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giovedì 31 dicembre 2020

Causa sciatalgia salta il Te Deum e la Messa papale del 1° gennaio

Chiusura in tema con l' annus horribilis della Chiesa. Tutto quello che poteva saltare quest'anno, a cominciare dalla Santa Pasqua, è saltato... E purtroppo sono in troppi a ignorarne o sottovalutarne le conseguenze a partire dal piano metafisico. 

Ultimora. Papa con sciatalgia, salta il Te Deum
Dalla Sala Stampa della Santa Sede. A causa di una dolorosa sciatalgia le celebrazioni di questa sera e di domani mattina presso l’Altare della Cattedra della Basilica Vaticana non saranno presiedute dal Santo Padre Francesco.
I Primi Vespri e Te Deum di questa sera, 31 dicembre 2020, saranno presieduti da Sua Eminenza il Card. Giovanni Battista Re, Decano del Collegio Cardinalizio, mentre la Santa Messa di domani, 1° gennaio 2021, sarà presieduta da Sua Eminenza il Card. Pietro Parolin, Segretario di Stato.
Domani, 1° gennaio 2021, Papa Francesco guiderà comunque la recita dell’Angelus dalla Biblioteca del Palazzo Apostolico, come previsto. [01642-IT.02 Testo originale: Italiano]

A 150 anni da Porta Pia, non è stato ancora risolto in Italia il nodo Chiesa-Stato e lo Stato italiano deve ritenersi ancora “illegittimo”? Una tesi che non convince.

Con la consueta rigorosa accuratezza nonché articolate e documentate argomentazioni, Paolo Pasqualucci confuta la tesi - sostenuta in diversi ambiti del mondo tradizionale e nelle specifico da Stefano Fontana [qui] - che lo Stato liberale che ha occupato Roma, non fondato sul diritto naturale, si basa sulla forza e quindi non è legittimo. Ma come la mettiamo con la Conciliazione con cui il Papa chiuse la questione romana, riconoscendo la legittimità del Regno d'Italia? La Conciliazione non la si nomina mai, come se non fosse esistita. Praticamente tra i diversi polemisti "tradizionalisti" è d'uso continuare a ragionare su certi temi a colpi di randello e quando si riferiscono a classici della politica, soprattutto moderni, lo fanno in modo spesso approssimativo. Un pensiero politico cattolico all'altezza dei problemi attuali sembra continui a latitare. Sostanzialmente un certo mondo tradizionale è rimasto al 1859, alla II guerra d'Indipendenza, e là vorrebbe riportare l'Italia. O al 1870, come se dopo non fosse successo niente. Notte fonda. Con questo non sto chiamando in causa Stefano Fontana; mi riferisco piuttosto al filone filo-borbonico che caratterizza alcuni ambiti tradizionali. Quel che ho espresso forse troppo lapidariamente - e altro necessario - lo trovate garbatamente e esaurientemente sviluppato della trattazione che segue, il cui intento è quello di alimentare la sana dialettica scientifica tra autori diversi. (M.G.)

A 150 anni da Porta Pia, non è stato ancora risolto in Italia il nodo Chiesa-Stato e lo Stato italiano deve ritenersi ancora “illegittimo”? Una tesi che non convince. Paolo Pasqualucci
Sommario : 1. Una tesi che non convince: lo Stato italiano tuttora “scomunicato” dai Papi e quindi “illegittimo”. 2. Gli Stati vengono riconosciuti soprattutto in base al principio di effettività. 3. Le scomuniche di Pio IX colpirono anche chi aveva votato per l’annessione dei suoi Stati alla Monarchia costituzionale di Vittorio Emanuele II: circa 800.000 persone. 4. La legittimità di uno Stato, in quanto tale, non dipende da un riconoscimento pontificio. 5. Con il Trattato Lateranense del 1929 il Papa ha riconosciuto la legittimità dello Stato italiano, implicitamente rimettendo le scomuniche di Pio IX, ma ogni Stato si rende in sé illegittimo quando le sue leggi violano la legge naturale e divina.
1. Una tesi che non convince: lo Stato italiano tuttorascomunicato dai Papi e quindiillegittimo”.
È la tesi sostenuta di recente su La nuova bussola quotidiana, del 20 settembre 2020 [qui], dal prof. Stefano Fontana, autore di tanti interventi coraggiosi e puntuali in difesa della nostra fede, così maltrattata oggi da tutte le parti. Questo suo intervento, tuttavia, lascia perplessi. Giustamente, egli pone il problema della legittimità dello Stato “liberale” e “laico” contemporaneo, con tutte le sue leggi non solo liberticide ma anche e soprattutto contrarie alla morale naturale e cristiana. Ma lasciano perplessi i suoi argomenti volti a dimostrare che lo Stato italiano, nato dal Risorgimento e dall’unificazione, sarebbe, se ho ben afferrato il concetto, ancora “illegittimo” a causa delle scomuniche comminate a suo tempo da Pio IX. Dopo le scomuniche, osservo, non c’è stata nel 1929 la famosa Conciliazione tra Stato e Chiesa, con la quale la S. Sede, in cambio del ristabilimento di un potere temporale e del riconoscimento ad essa di rappresentare, dal punto di vista terreno, un soggetto libero, sovrano e indipendente secondo il diritto internazionale, ha riconosciuto il Regno d’Italia con Roma capitale, ponendo in tal modo fine alla situazione di illegittimità nella quale il Regno si trovava ai suoi occhi, dopo i misfatti del periodo 1859-1870? Con la Conciliazione non sono state implicitamente rimesse le scomuniche di Pio IX? Ma della Conciliazione il prof. Fontana non fa affatto menzione, l’ignora completamente. E lascia perplessi la tesi secondo la quale la vera legittimazione agli Stati può conferirla s o l o il Romano Pontefice.

Te Deum laudamus, hodie (2020) et semper!

Anche quest'anno, da molti definito annus horribilis ma che diventa mirabilis nella misura in cui non è comunque mancata la Grazia, il nostro Te Deum manifesta la Lode alle tre Persone della Santissima Trinità, nonché le invocazioni e i ringraziamenti verso Dio Onnipotente. Chi volesse ascoltarlo - e recitarlo - in Gregoriano può cliccare qui.

“Te Deum laudamus:
te Dominum confitemur.
Te aeternum patrem,
omnis terra veneratur.

Tibi omnes angeli,
tibi caeli et universae potestates:
tibi cherubim et seraphim,
incessabili voce proclamant:

"Sanctus, Sanctus, Sanctus
Dominus Deus Sabaoth.
Pleni sunt caeli et terra
majestatis gloriae tuae."

Te gloriosus Apostolorum chorus,
te prophetarum laudabilis numerus,
te martyrum candidatus laudat exercitus.

Te per orbem terrarum
sancta confitetur Ecclesia,
Patrem immensae maiestatis;
venerandum tuum verum et unicum Filium;
Sanctum quoque Paraclitum Spiritum.

Tu rex gloriae, Christe.
Tu Patris sempiternus es Filius.
Tu, ad liberandum suscepturus hominem,
non horruisti Virginis uterum.
Tu, devicto mortis aculeo,
aperuisti credentibus regna caelorum.
Tu ad dexteram Dei sedes,
in gloria Patris.
Iudex crederis esse venturus.

Te ergo quaesumus, tuis famulis subveni,
quos pretioso sanguine redemisti.
Aeterna fac
cum sanctis tuis in gloria numerari.

Salvum fac populum tuum, Domine,
et benedic hereditati tuae.
Et rege eos,
et extolle illos usque in aeternum.

Per singulos dies benedicimus te;
et laudamus nomen tuum in saeculum,
et in saeculum saeculi.

Dignare, Domine, die isto
sine peccato nos custodire.
Miserere nostri, Domine,
miserere nostri.

Fiat misericordia tua, Domine, super nos,
quem ad modum speravimus in te.
In te, Domine, speravi:
non confundar in aeternum.”

Madiran Il Tradimento.

Dai Commenti Eleison di Mons. Williamson. Su Jean Madiran, vedi precedenti qui - qui.
Da Dio siamo venuti. A Dio siamo destinati,
Per mezzo di Cristo. C’è un’altra strada? No.


A Parigi nel maggio del 1968 si verificarono rivolte studentesche così radicali e durature da attirare l’attenzione dei media di tutto il mondo. Per il loro livello di sovversione e distruzione prodotta contro lo stile di vita Occidentale, sia sul piano teorico che pratico, esse possono essere paragonate alle rivolte che hanno devastato molte città degli Stati Uniti la scorsa estate (del 2020). Infatti le rivolte di Parigi hanno ispirato la sesta e ultima Parte del libro di Jean Madiran1, “L’eresia del XX secolo”, perché le loro immagini, che i media facevano rimbalzare in tutto il mondo, rappresentavano, come un libro fotografico, tutto ciò che il suo libro aveva cercato di dire: la trasformazione della civiltà Cattolica in una società Comunista e il grande tradimento dei vescovi Cattolici. Da qui i tre Capitoli della Parte Sei del libro: 1) il maggio ‘68 è il tradimento finale dei vescovi, 2) i quali ripudiano i veri Cattolici, 3) e tradiscono il vero Cristianesimo.

mercoledì 30 dicembre 2020

Una immagine toccante

Terremoto Croazia :

Questa è una foto scattata da una persona nella sua stanza.
Quando la stava per lasciare, subito dopo il terremoto, ha visto che il Crocefisso si era poggiato su Maria, una Presenza che non viene mai meno...
Intanto le squadre della Protezione Civile della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia sono già in prima linea al fianco della popolazione croata nelle zone colpite dal sisma.
A peste, fame, et bello, libera nos Domine!
A flagello terrae motus, libera nos Domine!
Te rogamus. Audi nos Domine

"Vaccino per tutti", un altro documento vaticano

Precedenti, nel blog, sulle trasformazioni dell’Istituto Giovanni Paolo II, che hanno suscitato molto scalpore [qui - qui - qui] e sulla PAV qui - qui - qui - qui] ; sul card. Paglia [qui]. Sui recenti documenti della Pontifica Accademia per la Vita (qui), di seguito troviamo osservazioni significative che ci danno ancora una volta la misura della profonda crisi nella Chiesa. Li riprenderemo per un'analisi più completa.

La Commissione vaticana Covid 19 e la Pontificia Accademia per la Vita hanno pubblicato un nuovo documento sull'uso dei vaccini, ad appena una settimana da quello della Congregazione per la Dottrina della Fede. Ma non è solo un doppione, dice anche cose molto diverse sull'eticità dei vaccini....
Domanda: che bisogno c’era di un altro documento vaticano dopo che sui problemi etici del vaccino si era già pronunciata solo pochi giorni fa la Congregazione per la dottrina della fede? Ora, infatti, torna sull’argomento anche la Pontificia Accademia per la Vita, guidata da monsignor Vincenzo Paglia, con una Nota dal titolo “Vaccino per tutti. 20 punti per un mondo più giusto e sano”, con la collaborazione della Commissione Vaticana Covid 19 che fa capo al dicastero per lo Sviluppo umano integrale.
Vien da pensare che ormai anche tra i dicasteri vaticani sia possibile un pluralismo dottrinale. Oppure c’è un corsa interna a chi arriva prima? O politiche ecclesiastiche che si contrastano? Perché la Nota della Commissione Covid 19 e della PAV, oltre ad essere un doppione, dice cose diverse dalla Congregazione: dichiara senza riserve che il vaccino prodotto anche con l’uso di feti di aborto volontario è un non-problema - si può procedere “con coscienza sicura” - e spinge molto (fino a postulare imposizioni politiche?) per il dovere di vaccinarsi.

martedì 29 dicembre 2020

Trump onora san Thomas Becket nell’anniversario del martirio

Donald Trump decreta la celebrazione ufficiale dell'l’850° anniversario del martirio di san Tommaso Becket, il primate d’Inghilterra caduto sotto le spade degli sgherri del re Enrico II per la difesa della libertà e immunità ecclesiastica, il 29 dicembre del 1170. Non manca una stoccata a Bergoglio quando cita il Card. Joseph Zen di Hong Kong, vittima della persecuzione comunista cinese [vedi]. Atto esemplare di un capo di stato che spicca nella palude graveolente dei pastori a braccetto col mondo. Commovente la figura di Thomas di Canterbury. Particolarmente in questo nostro tempo. È guerra. Non una guerra con le armi, ma una guerra spirituale, durissima. Ormai si direbbe in campo aperto: son cadute tutte le maschere. Siamo pronti. Siamo in trincea. E di fronte a noi, su di noi, incisa nei nostri cuori, vittoriosa sul mondo e sulle tenebre, ieri, oggi e per sempre, la Santa Croce di Gesù Cristo Nostro Signore di fronte al Quale ogni ginocchio si piega, in cielo, sulla terra e nell’inferno.

Proclamazione per l’850° anniversario
del martirio di san Tommaso Becket

Oggi è l’850° anniversario del martirio di san Tommaso Becket. Era uno statista, uno studioso, un cancelliere, un prete, un arcivescovo e un leone della libertà religiosa. Prima che la Magna Carta fosse redatta, prima che il diritto al libero esercizio della religione fosse sancito nella nostra gloriosa Costituzione come la prima libertà dell’America, Thomas diede la vita perché, come egli disse, la Chiesa potesse raggiungere la libertà e la pace.
Figlio di uno sceriffo londinese e descritto come “un impiegato di bassa nascita” dal re che lo fece uccidere, Thomas Becket divenne il capo della Chiesa in Inghilterra. Quando la corona tentò di invadere il campo d’azione della casa di Dio mediante le Costituzioni di Clarendon, Tommaso si rifiutò di firmare il documento incriminato. Quando il furioso re Enrico II minacciò di trattenerlo in disprezzo dell’autorità reale e chiese perché questo prete “povero e umile” avrebbe osato sfidarlo, l’arcivescovo Becket rispose: “Dio è il sovrano supremo, al di sopra dei re” e “dobbiamo obbedire a Dio piuttosto che agli uomini”.

È l’ultimo Natale dell’era cristiana. E poi?

Accenti gravi, apocalittici. Ma anche la situazione lo è...
È l’ultimo Natale dell’era cristiana e poi? Siamo alla battaglia decisiva contro le forze del Male poi sorgerà un mondo nuovo, ma non quello voluto dai Padroni Universali basato sull'usura: dalle macerie vi sarà un nuovo inizio
Ogni anno, alla vigilia di Natale, ci si prepara alla solenne festività; ci si scambiano gli auguri, nella consapevolezza della perennità di questa ricorrenza, dell’immutabilità del rito della santa Messa nel giorno della nascita del Salvatore. Ma quest’anno è diverso. Quest’anno è speciale, tragicamente speciale: sappiamo che è l’ultimo dell’èra cristiana, che non ce ne saranno altri come è stato finora, mai più. Sappiamo che il cristianesimo, così come lo abbiamo sempre conosciuto, è finito, almeno umanamente parlando: cioè in base a ciò che si può ragionevolmente dedurre in base agli avvenimenti che si sono verificati nel corso degli ultimi decenni, anni, mesi e giorni. Sappiamo che non solo il cristianesimo, ma tutta la nostra civiltà, che dal cristianesimo ha avuto origine, è giunta al capolinea: che nulla sarà più come prima, che il 2020 ha concluso due millenni di storia e, in un certo senso, non solo due millenni, ma tutto l’arco della vicenda umana, fin dagli esordi. Sappiamo che l’intelligenza artificiale, gli organismi geneticamente modificati, una tecnologia digitale sempre più sofisticata, prenderanno il posto dei vecchi modi di vita; che il lavoro, così come lo abbiamo finora conosciuto, e il risparmio, e la famiglia, e il tempo libero, e l’informazione, e la cultura, la sanità, l’istruzione, la giustizia, l’ordine pubblico, la proprietà privata, la circolazione delle persone  e delle merci, le nascite e le morti, le gioie e i dolori, il bene e il male, non saranno più quelli di prima, non risponderanno più ai criteri di prima, ma assumeranno forme inedite, finora sconosciute e perfino impensabili. L’assurdo diverrà la norma e la norma diverrà la pietra difettosa, che i costruttori scarteranno senza esitare, perché la riterranno inutile all’edificazione della casa. In altre parole, stiamo per assistere non solo all’ultimo Natale, ma all’ultimo atto della civiltà umana: stiamo per entrare nella civiltà post-umana, o transumana, o, se preferite farvi ancora qualche illusione, nel cosiddetto nuovo umanesimo. Però state certi che l’uomo, in essa, o almeno l’uomo comune,  l’uomo normale, il padre o la madre di famiglia, il lavoratore, il pensionato, il cittadino che vive del proprio lavoro, paga le tasse e rispetta delle leggi, pensate e attuate per il suo bene e nel suo interesse, spariranno come inutili residui del passato. Ai Padroni Universali non serve nessuna di queste figure, anzi danno loro fastidio. Sono ostacoli da rimuovere. E li stanno rimuovendo. E sono già a buon punto della loro opera infame. 

lunedì 28 dicembre 2020

Il diritto e la vita - Giorgio Agamben

La situazione attuale, in cui la salute degli esseri umani è diventata la posta in gioco nel diritto e nella politica, offre l’occasione di riflettere sui corretti rapporti che devono intercorrere fra il diritto e la vita.
Un grande storico del diritto romano, Yan Thomas, ha mostrato come nella giurisprudenza romana la natura e la vita naturale degli esseri umani non entrano mai come tali nel diritto, ma restano separati da questo e funzionano soltanto come un presupposto fittizio per una determinata situazione giuridica. Così il principio naturale secondo cui tutto è comune a tutti vale solo come una limitazione che esclude dalla sfera della proprietà giuridica l’aria, il mare e le rive, ma la cosa comune a tutti diventa immediatamente una res nullius, che fonda la proprietà del primo che se ne impossessa. Analogamente, la cittadinanza è un dato giuridico imprescrittibile e indisponibile, che, a differenza del domicilium, che dipende dalla residenza fisica in un certo luogo, si acquista attraverso l’origo, la quale non è, però, il fatto naturale della nascita, ma una costruzione giuridica legata al luogo di nascita del padre.

“Convivere con il virus”: la crisi permanente e la sua funzione

C'è molto ancora da dire da capire e da riflettere. E da non arrendersi a ciò che sembra ineluttabile e difficilmente arginabile... Eloquente l'immagine sotto riportata: sostanzialmente l'AIFA dice che il vaccino non darà alcun certificato di libertà. La dittatura sta praticamente riconoscendo l'inutilità del vaccino. Il vero obbiettivo della dittatura mondialista è trascinare l'umano verso il Grande Reset. Solo allora la pandemia finirà. La massa lo capirà alla fine solo quando sarà troppo tardi.

La verità è che, con lo stato d’eccezione del paradigma emergenziale, come ha sottolineato in più occasioni Agamben, si entra in un’area grigia, da cui non si sa come, quando e se si uscirà. E ciò anche in ragione del fatto che le misure d’emergenza presentano intrinsecamente una spiacevole tendenza: quella di sopravvivere all’emergenza stessa, anche perché, poi, all’orizzonte vi sarà sempre, più o meno remota, una nuova emergenza in arrivo.
Un esempio particolarmente efficace resta, a tal riguardo, quello del Patriot Act, introdotto negli Stati Uniti all’indomani dell’attentato alle Torri Gemelle (11.9.2001). È quanto ha notato, tra gli altri, il filosofo Marcello Pera. In un’intervista su “SkyTg24” del 26 marzo del 2020, Pera sospetta apertamente che la “diminuzione di diritti fondamentali lasci conseguenze” e che, in qualche modo, non si possa tornare realmente alla situazione preesistente rispetto alla crisi. “Queste misure – afferma Pera – lasciano traccia, vanno nel tempo e ci si abitua”: con la conseguenza per cui “la democrazia pian piano si sposta e diventa più autoritaria”.
L’abitudine alla nuova condizione potrebbe, dunque, determinare un graduale adattamento alla medesima, senza l’affiorare di moti contestativi che reclamino il ritorno alla situazione pre-emergenziale e il recupero delle libertà e dei diritti sequestrati. E il ritorno alla vecchia normalità non sarebbe più necessario, né avvertito come indispensabile, perché, nel mentre, la popolazione già avrebbe introiettato il nuovo ordine biosecuritario e transumanista, la nuova condizione ora vissuta come nuova normalità, ormai naturale come l’aria che si respira.

domenica 27 dicembre 2020

La falsa dignità. Riflessioni su un volume che demolisce l’equivoca ideologia della “dignità dell’uomo”.

Paolo Pasqualucci si era accinto a recensire il libro La dignité humaine. Heurs et malheurs d’un concept maltraité. Sous la direction de Bernard Dumont, Miguel Ayuso, Danilo Castellano, Ed. Pierre-Guillaume de Roux, 2020. L'impresa, strada facendo, si è rivelata più impegnativa del previsto e il risultato è un lavoro di circa 300 pagine. Ne pubblico l'inizio e la fine, per agevolarne la presa d'atto: le parti qui riprese danno già un'idea chiara e netta della tematica. Dunque di seguito trovate: Titolo e Sommario, molto denso + Introduzione (con un importante brano di Kant incluso e relativo commento critico) + Conclusione e relative note.
Per chi vuole approfondire aggiungo il testo integrale in pdf consultabile e/o scaricabile qui.

Paolo Pasqualucci
La falsa dignità. Riflessioni su un volume che demolisce l’equivoca ideologia della “dignità dell’uomo”.

S o m m a r i o : 1. Introduzione: i cinque temi oggetto del presente saggio. 2. La dignità della persona: qualità da intendersi sempre in rapporto alla nostra natura razionale. 2.1 La dignità dell’uomo fondata sulla libera scelta razionale per “aspirare alle cose celesti”: Pico della Mirandola e Giannozzo Manetti. 3. La dignità umana secondo la teologia cattolica ortodossa. 4. La “mutazione” della nozione cattolica di “dignità dell’uomo” provocata dal cattolicesimo liberale e dall’americanismo --- Maritain e Murray SI: 4.1 La percezione della decadenza della Nazione, nella Francia del Primo Dopoguerra. 4.2 La sagra degli umanesimi fabbricati a tavolino, da quello “integrale” di Maritain a quello “marxista”, costruito sui manoscritti giovanili di Marx, scoperti negli anni Trenta. 4.3 L’indebita esaltazione della “antropologia” marxiana. 4.4 Il mito dell’ideologia marxista capace di costituire il rimedio per “l’alienazione” dello homo oeconomicus della società citalista. 5. John C. Murray SI innesta sull’ errore “americanista” l’umanesimo integrale ovvero la democrazia “personalista” di tipo americano. 6. Il “clericalismo” emerso dal Concilio Vaticano II ha propugnato l’idea non cattolica di uno Stato neutrale rispetto ai valori fondamentali, in nome della “dignità dell’uomo”: 6.1 Lo Stato fascista più cattolico della laica Repubblica democratica, largamente condivisa dalle forze cattoliche: l’educazione di massa della gioventù dal “culto della Patria” al “culto della Persona” al tracollo del Sessantotto; 6.2 L’ambiguo compromesso del Concilio con il principio laico della coscienza unica fonte della moralità: 6.2.1 La contraddizione dell’art. 16 di ‘Gaudium et spes’, che fa affiorare un concetto evolutivo della verità, la cui ricerca è condizionata dal rispetto della “dignità umana” intesa come valore assoluto. 6.2.2 Applicazioni nei testi stessi del Concilio del concetto della verità come ricerca della verità. 7. Come l’idea della “dignità dell’uomo”, diventata il valore supremo nei sistemi giuridici occidentale, sia stata applicata in modo anomalo e si sia rivelata inane nella difesa dei princìpi etici fondamentali, venendo anzi usata per distruggerli. 8. Conclusione: la dignità non appartiene all’essenza, all’essere dell’uomo ma al suo m o d o di essere --- è una qualità del nostro comportamento, che ci merita rispetto quando è d e g n o della nostra natura razionale, rimproveri e disprezzo quando i n d e g n o .
1. Introduzione: i cinque temi oggetto del presente saggio.
Che la “dignità dell’uomo” sia ridotta oggi ad uno pseudo-concetto buono a tutti gli usi, si ricava senza ombra di dubbio dalle precise e sottili analisi contenute in questo recentissimo, denso volume collettaneo apparso recentemente in francese: La dignità dell’ uomo. Fatti e misfatti di un concetto bistrattato.[1] Il volume contiene sette saggi, preceduti da una Presentazione e seguiti da una Conclusione generale, entrambe ad opera dei tre curatori.

sabato 26 dicembre 2020

Gesù non era uno 'scarto'. Era ed è il Figlio di Dio della stirpe di David

Indovinello di Natale. Chi ha detto la frase seguente?
“Il Figlio di Dio è nato scartato per dirci che ogni scartato è figlio di Dio”. 
Vediamo. – Scartato – è il participio passato maschile e singolare, del verbo scartare (dall'omelia natalizia di Bergoglio)
Ciò che viene scartato si definisce uno – scarto – .  Riferito ad un oggetto, scarto è sinonimo di una cosa senza valore, scadente. Riferito a una persona, scarto è sinonimo di fasullo, inetto, incapace. 
Solo per estensione un po’ troppo forzata, potrebbe significare rifiutato o respinto. Suppongo che chi ha proferito la frase sopra riportata abbia voluto dire che la Sacra Famiglia (e pertanto il divino neonato) son stati rifiutati e respinti dalle locande e B&B. Maria e Giuseppe, come gran parte della Giudea, erano in viaggio per il censimento voluto da Cesare Augusto, ed allora (come direbbe il generale dei gesuiti padre Sosa) non c’era booking.com o trivago, per prenotare, e così hanno trovato tutto esaurito. 
Ma per la prima volta ho appreso che Dio si era incarnato in uno scarto
Avevo letto che Dio incarnato discendeva da stirpe reale, la casa di Re David.
E che Erode, temendo potesse un giorno usurpargli il trono, ordinò la strage degli innocenti per ucciderlo. 
Il simbolo della nascita in una grotta e deposizione in una mangiatoia significa che Gesù ha voluto nascere senza ostentazione per invitarci all’umiltà e non cercare l’acclamazione del mondo. 
L’angelo che lo annunciò ai pastori disse “...è nato il Salvatore..”. 
I pastori andarono a riverirlo, poi andarono ad adorarlo persino tre Re portandogli in dono oro, incenso e mirra. A uno scarto? 
Alla grotta di Betlemme non sono andati ad adorare uno scarto.
Maria non è stata madre di uno scartato, ma madre del Salvatore.
Ogni uomo ha bisogno del Salvatore che assunse natura umana per insegnarci a condividere con lui la vita divina.
Questo la Chiesa dovrebbe insegnarci. (P.G. by Stilum Curiae)

L'esempio dei santi. Santo Stefano, il primo martire

Il Signore guardò dal Cielo e Stefano Lo vide. Il Cielo si aprì; vide Gesù in atto di incoraggiare il Suo campione.
Non tacque Stefano su ciò che vide: "Ecco io contemplo - disse - i Cieli aperti e il Figlio dell'uomo che sta alla destra di Dio".
Quelli, udito questo, quasi fosse stata una bestemmia quello che costui aveva detto, si turarono le orecchie, diedero di piglio alle pietre.
[...] Il comportamento di Stefano umile ripeté quello di Cristo, l'Altissimo: così Stefano riverso a terra, come Cristo sospeso alla Croce. Ricordate infatti che anch'Egli disse: Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno. Era sulla cattedra della Croce e insegnava a Stefano la misura della bontà.
Maestro buono, hai dato un'indicazione chiara, hai istruito efficacemente! Ecco che il Tuo discepolo prega per i suoi nemici, prega per i suoi lapidatori. L'umile dette prova di come si debba imitare Te, l'Altissimo, come la creatura debba imitare il Creatore, la vittima il Mediatore, l'uomo il Dio e uomo: Dio, ma tuttavia uomo, sulla Croce; Dio Cristo, ma sulla Croce uomo, quando diceva con voce ben distinta: Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno.
[...] E con tutta sincerità, fratelli miei, dico alla Carità vostra: esercitatevi quanto potete a dimostrare mitezza anche verso i vostri nemici.
Frenate l'ira che vi sospinge alla vendetta. Infatti, l'ira è uno scorpione. Una volta che ti avrà surriscaldato con le fiamme che contiene, tu riterrai qualcosa di grande l'esserti vendicato di un tuo nemico.
Se vuoi vendicarti di un tuo nemico, volgiti a prendere di mira proprio la tua collera: essa è infatti la tua nemica, quella che uccide la tua anima. (Sant'Agostino)

venerdì 25 dicembre 2020

Santo Natale 2020

I nostri più fervidi auguri di
Sereno e Santo Natale 2020
O Emmanuel, Rex et legifer noster,
expectatio gentium, et Salvator earum:
veni ad salvandum nos, Domine, Deus noster.


Christus natus est nobis: Venite adoremus!

giovedì 24 dicembre 2020

Arcivescovo Viganò: assistiamo alle 'prove generali per l'istituzione del regno dell'Anticristo'

Di seguito pubblico l'originale italiano di una recente intervista di mons. Carlo Maria Viganò con la Dr. Maike Hickson per LifeSiteNews, jn relazione a un suo precedente articolo, del quale ho parlato quiIl segno inquietante di un 'vuoto simbolico' dopo il culto della pachamama a San Pietro: l’altare papale inutilizzato da mesi.
Bergoglio non ha più offerto il Sacrificio della Santa Messa sull'altare papale da quando, nell'ottobre 2019, ha accolto una ciotola con la terra dedicata alla falsa dea Pachamama e l'ha posta, contro ogni norma liturgica, proprio sull'Altare Maggiore della Basilica di San Pietro. Il professor Armin Schwibach lo ha descritto come un "vuoto simbolico". 
Vedi qui indice articoli sul Sinodo per l'Amazzonia. E qui l'indice degli interventi di Mons. Viganò e correlati.

Arcivescovo Viganò: assistiamo alle
'prove generali per l'istituzione del regno dell'Anticristo'

La 'Dea ragione' e in parallelo la pachamama
Omnes dii gentium dæmonia
Ps. 95, 5 
Eccellenza, in un mio recente articolo ho fatto notare che l’Altare Papale della Basilica Vaticana non viene utilizzato da quando fu profanato dall’offerta presentata all’idolo della pachamama. In quella circostanza, alla presenza di Bergoglio e della sua corte, fu compiuto un gravissimo sacrilegio. Qual è il Suo pensiero in proposito? 

La profanazione della Basilica Vaticana nel corso della cerimonia conclusiva del Sinodo Panamazzonico ha contaminato l’Altare della Confessione, dal momento che sulla sua mensa è stato posto un vaso dedicato al culto infernale della pachamama. Trovo che questa ed altre analoghe profanazioni di chiese e altari ripropongano in qualche maniera altri gesti analoghi avvenuti nel passato e consentano di comprenderne la vera natura. 

Vigilia del Natale del Signore

Sono stati inseriti i testi (originale latino e traduzione italiana) delle formule liturgiche di cui si parla. 
Vigilia del Natale del Signore
Stazione a Santa Maria Maggiore
(che conserva antiche reliquie sulla Natività)

Hódie sciétis quia véniet Dóminus:
et mane vidébitis glóriam ejus
(Antífona Breviarium Romanum
Veramente, questa messa della vigilia il 24 dicembre non dovrebbe aver luogo, giacché l’originaria messa vigiliare è quella che celebravasi questa notte dopo l’ufficio notturno nell’oratorio ad praesepe. Però, dopo i Concili d’Efeso e di Calcedonia, la solennità del Natale sali a tanta celebrità, che l’antico rito romano del Natale dové andarne modificato; cosi che esso importò un digiuno e un mese preparatorio a somiglianza della Pasqua. Inoltre la stessa solennità natalizia del 25 dicembre, invece di due messe, una della vigilia e l’altra della festa, con una terza messa intercalare in memoria di sant’Anastasia, fini per ammetterne quattro, e tutte in memoria del mistero; una cioè in sulla sera del 24 dicembre al primo inizio dell’ufficio notturno, una in sulla mezzanotte al primo canto del gallo, una al primo mattino, e l’ultima in sull’ora di terza. Sant’Anastasia ai tempi di san Gregorio passò in seconda linea, e al più ritenne l’onore d’una semplice commemorazione.
La messa quindi assegnata per oggi nel Messale, meglio che il sacrificio vigiliare che importava sempre la precedente pannuchis [vigilia che dedica la notte alla preghiera], rappresenterebbe la messa della preorte, come dicono i Greci, il sacrificio del giorno precedente alla festa, quando dopo nona si celebrava la messa di preparazione e s’iniziava subito la solennità notturnale. Tale precisamente era l’uso della Chiesa Milanese nel medio evo.

mercoledì 23 dicembre 2020

En Grege Relicto. Mons. Viganò sul Presepe in piazza San Pietro.

Al centro di Piazza San Pietro troneggia una tensostruttura metallica, frettolosamente decorata con una luce tubolare, sotto la quale si ergono, inquietanti come totem, poche orribili statue che nessuna persona dotata di senso comune oserebbe identificare con i personaggi della Natività. Lo sfondo solenne della facciata della Basilica Vaticana aumenta l’abisso tra le armoniose architetture rinascimentali e quella indecorosa parata di birilli antropomorfi. 

Poco importa che questi atroci manufatti siano il frutto di studenti di un oscuro Istituto d’Arte abruzzese: chi ha osato mettere insieme questo sfregio al Presepe l’ha fatto in un’epoca che, tra le innumerevoli mostruosità in campo pseudoartistico, non ha saputo fare nulla di bello, nulla che meriti di essere conservato per i posteri. I nostri musei e gallerie d’arte moderna traboccano di creazioni, installazioni, provocazioni partorite da menti malate a cavallo degli anni Sessanta e Settanta: quadri inguardabili, sculture che provocano ribrezzo, opere di cui non si comprende né il soggetto né il significato. E ne traboccano pure le chiese, che non sono state risparmiate, sempre in quegli anni infausti, da ardite contaminazioni di “artisti” apprezzati più per la loro appartenenza ideologica e politica che non per il talento. 

Nonostante tutto, è Natale! - don Elia

Ierusalem, cito veniet salus tua: quare maerore consumeris? numquid consiliarius non est tibi, quia innovavit te dolor? Salvabo te, et liberabo te, noli timere. Ego enim sum Dominus, Deus tuus, Sanctus Israel, Redemptor tuus (dall’Ufficio Divino; cf. Mi 4, 9; Is 41, 14).

Ancora una volta la liturgia ci soccorre con parole piene di speranza e di consolazione. Parlo – com’è ormai assodato – di quella che ci è stata consegnata dall’Antichità cristiana, non di quella ricostituita a tavolino in base al progetto eversivo con cui si è trasformata la Chiesa visibile in un organismo geneticamente modificato. L’immensa operazione mistificatrice non ha risparmiato neanche il Natale: si è preteso che la sua data fosse stata scelta per cristianizzare la festa del Sol invictus, quando invece essa è già attestata dalla Traditio apostolica, attribuita a sant’Ippolito e redatta intorno al 215, mentre la ricorrenza pagana acquisì carattere pubblico solo sotto Valeriano, imperatore dal 253 al 260, che con ciò intese probabilmente offuscare proprio quella cristiana. Oltretutto il solstizio d’inverno, come tutti sanno, non cade il 25 dicembre, mentre i calendari dei turni sacerdotali rinvenuti a Qumran ci informano che la classe di Zaccaria officiava nel tempio nella seconda metà di settembre: egli ricevette quindi l’annuncio nove mesi prima della data in cui si festeggia la Natività di san Giovanni Battista, seguita di sei mesi da quella del Salvatore (cf. Lc 1, 13.36). 

martedì 22 dicembre 2020

Francia, giovani che difendono le chiese. Un esempio da seguire

In Francia, dove si registra uno stillicidio di episodi blasfemi, si è costituito un gruppo di giovani cattolici: «Protège ton église» («Proteggi la tua chiesa»). Un esempio da seguire: non solo per segnalare, ma anche per concretamente difendere le Chiese oltre alla fede e inoltre promuovere sia la ricostruzione materiale che la  riparazione spirituale.

La bacheca della loro pagina Facebook è un lungo elenco di denunce di bestemmie pubbliche, profanazioni, scritte blasfeme e assalti alle chiese, tutti episodi che in Francia si ripetono di frequente. È uno stillicidio sovente aggiornato e contro il quale ha deciso di insorgere il gruppo, deciso a condividere energie e fede per contrastare l’onda di odio che attraversa il Paese. 
La grande stampa d’Oltralpe derubrica questi continui assalti a piccoli episodi di vandalismo o a furti a opera di ladri. Eppure, negli oltre mille casi registrati dalla polizia francese nel 2018, solo in 127 sono avvenuti furti. In tutti gli altri si è trattato di pure aggressioni, spesso blasfeme. Non sono rari gli episodi in cui sono stati manomessi i tabernacoli, gettate le ostie sul pavimento o sottratte, ma lasciate intatte le opere d’arte: non si tratta dunque di rapine, ma di gesti mossi da cristianofobia. “iFamNews” ne parlato con Denis, responsabile della comunicazione di Protège ton èglise

Lettera Aperta a Mons. Crepaldi: grazie per il No all’Assoluzione Collettiva dei Peccati.

Il primo firmatario della Lettera aperta che segue è Salvatore Porro, fondatore del Movimento per la Famiglia e per la Vita e capogruppo di Fratelli d’Italia al Consiglio Comunale di Trieste. Diretta a mons. Giampaolo Crepaldi, arcivescovo di Trieste, lo ringrazia per essersi opposto in tema di confessione e assoluzione collettiva dei peccati. (Di fatto si tratta di una vecchia prassi neocatecumenale, denunciata da anni e per anni ai vescovi e alle autorità vaticane senza esito). Mons. Crepaldi era noto per la partecipazione alle catechesi neocat e per aver approvato il seminario NC a Trieste [vedi]. L'immagine lo riprende mentre  sigla l'istituzione del nuovo seminario neocatecumenale a Trieste (2011). Sembrava l'insediamento della contaminazione ormai inarrestabile; ma mons. Crepaldi appare rinsavito!

Ecc.za Rev.ma,
gli attacchi alla vera Fede ed alla sana Dottrina della Chiesa si moltiplicano incessantemente in questi ultimi tempi, tanto da richiedere uno sforzo continuo per difendere il Popolo di Dio da insegnamenti falsi e fuorvianti, dannosi per le anime e letali per la salvezza eterna. 

L’ultima di queste pericolose novità è il tentativo di introdurre un equivoco rito di confessione collettiva, che, se può aver trovato una giustificazione storica in passati periodi di gravi epidemie o di guerra, con insufficiente numero di sacerdoti per amministrare i sacramenti e urgenza dettata dagli eventi, appare del tutto ingiustificabile oggi, quando il problema è, semmai, la grave scarsità di fedeli che si accostano al sacramento della penitenza, la perdita del senso del peccato ed una visione laicizzata del peccato stesso, considerato ormai non tanto una grave violazione della Legge divina, quanto una ingiustizia pratica o politica o anche soltanto uno sgarbo nei confronti di alcuni elementi o categorie dell’umana società. 

La confessione individuale, col suo carattere di giudizio in cui le colpe del penitente vengono esaminate singolarmente e singolarmente viene valutato il pentimento, che solo può dar luogo all’assoluzione, verrebbe totalmente svuotata del suo contenuto sacramentale – e con ogni probabilità della sua stessa validità – da un rito collettivo, in cui non si comprende chi e di quali colpe e con quale intenzione chieda l’assoluzione, senza che ci sia alcuna valutazione da parte del confessore, sicché verrebbe data un’assoluzione a pioggia, sia a chi è in condizione di ottenerla, sia a coloro – e probabilmente non pochi approfitterebbero di una così comoda occasione – che non potrebbe riceverla e la otterrebbe in modo sacrilego. La sua decisa e chiara presa di posizione contro una tale deriva scandalosa e pericolosa è stata una dimostrazione di coraggio e di fedeltà alla Sua missione di Pastore, sollecito della salute spirituale del gregge affidatoLe; ed in questa circostanza, noi fedeli dei gruppi e movimenti di preghiera della Diocesi di Trieste e del Friuli Venezia Giulia desideriamo esprimerLe la nostra gratitudine ed il nostro totale sostegno con la preghiera e, per quanto ci sarà possibile, con l’ azione.

Firmatari 
Cav. Salvatore Porro (Movimento cattolico per la famiglia e la vita), Avv. Cristiano Gobbi (Circolo culturale “Guido Mattiussi S.J.”), Dott. Sandro Apa. Amm. Antonio Falcomer (Dsc Udine), Ing. Sebastiano Zappala (Dsc Udine), Donatella Fonda – Coordinatrice Gruppo di Adorazione – Trieste, Donatella Fregonese – Movimento Mariano Regina dell’Amore, Elisabetta Chiudina (Ref. Trieste “Sentinelle in Piedi”), Gloria Bonacci – Gruppo mariano Muggia, Renato Chiudina Piaceri, Manuela Chiudina, Dario Zugna, Michela Taverna, Gabriella Giusti, Gabriella Pison, Fulvia Bertocchi Vatta, Mauro Braico, Sergio Scarazzato, Amedeo Rossetti de Scander, Luciano Motz, Elena Maffei, Fam. Baio Lazzarini, Rossella Vianello, Eleonora Zuzich, Miriam Miconi, Ivo Bandi, Ombretta Rainero, Fernando Pilo, Tonina Cossu, Maria Antonio Giagnorio

lunedì 21 dicembre 2020

Arcivescovo Viganò. Vaticano: 'pactum sceleris' con la Cina in questa svolta storica senza precedenti

Testo di una riflessione dell'Arcivescovo Viganò pubblicata sabato 19, su "La Verità". Il Dr Tan, direttore del Council on Middle East relations, ha inviato all'Arcivescovo una copia della sua missiva al Segretario di Stato Parolin, riguardante l'accordo segreto con la Cina, alla quale non è seguito nessun riscontro da parte del Cardinale. Con la sua autorizzazione, Mons. Viganò ne rende pubblico il testo (che trovate tradotto di seguito) preceduto dalle sue considerazioni. Qui invece potete leggere il testo della lettera al card. Parolin : Pag.1 - Pag.2; qui i precedenti sulla spinosa questione cinese; qui l'indice degli interventi di Mons. Viganò.

Una spelonca di ladri
Exsurgat Deus, et dissipentur inimici ejus:
et fugiant qui oderunt eum a facie ejus. Salmo 67 

È di questi giorni la notizia che Bergoglio si stia dedicando ad una serie televisiva dal titolo La saggezza del tempo1, prodotta da quella Netflix che proprio ieri pubblicava su Twitter un post2 che sintetizza quale sia il proprio riferimento ideologico: Praise Satan, ossia Sia lodato Satana. E non occorre ricordare quanto questa multinazionale sia coinvolta nella diffusione dell’immoralità e del vizio, ivi compreso lo sfruttamento sessuale dei minori. 

È parimenti di questi giorni l’accordo siglato tra la Santa Sede e l’ONU per promuovere la sostenibilità e l’uguaglianza di genere3, dando contestualmente supporto ad un’organizzazione che diffonde l’aborto e la contraccezione. Nel giorno dedicato all’Immacolata – l’8 dicembre 2020 – quasi come un indegno oltraggio alla Madonna, è stata ufficializzata la nuova partnership tra il Vaticano e il Council for Inclusive Capitalism [qui] promosso da Lynn Forester de Rothschild4, grande amica di Hillary Clinton e di Jeffrey Epstein, dopo aver inviato un messaggio di elogio a Klaus Schwab, presidente del World Economic Forum e teorizzatore del Great Reset. E per non dare adito a equivoci, dopo i numerosi appelli ad obbedire alle autorità nell’emergenza della psico-pandemia, pare che il vaccino contro il Covid sarà reso obbligatorio per tutti i funzionari della Città del Vaticano, nonostante esso sia prodotto con materiale fetale abortivo e non dia alcuna garanzia di efficacia e innocuità. 

Abolizione del contante: ci aveva già pensato Lenin e pure l’Apocalisse mette in guardia. - Giovanni Formicola

A suo tempo, il governo extraparlamentare (nel senso che non nacque in Parlamento, ma al Quirinale) presieduto da Mario Monti – uno specchietto per gli allocchi (in senso ornitologico) moderatisti e persino cattolici, fino al punto di accelerare mutazioni genetiche in mondi che furono coraggiosi nel difendere la verità sociale –, dichiarò formalmente guerra all’uso del danaro contante. Dopo una breve pausa, questa guerra è ripresa, e ora potrebbe avere un’accelerazione con il pretesto del Covid, che sembra un’autentica manna per ogni progetto sociale anti-cristano e anti-umano. È strano (forse no), ma ogni volta che un governo è imposto dall’Europa finanziaria, cioè dai padroni dello spread con il concorso dei governi franco-tedeschi, il danaro contante e il suo uso vengono ad essere demonizzati. Chissà che non ci sia qualche lieve conflitto d’interessi tra i popoli, la grande Banca e la tecnocrazia al potere in Europa. 
E il governo dei due nichilismi alleati – uno rozzo e qualunquista, l’altro più pensato – sin da subito ha seguito e segue la linea, che oggi viene allo scoperto con il nome new great reset, sorta di terapia politica ed eco-socio-economica per un mondo che s’è meritato il Covid, ma non dal punto di vista di Dio. 

domenica 20 dicembre 2020

“Pervertimento dell’etica” / Oggi in diretta la presentazione

Il sovvertimento dell’etica oggi non è solo un progetto teorico condotto da pochi intellettuali, ma tende a diventare, anche a causa dei mezzi di comunicazione di massa, pratica quotidiana, con costi umani di inaudita gravità. 
In genere la tensione naturale della mente e del cuore alla verità e al bene, non del tutto spenta, riconosce i frutti amari e disumanizzanti del sovvertimento e ne prova ripugnanza. Purtroppo, però, spesso non si riconoscono le radici di tali frutti.
Tra le molteplici cause dell’attuale patologia morale quelle filosofiche non sono secondarie. Se ne occupa il libro Pervertimento dell’etica di Umberto Galeazzi, le cui indagini (in dialogo critico con filosofi moderni e postmoderni come Cartesio, Kant, Hegel, Marx, Lenin, Gramsci, Sartre, Heidegger, Del Noce, Fabro, Taylor) vertono su questioni ineludibili ai fini di una diagnosi e di una conseguente terapia.
Il libro sarà presentato oggi, 20 dicembre, alle ore 18, in un live streaming in cui con l’autore interverranno Eugenio Capozzi, Matteo D’Amico, Guido Vignelli e padre Giovanni Cavalcoli. Modererà Aurelio Porfiri.
Il programma sarà trasmesso in live streaming sul canale YouTube Ritorno a Itaca, su Twitter e sulla fanpage Facebook di Aurelio Porfiri.

Venga il Suo Regno. Kwasniewski sulla Dottrina Sociale della Chiesa.

Questo articolo è apparso per la prima volta nell’edizione cartacea di aprile 2020 di Catholic Family News e ripreso il 18 giugno 2020 dal sito online della medesima testata.

Lorenzetti, Allegoria Buon Governo particolare
Nota del Traduttore [novembre 2020]: alla luce della controversa situazione e delle preoccupanti prospettive seguite alle elezioni americane del 2020, e della confusa discussione sull’insegnamento della Chiesa in documenti, contesti istituzionali ed eventi recenti come la “Economy of Francesco”, il Dr. Peter Kwasniewski è lieto di estendere al pubblico italiano questa serie di articoli sulla Dottrina Sociale della Chiesa (DSC), materia che ha insegnato a livello universitario. Si coprirà una vasta gamma di argomenti afferenti alla DSC, tra cui: la differenza tra gerarchia ed egualitarismo, tra libertà e licenza, il diritto all’uso comune dei beni, il disaccorto tra distributisti e capitalisti, l’incompatibilità tra socialismo e DSC, e altro ancora. Auspicabilmente, questa serie fornirà ai lettori un solido sguardo d’insieme sulla DSC e su molti dei suoi aspetti, dotandoli così di una visione chiara per una società umana articolata secondo il pensiero di Cristo e della Sua Chiesa.
Parte I: Introduzione

Nei miei anni di insegnamento universitario della Dottrina Sociale della Chiesa (in seguito, “DSC”), c’è un fatto che mi ha sempre colpito: la prima cosa che i miei studenti volevano sentire, all’inizio del corso, era una spiegazione del perché mai qualcosa del genere, anzitutto, esiste. Volevano capire da dove fosse nata o, per dirla più schiettamente, perché una religione incentrata sulla vita eterna, conseguita tramite la fede soprannaturale e i sacramenti efficaci per grazia divina, dovrebbe interessarsi di questioni relative a costituzioni e leggi, al lavoro e ai salari, alla proprietà e alla gestione delle imprese, e così via. Non è una domanda sciocca: perché, infatti, la Chiesa dovrebbe interessarsi della vita sociale dell’uomo, compresa la politica e l’economia? 

sabato 19 dicembre 2020

Il segno inquietante di un 'vuoto simbolico' dopo il culto della pachamama a San Pietro: l’altare papale inutilizzato da mesi

Leggo un articolo di Maike Hichson pubblicato il 18 dicembre su LifeSiteNews che sottolinea un dato tanto inquietante quanto significativo finora passato inosservato: e cioè che l'Altar Maggiore della Basilica di San Pietro, l'Altare Papale1, collocato sulla tomba di Pietro, è inutilizzato ormai da molti mesi. 
Il professor Armin Schwibach - vaticanista residente a Roma da oltre trent'anni, professore di filosofia e corrispondente del sito cattolico austriaco Kath.net - lo descrive come un "vuoto simbolico". 
È un fatto che giunge non soltanto a ridosso dei blocchi a causa del coronavirus, ma anche dopo che Bergoglio, nell'ottobre 2019, ha accolto una ciotola con la terra dedicata alla falsa dea Pachamama e l'ha posta, contro ogni norma liturgica, proprio su quell'altare.

Il professor Schwibach, su Twitter il 17 dicembre ha pubblicato una foto dell'altare papale presso il quale, per secoli, solo il Papa offre il Santo Sacrificio della Messa e così ha commentato: “L'altare papale spogliato e oggi inutilizzato. Ora una sorta di buco riconoscibile al centro della basilica". Alla richiesta di LifeSiteNews di spiegare il significato del commento e della foto, il professor Schwibach ha detto che il Papa non ha più offerto il Sacrificio della Santa Messa su questo altare da quando c'è stato il blocco a causa del covid. La Santa Messa di Pasqua è stata celebrata sull'altare della Cattedra di San Pietro, collocato dietro l'altare maggiore della basilica, alla presenza soltanto di una sparuta assemblea. I primi minuti del video della Messa mostrano l'Altar Maggiore vuoto mentre viene usato l'altare alle sue spalle. Anche il 12 dicembre, festa della Madonna di Guadalupe, Papa Francesco ha celebrato la Messa sull'altro altare alle spalle dell'Altar Maggiore, passandovi accanto visibilmente senza inchinarsi. Per tutti questi mesi, l'altare papale è stato abbandonato, creando un "vuoto simbolico". Queste le parole di Schwibach. 

Paolo Pasqualucci - Il «regno della donna» ha distrutto i valori tradizionali

Il Decreto legge Zan incombe. Purtroppo i giochi sono chiari da tempo. E non abbiamo dalla nostra neppure la Gerarchia ecclesiastica; il che è molto grave e indice di una crisi innanzitutto spirituale e conseguentemente antropologica davvero epocale. Ma almeno non desistiamo dal dar voce anche alla visuale non corrotta di chi difende la verità su tutti i fronti. Abbiamo già pubblicato un testo di P. Pasqualucci [qui] sul tema successivamente sviluppato nel libro oggi proposto.

Il libro
Oggi, non siamo forse in pieno “regno della donna”? E questa vera e propria ginecocrazia ci sta facendo forse progredire verso il meglio? Domanda ovviamente retorica.
Questo “regno”, che vede le donne in schiere sempre più fitte non più spose e madri ma volutamente senza-famiglia, mascolinamente presenti dappertutto e sempre più aggressive e numericamente prevalenti nei confronti degli uomini, cui vogliono strappare lo scettro del comando in tutti i settori del vivere civile ed ecclesiastico, si è rivelato sempre più un vero e proprio regno della barbarie, visto che i “valori” che esso vuole diffondere e imporre sono: l’ugualitarismo assoluto tra l’uomo e la donna, smentito già dalla differenza naturale tra i due sessi, che incide anche sulla psiche individuale e i rispettivi comportamenti; la libertà sessuale più completa; il libero aborto, per di più pagato dallo Stato; l’omosessualismo, in tutte le sue forme; la maternità senza il marito, il padre, la famiglia stessa, secondo l’impulso individuale del momento, anche questa a spese dello Stato – senza nemmeno l’uomo, con le inseminazioni artificiali, concesse anche alle lesbiche; le stravaganti teorie neganti il carattere naturale delle differenze sessuali…

L'esempio di Thomas More

Gli esempi dei Santi: San Tommaso Moro
Alla fine del '400, l'Inghilterra fu colpita da una stranissima malattia. Fu chiamata la Malattia del Sudore. Un morbo letale perché proprio attraverso il sudore, che compariva improvviso previ brividi e febbre altissima, avveniva inevitabilmente il contagio. La morte sopraggiungeva in pochissime ore.
L'Inghilterra, ma anche tutta la regione del Mar Baltico, ne fu pesantemente colpita.
La malattia comparve all'improvviso, e se ne andò altrettanto improvvisamente dopo circa un anno.
Gli studiosi di oggi ancora non sanno dare un esatta spiegazione di ciò che questa malattia fu... l'ipotesi più nota è che potesse essere un arbovirus o forse un hantavirus.
Sta di fatto che Londra in un mese, perse più della metà dei suoi abitanti, tanto che fu paragonato all'anno della peste nera. 

venerdì 18 dicembre 2020

Dicembre 2020 / gennaio 2021 -Sante Messe in Rito Antico a Tolentino

Chiesa del Sacro Cuore di Gesù
Centro Storico, via Corridoni , 16 Tolentino
Restaurata nel 2016/17 dal Governo Ungherese
Venerabile Confraternita del Sacro Cuore di Gesù
Fondata da San Vincenzo Maria Strambi nel 1805
  • Domenica 13 dicembre 2020 ( Gaudete) ore 16:00 Santa Messa Cantata celebrata da don Giorgio Lenzi IBP di Roma, preghiera e benedizione con la Reliquia di Santa Lucia V.M.
  • Domenica 20 dicembre 2020 (Rorate) ore 16:00 Santa Messa Cantata. Benedizione dei Bambinelli per i presepi. Proposta di aiuto per alcune famiglie bisognose.
Dal 20 dicembre 2020 al 2 gennaio 2021 un Padre sarà a disposizione per le confessioni e per la guida spirituale dei fedeli.

Ahi serva Italia....

«Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di provincie, ma bordello!» (Purgatorio, canto VI, vv. 76-78) 
Cito Mons. Viganò [qui]: "
... Ci troviamo insomma dinanzi alla perversione dell’autorità, non dovuta al caso o all’imperizia ma perseguita con determinazione e seguendo un piano prestabilito, un unico copione sotto un’unica regia..." 
Deve esserci chiaro che i governanti NON rispondono più agli Italiani. Rispondono ad un potere che è lo stesso che muove le marionette della UE. Altresì deve esserci chiaro che siamo stati divisi al nostro interno da settanta anni di martellante propaganda in cui chi non si allineava e non si allinea a loro era ed è fascista. Fascismo che alla luce dell'oggi sembra un gioco da ragazzi finito male. 
Quindi mettiamoci il cuore in pace, oltre il Signore nostro Gesù Cristo, insieme all'Angelo Custode di ciascuno, non abbiamo nessuno a cui possiamo dar fiducia capace e determinato a fare i nostri interessi, il nostro bene comune. 
Non sono gli italiani che interessano questo potere FINANZIARIO nascosto, no. È l'Italia, cioè il territorio che oggi, e per poco forse, appartiene ancora agli Italiani. È questo molo, al centro del Mediterraneo, che unisce il Nord Europa con l'Africa, con il MO e con l'Oriente. 

FSSPX: “Deprechiamo sottomissione vescovi a governo; non anticiperemo Messa di Mezzanotte”

Comunicato del Superiore del Distretto italiano

San Tommaso Becket, vescovo e martire, trafitto
dalle guardie del re Enrico II nella cattedrale
 per avere difeso la giustizia e la Chiesa
Cari fedeli,
tutti sanno che la Chiesa ha il potere di intervenire nelle materie puramente disciplinari inerenti alla sacra liturgia, come più volte ha fatto nelle riforme liturgiche susseguitesi nei vari secoli; non ha invece il potere di intervenire sugli aspetti direttamente dogmatici della sacra liturgia come sarebbero, ad esempio, la materia e la forma dei sacramenti ove esse siano state direttamente indicate da Nostro Signore Gesù Cristo. 

Tutti vedono, ugualmente, come circostanze di tempo e di luogo della celebrazione dei sacri riti siano affare puramente disciplinare, e pertanto suscettibili, di per sé, di subire cambiamenti ove particolari circostanze o necessità lo richiedono. Questo sarebbe il caso, ad esempio, dell’orario delle Messe di Natale. 

giovedì 17 dicembre 2020

Il giorno della rivoluzione e della contro-rivoluzione

Volentieri pubblico il testo che segue proposto da un nostro amico portoghese. Orizzonti inediti su questo blog. Spero susciti commenti interessanti. 

È sempre più comune associare i vari giorni dell’anno a determinate cause, anche se molte, o per lo meno la maggior parte, sono controproducenti e promuovono depravazione e immoralità. Guardando agli eventi accaduti, in passato, l’11 dicembre, potremmo forse chiamare questo giorno come quello “della Rivoluzione e della Contro-Rivoluzione”. Successivamente, cercherò di spiegare, brevemente, perché una tale scelta. 
Nella sua grande opera, Rivoluzione e Contro-Rivoluzione, pubblicata nel 1959, Plinio Corrêa de Oliveira, maestro del pensiero contro-rivoluzionario, presenta la rivoluzione come «un movimento che mira alla distruzione di un potere o di un ordine legittimo e all’instaurazione al suo posto di uno stato di cose (intenzionalmente non vogliamo dire “ordine di cose”) o di un potere illegittimo», identificando, in modo chiaro e dettagliato, le tre rivoluzioni: Pseudo-Riforma, Rivoluzione francese e Comunismo. Logicamente, tutti legati da un cordone ombelicale. 

Sabato 19 dicembre - Santa Messa del Rorate a Roma

Sabato 19 Dicembre - ore 6:30 del mattino
sarà celebrata la Santa Messa del Rorate
Basilica dei santi Celso e Giuliano
via del Banco di Santo Spirito 5 Roma.

La Messa del Rorate in onore della Beata Vergine Maria, che si celebra prima dell'alba, prende il nome dalle parole iniziali dell'Introito (Is 45: 8): “Rorate, caeli, desuper ...”. La Messa “Rorate” in onore della Beata Vergine Maria viene celebrata tradizionalmente prima dell'alba.
L’Avvento cade ogni anno nel buio mese di dicembre, un mese in cui vediamo il tema generale della stagione liturgica che riecheggia nella natura. L’oscurità si è insinuata nel mondo e aumenta ogni giorno, e tuttavia c’è la speranza che presto le giornate inizieranno ad allungarsi e il sole conquisterà la notte. La terra rivela che c’è una luce in questo posto oscuro, e quella Luce regna vittoriosa. Il versetto iniziale si canta sin dal VII secolo, dal tempo di papa Gregorio Magno, come antifona d'ingresso. 
Roráte, cœli, désuper,
et nubes plúant iustum: aperiátur terra,
et gérminet Salvatórem
Stillate, o cieli, dall’alto la vostra rugiada e le nuvole facciano scendere il giusto: si apra la terra e germogli il Salvatore.

mercoledì 16 dicembre 2020

Oggi inizia la Novena di Natale

Il 16 dicembre inizia la Novena di Natale per preparare il cuore alla venuta di Gesù, tempo per fermarsi ad adorare il Signore che è il nostro Tutto. È re onnipotente che si fa umile e s’incarna in un Bambino. 
Tutte le Parrocchie la celebrano comunitariamente. Chi non può farlo, può unirsi spiritualmente aiutato dai testi che seguono.

Parti da dirsi ogni giorno
+ Deus, in adiutòrium meum intende. Domine, ad adiuvandum me festina.
Dio, volgiti in mio aiuto. Signore, affrettati a soccorrermi. (Salmo 69,2)
In nomine Patris +, et Filii +, et Spiritus Sancti +. Amen.

Canto delle «Profezie»
Responso: Regem venturum Dominum, venite, adoremus.
(Il responsorio va recitato o cantato anche alla fine di ogni strofa)
1. Jucundare, filia Sion, et exulta satis, filia Jerusalem.
Ecce Dominus veniet, et erit in die illa lux magna, et stillabunt montes dulcedinem, et colles fluent lac et mel; quia veniet Propheta magnus, et ipse renovabit Jerusalem.

2. Ecce veniet Deus et homo de domo David sedere in throno, et videbitis et gaudebit cor vestrum.
3. Ecce veniet Dominus protector noster, Sanctus Israel, coronam regni habens in capite suo: et dominabitur a mari usque ad mare, et a flumine usque ad terminos orbis terrarum.
4. Ecce apparebit Dominus, et non mentietur: si mora fecerit, expecta eum, quia veniet, et non tardabit.
5. Descendet Dominus sicut plùvia in vellus, orietur in diebus eius iustitia et abundantia pacis: et adorabunt eum omnes reges terrae, omnes gentes servient ei.
6. Nascetur nobis parvulus et vocabitur Deus fortis; ipse sedebit super thronum David patris sui, et imperabit; cuius potestas super humerum eius.
7. Bethlehem, civitas Dei summi, ex te exiet Dominator Israel, et egressus eius sicut a principio dierum aetemitatis, et magnificebitur in medio universae terrae; et pax erit in terra nostra dum venerit.

Alla vigilia di Natale si aggiunge
8. Crastina die delebitur iniquitas terrae, et regnabit super nos Salvator mundi.

Regem venturum Dominum, venite, adoremus.
Prope est iam Dominus: venite, adorémus.

Responso: Ecco il Signore viene, venite adoriamo.
(Il responsorio va recitato o cantato alla fine di ogni strofa)
1. Rallégrati, popolo di Dio, ed esulta di gioia, città di Sion: ecco verrà il Signore e ci sarà grande luce in quel giorno e i monti stilleranno dolcezza, scorrerà latte e miele tra i colli perché verrà il grande profeta ed egli rinnoverà Gerusalemme.
2. Ecco, verrà il Signore Dio, un uomo della casa di Davide salirà sul trono; voi lo vedrete ed esulterà il vostro cuore.
3. Ecco, verrà il Signore, nostra difesa, il Santo d’Israele con la corona regale sul capo; il suo dominio sarà da mare a mare e dal fiume fino agli ultimi confini della terra.
4. Ecco apparire il Signore: non mancherà alla parola data; se ancor non giunge, ravviva l’attesa, poiché certo verrà e non potrà tardare.
5. Scenderà il Signore dal cielo come rugiada sul vello: nei suoi giorni fiorirà la giustizia e abbonderà la pace; lo adoreranno i potenti del mondo e lo serviranno tutte le nazioni della terra.
6. Nascerà per noi un bambino e sarà chiamato « Dio forte »; siederà sul trono di Davide suo padre e sarà nostro sovrano: ed avrà sulle spalle la potestà regale.
7. Betlemme, città dell’Altissimo, da te uscirà il dominatore d’Israele; nascerà nel tempo, egli, l’Eterno e nell’universo sarà glorificato: quando egli verrà fra noi, ci farà dono della pace.

Alla vigilia di Natale si aggiunge
8. Domani sarà sconfitto il male della terra e regnerà su noi il Salvatore del mondo.

Ecco il Signore viene, venite adoriamo.
Il Signore è vicino, venite adoriamo.
(Nota: Tutte le strofe dal n.1 al n.7 devono essere recitate o cantate ogni giorno dal 16 fino al 23 dicembre; la Vigilia di Natale, il 24 dicembre, si aggiunge la strofa n. 8)