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sabato 10 gennaio 2026

Il cardinale Zen denuncia la “sinodalità bergogliana” come “manipolazione ferrea” nel Concistoro straordinario

Qui l'indice dei precedenti interventi del card. Zen e sulla questione sino/vaticana.
Il cardinale Zen denuncia la "sinodalità bergogliana"
come una "manipolazione ferrea" nel concistoro straordinario

Testo integrale dell'intervento del cardinale Joseph Zen nella riunione di due giorni dei cardinali convocata da Papa Leone XIV.

Da: College of Cardinals Report

ROMA, 9 gennaio 2026 — Nel suo intervento durante il Concistoro straordinario dei Cardinali tenutosi in Vaticano il 7 e 8 gennaio, il Cardinale Joseph Zen ha formulato una forte critica al Sinodo sulla sinodalità, denunciando il suo processo come una "manipolazione ferrea" e avvertendo che la sua costante invocazione dello Spirito Santo è "ridicola" e sfiora la "blasfemia".

Pronunciato a porte chiuse alla presenza di Papa Leone XIV e dei 170 cardinali riuniti, il vescovo emerito di Hong Kong, 93 anni, ha impiegato i tre minuti concessi per riferirsi alla nota che ha accompagnato il documento finale del Sinodo sulla sinodalità, un processo che si estende per tre anni, dal 2021 al 2024, sotto il pontificato di Papa Francesco.

Anche se Papa Leone XIV aveva inizialmente informato i cardinali che sarebbero stati affrontati quattro temi, al loro arrivo al concistoro i membri del Sacro Collegio sono stati informati che, a causa dei limiti di tempo, avrebbero dovuto selezionarne solo due. Hanno scelto "il sinodo e la sinodalità" e la missione della Chiesa alla luce dell'esortazione apostolica del 2013 di Papa Francesco sull'annuncio del Vangelo Evangelii Gaudium.

In sostanza, l'intervento sostiene che il processo sinodale non è stato semplicemente difettoso, ma strettamente diretto in un modo che ha privato i vescovi di una vera libertà deliberativa e della loro legittima autorità di successori degli apostoli. Il cardinale Zen ha anche denunciato con fermezza ciò che considera un uso strumentale del linguaggio spirituale, avvertendo che i continui appelli allo Spirito Santo vengono usati per sacralizzare risultati predeterminati, come se ci si possa aspettare che lo Spirito contraddica la Tradizione bimillenaria della Chiesa.

L'intervento estende poi il suo avvertimento all'intera Chiesa. Assegnando al Documento finale uno status paradossale — magistrale eppure “non strettamente normativo”; autoritario ma aperto a interpretazioni locali divergenti — il processo rischia di generare incoerenza dottrinale e frammentazione ecclesiale. Il cardinale avverte che questo approccio riproduce il cammino che ha portato alla divisione all'interno dell'anglicanismo e mina la credibilità cattolica nel dialogo ecumenico, in particolare con le Chiese ortodosse, per le quali la sinodalità ha sempre significato la reale autorità dei vescovi agendo insieme e camminando insieme con Gesù Cristo.

«Papa Bergoglio ha sfruttato la parola Sinodo, ma ha fatto sparire il Sinodo dei Vescovi, un'istituzione istituita da Paolo VI», conclude il cardinale.

Prima dell'apertura del Concistoro Straordinario, il cardinale Zen è stato ricevuto in udienza privata da Papa Leone XIV.

Di seguito è pubblicato il testo integrale dell'intervento del cardinale Joseph Zen presso il Concistoro Straordinario dei Cardinali, con la gentile autorizzazione di Sua Eminenza:

***
Sulla nota che accompagna il Santo Padre Francesco

Il Papa afferma che, con il Documento finale, restituisce alla Chiesa ciò che si è sviluppato in questi anni (2021-2024) attraverso l'"ascolto" (del Popolo di Dio) e il "discernimento" (dell'Episcopato? ).

Domanda:

Il Papa ha potuto ascoltare tutto il popolo di Dio?

I laici presenti rappresentano il popolo di Dio?

I vescovi eletti dall'Episcopato hanno potuto svolgere un vero lavoro di discernimento, che deve sicuramente consistere in "dispute" e "giudizio"?

La manipolazione ferrea del processo è un insulto alla dignità dei vescovi, e il continuo riferimento allo Spirito Santo è ridicolo e quasi blasfemo (si aspettano sorprese dallo Spirito Santo? Quali sorprese? Che ripudia ciò che Lui stesso ha ispirato la tradizione bimillenaria della Chiesa? ).

Il Papa, "eludendo il Collegio Episcopale, ascolta direttamente il Popolo di Dio", e questo lo chiama "la cornice interpretativa giusta per comprendere il ministero gerarchico"?

Il Papa afferma che il Documento è magistero, che "impegna le Chiese a prendere decisioni coerenti con ciò che si afferma in esso". Ma dice anche che "non è strettamente normativo... La loro applicazione richiederà varie mediazioni"; che "le Chiese sono chiamate ad attuare, nei loro diversi contesti, le proposte autoritative contenute nel documento"; che "l'unità di insegnamento e pratica è certamente necessaria nella Chiesa, ma ciò non esclude vari modi di interpretare alcuni aspetti di questo insegnamento"; e che "ogni paese o regione può cercare soluzioni più adatte alla propria cultura e sensibili alle proprie tradizioni e esigenze".

Domanda:

Lo Spirito Santo garantisce che non emergeranno interpretazioni contraddittorie (soprattutto date le molte espressioni ambigue e tendenziose del documento)?

I risultati di questo "sperimentare e sperimentare" — ad esempio l'"attivazione creativa di nuove forme di ministerialità" — dovranno essere sottoposti al giudizio del Segretariato del Sinodo e della Curia Romana? Queste saranno più competenti dei vescovi a giudicare i vari contesti delle loro Chiese?

Se i vescovi si considerano più competenti, le interpretazioni e le scelte divergenti non conducono alla nostra Chiesa alla stessa divisione (frattura) che si trova nella Comunione Anglicana?

Prospettive sull'ecumenismo

Vista la drammatica rottura della comunione anglicana, ci uniremo all'arcivescovo di Canterbury (che conserva appena il 10% della comunità anglicana mondiale) o alla Global Anglican Future Conference (che trattiene circa l'80%)?

E con gli ortodossi? I suoi vescovi non accetteranno mai la sinodalità bergogliana; per loro la sinodalità è "l'importanza del sinodo dei vescovi". Papa Francesco ha sfruttato la parola Sinodo, ma ha fatto sparire il Sinodo dei Vescovi — istituzione istituita da Paolo VI.  -   Fonte

13 commenti:

Anonimo ha detto...

BUFFONI CIARLATANI E MALDESTRI
Non sono posseduti, sono una razza strana di diavoli, rossi di squame e di pensieri, mi verrebbe da dire pagliacci ma i pagliacci sono artisti nel loro campo; no, sono buffoni ciarlatani e maldestri, con le corna e i piedi di porco, un'armata Brancaleone, ma non fa neanche ridere, di depravati puzzolenti, adoratori di sé stessi in effigi infernali, che hanno insozzato milioni di seguaci e preti senza più la tonaca, suore senza più la veste, che si è impossessata della Chiesa.
C. Gazzoli

Anonimo ha detto...

" La manipolazione ferrea del processo è un insulto alla dignità dei vescovi, e il continuo riferimento allo Spirito Santo è ridicolo e quasi blasfemo… "

Il n'y va pas avec le dos de la cuillère, le cardinal Zen ! Mais c'est vrai qu'à force de mettre, depuis plus de soixante ans, le Saint-Esprit à toutes les sauces, on finit par en attraper une indigestion…

Anonimo ha detto...

Chapeau, caro Gazzoli, chapeau! colpiti e affondati, come nella battaglia navale. LJC. Catholicus

E.P. ha detto...

Sta parlando del "processo sinodale", ma sono parole che si applicano perfettamente all'assise del Concilio Vaticano II:

«...non è stato semplicemente difettoso, ma strettamente diretto in un modo che ha privato i vescovi di una vera libertà deliberativa e della loro legittima autorità di successori degli apostoli. Il cardinale Zen ha anche denunciato con fermezza ciò che considera un uso strumentale del linguaggio spirituale, avvertendo che i continui appelli allo Spirito Santo vengono usati per sacralizzare risultati predeterminati, come se ci si possa aspettare che lo Spirito contraddica la Tradizione bimillenaria della Chiesa...» ...cioè lo Spirito contraddica ciò che lo Spirito stesso aveva ispirato per duemila anni.

Anonimo ha detto...

Papa Leone XIV sta faticosamente cercando di ridurre le polarizzazioni intra ecclesiali, perchè al centro di ogni discorso sia il Nostro Signore Gesù Cristo e mettendo in pratica il proposito di farsi meno visibile perchè a guidare e brillare sia davvero Lui.

Il Concistoro prometteva accese contese e invece è PARSO piuttosto spento. Non tutto quel che appare è realmente così. Tante cose sono successe senza che quel che soddisfa gli assetati di scontri venisse riferito dalle cronache.

Già l'affidare al Card. Radcliffe la meditazione iniziale è parsa quasi una antitesi dell'evitare polarizzazioni, visto che il summenzionato è certamente portatore di visioni molto polarizzate della Chiesa-Sposa (o di una Chiesa non più sposa di Cristo). Poi la scelta dei due temi, la sinodalità ed Evangelii Gaudium non pare propriamente una priorità quanto piuttosto un tema buono per girare al largo dagli scogli: come quando ti dicono che è meglio se in mensa si parla di calcio per non dover parlare di politica.

Alla fine sembrerebbe che le cose più vere siano state dette a tutti, ma senza la visibilità che soddisfa lo spettatore. Con appuntamento a venire già fissato, quindi in una straordinarietà del Concistoro che mantiene ancora sulle spine, sapendo reali i problemi interni che il Papa e la Chiesa devono inevitabilmente affrontare.

Il discorso di ieri di Leone XIV al Corpo Diplomatico è risultato molto forte. I cardinali progressisti non gioiscono affatto ed è un ottimo segnale. I tradizionalisti mormorano, perchè volevano maggior risalto per il tema liturgico, ma la Chiesa deve innanzitutto espellere le tendenze non cattoliche che la affliggono e il Concistoro ha sicuramente già mandato segnali a tutti in questo senso.

Poi ci sono le sorprese, vere, dello Spirito Santo. Quelle maturano quando meno ce lo aspettiamo, fuori dai nostri radar e dai nostri schemi. Leone XIV è un agostiniano e mira alla città di Dio. Agostino recuperò il neoplatonismo al cristianesimo non affrontandolo per massacrarne gli errori, ma recuperando tutto ciò che di implicitamente cristiano era contenuto in quel ragionamento intriso di paganesimo.

I dodici anni bergogliani e quello che ha subito Benedetto XVI non si possono far scomparire di colpo: ma nemmeno si possono denunciare senza provocare sconquassi. Leone XIV sta ereditando non solo le eresie bergogliane, ma soprattutto lo stato di impedimento che ha costretto Benedetto XVI a un gesto provvidenziale. Lo sanno tutti e il Papa per primo. Forse non lo sa chi si accontenterebbe di veder premiata la coltivazione più importante dell'orticello preferito. Ma la Chiesa è Una, una persona, la Sposa di Cristo. E Cristo è al centro, perchè tutti siano più umili, discreti, quasi scomparendo, per smettere di fargli ombra. Maria Corredentrice prega per noi.

Anonimo ha detto...

Segnalo per importanza l'articolo su duc in altum: Un doppio standard per clero gay ed eterosessuale?

Anonimo ha detto...

"Rimettere Cristo al Centro", è una frase diventata slogan: la ripetono tutti dal Papa al parroco, ai fedeli.
Non era anche un motto di Comunione e Liberazione? Ma che significa, esattamente?
Secondo me, è uno slogan generico, che poco significa. Quale Cristo? E rimetterlo al centro, come? Tornando ad osservare la dottrina della Chiesa? Quale dottrina allora? Se è quella della Chiesa "conciliare" al suo centro non c'è certamente Cristo ovvero l'insegnamento tradizionale della Chiesa. Anche Lutero invocava il ritorno a Cristo, ma contro "il papismo", secondo lui fonte di tutti i mali.
Si chieda una buona volta di chiarire cosa si intende con "rimettere Cristo al centro". Per molti, significa semplicemente non far polemiche per non compromettere l'unità della Chiesa, starsene quieti, "normalizzare".
In effetti la tendenza finora prevalente nel nuovo Papa sembra quella di "normalizzare" in modo da far convivere senza fratture pubbliche opinioni opposte nella Chiesa.
Continua poi l'errore di far iniziare la presente crisi dal pontificato bergogliano, che l'ha solo approfondita, coinvolgendo anche la morale. Ma gli errori e le eresie datano dal Concilio e si ritrovano anche nei Papi precedenti, basti pensare all'ecumenismo di Assisi.

Altro che linguaggio orwelliano! ha detto...

Uno dei problemi cattolici è la lingua. Il recente concistoro lo ha evidenziato ancora una volta: ci sono cardinali che non riescono a comunicare con altri cardinali se non tramite interprete. Non è certo un gran progresso rispetto a quando nelle riunioni cardinalizie si parlava solo in latino. La frammentazione in gruppi linguistici risale a molti decenni fa. E c'era sempre però il gruppo latinofono. Il cardinale Siri, ad esempio, nelle riunioni romane parlava un fluentissimo latino. Da anni il gruppo latinofono non c'è nemmeno più. Perché non c'è più nessuno che sappia parlare fluentemente la lingua di Cicerone. Ecco, uno dei punti per un restauro del cattolicesimo è anche la lingua: che deve obbligatoriamente essere studiata da chi sarà ordinato sacerdote. Fino a sessant'anni fa circa negli stessi seminari si insegnava e studiava in latino. Oggi neppure nei seminari della fraternità San Pio X si insegna e si studia più in latino!

Anonimo ha detto...

Neanche nella FSSPX?

Anonimo ha detto...

Lo sapete perché non si studia più il latino nei seminari? Perché con la Chiesa sempre "in cammino" non rimane tempo per lo studio approfondito......-si cammina e basta, in quale direzione lo si vede purtroppo!

Anonimo ha detto...

Lo studio del latino è crollato dopo la seconda guerra mondiale, poco dopo sparì. Con gli autori latini e greci si perfezionavano sia il latino, sia il greco, la loro storia, loro cultura, cioè filosofia, teatro, memorie e scienza. Oltre la lingua in sé era ed è fondamentale la lettura dei classici sia greci che latini, se non altro per smorzare la presunzione moderna "abbiamo scoperto e capito tutto noi per primi". Solo la superbia ha nutrito questa ignoranza sfacciata nella quale siamo dentro fino al collo.Tutte queste materie fuffa con cui vengono ingozzati liceali ed universitari non lasciano traccia nell'anima degli studenti, li illudono e l'illusione nutre la superbia. Non solo, gli autori un tempo venivano calibrati pedagogicamente secondo l'età dei discendi e questa attenzione sanamente pedagogica era presente in tutte le materie studiate ed in particolare nelle diverse letterature e questo cominciando dal ginnasio. La scuola, in particolare il percorso umanista, si è impoverito tra illusioni e programmi senza cuore. Se ricordo qualcosa fin dalle elementari è perché la maestra ci ha raccontato episodi di storia con tutto il suo essere, così è stato anche poi in ogni classe o materia universitaria. È forse il cuore che memorizza quello che ci nutrire per la vita.

Anonimo ha detto...

Alcuni fra i cardinali presenti al Concistoro straordinario mugugnano insoddisfatti di come le cose sono state organizzate. Nessuno però che abbia il fegato di alzarsi in piedi e di cantarle chiare all'autorità vaticana, Papa compreso.
Sino a questo momento Leone sembra muoversi come i vecchi leaders democristiani di un tempo: far decantare le situazioni, mediare tra opposte esigenze, smussare, concedere all'opposizione (i tradizionalisti) quel tanto che basta, sopire...INTANTO TUTTO CONTINUA COME PRIMA, E FORSE PEGGIO DI PRIMA. Sul blog di Valli leggiamo che nei seminari spagnoli c'è un'autentica invasione di arcobaleno, favorita dai vescovi: nei seminari opera ufficialmente un nucleo che rappresenta gli omosessuali spagnoli...E il Papa che fa? Tace. Ha mantenuto l'impostazione fortemente pro gay e lesbiche del suo predecessore.
Ma qualche cardinale non dovrebbe pubblicamente contestare un simile abominio?
I mugugni lasciano il tempo che trovano.

Anonimo ha detto...

https://www.complicitclergy.com/2026/01/12/cardinal-zen-slams-synodality-as-ironclad-manipulation-and-insult-to-bishops/