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mercoledì 1 aprile 2026

Qual è oggi, realmente, la missione della Chiesa?

La Pastorale Migranti dovrebbe essere prima di tutto un luogo dove chi arriva incontri una testimonianza viva della fede cristiana.

Qual è oggi, realmente, la missione della Chiesa?

Ieri mi è capitato di vedere che la Pastorale Migranti aveva partecipato a un evento organizzato in occasione della “Giornata contro l’islamofobia”. Guardando quella notizia mi è nata spontaneamente una domanda. Non una polemica, ma una domanda sincera, di quelle che nascono quando si osservano certe cose e si cerca di capire quale direzione stiamo prendendo.
Qual è oggi, realmente, la missione della Chiesa?

La Chiesa non è nata per inserirsi nel linguaggio politico o culturale del momento. Non è nata per rincorrere le categorie con cui il mondo interpreta i problemi della società. La Chiesa esiste per una ragione molto più semplice e molto più grande: annunciare Gesù Cristo e condurre ogni uomo all’incontro con Lui. Tutto ciò che la Chiesa fa, anche l’accoglienza dei migranti, l’impegno sociale e il dialogo tra comunità diverse, trova senso solo se rimane ancorato a questa missione.

Mons. Gherardini sulla FSSPX

Nella nostra traduzione da OnePeterFive. Il corretto rapporto tra Tradizione e Magistero che Mons. Brunero Gherardini investigò con tanta sagacia negli ultimi suoi studi teologici è il punto centrale della comprensione della crisi dottrinale all'interno della Chiesa.

Mons. Gherardini sulla FSSPX

Leggendo la sua biografia, è difficile capire perché un professore di teologia e filosofia come Monsignor Brunero Gherardini sia stato attaccato con tanta veemenza. [1] Nato nel 1925 a Prato (Toscana), è morto alla veneranda età di 92 anni, nel 2017, a Santa Marinella (Roma). Per tutta la sua vita dedicata al servizio della Chiesa, Gherardini ha seguito un percorso intellettuale e spirituale coerente che lo ha portato a ricoprire posizioni chiave nella famosa Pontificia Universitas Lateranensis e nella Pontificia Academia Sancti Thomae Aquinatis. Lì ha insegnato corsi di ecclesiologia, ecumenismo e altre discipline teologiche fondamentali, dopo essersi fatto conoscere negli anni '60 grazie ai suoi libri dedicati al protestantesimo e, in particolare, a Karl Barth: La parola di Dio nella teologia di Karl Barth (1955); La seconda Riforma. Uomini e scuole del protestantesimo moderno (1964-1966); Protestantesimo oggi (1965); La Madonna in Lutero (1967), ecc.

In Illo tempore /Domenica delle Palme

Nella nostra traduzione da OnePeterFive la consueta meditazione di P. John Zuhlsdorf che ogni settimana ci consente di approfondire i tesori di grazia ricevuti nella domenica precedente [qui].

In Illo tempore /Domenica delle Palme

Da quando abbiamo intrapreso questo cammino spirituale nelle domeniche della Gesima, passo dopo passo ci siamo avvicinati alla Settimana Santa. Ora ci troviamo sulla soglia dei giorni rimanenti della Settimana Santa e del Sacro Triduo, quei tre giorni che rappresentano al contempo la discesa più profonda e la più alta elevazione della Chiesa. La stanchezza può ormai assalirci, eppure i nostri cuori si elevano, perché la meta è vicina: la gloria della Pasqua.

Questa domenica, storicamente, ebbero inizio gli ultimi giorni di Cristo. Questa domenica, essi ricominciano liturgicamente. Attraverso il sacro culto e in virtù del nostro carattere battesimale, questi misteri ci vengono resi presenti e noi li rendiamo presenti nella loro devota celebrazione. Pertanto, il contesto è importante. Per mesi gli scribi e i farisei si erano mostrati ostili al Signore, che commuoveva il popolo con miracoli e insegnamenti di vera autorità. Poco prima del pellegrinaggio a Gerusalemme per la Pasqua, Egli compì il Suo più grande segno pubblico prima della Passione, la risurrezione di Lazzaro a Betania. Dopo di che, come riporta Giovanni, «da quel giorno dunque si consultarono per metterlo a morte» (Giovanni 11,53).