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giovedì 31 marzo 2022

Vaticano, IOR rompe il fronte anti-rublo? Notizia in attesa di conferma.

Riprendo da Stilum curiae una notizia interessante sul fronte della guerra russo-ucraina, e della guerra economica che ne è seguita, tratta da un programma radio in inglese, Hal Turner [qui]. Di seguito sono riportate alcune frasi di un commento de Il Sussidiario.

Una notizia dell’ultima ora dall’Europa, mercoledì, afferma che la Banca Vaticana ha già trasferito dieci milioni di euro alla Banca Centrale della Russia, per comprare rubli, da usare per pagare il gas naturale russo.
Questo passo del Vaticano va direttamente contro le sanzioni dell’Unione Europea imposte alla Russia per la situazione in Ucraina.
Altre nazioni europee seguiranno l’esempio del Vaticano e faranno lo stesso? Il mondo saprà entro 48 ore. Questa è la scadenza imposta dalla Russia per iniziare il pagamento del gas naturale e del petrolio in rubli, perché non ci si può fidare che l’UE e gli USA trasmettano euro o dollari come pagamento del gas russo.

Da Il Sussidiario.net:
La notizia circola ormai da ore sul web e su diverse agenzie internazionali: «La Banca del Vaticano (segnatamente lo Ior, ndr) ha trasferito 10 milioni di Euro per acquistare rubli dalla Banca Centrale di Russia per pagare il Gas». Serve ovviamente attendere dalle rispettive parti se vi sia la piena conferma di tale “scoop” ma qualora fosse vero qualcosa davvero potrebbe cambiare nello scenario internazionale: dopo la minaccia-ultimatum di Putin ai rivali occidentali degli scorsi giorni – «o avverrà il pagamento del gas in rubli o verranno chiusi i rubinetti» – il Vaticano sarebbe stato il primo Stato al mondo ad acconsentire a tale richiesta della Russia, morsa dalle sanzioni internazionali e “costretta” a giocare il braccio di ferro sul fronte energetico. Per ora abbiamo solo conferma che la Santa Sede si sia mossa per acquistare 10 milioni di euro in rubli (circa 935 milioni di rubli, al cambio attuale): che questo possa voler dire che sia pronta a pagare il gas, altre materie prime o scambi commerciali sulla rotta Vaticano-Russia, resta un dato comunque importante.

Maria, l’Occidente e gli errori della Russia: Una difesa dell’arcivescovo Viganò

Le decise e documentate prese di posizione di mons. Viganò hanno suscitato scalpore e anche animato un serrato dibattito. Non sono mancate critiche che hanno consentito approfondimenti, sia da parte sua che di altri. Di seguito riprendo, nella nostra traduzione, la “difesa” di mons. Viganò di Barbara J. Farrah, su Crisis Magazine, i cui contenuti meritano attenzione perché inquadrano la realtà secondo una visione molto nitida del venerabile Fulton Sheen. Qui l'indice degli interventi di mons. Viganò.

Maria, l’Occidente e gli errori della Russia: 
Una difesa dell’arcivescovo Viganò

Il Venerabile Arcivescovo Fulton Sheen, nei suoi scritti su Fatima e sulla Russia, ha sottolineato che il mondo è “ormai è così abituato a giudicare gli eventi temporali sulla base di altri eventi”, che ha perso di vista il “metro di giudizio più grande, cioè l’Eterno”. Michael Warren Davis, in un articolo per Crisis, ha recentemente accusato un altro arcivescovo, Carlo Maria Viganò, di essere caduto proprio in questo errore, divenendo così assorbito dagli eventi mondani, così “travolto dalle tendenze della politica moderna”, da lasciare che “il clamore degli eventi attuali soffocasse… la voce di Dio” e “lo rendesse cieco ai mali del governo russo” [l'arcivescovo gli ha risposto qui -ndT].
Non sono assolutamente d’accordo. Infatti, se guardiamo gli scritti di Viganò alla luce della discussione di Sheen su Fatima, possiamo vedere che è vero proprio il contrario. Lungi dall’essere Viganò a soffocare la voce di Dio, è in realtà l’intero mondo occidentale colpevole di soffocare non solo la voce di Dio, ma anche i segni molto chiari del Suo intervento e della sua azione negli eventi mondiali.

Carità e suicidio sociale: una necessaria distinzione etica

Per assolvere a finalità di mero fiancheggiamento ideologico, tanto da parte di politici che di svariati fra gli organi istituzionali, anche d'indole giurisdizionale ordinaria e costituzionale, si auspica e si sancisce l'esistenza di “nuovi obblighi”, in ordine all'erogazione di prestazioni e di provvidenze assistenziali, in favore di soggetti assolutamente estranei al nostro Paese; il che mi richiama immediatamente alla mente un celebre passo dell’Aquinate: «Il necessario può essere di due specie. Primo, può trattarsi di un bene, senza il quale un dato essere non può sussistere. Ebbene, dare l'elemosina con tale necessario è assolutamente proibito: e cioè, nel caso che uno, trovandosi in necessità, avesse appena di che sostentare se stesso e i propri figli, o altre persone a lui affidate. Infatti dare l'elemosina con questo necessario equivale a togliere la vita a se stesso e alla propria gente» (Tommaso D’Aquino, Summa Theologiae, II-II, q. 32, a. 6).

mercoledì 30 marzo 2022

La riforma della Curia e i paradossi ecclesiologici di padre Ghirlanda

Precedenti qui - qui - quiqui - qui

Il 19 marzo Papa Francesco, con la costituzione apostolica Praedicate evangelium, ha compiuto una radicale riorganizzazione della Curia Romana, forse la più profonda dai tempi di Sisto V. Il testo legislativo in questione è stato poi presentato il 21 marzo dal Cardinal Semeraro, insieme a Monsignor Mellino (attuale Segretario del Consiglio dei Cardinali) e al gesuita Padre Ghirlanda, noto canonista.

La famosa riforma della Curia, annunciata dall’inizio del pontificato di Papa Francesco, sembra essere arrivata al suo traguardo, almeno quanto alla riorganizzazione degli organismi che la compongono. In attesa di un esame più profondo dei princìpi dottrinali del testo, meritano immediata attenzione alcuni aspetti, ed il corto circuito teologico messo (involontariamente) in luce da Padre Ghirlanda.

martedì 29 marzo 2022

Messaggio dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò al Comitato 'Liberi in Veritate'

Qui l'indice degli interventi precedenti e correlati.
Messaggio dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò
al Comitato Liberi in Veritate.


Qui non est mecum, contra me est:
et qui non colligit mecum, dispergit.
Lc 11, 23
Carissimi Amici,
decenni fa, i cospiratori che oggi stanno portando a compimento il colpo di stato globale si riunivano per dare corpo al loro piano eversivo. E lo facevano spiegando bene quello che avevano in mente: alcuni teorizzando la decimazione della popolazione mondiale; altri affermando che una pandemia sarebbe stata uno strumento perfetto per imporre la riduzione dei diritti fondamentali; altri ancora spiegando come avrebbero impoverito l’economia, eliminato le piccole aziende e ridotto gli stipendi; eliminato le tutele dei lavoratori, privatizzato i servizi pubblici; come avrebbero promosso l’immigrazione e modificato il tessuto sociale. Ci hanno insomma fornito i loro piani d’attacco, li hanno pubblicati sui loro siti, ne hanno parlato ai loro convegni. E non si sono limitati a questo, ma hanno scelto i futuri leader del mondo, giovani allora quasi sconosciuti, formandoli alla scuola del World Economic Forum – il Forum for Young Global Leaders di Davos – e dando loro istruzioni su come realizzare concretamente gli scenari del Great Reset

Dinanzi a quella dichiarazione di guerra, taceva la Gerarchia della Chiesa-conciliare, nel timore di apparire integralista; tacevano i fedeli e i cittadini, tenuti all’oscuro delle trame del nemico; tacevano gli intellettuali cattolici, spesso essi stessi distratti da diversivi offerti proprio dai cospiratori o dai loro complici; tacevano i moderati del conservatorismo montiniano, troppo presi dalle loro disquisizioni astratte o troppo impegnati a cercarsi un ruolo istituzionale dal quale trarre qualche immediato profitto.

Senza Trascendenza l'uomo diventa Dio-denaro

Al punto in cui siamo anche gli atei se ne sono accorti. Senza Trascendenza l'uomo diventa Dio-denaro. Ma, dallo stralcio dell'intervista su La Stampa da cui abbiamo tratto la riflessione sotto riportata, Umberto Galimberti, citando San Tommaso, non focalizza l'essenziale. Per San Tommaso, come per ogni credente, il bello è uno dei trascendentali dell'Essere, quindi di Dio. Ciò esclude ogni visione o lettura soggettiva della Bellezza, indissolubilmente legata a Unità Verità Bene.

Cos’è il denaro per uno dei più grandi pensatori italiani? 
Umberto Galimberti, l’ultimo filosofo dell’etica, lo psicanalista della follia come grande affresco dell’umano, ha risposto a questa domanda qualche giorno fa a Villa Tornaforte-Aragno a Cuneo parlando di «metamorfosi e denaro». 
E in che modo può farlo? In tanti. Partendo ad esempio dalla sua ossessione. O da come la società contemporanea lo abbia trasformato in un feticcio o in un dio. 
Addentrandosi, poi, nel mondo oscuro della concupiscenza: l’uomo che accumula come forma pura di potere. Oppure parlandone da Aristotele in avanti. Fino a Hegel o Marx. E fino a chiedersi quando la Storia ha rotto gli argini: quando il denaro, cioè, da mezzo si è trasformato in fine. La sua, la nostra. 
Ha ancora senso parlare di valori? «Della bellezza, anche se così rara. Del suo incanto, della sua legge. San Tommaso dice che la bellezza è quello che vedi e ti piace. Kant aggiunge qualcosa in più: la bellezza è quel che piace senza concetto e senza possesso. Eppure più vado avanti nella vita più elimino vocaboli. Nel mio vocabolario, ad esempio, non c’è più la speranza. Già Pasolini l’aveva tolta dal suo orizzonte». L'intervista completa di Chiara Viglietti è su La Stampa (leggibile solo per gli abbonati). Ma il nostro spunto è già sufficiente in quanto focalizza l'essenziale.

lunedì 28 marzo 2022

L’Italia, portaerei destinata a essere il primo obiettivo. Nell’indifferenza generale

L’articolo ripreso di seguito da Duc in altum può legittimamente suscitare sgomento. Al pari di Valli non siamo catastrofisti, ma ciò che gli autori sostengono è difficilmente contestabile. Si tratta di dati di fatto, a fronte dei quali risulta incomprensibile, per non dire folle, la letargia della politica nostrana ed europea o, peggio ancora, l’adesione a certe propensioni guerresche, mentre chi ha consapevolezza della situazione inorridisce al pensiero dell'ecatombe della popolazione nonché dell'annichilimento del regno della bellezza e della creatività, per le mire folli degli occupanti USA.

L’Italia, portaerei destinata a essere il primo obiettivo. 
Nell’indifferenza generale
di C.A. Angoli e P. Taufer

Con una Russia impegnata ad allontanare militarmente la Nato dall’Ucraina assumendo una posizione fortissima nel campo della dissuasione nucleare e il mondo anglosassone e i suoi satelliti sull’altra sponda, decisi a non cedere una regione chiave, come è appunto l’Ucraina, nell’ormai secolare Grande Gioco – fondato sulle teorie di Mackinder che vedono la terra, individuata nell’Eurasia, contrapposta al mare, cui è vocato dalla geografia il mondo anglosassone –, il pericolo attuale di un allargamento delle ostilità all’Europa sta assumendo connotati credibili e reali.
Se osserviamo la geografia dell’Europa balza subito all’occhio il ruolo assolutamente peculiare e strategico della portaerei allungata nel Mediterraneo che l’Italia rappresenta, con ottomila chilometri di coste frastagliate ideali per ospitare ogni tipo di arma acquea e subacquea e relative infrastrutture. E a ragione: le potenze talassocratiche, vincitrici del secondo conflitto mondiale, dispongono da allora di oltre centoventi fra basi e insediamenti militari nella Penisola, inclusi gli armamenti strategici nucleari.

“Come storico, credo che la liturgia latina tradizionale non scomparirà” - Lo storico cattolico Yves Chiron presenta la sua “Storia dei tradizionalisti”

La rivista francese La Nef, nel suo n°345 di marzo 2022, pp.13-15, ha pubblicato un'intervista a Yves Chiron in occasione della pubblicazione del suo libro dedicato ai tradizionalisti (Histoire des traditionalistes, Tallandier). Di seguito sono riportati, nella nostra traduzione, i principali estratti pubblicati su Le Forum Catholique. Qui l'indice degli articoli su Traditionis custodes e Responsa

Estratti intervista Chiron
La Nef – Da dove vengono i tradizionalisti, chi sono e cosa rappresentano?
Yves Chiron – La qualificazione “tradizionalisti” compare nel Magistero con la Lettera Notre charge apostolique (sul liberalismo progressista del Sillon -ndT) di san Pio X, nel 1910. Il papa affermava: “i veri amici del popolo non sono né rivoluzionari né innovatori ma tradizionalisti. Il termine che li qualifica esisteva già da diversi decenni. Émile Poulat ha richiamato l'attenzione su una corrente specifica: la controrivoluzione cattolica, cioè i cattolici (sacerdoti, vescovi o laici) che, per tutto l'Ottocento e nel Novecento, furono ostili alla Rivoluzione e alle sue conseguenze, principalmente non per nostalgia del re ma per rifiuto dei principi del 1789. I controrivoluzionari cattolici erano ostili al liberalismo intellettuale e morale, quindi divennero naturalmente antimodernisti, antiprogressisti, ecc. (...)

Da Giovanni Paolo II a Benedetto XVI: una successione nel “segno dei tempi” - Per un'Europa cristiana

Cari amici, mentre l'Europa vive ore drammatiche a causa dello scontro in atto causato dagli Stati Uniti a guida democratica, Vi propongo un mio scritto del 2006 quando mi fu chiesto dalla Società Editrice Athesis e dal Guardian - giornale di sinistra - di commentare la successione fra Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Allora mi pubblicavano perché avevo l'onore e l'onere di essere Alto Commissario per il Kosovo. Un caro saluto. Gian Pietro Caliari

Da Giovanni Paolo II a Benedetto XVI:
una successione nel “segno dei tempi”
*

Aprile 2006
* Versione originale: Italiano, pubblicato in: Omaggio a Benedetto XVI, Edizioni Athesis, Verona, 2006

Nella celebrazione eucaristica, che precede l’inizio di un Conclave, la Chiesa di Roma più volte invoca il dono di “un pontefice a Dio accetto, interamente consacrato al servizio del Suo popolo” e “il dono di un papa secondo il cuore di Dio” e di “un pastore santo che illumini il tuo popolo con la verità del Vangelo”1. La stessa liturgia, all’Antifona d’ingresso richiama poi la promessa di Dio al vecchio e morente sacerdote Eli, nell’Antico Testamento: “Farò sorgere al mio servizio un sacerdote fedele, che agirà secondo i desideri del mio cuore, io gli darò una casa stabile”2.

Per il credente, in verità, la Successione Apostolica è ”un grande dono della Misericordia Divina alla Chiesa”3, tuttavia, ogni Pontefice – soprattutto ai nostri tempi – appare anche prescelto, ineluttabilmente, per rispondere al contesto socio-culturale e “ai segni” – avrebbe detto lo stesso Gesù4 - del suo tempo. Ne era certamente convinto il cardinale austriaco Franz König che nel 1976 – ben due anni prima dell’elezione alla Cattedra di Pietro del polacco Karol Wojtyla, il 16 ottobre 1978 – dichiarava: “Sono convinto che il rinnovamento dei valori e della stessa religione cristiana verrà dall’Europa, dalla stessa Russia, da quella parte del mondo attualmente a regime comunista, e nella quale l’ateismo di Stato non è riuscito a fare breccia. In ogni caso, ci si deve rivolgere ormai a gente che ha più familiarità col l’ateismo che con la religione” 5.

domenica 27 marzo 2022

Un mese dopo

Ancora un'analisi significativa sugli eventi in  corso. Il punto della situazione ad un mese dall'inizio della guerra, in una chiave di lettura sulla base della complessità.

Un mese dopo
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Dopo il primo mese di guerra, oggi siamo forse in grado di fare ipotesi (che comunque tali rimarranno) su come andrà a “finire” il conflitto.
I conflitti dentro il conflitto sono tre. C’è il conflitto “aggressore-aggredito” provocato dall’invasione russa in Ucraina, c’è il conflitto “provocatore-provocato” tra Stati Uniti e Russia che fino ad oggi sono stati i due pari competitor planetari militari avendo più o meno la stessa dotazione nucleare, c’è il conflitto a guida americana “democrazie vs autocrazie” che era il programma di politica estera di Biden alle elezioni, con cui gli americani tentano di bipolarizzare il mondo giocandosi così la loro partita per ritardare l’avvento di un ordine multipolare che ne relativizzerebbero la potenza, la ricchezza, l’influenza-
I tre conflitti non possono intendersi slegati, sono intrecciati assieme e questo ne determina la complessità d’analisi. Ma al contempo, ne facilita la lettura strategica. Sebbene la strategia di comunicazione americana faccia terra bruciata intorno a tutto ciò che non si riferisce all’Ucraina propriamente detta, con questa reiterazione ossessiva del format “aggressore-aggredito”, è proprio fuori del semplice conflitto ucraino che va trovata la chiave strategica.

Il suicidio dell'Europa che continua a lasciarsi prendere a schiaffi

Siamo in mano a degli irresponsabili e a dei venduti, con un centro destra che presenta al suo interno alcuni mal di pancia ma che nell’insieme rinnega quel sovranismo di cui tanto si è fregiato. Nella cecità indotta di popolo degradato, drammaticamente succube. Di seguito trovate un'altra pertinente riflessione dello stesso autore: Le parole della Russofobia. Cito da miei appunti: La russofobia ha radici piuttosto antiche. Può riguardare il fatto che la Russia abbia sempre rappresentato una sorte di antemurale al capitalismo liberista e alla sua brama di sfondamento a est. Nel XVIII sec. si parlava di "barbarie zarista", poi nel XX sec. di "barbarie" bolscevica", oggi di "barbarie neo zarista". E penso che abbia una certa rilevanza il fatto che la Russia tutto sommato esprima una certa refrattarietà ad omogeneizzarsi ai valori "occidentali", come li si intende oggi. La Russia affonda la sua millenaria cultura nel mondo ellenico, cui si abbeverò, specialmente dopo lo scisma. Può essere utile la lettura dell'ottimo "Russofobia" di Guy Mettan, Sandro Teti editore, con introduzione di Franco Cardini.

Il suicidio dell'Europa che continua a lasciarsi prendere a schiaffi

E intanto che Usa e Ue elaborano la documentazione necessaria per dimostrare i “crimini di guerra” russi in Ucraina (quando si dice avere la faccia come il…) e individuano nuove sanzioni contro 400 “oligarchi” russi, von der Leyen annuncia che la Ue finalmente ha deciso di liberarsi dai combustibili fossili della Russia.
Era ora, ce l’hanno fatta a concretizzare la tanto agognata transizione ecologica! L’operazione Greta non è quindi stata vana, non è più il sogno adolescenziale di masse teleguidate da istituzioni in trance ecosostenibile. Tutti d’accordo allora ad abbandonare il petrolio e il cattivo gas russi per passare al gas di scisto americano, e chi se ne frega che sia più inquinante del gas tradizionale e che abbia un impatto ambientale devastante nelle zone di estrazione e che a noi costa più del 30% di quello “di Putin”. Il grande Totò avrebbe detto: «E che sono io Pasquale?» intanto che rideva e prendeva schiaffi.

Dominica IV in Quadragesima - Laetare

Per meglio conoscere l'anno liturgico e le sue gemme spirituali. Vedi Meditazione sulla Quaresima [qui e collegati]. Prima Domenica di Quaresima qui; Seconda Domenica di Quaresima qui. Terza Domenica di Quaresima qui.

Quarta Domenica di Quaresima, 
La Domenica della gioia. 
Questa Domenica chiamata Laetare, dalla prima parola dell'Introito della Messa, è una delle più celebri dell'anno. In questo giorno la Chiesa sospende le tristezze della Quaresima; i canti della Messa non parlano che di gioia e di consolazione; si fa risentire l'organo, rimasto muto nelle tre Domeniche precedenti; il diacono riveste la dalmatica e il suddiacono la tunicella; è consentito sostituire i paramenti violacei coi paramenti rosa. Gli stessi riti li abbiamo visti praticare durante l'Avvento, nella terza Domenica chiamata Gaudete. Manifestando oggi la Chiesa la sua allegrezza nella Liturgia, vuole felicitarsi dello zelo dei suoi figli; avendo essi già percorso la metà della santa quaresima, vuole stimolare il loro ardore a proseguire fino alla fine [1].

sabato 26 marzo 2022

Davos, la Grande Narrazione & il Grande Inquisitore

Nessun complotto: è tutto alla luce del sole. Spiegano da anni a chi vuol ascoltare qual è il progetto che perseguono e lo mettono per iscritto in libri a disposizione di tutti. In particolare, spicca l’attivismo editoriale del Forum Economico Mondiale di Davos. Qui l'indice degli articoli sulla realtà distopica e il transumanesimo.

Davos, la Grande Narrazione & il Grande Inquisitore

Tutto si può dire delle oligarchie globaliste, fuorché manchino di chiarezza. Nessun complotto: è tutto alla luce del sole. Spiegano da anni a chi vuol ascoltare qual è il progetto che perseguono e lo mettono per iscritto in libri a disposizione di tutti. In particolare, spicca l’attivismo editoriale del Forum Economico Mondiale di Davos e del suo gran ciambellano, Klaus Schwab. Nel 2016 pubblicò La quarta rivoluzione industriale, seguita tre anni dopo da Governare la Quarta Rivoluzione Industriale. In quel lasso di tempo si è rafforzato il cosiddetto “partito di Davos”, dalla località alpina in cui si tengono gli incontri delle élite economiche, finanziare, tecnologiche e politiche del pianeta.
Nel 2020 la svolta, in concomitanza con l’inizio dell’operazione pandemia. Il lancio in grande stile del Grande Reset, la grande cancellazione e il reinizio di tutto, sotto la direzione degli Illuminati di Davos, la montagna incantata del globalismo. Ecco dunque in libreria il terzo capitolo della saga mondialista, Il Grande Reset, l’annuncio e l’esposizione del gigantesco programma di ristrutturazione dell’ordine economico, finanziario e antropologico a favore dei super ricchi, diventati padroni universali, sintetizzato nello slogan “non avrai nulla e sarai felice” indirizzato ai sudditi del feudalesimo del Terzo Millennio. Dalla dittatura comunista del proletariato alla dittatura liberale del padronato.

Ada Negri, la poetessa che regalava rosari

Dopo molte vicissitudini, la poetessa Ada Negri ritornò alla fede e recitava sempre il Rosario. Lo regalava anche agli amici. Lo regalò anche allo scrittore Giovanbattista Agnoletti, che da agnostico ritornò alla fede e morì con il Rosario regalatogli dalla Negri tra le mani. La Negri nella circostanza compose questi versi:

«Avevo due Rosari… / uno te lo donai perché ti fosse / compagno nelle notti in cui più il male / t’era martirio; e con lo scorrer dolce / dei chicchi fra le dita, nel pensiero / di Dio, placasse in te spirito e carne, / fratello… E io sull’altro a me rimasto sgrano / a sera le solinghe Ave Marie / te ripensando e le procelle e il santo / vero amor di tua vita… / su di te chiamando la luce eterna». Fonte

venerdì 25 marzo 2022

La bomba atomica li unisce

Joe Biden: «Se la Russia userà  armi chimiche [e nucleari], la NATO risponderà. La NATO non è mai stata unita come lo è oggi». Li unisce la bomba [atomica], anche l'Unione Europea. Ciò significa che il vero principio costituzionale del cosiddetto Occidente (e dell'Oriente che apparentemente gli si contrappone in un unico dominio tecnico) è la bomba. Lo si sapeva già (Heidegger, Jünger, Schmitt: la tecnica), ma ora è sempre più evidente al di là della riflessione filosofica e teologica.

E dire che il vero Occidente si fonda sul Filioque. Bisognerà ritrovarlo e questo è l'infinito compito di chi la Provvidenza ha posto in Europa e in America.

Qualche riflessione meriterebbe anche l'energia atomica: la cellula (vedi aborto, procreazione umana artificiale, OGM etc.) e l'atomo dovrebbero essere le linee rosse del dominio di Adamo sul creato. (Andrea Sandri)

Pio XII Lettera Apostolica Sacro vergente anno. A tutti i popoli della Russia

Pio XII
Lettera Apostolica
A tutti i popoli della Russia


Carissimis Russiae populis salutem et pacem in Domino.

Mentre l’anno santo volgeva felicemente verso il suo termine, dopo che per divina disposizione a Noi fu dato di definire solennemente il dogma dell’assunzione in anima e corpo al cielo della gran Madre di Dio Maria Vergine, moltissimi da ogni parte del mondo Ci espressero la loro vivissima esultanza; fra questi non mancò chi, nell’inviarCi lettere di ringraziamento, supplicò istantemente affinché Noi consacrassimo l’intero popolo della Russia, nelle angustie del momento presente, al Cuore immacolato della medesima Vergine Maria. Tale supplica tornò a Noi oltremodo gradita, poiché, se il Nostro affetto paterno abbraccia tutti i popoli, in modo particolare si rivolge a coloro che, sebbene nella massima parte separati per vicende storiche da questa sede apostolica, conservano tuttavia ancora il nome cristiano e si trovano in condizioni tali che non solo è loro difficilissimo ascoltare la Nostra voce e conoscere gli insegnamenti della dottrina cattolica, ma sono spinti con arti ingannevoli e perniciose a rigettare perfino la fede e il nome di Dio.

giovedì 24 marzo 2022

Il Vaticano ha modificato l'art. 93 di Praedicate Evangelium sulla liturgia tradizionale

Vedi qui il precedente (con i relativi richiami).
clicca per ingrandire
La Redazione de "Il sismografo") comunica:
Ci è stata fatta pervenire questa notizia che le verifiche confermano: "Nel testo attualmente disponibile sul sito internet dalla S. Sede della Costituzione Apostolica Praedicate evangelium l’art. 93 è stato modificato rispetto alla prima stesura1 e ora suona così:
“Il Dicastero si occupa della regolamentazione e della disciplina della sacra liturgia per quanto riguarda l’uso – concesso secondo le norme stabilite – dei libri liturgici precedenti alla riforma del Concilio Vaticano II.”
_____________________________
1. "Il Dicastero si occupa della regolamentazione e della disciplina della sacra liturgia per quanto riguarda la forma straordinaria del Rito romano".

Giovedì 24 marzo ore 18 in streaming - "L'ombra di Fatima"

La notizia che Bergoglio il 25 marzo consacrerà Russia e Ucraina al Cuore Immacolato di Maria [qui - qui] ha fatto molto scalpore nel mondo intero. Come dobbiamo porci di fronte a questo annuncio?
Con Aurelio Porfiri ne parlano i giornalisti Aldo Maria Valli e David Murgia, gli studiosi Robert Fastiggi, Guido Vignelli e Julio Loredo, i sacerdoti don Francesco Giordano e don Marco Begato.
Il programma sarà trasmesso in live streaming su numerosi canali, tra cui il canale You Tube RITORNO A ITACA, su TWITTER e sulla fanpage in Facebook di Aurelio Porfiri.

A che punto è la notte?

Cristo Signore, vissuto e annunciato, è il fondamento che ha forgiato la civiltà occidentale e la sua diffusione nel mondo intero. Questo l'ha resa unica. Ma, prima si è smorzato il Suo messaggio, trasformando il Vangelo in perbenismo farisaico; poi lo si è definitivamente messo da parte, illudendosi di avere albero e frutti senza le radici.
Di seguito trovate semplici, per quanto impegnative, considerazioni sulla base di dati numerici incontrovertibili. Tuttavia, al di là dell'attuale declino, resta il fatto che il "peso" in termini storici, culturali, sociali ed economici dell'Occidente appare comunque superiore ai semplici rapporti numerici in prospettiva.

A che punto è la notte? 
Pierluigi Fagan

Un secolo fa, un secondario professore di liceo tedesco dette alle stampe due volumi dall’affascinante titolo “Il Tramonto dell’Occidente”. A noi non interessano le tesi specifiche del tedesco, interessa l’intuizione su quella che a lui sembrava, per varie ragioni, una parabola discendente del sistema occidentale. Ai tempi di Spengler, il sistema occidentale era per lo più l’Europa, inclusa la Gran Bretagna. Oggi il sistema occidentale è invece un sistema binario con un centro anglosassone dominante, fatto di Stati Uniti, Gran Bretagna, Canada, Australia e Nuova Zelanda ed una serie di satelliti che sono gli antichi stati-nazione europei. 

Il sistema occidentale oggi pesa, più o meno, il 15% della popolazione mondiale. Ma se eliminiamo dalla definizione di Europa data in geografia umana Russia e Bielorussia, scendiamo a 13% dove Europa pesa l’8% e gli anglosassoni il restante 5% per quanto abbiamo mantenuto UK in Europa per non complicarci troppo i calcoli che comunque non cambierebbero di molto. Siamo anche la parte di umanità più anziana del mondo e di parecchio, soprattutto in Europa.

mercoledì 23 marzo 2022

Fiori rosa, fiori di Peskov

Uno sguardo al punto della situazione con la giusta dose di realistico disincanto.
Fiori rosa, fiori di Peskov
Nei prossimi due giorni si riuniranno G7 – Consiglio d’Europa e NATO con Biden. Agli europei si imporrà la rinuncia parziale o totale al petrolio russo (non il gas) o direttamente o tramite dazi. Il petrolio è più “sostituibile” logisticamente del gas ed in sostanza, tutto il petrolio russo in Europa verrà sostituito da petrolio americano o subito o in due step.

Europei e G7 poi, verranno invitati da Biden ad iniziare la guerra sanzionatoria verso la Cina e tutti coloro che non si allineano alla strategia dell’ostracismo. Lo prevede il format “democrazie vs autocrazie” che è la strategia di politica estera e globale annunciata dall’americano già alle elezioni. 

Quanto alla NATO si deve scendere sul piano militare. Qui Biden, insiste con la costruzione dell’incidente. La teoria è che la Russia sta perdendo la guerra sul campo, quindi diventa sempre più disperata, quindi irrazionale, quindi userà armi chimiche e biologiche. Ieri ha addirittura preparato il conflitto interpretativo, i russi ovviamente diranno che non sono stati loro ad usare armi vietate ma false flag operati da ucraini per creare escalation. 

Presentazione del libro di Paolo Pasqualucci, “La falsa dignità”

Pur derivando dalla filosofia classica e dalla teologia cristiana, il concetto di "dignità dell'uomo" è ormai divenuto un pilastro del politicamente corretto e usato a sproposito e per cose tra loro opposte e inconciliabili. Il libro di Paolo Pasqualucci La falsa dignità approfondisce la ponderosa analisi di insigni studiosi sviluppando una sua propria tematica, sul tema di fondo e su temi collaterali e tuttavia sempre connessi alla questione principale. Ne avevamo già parlato qui. Di seguito la mia recensione che, sottolineandone le coordinate essenziali, invita a conoscerlo nella sua interezza.

Presentazione del libro di Paolo Pasqualucci, La falsa dignità, Fede & Cultura, Verona, novembre 2021, pp. 256, € 19,00.

In questo suo denso saggio, il filosofo e saggista cattolico Paolo Pasqualucci, sottopone a critica il concetto della “dignità dell’uomo” come impiegato oggi, in maniera per nulla conforme alle sue origini classiche e cristiane. Infatti, pur derivando dalla filosofia classica e dalla teologia cristiana, tale concetto è diventato un pilastro fondamentale della modernità, che lo usa a sproposito, in ossequio al politicamente corretto dominante e alle istanze edonistiche e anarchiche prevalenti nelle attuali democrazie di massa, devastate dalla rivoluzione sessuale e dalla miscredenza. 
Questo fenomeno negativo riguarda anche la Chiesa cattolica, che dal Concilio pastorale Vaticano II è sembrata andar sempre più nella direzione del mondo, finendo per parlare troppo spesso la sua stessa lingua. Il fenomeno ha ragioni storiche ben precise (il cattolicesimo liberale, il neo-modernismo, Maritain, l’americanismo, il Sessantotto, la crisi della famiglia e della scuola) e ha fatto sì che, sotto il pretesto della “dignità della persona”, si invocassero cose tra loro opposte e assolutamente inconciliabili come la difesa della vita e il “diritto alla morte”; la tutela dell’embrione e del feto di contro alla “libertà” della donna di poter decidere di abortire in nome della sua supposta “dignità” di essere umano, per definizione libero di agire come vuole. Occorre dunque ricondurre il principio della “dignità dell’uomo” nell’alveo della sua autentica nozione cristiana, liberandolo da interpretazioni contraddittorie e fuorvianti.

martedì 22 marzo 2022

Quelle ombre su esponenti del conservatorismo cattolico. Viganò risponde a Weigel

Importante puntualizzazione di Mons. Carlo Maria Viganò. Qui l'indice di interventi precedenti e correlati.

L’invalicabile linea rossa
In risposta ad un articolo di George Weigel su First Things

SONO RIMASTO NON POCO STUPITO dall’accostamento alla mia persona del personaggio del Colonnello Grace Groundling Marchpole fatto da George Weigel nel suo commento del 16 Marzo scorso su First Things (qui). Il mio stupore deriva dalla curiosa assonanza di questo articolo con quello del suo amico Roberto De Mattei, Riflessioni sull’anno che si apre, apparso su Corrispondenza Romana il 29 Dicembre 2021 (qui) a proposito della presunta confutazione delle mie dichiarazioni alla Conferenza Episcopale Americana (qui) fatta, guarda caso, dalla figlia del prof. Weigel (qui), la pediatra Gwyneth A. Spaeder, moglie di un dirigente di una delle maggiori società di consulenze per le case farmaceutiche.

Anche nell’articolo di De Mattei ricorre l’insinuazione che io possa essere annoverato tra coloro che vedono cospirazioni ovunque, secondo la consolidata prassi della delegittimazione dell’interlocutore tramite la sua psichiatrizzazione. Se non altro, Weigel si è limitato a presentarmi come eccentrico complottista, prendendo a prestito un personaggio della trilogia Spada d’onore (Sword of Honor) di Evelyn Waugh, mentre De Mattei ha menzionato, oltre al délire d’intérpretation psichiatrico, anche l’ipotesi della possessione diabolica.

L'ennesima sceneggiata da realtà virtuale nell'Occidente al tramonto reale

Sull'onda della residua autorità morale del papato che, almeno in apparenza, sembra aver sortito effetto dalla telefonata previa di Bergoglio in una delle sceneggiate sul palcoscenico mondialista, il discorso di Zelensky al parlamento italiano è stato sorprendentemente diverso da tutti i precedenti. Per accortezza, senso della misura e senz'alcun tono incendiario. Di riflesso molti commentatori più prudenti hanno potuto invocare la diplomazia come soluzione del conflitto.
Più che a questo Parlamento - che di fatto non ci rappresenta per via delle scelte sinistrorse in chiave atlantista (una volta un ossimoro ora non più) -, il leader ucraino sembra aver parlato agli italiani, come se fossero ancora in prevalenza cattolici Dio Patria e Famiglia. E ha persino invocato la pace, senza alcun richiamo a no-fly-zone et similia, filo conduttore di tutte le sue esibizioni a ripetizione. 
Forse i suoi sceneggiatori sanno bene che questa è la vera anima del nostro popolo, quella autentica anche se non più maggioritaria, quella che non ha voce e non è rappresentata nell'impero del dollaro e della ideologia liberal, perché non siamo altro che una colonia USA, nell'agire e subire concreto nel corrispondente agone socio-politico egemone in Europa, che le radici greco-romane e cristiane le ha rinnegate da tempo. Per cui prevalgono i plutocrati mercanti dissolutori dell'umano. Basti pensare a quali siano, oggi, i "valori" di quel che resta dell'Occidente sia Atlantico che Europeo.
Ma ci ha pensato poi Draghi a colmare il deficit di atlantismo, col richiamo alle armi e alle sanzioni, suicide per noi già al tappeto a causa della nefasta dittatura sanitaria, mentre la Russia già da tempo è corsa ai ripari sul fronte asiatico, dal quale corriamo il rischio di essere schiacciati se non soccombiamo prima a quello atlantico. Di fatto le sue dichiarazioni sembrano andare oltre il negoziato...
Vorrei ricordare ai nostri deputati e senatori di destra e centrodestra, se vorranno, un giorno, governare ancora, con un minimo di rispetto in Occidente nella lunga guerra speriamo solo fredda che ci attende, di porsi il problema che l’interesse nazionale va affermato e difeso in Parlamento e non altrove. Ai proclami sui social e davanti alle telecamere ormai non crede più nessuno...

Propositi di far rivivere il monachesimo

Far rivivere il monachesimo aiuterebbe a uscire dalla crisi. Lo leggiamo su Catholic Herald (nella nostra traduzione). Precedenti sui cambiamenti nella vita claustrale in genere [qui - qui - qui] e con riferimento alla Traditionis custodes [qui].

“Cori spogli in rovina, dove cantavano dolcemente gli uccelli”, scrisse Shakespeare nel suo Sonetto 73, riferendosi ai monasteri abbandonati che sarebbero stati uno spettacolo comune in Inghilterra durante la sua vita. La grande ondata di distruzione e saccheggio che aveva travolto la vita religiosa consacrata sotto Enrico VIII era ancora ben ricordata quando Shakespeare crebbe nelle Midlands negli anni Sessanta e Settanta del Cinquecento.
Sarebbero passati più di duecento anni prima che monaci e monache riapparissero nelle comunità britanniche. Solo con l'emancipazione e la restaurazione della gerarchia nel diciannovesimo secolo i cattolici poterono riprendere in gran numero la vocazione monastica nel loro paese d'origine. Ci fu una sorta di "boom" nel monachesimo tra il 1850 e la prima guerra mondiale, con molti  progetti di magnifici edifici in stile neogotico da parte dei principali architetti dell'epoca. Ciò, per alcuni aspetti, ha precorso la fioritura della cultura cattolica avvenuta in Gran Bretagna nella prima metà del ventesimo secolo.
Purtroppo, tuttavia, ora siamo di nuovo in discesa. Sebbene ci siano punti positivi, la maggior parte dei monasteri britannici affronta il problema della riduzione del numero e dell'invecchiamento dei membri. Questo mi è stato riportato di recente dalla notizia che i restanti benedettini di Downside si trasferiranno a Buckfast Abbey nel Devon come misura provvisoria prima di trovare una nuova comunità. Non molto tempo fa, la comunità di Downside era fiorente, con la responsabilità della famosa scuola. Ma il calo della fede e gli orrori dello scandalo degli abusi hanno posto fine a quell'associazione.

Fobia o, piuttosto, naturale disgusto?

In un tempo in cui sono caduti i valori eterni, la naturale non accettazione o ripulsa di ciò che non è ritenuto rispondente ad un ordine naturale o ad un'etica non più condivisa, viene etichettato come "fobia" fino ad essere sottoposto alla criminalizzazione del dissenso.

A fronte del normale sconcerto cagionato dai più inusitati ed aberranti fra i comportamenti sociali e gli atteggiamenti estetici, posti in opera da svariati soggetti "à la page" ed ideologicamente orientati,  si continua spesso ad evocare spasmodicamente la figura della "paura", e, dunque, il concetto psicologico della "fobia", da parte di svariati commentatori, anch'essi partecipi del medesimo progressismo illuminato che tali comportamenti ed atteggiamenti apertamente propone e promuove.
Non sfiora la mente di questi progressisti illuminati il sospetto che, invece, si possa trattare soltanto di un evidentissimo moto di naturale disgusto ? La confusione che costoro operano fra la "paura" ed il "disgusto", non sarà, forse, null'altro, se non il tentativo surrettizio di negare ai più, persino la banale "libertà di avere schifo" di ciò che, obiettivamente, non potrebbe che provocare un più che ovvio e spontaneo senso di schietta repulsione, in un soggetto mediamente normale ?

lunedì 21 marzo 2022

21 marzo. San Benedetto da Norcia

21 marzo:  oggi Santa Romana Chiesa fa memoria di San Benedetto da Norcia (480-547), Patriarca del monachesimo occidentale.
San Benedetto da Norcia, evangelizzatore e ispiratore delle radici cristiane d'Europa. 
Un patrimonio identitario, quello dell'Europa dei popoli cristiani che, oggi, dev'essere riscoperto e rivissuto in quanto base per il presente, e insegnamento per il futuro. Vedi: Le 'impronte' di S. Benedetto nella Chiesa e nella storia in un'Omelia del Card. Siri e negli insegnamenti di dom Guéranger qui. Sui Benedettini di Norcia a partire da qui.
La vocazione alla vita religiosa in generale, e quella alla vita anacoretica in particolare, è dono incommensurabile della grazia divina. La scelta del monaco è quella più generosa e coraggiosa che un essere umano possa compiere. Monaci e monache d'ogni tempo, quei solitari che hanno rinunciato a sé per cercare nella solitudine e nel silenzio l'incontro con il Solo, stanno come guardiani ai confini di questo mondo. 
Oggi purtroppo le vocazioni sono pervertite e soffocate dalla corruzione dottrinale, come fiori che non possono sbocciare sommersi dalla pece. Pochissime le eccezioni, che pure - grazie a Dio! - ancora esistono, nonostante la rivoluzione bergogliana che ha toccato anche gli ordini contemplativi. Precedenti sui cambiamenti nella vita claustrale in genere [qui - qui - qui] e con riferimento alla Traditionis custodes [qui].
Che San Benedetto e tutti i suoi santi figli e figlie preghino per noi, per l'Italia per l'Europa e per il mondo intero.

domenica 20 marzo 2022

Mons. Georg Gänswein conferma che Joseph Ratzinger si unirà alla consacrazione del 25 marzo

Leggiamo su Catholic News Agency che il prossimo 25 marzo Joseph Ratzinger, pur se non sarà fisicamente presente alla cerimonia nella Basilica di San Pietro, si unirà alla preghiera per la consacrazione di Russia e Ucraina.

Lo conferma CNA Deutsch, l’agenzia di stampa in lingua tedesca della CNA, alla quale mons. Georg Gänswein ha inviato una e-mail affermando: “Naturalmente, […] Benedetto XVI si unirà alla chiamata di papa Francesco in preghiera per quanto riguarda la consacrazione di Russia e Ucraina al Cuore Immacolato di Maria”. 

Potete trovare, scorrendo questi articoli, tutte le occasioni in cui è stata indegnamente alimentata, con la sua presenza (ad esempio in tutte le celebrazioni di santificazione o nel ricevere e benedire i nuovi cardinali) la nefasta ipotesi dello sdoppiamento del papato, già sostenuta da Gänswein qui (Vedi  qui le mie osservazioni).

Espressioni pasticciate del Vaticano sul Rito antico

Qui l'indice degli articoli sulla Traditionis custodes e sui Responsa. Della riforma della Curia con il preannunciato documento pubblicato ieri, Praedicate Evangelium e il precedente Fidem servare, abbiano parlato qui - qui - qui.

Roma ha perso la testa.

Se mons. Lefebvre diceva che "Roma ha perso la fede" oggi possiamo  dire che ha perso pure la testa.
Nel 2007 /(col Summorum pontificum di Benedetto XVI) viene inventata la definizione di "forma straordinaria" del rito romano, ma il medesimo testo legislativo che introduce tale definizione afferma che il messale antico  non è mai stato abrogato. Abbiamo dunque una forma liturgica che era l'unica per secoli e secoli diventare improvvisamente "straordinaria" pur non essendo mai stata soppressa  mentre un nuovo messale che non sopprime quello precedente diventa  "forma ordinaria"!   
Nel 2021 (con Traditionis custodes di Bergoglio) viene cancellata la definizione di "forma straordinaria", che diventa solo concessione provvisoria finalizzata unicamente a portare i fedeli a seguire esclusivamente il messale nuovo.
Nel 2021 però non viene contestata né modificata l'affermazione che il messale antico non sia mai stato abrogato. Dunque c'è un messale mai abrogato che però... non si può usare e se qualcuno si azzarda a farlo è severamente punito!
Nel 2022 ricompare nuovamente l'espressione "forma straordinaria" per riferirsi al messale preconciliare. L' Art. 93 della Costituzione Praedicate evangelium [qui], quanto al nuovo Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, recita: "Il Dicastero si occupa della regolamentazione e della disciplina della sacra liturgia per quanto riguarda la forma straordinaria del Rito romano".
Roma cioè dimostra che non solo non sa gestire il suo rito, non solo che in ambito liturgico (solo in quello?) sa solo pasticciare,  ma dimostra pure di  non saper neppure armonizzare le singole espressioni che usa nei documenti che pubblica, e coi quali pretende di governare la liturgia!  Insomma Roma non solo ha perso la fede ma pure la testa. Giustino. - Fonte: Lo spigolatore romano

Dominica III in Quadragesima

Per meglio conoscere l'anno liturgico e le sue gemme spirituali. Vedi Meditazione sulla Quaresima [qui]. Prima Domenica di Quaresima qui; Seconda Domenica di Quaresima qui.

Terza Domenica di Quaresima

La Quaresima: tempo di riflessione.

La santa Chiesa che nella prima Domenica di Quaresima, ci propose la tentazione di Gesù a soggetto delle nostre meditazioni, per illuminarci sulla natura delle nostre tentazioni ed insegnarci la maniera per trionfarne, oggi ci fa leggere un passo del Vangelo di san Luca, la cui dottrina viene a completare la nostra istruzione circa la potenza e le manovre dei nostri invisibili nemici. Durante la Quaresima il cristiano deve riparare il passato e garantirsi l'avvenire, poiché non potrebbe fare assegnamento sul primo né difendere efficacemente il secondo, senza avere delle sane idee sull'entità dei pericoli che lo fecero soccombere e su quelli che ancora lo minacciano. Ben a ragione quindi gli antichi liturgisti riconobbero un tratto di materna saggezza nel discernimento con cui oggi la Chiesa presenta ai suoi figli questa nuova lettura, la quale costituisce il fulcro degli odierni insegnamenti.

sabato 19 marzo 2022

Solo chi vive di fede è in grado di leggere e guardare in faccia la realtà standoci dentro

«È una caratteristica di ogni civiltà in decadenza che le grandi masse del popolo non siano consapevoli della tragedia. L’umanità in crisi è generalmente insensibile alla gravità dei tempi in cui vive. 
Gli uomini non vogliono credere che i loro tempi siano malvagi, anche perché non hanno uno standard al di fuori di sé stessi con cui misurare i loro tempi. 
Se non esiste un concetto fisso di giustizia, come possono sapere che è stata violata? 
Solo chi vive di fede sa veramente cosa sta succedendo nel mondo; le grandi masse di uomini senza fede sono inconsapevoli dei processi distruttivi in atto, perché hanno perso la visione delle altezze da cui sono caduti.» (mons. Fulton Sheen)

Card. Müller: «Non si deve obbedire ai vescovi eretici»

Osservavo che Bergoglio non può più tacere dopo che il card. George Pell ha invitato la Congregazione per la dottrina della fede a rimproverare pubblicamente due vescovi europei per il loro “completo ed esplicito rifiuto” dell’insegnamento della Chiesa sull’etica sessuale [qui]. Anche il card. Brandmüller è intervenuto sugli esiti del Cammino sinodale tedesco [qui]. Ora, oltre al memorandum bomba [qui] interviene anche l'ex prefetto della Dottrina della fede, card. Müller.

Card. Müller: «Non si deve obbedire ai vescovi eretici»

L’ex prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, il cardinale Gerhard Müller, sostiene l’appello del cardinale australiano George Pell che ha chiesto di intervenire e pronunciarsi sul rifiuto totale ed esplicito dell’insegnamento cattolico della Chiesa sull’etica della sessualità nei confronti del cardinale Jean-Claude Hollerich SJ del Lussemburgo, e di Mons. George Bätzing, presidente della Conferenza episcopale tedesca.

«Pell ha tutto il diritto di ricordare alla Congregazione per la Fede la sua responsabilità di assicurare, nell’autorità del Successore di Pietro, la verità della fede e l’unità della Chiesa di Cristo contro l’eresia aperta del sinodalismo tedesco», ha dichiarato Müller giovedì al Die Tagespost.

venerdì 18 marzo 2022

Memorandum bomba per i cardinali per il prossimo conclave

Nella nostra traduzione da Catholic Culture un articolo del vaticanista Phil Lawler che trova riscontro in altre recenti notizie su valutazioni in ordine al presente pontificato. Vedi qui -  qui - qui l'indice degli articoli sul clericalismo politicante di Bergoglio; l'indice degli interventi su Amoris laetitia e quello sulla Dichiarazione di Abu Dhabi e conseguenze. Per completezza, in calce trovate il Memorandum completo diffuso da Magister.

Dopo anni di confusione dottrinale e incoerenza disciplinare, cresce l'insofferenza di eminenti cardinali sulla conduzione di Papa Francesco.

Oggi [15 marzo -ndT] il cardinale George Pell ha rilasciato una dichiarazione pubblica molto insolita, chiedendo un rimprovero del Vaticano ad altri due prelati di spicco le cui dichiarazioni pubbliche hanno proposto un “rifiuto totale ed esplicito” degli insegnamenti della Chiesa sulla sessualità [qui].

E lo stesso giorno, un importante giornalista italiano ha reso pubblico un memorandum [qui] che, egli dice, circola tra i membri del Collegio Cardinalizio, dichiarando “che questo pontificato è un disastro sotto molti o troppi aspetti: una catastrofe”. Sandro Magister de L’Espresso, che ha pubblicato il memorandum bomba, è un vaticanista di vecchia data, con fonti eccellenti, che non si sottrae alle polemiche. Magister scrive che l’autore “è sconosciuto, ma mostra di essere un profondo conoscitore dell'argomento. Non si può escludere che egli stesso sia un cardinale”.

Cardinale Brandmüller: “Quo vadis, Germania?”

Il National Catholic Register pubblica un intervento del card. Brandmüller sugli esiti del Cammino sinodale tedesco (precedenti a partire da qui). Ricordiamo che il Cardinale è uno dei quattro che nel 2016 firmarono i Dubia rivolti a papa Francesco sulla teologia morale della sua esortazione apostolica sulla famiglia, Amoris laetitia [qui]. Per completezza pubblico in calce il memorandum completo diffuso da Magister.

Il cammino sinodale della Chiesa tedesca è su una “strada sbagliata che si perde nel nulla”, un percorso radicato in quell’eresia del modernismo che i teologi devono ancora affrontare adeguatamente ed è destinata a fallire. La valutazione è del cardinale Walter Brandmüller ed è contenuta in un commento, pubblicato il 3 marzo sul sito web di lingua tedesca Kath.net, intitolato Quo vadis, Germania?. Lo storico della Chiesa tedesco sostiene che il Cammino sinodale sta facendo “richieste sensazionali” che “contraddicono chiaramente l’autentica fede cattolica, la costituzione gerarchico-sacramentale della Chiesa e il suo insegnamento morale vincolante”.
Il cardinale Brandmüller ha risposto così alle bozze di testo approvate in una riunione plenaria del Cammino sinodale a Francoforte all’inizio di febbraio. I partecipanti, tra i quali la maggior parte dei vescovi tedeschi, hanno votato a larga maggioranza a favore delle benedizioni dell’unione tra persone dello stesso sesso e di modifiche al Catechismo sull’omosessualità e l’ordinazione sacerdotale, nonché a favore del celibato sacerdotale facoltativo nella Chiesa latina e del coinvolgimento dei laici nell’elezione di nuovi vescovi.

giovedì 17 marzo 2022

Il Grande Attore parlerà sul grande schermo anche nelle Camere del Parlamento italiano

Vedi precedenti sul presidente ucraino Zelensky [qui] e sull'epifenomeno della guerra mediatica unidirezionale che sta raggiungendo livelli mai visti se non con la narrazione pandemica che ha subito di riflesso una brusca interruzione, mentre (in Italia) non si interrompono le restrizioni [qui].
Cito un centrato commento di Gianni Morcellini : "I discorsi del presidente ucraino Zelensky sono costruiti in maniera estremamente attenta rispetto all’audience cui si rivolge. Parlando agli Stati Uniti ha evocato l’11 settembre, parlando al Bundestag tedesco ha evocato il muro di Berlino." GPC Insomma, un gran paraculo che spera di tirare fuori un ragno da un buco con le mani degli altri. Peccato l'alta velenosità del ragno.
E ora il Grande Attore parlerà sul grande schermo anche nelle Camere del Parlamento italiano, il prossimo 22 marzo. Stiamo scivolando nel nulla, ma nessuno lo dice.
Riporto di seguito il commento Pierluigi Fagan, stralciato da un suo articolo:
...Chiunque abbia avuto esperienze di marketing e pubblicità non potrà non notare come tutta la narrazione Zelensky ricalchi in tutta evidenza una chiara strategia. Forse questa affermazione risulterà infondata ai più, ma io ho lavorato in quel campo per due decenni e passa, diciamo ad alti livelli, con una specializzazione professionale specifica proprio in strategie di marketing e comunicazione. Non c’è alcuna possibilità possiate sostenere il contrario, credetemi, la mia non è una convinzione politica è meramente una constatazione tecnica. 

Mons. Schneider chiede ai vescovi del mondo di unirsi al Papa nella consacrazione della Russia il 25 marzo

Apprendiamo nella nostra traduzione da LifeSiteNews che il vescovo Athanasius Schneider chiede ai vescovi del mondo di unirsi al Papa nella consacrazione della Russia il 25 marzo, chiesa dai vescovi ucraini [qui]. C'è da dire che la Madonna aveva chiesto a suor Lucia di fare la Consacrazione della Russia prima del 1960, altrimenti l'Unione sovietica avrebbe sparso i suoi errori nel mondo. Quindi arriva troppo tardi! Infatti il regime sovietico ha ampiamente sparso i suoi errori nel mondo. Errori che oggi, si stanno ritorcendo contro il popolo russo, che stava cominciando a riscoprire i valori cristiani. Errori che hanno messo radici profonde in occidente: ateismo, evoluzionismo, progressismo, eugenetica, divorzio, aborto, eutanasia, guerra contro la fede cristiana, gender... diffusione di false religioni e satanismo... La Madonna aveva chiesto che la consacrazione avvenisse prima del 1960, prima cioè del concilio Vaticano II. Non fu ascoltata. Si può pensare che per quella Grazia che avrebbe evitato molti errori e sofferenze sia troppo tardi, anche se - turbati dalla situazione non solo ecclesiale - continuiamo ad affidare, ad affidarci e accogliamo l'evento con la Speranza cristiana. E partecipiamo alla novena proposta da mons. Schneider.

Mons. Schneider chiede ai vescovi del mondo di unirsi al Papa nella consacrazione della Russia il 25 marzo

Oggi, il vescovo Athanasius Schneider ha rilasciato una dichiarazione che invita i vescovi del mondo a unirsi a Papa Francesco quando consacrerà la Russia e l’Ucraina al Cuore Immacolato di Maria il 25 marzo, festa dell’Annunciazione.
LifeSite lo ha contattato ieri, chiedendogli se poteva rilasciare una tale dichiarazione, dopo l'analogo appello lanciato dai fondatori di LifeSite John-Henry Westen e Steve Jalsevac, che hanno invitato i lettori a contattare i loro vescovi chiedendo loro di unirsi alla consacrazione del 25 marzo. Hanno dichiarato che “in tutti i nostri 25 anni di storia, non abbiamo mai fatto una richiesta più urgente di quella che vi facciamo ora”. La consacrazione della Russia è uno dei messaggi chiave di Nostra Signora di Fatima, apparsa numerose volte a bambini poveri a Fatima, in Portogallo, nel 1917, con ulteriori richieste date a una delle veggenti, Suor Lucia. La Madonna di Fatima chiese questa consacrazione per portare la pace nel mondo e la conversione della Russia.

Marx e la messa arcobaleno da un lato, Pell che richiama alla verità dall’altro

Bergoglio non può più tacere dopo che il card. George Pell ha invitato la Congregazione per la dottrina della fede a rimproverare pubblicamente due vescovi europei per il loro “completo ed esplicito rifiuto” dell’insegnamento della Chiesa sull’etica sessuale. Precedenti più significativi sulla Chiesa in Germania qui - qui - qui - qui.

Una messa in occasione dei «20 anni di culto queer e cura pastorale». L’ha celebrata domenica a Monaco, nella Germania meridionale: «Voglio una Chiesa inclusiva» – ha detto l’arcivescovo di Monaco e Frisinga nella chiesa parrocchiale di St. Paul, celebrando con una bandiera arcobaleno ai suoi piedi e soprattutto ai piedi dell’altare. Qualche anno fa episodi come questi facevano notizia, oggi lo stupore è decisamente relativo, sebbene il protagonista non sia certo l’ultimo parroco di provincia. D’altra parte si parla di chiesa tedesca, dove il love is love ha fatto breccia da tempo, al punto che il porporato ha colto l’occasione per affermare che «il regno di Dio è scoprire che Dio è amore in tutte le sue dimensioni», poi ha aggiunto «Tutte le relazioni umane devono essere caratterizzate dal primato dell’amore. Allora possono essere accettati da Dio».

mercoledì 16 marzo 2022

Guerra alla complessità

Cosa c'è dietro il superficiale manicheismo della guerra mediatica unidirezionale di cui siamo bombardati, quasi fossimo un popolo senza storia e senza memoria, mentre invece non vogliamo mettere da parte il nostro spirito critico e l'esigenza di comprendere cause prossime e remote degli eventi e prospettive possibili oltre che auspicabili.

Si è formalizzato ieri il fronte di guerra alla complessità. Non che ieri sia nato, non è mai “nato”, c’è sempre stato, noi viviamo in un universo mentale semplificato, da sempre. Né ieri si è manifestata la sua discesa in campo per la conquista dei cuori e delle menti relativamente all’orientamento delle pubbliche opinioni rispetto alla guerra in Ucraina. Sono ventuno giorni che domina indisturbato. Ieri ha solo attaccato coloro che avanzano riserve su questo dominio del semplificato.
Di sua prima base, il complesso deriva dal suo etimo: intrecciato assieme. Tante e diverse variabili tra loro interrelate (relate a due vie) fanno sistemi complessi. Poche variabili, poche interrelazioni, poco complesso. Tante variabili, tante interrelazioni, molto complesso. In mezzo varie gradazioni. Nel complesso si osserva un oggetto o un fenomeno assieme al contesto. Infine, si cerca di risalire alla matassa intrecciate di cause che l’hanno preceduto.