Nella nostra traduzione da LifeSiteNews. La recente affermazione del capo della dottrina vaticana, secondo cui i testi del Vaticano II non possono essere corretti, è stata fondamentale nella decisione della FSSPX di procedere con le consacrazioni episcopali senza l'approvazione della Santa Sede. Fanno testo le non nuove affermazioni di mons. Schneider [vedi].
Vescovo Schneider: i testi del Vaticano II possono essere modificati.
Il vescovo Athanasius Schneider ha dichiarato che l'affermazione del cardinale Víctor Manuel Fernández secondo cui i testi del Vaticano II non possono essere modificati(1) è "completamente sbagliata".
Schneider, vescovo ausiliare di Astana, Kazakistan, ha affrontato la recente affermazione di Fernández, che si è rivelata fondamentale nella decisione della Fraternità San Pio X ( FSSPX) di procedere con le consacrazioni episcopali, in un'intervista con il dott. Robert Moynihan, fondatore e direttore della rivista Inside the Vatican.
Don Davide Pagliarani, Superiore Generale della FSSPX, ha annunciato che il 1° luglio la FSSPX procederà con le consacrazioni episcopali, sottolineando che un'intesa dottrinale tra la FSSPX e il Vaticano è attualmente "impossibile", soprattutto perché Fernández ha affermato che "i testi del Concilio non possono essere corretti, né può essere messa in discussione la legittimità della riforma liturgica".
Durante un'intervista rilasciata lunedì scorso a Moynihan, mons. Schneider ha contestato l'affermazione di Fernández secondo cui i testi del Vaticano II non possono essere "corretti", chiarendo che gli unici testi che non possono essere modificati sono la "Parola di Dio", la Bibbia e i "dogmi proclamati", sebbene un dogma possa essere chiarito da un papa o da un concilio.
Moynihan ha sottolineato che il Vaticano II è stato dichiarato un “concilio pastorale”, e Schneider ha affermato che lo stesso Papa Giovanni XXIII lo ha chiarito.
Infatti, nel discorso di apertura del Concilio Vaticano II, pronunciato l'11 ottobre 1962, Giovanni XXIII dichiarava che il punto principale del concilio non doveva essere una discussione sulla "dottrina fondamentale della Chiesa", ma piuttosto che esso doveva avere "un carattere prevalentemente pastorale".
Schneider ha inoltre sottolineato che anche Paolo VI ha ribadito che il Vaticano II non intendeva "proclamare un dogma", ma aveva invece natura "pastorale". In effetti, il Papa si è spinto oltre, affermando che il Concilio ha evitato di pronunciare dogmi infallibili affermando, in un'udienza generale del gennaio 1966, che "dato il carattere pastorale del Concilio, esso ha evitato di pronunciare in modo straordinario dogmi dotati della nota di infallibilità".
Schneider ha osservato che, se il Concilio Vaticano II avesse citato dogmi di concili precedenti, questi sarebbero "immutabili"; mentre i passaggi di carattere meramente pastorale possono essere corretti.
Moynihan ha elaborato le osservazioni di Schneider, ribadendo il punto di vista della FSSPX ed ha osservato: "Si dice che alcuni passaggi del Concilio Vaticano II siano stati sviluppati in una sorta di insegnamento conciliare della Chiesa, che rappresenta una 'nuova Chiesa' diversa da tutte quelle dei secoli precedenti". Ha citato inoltre l'idea che "tutte le religioni siano percorsi uguali verso Dio" come esempio di una novità introdotta dal Vaticano II.
E dunque, afferma Moynihan, "La FSSPX è nel giusto quando afferma che su cinque o sei punti sono stati estrapolati passaggi di un concilio pastorale trasformandoli in un nuovo paradigma della Chiesa che deve essere corretto.
Mons. Schneider lo ha confermato, sottolineando che i concetti di libertà religiosa e collegialità formulati nel Vaticano II "non sono conciliabili" con il precedente insegnamento della Chiesa chiarendo: "Si tratta di una contraddizione evidente, o almeno di un'ambiguità tale da essere pericolosa e... deve essere corretta dal magistero".
Moynihan ha sottolineato che "chiunque abbia studiato il Concilio sa che era intenzionale inserire un passaggio o una frase da poter usare in seguito", ricordando come Paolo VI fosse informato che i progressisti avevano già previsto come certi passaggi del Vaticano II avrebbero potuto essere sfruttati per promuovere la loro agenda eterodossa.
Il vescovo Schneider ha espresso la speranza che l'attuale situazione della FSSPX possa rappresentare un'opportunità per chiarire l'"ambiguità" del Vaticano II e che il Vaticano conceda loro un "minimo" di "integrazione" nella Chiesa prima di procedere con il dialogo.
Ma ora che la FSSPX ha annunciato che procederà alle consacrazioni episcopali dopo che Fernández ha preteso la loro piena e incondizionata accettazione del Vaticano II, sembra che la loro “integrazione” formalmente riconosciuta nella Chiesa non avverrà.
Schneider ritiene che l'"entourage" di Fernández in Vaticano tema l'influenza della FSSPX all'interno della Chiesa attraverso la promozione della "vera e completa tradizione dottrinale della Chiesa e della liturgia".
Ha detto che questo il motivo per cui pongono “ostacoli così grandi” per la regolarizzazione della FSSPX, mentre “allo stesso tempo la Santa Sede è molto generosa” con il Partito Comunista Cinese, al punto da permettere al partito comunista di scegliere i candidati vescovi e di “eseguire le cosiddette ordinazioni”.
Al contrario, la FSSPX, “i loro stessi figli”, viene trattata come “seconda classe” ed ha affermato che se i sacerdoti della FSSPX e i fedeli laici associati alla stessa venissero scomunicati dal Vaticano, “ la colpa ricadrebbe principalmente sul Vaticano, non su di loro”.
____________________________Nota di Chiesa e post-concilio
«Il cardinale ha affermato oralmente che, sebbene sia possibile avviare un dialogo sul Concilio, i suoi testi non possono essere corretti». Si ricava nella Lettera di don Pagliarani al Prefetto della Dottrina della Fede qui.

I sostenitori della messa tradizionale dicono che la polemica con la SSPX ha "buttato una bomba a mano" nel dibattito.
RispondiEliminahttps://catholicweekly.com.au/sspx-controversy-has-thrown-a-hand-grenade-into-tlm-debate/
Il filosofo francese Jean Guitton, segretario, confidente di Paolo VI e osservatore laico al Concilio Vaticano II ha scritto nel suo libro "Segreto di Paolo VI":
RispondiEliminaIo (Guitton) gli ho chiesto: “Perché non accetti che i sacerdoti di Ecône continuino a celebrare la Messa di San Pio V?
Perché non lasciare che festeggiano? ”
La risposta data da Paolo VI è molto significativa.
Egli rispose: "No, se concediamo la Messa di San Pio V alla Fraternità San Pio X, TUTTO ciò che abbiamo guadagnato attraverso il Vaticano II andrà perduto. "
Il vescovo Schneider risponde al cardinale Fernández.
RispondiEliminaL'articolo di The Catholic Herald descrive la risposta del vescovo ausiliare di Astana (Kazakistan), Athanasius Schneider alle affermazioni del cardinale Victor Manuel Fernández (Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede) sull'immutabilità dei testi del Concilio Vaticano II.
* Critica sull'"immutabilità" dei testi conciliari:
Schneider definisce "completamente errata" l'affermazione secondo cui i testi del Vaticano II non possono essere modificati. Sostiene che solo la Parola di Dio (la Bibbia) è immutabile. Anche i dogmi proclamati ex cathedra, sebbene infallibili, potrebbero essere migliorati nella loro formulazione per maggiore chiarezza da un Papa o un Concilio successivo.
* Carattere pastorale del Concilio:
Citando i Papi Giovanni XXIII e Paolo VI, Schneider insiste sul fatto che il Vaticano II è stato convocato con carattere prevalentemente pastorale e catechetico, non per definire nuovi dogmi. Pertanto, le sue spiegazioni (che definisce "legate al tempo") possono essere cambiate, migliorate o corrette se non sono state formulate in modo definitivo.
* Differenza tra Dogma e Formulazione:
Chiarisce che i dogmi citati dal Concilio dei precedenti concilio sono immutabili, ma le formulazioni proprie del Vaticano II che sono di carattere pastorale possono essere rivedute.
* Esempio storico:
Cita il quarto Concilio Laterano (1215), che comprendeva misure discriminatorie contro gli ebrei (come l'uso di abiti distintivi), per dimostrare che disposizioni di un Concilio Ecumenico possono e devono essere corrette nel tempo.
* Ambiguità specifiche:
Schneider chiede di esaminare onestamente ciò che chiama "ambiguità evidenti" su questioni come la libertà religiosa, l'ecumenismo e la collegialità.
* Rapporto con FSSPX:
Nel contesto dei negoziati con la Fraternità di San Pio X (FSSPX), Schneider suggerisce che Roma dovrebbe prima integrarli canonicamente ("dare loro un'integrazione minima"), consentendo al dialogo dottrinale di continuare all'interno della comunione, anziché aspettare di risolvere tutte le differenze prima dell'integrazione.
In breve, Mons. Schneider sostiene che l'autorità dei documenti del Vaticano II non è uniforme e che trattare le sue sezioni pastorali come verità immutabili è un errore teologico e storico.
Fonte: Https://thecatholicherald.com/article/bishop-schneider-responds-to-cardinal-fernandez
Ezech 34:11-16
RispondiEliminaHæc dicit Dóminus Deus: Ecce, ego ipse requíram oves meas, et visitábo eas. Sicut vísitat pastor gregem suum in die, quando fúerit in médio óvium suárum dissipatárum: sic visitábo oves meas, et liberábo eas de ómnibus locis, in quibus dispérsæ fúerant in die nubis et calíginis. Et edúcam eas de pópulis, et congregábo eas de terris, et indúcam eas in terram suam: et pascam eas in móntibus Israël, in rivis, et in cunctis sédibus terræ. In páscuis ubérrimis pascam eas, et in móntibus excélsis Israël erunt páscua eárum: ibi requiéscent in herbis viréntibus, et in páscuis pínguibus pascéntur super montes Israël. Ego pascam oves meas, et ego eas accubáre fáciam, dicit Dóminus Deus. Quod períerat, requíram; et quod abiéctum erat, redúcam; et quod confractum fúerat, alligábo; et quod infírmum fúerat, consolidábo; et quod pingue et forte, custódiam: et pascam illas in iudício, dicit Dóminus omnípotens.
Dal libro del profeta Ezechiele..
Ezech 34:11-16
Ecco quanto dice il Signore: «Io stesso andrò in cerca delle mie pecorelle, le visiterò, come il pastore conta il suo gregge, quado si trova in mezzo alle sue pecorelle ch'eran disperse, così io conterò le mie pecorelle e le menerò via da tutti i luoghi in cui furon disperse, nel giorno dei nuvoli e della caligine. Io le porterò via di mezzo ai popoli, le unirò dalle varie regioni, le condurrò nella loro terra, le pascerò sui monti d'Israele, lungo i rivi, nei luoghi abitati del paese. Le menerò in ottimi pascoli, i loro pascoli saranno sugli alti monti d'Isràele; ivi riposeranno sulle erbette verdeggianti, si sazieranno in ubertosi pascoli, sulle montagne d'Israele. Io pascerò le mie pecorelle, io le farò riposare, dice il Signore Dio. Io andrò in cerca delle smarrite, ricondurrò le cacciate di casa, legherò le fratturate, ristorerò le deboli, terrò d'occhio quelle prosperose e robuste, e le pascerò con giustizia». Dice il Signore onnipotente.
R. Grazie a Dio.