Pagine fisse in evidenza

sabato 2 giugno 2012

Monoteismo ebraico cristiano e islamico. Adoriamo lo stesso Dio?

È corretta l'affermazione del medesimo Dio
adorato da cristiani, ebrei e islamici?


Gerusalemme crocevia e simbolo dei tre monoteismi
Tutto nasce da Lumen Gentium 16:
« Infine, quanto a quelli che non hanno ancora ricevuto il Vangelo, anch'essi in vari modi sono ordinati al popolo di Dio… ».
In particolare per quanto riguarda, rispettivamente, ebrei e musulmani:
In primo luogo quel popolo al quale furono-dati i testamenti e le promesse e dal quale Cristo è nato secondo la carne (cfr. Rm 9,4-5), popolo molto amato in ragione della elezione, a causa dei padri, perché i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili (cfr. Rm 11,28-29). [questione ampiamente esaminata qui]
Ma il disegno di salvezza abbraccia anche coloro che riconoscono il Creatore, e tra questi in particolare i musulmani, i quali, professando di avere la fede di Abramo, adorano con noi un Dio unico, misericordioso che giudicherà gli uomini nel giorno finale. [questione ampiamente esaminata qui]
Questa visione ermeneutica, e le sue implicazioni nelle relazioni con le altre religioni, è presente anche nel magistero postconciliare. Basti ricordare: L’atteggiamento della Chiesa cattolica di fronte ai seguaci di altre religioni, riflessioni e orientamenti di Dialogo e Missione (1984) del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso; l’enciclica Redemptoris missio di Giovanni Paolo II (1991); Dialogo e annuncio del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso e della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli (1991); Cristianesimo e religioni della Commissione teologica internazionale (1997); Dominus Iesus, la dichiarazione della Congregazione per la dottrina della fede (2000); Il popolo ebraico e le sue Sacre Scritture nella Bibbia Cristiana, Pontificia Commissione Biblica (2001). La tematica generale sarà maggiormente sviluppata nel punto 2. del cap.VI, sulla Libertà di religione.

Attualmente l’affermazione è molto presente nei Discorsi di Benedetto XVI.

Non può restare senza conseguenze una dichiarazione del genere da parte del Papa:
« Cristiani ed Ebrei hanno una grande parte di patrimonio spirituale in comune, pregano lo stesso [1] Signore... » (Benedetto XVI, Discorso in occasione della visita alla Sinagoga di Roma il 17 gennaio 2010)..
È pur vero che siamo innestati sulla “radice santa” del giudaismo pre-rabbinico(2) e che il Dio che si è rivelato e ha portato a compimento la Storia della Salvezza in Gesù Cristo è lo stesso dei Patriarchi e dei Profeti; ma se ci fermiamo a questo dato, ignoriamo che nella pienezza dei tempi Dio si è rivelato in Cristo Signore, che gli ebrei hanno rifiutato e continuano a rifiutare. Ed è Dio SS. Trinità, icona e fonte di tutte le nostre relazioni, che noi cristiani adoriamo, per averlo conosciuto attraverso la Rivelazione del Signore Gesù e degli Apostoli.

Non si tratta solo di una religione, ma di una Persona, di un Dio vivente, che unico nella storia, si è incarnato in Cristo, assumendo due nature, perfettamente uomo e perfettamente Dio. E questo rimane lo scandalo per gli atei, per gli ebrei e per i musulmani. Quel quid in più di un Dio Incarnato e Morto per riscattare il nostro peccato e Risorto per rigenerare la natura umana nella Creazione Nuova riconducendola al Padre, fa una differenza abissale. E dunque adorare e pregare l'Uno piuttosto che l'altro non è ininfluente. Infatti, si diventa conformi (la ‘configurazione’ a Cristo di San Paolo) a Colui che si Adora, perché i nostri atteggiamenti interiori e comportamenti vi si conformano in base ad una connaturalità donata nella fede e realizzano un'antropologia e, conseguentemente, una storia diverse.

È la stessa ragione per cui non possiamo affermare di adorare lo stesso Dio dell'Islam. Certamente, Dio Creatore dell'uomo e dell'universo è lo stesso; ma il rapporto che si instaura con Lui in base alla Rivelazione alla quale si aderisce forgia in un dato modo e rende diversi gli uomini e il loro essere-nel-mondo e quindi diversa è la storia che essi vi incarnano e scrivono.

Pertanto non può non considerarsi sacrilega la riunione di preghiera promossa da Papa Francesco in Vaticano - che oltretutto ha inficiato la purissima solennità del giorno prescelto: Pentecoste - tra il leader israeliano Shimon Peres e il palestinese Abu Mazen, a cui hanno partecipato anche un rabbino ed un religioso musulmano previa inaudita rimozione dal luogo dell'evento di tutti i simboli cattolici (!?). Peraltro il testo letto dall'imam sunnita palestinese non era quello concordato e i toni duri contro i miscredenti non erano certo in linea con lo spirito della giornata promossa da Bergoglio durante il viaggio in Terrasanta; tant’è che il passaggio letto dall'imam è stato immediatamente censurato da Radio Vaticana. Il problema sta negli ultimi versi della seconda sura del Corano (al-Baqarah) da lui recitata, in particolare nell’ultima frase: “Tu sei il nostro patrono, dacci la vittoria sui miscredenti”. Tutto questo nel recinto di Pietro che custodisce anche le spoglie del primo Papa.

In ogni caso tutte le implicazioni pastorali di indebite communicationes in sacris scaturenti da quanto espresso dalla Dichiarazione conciliare Nostra Ætate [qui], circa i rapporti del cattolicesimo con le religioni non cristiane (e dunque anche con l'islam e l'ebraismo talmudico), sono fondamentalmente, metafisicamente, soprannaturalmente erronee.

In conclusione: « Non ci si può fondare su un vago monoteismo per insegnare e praticare la vera Religione - che più che religione è Fede in una Persona divino-umana - riassunta nel Credo, nell’amministrare la Grazia attraverso i sacramenti, nell'Annuncio e nella Predicazione. È invece necessario basarsi sui due misteri principali della Fede rivelata: la Trinità delle Persone divine e l’Incarnazione del Verbo. Al di fuori della Trinità e dell’Incarnazione del Verbo non c’è verità (dogma), vita (soprannaturale) e via (al paradiso). Sempre Gesù ha insegnato: “Io sono la verità, la vita e la via” (Gv., XIV, 6). Egli (non il Talmud o il Corano), la seconda Persona della SS. Trinità, che si è incarnata ed è morta per la nostra salvezza, racchiude tutta la Religione: il Credo, i Sacramenti e la Morale. Al di fuori di Lui non c’è salvezza. Egli è l’unica via che conduce a Cielo. Ora il giudaismo lo ritiene un ingannatore che da uomo si è fatto Dio e lo ha condannato a morte per questo, mentre l’islam lo ritiene un buon profeta, ma nega la sua divinità. Quindi non c’è nessuna possibilità di “tri-alogare mono-a-teisticamente” mediante acrobazie inter-religiose».[3]
 Maria Guarini
____________________________
1.1. La Lumen Gentium, 16 afferma degli ebrei: «professando di tenere la fede di Abramo, adorano con noi un Dio unico misericordioso». Idem la Nostra Ætate, 3 per i musulmani: «La Chiesa guarda anche con stima i musulmani che adorano l'unico Dio, vivente e sussistente, misericordioso e onnipotente, creatore del cielo e della terra». Peraltro unico, non vuol dire lo stesso, il medesimo. Di fatto intendere il monoteismo come la forma mentis di fedeli che si rivolgono a un "dio" unico nel senso numerico di 1, non significa riferirsi alla stessa entità. Ma l'affermazione, presa con superficialità senza l'opportuna specificazione, può trarre in inganno molti, soprattutto di fronte a citazioni come questa. Peraltro, quanto agli ebrei possiamo parlare di lo stesso se ci riferiamo al Padre. Ma perdiamo la dinamica spirituale Trinitaria e la divinità di Cristo Signore che l'ha incarnata e rivelata continuando a renderla operante nella Sua Chiesa.
2. A questo proposito è bene sottolineare che il cristianesimo non è una "forma di giudaismo", come anche autorevolmente affermato: «Il cristianesimo era quella forma di giudaismo ampliata fino ad attingere l’universalità, nella quale ora veniva pienamente donato quanto l’Antico Testamento fino ad allora non era stato in grado di dare». (J. Ratzinger, Fede, Verità, Tolleranza - Il Cristianesimo e le religioni del mondo, Cantagalli, Siena, 2005).
Quando si parla di giudaismo in riferimento al cristianesimo, bisogna intendere il giudaismo puro, con esclusione di quello spurio, che condanna e maledice i notzrì (cioè i cristiani). Questo ha inizio con l'esilio in Babilonia e sfocia, a partire dall’Assemblea di Yavne dopo la distruzione di Gerusalemme, nel giudaismo talmudico o rabbinico, che si è sviluppato contemporaneamente al cristianesimo in una netta differenziazione reciproca. Il cristianesimo, più che una 'forma' di giudaismo, ne è il compimento, nella Persona di Cristo, nei 'tempi ultimi' e nella Nuova Eterna Alleanza sancita nel Suo Sangue Prezioso.
[Precisazione, che diventa necessaria in quanto forse non è scontata per tutti: quando un Papa si pronuncia come 'dottore privato' non è infallibile; e dunque le sue affermazioni possono essere esaminate e discusse col dovuto rispetto, non richiedendo l'assenso de fide]
3. Citazione estrapolata da uno scritto di don Curzio Nitoglia.

52 commenti:

  1. Se Cristo è Dio, il giudaismo post-biblico che nega la sua divinità è una falsa religione. Per il principio di non-contraddizione: “una stessa cosa [Cristo] non può essere [Dio] e non essere [Dio] nello stesso tempo e sotto lo stesso rapporto” (Aristotele). Gesù o è Dio o non è Dio, “tertium non datur”. Se è Dio il cristianesimo è vero e il giudaismo falso; se non è Dio viceversa. È assolutamente certo.

    RispondiElimina
  2. Leggo che il documento Il cristianesimo e le religioni (1997) della Commissione teologica internazionale, afferma che i dialoghi «coinvolgono non soltanto le persone che dialogano, ma anche, in primo luogo, il Dio che professano: il dialogo interreligioso come tale comporta tre partecipanti».

    Credo che questa affermazione o e vera o non lo è perchè come detto sopra tertium non datur.

    Faccio dunque una domanda: possono davvero entrare in dialogo le religioni?

    RispondiElimina
  3. Eppure S. Giovanni è chiarissimo, sulla scorta di Gesù: "Chi ha il Figlio ha il Padre, chi non ha il Figlio non ha neppure il Padre."
    E dice anche che se qualcuno porta un Vangelo diverso non dev'esser salutato né accolto, perché chi lo accoglie si renderebbe complice delle sue opere malvagie.
    Tiriamo le conclusioni.

    RispondiElimina
  4. Se Cristo è Dio, il giudaismo post-biblico che nega la sua divinità è una falsa religione. Per il principio di non-contraddizione: “una stessa cosa [Cristo] non può essere [Dio] e non essere [Dio] nello stesso tempo e sotto lo stesso rapporto” (Aristotele). Gesù o è Dio o non è Dio, “tertium non datur”. Se è Dio il cristianesimo è vero e il giudaismo falso; se non è Dio viceversa. È assolutamente certo.
    a) Il Vat.II ha, de facto, se non proprio rinnegato l'aristotelismo, quanto meno lo ha messo da parte. Oggi, più che San Tommaso, il vero vate dei conciliar-ecumenici è A.E. Van Vogt (se non sapete chi, cercate su google "Mondo del non-A");
    b)in un certo senso, il giudaismo post-templare non è "solo" una falsa religione, ma è ancora più falsa delle altre, poichè aveva la vera fede e la ha persa. Ciò è il concetto espresso con l'attributo di "PERFIDI", con i quali la Chiesa ne indicava i seguaci;
    c) questa fedeltà al principio di non -contraddizione,che gli Ebrei, invece, hanno ancora, oltre alla (invidiabile) coesione, nello spazio e nel tempo, dell'ebraismo, porta gli Ebrei alla conclusione che o Gesù era Dio, ed in tal caso NON possono continuare ad essere ebrei, ma si debbono fare cristani (Eugenio Zolli), o non lo era , ed allora i suoi ave fecereo bene a fare quello che hanno fatto.

    RispondiElimina
  5. Sanctus Sanctus Sanctus02 giugno, 2012 14:39

    Il giudaismo post templare con alleanza mai revocata? Andatelo a dire al "fico" che Nostro Signore ha maledetto e fatto seccare fin dalle radici. L'ebraismo attuale è riprovato e maledetto da Dio "sinagoga di Satana".

    RispondiElimina
  6. Faccio dunque una domanda: possono davvero entrare in dialogo le religioni?

    Non può esistere vero dialogo se non si condividono le categorie che lo strutturano e permettono lo scambio di riflessioni di concetti e di esperienze.

    Le fedi hanno, ognuna, dei fondamenti che non sono in alcun modo condivisibili.

    Ma mentre il dialogo tra fedi è perciò stesso impossibile, resta ferma l'opportunità di quello tra le culture, anche ai fini di garantire una civile convivenza.

    Si può trovare qualche approfondimento qui

    RispondiElimina
  7. Dio non revoca la Sua alleanza. Infatti la Chiesa è il Nuovo Israele, come ben sintetizza S. Giovanni nel Prologo che leggiamo alla fine della S. Messa ogni domenica.
    Anche gli Ebrei son destinati alla salvezza, quando - non si sa quando, forse alla fine dei tempi -accoglieranno Cristo. Quegli ebrei che accetteranno Cristo, intendo, e non altri, salvo vie misteriose che noi non conosciamo. Ma questo è il caso della salvezza dei singoli nonostante la loro falsa religione.

    RispondiElimina
  8. «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me." (Gio 14:6)

    "E in nessun altro vi è la salvezza, poiché non c’è alcun altro nome sotto il cielo che sia dato agli uomini, per mezzo del quale dobbiamo essere salvati»." (Att 4:12)

    Con l’esercizio della giustizia e della misericordia, Ebrei e Cristiani sono chiamati ad annunciare e a dare testimonianza al Regno dell’Altissimo che viene ... Cristiani ed Ebrei hanno una grande parte di patrimonio spirituale in comune, pregano lo stesso Signore..."
    (discorso di BXVI nella Sinagoga di Roma - visita del 17-01-2010).

    tertium non datur: o dio non é più la Santa Trinità o non possiamo pregare lo stesso Signore"

    RispondiElimina
  9. A proposito delo stesso Dio e del dialogo riporto da Riscossa Cristiana, sempre che non l'abbiate già citato:

    Il candidato presidenziale dei Fratelli Musulmani ha dichiarato che “completerà la conquista islamica dell'Egitto, per la seconda volta, e obbligherà tutti i cristiani a convertirsi all'islam, o a pagare la jizya”, o a emigrare.
    Secondo il popolare sito egiziano El Bashayer, Muhammad Morsi, il candidato presidenziale dei Fratelli Musulmani ha dichiarato che “completerà la conquista islamica dell’Egitto, per la seconda volta, e obbligherà tutti i cristiani a convertirsi all’islam, o a pagare la jizya”, la tassa che in base all’islam devono pagare i fedeli delle altre fedi, cristiani ed ebrei, i cosiddetti “dhimmi”. In Egitto molti dei cristiani copti (18 milioni, secondo le cifre della Chiesa copta, una dozzina di milioni secondo altre fonti) che costituiscono il popolo originario del Paese (copto significa egiziano in greco) hanno votato al primo turno delle presidenziali per l’avversario di Morsi, Ahmed Shafiq. Su di loro Morsi ha detto: “Devono sapere che la conquista sta arrivando, e l’Egitto sarà islamico, e che dovranno pagare la jizya o emigrare”.

    RispondiElimina
  10. ora, per favore....
    spiegatemi dove trovare il senso di continuità con la Tradizione, se sia ravvisabile in quest'affermazione del Papa; ditemi in quale magistero essa rientra, e in quale rapporto stia col cv2, (coerenza o contrasto ....o perfetta applicazione?) e quale risposta essa sia rispetto alle suppliche di Mons. Gherardini et al.; quale nesso logico-teologico trovare con quei chiarimenti che si invocano da ogni parte dell'orbe, e suppliche di dotti e meno dotti che chiedono si faccia luce laddove l'oscurità diventa sempre più fitta, grazie al concilio, a partire da Lumen Gentium e Nostra Aetate (nonchè DH ecc. ecc.)
    Come si fa a sperare ancora chiarimenti e scioglimenti di nodi quarantennali, dopo simili affermazioni che realmente intanto fanno scuola a milioni di ascoltatori inermi (in direzione Assisi, in gioiosa e convinta egalitè-fraternité, naturalmente) ?

    RispondiElimina
  11. dunque, a questo punto, un povero piccolo fedele nel mondo cattolico (colpito da progressiva amnesia dottrinale, indotta dall'alto), penserà così: se adoriamo lo stesso Dio, vuol dire che sia Ebrei che musulmani riconoscono Gesù come vero Dio, proprio come noi, anche se non lo nominano ?
    ma se è così, possono anche venire a Messa con noi ?
    o anche, noi andare a pregare con loro in moschee e sinagoghe ?
    eh già......è chiaro se lo fanno i papi, questo incontrarsi nel pensiero e discorso sul "dio comune", vuol dire che è cosa buona e giusta e dovremo farlo anche noi, per fratellanza umana, ovvero per "il comune senso di umanità", quella nuova "religione umano-mondiale" crescente nella coscienza delle masse, dettata dall'ecumenismo-vatican2ista, quel nuovo credere nel "dio comune" che ha spinto a organizzare Assisi1-2-3, in omaggio(silenzio-sfregio) a Gesù Nostro Signore e unico Salvatore, a quanto pare.
    Pare che nel fraterno nuovo mondo che avanza (più caritatevole di quello cristianizzato in 19 secoli dalla Chiesa dei Santi Apostoli) dovremo credere che Gesù stesso gradirà questa "unificazione" dei diversi credere in una unica religione dove Lui è meglio che sia messo in cantina (altrimenti disturba, divide troppo: a volerLo testimoniare e annunciare ai miscredenti si guasta l'effetto "comun denominatore"...o sintesi fraterna dei diversi)

    RispondiElimina
  12. l candidato presidenziale dei Fratelli Musulmani ha dichiarato che “completerà la conquista islamica dell'Egitto, per la seconda volta, e obbligherà tutti i cristiani a convertirsi all'islam, o a pagare la jizya”, o a emigrare.

    Ricordate questa notizia del novembre 2011?

    "(Aki) - Lo sceicco dell'università islamica egiziana di al-Azhar, Ahmad al-Tayyeb, ha rifiutato gli auguri rivolti dal Vaticano al più prestigioso ateneo del mondo musulmano in occasione della festa del Sacrificio di Abramo (in arabo Edi al-Adha) che si celebrerà domenica prossima. Secondo quanto riporta il quotidiano egiziano 'al-Ahram', il rifiuto è avvenuto nel corso di un incontro avuto nei giorni scorsi con il Nunzio Apostolico al Cairo, Monsignor Michael Fitzgerald. Lo sceicco al-Tayyeb ha invece "accettato gli auguri personali di Fitzgerald, considerato un amico degli egiziani".
    Il giornale spiega che "al-Tayyeb ha accolto con piacere la visita del Nunzio Apostolico presso i suoi uffici per gli auguri della festa islamica del Sacrificio, ma si è rifiutato di accettare ufficialmente il messaggio augurale del Vaticano". Lo scorso gennaio il gruppo di ricercatori dell'università islamica ha annunciato il congelamento del dialogo con la Santa Sede dopo un appello di Papa Benedetto XVI in difesa dei cristiani in Medio Oriente."


    Perché la Chiesa si cala le braghe davanti a tutte le altre religioni?

    RispondiElimina
  13. «È pur vero che siamo innestati sulla “radice santa” del giudaismo pre-rabbinico»
    Giusto, (o radice di Jesse...)ma l'unico tronco fiorente è la Chiesa di Cristo, il talmudismo è un ramo secco.

    RispondiElimina
  14. Perché la Chiesa si cala le braghe davanti a tutte le altre religioni?
    ..................
    semplice, Jacobus: questa è precisamente la volontà ecumenica-dialogica (non più apostolica) dettata alla Chiesa dal gran-concilio 21.mo.
    La risposta, chiarissima e senza inutili(diplomatiche) circonlocuzioni, a tutti i dolorosi quesiti che da decenni ci poniamo, concentrati in questa domanda di Jacobus, è esposta nel seg. art. di don Curzio Nitoglia, del 20 febb. 2009

    http://www.doncurzionitoglia.com/CasoWilliamson2.htm

    precisa, completa, circostanziata.
    Tutto chiaro e pesante come un macigno: non ci si può girare intorno, alla verità di certi fatti, e parole inaudite per 19 secoli di storia e 262 papi, fatti che di certo nessuno verrà a raccontarci nelle parrocchie, ma solo nel web persone fedeli alla Verità e alla Dopttrina di sempre, senza sconti e ambiguità, (o giudizi sospesi a mezz'aria) come don Curzio.
    Leggendolo mi si sono aperti gli occhi su tanti dubbi e quesiti che mi portavo dietro con sgomento, dagli anni '70 ad oggi, senza trovare risposte illuminanti a sufficienza.
    Davvero si comprende come la Verità rende liberi, ma pare che nella Chiesa docente "aggiornata" dal cv2 si preferiscano tante menzogne o mezze-finte-verità, per ingannare se stessi e i poveri discenti, poichè tutto ciò che si dichiara e insegna -in stile e contenuti- deve sempre rendere omaggio al mega-concilio, il quale a sua volta, con i suoi documenti stridentissimi con la Tradizione, (v. Mortalium animos, ma anche S. Tommaso, in varie cit. mostrato) deve semplicemente fare un buon servizio ai "fratelli maggiori", di rispetto e proclamazione della loro "alleanza" di prediletti con Dio, che viene ora chiamata ambiguamente "prima" (da Papa Benedetto il 28 gennaio 2009), non più "vecchia" o antica, come sapevamo fino al 1962, essendo essa ormai superata dalla Nuova ed Eterna Alleanza, così detta in quella sera del Giovedì Santo da Nostro Signore che istituisce l'Eucaristia, offrendo per la prima volta il Suo Corpo e il Suo Sangue in Sacrificio d'espiazione gradito al Padre.
    Bene diceva un blogger: il cv2 è il "loro" concilio; indirettamente, con il riconoscimento degli elementi di "santità" di tutte le religioni, si favorisce il rispetto non solo dei fratelli maggiori, ma dei fratelli musulmani e di TUTTI i vari fratelli pagani, atei compresi, come abbiamo visto ad Assisi2011, si ribadisce di fatto la libertà e onorabilità di tutte le religioni, (dette dal Papa "tutte vie alla Verità") ma si sa che ciò equivale a sancire il diritto dell'ERRORE e della menzogna: i diritti dei falsi dèi e quindi del demonio che li ispira.
    Il concilio 21.mo ha voluto che la Chiesa di Cristo riconfermasse sempre gli erranti nei loro errori, per ecumenismo (=inclusivimo): quello falso, nemico dell'Immacolata Madre di Dio e della Chiesa; quello che ha instaurato il marasma anarco-relativista in cui travolti da 47 anni rischiamo di naufragare, fino al giorno in cui Dio stesso (mediante un Papa santo e martire della Fede, probabilmlente) ristabilirà Verità e Giustizia continuamente calpestate (> diritti di Dio negati sempre in nome dei diritti umani, s'intende: v. quando il papa, gennaio 2011, dalla finestra di s. Pietro annunciando Assisi3, ha ribadito la libertà di professare indistintamente tutti i culti..... Il cv2 ha insegnato a calpestare e rinnegare i diritti del vero Dio Trinitario, silenziandoli, sorvolandoli, o anche dandoli per scontati, quando si fa credere coi discorsi ambigui che le 3 grandi religioni adorino lo stesso Dio, con inaudita confusione di cose vere e false, tutto secondo "stile" conciliare...)

    RispondiElimina
  15. Ester, quel magistero a cui alludi
    non è pontificio, neppure nel suo infimo grado: è opinione del dottore privato, essendo espresso in un libro e non in documento ufficiale.

    RispondiElimina
  16. E' da un po' che mi chiedo il perché il Papa quando parla ad extra non nomina mai Cristo Signore; ma si riferisce sempre ad un generico Dio e ad un'altrettanto generica pace, come se bastassero le buone volontà umane, mentre senza Cristo non potrà mai essere la VERA Pace?

    Tolta un'attenzione - peraltro più di look che di sostanza - sulla liturgia, quanto all'ecumenismo e alle altre religioni siamo ben lontani dalla restaurazione dogmatica e dottrinale che tutti noi ci aspettiamo.

    RispondiElimina
  17. Ester, quel magistero a cui alludi
    non è pontificio, neppure nel suo infimo grado: è opinione del dottore privato, essendo espresso in un libro e non in documento ufficiale.


    Caro Dante,
    è ben vero quel che dici!
    Però resta il problema che, in mancanza di un Magistero solenne e che ripareggi molte verità distorte o oltrepassate, quell'insegnamento diventa l'unica fonte cui attingono, oltre ai progressisti, coloro che non avendo altre occasioni di approfondire, si fermano all'autorevolezza della fonte...

    Del resto se, sempre per effetto del dio-concilio, a proposito del magistero, siamo passati dall'oggetto-Rivelazione al soggetto-Chiesa, capisci bene che i problemi ci sono e tali restano finché non ne prende atto chi dovrebbe...

    Resta solo la consolazione che la Chiesa non potrà mai perdere la sua essenza perché, come avvenuto finora, nessun Papa ha solennemente affermato le innovazioni che tuttavia vengono di fatto concretizzate nella 'pastorale'...

    RispondiElimina
  18. qualcuno sul web ha citato....

    dalle Rivelazioni di Santa Brigida:
    http://www.chiesa-cattolica.net/santi/santa-brigida/santa-brigida.php

    alla Santa mistica Brigida appare e così parla la Madre di Dio, (riguardo alla dannazione eterna, e alla crocifissione di Gesù che sempre, in tutti i tempi della storia causeranno attivamente i traditori della vera Fede, anche coloro che si reputano e dichiarano cristiani e cattolici, con i falsi insegnamenti circa la Giustizia divina e la possibile condanna eterna dei peccatori impenitenti):

    "....Ma tu forse potresti chiedermi: come lo crocifiggono? Sì. Lo pongono dapprima sulla croce da loro preparata, quando non si curano dei precetti del loro Creatore e Signore e lo disprezzano quando Egli li ammonisce, per mezzo dei servi suoi, a servirlo e, disprezzandolo, fanno quel che a loro piace.
    Crocifiggono poi la mano destra, quando chiamano giustizia l'ingiustizia, dicendo: Il peccato non è così grave né così nemico di Dio come suol dirsi, né Dio punisce alcuno eternamente, ma l'ha minacciato per intimorirlo. Perché infatti lo avrebbe redento, se avesse voluto perderlo?
    [qui sembra di sentir parlare i papi Woityla e Ratzinger, in certi discorsi ...]
    E non badano che il minimo dei peccati, se l'uomo se ne compiace, basta al supplizio eterno.
    E giacché Dio non lascia impunito nessun minimo peccato, come nessun minimo bene senza ricompensa, perciò sarà sempiterno il supplizio, perché sempiterna è la loro volontà di peccato che il Figlio mio vede nel cuore e reputa come eseguita. Avendone infatti la volontà, così anche l'eseguirebbero, se glielo permettesse il Figlio mio...".

    Subito qualcuno dalla lingua lesta dirà che Santa Brigida e rivelazioni non sono dogma di fede...Sì, vero, certo, ma che santa sia, la Chiesa l'ha certificato e guarda caso le cose rivelate sono proprio il contrario di quel che si racconta adesso da parte non di qualche vescovuccio in vena di modernità, ma da parte dell'Autorità somma ...
    ----------------
    leggevo con triste condivisione questo commento, ricordandomi che ad una Messa alcuni mesi orsono ho dovuto sorbirmi una penosa omelia sui Novissimi, in cui il sacerdote diceva: "...cari fratelli, pensate che l'inferno non è un luogo, ma uno stato d'animo, che ci creiamo noi, non lo dico io, l'ha detto il Papa, eh...(dunque tranquilli) ! il Giudizio finale è come andare alla cassa del supermarket, e il cassiere che ci fa il conto è buono, ci ama, niente paura, ci fa sempre un buon prezzo!" (...sempre a noi favorevole, voleva dire...)
    """""""""""""
    mi pare che mai come oggi i crocifissori di Gesù siano, oltre che i peccatori incalliti, i cattivi maestri, pastori nel clero alto e basso, che conducono le pecore ad acque sempre più inquinate, impedendo loro di accedere alla vera salvezza che viene solo da Gesù Cristo, Figlio di Dio, Signore e Salvatore.
    Ma se è lo stesso Dio per noi, ebrei e musulmani, non ha proprio nessuna importanza essere cristiani, e a che pro dovremmo dire al mattino e alla sera:
    "Ti adoro mio Dio, Ti rignrazio di avermi creato e FATTO CRISTIANO" ?
    ?
    non ce n'è più alcuna necessità, dal concilio in poi.
    Cristiani o non- ci si salva tutti senza Chiesa Cattolica e senza Sacramenti.

    pecora confusa

    RispondiElimina
  19. e intanto...

    "Da parte nostra abbiamo fatto cio' a cui il dovere ci aveva messo dinnanzi: la ricerca di un'unione visibile con Roma, ma nella protezione della piena fede Cattolica. Tutto il resto è nelle mani di Dio. Se si arriva a una soluzione canonica, ringraziamo Dio, se ciò non avviene, allora vuol dire che il tempo non è ancora maturo. In tal caso resteremo senza nessuna amarezza, ancora più a lungo in esilio, spintici dai poteri anti-cristiani presenti nella chiesa, fino a che non suonerà l'ora di Dio ."

    don. Franz Schmidberger, superiore SPX del distretto di Germania.

    http://eponymousflower.blogspot.fr/2012/06/news-italian-cardinals-stand-behind.html

    RispondiElimina
  20. MIC, è quel che ho sempre sostenuto qui e altrove: i libri il cui autore è Benedetto XVI (e non J. Ratzinger) generano una confusione terribile, perché si pensa che il Papa lì si esprime da Papa. Il che non è.
    La stessa cosa avviene quando, dall'altra sponda, si attribuisce a Benedetto XIV la grande opera sulle beatificazioni e canonizzazioni, ch'è soltanto del card. Lambertini. E da questa sponda - tradizionalista - si sottolineano alcune affermazioni, ma si dimentica di citare le altre che dichiarano perniciosa, contraria alla dottrina, al limite dell'eresia la negazione dell'infallibilità pontificia nelle canonizzazioni. Che pure è un problema da affrontare seriamente.

    RispondiElimina
  21. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  22. Ester, quel magistero a cui alludi
    non è pontificio, neppure nel suo infimo grado: è opinione del dottore privato, essendo espresso in un libro e non in documento ufficiale.
    Ma quando lo vai a spiegarlo e ti rispondono:" Sarà, ma il tuo CAPO la pensa diversamente. Non è che le opinoni personali, sono le tue, e non le sue"?

    RispondiElimina
  23. Possiamo dire serenamente che questa discussione l'abbia risolta Cristo stesso quando ne parla abbondantemente nei Vangeli....

    “Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto per abolire, ma per dare compimento” (Mt 5,17)....

    e san Paolo specifica:

    Romani 11,25-33

    25 Non voglio infatti che ignoriate, fratelli, questo mistero, perché non siate presuntuosi: l'indurimento di una parte di Israele è in atto fino a che saranno entrate tutte le genti.
    26 Allora tutto Israele sarà salvato come sta scritto:
    Da Sion uscirà il liberatore,
    egli toglierà le empietà da Giacobbe.
    27 Sarà questa la mia alleanza con loro
    quando distruggerò i loro peccati.
    28 Quanto al vangelo, essi sono nemici, per vostro vantaggio; ma quanto alla elezione, sono amati, a causa dei padri,
    29 perché i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili!
    30 Come voi un tempo siete stati disobbedienti a Dio e ora avete ottenuto misericordia per la loro disobbedienza,
    31 così anch'essi ora sono diventati disobbedienti in vista della misericordia usata verso di voi, perché anch'essi ottengano misericordia.
    32 Dio infatti ha rinchiuso tutti nella disobbedienza, per usare a tutti misericordia!
    33 O profondità della ricchezza, della sapienza e della scienza di Dio! Quanto sono imperscrutabili i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie!

    ****

    ^__^ è ovvio che il Dio dell'Antico Testamento è anche il Dio del Nuovo Testamento, altrimenti cadremmo nell'eresia di Marcione ^__^

    ma è anche ovvio che gli Ebrei adorando lo stesso Dio dell'Antico Testamento, adorano il medesimo Dio del Nuovo, ma non lo riconoscono (in Gesù Cristo) ora:
    Quanto al vangelo, essi sono nemici, per vostro vantaggio...
    c'è un velo che Dio ha posto sul loro cuore, per un SUO PROGETTO SPECIFICO ;-)
    ma questo velo non li ha portati al di fuori del Dio vero dell'Antico Testamento...

    Diversa è la situazione con i Musulmani...
    in teoria essi partono dal Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, riconoscono in Cristo un profeta (minore a Maometto), e credono nella verginità e nella santità di Maria Santissima, la Madre (incoerente ma è così)....
    Entrambi sono monoteisti... e quindi un passo ulteriore verso il riconoscimento dell'unicità di Dio in Cristo Gesù il MESSIA CHE ESSI ATTENDONO... ma che per noi è già arrivato!

    Il punto nevralgico, ma anche quello che causa più problemi, è che entrambi parliamo di quell'unico Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe... ed entrambi riconoscono i Dieci Comandamenti, credono nelle profezie che per noi si sono avverate, sul Messia, per loro no...
    quindi si, in teoria parliamo tutti del medesimo unico Dio ^__^
    ma nella pratica ci sono divergenze, divisioni e problemi che, non dimentichiamo, sono in parte anche PERMESSI DA DIO... ;-)

    così diceva Ratzinger nell'Omelia del Natale del 2000:

    È vero che anche l'Islam si considera figlio di Abramo e ha ereditato da Israele e dai Cristiani il medesimo Dio, ma esso percorre una strada diversa, che ha bisogno di altri parametri di dialogo.

    RispondiElimina
  24. Dante Pastorelli ha detto...

    Eppure S. Giovanni è chiarissimo, sulla scorta di Gesù: "Chi ha il Figlio ha il Padre, chi non ha il Figlio non ha neppure il Padre."
    E dice anche che se qualcuno porta un Vangelo diverso non dev'esser salutato né accolto, perché chi lo accoglie si renderebbe complice delle sue opere malvagie.
    Tiriamo le conclusioni.

    ****************
    Il monito di Giovanni però riguarda le comunità Cristiane che già sotto Paolo e gli altri Apostoli, rischiavano di allontanarsi dalla retta dottrina... un 'esempio è anche in Atti 15 laddove si mettono in guardia le comunità a causa di taluni che andavano predicando Cristo, ma senza essere stati inviati da loro ;-)

    Del resto non avrebbe senso rivolgere un tale monito ai pagani, o gli atei di oggi, i quali non parlerebbero neppure di un Dio tale o di un Dio Incarnato...
    io credo, sulla scorta di altre letture edificanti di santi e Dottori, che il brano si riferisce principalmente ai cristiani mettendoli in guardia dai FALSI MAESTRI che pur predicando un Dio "medesimo" in verità non parlano di quel Dio Incarnato NELLA CHIESA... ne è l'esempio il monito paolino, mi pare in Galati od Efesine, dove ammonisce "che se arrivasse qualcuno a predicare un vangelo diverso dal suo, sia anatema"....

    nè ebrei, nè musulmani predicano un VANGELO ^__^ nè tanto meno " un Vangelo diverso dal suo... solo altri cristiani predicano un vangelo diverso, i cristiani non in comunione con Pietro... infatti essi predicano immagini diverse di Dio Incarnato, molte immagini diverse di Cristo a seconda di quante eresie sostengono...

    RispondiElimina
  25. P.S. Di recente, come ben sappiamo, la CdF sta inserendo nel suo elenco Documenti importanti emanati in vecchia data ma ancora attualmente vincolanti.... e che a suo tempo erano ritenuti persino "segreti" non divulgabili...

    Ricorderete anche questo passo ;-)

    10) A quanto s'è detto bisogna aggiungere alcune parole circa l'ecumenismo.
    La Sede Apostolica loda, indubbiamente, coloro che nello spirito del Decreto conciliare sull'ecumenismo promuovono iniziative destinate a favorire la carità verso i fratelli separati e ad attirarli all'unità della Chiesa; ma si duole del fatto che non mancano alcuni i quali, interpretando a modo proprio il Decreto conciliare, propugnano un'azione ecumenica tale da offendere la verità circa l'unità della fede e della Chiesa, favorendo un pernicioso irenismo e un indifferentismo del tutto alieno dalla mente del Concilio.

    Questi pericolosi errori, diffusi quale in un luogo quale in un altro, sono stati sommariamente raccolti in sintesi in questa Lettera agli Ordinari di luogo, affinché ciascuno, secondo la sua funzione ed il suo ufficio, si sforzi di sradicarli o di prevenirli.

    Questo Sacro Dicastero prega vivamente i medesimi Ordinari, riuniti in Conferenze Episcopali, di farne oggetto di trattazione e di riferirne opportunamente alla Santa Sede inviando i propri pareri prima del Natale dell'anno in corso.

    Gli Ordinari e quanti altri ai quali per giusta causa essi riterranno opportuno mostrare questa Lettera, la custodiscano sotto stretto segreto, giacché una evidente ragione di prudenza ne sconsiglia la pubblicazione.

    Roma, 24 luglio 1966.

    A. Card. Ottaviani

    RispondiElimina
  26. E dagli errori in materia di teologia dogmatica si finisce inevitabilmente per cadere in quelli di teologia morale. Leggetevi la risposta data da Benedetto XVI durante l'incontro delle famiglie in corso a Milano a chi l'interrogava sui divorziati 'risposati': http://magisterobenedettoxvi.blogspot.it/
    Assolutamente aberrante, siamo all'anti-Evangelo. Certo, non è magistero infallibile, ma l'effetto è devastante, l'ha detto pubblicamente davanti ad un milione di persone. Secondo Papa Ratzinger i divorziati 'risposati' possono stare tranquilli e sereni, Dio li ama, possono tranquillamente continuare a marcire nell'adulterio continuato. Sono anzi dei martiri, il loro martirio è offerto per tutta la Chiesa... Certo, non posono essere assolti in Confessione e non possono ricevere l'Eucaristia, ma ciò non è importante perché essi sono pienamente nella Chiesa (come membra morte, ma il Papa lo tace)...
    Benedetto XVI conclude così: "Che realmente trovino la possibilità di vivere una vita di fede, con la Parola di Dio, con la comunione della Chiesa e possano vedere che la loro sofferenza è un dono per la Chiesa, perché servono così a tutti anche per difendere la stabilità dell’amore, del Matrimonio; e che questa sofferenza non è solo un tormento fisico e psichico, ma è anche un soffrire nella comunità della Chiesa per i grandi valori della nostra fede. Penso che la loro sofferenza, se realmente interiormente accettata, sia un dono per la Chiesa. Devono saperlo, che proprio così servono la Chiesa, sono nel cuore della Chiesa."
    Sancta Maria, ora pro nobis.

    RispondiElimina
  27. Una cosa che trovo assai strana é che mentre spesso i progressisti inneggiano come i protestanti alla lettura della Bibbia, su questo argomento quasi mai si citano le parole di Gesù nei Vangeli che, come si vede nei molti commenti citati, sono di una chiarezza lampante.
    Consideriamo inoltre che si rivolgeva ad ebrei, non ancora a "cristiani"!
    Si ha l'impressione che invece che partire dalle Sacre scritture lette ed interpretate come la Chiesa le ha sempre interpretate per trarne delle conseguenze logiche, si preferisce partire da un'idea che si "sente" dentro per poi cercare le giustificazioni ed argomentazioni in seguito. Tipico atteggiamento modernista.
    Esemplare in questo senso il discorso del papa, riferito da Amicus, e riguardante la situazione dei divorziati risposati.
    Non é più la fede e la Verità a guidarci, ma la compassione ed i nostri sentimenti.

    RispondiElimina
  28. Caterì, riguardo al passo di S. Giovanni, sfondi un uscio aperto: dove mai ho detto che si riferisce ai pagani? I cristiani non devono salutare né accogliere chi travisa il Vangelo. Così si può rifiutare l'insegnamento di coloro che affermano che abbiamo lo stesso Dio degli ebrei e dei musulmani.

    RispondiElimina
  29. Chi identifica Joseph Ratzinger con il Papa nello svolgimento della sua funzione di vicario di Cristo va educato.

    RispondiElimina
  30. Quanto ai divorziati risposati, stando a quel che ho letto nelle agenzie, il Papa si rivolge a coloro che, pur credenti, si trovano in una situazione di peccato che soffrono ma non sono capaci ancora di superare. Dice loro che la Chiesa non li abbandona e che con la Chiesa devono camminare, invitandoli a non separarsi dalla comunità. La loro sofferenza se sincera sarà di monito agli altri e poi, passo dopo passo, può venire la redenzione.
    Cristo è venuto per i peccatori non per i giusti. Non dobbiamo esser noi a giudicare in foro interno la condizione di queste persone.

    RispondiElimina
  31. Dante ma cosa stai dicendo ?????

    qui non si parla di chi divorziato vive in castità ma di chi si é risposato per scelta egoista contro le leggi divine! spesso scandalizzando e abbandonando pure i propri figli ??!!

    e il papa li incoraggia anche a
    1) stare vicino a un prete pur non potendo rivecere l'assoluzione
    2) fare la comunione spirituale in stato di peccato mortale permanente senza chiedere di regoalrizzare la situazione...


    "Anche se non possono ricevere l'assoluzione, devono stare in contatto con un sacerdote???
    E per cosa??? La soluzione é una sola, il sacerdote non può fare nient'altro che ammonirli
    sulla necessità per la loro anima di lasciare il peccato e confessarsi...

    Dante diciamo le cose come stanno: il papa manda virtualmente in inferno le coppie risposate perché tace sulla necessità assoluta di avere una veste bianca il giorno della morte!!

    e lo dice a un meeting sulla famiglia !!

    RispondiElimina
  32. Ci sto ripensando... Credo che seguirò la nuova morale (tanto ormai è tutto 'nuovo': nuovo catechismo, nuovo Codice di diritto canonico, nuova evangelizzazione ecc) di Benedetto XVI. Stavo giusto facendo un pensierino sull'auto nuova fiammante di un mio vicino. La ruberò, e dopo che il confessore mi avrà negato l'assoluzione e la Comunione a causa del mio rifiuto di restituirla, entrerò in profonda "sofferenza". Ma mi consolerò subito, perchè secondo il Papa, "anche senza la ricezione 'corporale' del Sacramento" potrò "essere spiritualmente unito a Cristo nel suo Corpo", potrò trovare "la possibilità di vivere una vita di fede, con la Parola di Dio, con la comunione della Chiesa" e potrò vedere che la mia sofferenza è addirittura (incredibile dictu) "un dono per la Chiesa". Intanto naturalmente mi potrò godere l'auto nuova...
    E guai a chi mi dirà che sono un ladro e che ho trasgredito gravemente la Legge di Dio: gli risponderò che non ha alcun diritto di giudicare il mio foro interno... Ripeto: Sancta Maria, ora pro nobis!

    RispondiElimina
  33. P.S.: sono sicuro che il proprietario dell'auto non mancherà di seguire anch'egli la 'nuova' idea di carità di Papa Ratzinger e sarà pieno di comprensione nei miei confronti...

    RispondiElimina
  34. bravo Amicus! hai 100% ragione qui siamo in piena eresia. Probabilmente i problemi della chiesa sono molto più profondi di quello che pensiamo e, cumuila oggi cmula doomani, non potranno più a un certo punto essere nascosti dallo sforziamoci di guardare (solo) cio' che é alemno parzialmente bene...

    la 'mutazione genetica' è già avvenuta? Siamo ancora in tempo per rimediare?

    RispondiElimina
  35. Non dobbiamo esser noi a giudicare in foro interno la condizione di queste persone.
    -----------------
    ma ecco, ci risiamo! qui ricadiamo nel solito equivoco, duro a morire da 45 anni a questa parte: quello di chi prontamente zittisce tutti, nel momento doveroso del DISCERNIMENTO bene/male, con il monito-bavaglio: "non giudicate!".
    Ma lo vogliamo capire che è ormai urgente condannare il peccato come offesa a Dio e causa di MORTE dell'anima, morte della vita di Grazia, e causa di dannazione eterna ?
    lo vogliamo dire una volta per tutte che i santi non accettavano alcun adagiamento nè compromesso col peccato mortale, e neanche con quello veniale abituale ? basti pensare a quel Santo che ripeteva: "La morte ma non peccati" (S. Domenico Savio).
    Quando lo capiremo che la Chiesa sta precipitando da 47 anni in questo baratro di apostasia e corruzione, trascinando migliaia di anime alla rovina morale e forse eternam, proprio il lassismo-buonismo (Gesù è buono e perdona tutto, pentiti o non pentiti, anche non decisi a cambiar vita, continuate pure a fare come volete...siete salvi, ci pensa Lui) per aver sottovalutato le piccole infedeltà e i piccoli compromessi sulla Dottrina e sulla morale ?
    e chi ha mai detto che si vuol giudicare le persone "in foro interno" e cose simili ?
    Ma il peccato -soprattutto quello MORTALE- va chiamato col suo nome, come era chiamato fino al 1960, sì o no ? così come lo chiama Gesù, (v. "se il tuo occhio ti è di scandalo, cavalo e gettalo via da te", "è meglio entrare in Paradiso senza un occhio o senza una mano" ecc.) quindi anche la più tenue OCCASIONE di peccato va rigettata con forza, se si vuol seguire il Signore), o no ?
    oppure dal concilio in poi esso è diventato una "diversa via " alla santità (così come si evince dal libro "Luce del mondo" che oscura bene le coscienze a tal riguardo) ?

    pecora confusa

    RispondiElimina
  36. ante Pastorelli ha detto...
    Chi identifica Joseph Ratzinger con il Papa nello svolgimento della sua funzione di vicario di Cristo va educato.
    Da chi?
    Chi ne ha il dovere? Il suo parroco?
    E se è lui parroco, per primo, che gli ricorda che, come si diceva una volta, come ha detto spesso San Giovanni Bosco "Meglio aver torto, anche in materia libera, Assieme al Papa, che aver ragione contro di lui"?!?
    Quando io gli dico:"Amico, quelle sono opinioni personali di Joseph Ratzinger (meno male che, qualche volta, lo ha detto anche lui)". E lui mi risponde :"Sarà. Fino a prova contrario, il Papa è lui non sei tu". E se, come mi ha risposto qualche chierico:"A) che ne so di cosa lo Spirito Santo ispira al "Dolce Gesù in Terra";
    b) Chi comanda può sbagliare. CHI OBBEDISCE NON SBAGLIA MAI". Al che gli ho detto: Lo Spirito SANTO non cambia idea e agli ordini immoali non si obbedisce.
    Risposta: se permetti, il Papa ne capisce più di te. Se il Papa dice che lo Spirito Santo non ha cambiato idea, ha solo cambiato modo di eprimersi, perchè gli dovrei dare torto. Circa gli ordini immorali, se la vedrà con Dio chi me li da. E poi, in definitva, cosa c'è di immorale?. Gli Ebrei? io se fossi Ebero, mi sentirei preso in giro, quando ci chiamano"Fratelli maggiori". I fratelli maggiori fanno magra figura. E SE FOSSE UN MODO "ESOTERICO" per parlar male di noi?

    RispondiElimina
  37. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  38. Il cuore umano è un guazzabuglio. Ed io ho detto che noi non possiamo giudicare in foro interno.
    Non sarò io a negare la verità di quanto scritto in linea di principio da Poirot e da Ester, dico solo che pur nel peccato (e chi non ne ha?) restare vicini ad un sacerdote, alla comunità dei credenti, ch'è pur sempre una comunità di peccatori, non può non far che bene a queste anime che vivono in una sofferenza (sempre che ci sia, l'ho sottolineato!) che noi non conosciamo. Il sacerdote che si trovasse a seguirli non dovrebbe certo coccolarli nel loro errore, ma senza tradire la verità, comprenderli, amarli, mettendoli dinnanzi alle loro responsabilità e guidarli sulla via del riscatto.
    Lasciarli lontano dalla Chiesa forse li aiuterebbe a ritrovare Dio ed a vivere più moralmente?

    Non ho letto tutto il discorso del Papa, ma solo quanto riportato dalle agenzie e l'ho scritto, e su tanto mi sono espresso.

    In linea di principio mi sarei espresso diversamente; pensando ai singoli casi mi sono espresso nel modo che scandalizza Poirot ed Ester.
    Non ho avuto nessuna intenzione di difendere a tutti i costi il discorso del Papa (così come non provo gusto ad appigliarmi ad ogni pelo nell'uovo per fargli le pulci).
    E comunque ricordiamoci che pubblicani e prostitute ci precederanno nel regno dei cieli.

    RispondiElimina
  39. certo, Dante, pubblicani e prostitute ci precederanno, ma con un SE: se pentiti e convertiti, se tornati alla vita della Grazia Santificante, (cfr.: "Va' e non peccare più") potranno crescere in essa e far grandi passi nella santità, come mostra S. Agostino, una volta ravveduto, il quale però ricordava con rammarico il suo INDUGIARE nel peccato, quando diceva (nelle Confessioni): "così ti pregavo: Signore, ancora un poco, aspetta !" (cioè si attardava nella strada del peccato, pur dopo essere stato chiamato dalla Grazia a conversione, e gemeva: "Tardi Ti ho conosciuto!...." e perciò dice anche, a monito di tutti:
    Timeo Iesum transeuntem).
    D'altra parte ricordiamo sempre l'intero insegnamento delle S. Scritture, quando ad es. S. Paolo avverte:
    «Non illudetevi: né immorali, né idolatri, né adulteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il Regno di Dio » (1 Cr 6, 9 – 10) Forse questo passo di S. Paolo contraddice Nostro Signore ?

    RispondiElimina
  40. Dolore del peccato e proposito di non commetterne più: giustissimo. Ma a chi ha la coscienza offuscata, a chi, rintontito dalle passioni e da una società seolarizzata, privo di una solida formazione religiosa, cosa dobbiamo offrire perché ritrovi la strada retta? Dobbiamo tagliarlo NOI e gettarlo nel fuoco in quanto membro "morto" dal Corpo Mistico, o dobbiamo portargli tramite la Chiesa, la parola che dà la conoscenza della Verità, che guida, che fa intravvedere una luce, che salva?
    Dobbiamo, a mio povero avviso di semi-eretico come qualcuno mi dipinge, senza niente tacere della sana dottrina, aiutare queste persone, tutte, ed in particolar modo quelle che pur si sentono in colpa per un passo compiuto contro la loro fede e non hanno ancora la forza della Grazia per por rimedio?
    Non sta alla Chiesa scioglier questi nodi, riaccender una fiammella nella speranza che diventi una fiamma vivace?
    Bene, io l'ho sperimentate situazioni del genere, e non parlo di me, ma potrei anche farlo, ma non è questa la mia situazione. Fo un solo esempio
    Una coppia di divorziati risposati, sin dal 1986-87 cominciò a frequentare la Messa della loro fanciullezza e giovinezza. Assorbivano ogni parola
    di profonde omelie, non mancavano mai alla sacra liturgia, insieme.
    Ebbene, questa assidua presenza, i colloqui col sacerdote che non li fustigò in quanto pubblici peccatori (notori), sortirono l'effetto positivo. Lei è sempre viva ed è tornata alla pratica religiosa ma non più presso di noi per motivi deambulazione, lui anni fa è morto, morto cristianamente. So che tutte le sere s'inginocchiava davanti ad un Crocifisso e pregava.

    Per me questa ed altere sono state delle grandi lezioni. Ho imparato a non scagliar la prima pietra qualora trattisi di casi personali.
    E quanto al Papa ha ribadito il concetto cattolico di famiglia nella Milano di Pisapia. E per questo viene attaccato dalla stampa laicista, perché non ha fatto il passo più lungo della gamba, perché dovrà arrendersi alla realtà di cattolici che non seguono la morlale della Chiesa che va edulcorata; lego anche che tale passo dovrà compierlo il successore.
    Mai ho chiesto di modificare la morale della Chiesa, ch'è la divino-naturale, solo non rifiutare l'aiuto a chi lo cerca ed anche a chi ancora non lo cerca.

    RispondiElimina
  41. Ester, mi sembra d'esser stato chiaro: si deve aiutare queste persone a trovar la luce. E poi sarà Dio a giudicare.
    Certo, tutti i peccatori devono esser pentiti, anche tu ed io. Ma negare la mano a chi affoga è un delitto. Da farisei.

    RispondiElimina
  42. In linea con Dante, credo che il Papa abbia voluto isolare il principio, che ha riaffermato, dai singoli casi concreti, lasciando aperta la porta alla frequentazione alla vicinanza, e quindi alla possibilità di guida e accompagnamento illuminato da parte del sacerdote...
    Bisogna leggere il suo discorso per intero senza estrapolarne la singola frase.

    Quando il Papa dice che la loro sofferenza fa bene alla Chiesa non parla della sofferenza generata dal peccato, ma di quella di non poter vivere pienamente i sacramenti e di ricevere il Signore. Ovvio che tutto questo deriva dalla situazione di peccato; ma ci sono tante situazioni in attesa di regolarizzazione (cause di nullità, ad esempio) e, nel frattempo, poter continuare a vivere e attingere nella comunità credente la Luce del Signore può orientare oltre alle scelte quotidiane anche quelle future, sempre che il tutto non si limiti ad un superficiale permissivismo.

    RispondiElimina
  43. Mic, anche il dolore che è generato dalla consapevolezza del peccato e dall'incapacità di riscatto "da soli" è per me l'avvio di un cammino di redenzione.
    Non credo proprio che il Papa, che con forza ha riaffermato il valore indiscutibile dell'"unica" famiglia, abbia voluto confermare nel peccato e nello scandalo quei nostri fratelli, ma piuttosto li ha esortati a non staccarsi dalla Chiesa, e, se staccati, di ritornarvi pur senza poter usufruire dei sacramenti, perché la Chiesa - e quindi anche noi - possiamo prestar l'attenzione che consola e può far rinascere. Negarsi a quest'opera santa non è da cattolici. Io a quest'opera non mi son mai negato. Qualche frutto l'ho conseguito, non certo con le mie forze.

    RispondiElimina
  44. Ma qui nessuno dice che bisogna cacciar via in malo modo i pubblici peccatori, ci mancherebbe altro. Bisogna far di tutto per evitare che il lucignolo fumigante si spenga, bisogna non abbandonare a se stessi i divorziati 'risposati'. Ma nel contempo la carità di Cristo - quella autentica, non quella stravolta dei neomodernisti - ci obbligherà a dir loro di pregare per aver la forza di staccarsi dal loro stato di peccato grave, per il quale rischiano la dannazione eterna: e questo va detto chiaramente, senza bizantinismi volti a narcotizzare le coscienze. Ora, nelle parole del Papa non solo non v'è alcun accenno a questo richiamo, ma si fa credere a queste povere anime che esse si trovino in grazia di Dio. Papa Ratzinger dice infatti ai divorziati 'risposati': "anche senza la ricezione 'corporale' del Sacramento, possiamo essere spiritualmente uniti a Cristo nel suo Corpo. E far capire questo è importante". Ma è impossibile entrare in comunione spirituale con Gesù Cristo finché l'anima resta attaccata al suo peccato, se questo è grave. Purtroppo il senso dell'intervento papale è chiaro, e del resto è su questa linea che la gente lo ha interpretato (ma non poteva interpretarlo diversamente): basta vedere già le prime reazioni di noti personaggi: http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/getPDFarticolo.asp?currentArticle=1FSHWT
    Anche nel caso, poi, di coloro che fossero in attesa di una sentenza circa l'eventuale nullità del precedente matrimonio, il discorso resta assolutamente invariato.

    RispondiElimina
  45. E da questa sponda - tradizionalista - si sottolineano alcune affermazioni, ma si dimentica di citare le altre che dichiarano perniciosa, contraria alla dottrina, al limite dell'eresia la negazione dell'infallibilità pontificia nelle canonizzazioni. Che pure è un problema da affrontare seriamente.

    ------------------------------------


    Caro Dante,
    avevo trovato un articolo di mons. Gherardini su questa questione:

    http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2012/02/mons-brunero-gherardini-su.html

    Il grande teologo pone alcuni dubbi ragionevoli sull'infallibilità pontificia nei decreti di canonizzazione.

    Marco Marchesini

    RispondiElimina
  46. Ma, caro Marco, propende per l'infallibilità.

    RispondiElimina
  47. Se per la Chiesa, ed il Papa l'ha ricordato fortemente, la famiglia è solo quella formata da un marito e una moglie, e dai figli se Dio li manda; se il divorzio è condannato dalla Chiesa; se le convivenze son condannate; se tutti sanno bene che la Chiesa condanna il matrimonio dei divorziati tanto da non ammetterli ai sacramenti, e quindi li riconosce in istato di peccato mortale; se tutto ciò è vero chi vuol vedere cose che non ci sono, e mi riferisco sia a coloro che osannano le aperture inesistenti del Papa sia a coloro che, com'ho già detto, cercan il pelo nell'uovo per attaccarlo, faccia pure il suo mestiere. Un mestiere da cui rifuggo.

    RispondiElimina
  48. Prof. Pastorelli, gradirei il suo parer05 giugno, 2012 09:46

    Anonimo ha detto...
    ante Pastorelli ha detto...
    Chi identifica Joseph Ratzinger con il Papa nello svolgimento della sua funzione di vicario di Cristo va educato.
    Da chi?
    Chi ne ha il dovere? Il suo parroco?
    E se è lui parroco, per primo, che gli ricorda che, come si diceva una volta, come ha detto spesso San Giovanni Bosco "Meglio aver torto, anche in materia libera, Assieme al Papa, che aver ragione contro di lui"?!?
    Quando io gli dico:"Amico, quelle sono opinioni personali di Joseph Ratzinger (meno male che, qualche volta, lo ha detto anche lui)". E lui mi risponde :"Sarà. Fino a prova contrario, il Papa è lui non sei tu". E se, come mi ha risposto qualche chierico:"A) che ne so di cosa lo Spirito Santo ispira al "Dolce Gesù in Terra";
    b) Chi comanda può sbagliare. CHI OBBEDISCE NON SBAGLIA MAI". Al che gli ho detto: Lo Spirito SANTO non cambia idea e agli ordini immoali non si obbedisce.
    Risposta: se permetti, il Papa ne capisce più di te. Se il Papa dice che lo Spirito Santo non ha cambiato idea, ha solo cambiato modo di eprimersi, perchè gli dovrei dare torto. Circa gli ordini immorali, se la vedrà con Dio chi me li da. E poi, in definitva, cosa c'è di immorale?. Gli Ebrei? io se fossi Ebero, mi sentirei preso in giro, quando ci chiamano"Fratelli maggiori". I fratelli maggiori fanno magra figura. E SE FOSSE UN MODO "ESOTERICO" per parlar male di noi?

    RispondiElimina
  49. Rileggerò meglio l'articolo di mons. Gherardini. Avevo capito che l'infallibilità delle canonizzazioni non è così dottrina sicura.

    Marco Marchesini

    RispondiElimina
  50. In linea di principio il Vicario di Cristo non può insegnar l'errore perché deve pascer le pecore e gli agnelli e non può portarli nel precipizio o nella bocca dei lupi.
    Come dottore privato non è infallibile. E non lo è neppure quando resiste allo Spirito Santo rifiutando di svolgere la sua funzione di Papa. Casi rarissimi certo, ma possono esserci, almeno teoricamente.
    Si ritorna sempre sullo stesso tema: e il parroco? Se il parroco...
    Ma noi abbiamo il dono dello Spirito Santo ch'è l'intelletto. Abbiamo la volontà. Abbiamo la Rivelazione, la Tradizione, il Magistero infallibile. E' anche compito nostro educare a saper discernere il vero dal falso.
    L'obbedienza è una virtù, ma quando si comanda il bene e non il male. Ora a me non sembra che il Papa comandi di far il male.
    La situazione è più complessa.

    RispondiElimina
  51. non sembra che il Papa comandi di far il male....
    per l'appunto. Non c'è nulla di complesso, la situazione è chiara.
    Il dramma infatti è proprio questo: che il Papa non comanda neanche il bene, poichè non comanda affatto, non usa mai appieno la sua Autorità -docenza e governo- per dare alcun comando positivo, cogente, efficace, neanche col MP (come hanno spesso osservato con rammarico)! nè per enunciare qualcosa impegnando l'infallibilità. Lascia tutto nell'indefinito, nel possibilismo e nel FACOLTATIVO.
    Regna, ma non governa.
    Non svolge con FERMEZZA la sua funzione di guida del gregge, nel quale OGNUNO segue la sua via SOGGETTIVA, con interpretazione personale o dio gruppo della Dottrina.
    Infatti egli ha definito il CNC (notoriamente eretico e deviante dalla retta liturgia) "una delle tante vie di formazione cristiana".
    Una equivalente a quella tradizionale, equivalente a quella di chi ha imparato il catechismo di S. Pio X.
    Questo, caro Dante, è regno incontrastato del RELATIVISMO.
    E il papa regnante non fa nulla di efficace per scalzarlo, poichè non difende una sola Verità, ma avalla la sequela di tante verità, tante quante sono le realtà ecclesiali ufficilamente approvate (con timbro di appartenenza burocratica alla Chiesa visibile-ufficiale); realtà molteplici (pluralismo) tra le quali vuole inserire la FSSPX come una tra le tante, con indifferente giudizio circa la sua retta Dottrina, anzi.....anzi no:
    ad essa sarà imposta l'accettazione del cv2, col permesso (verbale) di discuterne, senza effettivamente "giudicarlo" su aspetti non-conformi alla Tradizione.
    Se ne può discutere a iosa, ma di fatto questo conciliov2 va preso -per ordini superiori, risalenti al 1969(>ve ne darò il link)-
    a pacchetto chiuso e intangibile: inutile illudersi che esso venga "riformato", riveduto e corretto in modo definitivo, smentito o precisato/chiarito in qualche punto: prendere o lasciare.
    Ecco perchè il papa attuale non ha mai risposto alle suppliche di nessuno (nè mons. Gherardini nè mons. Schneider nè chiunque altri invochi chiarimenti) e mai lo farà: il cv2 deve solo essere APPLICATO.
    Egli stesso obbedisce al concilio, pur MENTRE lamenta (sembra lamentare) che esso sia considerato un super-dogma.
    Deve vincere la prassi, quella INAUGURATA col cv2 (che ha demolito all'uopo la suprema autorità di Pietro) pur mentre si continua all'infinito a discutere in saggi, convegni, web ecc...
    Forse (forse) il suo successore farà un passo decisivo nel senso della chiarezza, ma potrebbe costargli caro: e allora sarà il suo un vero martyrion, per la Fede.
    Allora soltanto la Chiesa raddrizzerà le vie di storte, ma non è ancora giunto il momento.

    RispondiElimina

I commenti vengono pubblicati solo dopo l'approvazione di uno dei moderatori del blog.