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giovedì 2 luglio 2026

Il Vaticano scomunica anche i laici della FSSPX con la misura più dura della storia recente

Riprendiamo da Infovaticana. Intanto può essere utile rileggersi quedo precedente: La FSSPX non è mai stata fuori della Chiesa e non può considerarsiscismatica” [vedi]. Purtroppo certi discorsi, nella chiesa sinodale, restano un dialogo tra sordi....

Il Vaticano scomunica anche i laici della FSSPX
con la misura più dura della storia recente

La risposta di Roma non si è fatta attendere ed è la più dura da quasi quarant’anni [vedi]. Meno di ventiquattr’ore dopo le consacrazioni episcopali celebrate ieri a Écône da parte della Fraternità Sacerdotale San Pio X, il Dicastero per la Dottrina della Fede ha pubblicato questo 2 luglio una Nota Esplicativa firmata dal cardinale Víctor Manuel Fernández che dichiara consumato il delitto di scisma ed estende le sue conseguenze canoniche non solo ai vescovi e ai sacerdoti della Fraternità, ma —ed è questa la novità più grave— anche ai fedeli laici.

Il documento, datato nel Palazzo del Dicastero e sottoscritto insieme al prefetto da mons. Armando Matteo (segretario per la Sezione Dottrinale) e dall’arcivescovo John J. Kennedy (segretario per la Sezione Disciplinare), constata che «i molteplici tentativi di ricondurre gli aderenti al movimento iniziato da mons. Marcel Lefebvre alla piena comunione con la Chiesa cattolica si sono rivelati vani» e che le consacrazioni «senza mandato pontificio, contro la volontà del Santo Padre» hanno «configurato il delitto di scisma».

Tre colpi in un solo documento

La Nota stabilisce tre punti di una durezza inedita:

Primo: tutti i ministri sacri della FSSPX «sono nello scisma e devono pertanto essere considerati scismatici», restando «soggetti alla scomunica prevista dal diritto» (can. 1364 § 1). Non si tratta più solo dei quattro vescovi consacrati ieri e del consacrante: la dichiarazione riguarda i più di settecento sacerdoti della Fraternità in tutto il mondo.

Secondo: i fedeli laici «che aderiscano formalmente» alla Fraternità «sono da considerarsi scismatici ed escomunicati», alle condizioni stabilite dalla Nota esplicativa del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi del 1996, che il Dicastero dichiara «ancora vigente» e «fa propria».

Terzo: si avverte il popolo di Dio che i ministri della Fraternità «amministrano illecitamente i sacramenti» e che «il sacramento della penitenza da loro amministrato e il matrimonio da loro assistito sono invalidi».

Più duro di Giovanni Paolo II nel 1988
Il confronto con il precedente storico è inevitabile e il risultato è devastante: questa Nota va oltre quanto fu il motu proprio Ecclesia Dei del 1988. Allora Giovanni Paolo II dichiarò la scomunica latae sententiae di mons. Lefebvre, mons. de Castro Mayer e dei quattro vescovi consacrati. Ai sacerdoti e ai fedeli si avvertiva del rischio, ma la scomunica dichiarata riguardava sei persone. Oggi, invece, il Dicastero dichiara scomunicato l’intero clero della Fraternità e, per la prima volta in modo esplicito in un documento di tale autorità, i laici che aderiscano formalmente ad essa.

Un dettaglio non secondario per i canonisti: il documento reca il protocollo N. 99/2009. Vale a dire che viene archiviato nel fascicolo aperto nell’anno in cui Benedetto XVI, con il decreto del 21 gennaio 2009, rimise le scomuniche dei quattro vescovi come gesto di misericordia per favorire l’unità. Diciassette anni dopo, quello stesso fascicolo serve al movimento esattamente inverso.

Addio alle concessioni di Francesco
La dichiarazione di invalidità delle confessioni e dei matrimoni comporta, inoltre, la revoca di fatto delle concessioni del pontificato precedente. Francesco concesse nel Giubileo della Misericordia del 2015 la facoltà di assolvere validamente ai sacerdoti della Fraternità, la rese permanente nella lettera apostolica Misericordia et misera (n. 12) e nel 2017 stabilì, tramite la allora Commissione Ecclesia Dei, un canale per la celebrazione valida dei matrimoni assistiti dai suoi sacerdoti. Tutto ciò viene oggi cancellato d’un tratto, senza alcun riferimento a quegli atti pontifici né alle centinaia di migliaia di fedeli che per un decennio si sono confessati e sposati avvalendosi di essi.

Una severità riservata alla tradizione
Ci si può chiedere —e molti fedeli se lo chiederanno oggi— se esista un altro gruppo all’interno della Chiesa a cui Roma abbia mai applicato un rigore simile. Il cosiddetto Cammino Sinodale tedesco ha approvato risoluzioni apertamente contrarie al magistero senza che alcun vescovo sia stato dichiarato scismatico. Teologi, congregazioni e intere comunità mettono pubblicamente in discussione dottrine definite senza che il Dicastero abbia dichiarato invalidi i loro sacramenti né scomunicati i loro fedeli. La scomunica espressa dei laici per la loro mera adesione a una realtà ecclesiale non ha paragoni nella prassi recente della Santa Sede. Il metro di misura, ancora una volta, raggiunge la sua massima lunghezza solo quando punta verso la tradizione.
Il documento si conclude con il consueto linguaggio materno —«la Chiesa, come madre sollecita, accoglierà con sincero affetto» coloro che desiderano tornare— e con l’esortazione ai fedeli «ad astenersi dal partecipare alle celebrazioni e alle attività promosse» dalla Fraternità. I Nunzi Apostolici disporranno delle procedure per i vari casi di ritorno.
___________
Testo integrale della Nota Esplicativa
Prot. N. 99/2009
NOTA ESPLICATIVA [qui]

Dai tempi di san Paolo VI fino agli ultimi colloqui, tenuti recentemente in questo Dicastero, i molteplici tentativi di ricondurre gli aderenti al movimento iniziato da mons. Marcel Lefebvre alla piena comunione con la Chiesa cattolica si sono rivelati vani. Tale situazione si è ulteriormente aggravata a causa delle recenti consacrazioni episcopali celebrate senza mandato pontificio, contro la volontà del Santo Padre, in aperta violazione del diritto canonico. Pertanto, questo Dicastero, nel fedele esercizio delle funzioni che gli sono state affidate, ritiene necessario constatare che tale atto ha configurato il delitto di scisma, con le conseguenze canoniche per i ministri sacri e per i fedeli laici coinvolti. Infatti, come già dichiarato nel 1988, «tale disobbedienza —che comporta un rifiuto pratico del Primato romano— costituisce un atto scismatico» (cfr. Giovanni Paolo II, Lett. ap. Ecclesia Dei, 3).

A questo proposito, d’ora in avanti:

1. I ministri sacri appartenenti alla Fraternità Sacerdotale San Pio X sono nello scisma e devono pertanto essere considerati scismatici (cfr. Ecclesia Dei, 5 c; Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, Nota esplicativa sulla scomunica per scisma in cui incorrono gli aderenti al movimento del vescovo Marcel Lefebvre, 24.08.1996, 5-6), restando soggetti alla scomunica prevista dal diritto (can. 1364 § 1 CIC).

2. Per quanto riguarda i fedeli laici, devono considerarsi scismatici ed escomunicati coloro che aderiscano formalmente alla Fraternità Sacerdotale San Pio X alle condizioni stabilite nella Nota esplicativa del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi del 1996 (cfr. ibidem, 7) [qui], ancora vigente, che questo Dicastero fa propria.

3. Si avverte, infine, il santo Popolo di Dio che i ministri sacri della Fraternità Sacerdotale San Pio X amministrano illecitamente i sacramenti e che il sacramento della penitenza da loro amministrato e il matrimonio da loro assistito sono invalidi.

La Chiesa, come madre sollecita, accoglierà con sincero affetto e viva sollecitudine tutti coloro che desiderano tornare alla piena comunione. I Nunzi Apostolici disporranno delle procedure che gli Ordinari potranno utilizzare nei vari casi.

Si esorta, infine, tutti i fedeli a rimanere saldi nella comunione con il Romano Pontefice, con i Vescovi in comunione con lui e con tutta la Chiesa (cfr. Lumen Gentium, 22; can. 751 CIC), e ad astenersi dal partecipare alle celebrazioni e alle attività promosse dalla suddetta Fraternità Sacerdotale San Pio X.
Dal Palazzo del Dicastero, 2 luglio 2026
Víctor M. Card. Fernández
Prefetto

Mons. Armando Matteo
Segretario per la Sezione Dottrinale

John J. Kennedy
Arcivescovo tit. di Ossero
Segretario per la Sezione Disciplinare

32 commenti:

  1. la Chiesa, come madre sollecita, accoglierà con sincero affetto

    Bisogna allontanarsi dalle lingue biforcute.

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    1. Evviva! Ha già accolto la cosplayer "arcivescovessa", che evidentemente rispetta il Concilio e ha una lingua monoforcuta.

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  2. Cara Mic, eppure il papa lo ha detto nella famigerata intervista in piazza: bisogna andare avanti! Verso dove, non è lecito saperlo; però ora crede di essersi liberato della zavorra. Avrà fatto i conti senza l'Oste? Ai posteri l'ardua sentenza.

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  3. Che c'è da meravigliarsi da una chiesa non più Cattolica? Penso che questa sia la morte della Chiesa, la disfatta di Roma, ma non finisce certo qua.In realtà è Roma ad uscirne con le ossa rotte. E come disse mons. Lefebvre: " Ne scismatici, ne scomunicati"...Da chi poi? Chiuso un capitolo se ne apre un altro; vedremo come andrà a finire.

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  4. Être excommunié par ces gens-là, avec qui je n'ai jamais rien eu en commun, et pour lesquels je n'ai jamais nourri la moindre estime — obsédés qu'ils sont à détruire tout ce que j'aime depuis toujours —, ne me fait ni chaud ni froid. J'en ressens même un immense soulagement. J'ai presque envie de leur dire : Merci.

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    1. Je suis tout à fait d'accord avec votre commentaire. Leur « excommunication » est pour moi un immense honneur.

      VIVE LE CHRIST-ROI.

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  5. Ho la certezza che i 'non scismtici' si sono dati la zappa sui piedi da soli.
    Bene, molto bene! I 'non scismatici' hanno mostrato tutta la loro gretttezza. Vergogna!

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  6. Si accettano nella chiesa di oggi tutti, anche i sostenitori di aberrazioni teologiche, e si scomunicano severamente solo i lefebvriani, rei di voler seguire la dottrina di sempre! Ma proprio in questa scomunica che colpisce solo loro c'è la prova che lo stato di necessità da esso invocato esiste davvero!!

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  7. L'omelia di Pagliarani a Écône: «Vogliamo la fede della Chiesa per rimanere nella Chiesa. E vogliamo la Chiesa per la fede e nella fede.»

    https://infovaticana.com/it/2026/07/01/lomelia-di-pagliarani-a-econe-vogliamo-la-fede-della-chiesa-per-rimanere-nella-chiesa-e-vogliamo-la-chiesa-per-la-fede-e-nella-fede/

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  8. Cito E.P.
    E quindi è arrivata la scomunica tanto strombazzata, ovviamente firmata da Tucho el pornografo.

    Chiederei sommessamente a qualche canonista come mai tale scomunica è estesa anche ai sacerdoti (che non c'entrano niente: non hanno mica fatto loro le ordinazioni) e ai fedeli (che non c'entrano niente: non hanno mica stabilito loro di far ordinare quei quattro).

    Ma forse son domande retoriche. Magari già nei prossimi mesi, o entro fine anno, giungerà il prevedibile contentino prevostiano.

    Quando giungerà, ricordatevi del concetto di "riserva indiana". Cioè della volontà, dei credenti nel Concilio, di ingabbiare qualsiasi esperienza tradizionale in un unico recinto (allo scopo di comprimerlo lentamente e inesorabilmente). Ricordatevi, nulla togliendo ai meriti della FSSPX, che la Tradizione non coincide con la FSSPX.

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    1. È citato il cc1364. È la FSSPX che viene ritenuta scismatici, perché sono stati scomunicati i Vescovi. Quindi tutti coloro che vi aderiscono parteciperanno allo scisma. Ecco perché viene offerta la possibilità di rientrare, cioè se un sarcedote chiedesse di essere incardinato in una diocesi, sarebbe "perdonato" (e inviato a celebrare il novus bordo di corsa).

      Mic, lei dice, ed è con il suo blog una figura di riferimento per noi, che FSSPX non coincide con la tradizione: ma allora continueremo a leggere ancora loro omelie ecc? Come ci dovremo comportare?

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    2. La FSSPX non può coincidere con la Tradizione perché non la esaurisce. È una delle diverse comunità ecclesiali che la difende, la trasmette e la vive. Si può non concordare con certi suoi 'distinguo', ma non si può escludere che sia una realtà ecclesiale, soprattutto se vediamo da CHI viene la scomunica con quale pronta durezza e gravi nuove implicazioni. C'è materia per discuterne ad libitum...

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    3. E di certo, caro Matteo, non cesseremo di continuare a esaminare omelie e quant'altro. Il che non cambia nulla nella mia e nostra appartenenza slla Chiesa. Diventa più problematico, almeno come primo impatto, per chi ha solo le sue Sante Messe a portata di mano. Ma staremo a vedere. Non credo possa finire qui...

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    4. Ma riguardo ai fedeli laici non c'è novità. Si ripete quanto affermato nel 1996, ovvero che non è scomunicato chi frequenta semplicemente le loro Messe, bensì chi aderisce formalmente alla Fraternità (tipo "oblato").
      Resta il fatto dei due pesi e due misure. Agli ortodossi scismatici è stata tolta la scomunica da Paolo VI, nonostante non chiedano certo l'approvazione del Papa per la nomina dei loro vescovi.
      Ai lefebvriani viene data la scomunica per la consacrazione non autorizzata dei vescovi.
      E qui purtroppo finiscono i due pesi e le due misure...

      Perché andando oltre, si sbatte nel fatto che la Fraternità non è una Chiesa e proclama di non volerlo essere. In quanto Società di vita apostolica, non ha nessun diritto ad avere suoi vescovi propri, né a nominarli, dunque, né tantomeno a consacrarli. Se la Chiesa le concedesse questo privilegio, dovrebbe concederlo anche a qualunque altra realtà non perfettamente in sintonia con l'andazzo attuale, così come a chiunque altro venisse il ghiribizzo di avere un "suo" vescovo.

      Di fatto in fatto, si arriva a considerare la realtà vera e non quella fittizia della Fraternità: un Superiore Generale ("Papa / Patriarca"), a cui rispondono 6 vescovi e 700 preti circa, insieme ad alcuni ordini religiosi maschili e femminili, fedeli laici, "sacre rote" per le nullità matrimoniali, priorati / parrocchie e così via. Tutte le caratteristiche di una vera e propria Chiesa.

      Di fatto in fatto, si può concludere che è un vero guazzabuglio.

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    5. Faccio presente a Matteo (delle 13:16) che il commento citato da Mic alle 13:00 è mio, non di Mic o "del suo blog".

      E l'ironia serviva solo a rimarcare il fatto che i laici e i sacerdoti della FSSPX (inclusi quelli che hanno fatto servizio liturgico alle consacrazioni) non essendo incorsi ipso facto nella scomunica, venivano dichiarati scomunicati dal Tucho in maniera "descrittiva", cioè... priva di rilevanza penale.

      Infatti:

      ...Una nota esplicativa non rientra nella tipologia degli atti dotati di efficacia penale: non è legge (cann. 7-22, 29 ss.), non è decreto generale esecutorio (cann. 31-33), non è precetto penale (can. 1319), non è sentenza né decreto dichiarativo emanato conformemente ai cann. 1341 ss. e 1717 ss. Si tratta di un atto di natura espositiva. Quanto dichiara su categorie indeterminate di persone ha valore di avvertimento dottrinale, non di costituzione né di dichiarazione di pena.

      Ma chissà, magari è solo il solito giochetto "poliziotto buono, poliziotto cattivo": il cattivo è stato recitato dal Tucho, e il buono sarà Prevost. Cosa avranno in serbo? Una commissione Ecclesia Dei 2.0 fallimentare come la 1.0? Un Summorum Pontificum 2.0 magari addirittura più generoso ma ugualmente annullabile in pochi anni come avvenuto con la versione 1.0?

      Tutto molto bello, per carità, ma i vari Amoris Laetitia e dichiarazione di Abu Dhabi, quando verranno corretti? E quand'è che si ribadirà che gli scismatici ed eretici anglicani non hanno il sacerdozio (e tanto meno le cosplayer "arcivescovesse")? Quando verrà ripristinato l'abito clericale e quello religioso? Quando verrà abolito l'indulto per la "comunione sulla mano"? Eccetera, eccetera, eccetera.

      In sintesi, bisogna ricordare ai vaticansecondisti che il problema "FSSPX" l'hanno creato loro. Con la loro ottusità e col loro odio ideologico. E altri nodi stanno per venire al pettine. E lo sanno bene.

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    6. È normale che Matteo si sia rivolto a me, visto che il commento lo avevo fatto mio citandoti, sul "nostro" blog: non è mio ma di tutti quelli che camminano con noi...
      Per il resto condivido anche quanto dici qui ed è vero che tanti nodi stanno venendo sl pettine perché tanti atteggiamenti vaticani, per esempio sulla Messa antiquior e non solo, compresa quest'ultima vicenda stanno facendo scalpore anche sui media e sulla stampa laica.
      Il problema sono le molte letture farlocche!

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  9. Davvero una decisione fortissima, e che sia inserita nel fascicolo di Benedetto XVI conferma che quanto avvenuto ieri è considerato con un atto reiterato per cui il perdono di Benedetto viene rimosso. La parte sulle confessioni e sui matrimoni è davvero un problema.

    Ora cosa farà tutto il mondo cosiddetto tradizionalista? Leggevo ieri che per la redazione di MIL le consacrazioni episcopali erano illegittime perché non c'era lo stato di necessità.

    Forse è arrivato il momento di scelte chiare.

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    1. E ritiene mil una fonte attendibile? Livore e risentimento personale. Per i matrimoni si fa come prima di Francesco, come da 50 anno a questa parte

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    2. Caro Matteo, anche nel mondo tradizionale ci sono molte anime, frutto della confusione innescata 60 anni fa ed oltre con la quale stiamo facendo i conti cercando di non disorientarci. Non è facile; ma la Grazia lo consente: carità nella Verità e verità nella Carità...

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  10. Aldo Maria Valli 12 minuti fa
    La scomunica di Tucho alla FSSPX? Ma mi faccia il piacere!

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  11. Per favore, Mic, potrebbe pubblicare la
    "Nota esplicativa del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi del 1996, che il Dicastero dichiara «ancora vigente» e «fa propria»." Infatti non appare alcun link che rimandi ad essa.
    Essa costituisce la base giuridica per i fedeli laici «che aderiscano formalmente» alla Fraternità «sono da considerarsi scismatici ed escomunicati»
    Grazie

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    1. Questo il link
      https://www.delegumtextibus.va/content/testilegislativi/it/chiarimenti-normativi/note-esplicative/scomunica-per-scisma-in-cui-incorrono-gli-aderenti-al-movimento-del-vescovo-marcel-lefebvre.html

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    2. Comunque ll pubblico e vedremo...

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  12. Comunicato della Casa Generalizia al termine delle consacrazioni episcopali
    1 Luglio 2026

    Il 1° luglio 2026, festa del Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo, presso il Seminario San Pio X di Écône, in Svizzera, alla presenza di don Davide Pagliarani, Superiore generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X, e di una folta schiera di sacerdoti, religiosi, religiose e fedeli, S. Ecc. Mons. Alfonso de Galarreta, assistito da S.E. Mons. Bernard Fellay, ha conferito la consacrazione episcopale a Mons. Pascal Schreiber, Mons. Michael Goldade, Mons. Michel Poinsinet de Sivry e Mons. Marc Hanappier, per essere vescovi ausiliari della Fraternità Sacerdotale San Pio X, senza giurisdizione.

    La Fraternità si rammarica sinceramente che, a causa delle circostanze eccezionali, queste consacrazioni abbiano dovuto essere conferite senza l’autorizzazione del Santo Padre. Si rammarica in particolare che al Superiore generale della Fraternità non sia stata concessa la possibilità di incontrare personalmente Sua Santità il Papa Leone XIV, al fine di esporgli filialmente i gravi motivi che rendevano necessaria questa cerimonia.

    La profonda gioia che queste consacrazioni episcopali ispirano non può tuttavia essere offuscata. Garantendo i mezzi necessari alla salvaguardia del sacro patrimonio della Tradizione, il dono di questi quattro nuovi vescovi costituisce davvero una grazia grandissima per la Fraternità stessa e per tutta la Chiesa.

    La Fraternità Sacerdotale San Pio X ne gioisce profondamente ed eleva a Dio un fervente ringraziamento, ringraziando in modo particolare la Santissima Vergine Maria per aver permesso questa trasmissione della pienezza del sacerdozio, per la maggiore gloria di Dio, l’onore della Santa Chiesa e la salvezza delle anime.

    Écône, 1° luglio 2026
    (Fonte: Casa Generalizia – FSSPX.Attualita)

    « Habetis mandatum apostolicum? » | Dichiarazione letta prima delle consacrazioni episcopali
    02. Luglio 2026

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  13. Questo deve essere il momento più tragicomico nell'intera storia della Chiesa romana. Mai si era caduti così in basso.

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  14. Testo della Dichiarazione al posto del "mandatum"02 luglio, 2026 13:41

    « Habetis mandatum apostolicum? » | Dichiarazione letta prima delle consacrazioni episcopali
    2 Luglio 2026
    Fonte: FSSPX Attualità

    Nel rito della consacrazione episcopale, il notaio del vescovo consacrante legge abitualmente il Mandato Apostolico. Durante le consacrazioni episcopali celebrate a Écône il 1º luglio 2026, don Foucauld Le Roux, Segretario Generale, ha dato lettura della dichiarazione con la quale la Fraternità Sacerdotale San Pio X espone le ragioni che giustificano tali consacrazioni nelle attuali circostanze della Chiesa.

    [Habetis mandatum apostolicum?]

    La Chiesa cattolica romana, sempre fedele alla sacra Tradizione ricevuta dagli Apostoli, esige che, in circostanze del tutto eccezionali, provvediamo alla conservazione di questa stessa Tradizione – cioè del deposito della fede – e che impieghiamo tutti i mezzi necessari per trasmetterla fedelmente ad ogni uomo, per la salvezza delle anime.

    Poiché, dal Concilio Vaticano II fino ad oggi, le autorità della Chiesa manifestano un atteggiamento contrario alla Fede e agiscono contro la sacra Tradizione – «non sopportano più la sana dottrina, ma, distogliendo l’udito dalla verità, si rivolgono alle favole», come dice san Paolo nella seconda epistola a Timoteo (4, 3-5) –, riteniamo sia nostro dovere, davanti alla Chiesa e alle anime, procedere alla consacrazione di vescovi pienamente fedeli alla sacra Tradizione e al Magistero costante della Chiesa.

    Dappertutto nel mondo ci sono anime che reclamano da noi la predicazione della Verità, l’amministrazione dei sacramenti e il Pane della Vita, che è Cristo. Per queste ragioni, sentendo pietà della moltitudine (cfr. Mc. 8, 2), abbiamo il gravissimo dovere di trasmettere la grazia dell’episcopato a questi sacerdoti, affinché essi possano, a loro volta, conferire la grazia del sacerdozio a molti chierici formati secondo la sacra Tradizione della Chiesa cattolica. Riteniamo, inoltre, che le eventuali pene o censure comminate contro questo atto non abbiano nessun valore.

    In conformità a tale esigenza della Chiesa cattolica romana, sempre fedele, scegliamo come vescovi ausiliari della Fraternità Sacerdotale San Pio X, al solo e unico scopo di servire la santa Chiesa Romana, i seguenti sacerdoti:

    · M. Rev. Don Pascal Schreiber, Rettore del Seminario del Sacro Cuore, a Zaitzkofen, in Germania;

    · M. Rev. Don Michael Goldade, Rettore del Seminario San Tommaso d’Aquino, a Dillwyn, negli Stati Uniti;

    · M. Rev. Don Michel Poinsinet de Sivry, Superiore del distretto del Benelux;

    · Rev. Don Marc Hanappier, professore al Seminario San Tommaso d’Aquino, a Dillwyn, negli Stati Uniti.

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  15. https://doncurzionitoglia.wordpress.com/2026/06/27/ancora-sullintrigante-caso-morlion-4/

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  16. Papa Leone XIV ha affermato che dobbiamo andare avanti, ma il ritmo non sarà lo stesso di prima. Sia nel dialogo ecumenico che in quello interreligioso, tutti hanno visto come Roma tratta coloro che si trovano entro i suoi confini, ma ora che siamo "fuori", saremo trattati meglio?

    Questa scomunica è anche un forte sintomo di oicofobia, termine coniato da Roger Scruton per indicare la paura della propria casa.

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  17. Il Cardinal Fernandez ha una certa ossessione per il piacere e la sua carnalità unitiva non lesina immagini molto forti, tributate anche dagli animali. Tutto fa brodo per giungere alla felicità (aggiungerei: in questo mondo). Eppure, con questo curriculum, il nostro ha fatto carriera ed è arrivato al dicastero per la Dottrina, quello che fu detto Sant'Uffizio, mentore quel Francesco che già lo volle rettore di Università in Argentina.

    E' ovvio che parlare di verginità in questa visuale stride alquanto con il nuovo paradigma. Non che la storia della Chiesa non abbia conosciuto altre epoche facili al vizio carnale... Nel VIII o IX secolo la cosiddetta pornocrazia, poi San Pier Damiani a stigmatizzare la sodomia dilagante e poi ancora i papi libertini con tanto di concubina.
    Adesso siamo ai Rupnik, alla teologia di Frernandez e al dilagare della lavanda.
    Con l'impressione che i viziati facciano comodo, perchè noti e ricattabili. La nostra epoca è mediatica e il dossieraggio funziona benissimo per controllare il "fragile".
    Allo stesso tempo la pseudogiustizia vantata dai misericordiosi esibisce misericordiose larghe vedute, per cui gli abusatori vengono protetti dalle grane e incaricati in uffici che farebbero a pugni con il delitto commesso, noto e manifesto.

    Restando a el Tucho Fernandez, desta scalpore la sua inamovibilità terminata la stagione di Francesco. Non che fosse facile attuare uno spoil system all'americana in Vaticano, ma insomma, a tutto c'è un limite. E invece il Tucho è intoccabile. Così intoccabile da destare più di un sospetto sull'ambientino in cui anche il Leone sta quatto quatto nella sua gabbia. El Tucho Fernandez ha la forza del ricattabile: cioè anche lui è lì per fare quel che gli dicono. E chi glielo dice? Gli stessi che da un ventennio dominano la scena, duri come mafiosi e teneri come un batuffolo di cipria.

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  18. Dimmi con chi vai, e ti dirò chi sei.

    Spero vivamente che non prendiate sul serio le "scomuniche" di quella gente.
    Per quel che mi riguarda, l'onore è immenso.

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  19. Comunque eviterei di attribuire la colpa al Cardinal Fernandez. In questo caso, l'atto è totalmente di Papa Leone. Lo avranno riletto e discusso cento volte. Lo avranno scritto almeno un mese fa. Magari in più versioni più o meno esagerate. Semplicemente hanno ritenuto che l'atto si dovesse inquadrare come scismatico. La festa... Migliaia e migliaia di fedeli... Se lo avessi considerato solo un atto necessario, e doloroso, li avresti consacrato senza dare proprio l'idea di essere di fronte ad un popolo che se ne fregava del mandato papale. Ecco che allora lo scisma ci sta, come la reazione. Se si rilegge bene,la reazione è inserita in un percorso che parte dal 1988 , come a conclusione di un procedimento lì iniziato. E non come la reazione al singolo avvenimento di ieri.
    Per quanto non sopporti minimamente quel cardinale, ma l'iter appare chiaro, drammatico ma chiaro.
    È finita la misericordia verso coloro che sono considerati "troppo cattolici". Annamo bbene.

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  20. Sì, l'onore è immenso ma, il nostro voltastomaco anche.

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