Per un attimo, lo Stade de France è sembrato un qualsiasi altro stadio che accoglieva un ospite illustre. C'erano canti, luci, una folla immensa e giovani che scandivano il nome dell'uomo che erano venuti a vedere. Papa Leone ha attraversato la folla: tutti volevano vederlo, tutti volevano parlargli, tutti si protendevano per toccare l'uomo vestito di bianco. Sarebbe stato facile guardare qualche secondo di filmato, definirlo un trionfo della celebrità papale e passare oltre.
Ma poi lo stadio è piombato nel silenzio.
La croce e la sacra tunica di Argenteuil furono poste davanti a quei giovani e l'intera atmosfera della serata cambiò registro. Gli applausi erano stati sinceri, ma non rappresentavano tutto. Ottantamila persone si erano riunite in uno dei grandi spazi pubblici della Francia laica e ora erano invitate a contemplare la sofferenza e la morte di Gesù Cristo. Questo è un fenomeno ben più interessante di qualsiasi personaggio popolare che riempia uno stadio di tifosi e solleva una domanda: cosa cercavano i giovani di Francia e cosa potrebbe accadere se la Chiesa prendesse sul serio la loro ricerca?
La Francia pone la questione in modo insolitamente netto. La sua repubblica laica promette libertà di coscienza e nessuno può essere costretto ad abbracciare una fede. Ma la libertà di coscienza non richiede che una società si comporti come se Dio fosse assente. È qui che una norma politica può trasformarsi in un pregiudizio culturale: il cristianesimo è tollerato come attaccamento privato, mentre ci si aspetta che i cattolici lascino la propria concezione della persona umana fuori dalla porta quando inizia la vita pubblica. La folla radunatasi per vedere il Papa suggerisce che la fede non ha accettato questi limiti. Si sono riuniti in pubblico perché Cristo parla alla vita nella sua interezza.
Quando la fede viene considerata una preferenza privata, la vita pubblica può diventare molto abile nel discutere di diritti, scelte, produttività e consenso, eppure stranamente restia a chiedersi quale sia il senso della vita umana . Disponiamo di mezzi di comunicazione senza precedenti eppure ci ritroviamo soli. Celebriamo la libertà dagli impegni ereditati, mentre ci chiediamo se qualcosa valga la pena di una promessa per tutta la vita. Queste non sono argomentazioni contro le autentiche conquiste della società moderna. Sono promemoria dei suoi limiti. I diritti possono proteggere una persona, ma non possono dirci perché quella persona sia preziosa; la prosperità può rendere la vita più comoda, ma non può spiegare perché valga la pena vivere quando comfort, forza e utilità vengono a mancare.
Ma a cosa, esattamente, rispondevano quei giovani quando scandivano il nome di Leone, e cosa dovrà loro la Chiesa una volta che lo stadio sarà vuoto?...

Fabio Battiston : sedevacantismo o profondo discernimento degli spiriti? inclusi papi, cardinali, vescovi, e tutta la Chiesa militante attuale, nella sua componente ecclesiastica : https://www.aldomariavalli.it/2026/09/30/lettera-la-chiesa-sinodale-e-andata-alla-deriva-che-aspettiamo-a-prendere-coscienza-degli-effetti/amp/
RispondiEliminaMi è chiaro che l'ultima tappa del papa in Francia c'è stato il tentativo di cancellare le precedenti e far rientrare tutto nella narrazione mainstream nella quale sono specializzati (ed è l'unica competenza che hanno) la banda di miserabili pagati dal Vaticano con i soldi dei fedeli fatti passare come addetti alla comunicazione messi su dal precedente pontiificato. E del resto il Capo ci mette del suo ancora non realizzando che non è un primo ministro o un vescovo peruviano che possa accostare giornalisti e rispondere alla qualunque con la prima cosa che gli passa per la testa che ovviamente è quella sbagliata, cioè da primo ministro e non da papa, Pietro, vicario di Cristo.
RispondiEliminaFin qui tutto chiaro.
Quello che non è chiaro è perché quel bipolare di Macron si sia messo ostinatamente da giorni e giorni a stalkerizzare il papa, inseguirlo, toccarlo, cercare di far capire che era amico suo, spuntare ovunque sia pure a messa, pur di essere visto insieme. Lui e quel troione rinseccolito che si porta appresso.
E questo nonostante il papa già avesse previamente rifiutato cianfrusaglie onorifiche di stato e a seguire avesse manifestato pur nel garbo il fastidio e il distacco per quella piattola che non lo mollava un attimo, osando persino anche mettergli la mano sulla spalla. Una roba che nessuno avrebbe mai osato con Giovanni Paolo II.
Ma allora c'erano i Mitterand, farabutti certamente, ma politici: uomini che sapevano come si sta al mondo, un mondo non ancora alla rovescia.
Ci vorrà d'altro canto molto per ripristinare anche il cerimoniale, il decoro e la dignità della Sede dell'Apostolo (e del pontefice stesso) disarticolata, svergognata e gettata al pubblico ludibrio dal satrapo - Iddio ne cancelli ogni memoria! - che se ne era impossessato per oltre due lustri.
Cit. Antonio Margheriti
La cosa preoccupante è l'unanimismo entusiastico con cui questo "papa" viene raccontato dai media, anche quelli anticlericali. Segno che il cambio di passo fra Bergoglio e lui c'è stato solo di facciata, ma nella realtà si porta avanti il programma del Deep state e Deep church.
RispondiEliminaIl popolo bue applaude.
# Commento di A. Margheriti : linguaggio troppo violento.
RispondiEliminaTirare contnuamente in ballo la moglie di Macron e in modo ingiurioso è, tra l'altro, anche infantile.
ar
https://www.aldomariavalli.it/2026/09/28/il-giacobino-prevost-che-pero-non-e-il-primo-papa-in-linea-con-la-revolution/amp/
RispondiEliminaMaria Antonietta e il re Luigi XVI si rivoltano nella tomba.
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