Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

martedì 17 febbraio 2026

Quaresima 2026 a Sant'Anna al Laterano

Mercoledì 18 febbraio, feria IV Cinerum, ore 16,00 nella Chiesa di Sant’Anna al Laterano S. Messa preceduta dalla benedizione e imposizione delle sacre ceneri.
* * *
Carissimi,
Dopo i tre tocchi di campanello di Settuagesima, Sessagesima e Quinquagesima, Mercoledì 18 febbraio, feria IV Cinerum comincerà la Quaresima, tempo sacro che risale alla più remota antichità della Chiesa, forse alla stessa età apostolica. Imitando Gesù nei suoi quaranta giorni nel deserto dopo il Battesimo nel Giordano e prima del suo ministero pubblico, considereremo questo tempo strettamente penitenziale meditando sulla condizione umana segnata dal peccato e dalla caducità che è causa della nostra morte spirituale oltre che fisica. Dal peccato ci redimerà la Passione e Morte del Salvatore, espressione dell’infinito amore col quale Cristo offrì il prezioso suo Sangue per noi. Ci prepareremo dunque a partecipare vivamente alla Passione di Gesù, a morire misticamente con lui, per risorgere con lui nel mattino radioso della Santa Pasqua. La penitenza alla quale ci sottoporremo ci sarà d’aiuto, con la Grazia di Dio, a risollevarci, e riscattarci dal nostro stato di caduta.

La Quaresima come occasione per ammorbidire un cuore duro

Un precedente qui.
La Quaresima come occasione per ammorbidire un cuore duro

Ci avviciniamo all'inizio della Quaresima ed è l'occasione per riflettere su come la osserveremo per purificarci dai peccati e prepararci alla celebrazione della Resurrezione del Signore. Avremmo dovuto pensare a quali preghiere e penitenze intraprendere prima che il Mercoledì delle Ceneri giungesse improvvisamente (ed è ormai domani) e la Quaresima ha inizio. Questo, infatti, era lo scopo dell'antico periodo preparatorio della Settuagesima, Sessagesima, Quinquagesima, che abbiamo osservato in base al rito romano tradizionale. Per essere concreti su ciò che intendiamo fare dovremmo includere qualcosa di positivo, non semplicemente "rinunciare" a questo o a quello, anche se, in verità, sarebbe una penitenza liberatoria rinunciare non solo al dolce o al liquore, ma a qualcosa che (per molti) è più duro: televisione, film, internet, Instagram o X, ecc. Ma ora ci concentriamo su una pratica quaresimale positiva che potrebbe rivelarsi così fruttuosa da decidere di continuarla anche in seguito: la lectio divina.

C'è qualcosa di profondamente sbagliato quando la Chiesa si sente a disagio nel parlare della propria Madre.

Nella nostra traduzione da Pillars od Faith. "Non si protegge Cristo mettendo da parte Sua Madre. Non si salva la Chiesa indebolendo le sue ancore. E non si sopravvive alla tempesta andando alla deriva". Precedente specifico qui. Qui l'indice dei numerosi interventi del vescovo Strickland.

C'è qualcosa di profondamente sbagliato quando la Chiesa
si sente a disagio nel parlare della propria Madre.


Una Chiesa senza la Madre non crolla dall'oggi al domani. Non la dichiara scomparsa. Non la rifiuta formalmente. Semplicemente diventa cauta. Misurata. Timorosa della chiarezza. Vergognosa della certezza. E in breve tempo, comincia a suonare... sconosciuta.

Una Chiesa senza la sua Madre diventa una Chiesa che parla incessantemente di accompagnamento, ma raramente di obbedienza. Una Chiesa che valorizza il dialogo più della verità. Una Chiesa che preferisce la sicurezza alla santità. Una Chiesa che ha imparato a sopravvivere alle tempeste andando alla deriva piuttosto che ancorandosi. Ed è qui che ci troviamo ora.

Il 'Per ipsum'

Conosciamo più a fondo le sublimi formule della Messa dei secoli e gli elementi che ne fanno un unicum irreformabile. Ogni semplice sfumatura è densa di significati per nulla scontati a prima vista. Minuzie, patrimonio del passato, da custodire nel presente e per il futuro. Conoscerle non è ininfluente per una fede sempre più profonda e radicata. Grande gratitudine a chi ce le offre con tanta generosa puntualità. Nella nostra traduzione da New Liturgical Movement oggi ci soffermiamo sul Per ipsum. Qui l'indice degli altri articoli sulle formule del latino liturgico.

Il 'Per ipsum'

Dopo il Per quem haec omnia [qui], il sacerdote conclude il Canone con:
Per ipsum, et cum ipso, et in ipso, est tibi Deo Patri omnipotenti, in unitáte Spíritus Sancti, omnis honor et gloria… per omnia saecula sæculórum. ℟. Amen.
Che traduco come:
Per mezzo di Lui stesso, con Lui stesso e in Lui stesso, ogni onore e gloria appartiene a Te, Dio Padre Onnipotente, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. ℟. Amen.
La formulazione del Per ipsum è ispirata a Romani 11, 36:
Quis enim cognovit sensum Domini? aut quis consiliarius ejus fuit?
aut quis prior dedit illi, et retribuetur ei?
Quoniam ex ipso, et per ipsum, et in ipso sunt omnia: ipsi gloria in saecula. Amen
. (Rom. 11, 34-36)
Che il Douay-Rheims traduce come:

lunedì 16 febbraio 2026

Mai tante messe tradizionali come oggi nel mondo

Non è la prima volta che constatiamo come la resistenza di chi la ama e lo scalpore suscitato dalle assurde restrizioni sembra aver fatto meglio conoscere e amare la messa dei secoli. Du seguito un quadromaggiornato della situazione. Precedente qui.
Mai tante messe tradizionali come oggi nel mondo

Dall’introduzione del novus ordo, non ci sono mai state così tante messe tradizionali come ora.

Lo dicono i dati pubblicati da latinmass.com. Attualmente infatti sono 2100 i luoghi in cui il rito vetus ordo viene celebrato regolarmente in tutto il mondo. Prima di “Traditionis custodes” (2021) erano circa 1800.

I principali dispensatori di messe tradizionali sono:
  •  il clero diocesano: 777 sedi
  • la Fraternità sacerdotale San Pio X (più di 700 sedi)
  • la Fraternità sacerdotale di San Pietro (224 sedi)
  • l’Istituto di Cristo Re: 91 sedi.
Il maggior numero di sedi di messe tradizionali si trova in Europa e in Nord America. Seguono l’America Latina e l’Australia. Attualmente, l’Africa conta diciannove luoghi, di cui quindici serviti dalla FSSPX.

In Asia la presenza è minore: la FSSPX gestisce due sedi di messa in Giappone e in Corea del Sud. Taiwan ha due messe domenicali sotto la responsabilità della diocesi.

Nell’Europa dell’Est la Russia e la Bielorussia hanno due sedi di messa diocesane ciascuna. La FSSPX è presente anche a Mosca, accanto alle celebrazioni diocesane.
Fonte: latinmass.com

Il vescovo ordina sacerdote utilizzando il rito pre-Vaticano II, nonostante la Traditionis custodes

Nella nostra traduzione da The Catholic Herald un caso che fa emergere la confusione, ma anche le sacche di resistenza a restrizioni arbitrarie nella chiesa del nostro tempo.

Il vescovo ordina sacerdote utilizzando il rito pre-Vaticano II,
nonostante la Traditionis custodes


Un vescovo francese ha ordinato un sacerdote utilizzando il Pontificale Romanum precedente al Concilio Vaticano II, in una cerimonia che ha riacceso le tensioni irrisolte relative all'attuazione delle restrizioni imposte da Papa Francesco alla liturgia tradizionale.

Sabato 17 gennaio, Mons. Alain Castet, 75 anni, vescovo emerito di Luçon, ha ordinato sacerdote Fratel Thomas-Marie Warmuz a Chémeré-le-Roi, nella Francia occidentale. L'ordinazione ha avuto luogo all'interno della Fraternità di San Vincenzo Ferrer, una confraternita clericale di ispirazione domenicana nota per il suo uso esclusivo dei riti liturgici tradizionali. Durante la stessa cerimonia, Fratel André-Marie Mwanza è stato ordinato suddiacono.

De Maria numquam satis (3)

Riportiamo la terza parte ed ultima parte di un articolo su Maria Corredentrice, paradigma di vita cristiana. Parte 1; Parte 2. Qui l'indice degli articoli su Maria Corredentrice

De Maria numquam satis
La sofferenza vicaria, il Corpo mistico e la manifestazione della vera religione
p. Serafino Lanzetta, 11 Febbraio 2026

La corredenzione vissuta manifesta la vera religione
Questo mistero, la cooperazione in atto, la corredenzione vissuta, è anche una manifestazione della fede cattolica quale vera religione. Questo punto lo aveva già espresso molto bene Padre Benson. Egli fu straordinariamente brillante nel dimostrare che la Chiesa Cattolica è la sola vera Chiesa. E lo poteva fare con particolare autorità, perché veniva dall’Anglicanesimo. Conosceva dall’interno il mondo protestante. Padre Benson ci dice che “solo nella Chiesa Cattolica” il principio della sofferenza vicaria viene “manifestato, accolto e vissuto”. Si tratta di qualcosa di unico che manifesta l’unicità del Cattolicesimo.

La fede biblica veterotestamentaria è intrisa di questo principio della sofferenza vicaria nel suo preparare la via al Messia che, contrariamente alle attese esuberanti di chi si gloriava in un nome di predilezione o nel tempio quale maestà cultuale insuperabile, prenderà su di sé il peccato del popolo, distruggendo il tempio, il suo corpo (cf. Gv 2,19). In modo esemplare, rifulge nell’Antica Alleanza la figura del Servo sofferente di YHWH (Is 53, 3-10), di Colui che “è stato trafitto per le nostre trasgressioni, schiacciato per le nostre iniquità; il castigo per cui abbiamo la pace è su di lui; per le sue lividure noi siamo stati guariti”. Questo Servo è chiaramente Gesù, l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo (cf. Gv 1,29). Tuttavia, al di fuori del contesto biblico, vetero e neo-testamentario fedelmente delineato, il concetto di espiazione vicaria si offusca e si smarrisce. Se è già arduo preservarlo nella sua verità biblica – molti sono i tentativi storico-critici di disfarsene relegandone i presupposti alla religione pagana e mitologica – al fuori di questo contesto il tema diventa ostico. Infatti, se ad esempio interroghiamo l’Islam – una doverosa indagine per ragioni monoteistiche – ci si avvede quanto mai dell’importanza dell’espiazione e sofferenza vicarie con i suoi risvolti sociali, proprio in ragione del suo rifiuto radicale.

domenica 15 febbraio 2026

Verità e Confessione

Verità e Confessione
Sermone per domenica 15 febbraio 2026

1 Giovanni 1:8–10
Se diciamo di non aver peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi. Se confessiamo i nostri peccati, Egli è fedele e giusto, così da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità. Se diciamo di non aver peccato, lo facciamo bugiardo e la sua parola non è in noi.
Carissimi, nei corridoi oscuri del cuore umano, dove sussurri di perfezione echeggiano falsamente, l'apostolo Giovanni ci mette di fronte a una verità lancinante. "Se dicessimo di non aver peccato", dichiara, invocando il greco ἁμαρτία (hamartia), quell'antico termine che evoca la freccia di un arciere che manca il bersaglio – non solo una colpa passeggera, ma una profonda deviazione dal bersaglio divino della giustizia. Qui Giovanni usa il singolare: ἁμαρτία (hamartia), il peccato come condizione universale che avvolge l'umanità. Non sta ancora parlando di atti specifici, ma della realtà sottostante che ci separa da Dio. In questo vediamo l'inganno che intrappola l'anima: πλανῶμεν (planōmen), ci smarriamo, conducendoci all'illusione. Perché affermare di essere senza peccato significa esiliare l'ἀλήθεια ( alētheia ), la verità stessa, dal nostro santuario interiore. Come uno specchio appannato dal respiro, la nostra percezione di noi stessi si offusca; non vediamo le macchie sulle nostre vesti, ma illusioni di un bianco immacolato. Giovanni ci ricorda che il peccato non è un fantasma, ma una realtà insita nella struttura decaduta dell'umanità. Qui sta il pericolo: la negazione genera oscurità e, in quel vuoto, la comunione con la Luce – il nostro Dio – svanisce nel nulla.

De Maria numquam satis (2)

Riportiamo la seconda parte di un articolo su Maria Corredentrice, paradigma di vita cristiana. La sofferenza vicaria, il Corpo mistico e la manifestazione della vera religione. Parte 1; Parte 3. Qui l'indice degli articoli su Maria Corredentrice

De Maria numquam satis
La sofferenza vicaria, il Corpo mistico e la manifestazione della vera religione
p. Serafino Lanzetta, 4 febbraio 2026

«Io piango perché tu non piangi»

Questo è un programma di vita davvero importante. A questo proposito, è degno di nota un grande autore inglese, Padre Robert Hugh Benson (1871-1914), convertito alla fede cattolica dall’anglicanesimo. È conosciuto soprattutto per il suo bellissimo romanzo “Il padrone del mondo”. Dopo la conversione continuò a scrivere, producendo numerose opere per difendere apologeticamente la fede cattolica. Una di queste è The Mystical Body and its Head (Il Corpo mistico e il suo Capo, Sheed and Ward, New York 1911), tratta dalla sua opera più ampia Christ in the Church (Cristo nella Chiesa). Nella sezione dedicata al Getsemani – il libro è una profonda meditazione sulle tappe della Passione di Cristo – Padre Benson riflette sull’unicità del Corpo Mistico di Cristo e parla in modo illuminante della corredenzione anche senza citarla in maniera diretta. Il nucleo di questo mistero è tutto lì. Benson dice che nella Chiesa Cattolica esiste un principio che viene non solo accolto, ma anche pienamente messo in pratica: il principio del dolore vicario, della sofferenza vicaria (il concetto analizzato prima: il fatto che Gesù abbia fatto qualcosa al posto nostro, che cioè si sia offerto per noi al fine di redimerci). Questo principio del dolore vicario, cioè l’amore con cui ci aiutiamo a vicenda a raggiungere la santificazione, dice Padre Benson, è pienamente riconosciuto e vissuto nella Chiesa Cattolica ed è al contempo ciò che manifesta l’unicità della Chiesa. Viene citato l’esempio del Santo Curato d’Ars, il quale, un giorno, mentre confessava per ore, come sempre, ricevette un penitente che gli elencò dei peccati gravissimi, ma senza il minimo segno di contrizione. Il santo Curato ne fu stupito ed esclamò: «Come? Non piangi? Non versi una lacrima per i tuoi peccati?». E continuando ad ascoltare quella confessione poco contrita, soggiunse: «Io piango perché tu non piangi». Questa è squisita carità. Questa è corredenzione in azione; la corredenzione di un sacerdote, il Santo Curato d’Ars, che era disposto a fare qualcosa al posto di quel penitente, a “soffrire al suo posto”, pur di guadagnarlo a Cristo. Padre Benson commenta e dice che questo è un esempio lampante della bellezza e dell’unicità della Chiesa Cattolica. Questa sofferenza vicaria è corredentiva ed è un principio di vita cristiana. Leggiamo quanto scrive Benson: «Questo principio, dunque, attraversa tutta la Chiesa Cattolica, dalla testa ai piedi. In essa non solo il sacrificio esteriore della Croce viene offerto incessantemente nell’augustissimo mistero dell’altare – (ciò che Cristo ha fatto una volta lo fa sempre) –; e in un modo diverso nelle sofferenze esterne delle sue membra; ma anche i dolori interiori del Getsemani vengono similmente perpetuati. Ogni vero sacerdote, nel confessionale, conosce qualcosa di quel senso del peccato che porta su di sé al posto del penitente. “Io piango, singhiozzava il Curato d’Ars, perché tu non piangi”. Ogni cattolico ben istruito sa offrire il proprio dolore per la salvezza di un’altra anima, perché soltanto nella Chiesa Cattolica si manifesta questa stirpe sacerdotale di cui parla il primo Papa (cf. 1Pt 2,9). Solo nella Chiesa Cattolica, infatti, quell’immenso principio del dolore vicario viene accolto, riconosciuto e vissuto: quel principio sul quale è tenuta insieme l’intera catena della vita, persino nell’ordine fisico… “Qui nella mia Chiesa, e solo qui, rivivo in pienezza, con volontà e intelligenza, quella mia agonia registrata nei Vangeli. Qui, nella cella del contemplativo, nel confessionale di un degno sacerdote, nella stanza da letto di un sofferente altruista, in ogni agonia interiore coraggiosamente sopportata, rimango ancora una volta nel giardino, immerso nel sangue, strappato da me, non dai flagelli ma dal dolore”».

Dominica in Quinquagesima

Ripropongo contenuti come questo che uno strumento come il blog inghiotte inesorabilmente, per ritrovarne ogni anno le ricchezze della nostra Chiesa e farne tesoro per una sempre maggore interiorizzazione. Vedi: L'inizio del ciclo pasquale con la Dominica in septuagesima [qui] Dominica in sexagesima [qui]
Qui trovate l'Ordinario e qui il Proprio della Santa Messa di oggi.

Domenica di Quinquagesima

La vocazione di Abramo

L’argomento che presenta oggi la Chiesa da meditare è la vocazione di Abramo.

Scomparse le acque del diluvio, la terra cominciò di nuovo a riempirsi di uomini; ma insieme comparve la corruzione, e l’idolatria venne a colmare la misura dei disordini. Ora prevedendo il Signore nella sua divina sapienza, la defezione dei popoli, volle costituire una nazione che gli sarebbe stata particolarmente devota, e nella quale si sarebbero conservate le sacre verità destinate a diffondersi fra i Gentili. Questo nuovo popolo doveva cominciare da un solo uomo, padre e tipo dei credenti, Abramo. Pieno di fede e di obbedienza verso il Signore, egli era chiamato ad essere il padre dei figli di Dio, il capo di quella generazione spirituale, alla quale appartennero ed apparterranno fino alla fine dei tempi tutti gli eletti, sia dell’Antico Testamento che della Chiesa Cristiana.

sabato 14 febbraio 2026

De Maria numquam satis (1)

Riportiamo la prima parte di un articolo su Maria Corredentrice, paradigma di vita cristiana. La sofferenza vicaria, il Corpo mistico e la manifestazione della vera religione. Parte 2; Parte 3. Qui l'indice degli articoli su Maria Corredentrice.

De Maria numquam satis
p. Serafino Lanzetta, 28 Gennaio 2026

La Corredenzione di Maria può essere compresa bene alla luce di due feste liturgiche. Il 15 settembre è una grande festa mariana dedicata a Nostra Signora Addolorata ai piedi della Croce. Nel rito antico questa festa è preparata da quella dei Sette Dolori di Maria che si celebra il Venerdì della Settimana di Passione prima della Settimana Santa. Il 14 settembre celebriamo invece l’Esaltazione della Santa Croce. Sono feste importantissime che si annodano l’una all’altra: una cristologica e una mariana. Questo ci fa capire che è sempre doveroso approfondire il mistero della Corredentrice alla luce della Redenzione: Gesù e Maria sono una cosa sola, sempre uniti. Si tratta di vedere insieme la Croce e la Corredentrice. In questa riflessione, che svilupperò in tre parti, ho pensato che fosse opportuno cercare di vedere in un modo più pratico (pastorale) l’importanza della corredenzione per la nostra vita cristiana, delineandone il suo aggancio, anch’esso pratico, alla salvezza operata da Cristo.

La Croce Misteriosa del Segreto di Fatima

Nella nostra traduzione da Substack.com.
La Croce Misteriosa del Segreto di Fatima
Quando la poesia e la letteratura ci insegnano il linguaggio dei simboli sacri

Nell'immagine: Hovhannes Aivazovsky (1817 - 1900), La nona onda

Un dettaglio significativo
Da quando l'ultima parte del segreto di Fatima è stata pubblicata nel 2000, uno dei dettagli più interessanti della visione non ha mai smesso di affascinarmi. Al centro del vasto quadro, i cui riferimenti alla storia del XX secolo si intrecciano con profondi significati simbolici, si erge la Croce. Posizionata su una montagna che domina l'intero panorama, è il punto focale del gruppo che attraversa la città in rovina. Ciò che ha catturato la mia attenzione fin dalla prima lettura è il modo in cui la croce è stata descritta:
C'era una grande croce di tronchi grezzi come di sughero con la corteccia. (1)

venerdì 13 febbraio 2026

Lo strano e meraviglioso mondo dei bestiari medievali

Nella nostra traduzione da Via Mediaevalis
Lo strano e meraviglioso mondo dei bestiari medievali
La zoologia è cambiata molto dal Medioevo...

Ho già scritto in precedenza della dicotomia tra realtà e finzione come di qualcosa di non pienamente operativo nella cultura medievale. Nonostante la loro vicinanza fisica e psicologica ai ritmi della terra e alle realtà primordiali della vita, i cristiani premoderni erano, rispetto alle persone di oggi, più inclini a rimodellare "i fatti" in base alla fede religiosa e al pensiero poetico. Un esempio particolarmente intrigante di questa tendenza si trova nei testi medievali noti come bestiari. Queste opere, oltre a essere una deliziosa manifestazione dello spirito medievale, ci ricordano che la letteratura immaginativa non si limita a romanzi, poesie e simili. L'esperienza letteraria tocca tutti gli aspetti della vita umana e i bestiari ci riportano a un'epoca in cui persino la scienza era strettamente legata al potere trasformativo della creazione letteraria.

Antonino Zichichi (1929 – 2026) Fisico, educatore e difensore della bellezza razionale della creazione

Nella nostra traduzione da Vigiliae il ricordo di uno scienziato, Cattolico praticante, che non ha mai nascosto la propria fede. Al contrario, ne ha fatto parte integrante del suo pensiero pubblico, sostenendo che non esiste alcuna scoperta scientifica capace di negare l’esistenza di Dio.

Antonino Zichichi (1929 – 2026)
Fisico, educatore e difensore della bellezza razionale della creazione

Antonino Zichichi, una delle voci scientifiche italiane più note e figura di spicco della fisica internazionale, è morto il 9 febbraio 2026 a Losanna. Aveva novantasei anni. Nato a Trapani nel 1929, Zichichi ha dedicato la sua lunga vita all'esplorazione del mondo subnucleare e alla convinzione – scientifica quanto filosofica – che l'universo sia caratterizzato da una razionalità intrinseca.

Dopo i primi studi a Palermo, si è distinto grazie al suo lavoro in fisica subnucleare, contribuendo a importanti esperimenti al CERN e insegnando per decenni all'Università di Bologna. La sua fondazione del Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana a Erice nel 1963 ha creato un luogo di incontro unico per scienziati di tutto il mondo e rimane una delle sue eredità istituzionali più durature. Zichichi credeva che la ricerca scientifica prosperasse quando fosse condivisa, dibattuta e inserita in un orizzonte culturale più ampio.

Iam hora est: sull'annuncio delle consacrazioni episcopali da parte della FSSPX

Nella nostra traduzione da The Catholic Herald. Alcuni precedenti su Alcuin Reid qui (con molti link di riferimento) - qui.

Iam hora est
sull'annuncio delle consacrazioni episcopali da parte della FSSPX
Dom Alcuin Reid

Si esita ad aggiungere altro allo tsunami di commenti che ha seguito l'annuncio, non inaspettato, che la Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX) procederà alla consacrazione di nuovi vescovi il 1° luglio. Troppo di ciò che è stato detto ha riproposto vecchi pregiudizi con leggerezza e ha contribuito a consolidare ulteriormente le divisioni. "Eccoci di nuovo", abbiamo sentito dire fin troppo spesso. Si possono immaginare sospiri simili nei corridoi e negli uffici dei dicasteri competenti della Santa Sede: "Vabbè, altre scomuniche", ecc.

giovedì 12 febbraio 2026

Mons. Carlo Maria Viganò a sostegno della FSSPX

Qui l'indice degli interventi precedenti e correlati.
Mons. Carlo Maria Viganò a sostegno della FSSPX

Non posso che prendere atto con dolore e indignazione del Comunicato diffuso oggi dal Dicastero per la Dottrina della Fede, a firma del Card. Víctor Manuel Fernández, al termine del suo incontro con Don Davide Pagliarani, Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X.

Dopo decenni di umiliazioni, di dialoghi inconcludenti, di concessioni parziali revocate con “Traditionis Custodes”, di silenzi assordanti sulle deviazioni dottrinali e liturgiche diffuse in tutta la Chiesa ed ancor più gravi errori dottrinali e morali promossi dal più alto Soglio, Roma pretende ora di porre come condizione preliminare al dialogo la sospensione delle Consacrazioni episcopali annunciate dalla FSSPX per il 1° luglio — Consacrazioni che non sono atto di ribellione, ma atto supremo di fedeltà alla Chiesa Una, Santa, Cattolica, Apostolica, Romana, privata da quasi sessant’anni di Vescovi che predichino la Dottrina integra e amministrino i Sacramenti senza compromessi con l’errore.

Ultima ora: Risultati dei colloqui FSSPX-Vaticano

Il primo incontro tra la Santa Sede e la Fraternità San Pio X è stato dichiarato “cordiale e sincero”, ma il dialogo potrà proseguire solo se la Fraternità sospenderà le previste consacrazioni episcopali, ha dichiarato oggi il Vaticano.

Ultima ora: Risultati dei colloqui FSSPX-Vaticano.

Questa mattina si è svolto l'incontro di alto profilo tra il Cardinale Victor Manuel Fernández, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede (CDF), e il Superiore Generale della FSSPX, Padre Davide Pagliarani. È stata la prima volta che i due si sono incontrati dopo l'annuncio, il 2 febbraio, da parte di Pagliarani, che la Fraternità avrebbe celebrato le consacrazioni episcopali il 1° luglio di quest'anno.
I dettagli dell'incontro sono stati resi noti tramite una nota firmata dal cardinale Fernández, evidentemente desideroso di riprendere in mano la narrazione dopo che la Società aveva sbalordito la Chiesa e i media con il suo annuncio.
Secondo il Comunicato di una pagina – leggibile qui – i due ecclesiastici hanno discusso di un'ampia gamma di questioni.
In primo luogo, hanno chiarito "alcuni punti presentati dalla FSSPX in varie lettere, inviate in particolare negli anni 2017-2019", tra cui la problematica affermazione del documento di Abu Dhabi secondo cui Dio vuole la diversità delle religioni (qui). Questo è stato identificato come un problema chiave dalla FSSPX nelle sue recenti dichiarazioni pubbliche.
La condizione per la prosecuzione dei colloqui, per i quali saranno fissate tappe e procedure, è la revoca della decisione annunciata. P. Pagliarani riferirà e farà conoscere le determinazioni...

Intervista a monsignor Viganò / “I cattolici si riapproprino del proprio destino, sottraendosi alla dittatura dell’élite e allo strapotere di un’autorità usurpata”

Qui l'indice degli interventi precedenti e correlati.
Intervista a monsignor Viganò / “I cattolici si riapproprino del proprio destino, sottraendosi alla dittatura dell’élite e allo strapotere di un’autorità usurpata”
di Stephen Kokx

Eccellenza, abbiamo letto la sua analisi “a caldo” sui risultati del Concistoro straordinario (qui), e credo si possa dire che – ancora una volta – ha colto nel segno: «Questo Concistoro sancisce la continuità tra Bergoglio e Prevost su tutti i punti controversi dell’agenda sinodale e sull’irrevocabilità del Concilio». Quale crede possa essere lo scenario che si apre dinanzi a noi, come cattolici, dopo le recenti dichiarazioni di Leone sullo “sviluppo dinamico” della Dottrina e della Morale?

Quando sentiamo parlare di “sviluppo dinamico” non possiamo non pensare alla condanna della dottrina eterodossa della cosiddetta “evoluzione del dogma”, secondo la quale la Chiesa avrebbe col passare del tempo e grazie al progresso scientifico delle discipline teologiche una migliore e diversa comprensione della Rivelazione. Si tratta di una vera e propria frode pseudoscientifica, basata sull’evoluzionismo e sullo storicismo filosofico, propagandata dai modernisti sin dai tempi di Alfred Loisy, mediante la quale far credere al popolo cristiano che le loro adulterazioni della Fede e della Morale devano essere considerate come un altro modo di esprimere un medesimo concetto, che per duemila anni il Magistero non aveva saputo esplicitare correttamente. La Chiesa cattolica avrebbe quindi insegnato dottrine che nel corso dei secoli sono state accettate passivamente da un popolo sottomesso e ignorante, e che solo con il Vaticano II e la sua riforma liturgica sarebbero state accantonate. Ovviamente le dottrine che il Concilio ha oscurato o riformulato sono quelle che condannano le sue stesse deviazioni, non ultima la “sinodalità”. I modernisti considerano i dogmi come espressioni provvisorie dell’esperienza religiosa che evolvono e si adattano alle circostanze. La “morale situazionale” di “Amoris lætitia” [qui] e di “Fiducia supplicans” [qui] è un’applicazione pratica di questa impostazione eretica evoluzionistica dagli effetti devastanti, così come è in continuo divenire la liturgia conciliare. È evidente che tutto questo risponde ad un’impostazione teologica antropocentrica e ad una filosofia immanentista.

La bellezza (non) salverà il mondo?

Origine di una frase molto equivocata
La bellezza (non) salverà il mondo?

L’ultima volta è stata poche ore fa: l’ho letta citata da Andrea Bocelli che aveva appena finito di cantare qualcosa durante la cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina.

“La bellezza salverà il mondo,” ha detto Bocelli per manifestare ottimismo sul futuro del pianeta, citando esplicitamente il presunto autore della frase cioè Fëdor Dostoevskij.

È una citazione divenuta ormai spiegazzata e logora come una vecchia tovaglia che uno tira da una parte e uno dall’altra, davanti e dietro.

E ogni volta provo un po’ di sofferenza, perché a dir la verità, la presunta citazione non è un aforisma di Dostoevskij e nemmeno una frase che abbia pronunciato in un suo momento particolare, ma cinque parole inserite nel suo capolavoro L’idiota - 606 pagine nella edizione Einaudi del 1994 - più o meno a metà dell’opera.

mercoledì 11 febbraio 2026

Il cosmo iconico: San Tommaso d'Aquino e la metafisica della partecipazione

Nella nostra traduzione da Substack.com un testo che, al di là di un'ottima recensione, offre spunti interessanti. Sebastian Morello, nella sua monografia The World as God’s Icon: Creator and Creation in the Platonic Thought of Thomas Aquinas, restituisce la dottrina del Doctor Angelicus nella sua reale complessità, senza lasciarsi intimidire dal coro degli interpreti che hanno preferito perpetuare cliché piuttosto che rimettere in questione le proprie certezze. Morello mostra, con rara finezza esegetica, come il tomismo non possa essere ridotto a una semplice opzione aristotelica contro Platone, ma vada compreso come una sintesi più profonda e stratificata, in cui confluiscono, filtrate dal genio personale di Tommaso, molteplici tradizioni filosofiche e teologiche.

Il cosmo iconico: San Tommaso d'Aquino
e la metafisica della partecipazione

Una lunga recensione di un'opera accademica fondamentale

Quando ho aperto per la prima volta la monografia del Dr. Sebastian Morello, "Il mondo come icona di Dio: Creatore e creazione nel pensiero platonico di Tommaso d'Aquino" (Angelico Press, 2020), temevo di trovarvi solo un argomento a favore di un'interpretazione platonizzante. Ma non è stato così. Con mia grande gioia, l'autore presenta la dottrina del Dottore Angelico senza lasciarsi intimidire dalla pletora di pensatori che, invece di rileggere attentamente Tommaso d'Aquino, hanno preferito diffondere sterili cliché sul suo aristotelismo. Il seguente estratto descrive il suo approccio esegetico:
Non passò inosservato che ero profondamente platonico in molte delle mie conclusioni, e non ho mai smesso di esserlo, ma ho piuttosto cercato di sintetizzare ciò che è vero sia nel platonismo che nell'aristotelismo, che ora sostengo caratterizzino in qualche modo il tomismo: una sintesi platonica e aristotelica... e molto altro ancora.

Il 'Per quem omnia'

Conosciamo più a fondo le sublimi formule della Messa dei secoli e gli elementi che ne fanno un unicum irreformabile. Ogni semplice sfumatura è densa di significati per nulla scontati a prima vista. Minuzie, patrimonio del passato, da custodire nel presente e per il futuro. Conoscerle non è ininfluente per una fede sempre più profonda e radicata. Grande gratitudine a chi ce le offre con tanta generosa puntualità. Nella nostra traduzione da New Liturgical Movement oggi ci soffermiamo sul Per quem omnia. Qui l'indice degli articoli sulle formule del latino liturgico.

Il Per quem omnia

Per onorare l'800° anniversario della morte di San Francesco d'Assisi, abbiamo interrotto la spiegazione dell'Ordinario della Messa dedicando alcune settimane al Cantico delle Creature di Francesco. Completato questo, torniamo ora alla Messa. Poiché il nostro ultimo intervento riguardava il Nobis quoque peccatoribus [qui], passiamo ora alla preghiera del Canone che lo segue:
Per quem haec omnia, Dómine, sempre bona creas, sanctíficas, vivíficas, benedícis, et praestas nobis.
Che traduco come:
Per mezzo del quale, o Signore, tu crei, santifichi, vivifichi, benedici e ci doni per sempre tutte queste cose buone.
Il nostro primo compito è determinare i riferimenti alle parole "chi" (quem) e "tutti questi" (haec omnia). Il "chi" è facile, poiché la preghiera precedente termina con "Per Cristo nostro Signore". Dio Padre crea, santifica, vivifica e benedice senza fine attraverso il Suo Figlio, il Verbo per mezzo del quale tutte le cose sono state create. (Giovanni 1, 1) Oppure, per prendere in prestito la struttura di San Massimo il Confessore, nel Verbo (Logos) ci sono tutte le piccole parole (logoi) della creazione, parole che sono i progetti per ogni cosa creata. Tutte le creature, quindi, sono immagini e segni del Logos Divino che le ha amate fino all'esistenza.

L'identità di "tutte queste cose buone" è meno chiara. La preghiera precedente, il Nobis quoque peccatoribus, chiede due cose buone, una parte e una comunione con quindici santi nominati. Ma normalmente non si pensa a una parte e a una comunione come a creature. L'Eucaristia appena consacrata potrebbe essere ciò che la preghiera ha in mente, ma solo se pensiamo prima al pane e al vino (creati) che vengono poi santificati, vivificati e benedetti per diventare il Corpo e il Sangue di Cristo.

Per risolvere questo enigma è necessaria una conoscenza storica della preghiera. A questo punto del Canone, la liturgia romana antica talvolta si fermava per far benedire alcuni prodotti della natura, spesso in concomitanza con l'anno liturgico. Per un battesimo solenne, venivano benedetti acqua, latte e miele; il giorno di Santo Stefano (26 dicembre), foraggio per il bestiame; il giorno di San Giovanni Apostolo (27 dicembre), vino; il giorno di San Biagio (3 febbraio), pane, vino, frutta e semi; il giorno di Sant'Agata (5 febbraio), pane e acqua; la domenica di Pasqua, l'"agnello pasquale"; e il giorno di San Sisto (6 agosto), l'uva. Un residuo di questa usanza permane nel Rito Romano quando il vescovo benedice l'olio per gli infermi nella Messa del Giovedì Santo. [1]

Il Per quem haec omnia, quindi, è molto probabilmente la conclusione immutabile di varie benedizioni un tempo utilizzate durante l'anno. Questo di per sé è significativo, poiché inserendo una benedizione delle creature all'interno del Canone, si stabilisce un legame tra l'Eucaristia e la creazione, e tale legame rimane anche quando non vi è una benedizione particolare di una creatura. Come afferma eloquentemente Jungmann, "L'Incarnazione stessa è stata la grande consacrazione della creazione", [2] poiché, nelle grandi parole del Martirologio Romano della Vigilia di Natale:
Nella sesta età del mondo, mentre tutta la terra era in pace, Gesù Cristo, Dio eterno e Figlio dell'Eterno Padre, volendo consacrare il mondo con la sua venuta misericordiosa, essendo stato concepito per opera dello Spirito Santo, e trascorsi nove mesi dal suo concepimento, nacque dalla Vergine Maria a Betlemme di Giuda, fatto uomo, nacque secondo la carne il nostro Signore Gesù Cristo.
La formulazione della preghiera è curiosa. Dio Padre, attraverso Suo Figlio, fa quattro cose a “tutte queste cose buone”: le crea, le santifica, le vivifica e le benedice. Per sottolinearne il significato, il sacerdote fa il segno della croce tre volte durante questa preghiera, quando dice “santificare”, “vivificare” e “benedire”, ma non quando dice “creare”. Questo è anche lo schema nel racconto della creazione della Genesi, dove Dio prima crea e poi benedice. E c'è un ulteriore significato mistico. Per San Tommaso d'Aquino, i segni della croce fatti durante il Canone simboleggiano le diverse fasi della Passione. I tre segni fatti qui rappresentano la triplice preghiera di Cristo sulla Croce: “Padre, perdonali”, “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” e “Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito”.[3]

L'aggiunta di "santificare" e "ravvivare" può sembrare superflua, ma introduce una dimensione "pneumatologica" (o dello Spirito Santo), riconoscendo così un ruolo trinitario nella creazione e nella redenzione del creato. La santificazione rimanda a quando Dio benedisse e santificò il settimo giorno (Gen. 2, 3), mentre "ravvivare" (vivificas) deriva dalla stessa parola usata per descrivere lo Spirito Santo nel Credo niceno, il Vivificans o Datore di vita.

Guglielmo Durandus vede ancora di più nella preghiera:
E così, “Tu crei” fondando la natura, “Tu santifichi” consacrando la materia, “Tu vivifichi transustanziando la creazione”, e “Tu benedici” accrescendo la grazia. Infatti, ciò che si dice di queste cose è semplicemente una dimostrazione del pronome… “queste cose” – ovviamente, pane, vino e acqua. Egli crea sempre cose buone secondo cause canoniche primordiali. “Tu santifichi” secondo cause sacramentali; “Tu vivifichi”, affinché diventi Carne e Sangue; e “Tu benedici”, affinché preservi l’unità e la carità. [4]
____________________ 
[1] La Messa del Rito Romano: Origini e Sviluppo , vol. 2 (New York: Benzinger Brothers, 1951), p. 260.
[2] Vedi Jungmann, vol. 2, p. 263.
[3] Summa Theologiae III.85.5.ad 3.
[4] Cfr. William Durandus, Rationale Divinorum Officionorum IV.46.9.

martedì 10 febbraio 2026

Poesia di Arturo Graf su Stresa

Nella nostra traduzione da Italia perennis. L'autore parte dalla considerazione che per molti creativi, l'Italia non è stata solo un luogo da visitare, ma una vera e propria fonte di ispirazione. Continua la serie che presenta i frutti dei loro viaggi e delle loro creazioni indimenticabili. Trovo bello e degno di rilievo questo amore per l'Italia, così offuscato qui da noi e il nuovo testo che segue, che ci ristora, dopo le notizie  sugli orrori di Epstein & C.... Precedenti qui - qui - qui.

Poesia di Arturo Graf su Stresa
"Silenzio prodigioso, profonda immobilità, mistero imperscrutabile..."
Robert Lazu Kmita, 5 febbraio

Paradiso perduto e ricordi d'infanzia
Quando avevo solo sette anni, un amico del quartiere mi rivolse uno degli inviti più inaspettati che avessi mai ricevuto: accompagnarlo alla Biblioteca Comunale del mio luogo natale, Galați. Intitolata a un illustre storico e scrittore, Vasile Alexandrescu Urechia (1834-1901), questa cittadella dei libri divenne il paradiso della mia infanzia. Quanti giorni e quante sere non ho trascorso qui? La sala di consultazione, in particolare, mi attraeva come una calamita con i suoi tesori: vecchie enciclopedie e dizionari, tra cui Larousse divenne rapidamente il mio preferito. Imparai il francese copiando articoli da quest'opera monumentale, articoli che, la sera, traducevo a casa, parola per parola, con l'aiuto di un dizionario.

Epstein e il Vaticano: i vertici dello Ior e l’abdicazione di Benedetto XVI

Il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha pubblicato nuovi documenti sull'ex finanziere Jeffrey Epstein, condannato per reati sessuali. Le nuove pagine sono tre milioni, inclusi 2mila video che coinvolgono migliaia di persone illustri che rivestono ruoli di responsabilità di diversi paesi: documenti raccolti in decenni di indagini federali su Jeffrey Epstein, finanziere morto in carcere nel 2019, e sulla rete di abusi sessuali su minori a lui collegata. Una serie di orrori inimmaginabili che pone problemi politici, ma anche etici.

Epstein e il Vaticano: i vertici dello Ior
e l’abdicazione di Benedetto XVI


Il 21 febbraio 2013, pochi giorni dopo l’abdicazione di Ratzinger, Jeffrey Epstein scrive a Larry Summers (ex Segretario al tesoro americano) questa email [EFTA01904032]:
“Il cambiamento più importante in Vaticano potrebbe non essere il ritiro improvviso di papa Benedetto XVI, ma il cambio di leadership all’“Istituto per le Opere di Religione”, la banca vaticana. A causa dello status del Vaticano come Stato sovrano, esso è esente dalle norme sulla trasparenza non solo dell’Italia, ma anche dell’Unione Europea. Questo status consente ai suoi clienti d’élite di eludere qualsiasi controllo sui loro trasferimenti di denaro.
Nel maggio precedente, il presidente della banca vaticana, Ettore Gotti Tedeschi, è stato licenziato dopo che le autorità italiane avevano aperto un’indagine su un vasto schema di corruzione in cui sarebbe stato coinvolto. In seguito, durante una perquisizione nella sua abitazione sono stati trovati 47 dossier, tra cui materiale compromettente su alcuni suoi “nemici interni” in Vaticano. Essi contenevano istruzioni su come dovevano essere utilizzati nel caso gli fosse successo qualcosa.
Le intercettazioni delle telefonate di Tedeschi hanno inoltre rivelato che temeva di essere assassinato, perché conosceva i segreti del Vaticano. Verso la fine del 2012 stava collaborando con l’indagine italiana in corso. È a questo punto che il potentissimo Collegio dei Cardinali, in uno degli ultimi atti del pontificato di Benedetto, ha nominato l’avvocato tedesco Ernst von Freyberg presidente della banca.
Poi è arrivata la straordinaria rinuncia di Papa Benedetto”.

lunedì 9 febbraio 2026

Una poesia dimenticata sull'Isola Bella

Nella nostra traduzione da Italia perennis. L'autore parte dalla considerazione che per molti creativi, l'Italia non è stata solo un luogo da visitare, ma una vera e propria fonte di ispirazione. Continua la serie che presenta i frutti dei loro viaggi e delle loro creazioni indimenticabili. Trovo bello e degno di rilievo  questo amore per l'Italia, così offuscato qui da noi... 

Una poesia dimenticata sull'Isola Bella
Gemme nascoste dell'ispirazione letteraria italiana
Robert Lazu Kmita, 31 gennaio

Immagine a lato: Vista dall'Isola Bella

Invisibile eppure perennemente presente ovunque sulla penisola, lo spirito dell'Italia eterna ha ispirato non solo le creazioni dei suoi artisti, che ha generosamente offerto alla cultura universale, ma anche quelle dei viandanti attraverso queste terre, la cui storia ci ha lasciato strato su strato di testimonianze sorprendenti. Esplorare il suo universo inesauribile e scoprire le tracce dell'"Italia perenne" (Italia Perennis) lasciate da scrittori e poeti nelle loro opere è l'intento all'origine di questa newsletter di Substack.

Una recente scoperta in un libro di poesie francese pubblicato nella prima metà del XX secolo si aggiunge a una collezione in continua crescita. Appartiene alla sfera d'influenza esercitata dai tesori del Lago Maggiore, più precisamente dalle Isole Borromee. Molti anni prima che Ernest Hemingway scoprisse questa icona del Paradiso, un poeta e giornalista di lingua francese di nome René Mossu (1901-1970) (1) immortalò la profonda influenza di una visita all'Isola Bella.

Volti e algoritmi: Leone XIV e il compito del giornalismo

Da non sottovalutare; ma da prendere in considerazione e approfondire riflettendo e confrontandosi. Una Nuova Sfida Editoriale, ma non solo... Qui l'indice degli articoli sulla realtà distopica.

Volti e algoritmi: Leone XIV e il compito del giornalismo

Non sappiamo più chi decide che cosa vedremo domani sul nostro schermo. Non è un mistero di Stato, è un vuoto: il vuoto di un potere senza volto e senza firma, che orienta ciò che sappiamo del mondo attraverso calcoli opachi. Nel messaggio per la LX Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, Leone XIV osa nominare questo vuoto: una “manciata di aziende” in posizione oligopolistica, capace di “riscrivere la storia umana – compresa la storia della Chiesa – spesso senza che ce ne si possa rendere realmente conto”. Non è linguaggio devozionale, è diagnosi politica. E, insieme, è un invito a non confondere la corsa dell’innovazione con il cammino del progresso umano.

La FSSPX e la questione della continuità apostolica

Qui l'intervento originale di Mons, Stricklans. Nella nostra traduzione da Pillarsoffaith.net. Qui l'indice dei numerosi precedenti interventi.

La FSSPX e la questione della continuità apostolica

L'attuale situazione che coinvolge la Fraternità San Pio X (FSSPX) ha rivelato ancora una volta una realtà seria e irrisolta all'interno della Chiesa, che non può essere ignorata, rinviata a tempo indeterminato o a cui non si può rispondere con il silenzio.

Negli anni successivi al Concilio, l'arcivescovo Marcel Lefebvre agì nella convinzione che elementi essenziali della vita della Chiesa – la formazione sacerdotale tradizionale, la teologia sacramentale che l'aveva plasmata e la Messa che aveva nutrito innumerevoli santi – venissero abbandonati o attivamente soppressi. La Fraternità San Pio X nacque da quella crisi e, per decenni, preservò queste realtà quando pochi altri erano disposti o autorizzati a farlo.

Questa preservazione non era ideologica o nostalgica. Richiedeva che i vescovi ordinassero i sacerdoti, confermassero i fedeli e governassero affinché la tradizionale vita sacramentale della Chiesa non si estinguesse durante un periodo di profondo sconvolgimento.

Consacrazioni FSSPX. Mons. Strickland parla di “continuità apostolica”

Nella nostra traduzione da FSSPX.Actualités. Qui l'indice dei numerosi precedenti interventi di mons. Strickland.

Consacrazioni FSSPX. Anche Mons. Strickland
parla di “continuità apostolica”

ricordando che “la salvezza delle anime deve rimanere la legge suprema della Chiesa”
6 Febbraio 2026

Il Vescovo Joseph Strickland, emerito di Tyler, ha analizzato la decisione del Superiore Generale della intenzione di procedere con nuove consacrazioni episcopali. Tra la difesa della Tradizione e il riconoscimento di uno “stato di necessità”, il vescovo offre una profonda riflessione sulla sopravvivenza della fede cattolica.

Il mondo cattolico tradizionalista è in subbuglio. Don Davide Pagliarani, Superiore Generale della Fraternità San Pio X, ha confermato ufficialmente che la Fraternità fondata dall’Arcivescovo Marcel Lefebvre avrebbe presto proceduto con la consacrazione di nuovi vescovi. È in questo contesto di tensione che il Vescovo Joseph Strickland ha pubblicato un articolo di opinione in cui analizza la legittimità di questo approccio alla luce dell’attuale crisi della Chiesa.

domenica 8 febbraio 2026

Intervista al Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X

Nella nostra traduzione da FSSPX.News Intervista al Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X, fondamentale per comprendere la mentalità della Fraternità; in effetti, è una delle migliori sintesi complessive della loro posizione che abbia mai letto.

Intervista al Superiore Generale
della Fraternità Sacerdotale San Pio X


FSSPX.News:
Reverendo Superiore Generale, lei ha appena annunciato pubblicamente la sua intenzione di procedere alle consacrazioni episcopali per la Fraternità Sacerdotale San Pio X il prossimo 1° luglio.
Perché ha scelto di fare questo annuncio proprio oggi, 2 febbraio?

Don Davide Pagliarani: La festa della Purificazione della Beata Vergine Maria ha un grande significato all’interno della Fraternità. È il giorno in cui i candidati al sacerdozio ricevono la tonaca. La Presentazione del Signore al Tempio, che celebriamo oggi, ricorda loro che la chiave della loro formazione e preparazione agli ordini sacri sta nel dono di sé, che passa attraverso le mani di Maria. È una festa mariana importante perché, annunciando alla Madonna una spada di dolore, Simeone mostra chiaramente il suo ruolo di Corredentrice accanto al suo divino Figlio. La vediamo associata a Nostro Signore fin dall’inizio della sua vita terrena fino al compimento del suo sacrificio sul Calvario. Allo stesso modo, la Madonna accompagna il futuro sacerdote nella sua formazione e per tutta la sua vita: è lei che continua a formare Nostro Signore nella sua anima.

Dominica in Sexagesima

Vedi: L'inizio del ciclo pasquale con la Dominica in septuagesima [qui]; e, a seguire, Dominica in quinquagesima [qui]

Dominica in Sexagesima

Noè e il diluvio

Nel corso di questa settimana la santa Chiesa ci presenta la storia di Noè e del diluvio universale.
Nonostante i severi ammonimenti, Dio non era riuscito ad ottenere la fedeltà e la sottomissione dell’umanità e fu costretto ad infliggere un tremendo castigo a questo nuovo nemico. Trovato però un uomo giusto, farà ancora una volta nella sua persona alleanza con noi. Ma prima vuol far conoscere che è Sovrano e Padrone nel momento da lui stabilito; l’uomo che andava così fiero della sua esistenza, s’inabisserà sotto le rovine della sua dimora terrestre.
A base degli insegnamenti della settimana, poniamo innanzi tutto alcuni brani dal libro del Genesi, estratti dall’Ufficio dell’odierno Mattutino.

sabato 7 febbraio 2026

Toucho Fernández sarà l'unico a condurre i colloqui con la FSSPX.

Riprendiamo da X.
Toucho Fernández sarà l'unico a condurre i colloqui con la FSSPX 

“Aggiornamento FSSPX 8.0: Chiarimenti su alcuni recenti resoconti sui colloqui tra FSSPX e Vaticano. Il cardinale Koch, prefetto del Dicastero per la promozione dell’unità dei cristiani, mi ha detto che: “Non sono coinvolto nel dialogo con la FSSPX. È responsabilità del Dicastero per la Dottrina della Fede.
Per questo motivo non posso essere disponibile per gli incontri”. Ciò conferma il completo passaggio a DDF/Cardinale Fernández che ora gestisce da solo i negoziati con la FSSPX, senza il Cardinale Koch o altri membri del clero del Dicastero, come suggerito dalla stampa italiana“.

Nel σκύβαλα [pattume] fino al collo

Nella nostra traduzione da Catholic unsibscribed
Nel σκύβαλα [pattume] fino al collo
La donna non è un lavoratore intercambiabile nella macchina del progresso, ma il terreno stesso su cui diventiamo umani
Caterina Bennett, 4 febbraio

Nel 1997 il dottor Richard Carlson scrisse un libro intitolato "Non preoccuparti per le piccole cose", in cui insegnava alle persone a vivere più serenamente, evitando di reagire in modo eccessivo ai piccoli fastidi quotidiani. Immagino che il dottor Richard non si sia mai svegliato con un Labrador incontinente, un tubo di scarico intasato, un bagno che esplode e una porta d'ingresso rotta, tutto nella stessa mattina. Ripensando ai miei 40 anni, direi che c'è stato un decennio di piccole cose, e le piccole cose sono difficili.

Da adolescente ho visto mia madre soffrire di cancro, quando ho compiuto 20 anni è morta, a 26 anni ho divorziato, a 28 anni i miei gemelli sono morti nell'utero, a 29 anni mio padre ha avuto un infarto, tra i 30 e i 40 anni ho avuto bambini e dai 40 in poi la mia vita è stata una questione di prendersi cura e, nonostante tutto, gli anni del prendersi cura potrebbero essere i più difficili.

Avendo ricevuto la vita, la mia e quella degli altri, faccio del mio meglio per mantenere la famiglia (compresi quei cani fastidiosi) viva come minimo, e prospera nel migliore dei casi. Pulisco i bagni, preparo il pranzo al sacco, lavo i pavimenti, piego il bucato, preparo i pasti, lavo i piatti, brontolo un bel po', porto a spasso i cani, faccio la spesa. Mi prendo del tempo per parlare con ogni persona, offro qualsiasi parola di saggezza possibile, ma il più delle volte mi limito a un abbraccio. Giudico gli stati d'animo, mantengo la pace, intervengo, mantengo le distanze. Rimango sempre vigile su ciò che incontrano attraverso gli schermi, a scuola, nella metropoli londinese, senza essere eccessivamente pesante e soffocante. Li custodisco, li amo, li guardo crescere e sopporto la dolorosa solitudine che solo una donna conosce, mentre una spada le trafigge il cuore.

Perché non vediamo Dio: il peccato originale e la cecità intellettuale

Nella nostra traduzione da substack.com
Perché non vediamo Dio:
il peccato originale e la cecità intellettuale

Una metafora inaspettata dal film Il mistero dei Templari
Robert Lazu Kmita, 3 febbraio

Fernando Gallego (1440–1507), La guarigione del cieco Bartimeo

La visione perduta
Inizierò con un'osservazione molto semplice sui nostri occhi e sulla vista. Supponiamo che la sabbia, o la polvere, si infiltri sotto le nostre palpebre. Anche un singolo granello di sabbia può compromettere gravemente la nostra percezione visiva. Lo stesso vale per la polvere. Diventa assolutamente necessario lavarsi accuratamente gli occhi per recuperare una vista nitida. Una volta, una minuscola scheggia di ghiaccio mi è entrata nell'occhio. Fortunatamente, non ha avuto conseguenze gravi, ma è stato incredibilmente doloroso. Un minuscolo frammento di acqua ghiacciata, non più grande di un ventesimo di millimetro, mi ha ostruito quasi completamente la vista. Solo dopo ripetuti risciacqui con acqua tiepida sono riuscito a vedere di nuovo.

venerdì 6 febbraio 2026

Il cammino sinodale tedesco si sta sgretolando in pubblico

L'illusione sinodale di Bätzing: la Chiesa tedesca si trova di fronte alla fine. Precedenti a partire da qui. Qui l'indice degli articoli sul Sinodo sulla sinodalità.

Il cammino sinodale tedesco si sta sgretolando in pubblico
Mark Lambert, 2 febbraio

Il cammino sinodale tedesco ha raggiunto un momento che non è più adeguatamente descritto come di tensione o controversia. Ciò che si è reso ora evidente è un processo che ha completamente perso la coerenza, l'autorità e la credibilità di sempre, sia all'interno della Germania che in relazione alla Chiesa universale. Ciò che è iniziato nel 2019 come risposta alla crisi degli abusi, concepito come un forum di ascolto e riforma, si è gradualmente evoluto in qualcosa di molto più ambizioso e molto più problematico: un tentativo da parte di una chiesa nazionale di promuovere un cambiamento strutturale e dottrinale, presumendo un'eventuale acquiescenza da parte di Roma.

La poesia della Genesi e la genesi della poesia

Nella nostra traduzione da Via Mediaevalis
La poesia della Genesi e la genesi della poesia
il “dono della poesia, il più divino concesso all’uomo...”

Le immagini in questo testo provengono da un ricamo del XVII secolo raffigurante l'Albero della Vita e l'abbondanza della Creazione.

Il saggio di domenica [qui] si concludeva con l'idea che l'essenza della poesia, come apprendiamo dall'etimologia della parola, è la creazione:
Scrivere o fare qualcosa in modo poetico significa creare; leggere o vivere qualcosa in modo poetico significa entrare in questa creazione e diventarne parte, o addirittura diventare tutt'uno con essa.
Si è concluso, però, anche con alcune domande:
Se la poesia è semplicemente "fare" o "creare", perché preoccuparsi della parola "poesia", e allora in che modo scrivere letteratura poetica è diverso dal costruire una casa o cuocere una pagnotta? E se riduciamo la composizione poetica a mera "creatività", che basi abbiamo per affermare che alcune poesie sono migliori – più durature, più edificanti, più abili, più vere o belle – di altre?

giovedì 5 febbraio 2026

Sant'Anna Line e il costo che non mettiamo più in conto

La nostra attenzione ormai allargata al mondo tradizionale nell'intero orbe cattolico, in questo caso anglofono, ci fa conoscere figure al di fuori dai nostri abituali riflettori. Nella nostra traduzione da Catholic Unscripted una figura emblematica, che ben possiamo includere tra i santi intercessori per questo nostro tempo.

Sant'Anna Line e il costo che non mettiamo più in conto
Ciò che i martiri inglesi rivelano sulla fede che abbiamo imparato a temere di difendere
Mark Lambert, 3 febbraio

Oggi nella diocesi di Brentwood celebriamo la festa di Sant'Anna Line. La festa principale di Sant'Anna Line è il 27 febbraio, data del suo martirio. Questa è la sua memoria liturgica ufficiale come santa nella Chiesa. Compare anche in commemorazioni collettive insieme agli altri Quaranta Martiri d'Inghilterra e Galles.
Al contrario, all'interno della diocesi di Brentwood (che comprende l'Essex e l'East London), Sant'Anna Line ha un significato locale speciale, poiché era una martire nata nell'Essex, storicamente legata alla regione in cui operano le sue parrocchie. Diverse parrocchie e scuole della diocesi le sono dedicate, ad esempio a South Woodford e a Great Dunmow, a testimonianza della devozione locale. Grazie a questo legame locale, il vescovo e le parrocchie della diocesi di Brentwood scelgono di celebrare la sua festa come festa patronale o locale, attribuendole particolare importanza nella vita pastorale locale, anche se non è universalmente celebrata nel calendario ecclesiastico più ampio. E la sua storia dovrebbe davvero interpellarci. Non perché sia esotica o particolarmente straordinaria in senso cinematografico, ma perché espone, con dolorosa chiarezza, quanto fosse importante un tempo la fede cattolica e quanto poco sembri contare oggi per molti.

In Illo Tempore: Domenica di Settuagesima

Nella nostra traduzione da OnePeterFive la consueta meditazione di P. John Zuhlsdorf che ogni settimana ci consente di approfondire i tesori di grazia ricevuti nella domenica precedente qui. Importante anche per i riferimenti al superamento dei problemi attuali.

In Illo Tempore: Domenica di Settuagesima
P. John Zuhlsdorf, 31 gennaio 2026

Ci troviamo ora a nove domeniche dalla Pasqua, collocati in un punto di snodo dell’anno liturgico in cui memoria, attesa e disciplina convergono. Il contesto è decisivo. La Chiesa non attraversa il tempo come una mera successione di date, ma come una pedagogia della salvezza, una lenta educazione dell’anima mediante la ripetizione, l’anticipazione e la moderazione. Il grande ciclo iniziato con l’Avvento e dispiegatosi attraverso il Natale e l’Epifania giunge, per molti aspetti, al suo termine con la festa della Purificazione o Presentazione il 2 febbraio. L’Avvento ci ha formati in una penitenza gioiosa; il Natale e l’Epifania hanno rivelato il mistero per il quale ci eravamo preparati; e le manifestazioni della divinità del Signore ci sono state impresse settimana dopo settimana. Ora un altro grande arco si profila all’orizzonte: il ciclo che si estende dal Mercoledì delle Ceneri attraverso le austerità della Quaresima, esplode nella Pasqua e raggiunge la sua pienezza nella Pentecoste e nella sua Ottava. La Chiesa, conoscendo troppo bene la natura umana per supporre che possiamo passare istantaneamente dal tempo ordinario ai rigori della Quaresima, offre una soglia. Ci prepara a prepararci. O meglio, ci preparava. Le domeniche pre-quaresimali sono state abolite con il Novus Ordo, una perdita enorme che dovrebbe essere reintegrata. Fortunatamente, esse sono conservate nel calendario tradizionale del Rito Romano.