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lunedì 15 febbraio 2021

Il ‘Grande Fratello’ delle religioni: il nuovo data-base di Pechino

Indice precedenti sulla questione Sino/Vaticana.
Conterrà tutte le informazioni sul personale religioso, anche le punizioni ricevute e la cancellazione del loro ministero. Un documento sulla gestione di clero, monaci, sacerdoti, vescovi, che hanno anzitutto l’obbligo di “sostenere la leadership del Partito comunista cinese, sostenere il sistema socialista”, “resistere alle attività religiose illegali e all'estremismo religioso e resistere alle infiltrazioni di forze straniere che usano la religione”. “Si continua a trattare le religioni come istituzioni statali e gli impegni degli operatori religiosi come funzionari civili”. In crisi il valore “pastorale” dell’Accordo sino-vaticano.
Pechino (AsiaNews) – L’Amministrazione statale per gli affari religiosi (Sara) ha dato il via a un data-base che raccoglie tutte le informazioni sul personale religioso. In esso verranno registrati anche “premi”, “punizioni” da esso ricevute, compresi “la cancellazione” del loro ministero e “altre informazioni”. Il tutto sarà tenuto aggiornato “in modo tempestivo”.

Il varo del data-base è una delle novità (art. 33) citate nel documento “Misure amministrative per il personale religioso", reso pubblico ieri e che manifesta una volta di più il controllo totale delle esperienze religiose in Cina. Il documento è costituito da 7 capitoli e 52 articoli, in cui in modo minuzioso si gestisce l’iscrizione del personale religioso, le sue caratteristiche e il tipo di lavoro, i “diritti”, ma soprattutto “gli obblighi” di vescovi, sacerdoti, monaci buddisti e taoisti, ecc....

Il documento era stato pubblicato nel novembre scorso sul sito della Sara per raccogliere possibili suggerimenti e correzioni. È stato pubblicato ieri con pochissime variazioni e entrerà in vigore il 1° maggio.

Qualunque persona che voglia esercitare una funzione religiosa deve rispondere a criteri previ: egli deve “amare la madrepatria, sostenere la leadership del Partito comunista cinese, sostenere il sistema socialista, rispettare la Costituzione, le leggi, i regolamenti e le regole, praticare i valori fondamentali del socialismo, aderire al principio di indipendenza e autogestione della religione e aderire alla politica religiosa della Cina, mantenendo l'unità nazionale, l'unità etnica, l'armonia religiosa e la stabilità sociale” (art.3).

Va notato che fra gli “obblighi” vi è il “resistere [contrastare] alle attività religiose illegali e all'estremismo religioso e resistere alle infiltrazioni di forze straniere che usano la religione”. Per i cattolici questo significa che i sacerdoti e vescovi ufficiali non potranno esprimere la comunione con i sacerdoti e vescovi non ufficiali, avallando e sostenendo la divisione imposta dal regime.

Anche i vescovi cattolici, sebbene siano “approvati e ordinati” dal Consiglio dei vescovi cinesi, possono esercitare solo dopo la registrazione presso la Sara. In tal modo, a gestire il ministero pastorale dei vescovi rimane lo Stato e non la Chiesa (art. 16).

Molto simile è la situazione dei “buddha viventi” nel buddismo tibetano: essi non potranno esercitare alcun ministero, né considerarsi vere reincarnazioni senza il permesso del Partito comunista cinese (art. 15).

Interrogato da AsiaNews, un sacerdote cattolico in Cina ha commentato: “In questo documento, di novità non ce ne sono. Si continua a trattare le religioni come istituzioni statali e gli impegni degli operatori religiosi come funzionari civili. Tant’è vero che il loro lavoro deve essere regolato, controllato e registrato come un impiego civile. La registrazione avviene tramite gli organismi religiosi, ma presso gli uffici responsabili civili. E questo è doloroso soprattutto per i vescovi”.

L’8 febbraio scorso, incontrando il Corpo diplomatico, a un certo punto, papa Francesco ha citato il rinnovo dell’Accordo provvisorio fra Cina e Santa Sede. “Si tratta – ha detto - di un’intesa di carattere essenzialmente pastorale e la Santa Sede auspica che il cammino intrapreso prosegua, in spirito di rispetto e di fiducia reciproca, contribuendo ulteriormente alla soluzione delle questioni di comune interesse”. Diversi sacerdoti in Cina si domandano se questo nuovo documento sulle “Misure amministrative” non metta in crisi le conquiste “pastorali” dell’Accordo, dato che sottomette il ministero dei vescovi al potere del Partito e ribadisce la divisione fra comunità ufficiali e sotterranee. (Wang Zhicheng)

7 commenti:

  1. OT

    sentite che meraviglia:

    Gregorian chant | Abbaye de Solesmes - Of. Viri Galilaei

    https://www.youtube.com/watch?v=YBe-hxwoe8Y

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  2. “Francesco è il papa più autocrate dell’ultimo secolo, il più incline a fare e disfare tutto da sé, eppure non fa che reclamare senza posa un governo sinodale della Chiesa. (…) Tanto cara a Francesco, la sinodalità sta di fatto affossando il suo pontificato e dividendo la Chiesa cattolica, con una assimilazione di questa al protestantesimo che in Germania è già arrivata a uno stadio molto, molto avanzato”.

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  3. “Nelle scuole francesi affisse preghiere in arabo". Lo scrittore e insegnante musulmano Omar Youssef Souleimane svela la realtà in Francia e dà ragione a Didier Lemaire, insegnante minacciato di morte, sotto scorta e dimessosi. “Non avrei mai immaginato che avrei trovato qui l'islamizzazione che avevo lasciato in Siria. Nessuno dei miei studenti festeggia il Natale"

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  4. E anche in Svezia17 febbraio, 2021 06:25

    Si rifiuta di togliersi la croce. Licenziato. Accade nella democraticissima Svezia
    L’assiro George Tannouri lavorava in un magazzino. “Perché non posso portare la croce ma vedo hijab al lavoro?”. Record di attacchi alle chiese. In una generazione, un terzo della Svezia sarà islamica

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  5. La guerra della Cina al cristianesimo. Il Vaticano apra gli occhiDalla piattaforma Taobao scompare la Bibbia, nei negozi gli acquirenti devono lasciare il nome, a processo chi vende audio cristiani, schedati i sacerdoti e il tycoon cattolico di Hong Kong in carcere

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  6. Difende Samuel Paty. Due anni di carcere al blogger tunisino. Più coraggioso dei nostri benpensanti. Wajdi Mahouechi si era schierato con il professore decapitato. E’ la vera primavera araba che serve. Intanto Erdogan vorrebbe incriminare Wilders. La libertà è minacciata...

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  7. "Le nuove misure sul personale religioso che entreranno in vigore il prossimo 1 maggio dettano le modalità della nomina dei vescovi cattolici cinesi ignorando totalmente l'accordo con la Santa Sede recentemente rinnovato. Ulteriore conferma del fallimento della politica vaticana, gravissima macchia di questo pontificato che mette in discussione lo stesso concetto di fedeltà alla Chiesa."

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