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martedì 31 maggio 2022

31 maggio. Festa della Beata Vergine Maria Regina

La festa della Regalità di Maria Vergine nel calendario liturgico era prevista il 31 maggio, a conclusione del mese mariano per eccellenza. Fu istituita da Pio XII con la lettera Enciclica Ad caeli Reginam nel 1954. Oggi si celebra il 22 agosto; ma il nostro calendario liturgico ce la ricorda oggi. E così concludiamo il mese a Lei dedicato.

Festa della Beata Vergine Maria Regina
Introitus
Gaudeamus omnes in Domino, diem festum celebrantes sub honore beatae Mariae Virginis Reginae: de cuius solemnitate gaudent Angeli, et collaudant Filium Dei.
Ps 44:2- Effundit cor meum verbum bonum: dico ego carmen meum Regi. 
~~  Glória  ~~ 
Gaudeamus omnes in Domino, diem festum celebrantes sub honore beatae Mariae Virginis Reginae: de cuius solemnitate gaudent Angeli, et collaudant Filium Dei.
Introito
Rallegriamoci tutti nel Signore celebrando questo giorno di festa in onore della Beata Vergine Maria Regina! Della sua festa gioiscono gli angeli, e insieme lodano il Figlio di Dio. 
Ps 44:2- Vibra nel mio cuore un ispirato pensiero, mentre al Sovrano canto il mio poema. 
~~  Gloria  ~~ 
Rallegriamoci tutti nel Signore celebrando questo giorno di festa in onore della Beata Vergine Maria Regina! Della sua festa gioiscono gli angeli, e insieme lodano il Figlio di Dio.

Che cosa è la regalità.
Analizzando le note fondamentali della regalità, per dimostrare poi la loro presenza in Cristo, fin dall’inizio della sua vita terrena, Bossuet definì, con una magnifica frase, la sua essenziale grandezza: « La regalità – disse – consiste nella forza di fare il bene del popolo che si domina; il nome di re è come il nome di un padre comune, di un universale benefattore ».
Questa è la regalità che Cristo rivendicò davanti a Pilato. Per farne meglio capire e onorare il carattere. Pio XI, al termine dell’Anno Giubilare del 1925, istituì la Festa della Regalità universale e sociale di Cristo ed esortò i fedeli a sottomettere a Cristo Re le loro intelligenze e le loro volontà, a consacrargli le famiglie, la patria, e tutta la società per poter ricevere da Lui, con più abbondanza, quelle grazie di cui sempre più abbiamo bisogno.

Mons. Viganò. Intervista con l’Avvocato Reiner Füllmich “Corona Investigative Committee”

Qui l'indice dei precedenti interventi di Mons. Viganò e correlati.
Intervista
con l’Avvocato Reiner Füllmich

“Corona Investigative Committee”
Prima parte – 27 Maggio 2022 

ECCELLENZA, tante persone La conoscono e La apprezzano molto per essere stato una persona sincera in un ambiente spesso insincero, anche durante il Suo servizio in Vaticano. Ella ha servito come alto diplomatico, in particolare come Nunzio Apostolico, negli Stati Uniti, rappresentando il Papa presso le chiese locali. È nostro grande onore e piacere parlare con Lei oggi. Ma prima di passare alla sostanza e chiederLe della Sua valutazione della situazione politica mondiale, soprattutto per quanto riguarda la cosiddetta crisi del Corona, vorrebbe riassumere la Sua storia personale in modo che i telespettatori che ancora non La conoscono possano sapere chi è?

Anzitutto vorrei esprimere a Lei, avvocato Reiner Füllmich, e a tutti i Suoi collaboratori e colleghi il mio più cordiale saluto e il mio apprezzamento per aver dato vita alla Commissione Corona. La ricerca della verità sulla gestione dell’emergenza Covid-19 e sulla sperimentazione di massa contribuisce a raccogliere prove per processare e punire i responsabili. Questo costituisce un importante contributo in vista della creazione di un’Alleanza Antiglobalista, perché gli autori della farsa pandemia sono gli stessi che oggi vorrebbero spingere il mondo verso una guerra totale e la crisi energetica permanente.

Le miracolosissime Litanie Domenicane

Anche noi possiamo dire: "I tempi che corrono non sono per la Chiesa da meno di quei del 1300". E dunque facciamo tesoro delle armi spirituali di cui la nostra Chiesa è miniera inesauribile. Sta a noi, con l'aiuto della Grazia, disseppellirle e farne buon uso anche oggi.

Le Litanie Domenicane (ben diverse dalle ordinarie) furono in uso fin da’ primordi dell’Ordine e sembrano composte da quei primi ferventi Apostoli che illustrarono il suo primo nascere ed il suo primo apparire nella Chiesa e però sperimentate efficacissime ad ottenere per la protezione di Maria i pronti soccorsi dalla divina Misericordia alla presenza di gravi tribolazioni dell'Ordine o della Fede. È memorabile nella Storia del 1300 l’accanita vessazione mossa a’ primi due Ordini Mendicanti, quello de’ Predicatori e quello de’ Minori da un certo Guglielmo di S. Amore Dottore e Canonico, che dettava a Parigi. Fiorivano allora nella Sorbona i due grandi luminari della Chiesa S. Tommaso e S. Bonaventura che colla fama di eminente dottrina e santità di vita traevano a sé numeroso stuolo di discepoli. E forse Guglielmo più da invidia che da mancanza di lumi si mosse a combattere questi due Ordini prendendo di mira le basi fondamentali della loro professione: la mendicità, la pubblica Salmodia, la predicazione e l’insegnamento. Dettò un libro col titolo De periculis novissimorum temporum nel quale abusando della S. Scrittura e dell’autorità de’ Padri pretendeva mostrare che la professione di Mendicanti non andava disgiunta dall’eterna dannazione. Né è da negarsi che per quanto questo libro fosse pieno di errori e di eresie non facesse breccia nell’animo di molti e di molte e gravi angustie arrecasse ai due mentovati Ordini. Sedeva allora sulla Cattedra Apostolica il Pontefice Innocenzo IV. In sì fatte angustie i Frati Predicatori ebbero speciale ricorso alla Madre di Dio. Il B. Umberto che allora reggeva l’Ordine ordinò che in tutti i Conventi e monasteri si recitassero dopo il mattutino i sette Salmi Penitenziali e le litanie della B. Vergine, aggiuntavi l’Orazione al Patriarca S. Domenico, come a quello che sotto la tutela di Maria istituì ed assicurò il suo Ordine. E fu in questa circostanza che un Santo religioso nel fervore di sua fiducia vide la Madre di Dio che insisteva presso il suo diletto Figlio dicendo: Fili exaudi eos! Fili exaudi eos! Furono di fatto esauditi.

Sul significato di Occidente Anglosfera, Russia, Cristianità

Pubblichiamo, contestualmente all'Osservatorio Card. Van Thuân l'intervento di don Samuele Cecotti che rappresenta una interessante riflessione circa l’impegno socio-politico-culturale dei cattolici oggi.

Sul significato di Occidente
Anglosfera, Russia, Cristianità

Di don Samuele Cecotti

Con la Nota del 20 aprile scorso [qui], il nostro Osservatorio ha inteso portare il proprio contributo di chiarificazione attorno al significato di Occidente e, facendo ciò, delineare il quadro culturale per pensare la crisi attuale e una pace stabile e cristiana in Europa.

Secondo la migliore tradizione classico-scolastica si è proceduto, adottando l’explicatio terminorum come premessa ad ogni argomentazione, a denunciare le equivocità e a porre il discorso sulle solide basi di una comprensione definita di ciò che si dice Occidente.

Dalla Nota si può tuttavia, anzi si deve, ricavare anche lo spunto per una riflessione circa l’impegno socio-politico-culturale dei cattolici oggi.

lunedì 30 maggio 2022

La bellezza del cristianesimo, nella Comunione dei Santi

29 maggio: Domenico Zamberletti.
Quando avete bisogno di qualche grazia chiedetela a me 

Un ragazzino di 14 anni che non ha potuto coronare il suo sogno di essere sacerdote sulla terra, promise: “quando avrete bisogno di qualche grazia chiedetela a me, ma chiamatemi, chiamatemi…”. E davvero il flusso di grazie non è mai cessato. Alla mamma raccomandò: “Mamma, quando non ci sarò più, va a trovare i bambini che soffrono negli ospedali, va a nome mio. Hanno tanto bisogno di conforto”.

Nasce nel 1936, nella famiglia dei gestori dell’albergo, localizzato a pochi passi dal celebre santuario che domina il Sacro Monte di Varese. Ultimo di tre fratelli di una famiglia agiata e ricca di sentimenti umani e cristiani che seppe trasmettere ai figli, specie al più piccolo Domenico, il quale già in tenera età era pieno di bontà per i poveri, al punto di disporre che in cucina si preparasse un piatto in più per il “Cristo affamato”, infatti tutti i giorni si presentava qualche povero all’albergo, bisognoso di cibo.

Pur cresciuto tra pentole e fornelli, gattonando tra i tavoli e familiarizzando con i clienti, è chiaro fin da subito che quello dell’albergatore non sarà comunque il suo destino. All’attività di famiglia preferisce di gran lunga il vicino santuario, di cui già a sei anni diventa il chierichetto più affezionato e solerte e, a nove anni appena, addirittura organista-titolare.

P. Scalese: 'È ora di tornare in Afghanistan'

Precedenti qui - qui.
Per il responsabile della Missio sui iuris afghana, "il mondo sta dimenticando il Paese, che è in condizioni disperate". Mentre i gesuiti puntano a riavviare le loro attività, l'unica chiesa - che si trova nella capitale - non è stata toccata. La cooperazione italiana lavora dal Pakistan, "ma bisognerebbe riaprire a Kabul".
Milano (AsiaNews) - A dieci mesi dal ritorno dei talebani a Kabul, "il mondo si sta dimenticando dell’Afghanistan". È il grido d’allarme consegnato ad AsiaNews da p. Giovanni Scalese, responsabile della Missio sui iuris nel Paese, fuggito lo scorso agosto con gli ultimi cattolici rimasti e che oggi rilancia l’opportunità di «trovare i modi per ripristinare la presenza internazionale, a cominciare da quella della cooperazione italiana».

Il missionario 66enne, referente della minuscola Chiesa afghana dal 2014, appartiene alla congregazione dei Barnabiti, a cui fu affidata nel 1933 la custodia dell’unico luogo di culto cattolico, che sorge all’interno dell’ambasciata italiana.

I guai della democrazia moderna. Un elenco

Oggi si è giunti a pensare che la democrazia sia un bene assoluto, un meta-valore verso cui tende la storia. Tutte le nostre insufficienze nel presente deriverebbero da un deficit di democrazia. Da qui un  processo di democratizzazione (vedi partiti progressisti)  e “sinodalità” (vedi chiesa attuale) inesauribile e senza termine storico (valore escatologico). Giovanni Paolo II, nel tentativo di evitare il divorzio definitivo tra chiesa e modernità, fece una distinzione tra una democrazia come base filosofica (da rigettare) e una democrazia come mero meccanismo di rappresentanza del potere (neutro, al pari di monarchia, o oligarchia etc.). Una democrazia esercitata da un popolo maturo, evangelizzato, e robusto nelle virtù naturali e soprannaturali di per sé non costituisce un problema. Ecco perché puntava tutte le sue carte sulla evangelizzazione dei popoli. Ma, a prescindere dalla ineludibile complessità del discorso, all'atto pratico l'evangelizzazione è rimasta pura teoria per effetto della rinuncia a un malinteso senso di proselitismo di conio conciliare.

I guai della democrazia moderna. Un elenco

La democrazia moderna, vale a dire fondata sulle categorie filosofiche proprie della modernità, viene espressa in modo assolutamente efficace da questa frase di Thomas Hobbes, che ne è il più lucido fondatore: “Nella democrazia i singoli pattuiscono tra di loro di obbedire al popolo, il popolo stesso non è obbligato verso nessuno” (De cive, VIII, 1). In questa frase c’è già tutto.

Vediamo allora in estrema sintesi i caratteri della democrazia secondo i criteri moderni.

Artificialità. La democrazia nasce da un patto, non ha nessuna base né naturale né tantomeno soprannaturale. È un artificio. Lo stesso criterio della maggioranza è prodottO artificialmente e non si dà in nessuno stato di natura.

domenica 29 maggio 2022

Domenica dopo l'Ascensione - Glorificazione della Santa umanità di Cristo

"La domenica dopo l'Ascensione, a Roma, nel medio Evo, era chiamata Domenica delle rose, perché vigeva l'uso, in quel giorno, di spargere rose sul pavimento delle Basiliche, quale omaggio a Cristo che si era innalzato al cielo nella stagione dei fiori. Si godeva allora in tutte le armonie del creato. La festa dell'Ascensione, già così ridente e piena di giubilo, quando si considera sotto il suo principale aspetto, ossia il trionfo del Redentore, veniva ad abbellire le giornate radiose della primavera... Imitiamo questo esempio; offriamo, a nostra volta, la rosa a colui che l'ha creata per abbellirci questo soggiorno, e impariamo a servirci della sua bellezza e del suo profumo per elevarci fino a Lui, che ci dice nella divina cantica: " Io sono un narciso del piano, un giglio delle valli" (Ct 2,1)."

Domenica dopo l'Ascensione
Glorificazione della Santa umanità di Cristo

Gesù è salito al cielo. La sua divinità non ne era stata mai assente, ma oggi è l'umanità sua che vi viene intronizzata, e coronata di un diadema di splendore; ecco un altro aspetto del mistero dell'Ascensione.
A questa santa umanità il trionfo non bastava; il riposo le era preparato sul trono stesso del Verbo eterno, al quale è unita in una medesima personalità, ed è là che deve ricevere l'adorazione di ogni creatura. Nel nome di Gesù, Figlio dell'uomo e Figlio di Dio; di Gesù, assiso alla destra del Padre onnipotente, "ogni ginocchio si piegherà in cielo e sulla terra e negli inferni" (Fil 2,10).
Abitanti della terra, lassù sta quella natura umana che un tempo ci apparve nell'umiltà delle fasce; che percorse la Giudea e la Galilea, senza avere dove riposare la testa; che, da mani sacrileghe, fu stretta in catene, flagellata, coronata di spine, inchiodata sulla croce. Ma mentre gli uomini, che l'avevano disconosciuta, la calpestavano come un verme della terra, essa, con una completa sottomissione, accettava il calice di dolore e si univa alla volontà del Padre; divenuta vittima, acconsentiva a risarcire la gloria divina, dando tutto il suo sangue per il riscatto dei peccatori. Questa natura umana, generata da Adamo per mezzo di Maria Immacolata, è il capolavoro della potenza di Dio. Gesù, "il più bello dei figli degli uomini" (Sal 44,3), è l'oggetto dell'ammirazione degli Angeli; sopra di Lui si è posata la compiacenza della Santissima Trinità; i doni della grazia posti in Lui sorpassano ciò che è stato accordato a tutti gli uomini ed a tutti gli Spiriti celesti uniti insieme; ma Dio l'aveva destinato alla via della prova, e Gesù, che avrebbe potuto riscattare l'uomo con minore sacrificio, si è immerso volontariamente in un mare di umiliazioni e di dolore per pagare sovrabbondantemente il debito dei suoi fratelli. Quale ne sarà la ricompensa? L'Apostolo ce lo dice: "Si è fatto ubbidiente fino alla morte, e sino alla morte di croce. E perciò Dio lo ha esaltato e gli ha dato il nome, che è al di sopra di ogni altro nome" (Fil 2).

Lefebvre aveva ragione? L'ordinazione "disobbediente" di Alcuin Reid.

Interessante esame su OnePeterFive del caso di dom Alcuin Reid che recentemente abbiamo riportato qui. Si tratta di una questione di grave importanza, poiché vediamo la vita religiosa tradizionale - la linfa vitale della vita spirituale della Chiesa - continuamente minacciata sotto questo pontificato. Precedenti articoli su Reid qui - qui. Vedi l'indice degli interventi su Traditionis custodes e Responsa.

Dom A. Reid col Card. Burke nel 2014
Dom Alcuin Reid  da anni uno stimato studioso di liturgia nella Chiesa (il cardinale Ratzinger ha scritto l'introduzione alla sua opera fondamentale pubblicata da Ignatius Press). È il priore fondatore del Monastère Saint-Benoît nella diocesi di Fréjus-Toulon, in Francia, e ha pubblicato numerose opere accademiche sulla sacra liturgia. Ieri ha fatto un'importante apparizione nella prima del documentario Mass of the Ages, Episode II: A Perfect Storm [qui], che racconta la creazione del Novus Ordo Missae dopo il Concilio Vaticano II.

Dopo l'uscita della Traditionis Custodes, il Catholic World Report ha pubblicato il suo saggio "Does Traditionis Custodes pass Liturgical History 101?" [vedi] in cui affermava, seguendo Ratzinger:

sabato 28 maggio 2022

Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie

Indice degli articoli sulla realtà distopica.
Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie. La metafora di Ungaretti – il poeta sulle trincee del Carso che sperimentava la morte ogni momento – si attaglia alla nostra condizione di paura, indifferenza, confusione. Guerra, epidemia, cultura della cancellazione, una relazione con la fine e il male dalla quale è stata sradicata la speranza della trascendenza. Viviamo in un campo minato in cui prevale la freudiana todestrieb, la pulsione di morte e distruzione, espressa attraverso comportamenti come l’aggressività, la coazione a ripetere e l’autodistruzione. Per restare alle citazioni ungarettiane, sorprende che circoli una diffusa allegria di naufraghi che corrono verso l’abisso cantando.

Bisogna tentare di invertire la rotta, seguendo il poeta: “e subito riprende il viaggio/ come / dopo il naufragio/ un superstite/ lupo di mare.”
Non sappiamo se possediamo le virtù dei lupi di mare, ma ci sentiamo superstiti di un naufragio gigantesco. Abbiamo l’impressione che dall’orizzonte svanisca la vita. L’Occidente degli ultimi uomini di Zarathustra, che strizzano l’occhio e credono di avere inventato la felicità, corre verso la fine destituendo ogni principio su cui si è retta la sua civiltà per millenni. Sul trono dei nuovi diritti – assoluti, inderogabili, irrevocabili – l’aborto libero, l’eutanasia, i desideri, la fluidità dei sessi e delle preferenze, la negazione dell’ordine naturale. Natura nemica, derubricata ad ambiente o a biologia perché antecedente all’Homo Deus creatore di se stesso.

Dico la mia sulla “carriera alias” (che fino a ieri non sapevo neanche cosa fosse).

Sono tanti gli elementi che ci sfuggono nei cambiamenti epocali a raffica in una realtà complessa. Indice degli articoli sulla realtà distopica e correlati.

Ricevo sul telefonino la pagina di oggi di un quotidiano locale, tutta dedicata al “problema” della cosiddetta “carriera alias1 che, a quanto apprendo, qualche istituto scolastico della mia regione ha introdotto e altri stanno ipotizzando di introdurre. Con questa improbabile denominazione (vabbé, ormai i nomi alle cose vengono dati sempre più ad mentulam canis), ho inteso che si indichi la possibilità che uno studente o una studentessa a scuola siano registrati non con il nome (e il sesso) anagrafico, ma con un altro di loro scelta.

Nella pagina del giornale che ho letto, sono riportati i pareri di quattro brave presidi della nostra cittadina: una è apertamente favorevole, due cercano di dire il meno possibile, solo una avanza delle riserve. Tutte cercano di essere molto prudenti, e le capisco perché, non essendo ormai più tutelata nel nostro paese la libera manifestazione del pensiero (con tanti saluti all’art. 21 della defunta costituzione repubblicana), bisogna stare attenti a come si parla, soprattutto se si riveste un ruolo pubblico, e possibilmente non parlare affatto.

venerdì 27 maggio 2022

Comincia oggi la Novena in preparazione alla Pentecoste

Comincia oggi la Novena in preparazione alla Pentecoste imposta a tutta la Chiesa da S.S. Leone XIII. Qui i testi per celebrarla
“Avendo Noi, due anni or sono, col breve Provida matris raccomandato ai cattolici per la solennità di Pentecoste alcune particolari preghiere per implorare il compimento della cristiana unità, Ci piace sulla stessa cosa adesso aggiungere qualche cosa di più. Decretiamo dunque e comandiamo che in tutto il mondo cattolico quest’anno e sempre in avvenire si premetta alla Pentecoste la novena in tutte le chiese parrocchiali e anche in altri templi e oratori, a giudizio degli ordinari. Concediamo l’indulgenza di sette anni e sette quarantene per ogni giorno a quelli che assisteranno alla novena e pregheranno secondo la Nostra intenzione, l’indulgenza plenaria poi o in un giorno della novena, o nella festa di Pentecoste o anche fra l’ottava, purché confessati e comunicati preghino secondo la Nostra intenzione. Vogliamo parimenti che di tali benefìci godano anche quelli che, legittimamente impediti, non possono assistere alle dette pubbliche preghiere, anche in quei luoghi nei quali queste a giudizio dell’ordinario non possano farsi comodamente nel tempio, purché in privato facciano la novena e adempiano alle altre opere e condizioni prescritte. E Ci piace aggiungere dal tesoro della chiesa che possano lucrare di nuovo l’una e l’altra indulgenza tutti coloro che in pubblico o in privato rinnovano secondo la propria devozione alcune preghiere allo Spirito Santo ogni giorno durante l’ottava di Pentecoste sino alla festa della santissima Trinità inclusa, purché soddisfino alle altre condizioni sopra ingiunte. Tutte queste indulgenze sono applicabili anche alle anime sante del purgatorio” (Leone XIII, Divinum illud munus, 9 maggio 1897)

Veni Creator

L’idea inquietante di Davos: “ricalibrare” la libertà di pensiero

Se ne accorgono adesso... Dal sito di Nicola Porro. L’intervento choc al World Economic Forum di Davos: un inno alla censura. Indice degli articoli sulla realtà distopica e correlati.

Ha preso il via a Davos, cittadina Svizzera e sede del più grande incontro mondiale riguardante l’economia, dopo anni di stop a causa della pandemia, il World Economic Forum, l’evento più celebre che raduna i politici e gli imprenditori più influenti per discutere su temi economici e di società.

Se da una parte l’evento di Davos è riconosciuto per il suo immenso prestigio, non si può certo affermare che questa edizione sia iniziata con il miglior auspicio: il Commissario per le e-Safety australiano, Julie Inman Grant, si è fatta portavoce, infatti, di un vero inno alla censura e alla rivisitazione dei diritti umani.

1,2 milioni di bambini via da scuola negli Usa. «Genitori stanchi del woke»

Finalmente alcuni segnali si sane reazioni alla degenerazione imperante. Una contro-tendenza di buon auspicio che si spera possa diffondersi anche da noi. Indice articoli sulla realtà distopica e correlati.

1,2 milioni di bambini via da scuola negli Usa.
«Genitori stanchi del woke»

«La libertà nella scuola è possibile solo se la scuola è indipendente dal controllo dello Stato». Probabilmente queste parole non piacerebbero, oggi, a tanti esponenti del pensiero liberal e progressista; ed è un peccato, perché si tratta di osservazioni non già di qualche intollerante in odore di fascismo, bensì di Antonio Gramsci, uno dei padri nobili del comunismo in Italia. Un autore che, quasi certamente, negli Stati Uniti leggono poco, anche se la sua riflessione circa l’importanza d’una «scuola indipendente dal controllo dello Stato», nei fatti, viene presa particolarmente sul serio. Prova ne sia un fenomeno di cui poco si parla, ma di proporzioni notevoli: i bambini che non vanno più a scuola o, meglio, che i genitori non mandano più alla scuola statale, preferendo altre opzioni formative. Di quanti alunni e studenti stiamo parlando? Di parecchi: oltre 1,2 milioni. 1.268.000 è, per l’esattezza, la stima elaborata dai alcuni ricercatori sul sito web ReturntoLearnTracker.net e recentemente ripresa anche dal New York Times. Ufficialmente, si tratta dei giovani che hanno lasciato le scuole pubbliche dall’inizio della pandemia nel 2020, con le iscrizioni in calo del 2,5% nell’autunno di quell’anno e mai più risollevatosi.

La virata woke di Macron passa per il ministero dell’Educazione

La Francia di Macron non da meno del Draghistan, una volta fallita la campagna di Zemmour [vedi]. Come tutti i tecnocrati al potere oggi, Macron ha chiesto di delegare all'OMS tutta la sovranità e il potere decisionale in materia sanitaria. La governance globale è in atto. E comincerà con la salute per poi continuare con la difesa, la giustizia, etc. Per il resto, cultura e identità nazionali a ramengo, come evidenzia ancora una volta l'articolo ripreso di seguito. Una deriva di non poco conto, una tendenza che, purtroppo, riguarda anche noi, costretti a subìre, umanamente impotenti, almeno finora. Indice articoli sulla realtà distopica e correlati.

Parigi. Venerdì scorso, il segretario generale dell’Eliseo, Alexis Kohler, si è presentato sulla scalinata del palazzo presidenziale per leggere la lista dei ministri scelti dal capo dello Stato francese, Emmanuel Macron, per il nuovo governo guidato da Élisabeth Borne. Un governo all’insegna della continuità, tra conferme, fedelissimi e pochissime novità rilevanti. Tranne una: la nomina dello storico di origini senegalesi e direttore del Musée de l’Histoire de l’immigration di Parigi Pap Ndiaye, adepto dell’ideologia woke, all’Éducation nationale, ossia al ministero dell’Istruzione francese.

«Un insulto alla memoria di Samuel Paty»
«Un ministro dell’Istruzione che odia la Francia, la République e la laicità. Che nei suoi scritti sostiene che in Francia ci sia un razzismo strutturale», ha commentato indignata la scrittrice e militante laica Fatiha Agag-Boudjahlat, non certo una pericolosa reazionaria, definendo la nomina di Ndiaye «un insulto alla memoria di Samuel Paty», il professore di storia e geografia decapitato per aver insegnato ai suoi alunni l’amore per la laïcité [qui - qui] . «È folle mettere un intellettuale che odia a tal punto la République al vertice di un ministero di vitale importanza come l’Istruzione, quello a cui è affidata la formazione del cittadino e la trasmissione dei valori repubblicani», ha aggiunto Agag-Boudjahlat.

Il chiodo fisso progressista. Un forte articolo dell'Arcivescovo Aguer

Nella nostra traduzione da Rorate Caeli un recente articolo dell'arcivescovo Aguer. Da osservare la tendenza dei cosiddetti conservatori del concilio di attribuire l'entità e la gravità della crisi attuale al cosiddetto spirito del concilio e non alle distorsioni disseminate nei suoi documenti. Interessante prendere atto del contenuto per la considerazione che merita nella sua articolazione, così com'è interessante confrontarlo con questo scritto di mons. Gherardini. Trovate altri rimandi a precedenti trattazioni dei vari temi evidenziati nel testo dai link disseminati in corrispondenza dei principali punti specifici.

Cos'è il progressismo? Mi riferisco al progressismo ecclesiastico, che, come il progressismo laico, guarda al futuro come se il mondo e la Chiesa fossero in movimento, sempre in evoluzione verso il meglio.

Potremmo considerare l'evoluzionismo come una sorta di eponimo del progressismo religioso. Ciò costituisce un sistema di idee e atteggiamenti “avanzati”, che si distacca orgogliosamente da ogni adesione alla Tradizione. Il cosiddetto modernismo del primo Novecento è stato descritto e condannato da San Pio X nell'Enciclica Pascendi dominici gregis e nel Decreto Lamentabili sane exitu. Riunì una filosofia kantiana (razionalista), che ripudiava il pensiero aristotelico-tomista; gli studi “positivi” della Sacra Scrittura di origine protestante-liberale; e il desiderio di equiparare la cultura cristiana a quella che regnava in un'Europa plasmata dalle rivoluzioni del XIX secolo, che aveva le sue radici nella Rivoluzione francese del 1789 e nel suo Illuminismo. I modernisti soffrivano di una sorta di disagio, come se fossero estranei o fossero stati esclusi da ciò che proponeva l'età moderna. Inoltre, nel modernismo regnava la confusione tra la dottrina, i suoi contenuti e le modalità di espressione. In questo senso, il progressismo postconciliare lo supera di gran lunga.

giovedì 26 maggio 2022

Un risultato inaspettato del Sinodo sulla sinodalità. Un divario generazionale che segna la tendenza al ritorno alla Tradizione

Le buone notizie sul sinodo mondiale in preparazione nelle diocesi, il sinodo sulla sinodalità, non sono certo numerose. Non è quindi privo di interesse notare questo risultato riportato nella diocesi di Vannes dal sito Riposte catholique, ripreso e commentato dalla FSSPX. Indice degli articoli precedenti sul sinodo e indice di quelli sul massacro della Liturgia, fulcro delle reazioni in controtendenza.

La diocesi di Vannes, nel dipartimento del Morbihan, in Bretagna, ha pubblicato il suo rapporto dopo la chiusura della fase diocesana del Sinodo dei Vescovi. Precisa che c'è un divario generazionale: i giovani vogliono una liturgia migliore e più chiarezza dottrinale; c'è poi una generazione andata persa: le persone tra i 40 ei 60 anni non hanno partecipato a questa fase.

Il rapporto rileva quindi "la forte esistenza di un divario generazionale nella nostra diocesi. Abbiamo individuato un ostacolo nelle risposte alle sintesi preparatorie: le aspettative delle diverse generazioni non sono le stesse".

Ascensione di nostro Signore - "Viri Galilaei"

«Viri Galilæi,
quid admirámini aspiciéntes in cælum?
Quemádmodum vidístis eum
ascendéntem in cælum,
ita véniet, alléluia.
(Act 1,11)
Omnes gentes, pláudite mánibus:
iubiláte Deo in voce exsultatiónis
.
(Ps. 46,2)»

Per i primi cristiani la Festa dell'Ascensione era la più importante (ancor più della Pasqua). Si tratta del momento culminante dell'Azione divino-umana del Signore, che precede e consente l'invio del Suo Spirito che vivifica la Sua Chiesa: la ricollocazione alla destra del Padre dell'umanità redenta, riscattata dalla Sua passione e morte in Croce e rigenerata dalla Risurrezione. Questa solennità ha reso per sempre sacro il giovedì di ogni settimana, giorno già così degno di rispetto per l'istituzione della santa Eucarestia. La Chiesa cattolica colloca la solennità dell'Ascensione quaranta giorni dopo la Pasqua, cioè il giovedì della sesta settimana del Tempo pasquale, ovvero quello successivo alla VI domenica di Pasqua. A seconda della data della Pasqua, la solennità dell'Ascensione può cadere tra il 30 aprile e il 3 giugno. Nel caso tale data non sia purtroppo riconosciuta in un Paese come festività (Italia, Spagna, Portogallo), la Chiesa ne posticipa la celebrazione alla domenica successiva, la settima del Tempo di Pasqua.

Ascensione di nostro Signore

L'ineffabile successione dei misteri dell'Uomo-Dio è sul punto di ricevere l'ultimo complemento. Ma l'allegrezza della terra è salita fino al cielo; le angeliche gerarchie si preparano a ricevere il capo già promesso, mentre i loro principi sono vigili alle porte, pronti ad aprirle, quando risuonerà il segnale del divino Trionfatore. Le sante anime, liberate dal limbo già da quaranta giorni, attendono il felice momento in cui la via del cielo, chiusa per il peccato, si aprirà improvvisamente, ed essi potranno percorrerla al seguito del loro Redentore. L'ora incalza, ed è tempo ormai che il divin Risorto venga a mostrarsi, ed a ricevere l'addio di coloro che l'attendono di minuto in minuto, e che deve lasciare ora in questa valle di lacrime.

Bergoglio, riferendosi agli immigrati statunitensi, dice: "Gli irlandesi hanno portato il whisky, gli italiani hanno portato la mafia"

Leggiamo nella nostra traduzione da Crux l'ennesima tiritera immigrazionista di Bergoglio. 
Il papa è tornato a parlare di migranti e della necessità di integrarli, ma lo fa con accenti non positivi per l’azione italiana e ingenerosi per le migliaia di emigranti italiani che hanno fattivamente contribuito al progresso degli USA col loro lavoro e con la loro ingegnosa creatività. 
Lo ha fatto nel suo discorso a braccio [qui], nell’udienza di ieri, rivolto ad una delegazione del Global Solidarity Fund, costituito da religiosi e imprenditori che a Davos, dove è in corso il World Economic Forum, si confrontano su leadership e inclusione sociale dei più vulnerabili, che in realtà sono diventati gli intoccabili. Hanno affermato di essere in linea con gli obiettivi dell'Agenda 20301 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile e a farlo in modo coerente con la missione, i valori e gli insegnamenti sociali della Chiesa cattolica. Belle parole; ma la realtà è un'altra... considerazioni specifiche in nota e più avanti.

mercoledì 25 maggio 2022

Qual è il vero scopo del sinodo sulla sinodalità?

Indice degli articoli sul sinodo sulla sinodalità e correlati. Indice su la Chiesa e l'omosessualità. Questo articolo è citato da Riposte Catholique che titola: Un Sinodo Lgbt [qui]. 

Qual è il vero scopo del sinodo sulla sinodalità?

La domanda si pone con crescente urgenza di fronte a quello che, all'inizio, si era presentato come uno sbandamento, poi confermato, e che, seguendo gli elementi accumulati, appare come un obiettivo più o meno dichiarato: l'integrazione di un cambiamento dell'insegnamento della Chiesa sull'omosessualità, senza pregiudicare altri obiettivi, ovviamente.

A poco a poco si accumulano gli indizi che, insieme, sembrano costituire una prova.

Avviso da Sant'Anna al Laterano

Un avviso in relazione alle celebrazioni di Sant'Anna al Laterano.

Carissimi,
Mentre ci avviciniamo a Pentecoste il Signore ci parla dello Spirito Santo e noi, nelle omelie domenicali, continuiamo nella nostra riflessione sul Sacramento della Cresima. Abbiamo bisogno del Consolatore vero nelle situazioni un po' ingarbugliate del nostro tempo, ma il Consolatore bisogna invocarlo e per questo vi ricordo che giovedì 26 maggio si celebra l'Ascensione del Signore e a Sant'Anna celebreremo la Messa alle ore 16.
Confidando nella Vostra preghiera Vi prometto la mia.
Mons. Marco Agostini

P.S. Ricordo anche quello che ho detto domenica scorsa negli avvisi: se c'è qualche ragazzo (a partire dai 12 anni) che vuole rendersi disponibile per il servizio all'altare, mi segnali il nome anche per concordare eventuali prove.

Mons. Aguer. Fatti e misfatti delle Conferenze episcopali. Libertà per i vescovi!

Vedi l'indice degli articoli su sinodi e sinodalità.

In altre occasioni ho criticato l’attuale centralizzazione dell’organizzazione ecclesiastica, il cui tassello fondamentale è la dirigenza locale delle Conferenze episcopali, le quali hanno assunto un ruolo politico a imitazione dei parlamenti secolari. Vi sono, in generale, una presidenza e due vicepresidenze, elette a maggioranza dei membri della Conferenza. Non ci sono partiti episcopali formalmente costituiti, ma non mancano gruppi che riuniscono coloro che condividono una certa ecclesiologia e la stessa opinione, sulle questioni intraecclesiali così come su quelle sociali e politiche del Paese legate alla morale cattolica e alla Dottrina sociale della Chiesa.
Questi parlamenti episcopali funzionano in modo analogo a quelli dell’ordine secolare: ci sono voci e voti (l’emerito può parlare ma non decide nulla), si chiede la parola, la si concede o meno a seconda dei casi, ci sono anche maggioranze e minoranze, eccetera. Siamo abituati a questa organizzazione.

martedì 24 maggio 2022

Mons. Viganò Intervistato da Patrick Coffin. Resistere all’Infernale Leviatano Globalista.

Qui l'indice degli interventi precedenti e correlati.
IL GREATEST RESET
INTERVISTA A MONS. CARLO MARIA VIGANÒ

Patrick Coffin - Novembre 2021

NOTA PRÆVIA

Questa è la trascrizione della video-intervista che ho rilasciato a Patrick Coffin lo scorso Novembre 2021: essa costituiva un contributo ad un vasto documentario dal titolo The Greatest Reset Movie (www.greatestresetmovie.com). Purtroppo per ragioni a me sconosciute il lancio di questo docu-film è stato finora impedito. Mi è parso opportuno renderne comunque disponibile la trascrizione online, con il permesso di Patrick Coffin, perché vi sono affrontati temi che oggi, alla luce della crisi russo-ucraina e dell’evolversi degli eventi pandemici, sono quanto mai attuali.

Il Great Reset del World Economic Forum, fatto proprio dalle Nazioni Unite col nome di Agenda 2030, è una minaccia concreta e immediata alla sovranità delle Nazioni, alla prosperità dei popoli, alla libertà dei cittadini, ai diritti dei Cristiani: con esso un gruppo di tecnocrati spietati e senza scrupoli vuole portare a termine un piano criminale annunciato da decenni.

Per la libertà della Messa tradizionale 40ª dimostrazione pacifica e di preghiera davanti alla Nunziatura apostolica in Francia

Senza sosta la resistenza dei fedeli della Messa tradizionale in Francia. Vedi l'indice degli articoli precedenti e correlati.

Per la libertà della Messa tradizionale
40ª dimostrazione pacifica e di preghiera davanti alla Nunziatura apostolica in Francia

Il 14 maggio scorso, per la quarantesima volta, abbiamo pregato e manifestato davanti alla Nunziatura Apostolica in Francia dalle ore 12 alle ore 12:45 [vedi].
Abbiamo ricevuto la spiacevole notizia di questo discorso del Papa agli insegnanti e studenti del Pontificio Istituto Liturgico Sant’Anselmo [qui], pronunciato il 7 maggio, giorno della nostra ultima manifestazione (cfr. Lettera di Paix Liturgique 862). Il discorso ha accusato coloro che praticano la liturgia tradizionale di “formalismo”, di farne “una bandiera di divisione” e che “si allontanano dalla Chiesa”. È vero che questo discorso era più una dichiarazione spinta da una personale afflizione che una dichiarazione di intenti di abolire la liturgia antica, come risultava invece chiaro da Traditionis Custodes e dalla Lettera che l’accompagnava.

Sacrificare Zen per l’accordo con la Cina? Il dilemma vaticano

Qui l'indice degli articoli sulla questione sino/vaticana.
Sacrificare Zen per l’accordo con la Cina?
Il dilemma vaticano


Il Cardinale Zen subito dopo il rilascio su cauzione
La reazione vaticana a quanto accaduto nei giorni scorsi a Gerusalemme, dove i militari israeliani hanno colpito selvaggiamente i palestinesi che partecipavano al funerale della giornalista (cattolica) di Al Jazeera, Shireen Abu Akleh, fa meglio comprendere la gravità della posizione assunta dalla Santa Sede davanti all’arresto a Hong Kong del cardinale Joseph Zen lo scorso 11 maggio.

Nel primo caso, infatti la risposta è stata immediata e dura: l’incaricato di affari della Delegazione apostolica in Terra Santa, padre Thomas Grysa, ha detto chiaramente che la polizia israeliana «ha violato in maniera molto brutale» il diritto alla «libertà religiosa» della Chiesa, «incluso nell’accordo fondamentale tra Israele e Santa Sede». E ha poi denunciato il ripetersi di episodi che non fanno altro che aumentare «la tensione tra Israele e Santa Sede». Per non parlare delle dichiarazioni del Patriarca latino di Gerusalemme, monsignor Pierbattista Pizzaballa, e dei leader delle Chiese cristiane.

La Scuola Cattolica fuori dal regime. Un movimento di resistenza e liberazione

Il problema scuola parte da lontano. Negli anni settanta la differenza la facevano quegli studenti che sapevano riconoscere la falsità di certi "consigli"... Il trafiletto di cui all'immagine a lato (ringrazio il lettore che lo segnala con il suo commento e invito a cliccare per leggere il testo ingrandito), dalla cronaca di questi giorni, ci dà il polso della situazione. Le scritture parlano chiaro a proposito di scandalo dei più piccoli. La vergogna ricade non solo sugli insegnanti, ma anche sui genitori, nonché sugli ecclesiastici che hanno permesso, quando non appoggiato, tutto questo. Non chiamando le cose col loro nome, ma anche solo restando in silenzio. La tipologia umana che ne viene fuori è quella che si adegua a quello che fanno tutti per convenienza e dunque non è aiutata a sviluppare l'intelligenza viva e creativa. E nemmeno di persona dedita al bene comune... Viene a proposito l'articolo ripreso di seguito dal sito dell'Osservatorio Cardinale Van Thuân sulla densa e curata tematica della Dottrina sociale della Chiesa.

La Scuola Cattolica fuori dal regime.
Un movimento di resistenza e liberazione


Martedì 17 maggio 2022, una circolare del ministero della Pubblica istruzione a firma del Direttore generale ha invitato tutte le scuole italiane, statali e paritarie, a parlare del dovere di lottare contro l’omofobia. 
Tutti sanno che dietro questa espressione si nasconde l’idea di promuovere le relazioni omosessuali come normali sicché dire il contrario sarebbe come dire che gli uomini di pelle nera sono inferiori a quelli di pelle bianca. Tutti sanno anche che la legge Cirinnà ha purtroppo già equiparato le coppie omosessuali alla famiglia naturale, ma evidentemente questo non basta. Bisogna che lo Stato diventi Educatore ai nuovi diritti e non si limiti a contemplarli per legge, ma anche li insinui nella mente e nei cuori dei nostri bambini, ragazzi e giovani (la circolare non faceva nemmeno distinzione di età scolastica).

Il disegno di legge Zan, tutto impostato su questa lotta ideologica all’omofobia, non è stato approvato, ma il meccanismo ideologico funziona lo stesso. Questo ci dice una cosa fondamentale: quando viene approvata una legge che prevede la colonizzazione ideologica della scuola, vuol dire che la scuola è già stata colonizzata. La cosa avviene dopo, non prima: la rivoluzione giuridica e politica è consuntiva e non preventiva.

24 maggio ricordiamo Maria Auxilium christianorum!

Precedenti: L'eroismo di San Pio V [qui] e la nuova Lega Santa del card. Burke [qui].
Chi ha vinto a Lepanto contro i turchi musulmani ? Certo lo dobbiamo alla Lega santa ma lo dobbiamo soprattutto a Maria Auxilium christianorum, che si festeggia il 24 Maggio. Tu terribile come esercito schierato a battaglia, la chiamava san Giovanni Bosco. Oggi siamo sotto la minaccia di un invasione "pacifica" dei musulmani, a chi rivolgersi dunque se non a Lei per proteggerci e per aprire gli occhi a quei prelati, politici, a tutti quelli che non si rendono conto del pericolo.
L'invocazione Maria, Auxilium christianorum, ora pro nobis appare, per la prima volta, nella versione delle litanie lauretane pubblicata nel 1576 e approvata da Papa Clemente VIII nel 1601. Tale invocazione fu aggiunta da San Pio V dopo la vittoria riportata dalla Lega santa sugli ottomani musulmani a Lepanto (7 ottobre 1571), ottenuta dai cristiani che l'hanno invocata in quella occasione, probabilmente come variante del titolo Advocata christianorum che si trova nell'edizione del 1524.
La festa di "Maria Aiuto dei cristiani", fu istituita dal Servo di Dio Pio VII il 15 settembre 1815 e fissata al 24 maggio in ricordo del suo trionfale rientro a Roma (24 maggio 1814) dopo la prigionia sotto Napoleone a Fontainebleau. In origine la festa era limitata alla Chiesa di Roma, ma fu presto adottata dalle diocesi toscane (1816) e poi estesa alla Chiesa universale.

Martedì delle Rogazioni - (Invocazioni in calce)

Continuiamo a scandire le Rogazioni, in preparazione dell'Ascensione al Cielo del Signore, che si celebra questo giovedì 26 (a Sant'Anna in via Merulana alle ore 16 non mancherà la Santa Messa). 
Per i primi cristiani la Festa dell'Ascensione era la più importante (ancor più della Pasqua). Si tratta del momento culminante dell'Azione divino-umana del Signore, che precede e consente l'invio del Suo Spirito che vivifica la Sua Chiesa: la ricollocazione alla destra del Padre dell'umanità redenta, riscattata dalla Sua passione e morte in Croce e rigenerata dalla Risurrezione.
In questa temperie la Chiesa tutta dovrebbe far risuonare le suppliche di liberazione, nelle quali si chiede al Signore che storni da noi ogni disgrazia umana, diabolica e naturale. 
Ieri abbiamo iniziato le suppliche del Lunedì delle Rogazioni [qui]. Oggi proseguiamo con quelle del martedì. Le Rogazioni si svolgevano in forma di triduo. Almeno una avveniva con la processione verso il luogo stabilito o almeno fino al sagrato della chiesa. Il rituale si ripeteva in punti prestabiliti. La processione si fermava. Il sacerdote ripeteva la formula, pregava e benediceva i quattro punti cardinali. Ho scelto l'immagine commovente di una parrocchia veneta che ha ripreso l'usanza delle suppliche rivolte a Dio perché assicuri i beni spirituali e la prosperità della terra allontanando sventure e calamità. E ogni volta il momento più solenne è quello della “benedizione cosmica”, impartita in direzione dei quattro angoli dell’universo. “A fulgure et tempestate, A peste, fame et bello” recita il celebrante. “Libera nos Domine”, rispondono i fedeli.  
Visto che non possiamo più prendere parte alle Processioni delle Rogazioni, possiamo, almeno, recitare le Litanie dei santi in unione con la Chiesa: "si avrà parte nei benefici di una istituzione così santa, e si contribuirà ad ottenere le grazie che la cristianità, in questi tre giorni, sollecita da tutti i luoghi; avremo anche compiuto atto di vero cattolico".  In calce trovate le litanie dei santi precedute dalle Rogazioni estratte per chi vuole soffermarcisi particolarmente.

Martedì delle Rogazioni

Preghiera per i peccatori.
Oggi continuano ancora le suppliche della Chiesa, e le schiere del Signore percorrono, per la seconda volta, le vie della città ed i sentieri delle campagne. Uniamoci ad essi, e facciamo sentire anche noi quel grido che penetra fino al cielo: Kyrie, eléison! Signore, abbiate pietà! Riflettiamo al numero immenso dei peccati che si commettono ogni giorno e ogni notte, ed imploriamo misericordia. All'epoca del diluvio, "ogni mortale aveva depravato la sua via" (Gen 6,12); ma gli uomini non si preoccupavano di domandare grazia al cielo. Dice il Signore: "Venne il diluvio e spense tutti" (Lc 17,27). Se avessero pregato, se avessero fatto ammenda onorevole alla divina giustizia, la mano di Dio si sarebbe arrestata; non avrebbe rovesciato sulla terra "le cataratte del grande abisso" (Gen 8,2). Un giorno dovrà pur venire, nel quale non più le acque, ma un fuoco acceso dalla collera celeste, divamperà su questa terra che noi calpestiamo; un fuoco che brucerà fino alle radici delle montagne (Dt 32,22), e come accadde al tempo di Noè, divorerà i peccatori sorpresi nella loro effimera sicurezza.

lunedì 23 maggio 2022

Finalmente c'è chi reagisce alle incivili discriminazioni!

FVG Orchestra non prenderà parte al Concorso Internazionale di violino Rodolfo Lipizer. In accordo con quanto già espresso dall’amministrazione comunale di Gorizia, la decisione della sinfonica regionale è stata presa in seguito alla decisione dell’Associazione Lipizer di escludere tre violiniste russe dalla prossima edizione del Concorso. 
 “Ci dispiace molto interrompere la tradizione per cui era proprio la FVG Orchestra ad accompagnare i musicisti internazionali durante la competizione – commenta il presidente Paolo Petiziol – ma non possiamo non reagire in modo coeso e determinato ad una decisione che ci sembra del tutto ingiusta. La cultura è una delle poche armi che abbiamo per sanare ferite, per riavvicinare le persone e i popoli, creando coesione invece di divisioni e rancore. Questa esclusione, invece, va nella direzione diametralmente opposta”. - Fonte

Grenoble: i fedeli di Saint André occupano la cattedrale

La difesa della Messa antica continua indefessa in Francia. Troverete i precedenti nell'indice degli articoli su Traditionis custodes e Responsa.

I fedeli di Saint André occupano da questa sera (21 maggio) la cattedrale di Grenoble. 
Padre Lagadec, amministratore provvisorio della diocesi di Grenoble, allertato fin dalle 18, non sembra aver trovato la cattedrale su una mappa della città 
(suggerimento: l'indirizzo è 1 place Notre-Dame, la fermata del tram di Notre Dame – Museo, linea B. Buon viaggio).

I fedeli di Sant'Andrea intendono ricordare con questo gesto simbolico, dopo aver occupato per quaranta ore il campanile della loro chiesa , che sono determinati a difendere i loro sacerdoti della FSSP , le loro messe ea non permettere a quasi 500 fedeli di Grenoble e Vienne. - Fonte

23 maggio 2022 - Lunedì delle Rogazioni (Invocazioni in calce)

C’è stata un’epoca in cui il cristianesimo non era soltanto una religione ma il vero e proprio modus vivendi che regolava la vita del mondo. Tutto si conformava ad esso ogni più piccola azione, ogni modo di fare quotidiano. Se oggi non possiamo viverle in tutte le parrocchie, per le mutazioni che sembrano averle ridimensionate, noi recuperiamo e meditiamo quelle ricchezze che la Tradizione non ha abbandonato e che aiutano a purificare e irrobustire la nostra fede per meglio assimilarla nel vivere quotidiano.

A peste, fame, et bello, libera nos Domine!
A flagello terrae motus, libera nos Domine!
Te rogamus. Audi nos Domine
Le Rogazioni e il Tempo Pasquale.
Oggi comincia una serie di tre giorni consacrati alla penitenza. Questa coincidenza inaspettata sembra, a prima vista, una specie di anomalia nel Tempo pasquale; tuttavia, quando vi si riflette, si giunge a riconoscere che l'istituzione ha un nesso intimo con i giorni in cui siamo. È vero che il Salvatore, prima della Passione, diceva che non si può far digiunare gli amici dello sposo mentre lo sposo è con loro (Lc 5,34); ma queste ultime ore che precedono la sua dipartita per il cielo, non hanno forse qualcosa di melanconico? e, ieri stesso, non ci sentivamo portati naturalmente a pensare alla tristezza, rassegnata e contenuta, che opprime il cuore della divina Madre e quello dei discepoli, alla vigilia di perdere colui la cui presenza era per essi la pregustazione delle gioie celesti?

Prato 30 maggio. Ricordo di mons. Brunero Gherardini e di mons. Antonio Livi


Lunedì 30 maggio alle ore 21.15 presso i locali della parrocchia dello Spirito Santo a Prato (Via G. Silvestri, 21), il parroco, Canonico Enrico Bini, ricorderà due insigni tomisti pratesi del Novecento. I Monsignori Brunero Gherardini e Antonio Livi.
Entrambi nati a Prato, hanno vissuto gran parte della loro vita a Roma, dove per decenni hanno insegnato nelle Pontificie Università. Eredi, tra gli ultimi, della grande Scuola Teologica Romana, che nel secolo scorso ha annoverato maestri quali Monsignor Antonio Piolanti, p. Cornelio Fabro, i Cardinali Palazzini e Parente, solo per citarne alcuni, Gherardini e Livi hanno messo la loro vita e la loro ricerca a servizio dell'Intelligenza della Fede, avendo quali punti di riferimento la Rivelazione, la Tradizione perenne della Chiesa e il Magistero infallibile.
Tra i grandi maestri che hanno caratterizzato la loro lunga carriera accademica e di ricerca, brilla San Tommaso d'Aquino. Gherardini nella sua ricerca teologica e Livi in quella filosofica hanno trovato del Dottore Angelico un riferimento sicuro e perenne. Mai proni alle mode o ideologie del tempo, si sono caratterizzati, ormai casi rarissimi, per la coerenza del loro insegnamento e della loro ricerca, e da quel parlar chiaro che affondava le radici non solo nel rigore scientifico, ma anche in quella schiettezza toscana che avevano ereditato dalle loro origini pratesi. Un doveroso tributo, quindi, a due illustri pratesi, che sembrano già caduti, a pochi anni dalla loro morte, nell'oblio della memoria di molti. Il Canonico Enrico Bini, che fu amico di entrambi e allievo, e molte volte collaboratore, di Monsignor Gherardini vuole con questa lodevole iniziativa, cercare di tenere vivo il loro ricordo, il loro insegnamento, la loro testimonianza. (Rodolfo Abati)

domenica 22 maggio 2022

Quinta Domenica dopo Pasqua

Quinta Domenica dopo Pasqua


"Sputò per terra,
fece del fango con la saliva,
spalmò il fango sugli occhi del cieco"
(Giovanni 9,6)

La quinta domenica dopo Pasqua nella Chiesa Greca è chiamata domenica del cieco nato, perché vi si legge il racconto del Vangelo in cui è riportata la guarigione di quel cieco. La chiamano pure domenica dell'Episozomene, che è uno dei nomi con cui i Greci designano il mistero dell'Ascensione, la cui solennità, da loro come da noi, interrompe il corso di questa settimana liturgica.

Oratio
Deus, a quo bona cuncta procédunt, largíre supplícibus tuis: ut cogitémus, te inspiránte, quæ recta sunt; et, te gubernánte, éadem faciámus.
Per Dóminum nostrum Iesum Christum, Fílium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitáte Spíritus Sancti Deus, per ómnia sǽcula sæculórum
.
R. Amen.

O Dio, da cui procede ogni bene, concedi a noi súpplici di pensare, per tua ispirazione, le cose che son giuste; e, sotto la tua direzione, di compierle.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
R. Amen.

Ministranti della Messa tradizionale implorano il loro arcivescovo: Tenga in considerazione il nostro amore per la Messa antica

Nella nostra traduzione da CNA l'ennesima perorazione di fedeli (in questo caso ministranti) per la salvaguardia del Rito dei secoli. Il fatto è  che a Washington il futuro della Messa tradizionale è a rischio, e tutti i fedeli si sono mobilitati, come risulta dall'articolo che segue tradotto da Thelampmagazine. Qui l'indice degli articoli su Traditionis custodes e Responsa.

Sala stampa di Washington, DC, 14 maggio 2022.
Sei ministranti della Messa latina in una parrocchia di Washington, DC, hanno scritto un'appassionata lettera all'arcivescovo di Washington, il cardinale Wilton Gregory, implorandolo di considerare le loro esperienze positive nella Messa tradizionale, nell'attuare le nuove norme vaticane sulla Forma Straordinaria.

“Per noi la messa in latino è un rifugio”, dice la lettera del 4 maggio, pubblicata sulla pagina Facebook della parrocchia. “Un rifugio dove non possono penetrare i mali del mondo e le lotte della vita. Crediamo che sia la cosa più vicina al paradiso terrestre e ci piacerebbe vederlo continuare”.

sabato 21 maggio 2022

Arciv. Viganò. Dichiarazione a proposito della cessione di sovranità all’OMS per la gestione delle emergenze sanitarie

Intervento di Mons. Viganò sul tentativo di Dittatura Sanitaria Mondiale tramite l’OMS. Qui la dichiarazione dei rabbini del Sinedrio di Israele. Dove non c'è il Logos e la giustizia, non c'è il Signore... Qui l'indice dei precedenti interventi di Mons. Viganò. 

Dichiarazione
A proposito della cessione di sovranità all’OMS
per la gestione delle emergenze sanitarie


Nei prossimi giorni gli Stati aderenti all’Organizzazione Mondiale della Sanità voteranno le risoluzioni relative alla gestione delle pandemie da parte dell’OMS, con le quali la sovranità relativa alla salute dei cittadini viene ceduta ad un organismo sovranazionale, finanziato in gran parte dall’industria farmaceutica e dalla Bill & Melinda Gates Foundation. Se queste risoluzioni verranno approvate a maggioranza, l’OMS avrà l’autorità di imporre in maniera esclusiva tutte le regole in caso di pandemia, ivi comprese quarantene, lockdown, vaccinazioni obbligatorie e passaporti vaccinali. Si tenga anche presente che questa organizzazione gode dell’immunità e i suoi membri non possono essere processati né condannati in caso di crimini. Tecnocrati non eletti avranno paradossalmente più potere di quello che i cittadini conferiscono ai propri rappresentanti con il voto democratico.

I rabbini si oppongono al trasferimento di sovranità all'OMS. I vescovi tacciono

Segnalazioni dei lettori. Rabbini del sinedrio si oppongono allo stato sionista che vuole trasferire tutta la sua sovranità all’OMS… Ma questo riguarda anche noi, nel silenzio dei vescovi e dei tecnocrati che ci governano con la complicità di una pseudo-opposizione. Vedi indice articoli sulla dittatura sanitaria e correlati.
Avevo già letto l'inquietante notizia che, come molte altre, ci vede costernati disorientati e impotenti (umanamente) perché l'aria che spira non è quella che vogliamo. Si tratta del fatto che è imminente il voto sulle risoluzioni che conferiranno all’Organizzazione Mondiale della Sanità poteri di emergenza su qualsiasi paese scelto, posto che il Direttore Generale dell'OMS sarà autorizzato a dichiarare emergenze o crisi sanitarie in qualsiasi nazione, unilateralmente e contro l’opposizione della nazione target. Tra l'altro uno strumento internazionale del genere sulla prevenzione, la preparazione e la risposta alle pandemie (così motivano l'innovazione), più che ai sbandierati principi di equità inclusività e trasparenza è ancorato alla definizione di obiettivi e principi al fine di strutturare l'azione collettiva; il che non tiene conto delle differenze culturali e ambientali che caratterizzano i singoli stati e la loro sovranità, ma soprattutto dà per scontato il ripetersi di pandemie, declinato al plurale.... quasi fosse normale. A meno che anche questa orribile ipotesi non faccia parte di programmi sovranazionali! Ecco la notizia: "Entro il novembre del 2022, all’inizio della prossima stagione influenzale nell’emisfero settentrionale e su iniziativa dell’amministrazione Biden, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, salvo un miracolo, imporrà un inaudito controllo dall’alto sui regolamenti e sulle misure sanitarie nazionali dell’intero pianeta. In quello che equivale ad un vero e proprio colpo di stato, l’OMS otterrà nuovi poteri draconiani per scavalcare la sovranità nazionale di 194 Paesi membri dell’ONU e imporre con la forza del diritto internazionale le proprie misure sanitarie. Se ne parla, a volte, come del Trattato OMS sulle pandemie, ma è molto di più. Peggio ancora, la maggior parte del budget dell’OMS proviene da fondazioni private legate ai vaccini, come la Fondazione Gates, o da Big Pharma, e questo rappresenta un enorme conflitto di interessi [vedi]."

Regole del Sinedrio:
proibito ad Israele di firmare la risoluzione dell'OMS
Hashem [Hashem=Il Nome sta per il Tetragramma, cioè il Signore che gli ebrei evitano di nominare anche per iscritto -ndR], non esaudire i desideri degli empi; non lasciare che il loro piano abbia successo, altrimenti alzeranno. [Pausa. Salmi 140:9 (The Israel Bible TM) [vs. 10 la testa quanti mi circondano, la malizia delle loro labbra li ricopra... ho completato la citazione traducendo dall'originale ebraico del salmo -ndR] 

Il Sinedrio ha appena rilasciato una sentenza ufficiale sull’imminente voto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sulle risoluzioni che conferiranno loro poteri di emergenza su qualsiasi paese scelgano.
L’Assemblea mondiale della sanità (OMS), l’organo legislativo di governo dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), voterà sul punto 16.2 dell’ordine del giorno provvisorio a Ginevra il 22 maggio. L’ordine del giorno, descritto dall’OMS sotto il titolo “Rafforzare la preparazione e la risposta dell’OMS alle emergenze sanitarie”, la nuova agenda darebbe loro il potere di dichiarare unilateralmente un’emergenza sanitaria in qualsiasi Paese, conferendo loro poteri di emergenza. L’amministrazione Biden ha presentato queste proposte di emendamento all’OMS il 18 gennaio. Nessuno lo sapeva fino al 12 aprile, meno di un mese fa. Se approvate, le delibere entreranno in vigore a novembre.