Pagine fisse in evidenza

giovedì 31 maggio 2018

Avvisi Messa Tradizionale in provincia di Venezia

E' stata definitivamente soppressa la celebrazione della Messa Tridentina che veniva officiata, dal 2012, nella parrocchia di S. Leopoldo Mandic a Mirano (Venezia), l'unica celebrazione regolare in rito romano antico della Diocesi di Treviso.
Contestualmente, informiamo che prosegue regolarmente, ogni quarta domenica del mese alle ore 16.00, la celebrazione della S. Messa in forma straordinaria nella chiesa parrocchiale di S. Pietro Apostolo a Oriago di Mira (provincia e diocesi di Venezia). La Messa è curata dal Coetus "Amici della Messa Tradizionale nel Veneziano". 
Francesco Boato - tel. 334-2953547

Bassetti parla di "Patria"! Spadaro bacchettato da un gesuita polacco

Riprendo da Stilum Curiae. Riguarda il tema: "pastori da non seguire".

Le recenti vicende politiche ci impongono un piccolo bestiario clerical-politico. Non avremmo voluto, sono stati loro, non noi a farlo…

Per prima cosa vi ricordiamo – lo trovate a lato – il comunicato dopo le elezioni e la raccomandazione a “non perdere il respiro europeo”. Come lo leggete? Dopo aver fatto campagna per il PD e la sinistra in generale per mesi e mesi (a questi migranti…) non resta che cercare di predicare verso Bruxelles.

Ieri invece abbiamo avuto uno choc. Il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, vedova del Partito Di riferimento e di governo, ha lanciato dalle pagine di Avvenire un appello a lavorare in “umile spirito di servizio e senza piegarsi a visioni ideologiche, utilitaristiche o di parte”. Ma la parte choccante è questa: anche se citando don Sturzo, Bassetti parla di Patria! Ma come! Ma non era un termine fascista? Il SIR scrive: “Rinnovando l’appello di don Luigi Sturzo a ‘cooperare ai fini superiori della Patria’, il presidente della Cei ritiene ‘eticamente doveroso’ ‘lavorare per il bene comune dell’Italia’”.

Lo sai che i sorrisini e i sarcasmi nei talk show politici di queste ore hanno radici remote?

Mi accingevo ed esprimere una riflessione più approfondita sulla realtà mediatica che ci dobbiamo sorbire in quanto monopolizzata dal mainstream dominante, quando me lo trovo in buona parte squadernato qui e intanto lo riprendo di seguito.

Ciò che colpisce in queste ore di talk-show televisivi in tema di politica non è tanto lo schieramento schiacciante (o quasi) di giornalisti a favore delle posizioni pro-Quirinale, quanto altro.

D’altronde lo abbiamo detto più volte che non ci si deve meravigliare se la grande informazione e l’establishment culturale siano da una certa parte. I motivi possono essere facilmente intuiti, ma non è il caso di approfondirli adesso.

Dicevamo: ciò che colpisce è altro.

mercoledì 30 maggio 2018

C'è chi dice: 'Davvero credete che il problema fosse il prof. Savona?'

Segnalo un articolo di Fabio Conditi [qui] su un tema che appartiene ad un dibattito finora sommerso nel nostro Paese, mentre altrove può svolgersi alla luce del sole creando cultura e consapevolezza. Se non altro il recente fallimento del nuovo governo ha avuto il pregio di farlo venire alla luce. Ma è necessario che trovi anche spazi di diffusione e approfondimento, che non siano delle nicchie. Perché non si può andare avanti con la minaccia che chi tocca l'Europa muore, mentre rischiamo di fare la fine della Grecia e c'è bisogno di persone competenti e coraggiose, che lo portino avanti con i parametri di una coscienza retta. Non è certo il nostro impegno, ma è sempre bene scoprire usci di comprensione nuovi, sia pure col beneficio d'inventario.
In ogni caso qui e ora è uno spunto di riflessione, visto che in Italia i canali dell'informazione sono in mano ai media di regime che ogni giorno propinano mantra preconfezionati di taglio esclusivamente sinistrorso. Cerco ostinatamente di seguirli per cogliere l'evolversi dei fatti; ma nella narrazione colgo sistematicamente la falsificazione della realtà attraverso gabbie ideologiche preconfezionate che non lasciano spazio a nessun tipo di contraddittorio. E sarà bene che il centro destra se vuole avere maggior voce in capitolo, si doti delle sue piattaforme comunicative che vadano anche al di là delle reti sociali (mi riferisco a Lega e Fratelli d'Italia perché FI ha un leader ambiguo e inaffidabile che di piattaforme ne ha diverse).
Nell'articolo segnalato noterete contenuti e un linguaggio controcorrente. Dal link alla fonte potete visualizzare interessanti filmati a cui l'articolo si riferisce e che inserisce.
Questo riesco a inserirlo da youtube
Probabilmente è di parte: esplicito il riferimento al movimento 5stelle che francamente mi preoccupa per le sue radici oscure e certi aspetti settari, che non ha né una storia né grandi ideali condivisi, se non una tendenza rivoluzionaria e contestatrice, che ha convogliato adesioni le più disparate, dalle reazioni di protesta di provenienze diverse alle reali istanze di cambiamento. Tutto a suon di slogan. E abbiamo visto l'ambiguità e la 'fluidità' di atteggiamenti e contorsioni del leader designato, che non possono non rispecchiare quella del contesto... Si tratta di un movimento nuovo, una realtà in divenire, ma non ci è dato sapere in che direzione e con quali idealità, conosciute solo dai fondatori noti e non noti. Di fatto non ci era stato difficile inquadrarlo per certi aspetti come un'altra faccia del PD. Da quel che abbiamo visto a Roma e Torino non ci tranquillizza molto (sulle questioni del gender, sui migranti e sull'islam, ad esempio...). Piuttosto inquietanti - pur se ineludibili nella presente tornata - come alleati di governo, a ben riflettere. Ma val la pena rendersi meglio conto, consapevoli della complessità della realtà in cui ci troviamo.
E mi viene un dubbio. Se è vero che l'Italia (come l'Europa) è in mano ad una casta sovranazionale che ha preso saldamente il potere nelle sue mani,  dobbiamo stare attenti a non cadere nelle mani di chi sembra porsi in contrapposizione ma sempre casta è. (Maria Guarini)

Segnalazioni dei lettori. La macedonia in chiesa

Amici di Chiesa e post concilio,

condivido con voi l'esperienza avuta stamattina durante la messa per i ragazzi in una parrocchia nel centro di Milano.

Festa della Trinità e contemporanea chiusura delle attività ordinarie dell'oratorio ed apertura delle attività estive.
Chiesa gremita di giovani, in particolare scout ed animatori dell'oratorio estivo. Il sacerdote celebrante, responsabile della pastorale giovanile, si presenta con dei paramenti con una striscia dei colori arcobaleno, nel coro impazzano chitarre e tamburi.
Nulla di sconvolgente, siamo abituati a cose peggiori.

martedì 29 maggio 2018

Crisi della Chiesa: "Linee di lettura filosofica di testi dell'attuale pontificato" di Giovanni Turco - Nota previa di P. Pasqualucci

Linee di lettura filosofica 
di testi dell’attuale pontificato 
Giovanni  Turco

Nota  previa: Pubblico qui, con il suo cortese assenso, l’originale italiano di un articolo del prof. Giovanni Turco, docente di Filosofia del diritto pubblico, Etica e deontologia professionale, Teoria dei diritti umani, nell’Università degli Studi di Udine. Il testo è già apparso in versione francese ne il “Courrier de Rome”, LI, n. 593, nov. 2016, con il titolo:  “Axes de lecture philosophique de textes du Pontificat actuel”.   
Questo importante articolo spiega a mio avviso in modo eccellente la “peculiare semantica” soggiacente all’inconsueto argomentare  di Papa Francesco, fonte di notorio ed ampio sconcerto per tantissimi fedeli, laici ed ecclesiastici.     

lunedì 28 maggio 2018

Roma 9 giugno - Processione di Riparazione del 'Roma Pride'

Come molti di voi sapranno, il 9 giugno si svolgerà la processione in riparazione dello scandalo dato dal Roma Pride. Vediamo insieme cosa si andrà a fare, come e perché.
  1. Cosa andiamo a fare il 9 giugno?
    Il 9 giugno la città eterna verrà sfregiata dal cosiddetto Roma Pride, un evento che pretende di fare pubblica apologia non solo della sodomia (quindi di un peccato tra i più gravi), ma di una visione completamente erronea del corpo, della società e di Dio. A questo si aggiunge la blasfemia che caratterizza l'ideologia omosessualista. La necessità di riparare appare più che ovvia.
  2. Si tratta di una manifestazione politica?
    No. La processione è un atto liturgico, una pubblica preghiera. Certamente le leggi recentemente approvate in Italia vanno incontro all'ideologia omosessualista, la stessa del Roma Pride. In ogni caso il Comitato S. Filippo Neri non ha alcuna velleità politica, sono infatti vietati tutti i simboli politici in quanto inopportuni e incompatibili con una pubblica preghiera.
  3. Qual è la posizione del comitato nei confronti delle persone omosessuali?
    Ѐ la medesima che ha sempre avuto la Chiesa. Qualunque persona con tendenze omosessuali può essere accolta e invitata a vivere cristianamente, esattamente come qualunque altro laico che intende avvicinarsi alla Santa Chiesa. Ѐ semplicemente falso che la Chiesa in passato non ha accolto gli omosessuali ed è invece vero che oggi molti pastori non lo fanno. Lasciare nel peccato le persone, omosessuali e non, è un grave errore dei nostri tempi.
  4. Intendete fermare il Roma Pride?
    No, intendiamo pregare per riparare uno scandalo.
  5. Vi aspettate una risposta alla lettera che avete scritto a Mons. De Donatis?
    Ci auguriamo che condanni senza appello l'ideologia omosessualista. In quanto Vicario di Roma, il Roma Pride ricade sotto la sua giurisdizione, dunque riteniamo opportuno che si esprima in merito. Se dovesse, invece, esprimersi a favore di questa iniziativa, come ha fatto sostanzialmente Mons. Camisasca rispetto alla veglia omosessualista di Reggio Emilia, saremmo comunque soddisfatti in quanto preferiamo sempre la chiarezza all’ambiguità.

A Lugano il sabato 2 giugno c’è il S.Rosario di riparazione per il gaypride… e intanto Helvetia Christiana slitta ad agosto


L’avevo anticipato su questo blog il 9 maggio scorso (vedi qui) e ora confermo che a Lugano, nel giorno del corteo del gaypride, cioè sabato 2 giugno, si pregherà in riparazione all'oltraggio arrecato all’Onnipotente.

Chiamiamo dunque a raccolta tutte le persone di buona volontà disposte a contrastare il mainstream ecclesiale secondo cui non si può e non si deve pregare in riparazione, in quanto si dovrebbe soltanto mettersi in ascolto, essere dialoganti, e non opporre un movimento di resistenza spirituale tutte le volte che vi sia qualcuno contrario alle nostre idee o alle nostre impostazioni morali. 

domenica 27 maggio 2018

Curzio Nitoglia, Piccolo Dizionario Tomista

Curzio Nitoglia, Piccolo Dizionario Tomista

“Il male dell’epoca moderna è una malattia dell’intelletto che si chiama agnosticismo” (S. Pio X), secondo il quale il trascendente può anche esistere, ma è assolutamente inconoscibile. Se vogliamo guarire da tale male dobbiamo ritornare al realismo aristotelico/tomistico della conoscenza. 
L’essenza della filosofia tomistica si trova riassunta nelle XXIV Tesi del Tomismo compilate da padre Guido Mattiussi. 
Il Tomismo, grazie al suo realismo della conoscenza (“conformità dell’intelletto alla realtà”), è diametralmente opposto al soggettivismo e al relativismo filosofico/teologico: “Cogito, ergo sum” (Cartesio) / “…ergo Deus existit” (kantismo modernista), secondo i quali la realtà creata e Dio Creatore sono un prodotto del pensiero umano.
L’intelletto umano è capace di conoscere la realtà, è un fatto evidente a tutti gli uomini forniti di retta ragione ed onestà intellettuale e morale. Non si può dubitare di tutto. Infatti nel momento in cui dico di dubitare, implicitamente affermo che son certo almeno di una cosa: di dubitare. La filosofia realista dell’Aquinate eleva il buon senso, comune a tutti gli uomini capaci di intendere e volere, a scienza filosofica, la quale si basa sulla convinzione che esiste una realtà oggettiva, indipendente dal pensiero dell’uomo, il quale ha un’ intelligenza che non lo inganna, ma coglie il suo oggetto senza deformarlo anche se non lo conosce totalmente e perfettamente. Per cui la verità esiste e consiste nell’ adeguamento dell’ intelletto alla realtà. 

I nuovi princìpi dei vescovi a cui non ci adegueremo

Ѐ del tutto evidente che quel 'noi' ci riguarda e ci vede concordi.

Nella conferenza stampa conclusiva dell’Assemblea generale dei vescovi italiani che si è tenuta a Roma nei giorni scorsi, il Presidente della CEI, cardinale Gualtiero Bassetti, ha fatto alcune affermazioni che meritano qualche considerazione per capire dove i vescovi vogliano guidarci. Egli, rispondendo ad una domanda dei giornalisti, ha elencato i suoi: “[...] principi irrinunciabili: la centralità della persona, il lavoro come mezzo fondante della personalità umana; l’attuazione sul piano concreto della Costituzione; la scelta chiara per la democrazia e per l’Europa”. Ci si chiede perché mai ci sarebbe bisogno della Chiesa e dei cattolici se si trattasse di perseguire questi obiettivi e perché mai per un cattolico essi sarebbero irrinunciabili. La Dottrina sociale della Chiesa non l’ha mai detto.

Robert. Sarah: L’Occidente, una barca ubriaca nella notte, perché è senza la luce di Dio

Riprendiamo da Stilum Curiae.

Testo integrale dell’omelia che il cardinale Robert Sarah, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino, ha pronunciato in occasione del pellegrinaggio di Pentecoste Parigi-Chartres, da Notre Dame di Parigi alla cattedrale di Chartres.

Permettetemi innanzitutto di ringraziare calorosamente Sua Eccellenza il vescovo Philippe Christory, Vescovo di Chartres, per il suo fraterno benvenuto in questa splendida Cattedrale.

Cari Pellegrini di Chartres,

«La luce è venuta nel mondo» ci dice Gesù nel Vangelo di oggi (Gv 3,16-21) «ma gli uomini hanno preferito le tenebre».

E voi, cari pellegrini, avete accolto l’unica luce che non delude: quella di Dio?Avete camminato per tre giorni, pregato, cantato, avete sofferto sotto il sole e sotto la pioggia: avete accolto la luce nei vostri cuori? Avete davvero abbandonato l’oscurità? Avete scelto di percorrere la Via seguendo Gesù, che è la Luce del mondo? Cari amici, permettetemi di porvi questa domanda radicale, perché se Dio non è la nostra luce, tutto il resto diventa inutile. Senza Dio tutto è buio!

sabato 26 maggio 2018

Athanasius Schneider. La Chiesa sulla Terra e le sue caratteristiche essenzialmente militanti

La Chiesa sulla Terra e le sue
caratteristiche essenzialmente militanti

Mons. Athanasius Schneider

Rome Life Forum, Angelicum
18 maggio 2018

Quando non c’è battaglia, non c’è cristianesimo. Quando non c’è combattimento non esiste una vera Chiesa di Dio, nessuna vera Chiesa cattolica. Il Concilio Vaticano II ci insegna: “Tutta la storia dell’Uomo è stata la storia del duro combattimento contro i poteri del male, che si estende, come dice nostro Signore, dall’alba della storia fino all’ultimo giorno. Trovandosi in mezzo al campo di battaglia, l’uomo deve lottare per fare ciò che è giusto, ed è molto costoso, ed è quando è aiutato dalla grazia di Dio che riesce a raggiungere la propria integrità interiore” (Gaudium et spes, 37). Questa drammatica situazione di “tutto il mondo che è nel potere del malvagio” (1 Gv 5,19, cfr. 1 Pietro 5: 8) rende la vita dell’uomo una battaglia (cfr Catechismo della Chiesa Cattolica, 409 ).

venerdì 25 maggio 2018

Conte presidente del Consiglio «incaricato». Quale sovranità potrà prevalere?

Aggiornamento 25 maggio. Sposto qui l'articolo del 23 scorso, per consentire la lettura e l'inserimento di ulteriori commenti che arricchiscono la discussione e seguono l'evolversi degli eventi

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha incaricato della formazione del nuovo governo il prof. Giuseppe Conte, che ha accettato - come da formula di rito - con riserva. Il premier incaricato, giurista, nella comunicazione successiva, ha sottolineato di voler agire da "avvocato difensore del popolo italiano". 
Condivido il commento di un lettore: «I grillini sono una invenzione delle lobbies finanziarie, fortemente appoggiati dagli USA. La Lega invece è sempre stata coerente sui temi dell'interesse nazionale ma oggi è minoritaria in questo accordo che ha spaccato il centrodestra. La trasformazione sovranista dei grillini mi risulta misteriosa e il cappio al collo grillino che Salvini si è messo mi pare illogico. Però niente in politica è come appare. Vedremo dai fatti le ragioni e i rischi di questo governo».
E aggiungo che della comunicazione del Presidente incaricato mi inquieta il passaggio sull'unione bancaria... Dice di voler essere avvocato del popolo italiano, ma mi pare che ci sia incompatibilità nel difendere, allo stesso tempo, l'unione bancaria! (... sono consapevole della necessità di confermare la collocazione europea e internazionale dell’Italia Il governo dovrà cimentarsi da subito con i negoziati in corso sui temi del bilancio europeo, della riforma del diritto d’asilo e del completamento dell’unione bancaria.)
Così a caldo di un presidente sinistrorso introdotto a Firenze nonché dei grillini non mi fido molto... ma vedremo! Avvocato difensore degli italiani, anche in Europa, mi pare una buona premessa.
19 maggio - Fontana e Giorgetti alla Marcia per la Vita
Voglio fidarmi di Salvini e dei validi collaboratori di cui ha avuto l'abilità di circondarsi. Penso anche a Giancarlo Giorgetti e al suo curriculum di tutto rispetto, il quale domenica 20 maggio era alla Messa delle 9:00 a Santa Trinità dei Pellegrini. Mi ha dato l'impressione di una persona che conoscesse perfettamente la liturgia del Vetus Ordo, dal momento che non si guardava intorno per seguire il comportamento dei presenti, ma anzi quasi lo anticipava. Ad un certo punto ha anche attraversato obliquamente la navata per accendere un cero. Ha assistito fino alla fine, compresa la lettura dell'inizio del Vangelo di Giovanni e le preghiere finali. In definitiva, immagino che la Messa nell'antico Rito Romano sia fra le sue abitudini. Inoltre, il giorno precedente, insieme a Lorenzo Fontana, era alla Marcia per la vita.

No all’8 x mille alla Nuova Chiesa - Danilo Quinto

Qualche giorno fa, sulla mia pagina facebook, ho ripreso una lettera di un sacerdote pubblicata da Marco Tosatti, su “Stilum Curiae”. L’argomento trattato era l’8 x mille nella dichiarazione dei redditi a favore della Chiesa Cattolica. Come ha scritto Tosatti, si trattava di una lettera amara e coraggiosa, di un prete incardinato in una Diocesi del Nord, che da 3 anni non destina più l’8 x mille alla Chiesa “per un’esigenza di coscienza”, dice, “non volendo contribuire a scelte e azioni della Gerarchia ecclesiastica che giudico contrarie alla Verità, contrarie al Vangelo”.

Trovo queste parole ineccepibili e ampiamente condivisibili. Corrispondono all’esercizio di quel “retto giudizio” che Gesù, nel Vangelo, ripetutamente invita i Suoi discepoli ad esercitare. Per questa ragione le ho riprese e le riprendo qui. 

giovedì 24 maggio 2018

26 maggio, 16:30, San Domenico-Teramo, Corrado Gnerre, "Ridateci Don Camillo"

S​abato 26 maggio alle 16,30 a Teramo, ​nel​la Cattedra Cateriniana di San Domenico (Corso Porta Romana​,​ 66​)​​, ​Il Cammino dei Tre Sentieri "Madonna delle Grazie" di Teramo​,​ organizza la presentazione del libro d​i ​Corrado Gnerre, "Ridateci Don Camillo. Giovannino Guareschi filosofo, teologo... e profeta", edito dalla Mimep-Docete.​ ​Sarà presente l'Autore (guida nazionale del C3S). 

Moderatore l'​avvocato teramano ​Pierfrancesco Nardini, guida locale e coordinatore nazionale del Cammino dei Tre Sentieri.

9 giugno, Roma: “O con me, o contro di me” - Cristiano Lugli

Il sole spuntava sulla terra e Lot era arrivato a Zoar,, quand'ecco il Signore fece piovere dal cielo sopra Sòdoma e sopra Gomorra zolfo e fuoco proveniente dal Signore. Distrusse queste città e tutta la valle con tutti gli abitanti delle città e la vegetazione del suolo“ (Gen. 19, 23-25)
clicca sull'immagine per ingrandire
Con queste parole il libro della Genesi ci racconta la distruzione di due città in cui la perversione e la sodomia dilagavano. Guai a chi si fosse girato indietro a guardare, e la pietrificazione della moglie di Lot fu la conseguenza di un simile gesto.
Anche se certuni vorrebbero cancellare questa vicenda biblica, scomoda per il politicamente corretto pensiero della politicamente corretta nouvelle ecclesia, le cose sono andate in questo modo, e il peccato contra natura punito con il peggiore fra i flagelli: la distruzione delle due città.

Due città, appunto.

Il problema della nostra epoca è che è l’intero mondo ad essere perverso, non più due sole città come ai tempi di Abramo in cui, il grande Patriarca, tentò di salvare Sodoma e Gomorra per la bontà di dieci giusti che non vennero trovati. 

Oggi, la sodomia, imperversa in ogni angolo di strada e in ogni ciglio di piazza, con il nullaosta non solo delle istituzioni laiche asservite al Princeps Huius Mundi, ma anche della gerarchia ecclesiastica che, o ponziopilatamente o con imprimatur arcivescovile, avalla lo scempio sodomita che sfila e imbratta di ignominia le città, costruite sulla storia cristiana e sui baluardi di ciò che era la Civiltà europea.

Coscienza morale e verità nel magistero del Cardinale Carlo Caffarra

Coscienza morale e verità nel
magistero del Cardinale Carlo Caffarra
Livio Melina

Rome Life Forum, Angelicum 
18 maggio 2018

Nella esortazione apostolica Amoris laetitia, Papa Francesco auspica che «la coscienza delle persone (sia) meglio coinvolta nella prassi della Chiesa in alcune situazioni che non realizzano oggettivamente la nostra concezione del matrimonio» (n. 303). Ha anche aggiunto che «naturalmente bisogna incoraggiare la maturazione di una coscienza illuminata, formata e accompagnata dal discernimento responsabile e serio del Pastore». Ma che cosa significano precisamente queste affermazioni?
1. Primato della coscienza?
C’è chi ha voluto intenderle come invito ad un radicale “cambio di paradigma” (Paradigmenwechsel), da mettere in opera in tutta la teologia morale cattolica, un punto di svolta, in cui la Chiesa riconosce finalmente il primato della coscienza, al punto da relativizzare le norme, che andrebbero quindi non semplicemente applicate, ma sempre interpretate soggettivamente e in maniera diversa a seconda delle situazioni e circostanze, che solo la coscienza può conoscere e valutare. Senza dover negare le norme, questa ermeneutica del “discernimento caso per caso” diventerebbe la chiave “pastorale” offerta da Amoris laetitia, per poter finalmente fare pace con tutto il magistero morale sulla vita e la sessualità, in particolare con quello di Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, smussandone le pretese normative eccessive, condannate come rigidità rigoristica. Non ci sarebbe bisogno dunque di cambiare la dottrina di Humanae vitae sulla contraccezione, di Evangelium vitae sull’aborto e sull’eutanasia, di Donum vitae sulla procreazione artificiale, basterebbe interpretarle pastoralmente, lasciando alla coscienza l’autorità di discernere nel caso particolare.

mercoledì 23 maggio 2018

FFI La grande accusatrice offre scuse formali: ha scritto "cose non vere" sui laici

Mentre si avvia al quinto (!) anno il commissariamento dei Frati Francescani dell’Immacolata, senza che si veda per ora una possibile soluzione a questa straordinaria vicenda, che resterà insieme ad altri atti di imperio al limite dell’arbitrio (vedi Ordine di Malta) come una delle macchie su questo Pontificato, c’è da registrare un fatto importante, nel castello di accuse e diffamazioni che hanno avvelenato questa storia.
Loredana Volpi, la nipote del primo commissario, padre Fidenzio Volpi, coautrice insieme con Mario Castellano del libro “Verità e giustizia per padre Fidenzio Volpi. Una oscura vicenda nel Pontificato di Papa Francesco” ha ammesso di aver scritto cose non provate e di contenuto diffamatorio nei confronti dei responsabili delle associazioni di laici che sostengono i Francescani dell’Immacolata e padre Stefano Manelli, che ha compiuto 85 anni ed è ancora in “reclusione” ordinata dal Vaticano.

Obbedienza e resistenza nella storia e nella dottrina della Chiesa

Obbedienza e resistenza nella storia
e nella dottrina della Chiesa 

Roberto de Mattei

Rome Life Forum
Angelicum – 18 maggio 2018

Parlare di resistenza nella storia e nella dottrina cattolica non significa in alcun modo fare l'apologia della disobbedienza e della ribellione. Al contrario io farò l'apologia dell'obbedienza. E' dalla virtù dell'obbedienza, non dalla disobbedienza, che discende la liceità della resistenza cattolica alle autorità familiari, politiche e religiose, quando esse violano la legge divina e naturale. 
Questa premessa è necessaria, perché dobbiamo evitare il pericolo di assumere un atteggiamento psicologico di contestazione verso l'autorità, che non ha nulla a che fare con la fede e con la morale cattolica.

martedì 22 maggio 2018

Reggio-Emilia: un commento a caldo - Cristiano Lugli

Massimo Camisasca, presiedendo la “veglia anti-omofobia” di Regina Pacis, è intervenuto con un discorso di circa 15 minuti. Come prevedibile, avendo corso troppo, da buon democristiano è corso ai ripari facendo un discorso che, se ascoltato con orecchie di chi vuole raccogliere le briciole salvabili da una triste vicenda dove si è dato modo di sbeffeggiare Cristo e la Chiesa, può sembrare persino ortodosso. 
Il coraggio è stato più di quello previsto, ma purtroppo ormai è tardi e, comunque, resta gravissimo l’aver non solo permesso lo scandalo, ma anche averlo presieduto. Poche ora prima, non contento, il parroco di Regina Pacis ha ribadito in un’intervista che la Chiesa deve aprirsi all’omosessualità e alle nuove terminologie. 
Anche le multinazionali del tabacco, d’altronde, lasciano che si scriva sui pacchetti “il fumo nuoce gravemente alla salute”.
Ma, dopo aver visto il crocifisso arcobaleno di fianco al nome di un vescovo, ogni parola è oro colato per chi vorrebbe sanare l’insanabile.

Fermatelo, marcia per la vita...


Li scansano come appestati, li trattano come monatti. Ma le persone che ieri [Roma, sabato 19 maggio] hanno sfilato nella marcia per la vita pensano quel che pensava l’umanità e la civiltà cristiana in particolare, da sempre. Pensano che la nascita sia un bene e l’aborto un male, che la vita sia da difendere e la morte procurata sia da scoraggiare, che la natura vada rispettata e la volontà del singolo non possa avere valore assoluto. È così criminale questo modo di vedere, è così eversivo? Si può anche non condividerlo, o semplicemente non sentirsi dall’una o dall’altra parte, ma non c’è nulla di torvo, di maligno, di liberticida in questo.

Cessazione dall’ufficio di Romano Pontefice

Riprendo di seguito uno scritto del canonista Gianfranco Ghirlanda, apparso su La Civiltà Cattolica in concomitanza con la notizia dell'abdicazione di Benedetto XVI. Interessante per gli spunti di riflessione, a partire dai casi di vacanza della Sede romana, redatti in un momento in cui ancora non sussisteva l'attuale pontificato.
Il documento fa parte della nutrita serie di articoli che trovate indicizzati qui.

Dal quaderno n 3905 del 2 marzo 2013 de "La civiltà Cattolica", pp. 445-462. 
Gianfranco Ghirlanda S.I.*

Cause della vacanza della Sede Romana

La vacanza della Sede Romana si ha in caso di cessazione dall’ufficio da parte del Romano Pontefice, che si verifica per quattro ragioni:
  1. morte; 
  2. certa e perpetua pazzia o totale infermità mentale; 
  3. notoria apostasia, eresia o scisma; 
  4. rinuncia.
Nel primo caso la Sede Apostolica è vacante dal momento della morte del Romano Pontefice; nel secondo e nel terzo dal momento della dichiarazione da parte dei Cardinali; nel quarto dal momento della rinuncia.

lunedì 21 maggio 2018

monsignor Gullickson, nunzio in Svizzera: «Antiquior è migliore»

Articolo di monsignor Gullickson, pubblicato il 10 dic 2017 sul suo blog Montem Myrrhae [qui]

[...] Qui in Svizzera, il 2017 mi ha offerto tre occasioni - tutte mariane - di celebrare la Messa tradizionale: a Fischingen, una solenne messa papale in occasione di un pellegrinaggio per il centenario delle apparizioni di Fatima; a Sankt Pelagiberg, una messa prelatizia per il Santissimo Nome di Maria; e in questi giorni, a Friburgo, di celebrare l'Immacolata Concezione nella Basilica di Nostra Signora. Questi tre momenti hanno avuto un impatto positivo, davvero caldo e rassicurante, nel mio cuore. Non c'è dubbio che una persona deve tenere il suo cuore pronto a riceverli in questo modo, ma, in ogni caso, la Tradizione o meglio, dovrei dire, la Beata Vergine, ha conquistato il mio cuore nel più delicato dei modi.

Pur senza avere una tale cattedra, vorrei dire ex cathedra che il Vetus Ordo è il modo in cui un vescovo deve celebrare il Santo Sacrificio della Messa. La messa tradizionale, in tutta la sua solennità, porta veramente il vescovo. L'immagine allegata lo illustra abbastanza bene: resto seduto lì al centro, con le mie vecchie ginocchia coperte, e mentre il suddiacono legge il Vangelo in francese, lo ascolto mentre aspetto di pronunciare la mia omelia. Nel Novus Ordo, in seminario, durante l'apprendimento della Messa nei corsi di omiletica, mi è stato insegnato ad essere vivace, ad essere proattivo ... Nel Vetus Ordo la liturgia - con Cristo, il Re Sacerdote, Maria, tutti gli angeli e tutti i santi - mi trasporta nella maniera più sollecita e mi permette di essere cambiato, trasformato, veramente trasformato, in Gesù Cristo. La liturgia porta via il vecchio che è in me e mi rende immagine di qualcosa di cui non sono degno e per cui, dall'inizio alla fine, ripeto il mio Domine, non sum dignus e il mio Miserere nobis  ! È così giusto e adatto alla mia età!

domenica 20 maggio 2018

Il vescovo Schneider su un “Sillabo degli Errori” per la Chiesa moderna

Nella nostra traduzione potete leggere di seguito il testo integrale della interessante intervista - rilasciata da Mons. Athanasius Schneider, vescovo ausiliare di Santa Maria in Astana, a Maike Hickson di OnePeterFive - che passa in rassegna le principali questioni sul tappeto in ambito ecclesiale che coinvolgono il nostro impegno quotidiano di riaffermazione della Verità. L'intervistatrice, nel suo preambolo, considera le parole del vescovo una nuova sorta di “Sillabo degli Errori” per la Chiesa moderna, che costituisce sostanzialmente una correzione fraterna di alcune delle gravi distorsioni della Fede che continuano a circolare non corrette negli ambienti ecclesiali e tra i fedeli.

All'inizio dell'anno, i rappresentanti della Conferenza episcopale tedesca hanno proposto una benedizione delle coppie omosessuali. Quale risposta dare alla luce della dottrina cattolica?

Impartire una benedizione ad una coppia omosessuale significa benedire il peccato non solo degli atti sessuali extraconiugali, ma ciò che è ancor peggio, di atti sessuali tra persone dello stesso sesso, benedire cioè il peccato di sodomia, che è considerato da quasi tutta la storia umana e dall'intera tradizione cristiana come un peccato che grida al cielo (cfr Catechismo della Chiesa Cattolica, 1867). Perché un tale peccato urla al cielo? Perché annulla, contamina e contraddice direttamente la natura e l'ordine della sessualità umana nella mutua complementarità dei due sessi, com'è stata creata dalla infinita saggezza di Dio. Gli atti omosessuali o le relazioni omosessuali sono direttamente contro la ragione e ogni logica, e contro l'esplicita volontà di Dio.

Spunti di meditazione

Ci scrive un lettore.

Le virtù teologali sono la fede, la speranza e la carità. Si chiamano virtù teologali perché sono un dono non uno sforzo dell’uomo. È sbagliato quindi frustrarsi pensando di essere incapaci di fede, di speranza o di amore. Nessuno ci dice che ne dobbiamo essere capaci automaticamente, ci viene piuttosto detto che bisogna essere capaci di domandare e di accogliere questi doni. Liberi da quest’ansia da prestazione veniamo ricollocati con gioia davanti a un Dio che vuole darci questi tre doni. È l’intento di Gesù nel Vangelo quando dice esplicitamente: “Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato”. 
  • Quando pensi di non aver fede non perdere tempo a colpevolizzarti, domandala al Signore. 
  • Quando pensi di non avere speranza non perdere tempo a fingere di essere ottimista, domandala al Signore. 
  • Quando pensi di non avere amore, non perdere tempo nel sentirti sbagliato domandalo al Signore. 
In questo domandare Dio risponde attraverso il Figlio. Gesù è la maniera che Dio ha di donarci questi tre doni. I sacramenti sono il Figlio. Soprattutto nell’Eucarestia noi riceviamo una scorta di fede, di speranza e di carità. Riceverla però non ci assicura che la useremo.

sabato 19 maggio 2018

Abbiamo un leader. Politico e cristiano. - Danilo Quinto

A Matteo Salvini, comunque vadano a finire le trattative per formare il Governo con Luigi Di Maio (e con il Capo dello Stato, perché questo è il punto vero, come vedremo), il popolo italiano deve dire solo grazie. La sua azione - molto difficile - ha fino ad ora evitato l'ennesimo "governo tecnico" o "neutrale" (che non può esistere, in teoria e nei fatti), sul quale tutti erano sostanzialmente d'accordo e che molto probabilmente era già pronto, per rinverdire una “tradizione degli ultimi anni, che ha prodotto – a partire dal Governo Monti, il peggiore della storia del nostro Paese – scelte opposte all’espressione della volontà popolare. 
Non sappiamo quello che avverrà nei prossimi giorni. Quello che sappiamo è che Matteo Salvini si dimostra l'unico leader politico che in questo momento è in grado di servire il Paese. Dice parole chiare, libere, oneste, di verità. Parole nobili, che non si sentivano da anni. Coltiva sempre di più la “nobiltà della politica”, una “categoria” totalmente sconosciuta negli ultimi anni. I cittadini devono essergli grati per lo sforzo che sta compiendo, perché “nobiltà della politica” significa svolgere un servizio per il bene comune, mettendo da parte gli interessi e le ambizioni personali. Esiste un leader che non cambia le sue idee (sulla Russia, su Putin, sulla Siria, sull’Europa) e ad esse non rinuncia e questo è già moltissimo in un Paese abituato ai voltagabbana. Non solo. Salvini vuole realizzare le sue idee, per rispetto dei suoi elettori e di tutti i cittadini.

Lettera di un teologo per mons. Camisasca

Note filiali di riflessione per Mons. Camisasca in risposta al Comunicato stampa n. 14/2018 in data 15 maggio AD 2018. [qui]

Vogliamo richiamare alcuni punti del documento per chiarire ‘cristianamente’ le perplessità che hanno provocato, salva ovviamente la buona fede e la certa buona intenzione del Vescovo:
  1. La vicinanza di cui parla Mons. Camisasca (psicologica? pastorale?) “alle persone con orientamento omosessuale (ricordo che nel vocabolario della lobby gay, gli orientati od orientabili  sono coloro che sono in cammino verso l’omosessualità provenendo dall’eterosessualità; il gay è gay orgogliosamente da sempre e non deve essere orientato e nemmeno si definisce con orientamenti gay) affinché si sentano figli della Chiesa…” urta con la realtà dell’omossessuale in quanto l’omosessuale oggettivamente vive relazioni intime con persone dello stesso sesso. L’omossessuale è tale se avverte pulsioni verso lo stesso sesso, ma se praticando ciò che egli definisce ‘amore omo’, desidera vivere, e vive, la sessualità piena esattamente come fanno gli eterosessuali. Quindi l’omosessuale si pone materialmente non solo fuori dalla Chiesa ma, nella Scrittura e nella Tradizione, è considerato posto sotto l’anatema di Dio (cf. Lv 20, 13; Se uno ha con un uomo relazioni carnali come si hanno con una donna, ambedue hanno commesso cosa abominevole; dovranno esser messi a morte; il loro sangue ricadrà su loro…), quindi decade dalla grazia e va ricordata, ipso facto, la scomunica come medicina per l’anima in vista di una eventuale conversione per la salvezza, che implica un cambio di vita e un’adesione totale a Cristo e alla Sua volontà sotto il discernimento della Chiesa che giudica proprio ai fini della salvezza (cf. 1 Cor. 6,9-11; O non sapete che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non illudetevi: né immorali, né idolàtri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio. E tali eravate alcuni di voi; ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e nello Spirito del nostro Dio!). Proprio ai ‘figli’, la Madre Chiesa deve infliggere ammonizioni anche dolorose ma efficaci in caso di peccato oggettivamente grave, proprio in virtù dell’amore che nutre verso i suoi figli decaduti dalla grazia, orientato, questo sì orientato, al fine della loro auspicata e desiderata salvezza. Quindi la vicinanza psicologica o orientata da scelte pastorali discutibili, o per alcuni scandalose o di altro tipo, non manifesta amore, ma piuttosto, ci scusi Eccellenza, pusillanimità.

venerdì 18 maggio 2018

Nel mondo portiamo Francesco o Cristo?

La 'pubblicità Vaticana si adegua alle leggi del marketing. E deturpa la facciata della Chiesa Romana in cui è custodita la Scala Santa, quella percorsa dal Cristo Signore nel Pretorio, trasportata a Roma da Sant'Elena, madre di Costantino, nel 326. 

"Portiamo Francesco nel mondo"... Non più portiamo Cristo, ma portiamo Bergoglio?

Oltre a rivelare una forma di papolatria di certo stona anche con la Chiesa povera tra i poveri tanto conclamata...

Il card. Müller sull'omofobia e sul gender

Costanza Miriano intervista il card. Gerhard Ludwig Müller, già prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede in occasione della giornata internazionale contro l’omofobia.

Vostra Eminenza, partiamo dall’attualità: domani è la giornata mondiale contro l’omofobia. Sappiamo che la parola è stata inventata in America nel 1971, ma sappiamo anche che le persone che provano attrazione verso lo stesso sesso a volte davvero vivono nella sofferenza. Noi cristiani, chiamati ad amare tutti, come dobbiamo comportarci su questo tema?

L’omofobia, semplicemente non esiste, è chiaramente un’invenzione, uno strumento del dominio totalitario sulla mente degli altri. Al movimento omosessualista mancano gli argomenti scientifici, per questo hanno costruito un’ideologia che vuole dominare, cercando di costruire una sua realtà. E’ lo schema marxista, secondo cui non è la realtà a costruire il pensiero, ma il pensiero che costruisce la realtà. Quindi, chi non accetta questa realtà deve essere considerato malato. Come se, tra l’altro, si potesse agire sulla malattia con la polizia o con i tribunali. D’altra parte in Unione Sovietica i cristiani venivano chiusi nei manicomi: sono i mezzi dei regimi totalitari come il nazionalsocialismo e il comunismo. Oggi in Nord Corea la stessa sorte tocca a chi non accetta il pensiero dominante.

Un mondo senza fondamenti opera disgregazione intellettuale, morale, sociale

Più che mai attuale nella diagnosi. La conclusione ci rivela ciò che abbiamo perso.

Non chiedeteci qual è il "nemico", né quali vesti indossi. Esso si trova dappertutto e in mezzo a tutti; sa essere violento e subdolo. In questi ultimi secoli ha tentato di operare la disgregazione intellettuale, morale, sociale dell'unità nell'organismo misterioso di Cristo. Ha voluto la natura senza la grazia; la ragione senza la fede; la libertà senza la autorità; talvolta l'autorità senza la libertà. È un "nemico" divenuto sempre più concreto, con una spregiudicatezza che lascia ancora attoniti: Cristo sì, Chiesa no. Poi: Dio sì, Cristo no. Finalmente il grido empio: Dio è morto; anzi: Dio non è mai stato. Ed ecco il tentativo di edificare la struttura del mondo sopra fondamenti che Noi non esitiamo ad additare come principali responsabili della minaccia che incombe sulla umanità: un'economia senza Dio, un diritto senza Dio, una politica senza Dio... Il Papa deve, al suo posto, incessantemente vigilare e pregare e prodigarsi, affinché il lupo non finisca col penetrare nell'ovile per rapire e disperdere il gregge. (S.S. Pio XII - Dal "Discorso agli uomini dell'Azione Cattolica" del 12 ottobre 1952)

giovedì 17 maggio 2018

Segnalazioni dei lettori. Storie e memoria, preghiera e bellezza...

Chi può, chi sa, non smetta di insegnare le preghiere a memoria, di raccontare le storie ai bambini, di far sentire loro bei canti e di mostrare anche bei film, di far cogliere loro le bellezze e le meraviglie della natura e dell'arte.
L’alternativa è questo balbettio continuo, informe, ottuso. E quando la vita mette di fronte al vero dolore, alla vera necessità, chi è senza parole, senza storia, rimane anche senza pensiero.
Storie e memoria, insieme alla Bellezza, sono il primo vaccino, il primo strumento contro le forze del nulla, contro la schiavitù che avanza.

Ma ora facciamoli provare

Aggiornamento 17 maggio :
Il contratto di governo M5S-Lega, costituito da oltre 40 pagine e 22 punti, è stato chiuso.
Dopo le fibrillazioni di tutti gli organismi dei tecnocrati europei, della stampa estera e dei media di regime che per il popolo bue confezionano narrazioni catastrofiche e rigorosamente di parte senza contraddittorio, registriamo la preoccupazione per l'aria che tira sul Colle.
Art. 94. della Costituzione: "Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere". 
Ѐ il Parlamento che giudica e approva il programma, quindi vota o boccia un qualsiasi governo. Il Presidente della Repubblica pretende di giudicare il programma... Ѐ mica cambiata la Costituzione? È soltanto una mia impressione, ma se per una qualsiasi ragione questo governo dovesse non partire, oppure per qualsiasi ragione dovesse un giorno cadere, c'è da temere che non ci permetteranno più di votarne un altro...

Aggiornamento 12 marzo. Da La Repubblica:
Chiuso vertice a Milano, domani ricomincia. Il leader del Carroccio: "C'è ottimismo sui punti caldi come tasse, pensioni, immigrazione e rinegoziazione trattati Ue". E aggiunge: "Il conflitto di interessi non è la mia priorità". Il capo politico M5s conferma: "Discussione va avanti, ci sono ampi punti di convergenza". Nell'accordo anche il no alla chiusura dell'Ilva di Taranto. Blitz dei centri sociali sotto il Pirellone. Resta il rebus del premier.
Quanto a Mattarella e il suo elogio a Einaudi che suona come un ultimatum a M5s e Lega: "Il presidente non è un notaio. Nominare premier è fra le sue prerogative", Salvini replica: ''Einaudi? Va letto tutto: scrisse di un Paese fondato sulle autonomie''.
* * *
Ultimo giorno di trattative per il governo tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Il nuovo faccia a faccia tra i due leader è fissato per le 16 di oggi a Milano. Salvini è stato coraggioso e non aveva alternative. Salvini-Di Maio hanno mostrato un ottimo tempestivo raccordo per evitare il golpe del presidente. Ora si levano boati e minacce da ogni parte: l'Italia è sotto la morsa dell'elite transnazionale europea attuale, del tutto sciolta da vincoli di appartenenza alle patrie dei vari suoi membri. Ѐ un mondo cosmopolita, legato a filo doppio con l'alta finanza, che ha corrotto i propri popoli sino al midollo.. Spero solo che i due leader guardino avanti e riescano a tener duro ai diktat del Colle e al coro degli altri boati europeisti e che nel m5s non prevalga un insano trasformismo... Vi rimando anche all'articolo pubblicato giorni fa che, nella discussione interna, riporta un ampio e interessante excursus di quel che è accaduto fino ad oggi. Aggiorno la discussione di quella pagina, ormai satura di oltre 100 commenti, partendo dalle ottime riflessioni di Marcello Veneziani riprese di seguito, per continuare a parlarne in attesa di quanto ci aspetta. (Maria Guarini)

Di un governo dei grillini penso tutto il male possibile. Non hanno alcuna idea di cosa sia governare, alcuna esperienza, alcuna storia, alcuna cultura, alcuna preparazione, non vengono da alcuna selezione, hanno vaghe idee che non so se definirle più irrealizzabili o più dannose, hanno avuto finora un potenziale distruttivo, sfascista, senza nessuna capacità costruttiva e costituente. E le prove dei loro sindaci, a cominciare da Roma, lo confermano. Credono ora che basti il Programma, gli uomini e la realtà non contano, basta scaricare l’App, accettare il Contratto e la Macchina funziona.

Il Re è nudo e le damigelle accorrono a vestirlo - Cristiano Lugli

La Diocesi di Reggio è in fiamme e da questa vicenda si è aperta una nuova breccia solcata proprio dal conservatore Massimo. Ora accade che la Diocesi si compatti e dia appoggio con commenti fumosi, accusandoci di diffamazione addirittura chi prega in riparazione [qui]. Cristiano Lugli ha voluto scrivere in modo originale la risposta riportata di seguito.

Caro don Camillo,

Devo dirle che mi imbarazza un po’ scriverle: non sono il suo Guareschi e non ho quella confidenza e autorevolezza che lui aveva per potersi rivolgere a lei.
Tuttavia, sono anche io uno della sua bassa; anche io, caro don Camillo, come lei, sono un nostalgico di quel “Mondo Piccolo” che più non è. E, quindi, ho deciso di scriverle per raccontarle di un episodio accaduto proprio oggi. Come avrà saputo, a Reggio Emilia sta accadendo di tutto: le bandiere arcobaleno si alzano dappertutto, i sodomiti, tronfi, dicono che finalmente tira un’aria nuova, che “la Chiesa finalmente è in uscita”. Insomma, reverendo, il vento ha davvero un soffio di “laetitia”, di “Amoris Laetitia” per essere più precisi.

Lei, don Camillo, forse è rimasto un po’ indietro: i compagni che lei combatteva a suon di grinta, ora si sono evoluti. Anzi, potrei persino dirle che quei gloriosi compagni non esistono più. Non se ne abbia a male se li chiamo “gloriosi”, lo dico solo perché, almeno, loro, avevano una precisa identità ed una precisa posizione. Le donzelle che invece ora albergano fra vicariati, sacri palazzi, e che hanno i poster di don Chichì in cappella privata, sono molto più fumosi. Sono, caro don Camillo, il classico esempio di tiepidezza che lei, a muso duro, ha sempre preso a randellate. Ricordo la sua processione con il Crocifisso: era solo, abbandonato da tutti, ma aveva Cristo. Chi ora occupa i ruoli della Chiesa, invece, ha tanta compagnia ma è senza Cristo, cioè è senza Fede.

mercoledì 16 maggio 2018

Firenze irriconoscibile: Il prete si arrende alla violenza chiesa ostaggio dei maghrebini

Quo usque tandem, fino a quando?

Rissa davanti a Sant'Ambrogio, don Guarnieri ai politici: "Sono dieci anni buttati, questi criminali occupano tutto"
Ci sono lo spaccio, la rivalità tra bande, i bivacchi, le risse dove le bottiglie di vetro diventano armi affilate.
Come è successo giovedì sera, poco dopo l'ora di cena, nel centralissimo quartiere Sant'Ambrogio di Firenze, quando c'è voluto l'intervento di tre volanti per ripristinare la legalità e liberare il rione da un gruppo di nordafricani irregolari che si malmenavano sotto gli occhi terrorizzati di cittadini e turisti.

In uno dei video registrati dai passanti e pubblicato dal Corriere Fiorentino, si vedono gli stranieri affrontarsi sul sagrato della chiesa con calci, pugni e bottigliate in testa. Di quella serata infernale restano oggi quattro arresti - due marocchini, un tunisino e un senegalese, tutti irregolari - e due poliziotti rimasti lievemente contusi durante il fermo. Ma resta soprattutto, e le tracce di sangue sulle scale della parrocchia ne sono il simbolo, un quartiere esasperato dal degrado. E un parroco, don Carlo Guarnieri, stremato da anni di battaglie per tentare inutilmente di ripristinare il decoro almeno di fuori dalla chiesa.

Avrò cura di te. Custodire la vita per costruire il futuro - Padre Serafino Lanzetta

Come si è ridotto a vivere e a morire l’uomo del nostro tempo? Non ha più diritto a nascere e non ha più nemmeno la libertà di vivere?
La menzogna e l'autodeterminazione sono diventati i pilastri di questa civiltà che, chiudendosi a Dio e alle verità prime, si incammina sulla via dell'autodistruzione. Abbandonato Dio, l’uomo è in balia del grande Tentatore, che si contorna di depravazione, corruzione e dissolutezza, lasciando e annientando le sue vittime nel caos e nella disperazione. Dove «si andrà se continua a predominare il soddisfacimento di sé, la ricerca di sé e del proprio appagamento, checché ne deriva agli altri e soprattutto ai più indifesi come i bambini?», una cultura simile genera una «guerra tra il soddisfacimento senza futuro e la voglia di vivere per soddisfarmi ancora. Una divisione interna alla persona è alla radice d’ogni altra oppressione» (pp. 21-22), parole forti, audaci, e sapienti che incontriamo scorrendo l'opera di Padre Serafino Lanzetta in onore del valore della vita, dal titolo Avrò cura di te. Custodire la vita per costruire il futuro

La deriva è l'aver cacciato Dio dalla nostra società. Chiudersi a Dio comporta chiudersi alle verità prime della vita ai suoi beni fondanti. La vita senza i beni che la fondano non c'è, è un'apparenza, un arbitrio. Oggi l'Europa, il mondo, vive in questo arbitrio. Quale diritto sarà veramente garantito all'uomo quando viene calpestato quello primissimo di esserci in questo mondo?  In nome di cosa siamo persone libere?
La vita non è un diritto, è un dono perché la vita non è un diritto è un dono. Un figlio 'fabbricato' perché il genitore lo voleva a tutti i costi, in un clima vitale di questo tipo come si misurerà con la libertà , cosa sarà per lui scegliere nella libertà, avrà un concetto di gratuità di dono? Se questa verità si allarga, il primato della libertà finisce con l'essere calpestato dal primato dell'autodeterminazione. A questo dobbiamo ribellarci con la santa battaglia che ci sottrae dalla condizione di squallore in cui siamo precipitati.

martedì 15 maggio 2018

Colpo di scena a Reggio Emilia: il vescovo partecipa alla veglia anti-omofobia!

L'omosessualismo all'interno della Chiesa.

Dopo le fomentate polemiche sulla “veglia anti-omofobia” [qui - qui] prevista per il 20 maggio nella parrocchia di Regina Pacis, il vescovo Massimo Camisasca - non attraverso la Diocesi o l’uffficio stampa diocesano, ma attraverso il sito di GayNews (Dopo Beschi a Bergamo e Lorefice a Palermo colpo di scena a Reggio Emilia: il vescovo Camisasca presiederà la veglia anti-omofobia), evidentemente nuovo canale informativo del Monsignore - ha annunciato che sarà lui stesso a presiedere la veglia omoeretica.
Reggio-Emilia si rivela la Diocesi più Gay-Friendly d’Italia, uno scandalo appoggiato dal Pastore Maximo che, peraltro, si adegua alla locandina arcobaleno già modificata per il grande evento (qui).
Il Gruppo di preghiera 20 maggio grida “VERGOGNA!” e invita tutti i fedeli, ora più che mai, a partecipare alla Veglia di riparazione sotto al Vescovado, domenica 20 maggio alle ore 21:00.

Mons. Georg Gänswein: presentazione del volume di Joseph Ratzinger/Benedetto XVI «Liberare la libertà. Fede e politica nel terzo millennio”

Intervento di S.E. Mons. Georg Gänswein, Prefetto della Casa Pontificia e Segretario Personale del Papa emerito Benedetto XVI, alla presentazione del volume di Joseph Ratzinger/Benedetto XVI «Liberare la libertà. Fede e politica nel terzo millennio” (Edizioni Cantagalli, 2018).
[qui l'intervento di Mons. Crepaldi]
Con un testo inedito del Papa Emerito
Prefazione di Sua Santità Papa Francesco
A cura di Pierluca Azzaro e Carlos Granados

(Roma, Senato della Repubblica, Sala Zuccari, 11 maggio 2018)
Prima di diventare Papa Benedetto XVI,Joseph Ratzinger crebbe tedesco, forse ancor di più bavarese. E tuttavia, per origini familiari, da bambino il suo sguardo sempre si volse al Salisburghese, all’Austria, avendo davanti agli occhi la cultura dell’antica Casa d’Asburgo, forse pensando anche a sua nonna originaria del Sudtirolo, oggi Italia. Gli attraversamenti di frontiera caratterizzano la sua vita, sempre sullo sfondo dell’orizzonte infinito della cattolicità. Dunque, sin dalla sua fanciullezza, la sua patria politica fu rappresentata non da frontiere, ma dall’Occidente nella sua interezza, e perfino nei giorni in cui la furia scatenata del totalitarismo tentò di precipitare il nostro continente nell’abisso.

Così non c’è da meravigliarsi che ben presto l’Europa divenne la passione politica del giovane studioso. E perciò nemmeno sorprende che il giovane Joseph Ratzinger fu affascinato da Konrad Adenauer e dalla politica risoluta con la quale il primo cancelliere della Germania del dopoguerra – contro tutte le lusinghe e le promesse dell’Unione Sovietica e dopo la «cesura di civiltà» della Germania sotto i nazionalsocialisti – impose nuovamente l’ancoraggio della nuova Repubblica Federale al sistema di valori liberale, proprio della storia giudaico-cristiana e dell’Occidente latino-occidentale.

Il Vescovo di Ratisbona Rudolf Voderholzer: “ciò che tocca la fede non può essere soggetto a votazione”

Edward Pentin sul National Catholic Register. riporta la posizione assunta dal Vescovo di Ratisbona. Nei link inseriti potete trovare tutti i riferimenti ai precedenti.

Il vescovo Rudolf Voderholzer di Ratisbona ha sottolineato che il dibattito sulla intercomunione [«ospitalità eucaristica»] in Germania è una questione di dottrina che richiede l’unanimità della Chiesa universale se deve andare avanti.

Nei suoi primi commenti pubblici dopo l’incontro a Roma per discutere la proposta dei vescovi tedeschi di consentire la Santa Comunione per i coniugi protestanti in alcuni casi, il vescovo ha detto ai fedeli a Ratisbona il 9 maggio che raggiungere l’unanimità sulla questione “non sarà facile da realizzare” perché “la comunione ecclesiale trascende i confini della Chiesa in Germania”.

Tre quarti dei vescovi tedeschi hanno votato a febbraio a favore della bozza di proposta [qui], che vogliono offrire come “dispensa pastorale”, ma sette vescovi tedeschi, tra cui il vescovo Voderholzer e il cardinale Rainer Woelki di Colonia [qui], si sono opposti, sostenendo principalmente che essa tocca “la fede e l’unità della Chiesa” e quindi non dovrebbe essere “soggetta a votazione“.

lunedì 14 maggio 2018

Bergamo. La Curia tifa Pride e stoppa la veglia di riparazione

A Bergamo una forte pressione della curia stoppa la preghiera di riparazione che si sarebbe dovuta tenere in chiesa dopo il primo Gay Pride orobico. Ripiegheranno con un Rosario, ma non c'è da stupirsi dato che la stessa diocesi ha collaborato con l'organizzazione dell'evento per non farlo coincidere con l'arrivo delle spoglie del Papa Buono. Invece di condannare l'evento, si è cercato di scendere a patti con i promotori. A farne le spese, come al solito i fedeli che volevano soltanto pregare per un evento pubblico che rimane scandaloso.
Anche a Bergamo, come a Reggio Emilia, una veglia di riparazione per il Gay Pride viene bersagliata di critiche. Ma non sono solo gli attacchi che provengono dal mondo arcobaleno, bensì dalle stesse gerarchie ecclesiastiche che in un modo quanto mai “sotterraneo” hanno costretto gli organizzatori a riparare la riparazione.
Infatti, per quella veglia di riparazione con adorazione eucaristica, prevista per il 21 maggio, dopo il primo carosello gaio nella storia della città orobica gli organizzatori avevamo opzionato la chiesa dei Frati cappuccini di Bergamo. E a questi, promotore il Circolo del Popolo della famiglia di Seriate, si erano aggiunte anche diverse sigle della realtà cattolica locale: il Movimento per la vita della val Cavallina, Intercomunione Bergamo/Brescia, i circoli de "La Croce" di Bergamo, il Movimento "Preghiera delle mamme” più molti altri fedeli in ordine sparso raggiunti con i canali social.

Papa Ratzinger, il manifesto pro-Matteo Salvini. Socci: uno schiaffo a Bergoglio e alla sinistra

Antonio Socci, nell'articolo che segue, pubblicato su Libero, sottolinea le convergenze tra il nuovo libro di Ratzinger e le istanze che hanno determinato il risveglio rappresentato dalla destra nei confronti dell’attuale Europa la cui tecnocrazia cerca di imporre un pensiero unico positivista che però provoca il suicidio della civiltà che l'ha forgiata.

Si può dire che, insieme alla Costituzione e al Vangelo, alla prossima manifestazione Salvini può sventolare il nuovo libro di Benedetto XVI, una grande riflessione politica.
Un paio di anni fa Matteo Salvini – a Pontida – elogiò la maglietta dove stava scritto “Il mio papa è Benedetto XVI”. Lo fece in implicita polemica con il migrazionismo di Bergoglio.
Salvini ricordò l’insegnamento di papa Ratzinger e Giovanni Paolo II secondo cui prima del diritto di emigrare, va riaffermato il diritto di non emigrare. E va difesa l’identità dei popoli.
Ma molto più vasta di questo particolare tema è la sovrapposizione fra le battaglie politiche della sua Lega e l’insegnamento di Benedetto XVI (e di Giovanni Paolo II).
Lo mostra clamorosamente l’ultimo libro appena uscito del papa emerito, “Liberare la libertà. Fede e politica nel terzo millennio” (Cantagalli).Va premesso che è un libro ricchissimo di riflessioni e spunti che immediatamente ci ricorda il fascino e la vastità del pensiero di Ratzinger.
Un pensiero che giganteggia se confrontato con la miseria e la superficialità conformista dello zoppicante eloquio bergogliano, il quale non va oltre i banali slogan “politically correct” graditi dai padroni del vapore.
In questa sede perciò non proverò nemmeno a riassumere le tante e meravigliose pagine di Benedetto XVI che spaziano da Kant a Solzenicyn, dal primato della coscienza a Sacharov, da Popper a Sartre, dalla meditazione sulla musica di Bach per la Passione di Cristo in relazione al “Venerdì Santo del XX secolo” alla concezione dello Stato dei primi cristiani, dal crocifisso di Grünewald (il celebre Altare di Isenheim) a Marx e Lenin.

Mons. Crepaldi in Senato: “Senza il riferimento al Creatore, l’ordine naturale si indebolisce e poco a poco viene perso di vista”

Liberare la libertà. Fede e politica nel terzo millennio (Cantagalli, Siena 2018, il nuovo volume di Joseph Ratzinger/Benedetto XVI, è stato presentato a Roma, venerdì 11 maggio, con inizio alle ore 18, presso la Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani. Dopo un indirizzo di saluto del Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, sono intervenuti: l’arcivescovo Georg Gänswein, prefetto della Casa Pontificia e segretario particolare del Papa emerito, il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani, l’arcivescovo di Trieste Giampaolo Crepaldi.
L’incontro è stato moderato dar Pierluca Azzaro, curatore del volume, che contiene una prefazione di Papa Francesco e un testo inedito del Papa emerito Benedetto XVI.
Pubblichiamo di seguito il testo integrale dell’intervento dell’Arcivescovo Giampaolo Crepaldi.
* * *

Nel libro che abbiamo l’onore di presentare oggi convergono tre Pontefici e questo lo rende veramente singolare e di grande interesse. Ci sono alcuni testi scelti del teologo Joseph Ratzinger, insieme ad alcuni suoi insegnamenti espressi durante il suo Pontificato. C’è la prefazione di Papa Francesco. E c’è anche un rinvio, implicito, a san Giovanni Paolo II. Infatti, il titolo “Liberare la libertà” del volume è ripreso dal paragrafo 86 della Veritatis splendor ed esprime il senso e gli intenti dell’intera enciclica sulla morale. Questa “convergenza” è, come dicevo, di grande interesse perché segna la continuità e nello stesso tempo la novità – la novità nella continuità, si potrebbe dire – degli insegnamenti della Chiesa sul tema dei rapporti tra la fede e la politica.

domenica 13 maggio 2018

19 maggio Marcia per la vita. Santa Messa - Raduno. 18 maggio Adorazione

Sabato 19 maggio si terrà a Roma l’VIII edizione della Marcia per la Vita. Ritrovo in Piazza della Repubblica (piazza Esedra) - ore 14:30. 
Il CNSP promuove, come avviene ormai da diversi anni, la celebrazione di una S. Messa, che sarà offerta da Mons. Marco Agostini, in suffragio di Mario Palmaro, alle h. 12 dello stesso 19 maggio presso la Basilica di S. Vitale, in via Nazionale, n. 194/b [mappa]; il servizio liturgico sarà a cura dell’ICRSS. Le offerte raccolte durante la S. Messa saranno devolute all’Associazione S. Giuseppe, che assiste la Famiglia Palmaro dopo la prematura scomparsa del grande e indimenticato scrittore. Dalla Basilica di S. Vitale si raggiunge poi in pochi minuti il punto di partenza della Marcia.
Alla vigilia della Marcia, venerdì 18 maggio, dalle h. 20 alle h. 21,30, si terrà l’ugualmente consueta Adorazione Eucaristica per la vita, che quest’anno avrà luogo nella chiesa di S. Maria in Campitelli, in piazza di Campitelli, 9 [mappa]. Tutti a Roma, dunque, in difesa della vita!
Ulteriori informazioni qui.

Guareschi, l’eretico della risata - Danilo Quinto

Corrado Gnerre, sposato e padre di cinque figli, filosofo e teologo, docente universitario, fondatore del sito web “Il Cammino dei Tre Sentieri”, autore di numerose pubblicazioni di carattere apologetico, ha dato alle stampe in questi giorni, per le edizioni Mipep-Docete, un libro prezioso, intitolato “Ridateci Don Camillo!”, con sottotitolo: “Giovannino Guareschi, filosofo, teologo… e profeta”.
“Prezioso”, per molte ragioni. Prima fra tutte, perché contribuisce a far comprendere la grandezza dello scrittore e dell’uomo Giovannino Guareschi. Il compianto arcivescovo emerito di Bologna, il cardinale Carlo Caffarra, definì Guareschi «il più grande scrittore cattolico italiano del secolo scorso». Mai giudizio fu più appropriato. Non solo perché Guareschi è tra gli scrittori italiani più tradotti e apprezzati al mondo, non solo perché scrive riuscendo a parlare alla ragione, ma anche al “cuore” dei suoi lettori – cosa molto rara - ma perché l’intera sua produzione letteraria è permeata dall’unico criterio che un cattolico deve usare per rendere non vana la sua vita: la proclamazione della Verità, che è ancoraggio all’ordine naturale, e quindi divino, delle cose. 

sabato 12 maggio 2018

Verso la 'normalizzazione'.... Quale?

Segnalazioni dei lettori:
Eccola la radio super massona con obiettivo la normalizzazione del popolo pecora secondo i dettami del New World Order. Compra un'intera pagina di giornale e viene mandata in onda dopo la pubblicità su una TV nazionale, per dire a tutti i "normali" che si devono accoppiare con gli immigrati che stanno importando.
Obiettivo la distruzione della razza e dell'identità di popolo!

Cliccare sulle immagini per ingrandire

Il potere dei segni

« In effetti quella che ora prende il nome di religione cristiana, esisteva già in antico
e non fu assente neppure all’origine del genere umano, finché venne Cristo nella carne.
Fu allora che la vera religione, che già esisteva, incominciò ad essere chiamata cristiana
. »
S. Agostino

by Canone occidentale
La forza prorompente del simbolo è quella di poter rimandare dal visibile all’invisibile, dal materiale allo spirituale. Tutto il mondo è “segno” del suo Creatore. In ogni fibra umana c’è traccia della Sua impronta. Talora sporcata e confusa, ma sempre un’impronta di Dio.
Ciò che il mondo sa, che sente istintivamente, forse senza neppure bisogno di doverselo spiegare, è che nel simbolo cristiano c’è una forza, un rimando talmente potente al mistero di Dio, che è davvero l’unico che possa dirsi efficace, in senso diretto o invertito. Per salire o per scendere.
Nella Messa tradizionale l’intero cosmo è presente e partecipe della salvezza che ci viene dal sacrificio di Cristo: il sole, il fuoco, l’acqua, l’olio, la cenere, l’oro, il pane, il vino, l’agnello, le stelle, i secoli, gli uomini e gli angeli… tutto è presente e salvato in Cristo.