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domenica 5 aprile 2026

Il Santo Giorno della Pasqua

Precedenti qui e, ricordando il gregoriano, qui - qui
Il Santo Giorno della Pasqua

Al mattino


La Risurrezione di Cristo.
Le lunghe ore della notte dal Sabato alla Domenica sono ormai trascorse ed il sorgere del giorno si avvicina. Maria, col cuore oppresso, attende con paziente coraggio il momento che le restituirà il Figlio. La Maddalena, con le sue compagne, ha vegliato tutta la notte e non tarderà molto ad incamminarsi verso il sepolcro. Dal fondo del Limbo, lo spirito del divin Redentore si appresta a dare il segnale della liberazione a quelle miriadi di anime giuste, prigioniere da sì lungo tempo, e che ora lo circondano di tutto il loro rispetto, di tutto il loro amore. La morte si libra silenziosa sul sepolcro ove ha racchiuso la sua vittima. Da quel giorno lontano, in cui essa divorò Abele, inghiottì innumerevoli generazioni: ma giammai aveva ghermito tra i suoi lacci una sì nobile preda. Mai come allora la sentenza del Paradiso Terrestre si era così spaventosamente adempiuta; e mai, pure, nessuna tomba aveva visto fallire le sue speranze con una smentita altrettanto crudele. Più di una volta la potenza divina le aveva involato le sue vittime: il figlio della vedova di Naim, la figlia del capo della Sinagoga, il fratello di Marta e di Maddalena, le sono stati rubati; ma essa li attende alla loro seconda morte. V'è un altro, però, di cui fu scritto: "Io sarò la tua morte, o morte; sarò la tua rovina, o sepolcro" (Osea 13, 14).

Buona e Santa Pasqua 2026

In questo travagliato momento storico, che ci vede segnati da dure prove, personali e collettive, su molti fronti, il nostro unico aiuto è nel Signore Risorto!

Buona e Santa Pasqua
Haec dies, quam fecit Dominus. Alleluia 
 Exultemus et laetemur in ea. Alleluia



Exsultet iam Angelica turba caelorum:
exsultent divina mysteria:
et pro tanti Regis victoria tuba insonet salutaris.
Gaudeat et tellus tantis irradiata fulgoribus:
et aeterni Regis splendore illustrata,
totius orbis se sentiat amisisse caliginem.
Laetetur et mater Ecclesia,
tanti luminis adornata fulgoribus:
et magnis populorum vocibus haec aula resultet.

sabato 4 aprile 2026

Aprile 2026. Calendario Sante Messe antiquior a Pavia

Cari Amici ed Amiche,
giunga innanzitutto a voi il cordiale augurio di una buona e santa Pasqua! Il Signore risorto doni pace ai nostri cuori e al mondo intero.
Ecco a voi il calendario delle celebrazioni del mese di aprile:
- domenica 5 aprile ore 10,00: DOMENICA DI PASQUA - RESURREZIONE DEL SIGNORE e BENEDIZIONE DELLE UOVA portate dai fedeli;
- lunedì 6 aprile ore 10,00: LUNEDÌ DI PASQUA;
- domenica 12 aprile ore 10,00: DOMENICA IN ALBIS;
- venerdì 17 aprile ore 18,15: Messa votiva del Sacro Cuore
- domenica 19 aprile ore 10,00: II DOMENICA DOPO PASQUA;
- domenica 26 aprile ore 10,00: III DOMENICA DOPO PASQUA.
È possibile scaricare e leggere l’Ordinario della Santa Messa al seguente link:
- ORDINARIO DELLA SANTA MESSA.
La Santa Messa si celebra nella chiesa di San Luca, corso Garibaldi 59, Pavia.

Salve festa dies

Salve festa dies è un inno nel quale si celebra la Pasqua cristiana (festa dies), con la Resurrezione di Gesù. La tradizione lo attribuisce al poeta latino Venanzio Fortunato, che l'avrebbe scritto prima dell'anno 609. In tal caso sarebbe uno dei più antichi canti tramandati. L'inno (in realtà si tratta di brani scelti dal poema più ampio), non è incluso nella liturgia obbligatoria ma viene cantato durante il rito processionale introduttivo della Messa nella giornata di Pasqua.
La poesia religiosa più famosa di Venanzio Fortunato si trova in tre inni in onore della Croce (Vexilla Regis qui, Pange lingua, gloriosi qui e Crux benedicta nitet) e nel poema da cui è tratto questo inno.

I segnali di Papa Leone riguardanti la Messa Tradizionale

Nella nostra traduzione da El Wanderer l'ennesima riflessione sugli ultimi messaggi riguardanti la Messa antiquior, che acquista rilevanza in virtù dell'autore, Joseph Shaw, presidente della Federazione Internazionale Una Voce. Qui l'indice degli articoli sulla Liturgia ai tempi di Leone. 

I segnali di Papa Leone riguardanti la Messa Tradizionale
Joseph Shaw, presidente della Federazione Internazionale Una Voce

Il 18 marzo, il cardinale Parolin si è rivolto a una riunione plenaria dei vescovi francesi con una lettera contenente un messaggio – o una serie di messaggi – di Papa Leone. La lettera esortava i vescovi a difendere le scuole cattoliche e a non trascurare l'attenzione da dedicare ai sacerdoti colpevoli di abusi, e affrontava anche la questione della Messa tradizionale in latino.
«Cari fratelli, intendete affrontare il delicato tema della liturgia, al quale il Santo Padre dedica particolare attenzione, nel contesto della crescita delle comunità legate al Vetus Ordo. È preoccupante che nella Chiesa persista una ferita dolorosa riguardo alla celebrazione della Messa, sacramento stesso dell'unità. La sua guarigione richiede una rinnovata apertura reciproca, con una più profonda comprensione delle sensibilità altrui: una prospettiva che permetta ai fratelli, arricchiti dalla loro diversità, di accogliersi a vicenda nella carità e nell'unità della fede. Che lo Spirito Santo vi ispiri soluzioni concrete che includano generosamente coloro che sono sinceramente legati al Vetus Ordo, in armonia con le linee guida del Concilio Vaticano II sulla liturgia».

venerdì 3 aprile 2026

Aprile 2026. Calendario Sante Messe antiquior a Bergamo

Carissimi amici in Cristo,
sperando di fare cosa gradita, allego il calendario delle Sante Messe di aprile celebrate a Bergamo secondo il Missale Romanum del 1962.

In particolare segnalo celebrazioni di giovedì 2 aprile, alle ore 20:00 (Messa vespertina In Cena Domini),
venerdì 3 aprile, alle ore 20:00 (Solenne azione liturgica della Passione e Morte di Nostro Signore Gesù Cristo),
sabato 4 aprile, alle ore 21:00 (Messa solenne della veglia pasquale)
lunedì 6 aprile, alle ore 9:30 (Lunedì di Pasqua);
(Vedi infra calendario con ordinario e propri da scaricare)

Venerdì Santo/ “Pange Lingua gloriosi”, conosciuto anche come “Crux fidelis”

Un inno composto da Venanzio Fortunato (530-609) dal titolo “Pange Lingua gloriosi”, conosciuto anche come “Crux fidelis” (da non confondere con il “Pange Lingua” eucaristico qui di San Tommaso d'Aquino) cantato durante il Tempo di Passione e il Venerdì santo, mette in rilievo lo splendore della Croce, unico albero nobile, di cui nessuna selva è in grado di produrne uno simile.
In un passaggio di grande spessore teologico, l’Inno sottolinea che «il Creatore stesso destinò un legno, per porre rimedio ai danni venuti dal legno».
Il confronto è tra l’albero della conoscenza del bene e del male posto nel paradiso terrestre e la Croce, vero albero che dà vita.
Colui che fece tutte le cose, addolorato per il peccato del primo genitore, che mangiando il frutto proibito cadde nella rovina della morte, ordinò che con un nuovo albero e con l’obbedienza fino alla morte di Croce, il nuovo Adamo, Cristo, vanificasse l’astuzia di satana e ci donasse la vita.

Note sulla "Preghiera per gli ebrei" del Venerdì Santo

Oggi, Venerdì Santo, rispolvero un testo, sepolto tra i tanti, sia per i nuovi lettori che per ripescare temi che giova a tutti noi riportare alla memoria e approfondire. Sul Venerdì Santo, trovate da meditare qui - qui. Sulla questione di fondo ricordo il mio piccolo saggio: La Dottrina della sostituzione della Sinagoga con la Chiesa è stata modificata con quella delle due salvezze parallele” [qui]
Note sulla "Preghiera per gli ebrei" del Venerdì Santo

Secondo il messale tridentino di San Pio V la preghiera universale del Venerdì santo consisteva di nove orazioni: si pregava per la Chiesa, per il papa, il clero, i governanti, i catecumeni, gli eretici, gli ebrei, i pagani e tutti coloro che si trovano in pericolo o povertà. Mentre in tutte le altre preghiere l'orazione terminava con la genuflessione (flectamus genua) e con una preghiera, questa formula non era prevista nell'orazione per gli ebrei: "Non si risponde Amen, non si dice Oremus né Flectamus genua (nota 2), né Levate".
Le grandi intercessioni con il loro linguaggio crudo (così diverse dagli omogeneizzati del messale di Paolo VI) hanno affermato con forza la fede della Chiesa primitiva nell’unico Redentore dell’umanità — non nel paese delle favole, ad Abu Dhabi (vedi), nel mondo dell’interreligiosità e dell’ecumenismo postconciliare (qui):

Avvicinatevi al banchetto nuziale del cielo.

Breve riflessione quaresimale di Peter Kwasniewski su Pelican+.
Avvicinatevi al banchetto nuziale del cielo.
Lo scopo della vita cristiana non è la sofferenza, ma la gioia nella presenza di Dio.

Una delle peggiori distorsioni perpetrate sui santi, sia da autori "pii" che da nemici della Chiesa, è che i santi fossero un gruppo cupo, curvi sotto il peso di austere penitenze, che bandivano la luce del sole dalle loro stanze, chiusi alla gioia, alle risate e alla spensieratezza.

Chiunque conosca i santi, o chiunque abbia incontrato una persona santa, non li riconoscerebbe mai in una simile descrizione. Anzi, uno dei segni necessari per la canonizzazione è proprio la gioia di vivere!

giovedì 2 aprile 2026

Li amò sino alla fine

«Ante diem autem festum Paschae, sciens Iesus quia venit eius hora, ut transeat ex hoc mundo ad Patrem, cum dilexisset suos, qui erant in mundo, in finem dilexit eos».

«Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era giunta l'ora sua di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine». (Gv 13, 1)

L'Ufficio delle Tenebre non è un semplice rito

Col Mattutino di oggi, Giovedì Santo, la Chiesa si appresta a vivere i misteri più alti e profondi della nostra Fede. Per questa ragione essa, nella sua saggezza millenaria, rappresenta plasticamente l'intima compenetrazione a tali misteri recitando le Ore canoniche con una solenne austerità. Tale rito è riassunto nel cosiddetto Ufficio delle Tenebrae. Precedente Le ore liturgiche del Giovedì Santo qui.

L'Ufficio delle Tenebre non è un semplice rito

Nella sacra e austera penombra che avvolge la navata, mentre il sole del Mercoledì Santo declina e le ombre si allungano come dita silenziose tra le colonne, la Chiesa si dispone a celebrare uno dei riti più densi di mistico tremore: l’Ufficio delle Tenebre.
Non è una semplice recita di Salmi, ma un dramma liturgico che rapisce l’anima e la conduce fin dentro il Getsemani, ai piedi di quel Redentore che si avvia, solo e tradito, verso il sacrificio estremo. L’Ufficio che nel Messale e nel Breviario del rito antico comprende i Mattutini e le Lodi degli ultimi tre giorni della Settimana Maggiore, affonda le sue radici nei secoli più remoti della pietà cristiana. Storicamente esso nacque come l’ufficiatura notturna dei monaci e del clero, celebrata nelle ore piccole prima dell’alba; tuttavia, per permettere al popolo dei fedeli di unirsi a questo pianto liturgico, si diffuse l’uso di anticiparlo alla sera precedente. Ecco perché il Mercoledì sera, mentre il tradimento di Giuda si consuma nell’oscurità dei cuori, la Chiesa inizia a cantare le lamentazioni del profeta Geremia, le cui note gravi sembrano sgorgare dalle viscere stesse della terra.
Al centro di questo rito sta la saetta o tenebrario, l’austero candeliere triangolare che regge quindici candele di cera gialla, opaca e grezza, simbolo dei profeti e dei discepoli. Una dopo l’altra, al termine di ogni salmo, una mano invisibile spegne una luce, finché l’oscurità non avanza implacabile.
Questo spegnimento progressivo non è un mero esercizio estetico, ma la narrazione visiva del deserto che si fece attorno a Cristo: l’abbbandono degli apostoli, il rinnegamento di Pietro, il trionfo apparente delle tenebre sul mondo. Solo l’ultima candela, quella sommitale, rimane accesa: essa rappresenta la Divinità di Cristo che, pur morendo nell’umanità, rimane eterna e sfolgorante.
* * *
Di seguito il commento di Gianni Morcellini:
L'Ufficio delle Tenebre non è un semplice rito, ma un vero "thriller liturgico" che bypassa la razionalità per colpire direttamente l'inconscio.
In un mondo saturo di stimoli visivi e acustici, questo antico rito opera per sottrazione: toglie la luce, la compagnia, fino a lasciarti solo nell'oscurità totale della chiesa.
È una performance sacra dove il tempo si dilata e il mistero diventa tangibile, quasi fisico, attraverso il contrasto brutale tra la dolcezza malinconica del canto gregoriano e il fragore violento e improvviso dello strepitus finale (ultimi 3 minuti del video del link qui).
Chi è abituato ad una partecipazione attiva fatta di parole e gesti trova qui una sfida radicale: restare fermi e silenti, mentre il mondo intorno sembra spegnersi candela dopo candela.
Non è un reperto archeologico, ma una precisa tecnica spirituale progettata per far vibrare le corde più profonde dell'animo umano, trasformando la Settimana Santa in un'esperienza multisensoriale ineguagliabile.
È il fascino dell'ombra che, paradossalmente, permette di vedere molto più chiaramente ciò che conta davvero. (G.Morcellini)

Dopo 14 anni Leone XIV ripristina la tradizione del Giovedì Santo della lavanda dei piedi ai sacerdoti

Era ora! Leone XIV ripristinerà il tradizionale "Mandatum" nella Basilica di San Giovanni in Laterano, lavando i piedi a dodici sacerdoti, annullando così – sia pure solo con la prassi – le modifiche apportate sotto il pontificato di Francesco che prevedevano la partecipazione anche dei laici persino di altre fedi, comprese le donne. Alcuni precedenti qui - qui - qui.

Dopo 14 anni Leone XIV ripristina la tradizione del Giovedì Santo
della lavanda dei piedi ai sacerdoti


Il 15 gennaio, la Prefettura della Casa Pontificia annunciava l'intenzione di Papa Leone di celebrare la Messa della Cena del Signore nella Basilica di San Giovanni in Laterano. Anche questa tradizione era stata interrotta da Papa Francesco, che aveva scelto di celebrare la Messa del Giovedì Santo in luoghi alternativi come carceri e centri di accoglienza per migranti.
Il 1° aprile ll Vicariato di Roma ha pubblicato i nomi dei dodici sacerdoti i cui piedi saranno lavati dal Papa durante la liturgia del Giovedì Santo nella Basilica di San Giovanni in Laterano a Roma. Si tratta di undici sacerdoti ordinati dallo stesso Leone XIV lo scorso anno, oltre al rettore del Seminario Maggiore di Roma, padre Renzo Chiesa.

La Missa in Coena Domini commemora l'Ultima Cena di Cristo Signore con i suoi apostoli – nel corso della quale Egli istituì il sacerdozio ordinato – e include il Mandatum, il rito della lavanda dei piedi, che richiama il gesto di Nostro Signore descritto nel Vangelo di Giovanni.
Nel corso dei secoli si è sviluppata la consuetudine per cui i vescovi nelle loro diocesi compivano questo gesto esclusivamente per il clero della propria diocesi – suddiaconi, diaconi e sacerdoti – e non per i laici. Questo gesto intende simboleggiare l'amore di Cristo per la Sua Chiesa, un amore che il vescovo è chiamato a esercitare verso il popolo attraverso il ministero dei sacerdoti, proprio come Cristo ha amato e servito la Chiesa attraverso gli apostoli, i primi vescovi.

Si approssima un cambiamento di incarico per il cardinale Roche?

Nella nostra traduzione da Substack.com. Le voci sul cardinale Roche potrebbero non essere confermate, ma, considerate insieme alla rimozione di Peña Parra, all'ascesa di Rudelli e ad una serie di nomine strategiche, indicano un cambiamento decisivo di metodo oltre che di stile da parte di Roma. Precedente qui. Vedi l'indice degli articoli sulla Liturgia ai tempi di Leone. 

Si approssima un cambiamento di incarico per il cardinale Roche?

Da Roma si moltiplicano le voci su un possibile trasferimento del cardinale Arthur Roche, forse verso l'Ordine di Malta. L'ipotesi, diffusa dal veterano vaticanista Damian Thompson, rimane non confermata. Ma, pur essendo solo una speculazione, si è diffusa rapidamente, e non senza motivo. Roche è giunto a incarnare, per molti ecclesiastici e teologi, gli aspetti più controversi dell'approccio alla liturgia del pontificato di Francesco, soprattutto dopo la Traditionis Custodes e i successivi chiarimenti [Rescritto Roche: quiqui - qui - qui indice generale -ndT], ampiamente giudicati come un'accentuazione, anziché una soluzione, delle tensioni teologiche in gioco. Se il suo mandato sta per concludersi, alla naturale scadenza del suo incarico e in un'età in cui un rinnovo sarebbe insolito, allora un suo possibile trasferimento sarà inevitabilmente interpretato come qualcosa di più di una semplice formalità amministrativa.

mercoledì 1 aprile 2026

Qual è oggi, realmente, la missione della Chiesa?

La Pastorale Migranti dovrebbe essere prima di tutto un luogo dove chi arriva incontri una testimonianza viva della fede cristiana.

Qual è oggi, realmente, la missione della Chiesa?

Ieri mi è capitato di vedere che la Pastorale Migranti aveva partecipato a un evento organizzato in occasione della “Giornata contro l’islamofobia”. Guardando quella notizia mi è nata spontaneamente una domanda. Non una polemica, ma una domanda sincera, di quelle che nascono quando si osservano certe cose e si cerca di capire quale direzione stiamo prendendo.
Qual è oggi, realmente, la missione della Chiesa?

La Chiesa non è nata per inserirsi nel linguaggio politico o culturale del momento. Non è nata per rincorrere le categorie con cui il mondo interpreta i problemi della società. La Chiesa esiste per una ragione molto più semplice e molto più grande: annunciare Gesù Cristo e condurre ogni uomo all’incontro con Lui. Tutto ciò che la Chiesa fa, anche l’accoglienza dei migranti, l’impegno sociale e il dialogo tra comunità diverse, trova senso solo se rimane ancorato a questa missione.

Mons. Gherardini sulla FSSPX

Nella nostra traduzione da OnePeterFive. Il corretto rapporto tra Tradizione e Magistero che Mons. Brunero Gherardini investigò con tanta sagacia negli ultimi suoi studi teologici è il punto centrale della comprensione della crisi dottrinale all'interno della Chiesa.

Mons. Gherardini sulla FSSPX

Leggendo la sua biografia, è difficile capire perché un professore di teologia e filosofia come Monsignor Brunero Gherardini sia stato attaccato con tanta veemenza. [1] Nato nel 1925 a Prato (Toscana), è morto alla veneranda età di 92 anni, nel 2017, a Santa Marinella (Roma). Per tutta la sua vita dedicata al servizio della Chiesa, Gherardini ha seguito un percorso intellettuale e spirituale coerente che lo ha portato a ricoprire posizioni chiave nella famosa Pontificia Universitas Lateranensis e nella Pontificia Academia Sancti Thomae Aquinatis. Lì ha insegnato corsi di ecclesiologia, ecumenismo e altre discipline teologiche fondamentali, dopo essersi fatto conoscere negli anni '60 grazie ai suoi libri dedicati al protestantesimo e, in particolare, a Karl Barth: La parola di Dio nella teologia di Karl Barth (1955); La seconda Riforma. Uomini e scuole del protestantesimo moderno (1964-1966); Protestantesimo oggi (1965); La Madonna in Lutero (1967), ecc.

In Illo tempore /Domenica delle Palme

Nella nostra traduzione da OnePeterFive la consueta meditazione di P. John Zuhlsdorf che ogni settimana ci consente di approfondire i tesori di grazia ricevuti nella domenica precedente [qui].

In Illo tempore /Domenica delle Palme

Da quando abbiamo intrapreso questo cammino spirituale nelle domeniche della Gesima, passo dopo passo ci siamo avvicinati alla Settimana Santa. Ora ci troviamo sulla soglia dei giorni rimanenti della Settimana Santa e del Sacro Triduo, quei tre giorni che rappresentano al contempo la discesa più profonda e la più alta elevazione della Chiesa. La stanchezza può ormai assalirci, eppure i nostri cuori si elevano, perché la meta è vicina: la gloria della Pasqua.

Questa domenica, storicamente, ebbero inizio gli ultimi giorni di Cristo. Questa domenica, essi ricominciano liturgicamente. Attraverso il sacro culto e in virtù del nostro carattere battesimale, questi misteri ci vengono resi presenti e noi li rendiamo presenti nella loro devota celebrazione. Pertanto, il contesto è importante. Per mesi gli scribi e i farisei si erano mostrati ostili al Signore, che commuoveva il popolo con miracoli e insegnamenti di vera autorità. Poco prima del pellegrinaggio a Gerusalemme per la Pasqua, Egli compì il Suo più grande segno pubblico prima della Passione, la risurrezione di Lazzaro a Betania. Dopo di che, come riporta Giovanni, «da quel giorno dunque si consultarono per metterlo a morte» (Giovanni 11,53).

martedì 31 marzo 2026

Il problema dei cristiani in Siria

Il problema dei cristiani in Siria

Il Patriarcato melchita annuncia la cancellazione di tutte le celebrazioni pasquali in Siria a seguito degli attacchi ai cristiani dei terroristi islamici. Nessuno fiata in Occidente.
L'antisemitismo di sinistra e degli islamisti è scontato, dice Giulio Meotti e difende Israele; ma non è antisemitismo criticare il sionismo al potere in Israele e l'evangelismo sionista diffuso negli USA, che non significa criticare l'ebraismo... 

Paolo Pasqualucci. Crisi della Chiesa: Come Paolo VI ha alterato il significato della Messa di san Pio V

A sessant’anni dalla fine del Concilio Merita non dico celebrare, ma almeno ricordare, i diversi aspetti dell'evento che ha cambiato il volto della Chiesa e del quale è vietato mettere in discussione neppure uno iota, posto che chi di dovere lo ha reso una sorta di superdogma indiscutibile e continua a gestire il cambiamento agendo secondo la prassi senza render conto della dottrina. Di seguito il Prof. Paolo Pasqualucci affronta con particolare acribia il tema della Riforma liturgica di Paolo VI. 
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Crisi della Chiesa: Come Paolo VI ha alterato
il significato della Messa di san Pio V

Paolo Pasqualucci

La questione della legittimità della Messa di rito romano antico, tuttora celebrata e seguita da una minoranza pugnace di sacerdoti e fedeli, è tornata d’attualità fra i cattolici.

Può esser utile rammentare in qual modo Paolo VI, nell’imporre la sua rivoluzionaria riforma, abbia creduto di poterla inserire nella Tradizione della Chiesa, mettendo audacemente la sua opera sullo stesso piano di quella di san Pio V.

* * *
Nel Concistoro del 24 maggio 1976, Paolo VI reiterò il suo comando di frequentare la sola Messa Novus Ordo.

Santuario di Cuceglio chiuso ai pellegrini FSSPX

Riprendo pari pari l'articolo che segue per la sua efficacia nel riportare l'accaduto ma soprattutto le sue implicazioni. "Pellegrini arrivano al Santuario dell’Addolorata e trovano il portone sbarrato. La denuncia di don Aldo Rossi: “Aprono a tutti, tranne a chi difende la dottrina”. Polemica sulla decisione attribuita alla diocesi di Ivrea.

Santuario di Cuceglio chiuso ai pellegrini.
Vescovo di Ivrea sotto accusa: "Aprono a tutti, tranne ai cattolici


Cuceglio (Torino) — Una processione. In cammino per chilometri. La statua della Madonna dei Sette Dolori portata a spalla. Sacerdoti, suore, famiglie. Poi il silenzio. E davanti a tutti, un portone chiuso.

Non è un episodio. È un’immagine. Ed è proprio da quell’immagine che nasce il caso che, in poche ore, ha suscitato un vespaio di polemiche.

È accaduto ieri, 28 marzo, al Santuario della Madonna Addolorata di Cuceglio. I fedeli del Priorato San Carlo di Montalenghe avevano organizzato un pellegrinaggio quaresimale, comunicato preventivamente.

lunedì 30 marzo 2026

I coloni occupano le terre dei cristiani in Cisgiordania

Riprendiamo dal Centro Studi Federici. Segnaliamo le interviste, da leggere con attenzione, a due testimoni dell’aumento degli attacchi dei coloni contro la presenza cristiana in Cisgordania, il ‘parroco’ del villaggio cristiano di Taybeh e il ‘vescovo’ ausiliare di Gerusalemme. I coloni sono arrivati ormai alle porte di Betlemme, nel silenzio complice del governo di Roma, che dimentica (o rinnega) il ruolo multisecolare che ebbero gli Stati della Penisola a difesa della Terra Santa.

Taybeh, nuovi attacchi dei coloni contro fabbrica e cava nell’unica cittadina cristiana della Cisgiordania

Nuovo attacco, stamattina, dei coloni israeliani a Taybeh, unica cittadina interamente cristiana della Cisgiordania: nel mirino proprietà pubbliche, una fabbrica di cemento e una cava. Da tempo il parroco, padre Fawadleh, denuncia incursioni nei terreni agricoli, furti di bestiame, vandalismi e restrizioni militari che aggravano isolamento, crisi economica e insicurezza dei residenti
Nuovo attacco dei coloni israeliani questa mattina a Taybeh. A denunciarlo al Sir è il parroco latino della città, l’unica interamente cristiana della Cisgiordania, non lontana da Ramallah, padre Bashar Fawadleh. “Questa mattina – racconta – più di 30 coloni sono entrati nel sito di una cava e di un impianto di betonaggio situati a ovest della città, dove hanno svolto rituali e preghiere talmudiche”. 

Leone XIV e il mito della Restaurazione: perché l'agenda di Francesco continua

Nella nostra traduzione da The Remnant. Leone XIV non sta dando inizio a una restaurazione post-bergogliana, bensì a una riorganizzazione della Curia fondata sulla coesione – inclusiva e strutturale – piuttosto che sull'unità dottrinale. Attraverso nomine, decisioni e orientamenti ecclesiologici, emerge una sostanziale continuità con Francesco in termini di obiettivi, pur con metodi differenti, aprendo scenari di profonda trasformazione senza alcun ritorno al modello Wojtyła-Ratzinger. In definitiva "la Chiesa si sta muovendo verso una profonda riforma ecclesiologica e in questo procede lungo il cammino avviato dal Concilio Vaticano II: che ciò sia dovuto al magistero conciliare o all'interpretazione che gli è stata data è un'altra questione. Resta il fatto che è da quell'evento che è partito questo processo, che, per il momento, non accenna a fermarsi."

Leone XIV e il mito della Restaurazione:
perché l'agenda di Francesco continua


Nelle ultime settimane, diverse nomine importanti sono state interpretate da vari analisti, italiani e non, come segno di una cauta riforma della Curia da parte di Papa Leone XIV. Si dice che il Papa agostiniano sia consapevole dei gravi problemi causati dal precedente pontificato e che cerchi di ripristinare, molto gradualmente ma inesorabilmente, lo status quo pre-bergogiano: così ci racconta una certa narrazione. Ma è davvero così?

Sono trascorsi circa dieci mesi dall'8 maggio 2025, giorno in cui il poco conosciuto Robert Francis Prevost è stato elevato al Trono di San Pietro con il nome di Leone XIV. Sebbene non possiamo, per ovvie ragioni, conoscere il foro interno del Pontefice, possiamo tuttavia esaminare quanto accaduto finora per tentare di elaborare una “visione d'insieme” utile non solo a comprendere ciò che sta accadendo oggi in Vaticano, ma anche a delineare alcuni scenari di ciò che accadrà nei prossimi mesi e anni .

Leone XIV incontrerà a Roma il nuovo arcivescovo donna di Canterbury

Continua, confermato e consolidato da Leone XIV, il falso ecumenismo postconciliare. Di seguito la cronaca dell'evoluzione dell'evento più recente, ignorando di fatto che l’anglicanesimo nega la Presenza Reale e sottomette i suoi vescovi al potere civile. Il primo punto non è solo un dato teologico, ma una verità dottrinale che riguarda la vita spirituale e quella quotidiana di milioni di fedeli, trasformata dall'incontro con Cristo Signore vivo e vero.

Leone XIV incontrerà a Roma
il nuovo arcivescovo donna di Canterbury


A pochi giorni dall'insediamento ufficiale e dal controverso messaggio [qui], leggiamo su Vatican News che Leone XIV incontrerà la nuova arcivescovessa di Canterbury, Sarah Mullally, ricevendola durante il suo viaggio a Roma, in programma dal 25 al 28 aprile.
Risulta anche che hanno avuto luogo nella Chapel of our Lady Martyrdom l’incontro e la preghiera comune con il cardinale Kurt Koch, prefetto del Dicastero per la Promozione dell’unità dei cristiani, per commemorare il 60° anniversario della Dichiarazione Comune del 24 marzo 1966, la prima dichiarazione ecumenica formale tra la Chiesa anglicana e quella cattolica romana firmata da Papa Paolo VI e l’arcivescovo Michael Ramsey (vedi in nota il testo integrale), rinnovata da Bergoglio qui. Koch ha consegnato a Mullally la lettera di auguri e benedizioni di Leone XIV.

domenica 29 marzo 2026

Gerusalemme. La polizia israeliana impedisce al card. Pizzaballa l'accesso al Santo Sepolcro

Gerusalemme. La polizia israeliana impedisce
al card. Pizzaballa l'accesso al Santo Sepolcro

La polizia israeliana ha impedito al Cardinale Pizzaballa e al Custode di Terra Santa, Padre Francesco Ielpo, OFM, di celebrare la Messa nel Santo Sepolcro la Domenica delle Palme.

In una dichiarazione, il Patriarca latino scrive:

Questa mattina, la polizia israeliana ha impedito al Patriarca latino di Gerusalemme, Sua Beatitudine il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Capo della Chiesa Cattolica in Terra Santa, e al Custode di Terra Santa, Monsignor Francesco Ielpo, OFM, Custode ufficiale della Chiesa del Santo Sepolcro, di entrare nella Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme, mentre si recavano a celebrare la Messa della Domenica delle Palme.

I due sono stati fermati lungo il percorso, mentre si recavano in processione privata e senza alcuna connotazione cerimoniale, e sono stati costretti a tornare indietro. Di conseguenza, e per la prima volta da secoli, ai Capi della Chiesa è stato impedito di celebrare la Messa della Domenica delle Palme nella Chiesa del Santo Sepolcro.

Questo episodio costituisce un grave precedente e manca di rispetto alla sensibilità di miliardi di persone in tutto il mondo che, durante questa settimana, guardano a Gerusalemme. Fonte: Latin Patriarchate of Jerusalem

Settimana Santa a Tolentino

I Confratelli “sacconi” di Tolentino invitano alla PREGHIERA NELLA SETTIMANA SANTA 2026 SECONDO LA TRADIZIONE DEI PADRI NEL VENERABILISSIMO RITO ROMANO ANTICO.
Istituto del Buon Pastore
Unità Pastorale 8
Confraternita del Sacro Cuore di Gesù detta dei “sacconi”
Tolentino, Chiesa del Sacro Cuore
CENTRO STORICO, VIA CORRIDONI 16

DOMENICA DELLE PALME 29 marzo 2026 Ore 15,30 Sante Confessioni ( due Sacerdoti ) ore 16,00 Benedizione delle Palme e solenne processione
Santa Messa Solenne in Terzo
Gregorianista M° Francesco Mazzeo

Da Roma. “Un’inclusione generosa” per i cattolici che celebrano la Messa tridentina?

Nella nostra traduzione da The Remnant. Mentre la Chiesa commemora l'anniversario della morte dell'arcivescovo Marcel Lefebvre, Leone XIV lancia un appello all'"unità" sulla Messa tradizionale, ma il suo appello giunge in un momento di crescente tensione. Con la Fraternità Sacerdotale San Pio X che si prepara a consacrare nuovi vescovi e molti cattolici che si rivolgono alla Messa tridentina come rifugio dalla confusione liturgica e dottrinale, la domanda rimane: si può ristabilire l'unità senza compromettere la Fede stessa? Qui l'indice degli articoli della Liturgia ai tempi di Leone. Qui la sintesi di due significative interviste di mons. Schneider sulla FSSPX con circostanziati riferimenti alla crisi dottrinale (non solo sulla Liturgia) e ai suoi diversi aspetti.

Da Roma “Un’inclusione generosa” per i cattolici che celebrano la Messa tridentina?

Il 25 marzo, festa dell'Annunciazione della Beata Vergine Maria e 35° anniversario della morte dell'arcivescovo Marcel Lefebvre (1905-1991), fondatore della Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX) e coraggioso difensore della Messa tradizionale in latino (MTL), Papa Leone XIV ha esortato a una "rinnovata unità nella vita liturgica della Chiesa", invitando i vescovi francesi a cercare "soluzioni concrete" per integrare i cattolici devoti alla MTL, mantenendo al contempo la comunione ecclesiale, come riportato da EWTN.

In particolare, il Papa ha affermato di essere “particolarmente attento” alla questione della liturgia, riconoscendo le sue preoccupazioni espresse dal cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, ai vescovi francesi riuniti per la loro assemblea plenaria primaverile a Lourdes (24-26 marzo), lamentando le attuali divisioni liturgiche come “una ferita dolorosa” all'interno della Chiesa, secondo quanto riportato da Gaudium Press.

Seconda Domenica di Passione / Domenica delle Palme

Con la Domenica delle Palme, Domenica dell'Osanna o più propriamente Domenica della Passione del Signore, inizia la solenne annuale celebrazione della Settimana Santa, nella quale vengono ricordati e celebrati gli ultimi giorni della vita terrena di Gesù, con i tormenti interiori, le sofferenze fisiche, i processi ingiusti, la salita al Calvario, la crocifissione, morte e sepoltura e infine la sua Risurrezione e Ascesa al cielo. 
Per una visione d'insieme su questo tempo liturgico, vedi: Cap. I - Storia del tempo di Passione e della Settimana Santa [qui]; Cap. II - Mistica del Tempo di Passione [qui]; Cap. III - Pratica del tempo di Passione e della Settimana Santa [qui]; Domenica di Passione [qui].

Seconda Domenica di Passione 
Domenica delle Palme

Ant.
- Matt. 21, 9 - Hosánna fílio David: benedíctus qui venit in nómine Dómini. Rex Israël: Hosánna in excélsis.
Matt. 21, 9 - Osanna, o figlio di Davide: Benedetto Colui che viene nel nome del Signore. O Re di Israele: Osanna nell’alto dei cieli.

La partenza da Betania.
Di primo mattino, Gesù lascia a Betania Maria sua madre, le due sorelle Marta e Maria Maddalena, con Lazzaro, e si dirige a Gerusalemme in compagnia dei discepoli. Trema la Vergine, nel vedere così il Figlio avvicinarsi ai suoi nemici, che bramano versare il suo sangue; però oggi, Gesù, non va incontro alla morte a Gerusalemme, ma al trionfo. Bisogna che il Messia, prima d'essere sospeso alla croce, sia, in Gerusalemme, proclamato Re dal popolo; e che di fronte alle aquile romane, sotto gli occhi dei Pontefici e dei Farisei rimasti muti per la rabbia e lo stupore, la voce dei fanciulli, mescolandosi con le acclamazioni della cittadinanza, faccia echeggiare la lode al Figlio di David.

sabato 28 marzo 2026

Vescovo Schneider: "Perché attaccare pubblicamente la Fraternità Sacerdotale San Pio X, minacciarla e definirla scismatica?"

Riprendiamo dal sito della FSSPX.  Il vescovo Athanasius Schneider, vescovo ausiliare della diocesi di Astana, ha recentemente rilasciato interviste a The Remnant e a Certamen. In queste interviste, di amplissimo respiro, esorta i suoi confratelli vescovi a riconsiderare la Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX), vedendo le prossime consacrazioni del 1° luglio come una benedizione per la Chiesa e non nascondendo il suo desiderio di vedere un giorno l'arcivescovo Lefebvre canonizzato. Richiamo l'attenzione sui numerosi link di riferimento per approfondire le questioni dottrinali evidenziate da mons. Schneider. 

Vescovo Schneider: "Perché attaccare pubblicamente la Fraternità Sacerdotale San Pio X, minacciarla e definirla scismatica?"

Una prospettiva plasmata dalla conoscenza diretta della Fraternità
Il 25 marzo 2026, nel 35° anniversario della morte dell'arcivescovo Lefebvre, il giornalista Michael J. Matt ha intervistato il vescovo diocesano Athanasius Schneider sul canale televisivo americano The Remnant TV. Il vescovo Schneider ha ripercorso il suo cammino dal giorno della sua nomina a visitatore ufficiale del Vaticano presso la Fraternità Sacerdotale San Pio X:

«Nel 2015, più di 10 anni fa  Papa Francesco mi chiese, insieme ad altri tre vescovi, di visitare diverse case della Fraternità, compresi i seminari. Ero uno dei vescovi ufficialmente incaricati dalla Santa Sede.»

Prima di tutto, i cristiani

Nella nostra traduzione da Substack.com
Prima di tutto, i cristiani
Parole, scismi ed eresie

Chiesa Santi Ambrogio e Theodolo, Stresa (VCO, Italia), L'Esaltazione della Santa Croce

Divisioni e nomi
Talvolta, entrando in contatto con diverse confessioni cristiane, constatiamo con sorpresa che il termine "cristiano" è quasi completamente sostituito da altre denominazioni. Dopo il Grande Scisma d'Occidente e d'Oriente del 1054, si parlava di "cattolici" e "ortodossi". Poi, con la Riforma protestante, il numero di denominazioni di comunità protestanti e neoprotestanti è aumentato rapidamente. Oggi conosciamo "luterani", "calvinisti", "unitariani", "battisti", "avventisti", "pentecostali" e molte altre comunità simili. Ancora più grave è il fatto che persino all'interno della Chiesa "una, santa, cattolica e apostolica", siano sorte divisioni, come testimoniano i nomi utilizzati. Così, spesso sentiamo parlare di cattolici "liberali" (o "progressisti"), "conservatori" e "tradizionalisti".

venerdì 27 marzo 2026

I sette dolori di Maria Santissima

Celebriamo oggi i Sette Dolori della Madonna. Questa devozione alla Mater dolorosa, prima che Pio X ne fissasse la festa liturgica il 15 settembre, veniva ricordata il venerdì precedente la Domenica delle palme. La nostra bella Madre,  con la sua compassione ("cum patior", soffrire con Gesù) ha contribuito alla nostra stessa salvezza. Questa è la corredenzione [qui - qui - quiqui - qui l'indice degli articoli dopo la Mater populi fidelis], l'attiva cooperazione di Maria nella salvezza dell'umanità. La Madonna è la nuova Eva. Con la sua obbedienza e le sue lacrime materne, ha acquistato per noi, in Cristo e per Lui, la vita eterna.

I sette dolori di Maria Santissima
Stabat Mater dolorósa
iuxta crucem lacrimósa,
dum pendébat Fílius.
[qui]

La compassione della Madonna

La pietà degli ultimi tempi ha consacrato in una maniera speciale questo giorno alla memoria dei dolori che Maria provò ai piedi della Croce del suo divin Figliolo. La seguente settimana è interamente dedicata alla celebrazione dei Misteri della Passione del Salvatore, e sebbene il ricordo di Maria che soffre insieme a Gesù sia sovente presente al cuore del fedele, il quale segue piamente tutti gli atti di questo dramma, tuttavia i dolori del Redentore e lo spettacolo della giustizia divina che s'unisce a quello della misericordia per operare la nostra salvezza, assillano troppo la mente, perché sia possibile onorare come merita il mistero della compassione di Maria ai patimenti di Gesù. Conveniva perciò che fosse scelto un giorno, nell'anno, per adempiere a questo dovere; e quale giorno meglio si addiceva del Venerdì della presente settimana, ch'è di per se stesso interamente dedicato al culto della Passione del Figlio di Dio?

L'IA e l'importanza della mente umana e delle capacità di scelta

Oltre alle capacità di scelta, che ne facciamo della coscienza? E come formare una retta coscienza in persone completamente dipendenti dalla tecnologia? Il problema è chi crea gli algoritmi e in base a quali scelte. C'è sempre un orientamento di base.... Qui l'indice degli articoli sulla realtà distopica.

L'IA e l'importanza della mente umana e delle capacità di scelta

Il cervello della sua navicella smise di esistere a circa 160 chilometri sopra la Terra. In quell’istante, non c’erano più sistemi, né automatismi, né calcoli affidati alle macchine. Restava solo lui. E così, senza esitazione, divenne lui stesso la navicella.

Era il 16 maggio 1963. Gordon Cooper orbitava attorno al pianeta dentro una capsula metallica poco più grande di una cabina telefonica, lanciato a quasi 28.000 chilometri all’ora. Era lassù da oltre ventiquattr’ore, ventidue orbite già compiute. Tutto stava andando come previsto. Fino a quando il silenzio dello spazio fu spezzato dagli allarmi.

Prima un errore, quasi banale: un sensore impazzito segnalava una caduta verso la Terra. Non era vero. Cooper lo ignorò, lo spense. Un fastidio, nulla di più. Ma era solo l’inizio.

Santa Pasqua 2026 a Sant'Anna al Laterano

Carissimi,
La domenica V di Quaresima [qui], la I Domenica di Passione, ha rappresentato il preludio ai grandi misteri dell’imminente Settimana Santa. Abbiamo sentito Gesù pervenire all’estrema barriera del mondo di peccato. Innanzi a lui, Salvatore universale, si è levato tremendo e minaccioso il mistero del male, del peccato della morte. Il Figlio di Dio è accusato di avere a che fare col demonio: la vetta massima della salvezza innanzi all’abisso più profondo della caduta, pronto per essere lapidato. Ma non era ancora giunta la sua ora.
Settimana Santa
29 marzo Domenica delle Palme: con essa entreremo nel cuore del Mistero della Redenzione. “Vexilla Vexilla regis pròdeunt, fulget crucis mysterium, quo carne carnis conditor suspensus est patibulo” [vedi].
La chiesa aprirà alle ore 15,00 per le Confessioni. Ore 15,30 recita del S. Rosario. Ore 16,00 Benedizione delle Palme, Processione con i rami benedetti e S. Messa.

Il Lunedì, Martedì, Mercoledì di Passione potremo intensificare il nostro impegno di penitenza di preghiera partecipando alla S. Messa.

Giovedì, Venerdì e Sabato Santo potremo recarci nelle chiese dove la Liturgia del Santo Triduo sarà celebrata. È importante per il cristiano partecipare alla Liturgia di questi tre giorni anche se richiederà un po’ di sforzo.
Ricordo i canoni del Codice di Diritto canonico che regolano il giorno di penitenza del Venerdì Santo:
“Can. 1251. Si osservi l’astinenza dalle carni o da altro cibo, secondo le disposizioni della Conferenza Episcopale, in tutti i singoli venerdì dell’anno, eccetto che coincidano con un giorno annoverato tra le solennità; l’astinenza e il digiuno, invece, il Mercoledì delle Ceneri e il Venerdì della Passione e Morte del Signore Nostro Gesù Cristo [Venerdì Santo].
Can. 1252. Alla legge dell’astinenza sono tenuti coloro che hanno compiuto il 14 anno di età; alla legge del digiuno, invece, tutti i maggiorenni fino al 60 anno iniziato”.

5 aprile Domenica di Pasqua, festa delle feste, gioia completa dei cristiani. In un attimo di mistero e di miracolo, Cristo passa dalla morte alla vita. In cielo e in terra si apre il giorno nuovo celebrato dalla Sacra Liturgia per Otto giorni, poi per cinquanta giorni e infine ogni Domenica. In ogni parte del mondo i redenti si raccolgono con gli Angeli attorno all’Altare sul quale sta Cristo vittorioso, nostro unico e vero Agnello.
La chiesa aprirà alle ore 15,00 per le Confessioni. Alle ore 16,00 Processione e canto del “Salve festa dies” e S. Messa.

6 aprile Lunedì dell’Angelo. L’Ottava di Pasqua era fino al X secolo un’unica festa. La festa di Pasqua merita veramente di essere chiamata il giorno del Signore: il trionfo di Cristo inaugura il mondo nuovo che avrà la sua pienezza nell’eternità. Durante l’ottava canteremo la gioia di questo giorno.
Il 6 aprile la chiesa aprirà alle ore 15,00 per le Confessioni. Ore 15,30 recita del S. Rosario. Ore 16,00 S. Messa.

A tutti auguro di vivere intensamente e con partecipazione i Misteri della Morte e Risurrezione del nostro Salvatore Gesù Cristo.

L'irenismo modernista di Leone nei confronti dell'Anglicanesimo

Mons. Viganò su X. Qui l'indice dei precedenti. Avevo letto dell'evento di Sarah Mullally nominata arcivescovo di Canterbury al posto di Justin Welby [qui], per la quale non sono mancate neppure le congratulazioni del card. Koch, Prefetto per la promozione dell'unità dei cristiani [qui]. Ma non avrei mai pensato ad un coinvolgimento del genere da parte di Leone XIV [vedi]... Sono gli evidenti frutti conciliaristi della nuova chiesa sinodale, che mons. Viganò inquadra nella loro grave istanza compromissoria se non eretica. Non meraviglia quindi il titolo sottilmente compiaciuto del quotidiano dei vescovi, Avvenire: “Anglicani, per la prima volta una donna a capo della Chiesa d’Inghilterra”.
Ricordo qui una riflessione di mons. Gherardini sull'Anglicanorum coetibus di Benedetto XVI.

L'irenismo modernista di Leone nei confronti dell'Anglicanesimo 

Leone abbraccia l’eresia ecumenista solennemente condannata da Pio XI nella Mortalium Animos, trattando la Comunione Anglicana – i cui "ordini sacri" furono dichiarati assolutamente nulli da Leone XIII nell’Apostolicæ Curæ – come “Chiesa sorella” con cui “camminare insieme” in virtù di un battesimo comune, senza esigere la conversione all’unica vera Chiesa Cattolica Apostolica Romana.

Tale irenismo modernista, che elogia il dialogo ARCIC (Anglican-Roman Catholic International Commission) e invoca una “testimonianza comune” senza affermare l’unicità cattolica, dissolve il dogma “Extra Ecclesiam nulla salus” e riduce l’unità voluta da Nostro Signore a un compromesso sentimentale. Non stupisce che le “autorevolissime fonti magisteriali” con cui Leone legittima l’ecumenismo siano il Vaticano II e i papi conciliari. Non uno dei Papi precedenti il Concilio avrebbe mai osato pensare e scrivere simili orrori.

Il saluto a una “arcivescovessa” aggrava infine lo scandalo, violando il Magistero immutabile che esclude la possibilità di un sacerdozio femminile e conferma la totale invalidità di ogni pretesa ordinazione anglicana.

Ma se “san” Paolo VI è in paradiso, dove si trova il Martire San Thomas Becket? [Il riferimento è a San Tommaso Becket, martire inglese, per il suo ruolo di Arcivescovo di Canterbury, la cui Cattedra è oggi usurpata da un’abortista woke, laica e eretica].

Il cardinale Parolin parla della Messa tradizionale

Nella nostra traduzione da The Catholic Herald. Qui l'indice degli articoli sulla Liturgia ai tempi di Leone.

Il cardinale Parolin parla della Messa tradizionale

Il cardinale Pietro Parolin ha riconosciuto la profondità delle divisioni che circondano la Messa tradizionale in latino, avvertendo che la Chiesa deve evitare che la liturgia diventi fonte di conflitto.

Parlando apertamente al Catholic Herald, il Segretario di Stato si è detto in sintonia con la valutazione del Papa sulla situazione, affermando: "Credo che tutti condividiamo questa, diciamo, valutazione data dal Papa". Ha proseguito: "Nel senso che la liturgia non deve diventare fonte di conflitto e divisione tra noi". Le sue osservazioni riflettono una crescente consapevolezza all'interno della Curia Romana che le tensioni sulla forma antiquior del Rito Romano rimangono irrisolte malgrado successivi interventi.

giovedì 26 marzo 2026

La lotta infinita tra due manicheismi

Estraggo dai commenti e condivido.
La lotta infinita tra due manicheismi

Si denuncia giustamente la componente megalomane della dirigenza israeliana attuale, quella dei sionisti che aspirano a realizzare il c.d. Grande Israele, magari includendovi la ricostruzione del Tempio (sarebbe il Terzo Tempio).
Ma si denuncia la megalomania degli ayatollah? Contro le aspettative, hanno dimostrato di avere un armamento missilistico diversificato ed imponente; hanno appena tirato fuori due missili intercontinentali, lanciandoli contro l'atollo di Diego Garcia nell'Oceano Indiano, base angloamericana: uno dei due è arrivato ma è stato abbattuto.
La megalomania sta nell'essersi costruiti un arsenale così gigantesco, capace di portare carichi nucleari a grandi distanze, arsenale al servizio di una politica di totale aggressione verso Israele, chiamata sempre "l'entità sionista", che non deve esistere e deve esser distrutta. Con gli eserciti terroristi finanziati e armati da Teheran, con la pressione psicologica e propagandistica continua, con l'eventuale uso di missili, anche atomici.
Gli ammiratori dell'islam shiita dovrebbero riflettere su quest'aspetto della mentalità degli ayatollah, che sembra incapace di qualsiasi politica di compromesso: dietro le dottrine islamiche peculiari praticate dagli sciiti c'è l'eredità manichea. Mani era persiano, morì in carcere nel 277 d.C. La sua religione contiene molteplici spunti gnostici ma riflette nello stesso tempo il cd. "dualismo iranico", già presente nello Zoroastrismo. Il mondo è cosmicamente diviso in due forze, il bene e il male, che sono di uguale forza e potenza e si contrappongono come la luce alla tenebra ("due principi coeterni di ugual potenza in irreconciliabile, essenziale opposizione"- Jonas). Nessun compromesso è possibile tra di loro, il male deve esser distrutto, in modo radicale e totale.
C'è quest'eredità spirituale che pesa, nella forma mentis della teocrazia shiita. Abbiamo così un approccio tendenzialmente sempre manicheo, al quale fa da contraltare la componente estrema del sionismo, quella dei fanatici del Grande Israele e del Terzo Tempio.
Usando il termine in senso generale, possiamo parlare di due manicheismi che si stanno ferocemente combattendo.

Il vescovo Strickland annuncia il "Digiuno di Ninive" per espiare i "peccati gravi".

Nella nostra traduzione da Lifesitenews  Vescovo Strickland: "Il digiuno ci allontana da noi stessi e ci avvicina a Dio. Diventa un atto di riparazione". Questo impegno inizierà domani venerdì 27 marzo e proseguirà il quarto venerdì di ogni mese, per i successivi otto mesi, per un totale di nove giorni di digiuno. Qui l'indice dei precedenti interventi. 

Il vescovo Strickland annuncia il "Digiuno di Ninive"
per espiare i "peccati gravi".

Cari fratelli e sorelle in Cristo,
Nel Vangelo ci sono momenti in cui persino gli apostoli – i più vicini a Nostro Signore – si imbattono in un male che richiede qualcosa di più.

Erano stati inviati.
Avevano predicato.
Avevano scacciato i demoni nel Suo nome.

Eppure, in un istante, si sono trovati nell'impossibilità di liberare il figlio malato di un uomo.

Giurisdizione inseparabile?

Riprendiamo dal sito della FSSPX. Precedente recente qui (vedi anche commenti).
Giurisdizione inseparabile?

Tra le critiche teologiche rivolte alle prossime consacrazioni episcopali, alcune provengono da figure di spicco, ma non è sempre così. Qua e là, anche alcuni contributori meno noti offrono le proprie argomentazioni per entrare nel dibattito.

Ad esempio, Jean Bouër, editorialista di Politique Magazine, contesta la "delicata" argomentazione della Fraternità secondo cui i poteri dell'Ordine sacro e la giurisdizione sono separabili e che è quindi possibile consacrare i vescovi senza conferire loro la giurisdizione. Al contrario, per il giornalista è un dato di fatto che «quando un vescovo viene consacrato, gli viene sempre assegnata una giurisdizione» [1]. Ne è prova il fatto che quando viene consacrato un vescovo senza una vera e propria diocesi, come un nunzio o un vescovo ausiliare, gli viene sempre assegnata una diocesi «in partibus infidelium», cioè «nelle terre degli infedeli». Si tratta spesso di ex diocesi cadute in mani musulmane nel corso della storia. Un vescovo di questo tipo viene quindi definito vescovo «titolare».

mercoledì 25 marzo 2026

Leone XIV ai vescovi francesi: liturgia, abusi, educazione cattolica

Messaggio di Leone XIV, a firma del segretario di Stato Parolin, per la plenaria della Conferenza Episcopale francese a Lourdes che, tra i temi in agenda, ha anche quello della Messa tradizionale. Il Papa chiede di cercare “soluzioni concrete per includere le persone legate al Vetus Ordo”. Sulla questione abusi, esorta a manifestare attenzione alle vittime e misericordia verso tutti, inclusi i sacerdoti colpevoli. E incoraggia a difendere "con determinazione" l'insegnamento cattolico. Leggiamo su ACIstampa quanto ripreso di seguito. Il tutto centrato sul mantra dell'inclusione e sulla cartina di tornasole del Vaticano II, sul quale basterebbe poter discutere... Qui l'indice degli articoli sulla Liturgia ai tempi di Leone.

Leone XIV ai vescovi francesi: liturgia, abusi, educazione cattolica

Città del Vaticano, 25 Marzo 2026 -- Arriva un messaggio di papa Leone XIV, a firma di Parolin, segretario di Stato Vaticano, in occasione dell’assemblea plenaria di primavera della Conferenza Episcopale francese, in corso da ieri 24 marzo, a Lourdes, fino a domani giovedì 26.

Temi del messaggio, la Liturgia e il tema degli abusi, oltre all'educazione cattolica. Pe il pontefice è importante manifestare attenzione alle vittime e misericordia “verso tutti”, inclusi i sacerdoti colpevoli. Inoltre, sul tema della Messa tradizionale auspica “soluzioni concrete che permettano di includere generosamente le persone sinceramente legate al Vetus Ordo”. Questo senza nascondere la grave preoccupazione per il fatto che “continui ad aprirsi nella Chiesa una dolorosa ferita riguardante la celebrazione della Messa, il sacramento stesso dell’unità”. Ed è proprio sull’unità che il pontefice continua a scrivere: “È certamente necessario un nuovo sguardo di ciascuno verso l’altro, in una maggiore comprensione della sua sensibilità; uno sguardo che possa permettere a fratelli ricchi della loro diversità di accogliersi reciprocamente, nella carità e nell’unità della fede”, si legge nel messaggio.

Una vittoria di Pirro

C’è stata una vittoria delle forze globaliste in Italia, coalizzate attorno all’ANM e vs la Meloni. Pare che abbiano votato più di un milione di immigrati cui è stata data la cittadinanza. Da non sottovalutare. Hanno pesato anche le guerre, forse anche i pesanti finanziamenti all'Ucraina. Comunque è una vittoria del Deep State Italiano, ma è una vittoria di Pirro. Chi ha vinto oggi è già dimissionario dall’ANM per motivi familiari. C'è da farsi qualche domanda.

Una vittoria di Pirro

Non pensavo possibile che ci fosse un livello di superficialità così alto tra tra le élite intellettuali dei magistrati e della sinistra italiana, e ammetto che mi sono totalmente sbagliato. Ci sono vittorie che non si dovrebbero mai nemmeno cercare di ottenere, non solo perché sono sbagliate, ma perché sono l’anticamera di un inferno che si aprirà sotto i piedi di chi le ha ottenute. Questi non si rendono conto di cosa hanno fatto. Una vittoria elettorale, ottenuta con le mistificazioni e le opere mediatiche oscene, se non è protetta a livello internazionale si ritorcerà contro i vincitori.

Storicamente la gran parte dei magistrati italiani si è costituita in una forza sopra la politica, ed ha conquistato man mano, grazie ad una base giuridica creata nel 1941, un potere abusivo che ha accresciuto e attraverso cui, a partire dal 1992, ha letteralmente ucciso la DC e il PSI, e quindi la piena sovranità del Parlamento italiano. In una stagione di cessione di sovranità all’UE, questa cosa si poteva fare, ma ora la stagione è cambiata.