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venerdì 14 settembre 2018

Venerdì 14 settembre. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.

Rimaniamo fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione e continuiamo a pregare perché sia sventata l'introduzione della cosiddetta Messa ecumenica, che vanifica il Santo Sacrificio. Per non parlare dei cambiamenti di paradigma che usano il funambolismo linguistico per condurre verso rivoluzionari orizzonti inesplorati fuori dalla Via maestra.
Preghiamo anche per come viene contristato il Signore nel nostro Paese e nel degrado ingravescente che lo attanaglia e per tutti i problemi in attesa di soluzione in un agone politico esasperato e attraversato da molte dinamiche contrapposte.
Invochiamo Cristo Signore che ci ha ammonito che “ senza di Lui non possiamo fare nulla ” (cfr. Gv 15, 5) e chiediamo l'intercessione della Vergine, Madre Sua e nostra, perché voglia stornare tutti i pericoli, i mali e le insidie in tutti gli ambiti del vivere civile e religioso dove Lui possa tornare a regnare. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga quelli che si espongono con parresìa.

Riflessione settimanale:
Dal «Commento su Giovanni» di Origene
(Tomo 10, 20; PG 14, 370-371)

Cristo parlava del tempio del suo corpo

«Distruggete questo tempio e io in tre giorni lo farò risorgere» (Gv 2,19). Gli uomini grossolani e limitati alla pura sfera materiale mi sembrano simboleggiati da quei Giudei che si erano irritati perché Gesù aveva cacciato i venditori dalla casa del Padre suo. Essi chiedevano un segno a prova che agiva giustamente e che operava come Figlio di Dio, cosa che essi nella loro incredulità non volevano ammettere. Ma il Salvatore rispose unendo insieme figura e realtà, cioè il tempio e il suo corpo. A coloro che gli chiedevano: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?», disse: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Ambedue, sia il tempio che il corpo di Gesù, secondo un'interpretazione possibile, mi sembrano figura della Chiesa. Questa infatti è edificata con pietre viventi. È divenuta «un edificio spirituale per un sacerdozio santo» (1Pt 2,5). È edificata «sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra angolare lo stesso Cristo Gesù» (Ef 2,20) e perciò si chiama tempio. È vero però anche che «voi siete corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua parte» (1Cor 12,27). Se così è, può bensì venire distrutto ciò che congiunge le pietre del tempio. Può certo accadere che queste pietre vengano disperse come sta scritto nel salmo 21, il che significa, fuori metafora, che le ossa di Cristo possono essere scompaginate dalle tribolazioni e dalle persecuzioni di coloro che combattono l'unità del tempio. Tuttavia il tempio verrà riedificato e il corpo risusciterà il terzo giorno, cioè dopo il giorno della sua tribolazione e dopo il giorno seguente, che è il giorno della consumazione.
Ci sarà effettivamente un terzo giorno nel cielo nuovo e nella terra nuova, quando queste ossa, che sono la casa d'Israele, nel grande giorno del Signore saranno rianimate in seguito alla sua vittoria sulla morte. Così la risurrezione di Cristo, seguita alle sofferenze della croce, racchiude il mistero della risurrezione di tutto il corpo di Cristo. Il corpo sensibile di Gesù fu crocifisso e sepolto e dopo risuscitò. Così tutto il corpo dei santi di Cristo viene prima affisso alla croce con Cristo e in un certo senso cessa di vivere. In effetti, come Paolo, ciascuno di noi non si deve gloriare se non nella croce del Signore nostro Gesù Cristo, per il quale egli è crocifisso al mondo e il mondo a lui.
Ciascuno di noi non solo fu crocifisso insieme a Cristo e crocifisso al mondo, ma anche seppellito insieme a Cristo. Infatti «siamo stati sepolti insieme a lui», dice Paolo (Rm 6,4). Egli però aggiunge, come se già possedesse una certa caparra della risurrezione: E con lui siamo risorti anche noi (cfr. Rm 6,4).

5 commenti:

  1. 14 settembre - ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE

    Per quale scopo esiste la storia? Ci risponde l'Apocalisse: esiste per il Regno di Dio. E il Regno di Dio dove ha la sorgente, il centro, il punto di riferimento? La Croce.

    Che ne è del bene e del male fra gli uomini? La misericordia di Dio guarda a questa Croce, perché è per questa Croce che valgono anche i meriti dei Santi e i nostri. Se vi sono cose risparmiate per la misericordia, è per questa Croce. Se vi è una giustizia, è la suprema discriminazione fatta sugli atteggiamenti degli uomini da questa Croce. Noi non abbiamo altro centro... La nostra vita è diretta bene quando guarda sempre a questa Croce (quando dico Croce, è per connotare il Divin Crocifisso, è chiaro).

    Guai a noi, se il punto di riferimento fosse diverso dalla Croce!
    (card. G. Siri, omelia del Venerdì Santo, 1974)

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  2. Ti saluto, o Croce santa

    Ti saluto, o Croce santa,
    che portasti il Redentor;
    gloria, lode, onor ti canta
    ogni lingua ed ogni cuor.

    Sei vessillo glorioso di Cristo,
    sei salvezza del popol fedel.
    Grondi sangue innocente sul tristo
    che ti volle martirio crudel.

    Tu nascesti fra le braccia amorose
    d'una Vergine Madre, o Gesù.
    Tu moristi fra braccia pietose
    d'una croce che data ti fu.

    O Agnello divino immolato
    sull'altar della croce, pietà!
    Tu che togli dal mondo il peccato,
    salva l'uomo che pace non ha.

    Del giudizio nel giorno tremendo
    sulle nubi del cielo verrai:
    piangeranno le genti vedendo
    qual trofeo di gloria sarai.

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  3. Maalula Festa della Esaltazione della Santa Croce
    https://www.facebook.com/hashtag/holy_cross_festival?source=feed_text

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  4. Vite dei Santi : Pagine di Vangelo vissuto .14 settembre 2018 11:48

    In una delle vite di san Paolo della Croce, stampata in Roma nel 1807, si può leggere che un giorno al santo Fondatore dei Passionisti apparve Maria Santissima, nelle sembianze dell’Addolorata, seduta ai piedi della Croce, con Gesù Crocifisso morto fra le braccia, quasi fosse stato allora allora schiodato dalla croce.
    Il Santo si prostra immediatamente a venerare l’Addolorata Signora, la quale gli descrive l’acutezza dei suoi Dolori con parole così tenere e commoventi, che egli sentiva spezzarsi il cuore per la compassione. Infine l’Addolorata conclude: «Io sono troppo amareggiata da quelli che osano chiamarsi miei devoti a parole, mentre con i loro peccati fanno orribile strazio del mio divino Figliuolo. Anche a me essi rinnovano i Dolori nel modo stesso come crocifiggono il mio Gesù nel perverso loro cuore. Tu, perciò, continua a promuovere con acceso fervore la devozione alla Passione del mio Gesù e ai miei Dolori».

    http://www.stellamatutina.eu/28-giorno-san-paolo-croce/

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  5. http://www.lanuovabq.it/it/esaltazione-della-santa-croce-1-1-1

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