Dichiarazione pastorale sugli eventi recenti nella Basilica di San Pietro e sull'integrità del sacerdozio
Sono circolate immagini e resoconti che mostrano una donna anglicana "vescova" mentre impartisce una benedizione all'interno della Basilica di San Pietro. Per molti fedeli, questo non è stato un momento di unità, ma fonte di profonda confusione e dolore.
In quanto successore degli Apostoli, ho il dovere di parlare non con asprezza, ma con una chiarezza che nasce dalla carità.
Il sacerdozio cattolico non è una creazione umana. È un dono divino istituito da Nostro Signore Gesù Cristo, affidato alla Chiesa e custodito nei secoli con fedeltà e sacrificio. Il sacerdote, mediante l'ordinazione sacramentale, si configura a Cristo in modo unico e insostituibile, agendo in persona Christi Capitis, specialmente nell'offerta del Santo Sacrificio della Messa.
Per questo motivo, la Chiesa ha insegnato in modo definitivo di non avere l'autorità di conferire l'ordinazione sacerdotale alle donne. Questo insegnamento non è soggetto a modifiche, adattamenti o reinterpretazioni. Appartiene al deposito della fede.
Poiché l'Eucaristia è la vera rappresentazione del Sacrificio del Calvario, il sacerdote si pone nella persona di Cristo Sposo, che offre se stesso per la sua Sposa, la Chiesa. Questo mistero nuziale non è simbolico, ma sacramentale e reale. Qualsiasi gesto che oscuri questa verità, o che offuschi la distinzione tra gli Ordini Sacri validi e le comunità che non li possiedono, rischia di indebolire la comprensione dell'Eucaristia stessa da parte dei fedeli.
Per questo motivo, la Chiesa ha sempre custodito con la massima cura sia il sacerdozio sia le sacre parole dell'Eucaristia. Il sacerdote non parla all'altare come mero rappresentante della comunità, ma in persona Christi Capitis – nella persona stessa di Cristo Capo – cosicché quando dice: «Questo è il mio Corpo… Questo è il mio Sangue», è Cristo stesso che parla e agisce. Se questa realtà viene oscurata, o se la forma del sacramento viene alterata in modo da non esprimere più chiaramente Cristo che agisce attraverso il sacerdote, i fedeli potrebbero essere indotti in grave confusione e l'integrità del sacramento stesso potrebbe essere messa in discussione. Per questo motivo, la Chiesa DEVE custodire con riverenza e fedeltà sia la realtà del sacerdozio sia la sacra forma che le è stata affidata da Cristo.
Si potrebbe obiettare che in questo caso non si sia svolta alcuna celebrazione eucaristica e che quanto accaduto sia stato semplicemente un gesto di benedizione. Tuttavia, anche questa affermazione non va presa alla leggera. I gesti pubblici all'interno di luoghi sacri hanno un significato reale. Quando una persona che non possiede un valido ordine sacro viene ricevuta in un modo che sembra affermare o onorare un ruolo ministeriale che non può ricoprire, si rischia di dare l'impressione che tale ordine sia riconosciuto o intercambiabile con il sacerdozio cattolico.
Questo è fonte di confusione per i fedeli e motivo di legittima preoccupazione. La vera carità richiede chiarezza. Il rispetto per le persone non deve mai oscurare la verità sulla realtà sacramentale dell'Ordine sacro, che la Chiesa ha ricevuto da Cristo e che non ha l'autorità di modificare.
Per questo motivo, esorto i fedeli non solo a rimanere saldi, ma a rispondere con la preghiera e la riparazione. Quando la confusione tocca ciò che è più sacro – quando il sacerdozio e l'Eucaristia vengono oscurati – la risposta appropriata ai fedeli non è il silenzio, ma l'amore espresso attraverso il sacrificio.
Poiché l'Eucaristia è la vera rappresentazione del Sacrificio del Calvario, il sacerdote si pone nella persona di Cristo Sposo, che offre se stesso per la sua Sposa, la Chiesa. Questo mistero nuziale non è simbolico, ma sacramentale e reale. Qualsiasi gesto che oscuri questa verità, o che offuschi la distinzione tra gli Ordini Sacri validi e le comunità che non li possiedono, rischia di indebolire la comprensione dell'Eucaristia stessa da parte dei fedeli.
Per questo motivo, la Chiesa ha sempre custodito con la massima cura sia il sacerdozio sia le sacre parole dell'Eucaristia. Il sacerdote non parla all'altare come mero rappresentante della comunità, ma in persona Christi Capitis – nella persona stessa di Cristo Capo – cosicché quando dice: «Questo è il mio Corpo… Questo è il mio Sangue», è Cristo stesso che parla e agisce. Se questa realtà viene oscurata, o se la forma del sacramento viene alterata in modo da non esprimere più chiaramente Cristo che agisce attraverso il sacerdote, i fedeli potrebbero essere indotti in grave confusione e l'integrità del sacramento stesso potrebbe essere messa in discussione. Per questo motivo, la Chiesa DEVE custodire con riverenza e fedeltà sia la realtà del sacerdozio sia la sacra forma che le è stata affidata da Cristo.
Si potrebbe obiettare che in questo caso non si sia svolta alcuna celebrazione eucaristica e che quanto accaduto sia stato semplicemente un gesto di benedizione. Tuttavia, anche questa affermazione non va presa alla leggera. I gesti pubblici all'interno di luoghi sacri hanno un significato reale. Quando una persona che non possiede un valido ordine sacro viene ricevuta in un modo che sembra affermare o onorare un ruolo ministeriale che non può ricoprire, si rischia di dare l'impressione che tale ordine sia riconosciuto o intercambiabile con il sacerdozio cattolico.
Questo è fonte di confusione per i fedeli e motivo di legittima preoccupazione. La vera carità richiede chiarezza. Il rispetto per le persone non deve mai oscurare la verità sulla realtà sacramentale dell'Ordine sacro, che la Chiesa ha ricevuto da Cristo e che non ha l'autorità di modificare.
Per questo motivo, esorto i fedeli non solo a rimanere saldi, ma a rispondere con la preghiera e la riparazione. Quando la confusione tocca ciò che è più sacro – quando il sacerdozio e l'Eucaristia vengono oscurati – la risposta appropriata ai fedeli non è il silenzio, ma l'amore espresso attraverso il sacrificio.
Vi chiedo dunque:
- Trascorrere del tempo in adorazione eucaristica
- Recitare il Santo Rosario con rinnovato fervore
- Offrire atti di penitenza e riparazione al Sacro Cuore di Gesù
- Intercedere per i sacerdoti, affinché siano fedeli alla loro sacra identità.
- E pregare per la Chiesa, affinché sia purificata e rafforzata nella verità. Cristo non ha abbandonato la sua Chiesa.
Anche nei momenti di prova, Egli rimane presente nell'Eucaristia – lo stesso ieri, oggi e per sempre. La verità del sacerdozio rimane intatta, non per la forza umana, ma perché è radicata in Lui.
Rispondiamo dunque non con la disperazione, ma con la fedeltà. Restiamo fermi a Cristo, amiamo la sua Chiesa e preghiamo per la sua purificazione e il suo rinnovamento.
Possa la Beata Vergine Maria, Madre dell'Eterno Sommo Sacerdote, intercedere per noi, affinché il sacerdozio si rinnovi nella santità e l'Eucaristia sia sempre adorata con la riverenza che merita.
Vescovo Joseph E. Strickland, Vescovo emerito

Si stava aspettando il commento del Vescovo Strickland!
RispondiEliminaVescovi Cattolici ci sono ancora. Il Signore li conservi tra noi a lungo affinché la loro voce possa risuonare ovunque per la salvezza di quei Sacerdoti Cattolici che hanno avuto cattivi o pessimi maestri e per quei Cattolici che si sono allontanati o si stanno allontanando dalla chiesa al passo dei tempi, la quale ancora non ha capito che il passo dei tempi non tocca punto la Chiesa Cattolica!
Bravissimo Mons. Strickland! Il passo a mio giudizio da sottolineare è questo:
RispondiElimina"Per questo motivo, la Chiesa ha insegnato in modo definitivo di non avere l'autorità di conferire l'ordinazione sacerdotale alle donne. Questo insegnamento non è soggetto a modifiche, adattamenti o reinterpretazioni. Appartiene al deposito della fede."
Perché? Perché fa capire che Leone non è solo ispirato da un ecumenismo di "buoni sentimenti" che vuole avere buoni anzi ottimi rapporti con le cosiddette "chiese sorelle" (termine che già mette l'autentica sullo stesso piano di altre che si fa fatica a definire "chiese cristiane")... Ma Leone sta portando avanti con la sua bonomia anche il progetto eretico di cambiare il sacerdozio cattolico. Passo dopo passo, facendolo digerire lentamente al popolo dei fedeli, dall'ammissione delle bambine a fare le chierichette fino alle chiericone che ormai frequentemente si vedono sull'altare vestite anche di camice, dalle ministre dell'Eucarestia inutili ma presenti anche quando non ci sarebbe bisogno di affrettare la fine di una Messa già abbastanza striminzita fino alle pompose commissioni di studio sul diaconato femminile nella Chiesa primitiva, e finanche a questi eventi pubblici che risultano soft ma che nella testa dei fedeli sono dirompenti, in quanto legittimano l'impossibile.
Eventi che non possono essere giustificati per nessuna ragione e che gridano vendetta di fronte al cielo: i tanti martiri cattolici - martirizzati dall'anglicanismo - si staranno rivoltando nella tomba e nel giorno del giudizio si ergeranno contro questi falsi "pastori", che non occupano solo la Sede di Pietro ma ormai ammorbano anche le diocesi più periferiche.
Il cardinale Sarah: "Abbiamo bisogno di sacerdoti che siano uomini della vita interiore, 'vigili di Dio' e pastori appassionatamente impegnati nell'evangelizzazione del mondo, e non assistenti sociali o politici. "
RispondiEliminahttps://www.signofthecrossmedia.com/news/pope-leo-denounces-death-penalty-as-inadmissible-in-address-to-chicago-university/
Cosa dicono di tutto questo i cardinali conservatori?
RispondiEliminaNon riconoscono una emergenza? Uno stato di crisi e di necessità?
Mons. Lefebvre aveva ragione! Egli aveva già visto tutto con decenni di anticipo.
La storia, i fatti tristi gli stanno dando ragione.
Eppure c'è chi ancora, anche tra i tradizionalisti, non vede.
Non vede o finge?
A volte sono proprio i bambini a riportarti all’essenziale, con una semplicità che non ferisce, ma illumina.
RispondiEliminaEro lì, a leggere i commenti sotto il mio post su Sarah Mullally e sulla sua visita a Roma, quando Bea si avvicina e mi chiede con quella curiosità che le brilla negli occhi: “Mamma, cosa stai facendo? Chi è lei? È vestita come un prete.”
Le rispondo con calma: “Sì, Bea, è conosciuta come l’Arcivescovo di Canterbury ed è venuta a Roma per incontrare il Papa.”
Lei rimane in silenzio per un momento, come se stesse mettendo insieme i suoi pensieri, poi mi guarda e dice con una semplicità disarmante:
“Mamma, ma le femmine non possono essere sacerdoti.”
Le sorrido, quasi incuriosita dalla sicurezza con cui lo afferma, e le chiedo: “Perché, Bea?”
E allora comincia a spiegarmi, con quella logica limpida che non ha bisogno di troppe parole:
“Ma mamma… Gesù è una femmina? No! È un maschio… quindi le femmine non possono essere sacerdoti.”
Poi aggiunge, come se tutto fosse perfettamente chiaro dentro di lei: “Le femmine possono essere come mamma Maryam —così chiama la Madonna, come le ho insegnato in urdu—e diventare suore. Mamma, scrivile un messaggio e dille di lasciare questo lavoro e diventare suora, se vuole.”
In quel momento non ho visto solo una bambina che parlava. Ho visto un cuore che riconosce la verità senza confusione, senza bisogno di spiegazioni complesse, senza il peso delle giustificazioni del mondo.
I bambini non cercano di adattare la realtà a ciò che vogliono. La accolgono per quella che è. La vedono con occhi limpidi.
E forse è proprio questo che il Signore ci chiede quando ci invita a diventare come loro: ritrovare uno sguardo puro, capace di riconoscere il disegno di Dio senza volerlo cambiare.
Bea non stava giudicando. Stava semplicemente contemplando, con innocenza, l’ordine e la bellezza di ciò che le è stato trasmesso: che ogni vocazione ha il suo posto, la sua dignità, la sua missione.
E mentre la ascoltavo, ho sentito nel cuore una certezza profonda: ciò che seminiamo nei nostri figli non si perde. Rimane. Cresce in silenzio. E un giorno, quasi all’improvviso, fiorisce… parlando con una verità che arriva dritta al cuore
Zarish Imelda Neno
"L'Ecumenismo non lo si fa andando a metà del ponte, ma piuttosto costruendo ponti, tanti ponti in amorevole fatica, restando fermi sulla riva giusta."
RispondiEliminaIl 2 maggio 1989 muore il Cardinal Giuseppe Siri.
Non mi sono quasi mai espresso sul nuovo Papa, anche se mi sa che siamo sulle righe degli ultimi quali Ratzinger e Bergoglio. Ricevere la falsa vescova lo vedo come un proseguo diabolico/ecumenico/blasfemo. Purtroppo, seppur non sia sedevacantista posso solo riaffermare e con forza, che l’ ultimo vero Papa fu Pio XII, perché da Paolo VI e’ stato un susseguirsi di eresie portando avanti quel brutto male chiamato appunto ecumenismo dal quale nessuno escluso dopo Pio XII ha preso le distanze. L’ ecumenismo ai tempi di Pio X non era certo l’ ecumenismo odierno perché se il Cattolico ha da dialogare e’ solo per convertire.
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