Pagine fisse in evidenza

lunedì 6 aprile 2026

Mons. Strickland a sostegno di Carrie Prejean Boller

Il Messaggio che segue è apparso sul social network X del vescovo emerito di Tyler, Texas, monsignor Joseph Strickland a sostegno di Carrie Prejean Boller, espulsa dalla Commissione per la libertà religiosa dell’amministrazione Trump per essersi rifiutata di sottomettere la sua fede cattolica alla deriva sionista. Sul problema delle accuse di antisemitismo si era già pronunciato [vedi].  Qui l'indice dei precedenti interventi del vescovo che non tace.

Mons. Strickland a sostegno di Carrie Prejean Boller

Nei giorni scorsi sono venuto a conoscenza della rimozione della signora Carrie Prejean Boller dalla Commissione presidenziale per la libertà religiosa, insieme alle accuse pubbliche che ne sono seguite. Dopo aver esaminato la sua versione dei fatti e le circostanze che circondano questa vicenda, ritengo necessario esprimermi con chiarezza.

La signora Boller è stata trattata ingiustamente. Una donna cattolica, parlando in coscienza e in fedeltà agli insegnamenti della Chiesa, è stata pubblicamente criticata e rimossa dal suo incarico, senza che sia stata fornita alcuna motivazione chiara e fondata. Tale mancanza di trasparenza non rende giustizia. Danneggia la reputazione e mina la fiducia.

Ancor più preoccupante è la causa apparente: il fatto che abbia sollevato legittimi interrogativi sul sionismo e difeso la semplice verità che i cattolici non sono vincolati ad alcuna ideologia politica.

Vorrei essere chiaro. La Chiesa cattolica non insegna che il moderno Stato di Israele detenga un mandato divino che debba essere sostenuto da tutti i credenti. Né la Chiesa insegna che l’opposizione al sionismo politico sia intrinsecamente antisemita. Queste non sono dottrine della fede cattolica.

Allo stesso tempo, la Chiesa respinge inequivocabilmente ogni forma di odio verso il popolo ebraico. Ogni persona umana deve essere amata, difesa e trattata con dignità. Ma questa verità non deve essere distorta. Mettere in discussione le politiche o le azioni di una nazione moderna – qualsiasi nazione – non è odio. È una responsabilità morale quando è in gioco la vita di un innocente. Stiamo assistendo a grandi sofferenze in Terra Santa. Uomini, donne e bambini innocenti – soprattutto a Gaza – hanno subito immense devastazioni. Parlare a nome della vita umana, ovunque essa sia minacciata, non è estremismo politico. È fedeltà al Vangelo di Gesù Cristo.

La signora Boller ha fatto ciò che molti oggi hanno paura di fare: ha parlato. Ha parlato a nome dei cattolici, sempre più pressati a conformarsi a narrazioni politiche che non rispecchiano la pienezza della nostra fede. Ha parlato per garantire che l’antisemitismo non venga erroneamente confuso con una legittima preoccupazione morale. Ha parlato a nome della dignità di ogni vita umana, sia ebraica che palestinese.

Per questo motivo, è stata descritta in modo errato.

È particolarmente scoraggiante quando un simile trattamento sembra provenire, in parte, da coloro che all’interno della Chiesa [vescovi Barron e Dolan -ndr] dovrebbero essere i primi a difendere i fedeli quando parlano con sincerità e in buona coscienza. I pastori sono chiamati a proteggere, non ad abbandonare; a chiarire, non a confondere; a stare con le pecore, specialmente quando sono sotto attacco.

Il silenzio di fronte all’ingiustizia non è prudenza. È una mancanza di carità e di verità. Pertanto, esprimo il mio sostegno alla signora Carrie Prejean Boller.

Ribadisco il suo diritto, in quanto cattolica e in quanto americana, di esprimersi con chiarezza su questioni di fede, moralità e vita pubblica senza essere ingiustamente etichettata o allontanata senza spiegazioni. Chiedo inoltre maggiore chiarezza ed equità da parte dei responsabili del suo allontanamento, affinché prevalga la verità e non le speculazioni.

Questo momento richiede coraggio. Non coraggio politico, ma coraggio cristiano: quel tipo di coraggio che si fonda saldamente sulla verità pur rimanendo radicato nella carità. Dobbiamo respingere l’odio in tutte le sue forme, ma dobbiamo anche respingere l’abuso di questa accusa per mettere a tacere coloro che parlano in difesa della vita e della verità morale.

Preghiamo per la pace in Terra Santa: per gli ebrei, per i palestinesi e per tutti coloro che soffrono. E preghiamo per la Chiesa, affinché parli sempre con chiarezza, carità e incrollabile fedeltà a Gesù Cristo, che è la Verità.

In Cristo,
Joseph E. Strickland
Vescovo

2 commenti:

  1. È un dissidio interno al movimento MAGA, ormai un po' allo sbando, con lo sgambetto promosso da altri prims che avallato da Trump, a questa modella, ex Miss California, diventata cattolica.

    RispondiElimina
  2. Il vescovo Strickland mi sembra sempre più il miracolo americano del nostro tempo. Nelle condizioni in cui sono gli USA, risplende per chiarezza, equilibrio e familiarità con la verità. Bisognerebbe cominciare a prendere nota dei vescovi cattolici di tale livello, sono loro nei fatti che tengono insieme le mura portanti della Chiesa Cattolica, quotidianamente bombardata dall'interno da vescovi e sacerdoti infiltrati, al passo dei tempi, guastatori esperti in tutte le eresie.

    RispondiElimina

I commenti vengono pubblicati solo dopo l'approvazione di uno dei moderatori del blog.