Traduco e riporto di seguito il testo di Niwa Limbu su X [qui] che rivela l'assenso del papa alle dichiarazioni di Roche già riprese qui - qui. Mala tempora per la nostra Messa antiquior... Qui l'indice degli articoli sulla Traditionis custodes e ulteriori restrizioni e qui l'indice degli articoli sulla Liturgia ai tempi di Leone.
ULTIME NOTIZIE: Il quotidiano spagnolo La Razón afferma che Papa Leone XIV è contrario alla Messa tradizionale e che il documento del Cardinale Roche di gennaio è stato scritto su richiesta del Papa. Un articolo pubblicato il 2 agosto sul quotidiano spagnolo La Razón sostiene che la posizione di Leone XIV sulla liturgia tradizionale è già di dominio pubblico.
Secondo una fonte anonima vaticana citata da La Razón: “Questo giornale ha potuto confermare che il cardinale ha distribuito il testo su richiesta di Leone XIV e, quindi, con la sua approvazione del contenuto.
A quanto pare, il documento è stato redatto da Roche e dal team del suo Dicastero su richiesta del Pontefice, che lo ha poi revisionato.
'Non è stata cambiata una sola virgola', affermano le fonti vaticane, aggiungendo che 'la consegna del documento ai cardinali aveva lo scopo di rendere visibile la posizione del nuovo Papa su questo tema, non una provocazione da parte di Roche, come alcuni l'hanno interpretata, per prendere le distanze dal suo superiore'”.
E più avanti nell'articolo viene citata nuovamente la stessa fonte: “Tuttavia, il secondo concistoro convocato a giugno ha ribadito che non si tratta di una questione che riguarda la stragrande maggioranza della Chiesa, poiché non è emersa spontaneamente nei dialoghi. È una questione che una minoranza rumorosa vuole sollevare”.
Ciò avviene pochi giorni dopo che Roche ha dichiarato a The Tablet (29 luglio): "Papa Leone non cambierà Traditionis Custodes e non tornerà a Summorum Pontificum". Ulteriori aggiornamenti su @RealAdVaticanum
La notizia è riportata anche da Lifesitenews con la conferma della richiesta di Leone di un documento che fa sua l'affermazione di Papa Francesco secondo cui il Novus Ordo è "l'unica espressione della lex orandi del rito romano". Anche qui si sottolinea il fatto che del documento Roche "non sia stata cambiata neppure un virgola".
Ne consegue che quanto riportato da La Razon sulla “posizione del nuovo Papa su questo tema” non è stata “una provocazione da parte di Roche”, come eravamo in molti a sperare qui.
L'approvazione di Leone significa che il pontefice appoggia effettivamente la soppressione della Messa tradizionale. Il testo del concistoro trapelato da Roche, oltre a ripetere l'affermazione di Bergoglio secondo cui il Novus Ordo Missae è "l'unica espressione della lex orandi del Rito Romano", afferma che il permesso concesso per celebrare la Messa tradizionale era una mera "concessione che non prevedeva in alcun modo la sua promozione" e che "non possiamo tornare a quella forma rituale".
Purtroppo resta confermato quanto dichiarato mercoledì al settimanale cattolico britannico The Tablet qui dal 76enne prefetto del Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, tuttora in carica nonostante l'ingravescente aetate.
Del resto le soppressioni della Messa antica ordinate da diversi vescovi da quando Leone si è insediato già suggeriscono che il papa non intende revocare la Traditionis Custodes, nonostante sia stata fermamente denunciata dal clero e dagli studiosi (liquidati come una minoranza rumorosa) come un ripudio della prassi perenne della Chiesa cattolica e persino dell'insegnamento solenne della Chiesa.
Ne consegue che quanto riportato da La Razon sulla “posizione del nuovo Papa su questo tema” non è stata “una provocazione da parte di Roche”, come eravamo in molti a sperare qui.
L'approvazione di Leone significa che il pontefice appoggia effettivamente la soppressione della Messa tradizionale. Il testo del concistoro trapelato da Roche, oltre a ripetere l'affermazione di Bergoglio secondo cui il Novus Ordo Missae è "l'unica espressione della lex orandi del Rito Romano", afferma che il permesso concesso per celebrare la Messa tradizionale era una mera "concessione che non prevedeva in alcun modo la sua promozione" e che "non possiamo tornare a quella forma rituale".
Purtroppo resta confermato quanto dichiarato mercoledì al settimanale cattolico britannico The Tablet qui dal 76enne prefetto del Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, tuttora in carica nonostante l'ingravescente aetate.
Del resto le soppressioni della Messa antica ordinate da diversi vescovi da quando Leone si è insediato già suggeriscono che il papa non intende revocare la Traditionis Custodes, nonostante sia stata fermamente denunciata dal clero e dagli studiosi (liquidati come una minoranza rumorosa) come un ripudio della prassi perenne della Chiesa cattolica e persino dell'insegnamento solenne della Chiesa.
Si parla, in prima istanza, della bolla Quo Primum di San Pio V del 1570, che dichiara che questa Messa può essere usata “liberamente e lecitamente” in “perpetuo” e che l’ira di Dio si abbatterebbe su coloro che osassero limitarla o abolirla mentre afferma; “Il presente documento non può essere revocato né modificato, ma resta sempre valido e conserva tutta la sua forza”.
È lo storicismo conciliarista che permette inesorabilmente di ignorare o addirittura modificare senza remore l'insegnamento costante della Chiesa. Non tutti sono d'accordo nella gerarchia Vaticana; ma, finché si limiteranno a rilasciare interviste anziché prendere provvedimenti condivisi, le loro restano parole al vento e la crisi nella (non della) Chiesa si aggraverà ulteriormente a danno della salus animarum delle nuove generazioni. (Maria Guarini)
È lo storicismo conciliarista che permette inesorabilmente di ignorare o addirittura modificare senza remore l'insegnamento costante della Chiesa. Non tutti sono d'accordo nella gerarchia Vaticana; ma, finché si limiteranno a rilasciare interviste anziché prendere provvedimenti condivisi, le loro restano parole al vento e la crisi nella (non della) Chiesa si aggraverà ulteriormente a danno della salus animarum delle nuove generazioni. (Maria Guarini)
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Ovviamente c'era d'aspettarselo! Avanti con sinodalita' ed altre aberrazioni! Tradizionalisti che criticate i lefebvriani, volete capirlo che la neochiesa non cambia la sua rotta? Ecco perché il gesto dei lefebvriani è stato un gesto sofferto, ma necessario!!!
RispondiEliminaAppunto!
EliminaCara Maria, coloro che si limitano a dare interviste sono alla fine delle loro carriere ecclesiastiche, e dopo di loro neanche più quelle avremo.
RispondiEliminaResteremo noi a ricordare e pareggiare la verità.
Fatta questa considerazione, non posso dire che la FSSPX abbia avuto torto nel consacrare nuovi vescovi.
Per il resto, cosa ha detto Leone stamattina ad Assisi?
Leone "pecorella del Signore" (Francesco II) o Leone XIV?
L'Église catholique est aujourd'hui entre les mains de ses ennemis. Qui peut encore en douter ?
RispondiEliminaJ'ajoute qu'être excommunié, avec la FSSPX, par ces gens-là, me réjouit infiniment. Qu'avons-nous désormais de commun ? Fuir, plus que jamais, la promiscuité, qu'ils appellent, dans leur jargon prétentieux, le "synodalisme" ! Pouah !
EliminaÈ cambiato il pilota ma non la direzione della nave....
RispondiEliminaAl cardinale Roch ha risposto l’arcivescovo di San Francisco, Salvatore Cordileone, appena nominato dal Papa tra i membri del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica.
RispondiEliminaSecondo il presule americano, una maggiore generosità pastorale aiuterebbe a preservare l’unità ecclesiale, evitando che i fedeli legati al rito antico si sentano costretti a cercare rifugio in realtà scomunicate.
Cordileone ha però precisato che tale apertura dovrebbe accompagnarsi all’assicurazione «che coloro che partecipano alla Messa in latino siano in piena comunione con la Chiesa in termini di fede e di accettazione degli insegnamenti del Concilio Vaticano II».
Di segno opposto le parole del vescovo di Pilsen (Repubblica Ceca), Tomáš Holub, secondo il quale il “Vetus Ordo” non risponde più alle esigenze pastorali attuali e risulta difficilmente conciliabile con il cammino sinodale promosso dalla Chiesa.
Una posizione che riflette quella parte dell’episcopato convinta che la riforma liturgica postconciliare debba ormai rappresentare l’unica forma ordinaria della celebrazione romana.
Certo che ...mentre inventano nuovi riti per essere inclusivi... escludono il rito formalizzatosi in venti secoli e reso eterno da un Papa, sotto pena di anatema...Inclusione pagana sì ma fuori i cattolici...
RispondiEliminaMAGAZZINO VUOTO | LEVANTE
RispondiEliminaCasa del Sole TV 05-08-2026
https://www.youtube.com/watch?v=Q7B3EYhz6zY&t=700s
L'Italia e' in guerra con l'Iran
Mi paiono tutte illazioni. Non c'è alcun documento o provvedimento di alcun genere da parte del papa.
RispondiEliminaMa, ad essere realisti, non si può neanche affermare che Prevosto abbia fatto qualcosa a favore della Messa tradizionale. Le idee di una persona vengono manifestate sia da quello che fa sia da quello che potrebbe fare e non fa. In questo caso, come minimo la revoca di Traditionis Custodes e un ritorno a Summorum Pontificum.
EliminaPenso che Prevosto si sia incattivito dopo le consacrazioni lefebvriane e prima non è che fosse "buono", ovvero non era favorevole alla Messa antica. Del resto, è stato chiaro fin dal principio che le aspettative di qualcuno erano pie illusioni, wishful thinking. Leone è totalmente post-conciliare, a dispetto della mozzetta con cui a volte si traveste.
... evitando che i fedeli legati al rito antico si sentano costretti a cercare rifugio in realtà scomunicate...
RispondiEliminaIgnobile!
a dir poco ignobile!
EliminaSi tollera la messa pur di non mandare fedeli altrove....dove correrebbero il pericolo di scoprire l'origine dei guai della Chiesa.
Ma vi rendete conto?
Permettere ciò che è un diritto????
Mah. Si incontrano i rappresentanti delle cosiddette religioni e si vuole fare sparire la S.Messa tradizionale. Non si comprende. Ovvero si comprende benissimo.
RispondiEliminaPatrizio Baggiani
La Messa VO aveva, ed ha, un forte potere esorcistico (scaccia il diavolo, gli si oppone, gli impedisce di tentare i più deboli), specie per l’uso della lingua latina; i rivoluzionari eretici quindi, giunti al potere, la dovevano togliere di mezzo, e l’hanno fatto, con l’aiuto dei famosi sei pastori protestanti (per compiacere i quali hanno anche ridimensionato molto la figura di Maria SS.ma, basti pensare a don Tonino Bello), poi hanno eliminato il giuramento antimodernista, le preci leonine, la lettura dell’incipit del Vangello di San Giovanni alla fine della Messa, tutto per spianare la strada al maligno, aprendogli le porte, come gli uomini usciti dal cavallo di Troia (qui c'è stato lo zampino di Montini)…ha, anche il rito dell’esorcismo è stato ridimensionato, agi esorcisti è stato praticamente impedito di esercitare il loro ministero; la protestantizzazione della Chiesa è stato il loro primo obiettivo, poi la riabilitazione dei talmudisti (con le loro bestemmie contro Gesù e Maria SS.ma, ma cosa importava ai modernisti? Niente, ecco quindi gli ebrei divenire “fratelli maggiori” ed ecco il tormentone delle richieste di perdono, iniziato da papa Wojtyla. Poi ecco l’apertura alle false religioni, tutte portatrici di Verità, anche se in diversa misura, ecc. Il CV II è stato lo strumento di riconciliazione con il comunismo reale, gli ebrei, i protestanti..alla base di tutto ciò c’è però un fil rouge, un sottile legame, lo spirito massonico di una buona fetta della gerarchia.
EliminaChe la notizia sia vera o meno, non aspettatevi altro, lui è la copia riveduta, corretta e più elegante del suo mentore.
RispondiEliminaMa scusate, c'è davvero qualcuno che possa soltanto pensare che qualsiasi documento o provvedimento venga redatto all'insaputa di chi sta all'apice e governa la chiesa? A me questa ipotesi fa soltanto sorridere. Così accade in qualsiasi organismo e se qualcosa non rispecchia chi amministra viene immediatamente sconfessato e redarguito.
RispondiEliminaBeh, a volte si verificano fughe in avanti, per mettere il superiore di fronte al fatto compiuto. Ma questo non è sicuramente il caso.
EliminaBeh, potrebbe essere una 'strategia'!
EliminaIn questi tempi strani che tantissimi prelati vogliono guidare la Chiesa mettendo da parte, omettendo o cambiando le parole di guida del Suo Fondatore Gesù cristo, anche un papa pò governare in modo strano. Far 'circolare' ciò che è il volere di tanti alti prelati, ma come modo per conoscere meglio la situazione. Diceva una vecchia canzone "e vedere di nascosto l' effetto che fa." Lo so, non è così che va avanti e santifica tante anime la Chiesa di Gesù, e di come dovrebbe andare, ne prende più distanza. Ma, se papa Leone XIV ha riconosciuto l'importanza della custodia del rito orientale, se ha riconosciuto i valori della missione della FSSPX, se ha dato mandato al cardinale Burke per celebrare la messa a San Pietro, se ha inviato alla Francia il messaggio tramite il card Parolin della apertura alla messa in rito antico, così inviato di fiducia il card Sarah...,
Posso dire che papa Leone XIV ha l'intenzione di voler cancellare (anche se non potrebbe in coscienza fare mai) il rito di culto a Dio che ha donato alla Chiesa i più grandi santi e dottori con tutto il Magistero di più di mille anni di Chiesa, quando era 'Madre e Maestra', per 'salvare' un concilio pastorale che ha disperso le peccorelle in mille stalle diverse, in mezzo a suon di altrettanti mille rumori, quando si sa che si trova il Signore nel silenzio? Non lo credo, per cui, riguardo alla messa rito antico, per questo attendo le parole di papa LeoneXIV, sua firma su un proprio documento che forse sta elaborando.
Carissimi, la santa messa (o divina liturgia per gli orientali) ha subito sin dai primi secoli applicazioni storiche variabili (lo prova il fatto che i riti sono tantissimi, quindi non è mai esistita una forma assoluta che mai possa essere stata modificata, se non la struttura essenziale della celebrazione eucaristica che ci viene tramandata dai padri della chiesa e dagli stessi documenti magisteriali. Persino il tanto martoriato san Pio V, nella sua Quo primum", scrisse che erano da considerare quei riti che avessero almeno due secoli di storia (quindi anche il papa Pio V e il concilio di Trento affermavano che c'erano riti che si erano formati intorno al dodicesimo secolo e che quindi non erano assolutamente immutabili). Per quali motivi allora si difende una presunta forma "tradizionale" della messa, quella cosiddetta "vetus ordo" o tridentina affermadola come l'unica forma lecita e cattolica se anch'essa è stata approvata nel concilio di Trento e nel corso dei 4 secoli successivi ha comunque subito modifiche, se non solo per ignoranza? Sia chiaro: l'unica forma tradizionale del rito romano è quella del 1969, per chi vuol essere cattolico e docile agli insegnamenti e decisioni della chiesa docente, adatta ai nostri tempi, così come l'unica forma prevalente del rito romano del primo secolo era in greco perché in quel tempo a roma le comunità cristiane capivano e parlavano il greco. Dunque, sapendo questo, si può ancora affermare aberrazioni del genere ed essere a priori contro il concilio vaticano II e la riforma liturgica, se ogni periodo storico della chiesa ci sono stati adattamenti e diverse anche interpretazioni teologiche non del tutto cristiane? I convili e le riflessioni teologiche, così come anche i processi sinodali attuali, anche se ci potrebbero essere cose da migliorare o correggere, servono sempre appunto a capire come essere chiesa nel nostro tempo e migliori cristiani per dare una più forte testimonianza evangelica. Essere chiusi in forme che non sono state per nulla immutabili nel corso della storia non aiuta invece, ci chiude nell'orgoglio e ci divide. Con affetto, un fratello nella fede. Che il Signore ci aiuti ad essere sempre più in comunione gli uni con gli altri e con la chiesa celeste e trionfante.
RispondiEliminaCome si fa a ragionare con uno che spara un mucchio di cavolate come fossero vangelo? Ci sono una marea di obiezioni, ma neppure ci provo, tanto sarebbe una fatica inutile.
EliminaDiventa come un dialogo tra sordi...
Sarà intelligenza, ma puzza di artificiale, che un po’ da’ sempre distanza dal vero e dunque un tantinello falso…
Elimina"Che il Signore ci aiuti ad essere sempre più in comunione gli uni con gli altri e con la chiesa celeste e trionfante."
EliminaCon lei – e con quelli come lei – non voglio avere assolutamente nulla a che fare.
Maria, debellatrice di tutte le eresie, intercedi e prega per noi.
Si dà il caso che il nuovo rito postconciliare abbia ormai poco a che fare con l'insegnamento di Nostro Signore Gesù Cristo, con l'ecumenismoe la pari valenza con tutte le altre religioni e quindi la Chiesa cattolica è certamente poco celeste e tantomeno trionfante.
EliminaLe clamorose cavolate di questo commento, che trasuda una spaventosa ignoranza dei fatti, non riescono però a cancellare l'impressione di malafede da parte del suo autore, malafede che l'ha probabilmente guidato allo schema farlocco di tipo intelligenza artificiale a noi inflazionato.
RispondiEliminaar
Leone: un innesto, il Prevoglio (Prevost+Bergoglio) che si spera non attecchisca onde produrre i frutti malevoli del comunismo e soprattutto del modernismo eretico.
RispondiEliminaL'arcivescovo Salvatore Cordileone di San Francisco ha parlato del futuro delle restrizioni sulla Messa tradizionale in latino, chiamando a un accesso più facile alla forma più antica del rito romano.
RispondiEliminaNelle recenti dichiarazioni, l'arcivescovo ha dichiarato che il desiderio di una preghiera tradizionale è "inarrivabile". Ha notato che questa forma della Messa attira giovani e continuerà a farlo.
Le dichiarazioni dell'arcivescovo Cordileone si trovano in mezzo a una discussione in corso sulla implementazione di Traditionis Custodes, il documento del 2021 che ha imposto limiti sulla celebrazione della Messa pre-Vaticana II.
Le dichiarazioni recenti da parte degli ufficiali del Vaticano hanno indicato che le attuali restrizioni probabilmente rimarranno in vigore sotto Papa Leone XIV, piuttosto che un ritorno alle più ampie autorizzazioni concessi sotto Summorum Pontificum.
L'arcivescovo di San Francisco è stato noto per il suo sostegno alla liturgia tradizionale, rimanendo comunque impegnato nell'unità della Chiesa. Ha sottolineato la cura pastorale per coloro che si attirano sulla forma più antica del rito, specialmente i giovani cattolici che trovano in essa un senso di devozione, continuità e bellezza.
La conversazione riflette questioni più ampie nella Chiesa su come bilanciare la tradizione liturgica, l'unità e le esigenze spirituali di diverse generazioni dei fedeli.
Fonte: EWTN News
Maria, Madre della Chiesa, prega per noi. Amen!