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venerdì 27 luglio 2018

Perché essere presenti alla Processione di Rimini?

Aggiornamento: Colpo di scena: Il vescovo Arthanasius Schneider e il Superiore dlela FSSPX Benedicono la processione di riparazione
Sua Eccellenza Mons. Athanasius Schneider benedice la Processione di Riparazione definendoci i “veri amici degli omosessuali perché interessati alla salvezza della loro anima messa in pericolo dal proprio stile di vita”.
Parimenti, il Rev.do don Davide Pagliarani, riminese, successore di Mons. Lefebvre in quanto nuovo Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X, benedice il Comitato “Beata Giovanna Scopelli” impegnato nell’organizzazione della Processione che si terrà domani a Rimini, per riparare allo scandalo del “Summer Pride”.
Una benedizione pesante e di carattere internazionale, che il Comitato ovviamente apprezza con grande gioia.
Approfittiamo per rendere noti i nomi dei Portavoce ufficiali, unici autorizzati a rilasciare dichiarazioni a nome del Comitato “Beata Giovanna Scopelli”: Riccardo Contebelli - Cristiano Lugli - Lorenzo Roselli - Alessandra Pedini
Rilascerà eventuali dichiarazioni anche un sacerdote del quale forniremo il nome domani alla Processione.

Anche quest’anno, dunque, il Comitato “Beata Giovanna Scopelli” riparerà allo scandalo del “Summer Pride” di Rimini, sabato 28 luglio alle ore 10:30, partendo da Piazza Mazzini.

Mi sono interrogato molto sul da farsi: vado, non vado, la famiglia, il lavoro, il treno, il caldo, i soldi, le ingiurie e via discorrendo.

Alla fine, Deo volente, ho deciso che andrò. Perché ritengo molto importante essere presenti. 
Ma perché mai dovrebbe essere così importante essere presenti? Vediamolo per punti, rispondendo alle obiezioni che sicuramente insorgono alla stragrande maggioranza dei cattolici un po’ indecisi.
  1. Dobbiamo essere presenti perché il “Summer Pride” offende gravemente Dio e i Suoi Diritti, violando l’ordine naturale disposto dal Creatore.
  2. Dobbiamo essere presenti perché il “Summer Pride” rappresenta un pubblico scandalo, e ad un pubblico scandalo non può che corrispondere una pubblica riparazione.
  3. Dobbiamo essere presenti perché la Chiesa è Militante e noi, quali membra del Corpo Mistico, dobbiamo essere parimenti militanti.
  4. Dobbiamo essere presenti perché altrimenti non ha senso lamentarci tutto il resto dell’anno per quanto va male il mondo, per quanto la Chiesa stia attraversando una tempesta, per quanto siano cattivi e pericolosi i maomettani: se ci tiriamo indietro davanti ad una Processione di Riparazione magari per paura o per inerzia, come potremo affrontare l’invasione dei nemici di Cristo?
  5. Dobbiamo essere presenti per testimoniare la nostra Fede, per consolare il Sacro Cuore di Gesù trafitto da un peccato che grida vendetta al cospetto di Dio.
  6. Dobbiamo essere presenti per i nostri figli, per il loro futuro e per la nostra civiltà.
  7. Dobbiamo essere presenti perché così, anche mediaticamente, seppur sempre nella minoranza - segno dei tempi dell’epoca contemporanea -, dimostreremo che una vera resistenza ancora esiste, e che essa non arretra e non arretrerà di un centimetro, poiché la Verità vince sul numero e la qualità sovrasta la quantità.
  8. Dobbiamo essere presenti perché la società è soggetta al giudizio temporale dal momento che, se è pur vero che le nazioni non sono organismi personali con in dote un’anima, esse sono però formate da uomini. Ne consegue che la società umana ricopre la modalità fondamentale in cui Dio ha voluto far vivere l’uomo, rendendola quindi soggetta al Suo Giudizio.
  9. Dobbiamo essere presenti proprio in ragione del punto 8, e cioè per invocare l’intercessione della Vergine Santissima affinché trattenga il braccio del Suo Figlio. 
Ma... Ci sono sempre le obiezioni. Vediamole e rispondiamo.

1º obiezione:
Si ok ma.... Rimini non è la mia città...”
La guerra la vuoi sotto la finestra di casa tua? Comoda comoda? I muri vanno alzati laddove ci sono le forze, perché è mattone su mattone che si costruisce un argine. 

2º obiezione:
Si ok ma... Rimini è lontano...
Quanti chilometri si sono fatti a piedi i missionari? Quanto ha camminato San Giovanni Bosco per affermare la Dottrina di Cristo?

3º obiezione:
Si ok ma... c’è la tale conferenza...
Non ci sarà chiesto quanto avremo studiato, ma quanto avremo fatto per far regnare Cristo nei nostri cuori e nella Società.

4º obiezione:
Si ok ma... il 28 luglio fa molto caldo...
Pensa a tutti quei sacerdoti che portano l’abito talare, a tutti quei religiosi che portano il saio, a gli stessi preti che guideranno la Processione con i paramenti: sei forse tu meno chiamato al sacrificio e alla santificazione rispetto a loro?

Cari amici, il Cristianesimo è sacrificio costante. Cosa è uno sforzo davanti all’Immolazione di Cristo? Cos’è la paura dinanzi alla Sua Passione? Cos’è l’accidia al cospetto di quanto Nostro Signore ha patito e continua a patire per noi?

Per questo e per molto altro è importante esserci.
Come diceva il Re Aragorn, “ci sarà un giorno in cui gli uomini cadranno, ma non è questo il giorno. Ci sarà l’ora dei lupi e degli scudi frantumati, ma non è questo il giorno. Quest’oggi combattiamo”.
Cristiano Lugli

13 commenti:

  1. Com’è possibile che a un prete pedofilo settantenne, colto in flagranza di reato mentre abusava di una bambina di dieci anni, e che ha confessato di aver ripetutamente abusato della bambina in passato, la Chiesa si limiti a sospenderlo cautelativamente, mentre la Magistratura gli ha concesso gli arresti domiciliari e non ha ordinato la detenzione in carcere?
    Di fronte alla flagranza del reato di pedofilia, di fronte alla confessione di colpevolezza, di fronte all’ammissione della reiterazione del crimine, ci attenderemmo che la Chiesa ordinasse subito non solo l’espulsione del prete pedofilo reo-confesso, ma anche la sua scomunica. Gesù disse: «Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare» (Marco 9,42). La pedofilia è un reato di estrema gravità, incompatibile non solo con lo stato sacerdotale, ma anche con l’adesione al cristianesimo.
    Così come ci attenderemmo una sanzione forte da parte della Giustizia dello Stato, a partire dall’immediata detenzione carceraria e una condanna definitiva che, da un lato, deve essere congrua con il danno irreparabile provocato ai bambini abusati e, dall’altro, deve porre fine alla tendenza criminale dei pedofili.
    Se ciò non dovesse accadere, dovremmo prendere atto che le tante belle prediche della Chiesa contro i propri pedofili, che vede coinvolti e incriminati cardinali e vescovi in varie parti del mondo, sono solo parole che non si traducono in fatti. Così come dovremmo prendere atto dell’inadeguatezza delle leggi italiane per sanzionare e, soprattutto, prevenire il crimine dell’abuso sessuale dei minorenni, anche con pene esemplari nei confronti dei pedofili.
    Magdi Cristiano Allam

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  2. ULTIMORA: Il nuovo Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X benedice coloro che domani parteciperanno alla processione di riparazione al Gay Pride.

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  3. 27° giorno: L’offerta riparatrice del Sangue

    Gesù vuole anime riparatrici. Anche ai nostri giorni, e forse più che nel passato, il Sangue di Gesù è profanato e bestem­miato. Par di sentire il lamento del Mae­stro Divino che dice: «Ho dunque versato invano il mio Sangue?» Ma come nel Get­semani non c’era alcuno che vegliasse con Gesù agonizzante, così oggi sono abban­donati i Tabernacoli. Ad un’anima pia’ Gesù così ha parlato: «Cerco dei consolatori e non li trovo; non sono amato. I flutti dei crimini uma­ni salgono fino al Padre, il mio Vicario è calunniato, trionfa il piacere e l’orgoglio, la legge della carità è oltraggiosamente violata. Alcuni sono generosi in parole, ma quando si presenta la croce fuggono. Io voglio anime riparatrici, pronte a sof­frire coraggiosamente, piene di carità per i peccatori, anime che offrano senza stan­carsi mai il mio Sangue al Padre, in espia­zione dei peccati. II mondo non può esse­re salvato che dal mio Sangue. Trovami una legione di anime riparatrici; dì ai miei sacerdoti che, celebrando il S. Sacri­ficio, mi offrano Vittima di riparazione al mio Padre celeste e che, quando la litur­gia lo permette, celebrino la messa votiva del Sangue Prezioso». Anche a noi è rivolto questo appello di Gesù. Come possiamo rimanere indiffe­renti? Uniamoci a quello stuolo di anime, che offrono se stesse, i propri dolori, le proprie azioni in unione del Sangue Pre­zioso di Gesù, perché trionfi il suo Regno nel mondo. Sia anche la nostra una vera anima riparatrice!

    ESEMPIO:
    S. Teresina di Lisieux, dopo aver ascol­tato la s. messa, chiudendo il libro di pre­ghiere, vide sporgere fuori in un’imma­gine, il braccio di Gesù Crocifisso. Fu pre­sa in quell’istante così vivamente dal pen­siero della Passione, che quella mano, il chiodo e il Sangue, le sembravano cose vive e reali. S’infiammò ancor di più per le sofferenze del Signore e si propose di far conoscere a tutti l’amore e il dolore provati da Gesù sulla croce. Seppe che un tal Pranzini, condannato a morte, stava per essere giustiziato senza dar segni di conversione; era già col capo sotto la mannaia e aveva respinto più volte il sacerdote. Pregò intensamente per lui. All’improvviso il condannato chiese di confessarsi e quando il sacerdote si al­lontanò, lacrime di pentimento sgorgavano dai suoi occhi. S. Teresina aveva ottenuto dal Sangue di Gesù il cielo per quel povero peccatore. Quando sentiamo l’aridità nel nostro cuore e ci accorgiamo che tarda a venire il pentimento delle nostre colpe, pensiamo al Sangue di Gesù: esso ha la potenza di intenerire anche i cuori più duri.

    PROPOSITO:
    Farò spesso l’offerta del Sangue di Gesù all’Eterno Padre in ripa­razione dei miei peccati e di quelli che si commettono in tutto il mondo.

    GIACULATORIA:
    Cuore di Gesù, confortato nella tua agonia da un Angelo, confortami nella mia agonia.

    FONTE: San Gaspare del Bufalo

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  4. Questa sera la volta celeste ricorda il sangue riparatore di Gesù che purifica l'umanità.
    Il pomeriggio del giorno in cui Gesù morì crocifisso, un venerdì, secondo il vangelo venne caratterizzato dall'assenza di luminosità, pur essendo incompatibile con un’eclissi solare, la quale non può avvenire in caso di luna piena. Sappiamo infatti che era imminente la Pasqua ebraica e dunque c'era la luna piena. E' pero poco noto che in quel tardo pomeriggio di inizio della primavera era visibile una spettacolare eclissi lunare, di quelle che arrossano il disco del satellite facendolo apparire del color del sangue. A Gerusalemme il fenomeno fu visibile (a conferma che l'oscurità in atto non era dovuta a delle nubi) proprio a cominciare dalle 15 (sui cataloghi delle eclissi lunari della NASA se ne trova conferma nell'anno 33 dopo Cristo) e fino alle 18 (ora della sepoltura e dell'inizio del sabato. Si può immaginare l’impressione suscitata in un simile frangente: Gesù in croce, la città in subbuglio, una scossa di terremoto, la scarsità di luce solare, la luna visibile e arrossata. E poi ancora: il velo del tempio lacerato e la visione di morti usciti dai sepolcri... Chi conosceva la Scrittura riconobbe la profezia di Gioele (3,3-4). Poche settimane dopo Pietro lo rammentò (At 2,19-20) agli interlocutori, alcuni dei quali sicuramente avevano negli occhi i fenomeni celesti del 14 nisan.

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  5. Importanza della Processione di Riparazione di Rimini, anche in relazione a quello che sta per succedere in Irlanda.

    Riparazione per l'offesa fatta a Dio con la parata del Gay Pride, che esalta il peccato contro natura, in spregio della legge naturale e divina. Ma anche "riparazione anticipata" per quello che sta per succedere alle Giornate Mondiali della Famiglia, in Irlanda, che avranno luogo in Agosto. Si annuncia infatti la "consacrazione della famiglia gay" con tanto di Papa presente.
    La cosa verrà presentata con la consueta formula: "AScoltare quello che hanno da dire le famiglie gay". E'il titolo di un articolo del sett. 'The Irish Catholic', reperibile in rete (5 luglio). Sappiamo: "mettersi in ascolto, dialogare, discernere, iniziare un cammino, etc.", è il vocabolario oggi dominante, quello della falsa misericordia propalata a quattro mani.
    Che dice l'articolo? Che le parrocchie devono costruire ponti (slogan bergogliano) tra il popolo gay e la Chiesa. Perciò devono "ascoltarlo". Lo dice il famigerato gesuita americano James Martin, invitato a partecipare. Ascoltare in nome del "rispetto, compassione, sensibilità". Nel Vangelo, continua il Martin, Gesù insegna misericordia, compassione, e accoglie tutti, "specialamente quelli che si sentono ai margini". Li perdona se si convertono, ma questo dettaglio non viene ricordato. Ma tanti gay si sentono "sconnessi" dalla Chiesa per via di certi specifici insegnamenti sull'omosessualità (che magari risalgono a Nostro Signore e san Paolo!).
    Bisogna eliminare questa "sconnessione", sennò i gay si sentono infelici. Hanno bisogno di sentirsi dire che "Dio li ama". A giudicare di ciò che è successo a Sodoma e Gomorra, non si direbbe, che li ami, quando sono impenitenti e induriscono nel loro peccato, sfidandolo. Ma chi pone termine alla falsificazione della dottrina cattolica da parte di questi prelati gay-friendly?
    A sostegno del gesuita, un prete irlandese, tale Joe MacDonald, che ha scritto un libro "Perché la Chiesa irlandese merita di morire" (sic), afferma che la mancanza di un "ponte" con i gay dipende anche dal fatto che la Chiesa ha usato un linguaggio "duro e accusatorio". La Chiesa deve invece apportare "gioia" e anche "libertà". La Chiesa irl. attuale è migliorata in questo senso ma vi alberga sempre (a dire del MacDonald) una latente "omofobia".
    L'ascolto delle "famiglie gay" si traduce di fatto nella propaganda a favore dell'omosess. in alcuni videoclips organizzati dai vescovi irlandesi per l'evento di Agosto, inseriti in un "Amoris [Laetitia] Programme" (in rete).
    Insomma, la rete omo avviluppa (e da tempo) anche la Chiesa irlandese.
    Scotus

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  6. Questa giornata mondiale della famiglia è uno scandalo inaudito

    Il gesuita james Martin è stato invitato dall'Arcivescovo di Dublino, mons. Diarmud Martin.
    Nel programma iniziale di questa ennesima, inutile "giornata mondiale" (quando le aboliranno?) non si parlava proprio di famiglie gay. E'intervenuto il governo irl., con il premier e con la ministra lesbica per la famiglia, dichiarando che non avrebbe dato un soldo per le spese, se non si fosse parlato dei problemi dei gay. Invece di rifiutare il ricatto e di ridimensionare l'avvenimento o cancellarlo, le autorità religiose locali hanno ceduto. Adesso dicono e ripetere che bisogna "mettersi in ascolto dei problemi dei gay", che la Chiesa deve essere "inclusiva".
    Potrebbe essere l'occasione buona per volgere la cosa a favore della Chiesa, quella vera: condannare proprio durante la "giornata mondiale" come si deve l'istituzione demoniaca nota come "famiglia gay", con le dovute citazioni del Vangelo, di san Paolo, della dottrina della Chiesa. Non se ne farà nulla, ovviamente.
    Si annuncia pertanto uno scandalo inaudito, un Papa che viene a dare in pratica l'avallo alla "famiglia gay".
    Forse sta finendo la straordinaria siccità che ha colpito l'Irlanda, più o meno dalla data del referendum sull'aborto, e in particolare da circa un mese, con i prati oggi tutti gialli e marroni e gli agricoltori sull'orlo del collasso, dopo che nel Castello di Dublino, governo e sostenitori avevano celebrato con una grande festa i 25 anni dalla cancellazione del reato di sodomia dalla Costituzione. Negli ultimi due giorni è piovuto. Ma questa giornata mondiale della famiglia, per come si annuncia, non farà altro che aumentare l'ira di Dio sul paese e sulla Chiesa, su tutta la Chiesa.
    scotus

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  7. Infatti. È tutta la Chiesa che soffre per ogni membro che tradisce il Signore.
    Ma nello stesso tempo ognuno di noi, pietra viva, può immettere il suo granello di fede speranza carità supplica e quant'altro gli è dato...

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  8. Insieme offriamo all'Agnello le croci delle nostre famiglie e la vergogna per la nostra e altrui ingratitudine .
    Ci aiuti la Vergine Madre e il Suo castissimo sposo .

    https://www.youtube.com/watch?v=RyPbFvGFA7U

    Veni, creátor Spíritus,
    mentes tuòrum vísita,
    imple supérna grátia,
    quæ tu creásti péctora.

    Qui díceris Paráclitus,
    altíssimi donum Dei,
    fons vivus, ignis, cáritas,
    et spiritális únctio.

    Tu septifòrmis múnere,
    dígitus patérnæ déxteræ,
    tu rite promíssum Patris,
    sermóne ditans gúttura.

    Accénde lumen sénsibus,
    infúnde amórem córdibus,
    infírma nostri córporis
    virtúte firmans pérpeti.

    Hostem repéllas lóngius
    pacémque dones prótinus;
    ductóre sic te prævio
    vitémus omne nóxium.

    Per Te sciámus da Patrem
    noscámus atque Fílium,
    teque utriúsque Spíritum
    credámus omni témpore.

    Deo Patri sit glória,
    et Fílio, qui a mórtuis
    surréxit, ac Paráclito,
    in sæculórum sæcula.

    + Amen.

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  9. Il canto a voce spiegata del “Noi vogliamo Dio”, conclude la Processione di Riparazione per lo scandalo del “Summer Pride”.

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  10. Comitato “Beata Giovanna Scopelli” - sezione Rimini28 luglio, 2018 20:01

    1. Vittoria soprannaturale. L’atto di riparazione (anche privato) ha un valore fondamentale nel piano soprannaturale. La Dottrina è unanime su questo punto.

    2. Vittoria numerica. Tante centinaia di persone che sfidando caldo e attacchi di politicanti e “clero” modernista, hanno deciso di scendere in strada.

    3. Vittoria mediatica. Ancora una volta si è parlato con più interesse di riparazione che di “pride”.

    4. Vittoria con le persone. Il dato più forte di oggi, che supera di gran lunga tutte le speculazioni numeriche di chi si contrappone alle Legge di Dio e all’ordine naturale facendone una questione di propaganda, è aver visto tante persone riminesi che dai negozi, dalle finestre e per strada si sono unite in preghiera. I segni di Croce dei passanti (cioè di quelle persone semplici e umili che rispecchiano le radici della nostra bella terra), visti oggi nella città di Rimini, rappresentano la vera speranza del popolo il quale, se incoraggiato, può riconoscere e ritornare alla bontà di una società che vuole “instaurare ogni cosa in Cristo”.

    Per cui, ancora una volta, gridiamo vittoria perché Cristo ha trionfato grazie a ciò che la preghiera e l’incenso hanno mondato.

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  11. Come l'acqua scaturita dalla roccia..28 luglio, 2018 20:53

    Il caldo sopportato e' anch'esso atto di offerta e di riparazione .
    Spero ci mostrerete almeno una fotografia .
    Lode lode lode all'Onnipotente che ha permesso questo attimo di ristoro .
    Santa notte a tutti !

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  12. Sto 'lavorando' l'articolo con le foto :)

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  13. https://m.altarimini.it/News111086-a-rimini-processione-riparatrice-contro-summer-pride-cattolici-tradizionalisti-sfilano-e-pregano.php

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