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venerdì 2 febbraio 2024

“Padre Thomas Weinandy / La confusione creata da Fiducia Supplicans è intenzionale”

Stante la pletora di reazioni riscontrate finora sulla Dichiarazione Fiducia supplicans è difficile trovare affermazioni non ripetitive. Ma la trattazione che segue, ripresa dall'Osservatorio Card. Van Thuân, merita attenzione. Qui l'indice degli articoli sulla vexata quaestio


 “La confusione creata da Fiducia Supplicans è intenzionale”.
Padre Thomas Weinandy intervistato da Martina Pastorelli

Pubblichiamo l’intervista al Padre Thomas Weinandy a firma di Martina Pastorelli pubblicata dal quotidiano “La Verità” (25 gennaio 2024, p. 12) col titolo “Fiducia Supplicans è diabolica, la confusione creata è intenzionale”.

Padre Thomas Weinandy, frate cappuccino, è un teologo di fama internazionale. Nel 2013 ha ricevuto la Medaglia Pro Ecclesia et Pontifice, una delle più alte onorificenze della Chiesa. Già membro, su nomina di papa Francesco, della Commissione teologica internazionale, ha insegnato in vari atenei americani, a Oxford e alla Pontificia Università Gregoriana.

È stato direttore esecutivo della Commissione dottrinale della Conferenza episcopale degli Stati Uniti e poi suo consulente fino alla pubblicazione, nel 2017, di una lettera aperta a papa Francesco in cui sosteneva che il suo pontificato è contrassegnato da “una confusione cronica” (qui); nello stesso giorno dovette dimettersi.

In questa intervista affronta i motivi e le conseguenze delle divisioni – perfino tra episcopati – che oggi attraversano la Chiesa, con dispute su dottrina, morale e liturgia.

Siamo davanti a una dialettica fisiologica o dietro queste controversie c’è qualcosa di inedito?

C’è una novità: in passato abbiamo avuto papi libertini, avidi, simoniaci, nepotisti; oggi abbiamo un pontefice che non commette questi peccati ma che attacca, con la sua ambiguità, la dottrina. I suoi predecessori saranno anche stati dei fornicatori ma non hanno mai sostenuto che fornicare fosse una cosa buona; ora invece il Papa sembra attaccare lo stesso insegnamento morale della Chiesa, specialmente in materia di sessualità

San Francesco era stato invitato da Dio a riparare la Sua Chiesa, che stava crollando. Da francescano, come pensa opererebbe oggi il santo di Assisi nell’Occidente in crisi di fede?

Difficile dire cosa farebbe San Francesco: da autentico cattolico, che quando volle fondare il proprio ordine andò dal Papa per ottenere l’approvazione, penso che oggi sarebbe sconcertato nel vedere che abbiamo un pontefice e membri del Vaticano che minano l’insegnamento della Chiesa. San Francesco ha sempre voluto – fino a metterlo nella Regola – che tutti i frati fossero veramente fedeli alla Chiesa, ed io, proprio perché mi considero un francescano fedele, sia nelle lettere a papa Francesco che in altre pubblicazioni, ho cercato di affrontare le varie questioni, evidenziando ciò che era bene e ciò che era male

L’universalità della Chiesa si manifesta in quanto tutte le chiese particolari sono legate assieme, attraverso il collegio dei vescovi, in ​​comunione con il Papa. Questo contrassegno dell’unità cattolica è messo alla prova dalle spaccature sorte intorno a Fiducia Supplicans, con le “periferie” che correggono Roma?

Il Signore ha affidato a San Pietro la custodia del deposito della fede e dell’unità, ma ora il Papa, anziché custodire la fede sembra volerla cambiare, e invece di rafforzare l’unità nella Chiesa porta divisione. Francesco non accetta mai questa critica ma incolpa gli altri, però non è l’ideologia altrui ad aver creato problemi, bensì la sua. Quanti hanno una retta fede, tra vescovi, sacerdoti e teologi, riconoscono che quello che promuove Fiducia Supplicans non è in linea con l’insegnamento della Chiesa e si battono per difendere ciò che il Vaticano sta cercando di minare. Dovremmo ricordare che il cardinale John Henry Newman (dichiarato Santo nel 2019, ndr) nel suo “Saggio sullo Sviluppo della Dottrina Cristiana” sottolinea che spetta al Papa e ai vescovi in unione con lui dirci cosa sia vero sviluppo e cosa sia falso sviluppo, e immagina una situazione ipotetica in cui coloro che dovrebbero affermare il vero sviluppo della dottrina invece espongono posizioni che ne rappresentano la corruzione. Aggiungo che, anche se il Papa o un vescovo dice qualcosa che appare come insegnamento magisteriale ma non è in linea con il magistero precedente, allora quello che dice non è da ritenersi insegnamento magisteriale

Alcuni interpreti del pensiero di papa Francesco sostengono che egli si rifaccia alla “opposizione polare” di Romano Guardini

È una nozione molto hegeliana quella delle due posizioni polari che si uniscono in una nuova sintesi più alta; però non è così che funziona lo sviluppo della dottrina, che ha un impeto interno attraverso il quale giungiamo a una migliore comprensione della fede, ma che non rinnega mai ciò che si conosceva prima: la Chiesa, nei secoli, ha sostenuto che gli atti omosessuali sono un male intrinseco e che quindi mai possono essere permessi o perdonati, mentre con la lettura hegeliana di Francesco finiamo per dire che questi atti immorali in certi casi possono essere permessi e sono perfino virtuosi. Questo è un modo assolutamente falso di concepire lo sviluppo della dottrina. Si noti anche che tutto ciò che esce dal Vaticano, provenga dal Papa o dal prefetto Fernández, è sempre pieno di ambiguità. Credo che questa ambiguità sia lo Spirito Santo che “trattiene” il Papa dal fare ciò che egli vorrebbe fare; con questo atteggiamento però il Papa fa sì che siano gli altri a farlo. È un gioco molto pericoloso quello di “aggirare” lo Spirito Santo: è chiaramente perdente ma intanto crea caos nella Chiesa

Possiamo dire che Fiducia Supplicans, prima ancora di creare problemi alla fede è uno scritto che crea una crisi alla stessa ragione per le sue incoerenze?

I documenti della Congregazione per la Dottrina della Fede hanno sempre fatto chiarezza. Adesso, con questa ambiguità ingannevole e manipolatoria, si crea un conflitto con l’intelligenza della fede che le persone possiedono, perché si semina confusione. È intenzionale, serve a promuovere ciò che si desidera ma non si manifesta apertamente. Ed è diabolico. Lo Spirito Santo è spirito di verità, il demonio è uno spirito di disordine: quello che viene promosso oggi

Si può giustificare teologicamente la benedizione delle coppie omosessuali?

Il problema è cosa benedici quando benedici una coppia omosessuale. Che il gesto avvenga in pubblico o in privato, quello che le persone colgono è che viene benedetta la relazione. E trattandosi di una relazione immorale si da l’impressione di approvare la relazione stessa con tutto ciò che essa implica, laddove non si può benedire un peccato senza creare scandalo. Avremo vescovi che benediranno le coppie gay e altri che si rifiuteranno, perché non c’è più chiarezza sull’insegnamento della Chiesa

A parte gli episcopati d’Africa, nota timore da parte dei vescovi a esprimersi in merito?

Qui negli Stati Uniti ci sono vescovi che non sono contenti di Fiducia Supplicans ma hanno paura di prendere posizione. La conferenza episcopale è divisa: la maggior parte dei vescovi americani ha una fede cattolica solida, ma non sono tutti così, specialmente quelli nominati da Francesco. Per questo è difficile che esca un loro documento congiunto fortemente contrario. Penso che papa Francesco non ami gli Stati Uniti proprio perché abbiamo ancora così tanti bravi cattolici e quindi siamo coloro i quali, a differenza degli europei, si possono ancora opporre

Ci sono vescovi che temono di essere rimossi?

La sinodalità è una farsa, visto che Francesco è più tirannico di qualunque altro Papa che si ricordi. Per Fiducia Supplicans non è stato consultato nessun vescovo o teologo, come solitamente avviene per un documento della Congregazione e questa è una conduzione dittatoriale del pontificato. E lo stesso accade per la tanto invocata parresia: Francesco vuole che si dica la verità così può individuare i suoi nemici e poi attuare la sua vendetta quando non gli piace quello che sente

La proposta teologica di un inferno vuoto – su cui il Papa è tornato di recente parlando in tv – è una teoria plausibile nella riflessione cattolica sulla Rivelazione? E quali conseguenze produce nella vita concreta?

Gesù pensava che l’inferno ci sia e che le persone ci vadano: pensiamo a quando parla delle due strade, una larga e l’altra stretta e del fatto che la maggior parte degli uomini sceglie la prima, che porta alla dannazione. O quando dice che Giuda sarebbe stato meglio non fosse mai nato, frase da cui si deduce che la sua condizione non sia certo quella della beatitudine. San Paolo, ad esempio, parlando di adulteri e avidi dice che non entreranno nel Regno di Dio. Dalle Scritture e dalle stesse parole di Gesù emerge chiaramente che la dannazione eterna è una possibilità, e pure molto concreta. La Vergine di Fatima ai pastorelli mostrò l’inferno, e con i dannati dentro! È gravissimo che Francesco faccia pensare il contrario perché il risvolto pastorale è che le persone credano che, siccome all’inferno non ci va nessuno, allora non fa differenza come ci si comporta. Mina anche l’importanza della vita terrena rendendo insignificante ogni virtù. Posso darmi al traffico di bambini o effettuare aborti senza che ci siano conseguenze; perché mai poi dovrei morire per la fede visto che tanto non divento un martire e che anzi, se la tradisco, finisco comunque in paradiso? Chiaro che esiste il pentimento, che consente anche al peggior peccatore di andare in cielo, ma se l’inferno non esiste si smarrisce il senso della vita e il valore della dignità umana perché nessuna violazione di questa dignità merita la dannazione. E questo è semplicemente terribile. - Fonte 
Martina Pastorelli Padre Thomas Weinandy Osservatorio Card. Van Thuân

10 commenti:

  1. Alla gerarchia della setta conciliare interessa mettersi al passo con i "valori" della globalizzazione: niente altro. Il documento in questione per "i padroni del mondo" è importante tanto quanto l'artistico "cedimento" di V. Orban sui cinquanta miliardi all'Ucraina. Ed è senz'altro vero, come afferma il frate francescano, che la confusione è intenzionale: tutti ne parlano, il sesto comandamento, ormai, è considerato anticaglia. Tuttavia, questo genere di operazioni non riguarda soltanto il sesto comandamento e non data a cominciare dal pontificato di Francesco.

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  2. A chi accusa i tradizionalisti di essere contro papa02 febbraio, 2024 10:14

    Non siamo noi contro " papa francesco" è papa francesco ad essere contro la Chiesa, contro il Vangelo, contro la cristianità, contro l'umanità, e palesemente e politicamente schierato con i prepotenti globalisti

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  3. Anche la Chiesa sta attraversando in questi ultii tempi, la tentazione dell'ideologia ddel Duce.
    Uno solo comanda e domina,.... e dice ai suoi vescovi che lo invitano a cambiaare posizione su "Fiducia Supplicans :" Me ne frego," Non ho paura dello scisma !!!!


    "

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  4. Ci si chiede come sia possibile che la unica santa cattolica e apostolica Chiesa di Dio sia governata da un capo che non è cattolico.

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  5. La Fiducia supplicans non nasce da ora. E' stata da lungo preparata. Il Pontificato di Bergoglio l'ha preparata da molto tempo. Niente è casuale in questa scacchiera dove la morale cattolica è stata fatta slittare come una zattera su una superficie di ghiaccio. Fino a renderla irriconoscibile. E tutto questo nella acquiescenza generale di sacerdoti, parroci, vescovi. Tutti allineati e coperti dietro il Papa che assicurava che in materia di dottrina tutto rimaneva come prima. Cambiava solo la pastorale. Cambiava solo il paradigma. Il problema è che, cambiando il paradigma, anche la superficie sulla quale si scivolava non era più quella e anche il panorama tutto attorno era profondamente cambiato.
    E ripeto, niente è stato casuale. Lasciamo stare i primi due Sinodi sulla famiglia che cambiarono con una nota a piè pagina della Amoris Laetitia la rovente questione dell'accesso al sacramento dell'eucarestia dei divorziati risposati.
    Cambiò tutto, en plissé, con una piega, quando molti sacerdoti si affaticavano a dire che non era cambiato nulla. E per questo si arrampicavano sugli specchi. Per dimostrare che nulla era mutato quando in realtà tutto era cambiato.
    Col consenso di molti nella Chiesa, per carità. Tutti i catto progressisti. Tutti quelli che vivevano situazioni irregolari.
    Poi ci fu l'incontro mondiale della famiglia a Dublino, che per la prima volta si chiamava Incontro mondiale delle famiglie (2018). Vi sembra che il cambio di numero dal singolare al plurale sia del tutto involontario?
    Affatto, come la nota a piè pagina della Amoris Laetitia. Certo per molti era lapalissiano che essendo molte le realtà familiari convenute a Dublino, il plurale fosse d'obbligo. Ma il senso era diverso. Il paradigma era diverso. Infatti uno dei relatori ufficiali dell'Incontro, per questo nominato appositamente dal Papa, era proprio il gesuita James Martin, noto gesuita teologo di Plymouth, ampiamente schierato per l'apertura al mondo omosessuale lgbt.
    Ora si capisce il senso recondito di quell'incontro intitolato alle famiglie e non alla famiglia. E si è andati avanti, sono ad oggi. E non è certo finita qui. Si aprirà infatti un secondo Sinodo e probabilmente ne vedremo delle belle.
    Sul versante della dottrina della fede, quella intangibile, quella che il Papa ha il compito di confermare, non di modificare, abbiamo visto i fuochi d'artificio. Prima è stato prepensionato il dottore in teologia Gerhard Muller, già uomo di grande fiducia di Papa Benedetto, poi abbiamo assistito alle dimissioni di Ladaria, anche lui grande teologo, gesuita come il Papa, progressista, ma non abbastanza tale da arrivare a una Dichiarazione del tipo Fiducia Supplicans, anzi avendola esclusa esplicitamente. Perché è della dottrina cattolica la impossibilità di riconoscere uno stato come quello riconosciuto dal catechismo della Chiesa cattolica come uno stato di peccato mortale, come una situazione accettabile dalla verità di fede. Infine è stato nominato un sodale del Papa argentino, che ha già inanellato una serie di figure barbine.
    E tutto questo avviene col silenzio assenso dei sacerdoti. Per fortuna non sono stati in silenzio alcuni episcopati europei, quelli dell'Europa dell'Est e, sorprendentemente, l'episcopato olandese del cardinale Eyck, la cui Chiesa è stata la prima a scottarsi coi cambiamenti introdotti nella prassi e nella dottrina della Chiesa ed evidentemente, si è resa conto della necessità di fare passi indietro, di rinsavire prima che sia troppo tardi.

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  6. "quasi fosse omofoba", la Chiesa cattolica africana, si intende.

    N o t a b e n e : ogni persona normale è "omofoba" vale a dire prova ripugnanza già solo ad immaginare il peccato contro natura, sia al maschile che al femminile. Ciò dipende in primo luogo dalle modalità appunto ripugnanti nelle quali per forza di cosa incorre. Si tratta di una reazione istintiva del senso morale, naturale ancor prima che cristiano. Del senso morale ed anche estetico.

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    1. Omofobi e omofili : per i primi l' aggettivo è una medaglia al valore, che testimonia a loro favore, per i secondi è un atto di accusa, che li porterà dinanzi al Giusto Giudice e da lì poi....speriamo che si pentano prima di arrivarci, si convertano chiedendo perdono a Dio, poi segua il loro ravvedimento operoso e infine il cambiamento di vita. Altra strada non hanno, per evitare la dannazione eterna, la misericordia a costo zero non esiste, è una liro illusione o perfida menzogna per depistare i fedeli creduloni, mantenendoli neli loro peccati e accomoagnandoli all' impenitenza finale, garanzia di sicuro ingresso all' inferno.

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  7. Per quale ragione non si riesce a dare l'unica sensata risposta a dubbi, perplessità e scandalo ? Che cioè ,chi è seduto sul trono di Pietro non è mai stato suo legittimo successore. Il fumo del diavolo ,che Paolo VI aveva sentito, ha legato le mani ai pontefici ,fino a realizzare in Bergoglio il suo" arrosto" ,ma la pentola è senza coperchio .
    Con le sue apparenti dimissioni Benedetto XVI era in sede impedita, mentre l'usurpatore si è illuso di avere il dominio sulla Chiesa di Cristo, invece ritiratasi ,rapita nel deserto: "Ma furono date alla donna le due ali della grande aquila, perché volasse nel deserto verso il proprio rifugio, dove viene nutrita per un tempo, due tempi e la metà di un tempo, lontano dal serpente "
    (Apocalisse 12,16)

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  8. Dichiarazioni esplicite: in Vaticano è insediato un potere avverso alla Verità e al Bene. Esso scientificamente persegue il sovvertimento della missione della Chiesa. Nulla è casuale, tutto voluto, sottilmente.

    D’accordo… ma come possiamo ritenerlo “Regolare”? Evidentemente è il frutto di una manovra ordita dal nemico. Dunque Bergoglio NON è legittimamente quel che appare.

    Benedetto XVI ha mosso un passo di lato consapevole e studiato oppure è fuggito facendo spallucce?

    La prima. Come un esorcismo sul corpo malato della Chiesa, espellendo “legione”, perchè i demoni sono tantissimi.

    Li vedremo buttarsi dalla rupe in una mandria di porci?

    In tal caso temo che molti chiederanno al Signore di allontanarsi dalla propria regione. Mica interessa che se ne vada legione e poco interessa che guarisca l’indemoniato… il vero interesse sono i porci.

    Ed era così da un bel po’ di tempo.

    Siamo in diretta: il Cristiano sa già chi vince, tuttavia molti si stupiranno della qualità e del numero di emozioni e dolori che riserveranno gli ultimi minuti della partita. C’è anche il rischio di ritrovarsi a tifare nella curva sbagliata.

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  9. Il problema non è così semplice.

    Inutile citare oscure profezie dell'Apocalisse. Il fumo di Satana è penetrato nella Chiesa col Concilio (con la svolta eterodossa che ha subito grazie alla complicità di Giovanni XXIII) e da allora non se ne è andato più via. Lo stesso Paolo VI, con le sue riforme liturgiche, non ha distrutto la liturgia cattolica? Se non è opera che viene dal Demonio questa, quale lo è, allora?

    Tutti i papi conciliari sono venuti meno nella difesa del Deposito della Fede, a diversi livelli. Il presente e regnante appare il peggiore perché (da seguace delle teologia della liberazione) ha portato l'attacco finale, coinvolgente in modo smaccato la demolizione della morale cattolica e la distruzione della struttura gerarchica della Chiesa, con la c.d. "sinodalità", l'introduzione delle donne e dei laici ad ogni livello di questa struttura, l'ecumenismo ancora più spinto. Appare il peggiore anche per il suo modo di fare brutale.

    Ma non dimentichiamo che papa Francesco manifestò il suo favore alla teoria della Giustificazione di Lutero a conclusione del lungo iter che aveva portato alla famigerata Dichiarazione Congiunta sulla Giustificazione da parte di cattolici e luterani, un iter cui avevano lavorato per anni Papa GP II e il cardinale Ratzinger: sono stati loro i primi a dare in elogi nei confronti di Lutero [!!].
    E questi elogi erano o no "fumo di Satana" all'interno della Chiesa?

    Dicendo che il papa regnante è un impostore non si rende vacante la Sede. Si manifesta un'opinione personale, contrata dall'opinione personale di tanti altri che ci tengono a mantenerlo in cattedra il più a lungo possibile, perché il lassismo bergogliano, la sua falsa misericordia, il suo correr dietro alle mode del SEcolo, piacciono, è ovvio.
    Ha ragione il card. Burke a dire che dovrebbe essere il Collegio cardinalizio a prender ad un certo punto posizione. Anche l'opinione pubblica di un singolo cardinale sull'impostura di papa Francesco resterebbe pur sempre un'opinione personale e lo isolerebbe come "nemico del Papa".
    La presa di posizione del collegio cardinalizio, almeno di una sua parte consistente, avrebbe ben altro peso. Ma, secondo il vigente diritto canonico, il Collego non ha il potere di giudicare il papa per eresia o altro ed eventualmente deporlo.
    Non si riesce a superare questo scoglio.
    Il Collegio o sua parte dovrebbe allora prender posizione nel merito teologico di certe esternazioni di papa Francesco o da lui approvate, mostrando come esse siano eretiche e persino immorali, invitandolo espressamente a cambiar rotta. Un'azione del genere sarebbe già rivoluzionaria e potrebbe aprire la porta a scenari al momento impensabili.

    Smettiamola però di dire che la soluzione della crisi sarebbe semplice, basterebbe dichiarare pubblicamente che papa Francesco è un impostore, per farlo decadere. Dichiarare, appunto, da parte di chi?
    Di Tizio o Caio che intervengono sui blog cattolici? Di qualche vescovo più coraggioso di altri?
    Per ottenere mutamenti straordinari nelle istituzioni del momento, occorrono sempre determinate procedure, le quali a loro volta implicano problemi di competenza, sia in senso giuridico che teologico. Fatevene una ragione.
    T.

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