si si no no; Dio o mammona; Cristo o Beliar. Stendardo di Cristo o quello di satana; Città di Dio o città degli uomini.

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  8. Lodo Papa Francesco quando dorme.

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