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martedì 29 settembre 2020

San Michele Arcangelo in un discorso di Pio XII.

Vedi precedenti qui - qui -  qui - qui - qui. E la preghiera di Leone XIII riprodotta in calce. Ai tempi di Pio XII si profilava all'orizzonte lo spettro della guerra, oggi le tenebre si infittiscono su tutti i fronti: motus in fine velocior.

“Nella schiera dei Santi che essa venera, la Chiesa offre ai fedeli dei Patroni per i diversi stati e le diverse età della vita. Voi lo sapete, o diletti sposi novelli; ma sarete forse alquanto sorpresi nel sentirci oggi invocare su di voi la protezione dell’Arcangelo San Michele, di cui la Chiesa festeggia in questo giorno l’Apparizione, e per il quale voi, a primo aspetto, non provate forse che un senso di timore riverente. La iconografia sacra lo raffigura coi lineamenti severi di un guerriero che atterra il demonio. Dopo le Sante Scritture, che chiamano Michele uno dei primi principi del cielo (Dan 10, 13) e il condottiero delle milizie angeliche contro Satana (Ap 12, 7), la liturgia lo presenta (…) in queste medesime sembianze: quando scende dal cielo, il mare è sconvolto e trema la terra; quando inalbera la croce della salvezza come un vessillo di vittoria, egli fulmina dalla roccia celeste gli spiriti ribelli (Brev. Rom. Die 8 Maii).
Ma, più che altri, l’uomo e la donna, che lasciano il loro padre e la loro madre (Gn 2, 24) per intraprendere insieme il misterioso viaggio della vita, sembrerebbero dover temere questo vindice dei diritti di Dio. Come tale, infatti, esso ricorda loro quasi istintivamente il cherubino, che, armato di una spada fiammeggiante, discacciò dal Paradiso terrestre la prima coppia umana (Gn 3, 24).
Eppure, sebbene tale timore non sia senza un’apparenza di ragione, più forti sono i motivi di fiducia e di speranza. Giacché, all’ora stessa di quella tragedia iniziale dell’umanità, mentre i nostri progenitori si allontanavano nella fosca e gelida nebbia dell’anatema, una nube leggera, simile a quella che doveva un giorno vedere il profeta Elia (3 Re 18, 44), appariva già all’orizzonte, annunciatrice della rugiada benefica dei grandi perdoni: Michele con la milizia degli angeli fedeli, intravedeva la meraviglia dell’Incarnazione divina e della Redenzione del genere umano. Lungi dall’invidiare a questo, come l’orgoglioso Lucifero, l’onore dell’unione ipostatica, e obbedendo, secondo il suo nome e la sua divisa: “Quis ut Deus?”, al Signore che non ha uguali, egli adorò con tutti gli angeli buoni il Verbo incarnato (Eb 1, 6).
Così non ha cessato di amare gli uomini, per i quali prova una pietà quasi fraterna, e quanto più Satana si sforza di farli cadere nella geenna, tanto più l’Arcangelo lavora per ricondurli nel Paradiso perduto. Introdurre le anime presso Dio nella gloria eterna è un compito che la liturgia e la tradizione attribuiscono a San Michele. “Ecco – dice l’Officio divino nella festa di oggi – l’Arcangelo Michele, principe della milizia angelica, di cui il culto è sorgente di benefici per i popoli e la preghiera conduce al regno dei cieli… L’Arcangelo Michele viene con una moltitudine di angeli; a lui Iddio ha affidato le anime dei Santi, affinché le conduca al gaudio del Paradiso” (Brev. Rom. L.c.). E nell’Offertorio della Messa per i defunti la Chiesa così prega il Signore: “Che queste anime non cadano nell’oscuro, ma il vessillifero San Michele le conduca nella luce santa”.
Non crediate tuttavia che questo “Preposto del Paradiso”, che Dio ha costituito principe su tutte le anime da salvare, “constitui te principem super omnes animas suscipiendas” (“Ti ho costituito principe su tutte le anime in attesa di salvezza”) (Brev. Rom. L.c.), attende l’ora del supremo passaggio per manifestare agli uomini la sua bontà. Quanto caro dunque, o diletti sposi, vi deve essere il suo patrocinio per aiutarvi ad accogliere in questo mondo le anime, alle quali voi preparerete, nella obbedienza alle leggi del Creatore, una dimora corporea! Dopo di che San Michele vi sosterrà ancora nella vostra missione, prendendo cura di voi e dei vostri figli.
Giacché è una devozione molto antica (cfr. Acta Sanctorum, mens. September, t. VIII pag. 49 ss. 65-88) d’invocare il grande Arcangelo come protettore della salute e patrono dei malati. Voi tutti, venendo qui, avete potuto vedere la mole Adriana e salutare alla sua sommità la statua di bronzo, donde quel celebre mausoleo prende il nome di Castel Sant’Angelo. Quella immagine sembra di lassù vegliare sulla vita e sulla salute dei Romani e rammentare loro come, or sono mille trecento cinquanta anni, vale a dire nel 590, mentre la peste desolava la Città, il Papa San Gregorio Magno, movendo in processione con il clero e il popolo per impetrare la cessazione del flagello, vide, secondo la tradizione, apparire sul monumento l’Arcangelo San Michele rinfoderante la spada, in segno del termine del castigo divino (cfr. Acta Sanctorum, l.c. pag. 72). Voi dunque, o diletti figli e figlie, che intravedete già colle gioie anche i doveri e le sollecitudini della famiglia, domandate a San Michele che allontani dai vostri focolari le ansietà che la salute precaria dei fanciulli o la minaccia di epidemie, o le crisi stesse dello sviluppo cagionano al cuore dei genitori.
L’ombra benefica del Castel Sant’Angelo si estende del resto ben al di là dei confini dell’Urbe. San Michele, potente a soccorrere il mondo intero, sembra tuttavia accordare una protezione speciale ai figli della nostra cara Italia, come ricorda precisamente l’odierna festività. Infatti, circa cento anni prima della peste di Roma, una apparizione miracolosa sulla vetta del monte Gargano (cfr. Acta Sanctorum, l.c. pag. 54 ss.), la cui narrazione è inserita nel Breviario Romano, fece comprendere come l’Arcangelo Michele prende quel luogo sotto la sua tutela, e con tal fatto voleva al tempo stesso manifestare che si rendesse ivi un culto a Dio in memoria di lui e degli Angeli.
Ma la Chiesa invoca l’Arcangelo soprattutto come protettore della salute delle anime, ben più preziosa che quella del corpo e sempre minacciata dal contagio del male. Senza dubbio la Chiesa è sicura che le potenze infernali non prevarranno contro di lei (Mt 16, 18); ma pure che, specialmente per la conservazione della vita cristiana nelle singole persone e nei singoli paesi, deve implorare il soccorso divino e che Dio ha per suoi ministri gli angeli (Os 103, 4). Perciò tutte le mattine, alla fine della Santa Messa, il sacerdote prega insieme coi fedeli: “San Michele Arcangelo, difendici nel combattimento; respingi nell’inferno Satana e gli altri spiriti maligni che vanno errando nel mondo per la perdita delle anime!”. Raramente un simile ricorso è apparso più urgente di ora.
Il mondo, intossicato dalla menzogna e dalla slealtà, ferito dagli eccessi della violenza, ha perduto la sanità morale e la gioia, perdendo la pace. Se la terra dopo il peccato originale non può più essere un paradiso, potrebbe almeno e dovrebbe rimanere un soggiorno di fraterna concordia fra gli uomini e fra i popoli. Invece l’incendio della guerra divampa in varie nazioni e minaccia di invaderne altre. Il nostro cuore si commuove specialmente per voi, diletti figli e figlie, e per tanti altri novelli sposi di ogni paese, che in questa tragica primavera uniscono i loro destini.
Come vedere senza un fremito di orrore profilarsi, sia pur da lontano, – su questi giovani focolari, ove sorride la speranza, – lo spettro terribile della guerra? Ma se le forze umane non sembrano attualmente efficaci per il pronto ristabilimento di una pace giusta, leale e durevole, è sempre possibile agli uomini di sollecitare l’intervento di Dio. Tra gli uomini e Dio, il Signore ha posto quale mediatrice la sua dolcissima Madre Maria. Degnasi questa “Madre amabile”, questa “Vergine potente”, questa “Ausiliatrice dei cristiani”, che con maggior fervore e ansiosamente la invocano nel presente mese di maggio – ed oggi più specialmente sotto il titolo di Regina del Santissimo Rosario di Pompei,- unire di nuovo, sotto il manto della sua tenerezza, nella pace del suo sorriso, i suoi figli così crudelmente divisi! Degnasi, come la Chiesa canta pure oggi, nella sacra Liturgia, “l’Angelo della pace, Michele, scendere dal cielo nelle nostre dimore, e, messaggero di pace, relegare nell’inferno le guerre, cagioni di tante lacrime!” (Brev. Rom. L.c.). 
(Pio XII, L’Arcangelo liberatore, in Discorsi e radiomessaggi del secondo anno di pontificato (2.3.1940-1.3.1941), Ed. Poliglotta Vaticana, Roma 1960, pp. 107-112). 
* * *
La preghiera a San Michele Arcangelo di Leone XIII
 
Tale preghiera fu recitata obbligatoriamente fino al 26 settembre 1964 quando Paolo VI, con l’istruzione “Inter oecumenici” n. 48§1, decretò che le “preghiere leoniane sono soppresse”. Nel 1994, Papa Giovanni Paolo II ha chiesto che questa preghiera torni attuale : « che la preghiera ci fortifichi per la battaglia spirituale... Papa Leone XIII ha ha certamente avuto un vivo richiamo di questa scena quando ha introdotto in tutta la Chiesa una speciale preghiera a S. Michele Arcangelo... Chiedo a tutti di non dimenticarla e di recitarla per ottenere aiuto nella battaglia contro le forze delle tenebre e contro lo spirito di questo mondo ». Ma quando il papa chiede, senza disporre1 e se c'è un andazzo difforme, è difficile sia ascoltato. Ed è per questo che la preghiera ora si recita solo al termine del Rito antico.
San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia contro le malvagità e le insidie del diavolo, sii nostro aiuto. Ti preghiamo supplici: che il Signore lo comandi ! E Tu, Principe della milizia celeste con la potenza che ti viene da Dio, ricaccia nell'inferno satana e gli altri spiriti maligni, che si aggirano per il mondo a perdizione delle anime.
Amen
Sancte Michaël Archangele, defende nos in proelio; contra nequitiam et insidias diaboli esto praesidium. Imperet illi Deus, supplices deprecamur: tuque, Princeps militiae caelestis, Satanam aliosque spiritus malignos, qui ad perditionem animarum pervagantur in mundo, divina virtute in infernum detrude.
Amen.
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1. Estraggo da Romano Amerio Iota Unum, Cap. VI. La Chiesa conciliare. Paolo VI (pag.141), condensando.
Oggi di fatto il governo della Chiesa è 'dimidiato' [dimezzato] e, per dirla biblicamente, "rimane abbreviata la mano di Dio" "breviatio manus Domini" (Is 59,1- "ecco non è troppo corta la mano del Signore da non poter salvare"), che si determina a causa: a) conoscenza imperfetta dei mali; b) mancanza di forza morale; c) calcolo di prudenza che non pone rimedio ai mali veduti perché stima che così aggraverebbe i mali anziché guarirli. Se questo ufficio papale (che coincide col munus regendi esercitato in pienezza) viene meno, sembrerebbe ingiustificato dire che è stato usato ogni mezzo per custodire la dottrina della Chiesa: siamo in presenza della "breviatio manus Domini".

13 commenti:

  1. Ciò che segue è l’orazione originale continuata da qualche commento. L’orazione originale è stata estratta da "La Raccolta", una collezione munita di imprimatur delle orazioni ufficiali ed indulgenziate della Chiesa Cattolica.

    Orazione originale all’Arcangelo San Michele di Papa Leone XIII, 1930:

    “O glorioso Arcangelo San Michele, principe dell’armata Celeste, sii tu la nostra difesa nella terribile guerra che noi conduciamo contro i principati e le podestà, contro i regnanti di questo mondo di tenebre, di spiriti e di male. Giunga tu in aiuto dell’uomo, il quale Iddio creò immortale, fatto nella Sua medesima immagine e somiglianza, e redense a sì gran prezzo dalla tirannia del Diavolo.

    Che tu combatta in questo giorno la battaglia del Signore, assieme agli angeli santi, come già tu combattesti la guida degli angeli superbi, Lucifero, e la sua armata apostatica, i quali furono impotenti onde poterti resistere, né ci fu più per loro posto nel Cielo.

    Quel crudele, quell’antico serpente, il quale è appellato Diavolo o Satana, il quale seduce il mondo intero, fu spedito negli abissi con i suoi angeli. Ecco, questo primevo nemico ed uccisore degli uomini ha acquisito coraggio. Trasformato in un angelo di luce egli vagabonda in giro assieme alla moltitudine di spiriti malvagi, invadendo la Terra di modo da offuscare il nome di Dio e del Suo Cristo, di modo da sequestrare, uccidere e spedire alla perdizione eterna le anime destinate alla corona della gloria eterna. Questo malvagio dragone rovescia, come il più impuro dei diluvi, il veleno della sua malizia sugli uomini di mente depravata e di cuore corrotto, lo spirito della menzogna, dell’empietà, della blasfemia ed il pestilenziale alito dell’impurità e di ogni vizio ed iniquità.

    Questi sì astuti nemici hanno riempito ed inebriato con impudenza ed amarezza la Chiesa, la Sposa dell’immacolato Agnello, ed hanno posto empie mani sui suoi più sacri possedimenti. Nel luogo santo medesimo, nel quale è stata stabilita la Sede del beatissimo Pietro e la sedia della Verità per la luce del mondo, essi hanno innalzato il trono della loro abominevole empietà, con l’iniquo piano per il quale allorché il Pastore viene colpito le pecore siano disperse.

    Che tu salga, dunque, o invincibile principe, che tu voglia recare aiuto contro gli attacchi degli spiriti perduti al popolo di Dio, donando loro la vittoria. Essi venerano te come il loro protettore e patrono; in te la Santa Chiesa gloria la sua difesa contro il malizioso potere dell’Inferno; a te ha Iddio affidato le anime degli uomini da stabilirsi nella Celeste beatitudine. Deh, che tu voglia pregare al Dio della pace acciocché Egli ponga Satana sotto i nostri piedi, talmente conquistato che egli non tenga più gli uomini in cattività e non nuoccia più la Chiesa. Che tu offra le nostre orazioni dinnanzi all’Altissimo, cosicché esse siano velocemente conciliate con le pietà del Signore, e sconfiggendo il dragone, l’antico serpente, il quale è il Diavolo e Satana, che tu lo renda ancora cattivo negli abissi, talché egli non seduca più le nazioni. Amen.

    Ecco la Croce del Signore; siate disperse voi ostili potenze. Il Leone della tribù di Giuda ha conquistato, la radice di Davide. Voglia Tu lasciare che le Tue pietà siano su di noi, o Signore. In quanto noi abbiamo sperato in Te. O Signore, oda Tu la mia preghiera. Voglia Tu lasciare che il mio grido giunga a Te.

    Preghiamo.

    O Iddio, il Padre di nostro Signore Gesù Cristo, noi invochiamo il Tuo santo nome e come supplicanti noi imploriamo la Tua clemenza, affinché mediante le intercessioni di Maria, sempre Vergine immacolata e nostra Madre, e del glorioso Arcangelo San Michele, Tu ci degni del Tuo aiuto contro Satana e tutti gli altri spiriti immondi, i quali girovagano nel mondo per l’ingiuria della razza umana e la rovina delle anime. Amen”
    https://gloria.tv/post/voVsEr9KQD873E1fTpTgNmGRn

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  2. Da oggi e per sempre !

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  3. Vado fuori sacco, perdonate.

    Non me la prenderei tanto perché Bergoglio non riceverà in udienza l'americano Pompeo. Del resto anche quando ricevette Zingaretti, si è saputo poi, ci fu un errore di comunicazione con il suo staff: Lui pensava che si sarebbe trovato di fronte un gruppo di nomadi!

    Cordiali saluti dall'Amazzonia.

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  4. https://www.youtube.com/watch?v=VoqwqrqeTeQ

    L “DEEP STATE” CHE IMPEDISCE AI BUONI DI VINCERE IN VATICANO – Aldo Maria Valli #Byoblu24

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  5. Giunge voce che certe personalità resesi in passato colpevoli di omicidio abbiano "marciato" sulla Santa Sede per chiedere a Santa Romana Chiesa di modificare le sue disposizioni circa il suicidio assistito, chiedendo che vengano somministrati i Sacramenti a coloro che scelgono, di fatto, di suicidarsi.

    Tralasciando il fatto che non spetta né a loro né a nessun altro decidere a chi somministrarli e a chi no, all'infuori della Chiesa e di Dio stesso, questa patetica richiesta denota come la società "dei diritti dell'uomo", creati in antitesi con quelli di Dio, estenda i suoi artigli anche al mondo spirituale, a quel mondo sovralunare immutabile.
    I sacramenti vengono considerati come un diritto, sebbene chi avanzi simili proposte nemmeno creda all'esistenza di essi o del loro Autore, e non una Grazia che scende dal Cielo o rimettendo i peccati nel caso della confessione o sostenendo il martirio nel caso della Santa Comunione.

    Coi Sacramenti, con la Grazia non esistono "diritti" poiché nessuno aveva diritto ad essere perdonato e salvato dopo la Colpa Originale, nessuno.
    Chi avanza queste domande dovrebbe sapere che la Grazia ci santifica solo se ad essa corrispondiamo, non semplicemente se la riceviamo con un passivismo di matrice protestante.
    Per far sì che la Grazia agisca occorre avere in odio i propri peccati e cercare di emendarsene.
    Ma io vi chiedo: come può chi sceglie di morire ricevere i sacramenti promettendo di non peccare, pur sapendo che il suicidio è peccato?
    Potrebbe nello stesso momento desiderare di essere salvato e desiderare di peccare togliendosi la vita?
    Potrebbe solo che rinunciare al suo proposito di morte.
    E allora il problema dei Sacramenti non si porrebbe più.

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  6. Sulla nozione di "deep State"

    Questa nozione di "deep State", lett.: "Stato profondo", è ancora abbastanza intuitiva.
    In generale, si comprende cosa voglia dire.
    Però non sarebbe meglio a questo punto cercare di precisarla?
    Questo "Stato profondo" non è evidentemente lo Stato ma una rete, un insieme di "cupole", organizzazioni, connesse a individui determinati, che opera come un cancro dentro lo Stato vero e proprio, le sue istituzioni legittime.
    Ma questo è ancora solo un aspetto. Se ne fanno parte anche i media o certi media e i grandi detentori dell'informazione su INternet, allora la nozione va oltre la dimensione istituzionale, quella dello Stato. Si estende a quella che oggi si chiama "governance", che non è la stessa cosa del "governo" in senso specifico.
    Il "deep State" è poi mondiale, in tempi di globalizzazione. Sono "reti" internazionali, come quelle omosessuali, ormai ben radicate in tutte le componenti della "governance", che potremmo definire un "ordinamento concreto" nel senso di Carl Schmitt ossia non l'ordinamento giuridico come sistema di norme e di istituzioni create e regolate mediante norme poste dal legislatore, costituzionale e ordinario, bensì l'ordinamento che concretamente si costituisce attorno e dentro l'ordinamento posto dalle sole norme, come presenza di fatto di entità che operano determinandone metodi e fini. Così le reti lgbtq e quelle ad esse connesse delle ONG fatto parte della governance mondiale che tesse la tela di uno "Stato profondo" avviluppante lo Stato nazionale in senso proprio e tendente a soffocarlo per i suoi fini.
    Policratico

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  7. Non comprendevo il senso dell'ultima segnalazione. Ho fatto qualche ricerca e credo poterlo collegare a quanto segue. Sulla "Samaritanus bonus" pubblicherò al più presto la comunicazione di mons. Crepaldi.

    https://www.ilmessaggero.it/italia/fine_vita_cappato_intervento_vaticano_attacco_frontale_legislatore-5478812.htm

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  8. Vai e non peccare... Bergoglio lo dimentica: "Gesù stava sempre con i peccatori; ma loro non si sentivano giudicati"

    PER FORZA
    mica stava solo con la Madre!
    Il resto erano tutti peccatori.
    Che poi non si sentissero giudicati: be', qualche bella perplessità su questo pensiero ci nasce, quando Gesù ti guarda, quando Gesù ti parla, la coscienza ti rimorde e fa a pugni con il tuo io! Ma ciò che tuttavia vorremmo sapere è: ma tu dove lo hai letto?
    Sorge il dubbio che esista un altro vangelo (oltre agli apocrifi) di cui ne abbiamo sempre sconosciuto l'esistenza, per il resto le interpretazioni sono sempre molto sui generis.

    Meditate e ... andate a capirci

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  9. "Quelli che l’eutanasia legale lascia liberi tutti ora protestano insieme a Marco Cappato perché la Santa Sede ha espresso un’opinione diversa dalla loro. I radicali parlano di libertà ma mentono sul documento "Samaritanus Bonus" e mostrano di non tollerare un parere diverso dal proprio, mentre la Chiesa dicendo il vero non può costringere nessuno a seguirlo."

    «Chi intende relativisticamente la libertà, come fare ciò che pare e piace, escludendo che vi siano un bene ed un male oggettivi, di fatto costringe tutti non solo ad agire secondo la sua concezione ma persino a pensare in senso unico.»

    Difatti, mica è un caso che Cappato & C. siano pure dispensatori/impositori del letame-pensiero arcobaleno.

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  10. Ogni mattina, un seminarista si sveglia

    I ragazzi che oggi entrano in seminario possono scegliere di diventare preti in base a due modelli: il primo modello è il prete impegnato nella pastorale.
    In questa opzione si deve essere delle persone di relazione, creative, molto attive, capaci di coinvolgere gli altri.
    Si deve essere sempre molto inclusivi, abbastanza progressisti, ma non troppo da finire a parlar male dell'istituzione. Per questo tipo di consacrato ci sono delle naturali figure di riferimento, e cioè quei preti che hanno avuto un successo pastorale di qualche tipo.
    Poi c'è l'altra opzione, i famosi "preti di strada". Quelli cioè che amano soprattutto il lavoro delle caritas, sempre "impegnati nel sociale", sempre con "i poveri" nei loro discorsi e nelle loro iniziative.
    Chi riesce a venire considerato "prete di strada" raggiunge un certo status di privilegio, gli vengono perdonati anche eventuali eccessi, le amicizie troppo intime o un linguaggio un po' scurrile.
    Ricordo uno dei preti di strada, don Luigi Ciotti, quando in un comizio gridò : "si deve essere eretici!"
    Ecco, un "prete di strada" questo se lo può permettere. La sua eventuale carriera è più faticosa di quella del "prete pastorale", ma se impara a muoversi bene potrebbe anche farcela.
    Per tutti e due i modelli, al seminarista non è chiesto un particolare sforzo. Non gli viene imposto un grande impegno ascetico, né qualche particolare esercizio di virtù, al massimo dovrà cercare un certo equilibrio tra le proprie inclinazioni e l'obbedienza all'autorità.
    Il prete moderno è di conseguenza tendenzialmente debole, non coinvolge le persone con la forza interiore delle sue virtù, ma più che altro con uno sforzo comunicativo che fa leva sui bisogni psicologici di chi incontra.
    Apprezza la sincerità, ma non ama la verità, non la conosce e non può farla conoscere agli altri, perché riceve una formazione vuota, antropocentrica, modernista.
    Per concludere, la morale: ogni mattina, nei seminari diocesani, un seminarista si sveglia, e sa che per essere consacrato deve scegliere uno dei due tipi di prete.
    Che tu sia più pastorale o più di strada non conta, l'importante è che se ti vuoi salvare l'anima, vai a farti prete da un'altra parte.
    ER

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  11. https://josephsciambra.com/jesuits-hosting-pro-lgbtq-retreat/

    O gesuiti ospitano un ritiro lgbt...

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  12. ..."Stavolta il quotidiano del Papa, la REPUBBLICA, senza accorgersene forse, l’ha fatta grossa.
    Nell’ansia di sostenere e difendere il povero papa, passerotto mansueto, paziente, misericordioso, innocente di tutto, attorniato da avvoltoi che lo ingannano, tradiscono, circuiscono, sfruttano, ecc. lo ha danneggiato non poco con una uscita degna dei più sofisticati esperti di ermeneutica religiosa.
    Titolo in prima pagina su quattro colonne: “ECCO COME RUBAVANO I SOLDI AL PAPA”, sottotitolo: “Hanno persino prelevato 20 milioni di sterline dal conto riservato del Pontefice”.
    Da non crederci! Il Papa ha un conto riservato?
    Un conto di ben 20.000.000 di sterline? (Venti milioni di sterline, circa 45 miliardi di vecchie lire).
    Ma allora il Papa pauperista, egualitarista, migrazionista, ecologista, è ricchissimo!"..(Gianni Costanzo)

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  13. https://www.facebook.com/bao.dang.357/videos/10158600176646760/

    Kyrie Eleison della Messa all'Altare di San Michele in San Pietro

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