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giovedì 5 novembre 2026

Mons. Schneider accusa di «codardia» i vescovi che non difendono l’identità cristiana dell’Europa

Riprendiamo da Infovaticana. L'ultimo dei molteplici interventi di un vescovo che non tace e non ha taciuto mai! Qui l'indice degli articoli sul filo-islamismo. Qui l'ultimo clamoroso caso, in Italia, della CEI in combutta col PISAI.

Mons. Schneider accusa di «codardia» i vescovi
che non difendono l’identità cristiana dell’Europa

Il vescovo ⅞ausiliare di Astana (Kazakistan), monsignor Athanasius Schneider, ha accusato di «codardia» i vescovi europei che, a suo giudizio, hanno rinunciato a difendere pubblicamente l’identità cristiana del continente. Egli sostiene che per decenni determinati settori dell’episcopato hanno favorito l’islamizzazione dell’Europa «con il pretesto della carità» e denuncia che la Chiesa ha indebolito la sua missione evangelizzatrice mediante una concezione errata del dialogo interreligioso. Precedente [qui].

Nelle dichiarazioni diffuse da Gloria.tv, Schneider ha messo in discussione l’atteggiamento dei pastori che, secondo la sua valutazione, hanno sostenuto le politiche di immigrazione musulmana senza difendere con la stessa determinazione la fede cattolica e le radici cristiane dell’Europa. Le sue critiche si sono rivolte anche alle élite politiche europee e agli orientamenti seguiti dal dialogo interreligioso negli ultimi decenni.

Schneider rimprovera ai vescovi la mancanza di difesa dell’identità cattolica
Il vescovo ha sostenuto che numerosi responsabili ecclesiastici hanno contribuito per decenni a favorire la presenza dell’islam in Europa, giustificando la loro posizione con richiami alla carità cristiana, definendo «codardia» l’atteggiamento di quei vescovi che, secondo quanto denunciato, non osano professare apertamente la loro identità cristiana e cattolica di fronte alle trasformazioni religiose e culturali del continente.

Le sue dichiarazioni si sono concentrate sulla responsabilità dei pastori di conservare e trasmettere la fede in società che hanno subito un progressivo processo di secolarizzazione.

Per lui, la carità non può essere usata come argomento per abbandonare la proclamazione del Vangelo né per rinunciare all’identità cattolica delle nazioni europee.

Accusa le élite europee di promuovere deliberatamente l’immigrazione musulmana
Mons. Schneider ha anche messo in discussione le politiche di immigrazione sviluppate in Europa negli ultimi decenni, affermando che l’arrivo di popolazione musulmana non risponde unicamente a movimenti spontanei di persone in cerca di rifugio.

Ed ha affermato: «In genere non si tratta di rifugiati, ma di misure deliberatamente orchestrate e organizzate dalle élite politiche europee per introdurre una popolazione musulmana in Europa».

Con queste parole, Schneider ha attribuito ai leader europei una volontà politica di trasformare la composizione religiosa del continente. Si tratta di un’accusa formulata dal vescovo, senza che nelle informazioni diffuse siano state presentate prove documentali di una strategia coordinata a tale scopo.

Schneider ha anche descritto l’islam come una religione «totalitaria» e «anticristiana», e ha messo in discussione la costruzione di grandi moschee in Europa, ritenendo che esse costituiscano una forma di promozione pubblica di una religione i cui insegnamenti differiscono dalla fede cristiana.

Le sue affermazioni si inseriscono nella sua preoccupazione per la perdita dell’identità cattolica europea e per l’atteggiamento che, secondo quanto denuncia, hanno adottato determinati responsabili ecclesiastici di fronte a questo fenomeno.

Il Documento di Abu Dhabi, un «tradimento della missione del Vangelo»
Le critiche di Schneider si sono estese al dialogo interreligioso e, in particolare, al Documento sulla Fraternità Umana [vedi], firmato ad Abu Dhabi il 4 febbraio 2019 da papa Francesco e dal grande imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyib.

Il vescovo ha definito l’approccio al dialogo interreligioso che identifica con quel documento come «un tradimento della missione del Vangelo, che Dio stesso, Gesù Cristo, ci ha affidato».

Schneider ha respinto l’idea che le diverse religioni siano presentate su un piano di parità, come se tutte costituissero vie equivalenti verso Dio.

Per illustrare la sua critica, ha fatto ricorso all’immagine di un supermercato in cui ogni persona può scegliere liberamente una religione tra varie opzioni, senza che si riconosca l’unicità della rivelazione cristiana.

Schneider già aveva manifestato le sue riserve sul Documento di Abu Dhabi [qui], in particolare per l’affermazione relativa alla diversità delle religioni come espressione della volontà divina.

Nel 2019 arrivò a presentare direttamente le sue obiezioni a papa Francesco [qui], che successivamente chiarì che la diversità delle religioni doveva essere intesa nel senso della volontà permissiva di Dio.

Schneider denuncia «sessant’anni di oscurità» dopo il Concilio Vaticano II
Il vescovo ausiliare di Astana ha anche rivolto le sue critiche alle pratiche ecumeniche e interreligiose sviluppate dal Concilio Vaticano II. [vedi nel blog uno fra molti]

Schneider ha descritto gli ultimi sei decenni come «sessant’anni di oscurità», durante i quali, secondo quanto affermato, i metodi errati impiegati nell’ecumenismo e nel dialogo con altre religioni hanno contribuito a indebolire la proclamazione del Vangelo.

Egli ritiene che determinate iniziative abbiano finito per presentare le differenze dottrinali tra le religioni come questioni secondarie, a detrimento dell’annuncio di Gesù Cristo come unico Salvatore.

Le sue dichiarazioni si inseriscono in un dibattito sull’interpretazione di Nostra aetate, la dichiarazione del Concilio Vaticano II dedicata alle relazioni della Chiesa con le religioni non cristiane.

A settembre, la Santa Sede ha pubblicato una nuova nota in occasione del sessantesimo anniversario di questo documento [vedi], in cui ha riaffermato l’importanza del dialogo interreligioso e ha respinto l’idea di stabilire una religione mondiale che diluisca le differenze dottrinali.

La difesa dell’identità cristiana di fronte al relativismo religioso
Le dichiarazioni di Schneider mantengono una linea che il vescovo ha difeso in numerosi interventi pubblici: la necessità di preservare l’identità cattolica e di evitare che il dialogo con altre religioni finisca per indebolire la missione evangelizzatrice della Chiesa.

In questa occasione, egli ha collegato le sue critiche al dialogo interreligioso con l’operato di determinati vescovi europei di fronte all’immigrazione musulmana. E ad essi rimprovera di non aver difeso sufficientemente le radici cristiane del continente.

Per Schneider, la Chiesa deve mantenere la proclamazione esplicita di Gesù Cristo e della dottrina cattolica, senza presentare le diverse religioni come alternative equivalenti né rinunciare alla sua presenza pubblica nella società.

17 commenti:

  1. Dio vuole la diversità di colore, di sesso, di lingua. Questi sono doni della creazione. Ma l'esistenza della libertà umana non significa che Dio voglia ogni credenza a cui tale libertà dà origine. Egli non vuole che siano vere affermazioni reciprocamente esclusive sulla Sua stessa natura. Un solo Dio non può, nella stessa pienezza di saggezza, desiderare che gli uomini Lo adorino come Trinità e al tempo stesso negare la Trinità; che Gesù sia il Figlio eterno fatto carne e che Egli sia semplicemente un profeta; che la salvezza venga solo attraverso Cristo e che Cristo non sia l'unico mediatore tra Dio e l'uomo.
    Suggerire il contrario significa confondere la distinzione tra la pazienza di Dio verso l'errore umano e la Sua approvazione di esso, e rischiare di trasformare l'Onnipotente in un relativista cosmico.
    La teologia cristiana ha sempre saputo distinguere tra ciò che Dio vuole e ciò che permette in un mondo decaduto. Egli permette l'errore religioso; non vuole l'errore in quanto tale.
    La sua provvidenza non rende vere le affermazioni contraddittorie, così come la sua pazienza con il peccato non lo trasforma in qualcosa di buono. La Scrittura è chiara: "C'è un solo Dio e un solo mediatore tra Dio e gli uomini, l'uomo Cristo Gesù" (1 Timoteo 2:5).
    La libertà di credo non rende vere le credenze contraddittorie. La pazienza divina con l'errore non trasforma l'errore in volontà divina. La missione della Chiesa esiste proprio perché il disaccordo religioso non è l'ultima parola della saggezza di Dio. La formula di Abu Dhabi confonde la longanimità del Creatore con la Sua approvazione.

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  2. Separare e’ diabolico e porta con sé una lacerazione. Distinguere e’ necessario perché l’indistinto porta confusione e la confusione è il regno della stupidità. La confusione è l’antitesi del Logos.

    Nessuno compera l’ortofrutta, ma sceglierà uva, mele, patate, cipolle e in ciascuna una determinata qualità.
    Persino nel minestrone non si butta dentro ogni verdura a caso, ma c’è una logica e anche nella macedonia.

    La logica perversa dell’indistinto - in cui anche Dio finisce nel non significare nulla più di una scusa per conferire ogni credenza nella stessa assemblea umana che se ne autocompiace- e’ stupida.

    La grazia di Dio -per chi ha ricevuto il dono della fede- illumina lo sguardo e la riflessione, facendo distinguere b ne le differenze. Non è una premessa alla violenza e allo scontro, almeno nella fede cristiana, ma l’unica ragione della chiamata alla santità.

    Santi perché divinizzati, cioe’ cristificati: senza Cristo non si può ed è oggettivo. Le altre religioni non conoscono la santità. Non la conosce nemmeno il Dio totalmente altro di certi teologi riformati o il luterano peccare fortiter perché credo di poter fare comunione con Dio agendo all’opposto dei comandamenti….

    La distinzione fa chiarezza e si fa trasparenza, pur incarnata, pur nell’amore per tutte le creature, anche sorella morte, disposti al martirio per testimoniare questo annuncio di verità.

    Allora si c’è comunione con Dio e tra noi in Dio. E in Cristo la grazia può soggettivamente raggiungere una pecora lontana… non lo posso escludere.
    Ma oggetti va mente lo dice solo il c’è ISS tirano, per Cristo, l’unico che salva perché alfa e omega: in lui tutto è creato e sussiste. Lo ricapitola dalla croce, dato che la confusione è tanta.

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  3. Fate sniffare un po’ di incenso a Schneider, Viganò e Barron per farli rinvenire!

    Sucate forte, bigotti! 💙

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  4. Se ho letto bene, per l'esimio De Mattei la colpa della mancata accoglienza vaticana del pellegrinaggio Ad Petri Sedem sta nella contiguità con Schneider. Ah ah ah!

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  5. A proposito del voto del papa05 novembre, 2026 13:26

    Il cardinale Angelo Scola ebbe a dire, ancora da Arcivescovo di Milano, in duomo, più o meno così:

    “Quando una appartenenza politico-partitica diventa più forte e decisiva della comune appartenenza ecclesiale, in parrocchia come altrove, allora abbiamo un problema”

    Mi pare che il processo cui alludeva, oggi, sia compiuto quasi perfettamente.

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  6. Percorsi e cammini:
    prima si laicizza la societa' e i cattolici con essa
    poi si importa popolazione di religione marcatamente invasiva
    quindi si crea un meticciato, in cui prevale la parte immigrata che soggioga quel che resta di cattolico
    quando tutto e' consumato si propina la NRU di massonica impronta.

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  7. Accusarli di codardia, i vescovi silenti e complici, è il minimo. Molti di loro devono anche esser ignoranti, ignoranti della vera teologia, della dottrina autentica della Chiesa. E della storia della Chiesa, sia sacra che profana.

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  8. https://gloria.tv/post/scDnFyRUAFs21ACBDhYTZmoHW
    Gia', il problema e' il velo muliebre.

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  9. https://gloria.tv/post/uvr3UmzqevDu6X768VMHdXwoR

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  10. Ora,  dal 24 ottobre AD 2026, il dado è tratto. La nuova vaticania considera i cattolici dei pericolosi “estremisti”, rei di voler adorare il Dio Uno e Trino e non la Pachamama, colpevoli di non voler studiare le pagine cei sull’islam, refrattari a inchinarsi, come hanno fatto pochi giorni orsono delle suore, davanti a una statua di budda. Tutto è chiaro, limpido, recoaro, adesso e finalmente si respira pulito. Tucho Fernandez, cardinale del bacio e per nulla al bacio, dichiara di non voler andare in Argentina con Prevost perché ha troppo da fare. Poveri noi, vediamo che cosa uscirà ancora da vaticania.

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  11. SCANDALO: Papa Leone nomina una teologa femminista che favorisce le benedizioni omosessuali a un dicastero Vaticano.

    La professoressa Claudia Leal Luna aveva già detto che la tradizione della Chiesa sulla moralità sessuale "deve ancora fare alcuni passi".

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  12. Un esponente della sinistra progressista americana festeggia la sua elezione ringraziando la moglie "per stare a casa ad accudire le figlie".
    E la platea progressista applaude, commossa.

    Ecco l'immagine plastica del grande bluff del nostro tempo.

    Per decenni la sinistra ci ha spiegato che la famiglia tradizionale, la divisione dei ruoli e la cura della casa erano il male assoluto da abbattere. Poi, di fronte alla penetrazione ideologica e demografica di modelli culturali diametralmente opposti ai nostri, il progressismo si è genuflesso.

    Regole sociali, visioni della donna e modelli familiari che, se difesi da un cittadino europeo o italiano verrebbero istantaneamente bollati come "retrogradi", "fascisti", "oscurantisti" e intrisi di "patriarcato tossico", diventano improvvisamente "ricchezza, tolleranza e integrazione" se imposti da certe comunità.
    Il cortocircuito è ormai grottesco.
    Pur di sostenere l'accoglienza sconsiderata e raccogliere consenso elettorale, una parte politica applica due pesi e due misure.
    Sventola diritti laici la mattina, e si piega al dogma più reazionario la sera.

    Non è semplice ipocrisia comunicativa.
    È un vero e proprio suicidio culturale. Quando si rinuncia a difendere l'identità e i valori dell'Occidente per non offendere chi non intende integrarsi, per non fare l' "islamofobo" si sta in realtà firmando la resa delle proprie libertà.

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    1. Bene, fino ad oggi non mi potevo permettere, quasi manco in parrocchia, di accennare che ho sette figli con la stessa sposa, contentissima di fare solo la moglie e la mamma, entrambi grati al Signore di questa storia… ora quindi, con l’approvazione dei progressisti, lo posso gridare dai tetti? O devo prima imparare l’arabo?
      Marcello Belletti

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  13. Ma Schneider non l'aveva già detto? Repetita juvant.

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  14. Un esempio di grave malattia mentale? I progressisti che esultano per l'elezione del primo senatore islamico della storia degli USA, in funzione anti Trump. Non c'è limite alla stupidità umana, quella dei sinistri poi supera qualsiasi livello immaginabile. Pur di combattere il Cristianesimo sono pronti a far sottomettere le loro donne dalla legge islamica, questa non è solo una malattia psichiatrica ma è anche, soprattutto una malattia spirituale. Non comprendere questo dettaglio significa essere morti dentro. Ma il massimo dei massimi dell'ignoranza appartiene a quelle donne che votano a sinistra sapendo la fine che toccherà loro. Sarà un motivo di grande divertimento vederle sottomesse in qualche harem, il posto riservato loro dagli uomini, cioè i loro padroni. Sarà una goduria andare sotto la loro casa e urlare "eccolo, idiote, il patriarcato, l'avete voluto voi!".
    Attilio Negrini

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