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giovedì 2 aprile 2026

Dopo 14 anni Leone XIV ripristina la tradizione del Giovedì Santo della lavanda dei piedi ai sacerdoti

Era ora! Leone XIV ripristinerà il tradizionale "Mandatum" nella Basilica di San Giovanni in Laterano, lavando i piedi a dodici sacerdoti, annullando così – sia pure solo con la prassi – le modifiche apportate sotto il pontificato di Francesco che prevedevano la partecipazione anche dei laici persino di altre fedi, comprese le donne. Alcuni precedenti qui - qui - qui.

Dopo 14 anni Leone XIV ripristina la tradizione del Giovedì Santo
della lavanda dei piedi ai sacerdoti


Il 15 gennaio, la Prefettura della Casa Pontificia annunciava l'intenzione di Papa Leone di celebrare la Messa della Cena del Signore nella Basilica di San Giovanni in Laterano. Anche questa tradizione era stata interrotta da Papa Francesco, che aveva scelto di celebrare la Messa del Giovedì Santo in luoghi alternativi come carceri e centri di accoglienza per migranti.
Il 1° aprile ll Vicariato di Roma ha pubblicato i nomi dei dodici sacerdoti i cui piedi saranno lavati dal Papa durante la liturgia del Giovedì Santo nella Basilica di San Giovanni in Laterano a Roma. Si tratta di undici sacerdoti ordinati dallo stesso Leone XIV lo scorso anno, oltre al rettore del Seminario Maggiore di Roma, padre Renzo Chiesa.

La Missa in Coena Domini commemora l'Ultima Cena di Cristo Signore con i suoi apostoli – nel corso della quale Egli istituì il sacerdozio ordinato – e include il Mandatum, il rito della lavanda dei piedi, che richiama il gesto di Nostro Signore descritto nel Vangelo di Giovanni.
Nel corso dei secoli si è sviluppata la consuetudine per cui i vescovi nelle loro diocesi compivano questo gesto esclusivamente per il clero della propria diocesi – suddiaconi, diaconi e sacerdoti – e non per i laici. Questo gesto intende simboleggiare l'amore di Cristo per la Sua Chiesa, un amore che il vescovo è chiamato a esercitare verso il popolo attraverso il ministero dei sacerdoti, proprio come Cristo ha amato e servito la Chiesa attraverso gli apostoli, i primi vescovi.

Leone ha quindi scelto di ripristinare non solo la tradizionale ambientazione della Messa papale del Giovedì Santo, ma anche la pratica della lavanda dei piedi di dodici uomini – nello specifico dodici sacerdoti – in conformità con l'antica consuetudine liturgica. 

Bergoglio aveva snaturato l'antica prassi fin dall'inizio del suo pontificato (vedi link inseriti nell'incipit) fino a incaricare il cardinale Robert Sarah, allora prefetto della Congregazione per il Culto Divino, di rivedere il rito della lavanda dei piedi con l'intento di spostare l'attenzione da un gesto legato al mandato sacerdotale a uno che enfatizzasse il servizio verso «coloro che sono ai margini» includendo persino le donne e per di più (si è visto nella sua prassi) musulmane.

Per quanto concerne l’innovazione di far lavare i piedi alle donne (oltre che a laici persino di altre fedi) durante la Santa Messa dell’Ultima Cena, il Giovedì Santo non possiamo ignorare che questa Santa Messa celebra la commemorazione dell’istituzione dei sacramenti dell’Eucaristia e del Sacerdozio. Pertanto, lavare i piedi alle donne insieme agli uomini, non solo distrae dall’attenzione principale sull’Eucaristia e sul Sacerdozio, ma genera confusione per quanto riguarda il simbolismo storico del “dodici” e degli apostoli, che sono di sesso maschile. La tradizione universale della Chiesa non permetteva la lavanda dei piedi durante la Santa Messa, ma la collocava al di fuori della Messa, in una cerimonia apposita. Inoltre il lavare pubblicamente e baciare i piedi di laici e in particolare di donne da parte di un uomo (com'era consuetudine di Bergoglio), oltre ad essere una dissonanza simbolica e una mancanza di connessione con l'evento commemorato, è considerato da ogni persona di buon senso, in tutte le culture, come improprio e persino indecente. 

Non a caso il card, Sarah, pur a suo tempo costretto a emettere il decreto innovativo, dichiarava: ogni vescovo o sacerdote “deve decidere in base alla propria coscienza, e in base all’obiettivo per il quale il Signore ha istituito questa celebrazione”. Il che peraltro non escludeva l'instaurarsi di consuetudini deleterie. La solita confusione che crea disorientamento ma soprattutto l'instaurarsi di parametri estranei al Depositum fidei. Ora tutto questo sarà solo mitigato o risolto definitivamente? Gli errori andrebbero chiamati col loro nome per una correzione efficace e non semplicemente oltrepassati dalla prassi...

Lo dico pensando anche ad altri provvedimenti del predecessore, al contrario confermati da Leone XIV (Dignitas infinita e Mater Populi fidelis [qui - qui]). Ricordando anche che tra i documenti avallati dal nuovo pontefice nel discorso del 29 gennaio, in cui ringraziava la DDF e il suo discutibile Prefetto  per il lavoro svolto su diversi documenti dottrinali negli ultimi anni, non mancano: Fiducia supplicans [qui]; il nuovo documento sul primato petrino [qui] e le “Norme per procedere nel discernimento di presunti fenomeni soprannaturali” [qui]. (Maria Guarini)

17 commenti:

  1. Da quello che leggo il Triduo non viene più celebrato dal Traditionis custodes del 16 luglio 2021. Gli ambrosiani hanno la sola Messa della Domenica di Pasqua.
    Vale per tutti o ognuno procede a modo suo o ci sono permessi e simili? Un po' di burokrazia dinamizza anche il rito!???

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  2. Piano piano le cose stanno ritornando al loro posto.

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  3. Coerenza, con cosa?02 aprile, 2026 15:48

    Alexander Soros ci comunica che festeggia Pasqua. Pasqua è la festa dei cristiani e, pur con significato diverso, degli ebrei che credono nel Dio di Abramo e di Mosè, nel Dio dei dieci comandamenti. Soros padre è da decenni l' uomo che finanzia la cultura woke, nichilismo puro contro Dio, la vita nascente, la famiglia... Aborto, droga, eutanasia, transessualismo ecc sono al vertice dei suoi interessi e impegni. Siamo agli antipodi della Torah. Alexander prosegue in tutto l' opera del padre. Quanto allo sterminio di Gaza, della Cisgiordania, del Libano e alla guerra in Iran non ho trovato neppure un post del "filantropo" che denunci lo scempio. Grande spazio per i " diritti dei trans", nessuno per quello dei popoli. La Pasqua di Soros è una rievocazione storica, null'altro. Mammona rimane Mammona.

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  4. I SACRAMENTI ISTITUTI DURANTE L'ULTIMA CENA02 aprile, 2026 15:50

    In questo Giovedì Santo, la Chiesa entra nel profondo mistero dell'Ultima Cena, la notte in cui Nostro Signore Gesù Cristo, alla vigilia della Sua Passione, si è donato a noi in maniera sacramentale ed eterna.

    In quella sacra stanza superiore, Cristo istituì la Santissima Eucaristia, trasformando pane e vino nel suo stesso Corpo e Sangue, stabilendo così il sacrificio perpetuo del Nuovo Patto. Questo non è stato solo un atto simbolico, ma il fondamento del Santo Sacrificio della Messa, dove il Calvario è reso presente in maniera non sanguinosa sui nostri altari.

    Nello stesso tempo, istituì il Sacerdozio, ordinando ai Suoi Apostoli: "Fate questo in memoria di Me". In queste parole, Egli conferì loro - e ai loro successori - il sacro potere di consacrare, offrire sacrificio e pastore del Suo gregge. Il sacerdote non si pone come un mero ministro, ma come persona Christi, agendo nella persona stessa di Cristo.

    Allo stesso modo, nel suo atto di lavare i piedi ai suoi discepoli, Nostro Signore ha istituito un modello di carità sacrificale e di umile servizio, insegnando che la vera autorità nella Sua Chiesa è inseparabile dall'amore che si dà.

    Così, in questa notte, non si contempla solo un pasto, ma un mistero: l'istituzione dell'Eucaristia, il Sacerdozio e il comandamento della carità, tutto che sgorga dal Cuore di Cristo.

    Nella Messa Solenne Tradizionale Latina, assistiamo a una sublime riflessione di questa realtà: l'altare del Calvario, il sacerdote come Cristo Sommo Sacerdote, e i fedeli uniti allo stesso Sacrificio offerto una volta sulla Croce, ma reso presente nel tempo.

    Adoriamo, con riverenza e gratitudine, i misteri affidati alla Chiesa questa notte.

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  5. Il Calvario rinnovato costantemente per mezzo del Sacrificio Eucaristico, Latreutico, Impetratorio e Propiziatorio. La Lavanda dei piedi, atto di servizio, umiltá e altro: se non ti lavo i piedi non avrai parte con Me, il resto è già lavato solo i piedi. È un' assoluzione che Gesù dona per poterSi donare loro nel Rito Eucaristico successivo.

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  6. Signore Gesù, Tu che ti sei chinato davanti ai tuoi amici,
    spogliandoti della tua maestà per cingere un asciugatoio,
    insegnami l’umiltà vera, quella che non calcola né misura,
    ma si dona per amore, senza cercare plausi o ricompense.

    Lava i miei piedi, Maestro

    Lava i miei piedi, Maestro, dalle polveri della superbia,
    dall’indifferenza verso chi soffre accanto a me,
    dalla tentazione di voler essere servito piuttosto che servire.
    Purifica il mio cuore perché sappia riconoscere Te nei più piccoli.

    Fa’ che io impari a chinarmi

    Fa’ che io impari a chinarmi davanti ai miei fratelli,
    a vedere in ogni volto stanco la tua presenza nascosta,
    a lavare i piedi di chi cammina con fatica,
    con la stessa tenerezza con cui Tu hai lavato i nostri.

    Donami occhi nuovi

    Donami occhi nuovi per guardare il mondo dal basso,
    dalla posizione di chi serve e non di chi domina,
    perché solo così potrò comprendere il tuo Vangelo
    e testimoniare che l’amore vero si china, si piega, si dona.

    Nel tuo nome

    Nel tuo nome, Gesù, servo e Signore,
    voglio vivere ogni giorno come dono d’amore,
    sapendo che la grandezza sta nel farsi piccolo
    e che servire è la via per assomigliarti e accoglierti.

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  7. Quante illusioni!

    L'illusione è una falsa percezione della realtà causata dai sensi o dalla mente, oppure una speranza infondata e vana. Indica un errore interpretativo che fa apparire reale ciò che è solo apparenza, spesso legato a illusioni ottiche o a desideri personali. I sinonimi principali includono inganno, apparenza, miraggio, sogno e utopia.

    Ecco alcuni dettagli aggiuntivi sul significato e l'uso:

    Contesto Percettivo: Rappresenta una distorsione cognitiva o sensoriale, come le illusioni ottico-geometriche in cui le linee sembrano deformate.

    Contesto Emotivo/Speranza: Farsi delle illusioni, credere a un sogno (es. "l'illusione di vincere"), ovvero nutrire aspettative non corrispondenti alla realtà.

    Significato Filosofico: Spesso associato al concetto di "velo di Maya" nelle dottrine induiste, che nasconde la vera realtà.

    Sinonimi: Apparenza, inganno, miraggio, sogno, utopia, abbaglio, allucinazione.
    Contrari: Realtà, verità, disillusione, concretezza.

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  8. Fino agli anni '50 la lavanda dei piedi si effettuava fuori dalla celebrazione e solo in alcune circostanze. Fu con la riforma della Settimana Santa (a cui il Messale del '62 si adeguò) che venne integrata nel rito. Successivamente, in epoca conciliare, se ne son viste di ogni.

    Già dagli anni '90, che io ricordi, nelle parrocchie era un fuggi-fuggi generale quando il parroco chiamava a raccolta i laici autoimpegnati per scegliere i "volontari" a cui lavare i piedi (lo chiamo ritualismo perché era già stato privato del senso che aveva Mandatum), e ci si poteva già dire fortunati se il parroco convocava solo maschi (ovviamente laici).

    Per molti anni, la lavanda dei piedi sotto il pontificato di Bergoglio non è stata più un rito della Tradizione Cattolica. Cristo eseguì questo rito come testimonianza dell'amore per i suoi apostoli e gli uomini. Francesco sfigurò tale cerimonia portandola fuori dalla Chiesa, trasferendola nelle carceri e lavando i piedi ai criminali stranieri, in segno di sottomissione all'immigrazionismo che ha segnato tutto il suo pontificato. Leone XIV ha riportato il rito al suo posto. Leone XIV ha restituito alla Chiesa quello che Bergoglio le aveva tolto.

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    1. La lavanda dei piedi è un gesto compiuto da Gesù durante l'Ultima Cena, narrato nel Vangelo di Giovanni (13,1-15). Simboleggia l'amore, l'umiltà e il servizio, ribaltando le logiche di potere: Cristo, il Maestro, si fa servitore lavando i piedi ai discepoli. Il gesto prefigura la sua passione e purifica i discepoli.
      Significato e Dettagli Principali:
      Contesto: Avviene la sera del Giovedì Santo, prima della passione.
      Il Gesto: Gesù si cinge un asciugamano, versa l'acqua nel catino e lava i piedi ai Dodici, incluso Pietro che inizialmente rifiuta.
      Messaggio: "Vi ho dato infatti l'esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi" (Gv 13,15). Indica la necessità del servizio reciproco nella comunità cristiana.
      Liturgia: La Chiesa Cattolica rinnova questo atto nella Messa in Cena Domini del Giovedì Santo, spesso definito Mandatum.
      Wikipedia

      Quel che salta ai miei occhi e mi sembra interessante sottolineare e'
      che Gesu' procede secondo gerarchìa : l'Infinito Amore da' mandato
      ai Suoi Apostoli affinche' i Suoi Apostoli facciano lo stesso, e così
      noi via via scendendo di grado.

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  9. FERIA QUINTA IN CŒNA DOMINI02 aprile, 2026 22:40

    Nel cuore della Settimana Santa, la Chiesa celebra l'istante in cui il Verbo Incarnato ha perpetuato la Sua presenza tra noi. Come insegna il Catechismo Tridentino, il Sacerdozio e l’Eucaristia nascono in un unico abbraccio divino: Cristo, sommo ed eterno Sacerdote, ha conferito ai suoi apostoli il potere di consacrare il Suo Corpo e il Suo Sangue, affinché quel Sacrificio incruento fosse offerto sull'altare fino alla fine dei secoli. È un legame ontologico che eleva l’uomo alla dignità di cooperatore dei misteri celesti.
    In questo giorno, la liturgia si dispiega con una maestà che tocca l'ineffabile. La solennità del canto, il rigore del silenzio e la precisione millenaria dei gesti non sono semplici cerimonie, ma la manifestazione sensibile di una realtà che trascende il tempo. Chiunque si accosti a questo rito sperimenta lo stupore di una bellezza che non cerca di compiacere il mondo, ma di adorare l'Altissimo. Dalla gloria del Gloria in excelsis alla spogliazione degli altari, ogni rito custodisce una densità teologica che scuote l’anima, invitandola a varcare la soglia del sacro per abitare nell'eterno. È un richiamo profondo alla sorgente della Grazia, un mistero di luce che attende solo di essere contemplato.
    G.Morcellini

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  10. Sono felice oggi perchè ho letto un post su fb in cui si diceva chiaro e tondo che LA LAVANDA DEI PIEDI È STATO IL MANDATO AGLI APOSTOLI, cioè AI SACERDOTI ... E NON AI LAICI.quindi abusivamente infilati nella lavanda........ DI LAVARE L' ANIMA CON LA CONFESSIONE, cioè GESÙ HA DATO POTERE DI ASSOLVERE DAI PECCATI SEMPRE CHE SI FOSSE PENTITI...... POI DOPO LA RISURREZIONE CONFERMA IL MANDATO ESSENDO ORMAI VINCITORE DEL PECCATO E DELLA MORTE: RICEVETE LO SPIRITO SANTO, CHI ASSOLVERETE SARÀ ASSOLTO E CHI NON ASSOLVERETE NON LO SARÀ, PERCHÈ IO VI DÒ POTERE DI DISCERNERE GLI UNI E GLI ALTRI. A Pietro : sei già mondo, solo i piedi...cioè non il.peccato mortale conscio voluto, per quello non c' è assoluzione che tenga nè in questo tempo nè dopo la morte. Giuda è il sacrilego mentitore per sè e figura di tutti i suoi successori fedrifaghi. Irrimediabilmente perduti fin dalla terra. E Satana entrò in lui, scacciato da lui tante volte da Gesù, ora entra da padrone per la finzione sacrilega del traditore che non confessa di aver venduto già il Signore. Fino a quel momento poteva salvarsi ancora, l' ultima finzione e l' indifferenza ai Sacramenti ricevuti e..accettati, purtroppo per lui. Tutte le confessioni nulle e sacrileghe di chi non è pentito e non vuole non rifare, tutte le comunioni in stato di peccato, in cui ricevono condanna, tutti gli ordini ricevuti sacrilegamente sono rappresentati in Giuda Vescovo .

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    1. Non si dovrebbe stare attenti ad effermare apoditticamente cose come questa?

      ....cioè non il.peccato mortale conscio voluto, per quello non c' è assoluzione che tenga nè in questo tempo nè dopo la morte.

      Ma, se la Chiesa insegna che per commettere peccato mortale occorre piena avvertenza e deliberato consenso, è ovvio che è "conscio e voluto". Tuttavia l'assoluzione c'è ed è subordinata al pentimento e alla contrizione.

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    2. Quanto a Giuda, penso che avrebbe potuto salvarsi se, anziché disperare (orgoglio, vizio radicato?), si fosse pentito...

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