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mercoledì 30 settembre 2020

La priorità dei diritti sui doveri. In margine ad un libro di Stefano Fontana - Silvio Brachetta

Precedenti interventi: I lavori della Commissione Glendon sui veri diritti umani. Una svolta da sostenere e accompagnare - Don Samuele Cecotti [qui]; I diritti si fondano sul diritto - Giovanni Formicola [qui]; Come distinguere i “veri” diritti umani inalienabili dalla proliferazione di presunti diritti umani degli ultimi decenni - Andrea Mondinelli [qui].

La priorità dei diritti sui doveri.
In margine ad un libro di Stefano Fontana.
Silvio Brachetta.

Tavolo di Lavoro sulla Commissione Glendon.

Stefano Fontana nel suo libro Per una politica dei doveri, dopo il fallimento della stagione dei diritti (Cantagalli, Siena 2006) presenta il principio della Dottrina sociale della Chiesa e della teologia morale in genere secondo cui c’è una priorità dei doveri sui diritti. Anche a seguito della “questione sociale” moderna, il magistero petrino, tra il XIX e il XX secolo, è tornato spesso sul rapporto tra diritti e doveri, rilevando «l’incongruenza grave di diritti senza precedenti doveri»[1]. 
Il fatto che i doveri, o il dovere, abbiano il primato lo si può immediatamente riconoscere nella centralità del Decalogo in ambito morale: «Si vis ad vitam ingredi, serva mandata» – «Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti»[2]. Questo brano del Vangelo è anche l’incipit delle Collationes de decem præceptis (Collazioni sui dieci precetti) di san Bonaventura da Bagnoregio, in cui espone una sapiente riflessione sulla natura del «precetto» e, dunque, del «dovere». 

Nella prima Collazione, Bonaventura specifica che il secondo lemma del brano evangelico («osserva i comandamenti») riguarda il «merito dell’azione». Ovvero lega il merito all’obbedienza[3]. Le opere meritorie dell’uomo sono necessarie alla salvezza, assieme alla grazia, e l’obbedienza genera un’opera. 

Non solo, ma specifica che sono quattro le cose che «spingono ad osservare i comandamenti di Dio». E cioè: «autorità del mandante, utilità dell’osservanza, pericolo della trasgressione e irreprensibilità del precetto»[4]. Per la questione sui doveri, è opportuno puntare l’attenzione, soprattutto, sul secondo e sul terzo elemento, ovvero sull’«utilità dell’osservanza» e sul «pericolo della trasgressione». 

È utile all’uomo – dice Bonaventura – osservare i comandamenti di Dio, perché maturano i frutti dell’«impetrazione dei doni divini», dell’«intelligenza delle Sacre Scritture» e dell’«acquisizione dei premi celesti»[5]. Al dovere, quindi, seguono i doni dello Spirito Santo, l’apertura della mente ai misteri e il conseguimento della salvezza. Nella trasgressione del precetto, al contrario, l’uomo è in grave pericolo: perde i beni (anche il bene dell’intelletto), diventa scellerato e alla fine va in perdizione. 

Fontana, però, non si sofferma tanto sul contenuto o sull’atteggiamento dell’uomo di fronte ai comandamenti, ma piuttosto sul fatto che essi facciano parte della realtà. C’è una realtà oggettiva, cioè, nei confronti della quale l’uomo non può evitare di confrontarsi, a meno che non voglia uscire dalla stessa realtà – e il comandamento morale (con annesso il dovere) è la parte centrale e fontale del reale, in quanto voce del Dio reale, nella coscienza umana, prima, e impressa sulle tavole mosaiche della Legge, poi. 

Per questo motivo Fontana imposta gran parte della sua riflessione sul perno dell’«autocoscienza»[6]: è vero che l’«io» della coscienza è un soggetto, ma dagli albori del pensiero filosofico l’uomo si è accorto che esiste un’«oggettività» della coscienza. La mente può pensare se stessa. L’autore fa una scelta azzeccata, perché così si può dimostrare facilmente il legame tra il primato dei doveri e l’umiltà e, viceversa, tra la pretesa dei diritti e la superbia. 

Dal «conosci te stesso» dell’oracolo di Delfi a Socrate, che sapeva di non sapere – dai tentativi di Platone per attivare la reminiscenza ad Aristotele, che parla di «pensiero di pensiero» – la storia d’Occidente (fino a Cartesio e alla modernità) tiene conto dell’esistenza di un qualcosa che trascende l’«io» e lo costituisce. 

Si deve dire – scrive Fontana nel merito – «che la coscienza consiste in un io davanti a un sé. Questo guardare il proprio sé è appunto la coscienza»[7]. I pronomi «io» e «sé» sono da lui adoperati «per indicare i due versanti soggettivo e oggettivo della coscienza»[8]. Non si vuole alludere a nulla di simile a uno sdoppiamento della persona: la coscienza è una, così come la persona, l’individuo. Si vuole invece alludere al fatto (quindi alla realtà) secondo cui l’uomo è «immagine e somiglianza»[9] di Dio, universale nella sostanza e individuato nelle Persone (Padre, Figlio e Spirito Santo). Allo stesso modo, l’uomo è universale nella sua natura e individuato nella persona, così come tutte le creature (sebbene non siano immagine e somiglianza di Dio) sono universali nell’essenza e individuate nell’ente. 

Non è strano, quindi, usare i pronomi «io» e «sé» riferiti ad un unico e indivisibile soggetto. L’«io», infatti, ha la propria ragion d’essere e il proprio significato oltre se stesso. E il concetto di trascendenza significa, appunto, avere la propria ragion d’essere altrove. Correttamente Fontana esclude la trascendenza del sé (il sé è «intrascendibile»). Il motivo è abbastanza chiaro: il sé è già la trascendenza, il significato, dell’io; non ha senso chiedersi il significato di un significato o la spiegazione di una spiegazione. 

E proprio perché il significato dell’io è altrove – in ultima analisi, in Dio – inizia la spiegazione del primato dei doveri: l’io – osserva Fontana – «non ha piena disponibilità di se stesso» (come invece sostiene il libertarismo moderno), ma «persino verso se stesso, oltre che verso gli altri, l’io ha un dovere prima che un diritto»[10]. C’è, insomma, un primo dovere nei confronti dell’oggettività del reale, che tradisce una provenienza di tutte le cose, uomo compreso, da un principio trascendente e indisponibile. 

Da qui sorge la libertà autentica, che non ha a che fare con l’io solipsistico ed estraneo alla trascendenza, ma che passa «dal realismo della verità»[11]. Un io «alienato», un io che rompe il rapporto con il sé, «si avvita su se stesso e si perde»[12], poiché è fondato sul nulla, sulla cieca volontà, che ha rotto il suo rapporto con la ragione – con la mens

Il sé[13], di cui scrive Fontana, ha i connotati della mens, come concepita dalla Scolastica e, in particolare, da san Bonaventura. Il Serafico «intende per mens, seguendo la terminologia agostiniana, il complesso delle tre “facoltà” della memoria, dell’intelligenza e della volontà, che costituiscono l’immagine di Dio impressa nell’uomo, cioè la più profonda dimensione del suo essere personale e spirituale»[14]. La mens, cioè, è da intendersi «agostinianamente come vertice dell’anima»[15]. 

Memoria, intelligenza e volontà non sono altro dall’uomo, ma non si può non riferirle al Creatore, nel quale vi è la spiegazione di tutto, il senso oggettivo e profondo delle cose e delle persone. La modernità, prima ancora di rinunciare all’obbedienza nei confronti di Dio, rinuncia all’ossequio e al riconoscimento della verità che promana dalle cose, fosse anche la verità della propria coscienza. Seguendo questa strada cieca, prima ancora che anticristiana, la coscienza è traviata nella sua verità intrinseca e si trasforma da giudice della ragione sul bene e sul male[16] a creatrice del bene e del male, secondo criteri casuali e anarcoidi. 

Il trionfo di questa morale dell’indifferenza[17] ha portato alla crisi epocale in corso della nostra civiltà, nonché al «fallimento della stagione dei diritti», secondo l’espressione di Fontana, con tutte le complicanze conseguenti: perdita dell’identità culturale, conflitto tra i diritti (spesso contrastanti tra loro), collasso dello stato assistenziale e trasformazione delle democrazie in totalitarismi[18]. 

C’è una purgazione della volontà, necessaria in questo secolo e condizione per l’ingresso nel paradiso. La purgazione consiste nel ripristino dell’armonia originaria con l’intelletto, nella mens. Virgilio, dopo avere accompagnato Dante per l’inferno e il purgatorio, lo lascia alle cure di Beatrice, sulla soglia del paradiso, non prima però di avere pronunciato queste parole: «Non aspettar mio dir più né mio cenno; libero, dritto e sano è tuo arbitrio, e fallo fora non fare a suo senno: per ch’io te sovra te corono e mitrio»[19]. Chi è purgato nel volere, cioè, è libero e diventa padrone completo di se stesso. Da notare il «te sovra te», ombra dell’autocoscienza. 

E come si purga la volontà? Con l’umile accettazione della realtà, nel presente, o espiando, dopo la morte, in questo modo: «Dalla piaggia ove aspettano i morti in contumacia della Chiesa alla cornice fiammante dei lussuriosi, col morso della pena e coll’esercizio della meditazione e della preghiera si vien purgando la volontà da ogni macchia, sicché risanata e monda, rimane in fine svincolata da ogni laccio, e pronta a volar su in cielo»[20]. E, dunque, «cancellata la colpa e soddisfatta la pena […], la volontà nella purificazione del male e nel rafforzamento del bene riveste la propria perfezione»[21]. 
[Fonte]
____________________________
[1] Stefano Fontana, Per una politica dei doveri, dopo il fallimento della stagione dei diritti, Cantagalli, 2006, p. 25.
[2] Mt 19, 17.
[3] Bonaventura da Bagnoregio, Collationes de decem præceptis, Collazione I: «quattro motivi che spingono all’osservanza dei precetti divini e presentazione generale del Decalogo».
[4] Ivi.
[5] Ivi.
[6] L’autocoscienza si può definire semplicemente come l’attività del pensiero che riflette su se stesso, oppure come la «conoscenza che il soggetto ha di sé in quanto soggetto». Cfr. p.es. A. Renda, voce «Autocoscienza», in Enciclopedia Treccani, Istituto dell’Enciclopedia italiana, 1930.
[7] Fontana, Per una politica dei doveri, op. cit., p. 52.
[8] Ivi.
[9] Cf. Gen 1, 26.
[10] Fontana, Per una politica dei doveri, op. cit., p. 53.
[11] Ivi.
[12] Ivi.
[13] Fontana, a proposito dell’autocoscienza, cita nel suo libro quattro autori, la cui dottrina è centrale sul tema: sant’Agostino d’Ippona, san Tommaso d’Aquino, Michele Federico Sciacca e Karol Wojtyła. Agostino ha parlato dell’autocoscienza «implicita», come «condizione oggettiva previa di ogni altra conoscenza soggettiva». Secondo Tommaso nell’intuizione immediata dell’essere «l’io soggettivo viene percepito esso stesso come oggetto e la coscienza che ne nasce non è una coscienza “vuota”, cui può ridursi la coscienza “pura” della modernità». Sciacca aggiunge che la coscienza è «coscienza di essere». Wojtyła conferma l’«oggettività e la simultanea soggettività dell’uomo».
[14] Bonaventura da Bagnoregio, Itinerario della mente in Dio, a cura di G., La Scuola, Brescia 1995, p. 13.
[15] Id., Itinerario dell’anima a Dio, a cura di L. Mauro, Bompiani, Milano 2002, p. 10.
[16] Cf. Catechismo della Chiesa Cattolica, LEV, n. 1778.
[17] Cf. S. Th. Pinkaers, La morale cattolica, San Paolo, Cinisello Balsamo 1994.
[18] Cf. Fontana, Per una politica dei doveri, op. cit., pp. 14-16.
[19] Si potrebbe tradurre: «Non attendere più le mie parole, né i miei gesti [per agire]. Il tuo volere [giudicante] è ormai libero dalle passioni, rettamente volto verso il bene e guarito dai suoi mali, e sarebbe un errore non assecondarlo; perciò io ti costituisco signore e pontefice di te stesso». Dante Alighieri, La Divina Commedia, Purgatorio, XXVII. 
[20] s.a., L’ordinamento morale del Purgatorio dantesco, «La Civiltà Cattolica», 16/02/1907, a. 58, n. 1360, pp. 405-406.
[21] Ivi.
Fonte: Osservatorio Internazionale Card. Van Thuân

25 commenti:

  1. "... E cioè: «autorità del mandante, utilità dell’osservanza, pericolo della trasgressione e irreprensibilità del precetto»[4]..."

    «autorità del mandante,
    Noi viviamo un tempo in cui la maggior parte dei mandanti umani hanno perso, stanno perdendo autorità ed autorevolezza, lo stato stesso è per la maggior parte corrotto e corruttore, traditore dei suoi doveri verso i governati. Personalmente, pur non andando in escandescenza, nè trovando esseri umani con cui sia presente un uguale sentire ed agire, tuttavia, nella maggior parte dei casi, il mandante umano non ha più alcuna autorità per me ma, solo nutre con il suo agire il mio crescente quotidiano disprezzo.

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  2. "...Il Serafico «intende per mens, seguendo la terminologia agostiniana, il complesso delle tre “facoltà” della memoria, dell’intelligenza e della volontà, che costituiscono l’immagine di Dio impressa nell’uomo, cioè la più profonda dimensione del suo essere personale e spirituale»[14]. La mens, cioè, è da intendersi «agostinianamente come vertice dell’anima»[15]..."

    Quello che rimane fuori è il sentire, il sentimento, il cuore, che è a metà strada tra la volontà e l'intelligenza e con esse interagisce in mille modi diversi buoni o cattivi che siano.

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  3. DAGOREPORT - I SOLDI C’ENTRANO POCO COL DEFENESTRAMENTO DEL CARDINALE ANGELO BECCIU - IN BALLO C’È L’ELEZIONE DEL PROSSIMO PAPA DA CUI RESTA ESCLUSO, MENTRE ERA UN CANDIDATO MOLTO SERIO. FINCHÉ QUALCHE NEMICO HA CONFEZIONATO UN POLPETTONE TALMENTE AVVELENATO DA FAR DIMENTICARE AL PONTEFICE IL GARANTISMO E LA MISERICORDIA, RISERVATI PERÒ SOLO AD ALCUNI, COME IL SUO AMICO MONS. GUSTAVO ZANCHETTA, EX VESCOVO ARGENTINO CHIAMATO DA FRANCESCO IN VATICANO COME ASSESSORE DELL’APSA E POI COLPITO DA MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE PER PRESUNTI ILLECITI FINANZIARI E PER ABUSI SU DUE SEMINARISTI https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/dagoreport-soldi-rsquo-entrano-poco-col-defenestramento-cardinale-248406.htm

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  4. Ho visto i nomi dei soldati armeni caduti in questi giorni di conflitto: quei nomi, scritti nel loro alfabeto antico e unico, restano per me indecifrabili.
    In compenso si vedono benissimo le classi di età, e le più frequenti sono 2000, 2001 e 2002. Ragazzi più giovani di me muoiono per permettere al loro popolo di restare dove ha abitato per millenni.

    Davanti a questo non posso non pensare che l'occidentale medio, il quale non vuole urtare i sentimenti di nessuno e crede davvero che Imagine porterà la pace nel mondo, viva in mondo di pura e profonda fantasia.

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  5. Il governo giallorosa guidato da M5S-PD, per decretare il vergognoso stato d'emergenza durato mesi e che viene inopinatamente protratto ancora oggi, si è schermato dietro le scelte di un improbabile Comitato Tecnico Scientifico (CTS) istituito in fretta e furia nei primi giorni di marzo dal premier Conte. Ed è a questo preciso organismo che viene ricondotta ogni scelta governativa, evitando così di prendersi ogni responsabilità di politica sanitaria e addossandola in tal modo sulle spalle degli "esperti scientifici". Solo che poi gli atti del CTS, in ossequio a una democrazia tanto sbandierata ma di cui non rimane che il nome, sono stati subito secretati dal governo e solo dopo forti pressioni esterne è stato diffuso pubblicamente qualche piccolo frammento. Bene, in base a quel pochissimo materiale trapelato si evince che il governo ha sempre fatto tutt'altro rispetto a ciò che era loro indicato dagli "esperti", ma che però veniva fraudolentemente attribuito a essi. In quei rapporti desecretati non si parlava infatti di "Lockdown" generalizzato, di obbligo di mascherine ovunque e neppure di vietare le autopsie ai supposti morti di Covid, ma il governo Conte ha sempre proceduto in direzione contraria. In altre parole questi mascalzoni hanno usato il Comitato Tecnico Scientifico per evitare d'esporsi di persona in scelte che evidentemente gli suggeriva qualcun'altro e a cui codesti servi e criminali, perché tali sono, dovevano in ogni caso uniformarsi. Ora risulta molto chiaro a quali poteri internazionali rispondano questi energumeni, ma le platee televisive continuano ad accettare passivamente imposizioni totalmente prive di logica, buonsenso e assenti di ogni rispetto della salute pubblica. Ma la barca dei folli continua a procedere finché non si schianterà fragorosamente...

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  6. Non ci sono "diritti umani" ma "diritti naturali", che risalgono a Dio che ha creato la natura, uomo compreso.
    La nozione di "diritti umani" rinvia sempre al concetto di diritti dell'uomo in quanto tale, per il solo fatto di essere uomo, indipendentemente da Dio che l'ha creato. L'uomo che per il solo fatto di esistere avrebbe una sublime dignità, quando invece la dignità è una qualità positiva che bisogna mostrare di possedere, che comunque perdiamo con comportamenti indegni.
    Il diritto naturale, invece, è quel diritto conforme alla natura dell'uomo in quanto essere creato, diritto che l'uomo non può attribuire a se stesso come se se lo fosse creato lui.
    I diritti umani di cui si parla oggi convivono con l'evoluzionismo e difatti si parla anche di "diritti degli animali", nozione assurda perchè non può essere titolare di un diritto chi non è in grado di intendere e di volere, di parlare, chi insomma manca dell'intelletto, della ragione. Molti definiscono i diritti umani diritti "degli umani" per distinguerli dai "diritti degli animali" appunto (e si volevano anche determinare - nel RU - i diritti degli insetti, condannando al carcere chi avesse schiacciato una zanzara o uno scarafaggio).
    Forme di decomposizione mentale di gente che non riconosce i diritti del feto, del nascituro e ammette come "diritto" l'aborto cioè trasforma in falso diritto un crimine, nascondendolo dietro l'etichetta della "libertà di scelta", che qui non è libertà di scegliere ma solo di uccidere.
    IL pensiero cattolico dovrebbe tornare al concetto del diritto naturale, lex naturae, dipendente dalla legge divina, partendo dalla sistemazione che ne ha fatto S. Tommaso.

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  7. https://www.youtube.com/watch?v=s7z1JVPrALo

    PAPA FRANCESCO CALA LA MASCHERA? LE PROVE DELLA SVOLTA FILO-CINESE DEL VATICANO - Amodeo

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  8. No, attenzione.
    In Bonaventura c'è uno spazio enorme per il sentimento e l'amore.
    La teologia bonaventuriana è una teologia "affettiva".
    Senza l'affectus, generato in primis dalla fede, le facoltà della mens falliscono l'obiettivo della verità. Non ho contemplato l'affectus tra le facoltà della mens perché l'affectus è più che una facoltà. Esso non è intermedio tra intelletto e volontà.
    L'affectus muove, o dovrebbe muovere, le facoltà della mens.
    Silvio Brachetta

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  9. @ Silvio Brachetta

    Grazie. Devo riflettere, non conosco il significato di affectus e non conosco la filosofia di San Bonaventura. Ho cercato, su un vocabolario scolastico c'è come traduzione anche affetto sentimento. Si ha l'aggettivo dal participio di adficio ed il sostantivo della quarta. Così a naso, visto che nasce dalla fede ed è teso alla verità, in quanto può indicare una condizione del corpo e/o dell'anima, parlerei della disposizione, che nasce dalla fede, a cercare la verità che aiuta la mente a trovarla.

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  10. https://www.quodlibet.it/giorgio-agamben-che-cos-u2019-a-paura

    Interessante Agamben

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  11. Perché a Milano – come avevamo già detto (vedi qui) – sono in possesso di un quinto vangelo, probabile dono del Cardinale biblista che per lunghi anni ha retto l’arcidiocesi. Quinto vangelo, che deve suonare più o meno così: «Entrato [Gesù] in Cafarnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava: “Signore, il mio servo giace in casa paralizzato e soffre terribilmente”. Gesù gli rispose: “Io non vengo, chiama il 118”. Ma il centurione riprese: “Signore, in effetti è bene che tu non entri sotto il mio tetto, ma dammi solo il modulo da compilare e al resto penso io. Perché io sono un centurione, tutto il giorno in mezzo ai soldati: hai voglia i contagi; ma i romani e i farisei hanno detto che tu sei più contagioso di tutti”. All'udire ciò, Gesù fu ammirato e disse a quelli che lo seguivano: “In verità vi dico, presso nessuno in Israele ho trovato un senso civico così grande”».
    https://lanuovabq.it/it/lo-stupidario-ecclesiastico-in-tempi-di-covid-19

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  12. Il mondo di oggi è ritornato pagano. Anche l'Italia, patria del cattolicesimo, beve il peccato come l'acqua. Gli strumenti di comunicazione sociale ostentano e stimolano sempre più il peccato ed hanno in programma la corruzione ideologica e sociale delle masse. Dio è il grande dimenticato. Tutto è lecito, permesso anzi promosso. Chi ancora crede e pratica la fede è deriso, commiserato, considerato un retrogrado che non ha capito l'evoluzione dei tempi! ... (Evoluzione o involuzione?). E' uno che disturba, va messo a tacere, va punito! Si stanno avverando con chiarezza le parole di un saggio politico e filosofo cristiano, Donoso Cortes, che dice: "Quando il termometro religioso scende a zero, il termometro politico sale fino alla tirannia"
    (Fra Mario, dell'Eremo di Minucciano)

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  13. Giulio Meotti:
    “I social sono tribunali che decretano la morte sociale”. Il libro di David Doucet, giornalista francese licenziato per uno scherzo. Michel Houellebecq si domanda: "Come abbiamo potuto passare, in così poco tempo, dall’amore per la libertà a quello per la servitù?". L'ultimo caso alla Historical Society del Trinity College di Dublino, l’organizzazione studentesca di dibattiti più antica al mondo, che ha ritirato l’invito al biologo Richard Dawkins. Il motivo? “Non ero a conoscenza delle posizioni di Dawkins sull’Islam”. L’annullamento è il rituale di pulizia sociale per chi non si conforma.

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  14. Andrea Sandri:
    Soltanto la totale ordinazione nel diritto di Dio può salvare noi, la nostra libertà e la dignità dell’uomo.

    - Richard Baumann, Primat und Luthertum, cit., p. 60

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  15. "il mondo di oggi è ritornato pagano"

    La nostra attuale decadenza è peggiore di quella del mondo pagano. I pagani, tra l'altro, vivevano nell'ignoranza della vera religione. E all'inizio non la capivano.
    Nel mondo greco, così frammentato politicamente, c'erano città che ammettevano legalmente la pederastia, altre che la proibivano; il triste fenomeno era in generale accettato, anche se non da tutti.
    Ma non si è mai sentito parlare di qualcosa come il "matrimonio omosessuale", dell'equiparazione delle relazioni omosessuali ad un vero matrimonio, come quello tra l'uomo e la donna.
    Il grande sviluppo tecnico della scienza ha enormemente aumentato le possibilità di manipolare la natura, e quindi le possibilità di peccare contro l'ordinamento morale che grazie alla natura Dio stesso ha voluto.
    H.

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  16. Il diritto della ragione1 ottobre 2020 21:07

    Commento del dott. Stefano Montanari sul vergognoso trattamento riservatogli ieri sera su Rete 4:
    "Mettiamola così: è stato un esperimento. Non senza discussioni con il gruppetto che collabora con me e non senza molta riluttanza ho accettato di concedere un’intervista all’emittente televisiva Rete 4.
    Molto in breve: una tale che si è qualificata come giornalista è arrivata in compagnia di due tecnici nel mio laboratorio e mi ha intervistato per un po’ più di un’ora e mezza.
    Malauguratamente si trattava di una giovane priva delle nozioni più elementari di medicina, di biologia, di farmacologia e, insomma, di tutto il bagaglio culturale di minima indispensabile per affrontare un tema come quello che mi aveva proposto. Ammetto di non aver provato la minima meraviglia, stante il fatto che il livello dei personaggi che fanno “informazione” è quasi di regola quello. La mia illusione o, almeno, il nocciolo di quello che ho chiamato esperimento era vedere come si sarebbe comportato chi avrebbe allestito la trasmissione.
    In quell’ora e mezza d’intervista io ho spiegato il perché le mascherine non solo non servono ma sono dannose, e l’ho fatto sulla base di risultati personali come una ricerca eseguita insieme con il CNR e come osservazioni nostre di microscopia elettronica, e di dati scientifici universalmente noti, a partire dall’ipercapnia e dalla conseguente acidosi. Ho spiegato il perché intubare i pazienti è un errore, e l’ho fatto essendomi occupato per una ventina d’anni, non sulla carta ma in prima linea, del problema della tromboembolia polmonare. Ho spiegato come l’inquinamento e l’ipervaccinazione abbiano contribuito ad innescare la patologia. Ho fatto notare come i virologi abbiano evidentemente fallito nel loro compito, visto che il problema è stato affrontato da loro e i risultati sono quelli che loro stessi denunciano. Ho spiegato perché il lockdown abbassa le difese immunitarie, e l’ho fatto sulla base di quanto la medicina conosce da almeno 25 secoli. Ho fatto notare come cremare i cadaveri sia non solo un errore ma costituisca la distruzione di prove fondamentali, e ho riferito ciò che è accaduto tra noi e l’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo che non ci ha consegnato i campioni delle autopsie perché noi le potessimo analizzare al microscopio elettronico. Ho spiegato perché i vaccini non sono sperimentabili e quella che si spaccia per sperimentazione è qualcosa di estremamente parziale e scarsamente significativo. Ho poi consegnato una stampa di dati ufficiali (Istituto Superiore di Sanità) che dimostrano con chiarezza come i tamponi siano inattendibili, e la stampa di un articolo scientifico statunitense con i risultati di una ricerca che dimostra come la vaccinazione antinfluenzale aumenti, e non di poco, l’incidenza di patologie, l’ospedalizzazione e la mortalità.
    Nulla di tutto questo è passato: un’ora di chiacchiere in cui ci si dava ragione l’un l’altro e la mia ora e mezza si è ridotta a pochi secondi in cui sono stati trasmessi brevissimi frammenti di frasi fuori di contesto, senza alcuna spiegazione e, dunque, incomprensibili, secondo una tecnica ben nota.
    Naturalmente non è stato possibile sostenere alcun contraddittorio e tutto è filato secondo una sorta di pensiero unico in cui idee che potevano essere opinabili ed altre palesemente assurde erano accolte come verità su cui, per consenso comune dei partecipanti, era impossibile discutere e, dunque, non si discuteva.
    Personaggi che non hanno al loro attivo una sola scoperta scientifica e che, per questo, con la scienza non possono avere a che fare (si veda la definizione data da Enrico Fermi) hanno ridacchiato di fronte a ciò che il programma aveva mostrato per quanto mi riguardava e uno di loro ha sbrigativamente definito il tutto come “fesserie”. Il filosofo di turno, poi, ha mostrato come per lui mezzo millennio di epistemologia sia trascorso invano, e il politico ha fornito l’ennesima spiegazione del perché ci sia molto da cambiare in quel campo.

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  17. Il diritto della ragione/21 ottobre 2020 21:08

    ....segue
    Un esperimento, ho detto, e, come tutti gli esperimenti, anche questo è stato proficuo, dimostrando come sia ingenuamente inutile illudersi che il regime, tetragono e, in termini pratici, senza opposizione com’è, possa concedere spiragli. Un dato ulteriore che è stato possibile ricavare è stato il constatare quale sia il livello culturale, intellettuale e morale di chi viene definito scienziato e in quella veste venga accettato.
    Come faccio ormai da anni, il mio invito ad un confronto pubblico secondo le regole della lealtà scientifica resta aperto, anche se so perfettamente che ora, come, del resto, è sempre stato, non verrà preso in considerazione.
    Ognuno si faccia un’opinione."
    https://www.mediasetplay.mediaset.it/.../la-mascherina-e. ..

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  18. Vivere in un fumetto alla stregua di Alice nel paese delle meraviglie .2 ottobre 2020 09:45

    Omnia vincit amor, anche i regolamenti di giustizia. Et nos cedamos amori, cediamo anche noi all’amore, in attesa del risveglio da Scherzi a parte.
    https://www.maurizioblondet.it/sorridi-sei-su-scherzi-a-parte/

    Cartelloni pubblicitari rappresentano rispettivamente un gatto e un pollo ; la didascalìa riporta : se il primo lo copri di baci perche' il secondo te lo mangi ?

    Evviva l'erba ( dico io !)nel senso di brucare..

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  19. «CONVIENE CAMBIAR SESSO CHE ESSERE DISABILE»

    Farmaci ormonali gratuiti per trans in Emilia Romagna. «Essere trans significa avere privilegi ed essere malati significa essere sfigati?»

    https://www.provitaefamiglia.it/blog/farmaci-ormonali-per-i-trans-pvf-una-vergogna-di-stato-conviene-cambiar-sesso-che-essere-disabile

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  20. Se non puoi eliminare l'oppressione almeno raccontala a tutti.

    Come vi avevamo preannunciato mesi fa sta iniziando la nuova infodemia.
    Sono riusciti a parlarvi di contagi per tutta l'estate nonostante non accadesse nulla per protrarre il tutto all'arrivo delle influenze.

    Bene, siamo ad ottobre. Ci siamo.

    Puó sembrare che anche una pagina come questa voglia alimentare stati ansiogeni con notizie negative, ma non è così.
    Vi sottolineiamo solo le incongruenze di questa patetica farsa mondiale per inquadrare la situazione e non farvi agganciare dal panico indotto, vogliono spaventarvi e prossimamente spingeranno sull'accelleratore.

    In questo periodo storico è il momento di lavorare profondamente su se stessi.
    C'è un attacco psichico coordinato in corso, è molto semplice da osservare.
    Non fatevi trascinare, non sentitevi "sbagliati" se avete compreso quanto accade e vedete solo incosapevolezza attorno a voi, lasciate perdere chi va dietro alle etichette confezionate dai media "negazionista, no mask" ecc.
    E non allineatevi per timore di essere esclusi dal gregge.

    C'è un aumento spaventoso di depressione e malattie varie provocate dal clima terroristico creato ad hoc di cui purtoppo non frega nulla a nessuno e di cui mai nessuno ne risponderá.

    Serve calma e centratura interiore, torneranno utili nel tempo.

    Forza e coraggio.

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  21. Una scelta politica, non tecnica. Fa discutere la nuova proroga dello stato di emergenza (dal 15 ottobre fino al 31 gennaio ) deciso dal governo. Che permette a Conte di proseguire con le procedure straordinarie esautorando di fatto il Parlamento. Dopo dopo un incontro con la maggioranza, il premier ha annunciato quello che da giorni era nell’aria. Altri quattro mesi di super poteri per l’avvocato del popolo.

    Stato di emergenza, il Cts non c’entra
    Con lo stato di emergenza, infatti, restano in piedi tutti gli organismi creati ad hoc dal capo del governo: commissario straordinario e comitato tecnico scientifico. Ma soprattutto il ricorso ai famigerati dpcm (decreti presidenza consiglio dei ministri) ampiamente utilizzati dall’inizio della pandemia. Ieri il ministro della Salute Speranza, Roberto Speranza, si è appellato solennemente alla pazienza degli italiani. “Dobbiamo resistere col coltello tra i denti in questi 7-8 mesi difficili che ci attendono”.

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  22. Quello che si potrebbe dire, invece di dare i numeri in modo ossessivo dei morti, dei tamponati, dei non tamponati, degli ospedalizzati, dei contagiati, degli immuni, degli asintomatici... delle zone rosse regionali, provinciali, comunali...ecc, sarebbe:

    1)Vestiario prudente nei periodi di 'mezza stagione' quando l'escursione termica nella stessa giornata può essere ed è notevole;

    2)Chi esce più coperto, se la temperatura si alza, può scoprirsi; chi esce meno coperto, se la temperatura scende, non ha da coprirsi;

    3)In autunno ed inverno è consigliabile per tutti una cura ricostituente su indicazione del medico di famiglia;

    4) La vitamina C e D sono state ampiamente consigliate anche durante il coronavirus;

    5)Mezzo bicchiere di acqua bella calda con 1/2 limone spremuto e miele, al mattino ed alla sera, è una buona abitudine;

    6)Il pesce andrebbe mangiato almeno una/due volte la settimana;

    7)Rapporto veglia/sonno deve essere ben ripartito a vantaggio del sonno, durante il quale il corpo si ritempra in forza ed in salute.

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  23. Il covid sicuramente c'è; il suo uso strumentale politico sicuramente pure.

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  24. Il coltello mi è caduto dalle gengive. Così mi esercito nel suo lancio a distanza.

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  25. Una ipotesi ,la mia :veramente l'inferno e' vuoto perche'satana e i figli del serpente sono protesi ad uccidere ogni vita , perche'la vita da' gloria a Dio e satana invece vuole l'omaggio tutto per se'.

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