Nella nostra traduzione da Substack.com. Sulla sinodalità abbiamo scritto a iosa; ma è sempre bene tener desta l'attenzione visto il punto in cui siamo. Dal punto di vista storico e teologico, il Cattolicesimo si fonda su tre "pilastri": la Scrittura, la Tradizione e il Magistero. Tutti sono necessari; tutti sono reciprocamente interconnessi; tolto il fatto che il Magistero è subordinato agli altri due.Qui uno dei precedenti. Qui l'indice degli articoli dedicati. Troverete nel testo altri link pertinenti di riferimento.
Segni e pilastri della Chiesa
Una revisione su ciò che la sinodalità non è
“Una corda a tre capi non si spezza facilmente” (Ecclesiaste 4:12).
«Credo in una Chiesa, santa, cattolica e apostolica.» ~ Credo niceno (325 d.C.)
Per due millenni, gli insegnamenti del Cristianesimo sono stati chiari. Chiunque desideri una rapida introduzione può riflettere sul Credo niceno. Abbiamo la Scrittura, la Tradizione e gli scritti dei Padri della Chiesa se abbiamo bisogno di tornare alle nostre radici, per non parlare dei catechismi offerti nel corso dei secoli.
Ci sono quattro segni distintivi della Chiesa, e la sinodalità non è tra questi.
Ci sono tre pilastri della Chiesa, baluardo della Verità, e la Sinodalità non è tra questi.
Questi sono i nostri punti di riferimento, le nostre pietre miliari, che ci mantengono saldi nell'ovile. Dissipano la confusione.
La sinodalità, ha affermato il cardinale Burke [qui - qui], non è un segno distintivo della Chiesa, eppure ha sostituito tali segni nella mente di molti nella gerarchia. In ciò si cela qualcosa che assomiglia molto a uno “stato di necessità” e che dovrebbe essere contrastato con intelligenza e fermezza in nome della lealtà filiale.
Che cosa sta succedendo all'Una, Santa, Cattolica e Apostolica?
Laddove la nostra fede insiste sull'unità come in un solo corpo, ora ci viene detto che la molteplicità delle religioni è la volontà di Dio. Invece della santità, ci viene detto che la Chiesa non ha risposte speciali, ma deve assumere un atteggiamento di ascolto,
anche verso coloro che definiscono la propria identità non attraverso il battesimo, ma attraverso atti di peccato mortale.
Invece della cattolicità, dell'universalità della chiamata di Cristo al pentimento e della sua redenzione offerta a tutti, per tutti i tempi, per la remissione dei peccati, la sinodalità richiede "inculturazione" e "contestualità". La sinodalità cerca di sostituire l'apostolicità, il "fondamento duraturo: «i dodici apostoli dell'Agnello» (Ap 21,14)... indistruttibili (cfr Mt 16,18)... sostenuti infallibilmente nella verità", saldamente governata dal papa in unione con i vescovi, con infinite riunioni di persone, laici e ordinati, seduti attorno a uno schermo luminoso in piccoli gruppi che emettono rapporti da distribuire a poco a poco al povero tra i fedeli.
La sinodalità non è un pilastro, né un baluardo, della verità o di qualsiasi altra cosa, eppure cerca di sostituire l'ininterrotta triplice corda della Scrittura, della Tradizione e del Magistero con la Consultazione e un perpetuo Cammino. Qualunque Scrittura possano citare i sinodalisti, la negazione è nell'idea stessa, che semplicemente non è presente nella Bibbia, né nella Tradizione, la quale, semmai, insieme alla Scrittura, si oppone ad essa: «Fratelli, state saldi e mantenete le tradizioni che avete appreso, sia atteaverso la parola che per lettera nostra» (2 Tessalonicesi 2:15).
Papa Francesco ha insistito (come avvertiva il cardinale Zen nella sua lettera del 2023 [qui] (ma anche nel 2026 [qui] -ndT) sul fatto che la sinodalità è nuova, Qualcosa per il “terzo millennio”, non per i secoli a venire.
La sinodalità non è magisteriale. Il Magistero ha il compito di trasmettere ai fedeli ciò che è stato tramandato alla Chiesa, presiedendo con prudenza agli sviluppi, ma mai a rotture, innovazioni o “prurito alle orecchie” (2 Tim 4,3) – tanto meno a “uno stile”, come lo ha definito Papa Francesco.
In ogni caso, il Magistero è subordinato alla Scrittura e alla Tradizione, servendo fedelmente questi due elementi fondamentali nel corso del tempo. Il Magistero sarebbe una contraddizione in termini, incapace di offrire un insegnamento e un'interpretazione attendibili, se dovesse inventare dal nulla nuovi precetti o "capire come essere Chiesa in un modo nuovo", secondo padre Timothy Radcliffe, "assistente spirituale al Sinodo" e predicatore in una recente e importante Messa celebrativa per il 50° anniversario di "due noti attivisti gay" a Londra [qui] (mantenendo una sottile copertura di negazione, non essendo stato lui a impartire la benedizione).
Per una buona spiegazione del significato dei tre pilastri della Chiesa, consiglio il libro "Come protestanti, ortodossi, magisteralisti e tradizionalisti differiscono sui tre pilastri del cristianesimo" di Peter Kwasniewski.
Quando l'autorità del Magistero viene considerata assoluta, essa prevale non solo su tutta la Scrittura e tutta la Tradizione, ma anche su tutti gli atti precedenti del Magistero stesso. Solo ciò che dice l'attuale monarca papale ha peso. Chi vive con questa mentalità deve accogliere senza riserve le dichiarazioni papali odierne, ma deve altrettanto fermamente rifiutarle se il prossimo Papa dovesse dire qualcosa di diverso o di nuovo. Qualsiasi altra interpretazione negherebbe l'autorità assoluta del Papa in carica. Di conseguenza, secondo questa visione, non esiste un contenuto definitivo del Cattolicesimo.
[L'Autrice, anglofona, cita il testo di Kwasniewski. Noi potremmo richiamare il completo ed esaustivo Iota Unum di Romano Amerio, nella più recente edizione Lindau 2009 -ndT].
Leila Marie Lawle, 14 luglio

Fuori tema?
RispondiEliminaMassoneria e cultura della morte.
Cosa sia la Massoneria e quale cultura esprima lo si vede bene in Francia, dove ieri hanno approvato la nuova legge su eutanasia e suicidio assistito.
Purtroppo questi pensieri, queste azioni si propagano. Oggi diventa evidente che il male si propaga anche a mille miglia dal luogo dove è agito. E tornano alla memoria i moniti delle mamme e delle nonne che avvertivano di stare attenti alle cattive compagnie, spettacoli, libri. Nei fatti, se non si sta attenti, in ogni età si può venir corrotti. Se questa legge è passata in Francia, significa che buona parte della popolazione o ha avuto queste esperienze nel proprio ambiente familiare o amicale oppure è stato tentatato/a da una di queste soluzioni letali. Se quando si è iniziato a parlare pubblicamente di aborto o di suicidio assistito la Chiesa si fosse erta, come tigre che difende la sua cucciolata, in tutto il mondo, mostrando i denti, il mondo avrebbe brontolato, l'avrebbe criticata, derisa ma, il mondo non sarebbe arrivato a legiferare il via libera per aborto e suicidio assistito. Dobbiamo far capire a tutti che la rivoluzione cattolica fin qui ha vinto. Ognuno di noi diventa un testimone del Signore, costi quel che costi, diventa quindi imperativo migliorare noi stessi!
EliminaIl connubio della Chiesa Cattolica con lo Stato Francese guidato dalla Massoneria non risale - per una volta! - al Concilio Vaticano II, bensì a Leone XIII e al suo ralliement.
EliminaIl ralliement (riallineamento) fu la strategia diplomatica e pastorale promossa da Papa Leone XIII nei primi anni del 1890 per SPINGERE i cattolici francesi ad accettare la Terza Repubblica, abbandonando il sogno di restaurare la monarchia. Il culmine si ebbe con l'enciclica Au milieu des sollicitudes del 1892.
Il ralliement costituì una rottura storica. Fino ad allora, l'alleanza tra "Trono e Altare" era un caposaldo dei cattolici francesi, fortemente ostili alla repubblica laica.
Il Papa chiese ai fedeli di partecipare alla vita politica repubblicana per difendere i valori cristiani dall'interno e far cessare l'anticlericalismo di stato.
Quale fu l'esito? Il progetto fallì e non ottenne i risultati sperati. I cattolici rimasero profondamente divisi e i governi repubblicani NON attenuarono la loro politica ostile.
Quali furono le conseguenze? L'iniziativa inflisse un colpo definitivo al movimento monarchico cattolico, inaugurando una nuova linea di dialogo della Chiesa con la modernità politica.
Chi male fa male aspetti.
Mi permetto di criticare la premessa, laddove dice che nessuno dei tre pilastri supera l'altro.
RispondiEliminaCome scrive l'articolista, il Magistero e' subordinato alla Scrittura e alla Tradizione, che deve servire fedelmente.
"Dal punto di vista storico e teologico, il Cattolicesimo si fonda su tre "pilastri": la Scrittura, la Tradizione e il Magistero. Tutti sono necessari; tutti sono reciprocamente interconnessi; tolto il fatto che il Magistero è subordinato agli altri due."
RispondiEliminaLa Chiesa Una Santa Cattolica Apostolica è fondata su Gesù Cristo e sugli Apostoli. I suoi DUE pilastri sono, in ordine di precedenza storica e di importanza: 1. La Tradizione, trasmissione della fede tutta intera dagli Apostoli fino ai nostri giorni; 2. La Sacra Scrittura, anch'essa in realtà parte della Tradizione, in quanto nei 4 vangeli canonici, negli Atti, nelle Lettere e nell'Apocalisse, viene trasmessa in modo scritto la Fede della Chiesa. E per quanto riguarda l'Antico Testamento, è la Chiesa a scegliere quali libri ebraici sono ispirati dallo Spirito Santo e quali no, quali cioè vengono iscritti nel sacro canone.
Vi sono poi altre "fonti" ancillari: la Liturgia, l'iconografia, il Magistero, il Diritto Canonico, la Patristica...
Il Magistero in particolare non è un pilastro, in quanto ha come fine di "insegnare", chiarire le Verità di Fede volta per volta, ogni volta che sia necessario, senza però inventare nulla e senza andare contro Tradizione e Scrittura, anzi attingendo principalmente da esse.
Nell'articolo in questione, di area anglosassone che risente erroneamente dell'influsso protestante ("Sola Scriptura"), la Scrittura è messa prima, come se fosse essa stessa la fonte principe da cui scaturiscono la Tradizione e tutto il resto, ma non è affatto così.
Un errore banale, che purtroppo ha contagiato anche la Chiesa Cattolica.