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venerdì 30 aprile 2021

Pio XII: “Il Rosario è come la fionda di Davide contro il nemico infernale”

Domani inizia il Mese Mariano. Riproponiamo l’Enciclica “Ingruentium malorum” di Pio XII sulla recita del Santo Rosario. Ne avevamo già pubblicato uno stralcio qui, in occasione del Sinodo sulla Famiglia. Un invito assolutamente attuale: «non con la forza, non con le armi, non con la umana potenza, ma con l’aiuto divino ottenuto per mezzo di questa preghiera, forte come Davide con la sua fionda, la Chiesa potrà affrontare impavida il nemico», mai così scatenato su tutti i fronti come oggi.

Fin da quando siamo stati elevati alla suprema cattedra di Pietro, per disegno della divina Provvidenza, alla vista dei mali che avanzavano, non abbiamo mai cessato di affidare al validissimo patrocinio della Madre di Dio le sorti dell’umana famiglia, e a questo scopo, come ben sapete, più volte, abbiamo scritto lettere di esortazione. Vi è noto, Venerabili Fratelli, con quanto zelo e con quanta spontaneità e unanimità di consensi il popolo cristiano abbia risposto dappertutto ai Nostri inviti. Lo hanno magnificamente attestato ripetute volte grandiosi spettacoli di devozione e di amore verso l’augusta Regina del Cielo, e sopra tutto quella manifestazione di universale letizia che i Nostri occhi medesimi poterono in qualche maniera contemplare, quando lo scorso anno dalla Piazza S. Pietro, circondati da una moltitudine immensa di fedeli, abbiamo solennemente proclamato l’assunzione in corpo e anima di Maria Vergine in Cielo. Se il ricordo di queste cose torna a Noi gradito e Ci conforta a sperare fermamente nella misericordia divina, al presente, tuttavia, non mancano motivi di profonda tristezza che tengono in ansia e addolorano il Nostro animo paterno.

giovedì 29 aprile 2021

Da segnalazioni dei lettori. I vescovi italiani si sono fatti sentire sul ddl Zan, ormai incardinato in Parlamento

La CEI di fatto si inchina. La cosiddetta risposta realistica a cui accenni, in realtà, è la conseguenza dell'ambiguità, della complicità di fatto, e del ponziopilatismo perseguito per anni, perseguito e concesso proprio da coloro che ora fanno questa dolcissima critica al potere che avanza, che poi è più un distinguo e una richiesta di tregua al vincitore (Rosario Del Vecchio). Sul ddl Zan vedi

Ieri è apparsa una nota firmata dalla “presidenza della Cei” che definire tiepida è un eufemismo. 
I vescovi ribadiscono “il sostegno a ogni sforzo teso al riconoscimento dell’originalità di ogni essere umano e del primato della sua coscienza. Tuttavia, una legge che intende combattere la discriminazione non può e non deve perseguire l’obiettivo con l’intolleranza, mettendo in questione la realtà della differenza tra uomo e donna”.
Si legge poi che “in questi mesi sono affiorati diversi dubbi sul testo del ddl Zan in materia di violenza e discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere, condivisi da persone di diversi orizzonti politici e culturali. È necessario che un testo così importante cresca con il dialogo e non sia uno strumento che fornisca ambiguità interpretative”.
Quindi, scrivono i presuli, “auspichiamo che si possa sviluppare nelle sedi proprie un dialogo aperto e non pregiudiziale, in cui anche la voce dei cattolici italiani possa contribuire alla edificazione di una società più giusta e solidale”.
 
Tutto qui? Sì, tutto qui.

Santa Caterina da Siena, intercedi per noi!

Oggi - mentre nell'antico Santorale è per domani 30 aprile - si fa memoria di Santa Caterina da Siena, la figlia di San Domenico che si sforzò di conoscere Dio in se stessa e se stessa in Dio e di rendersi conforme a Cristo crocifisso lottando con forza e senza sosta per la pace, per il ritorno del Romano Pontefice a Roma e per il ripristino dell'unità della Chiesa. 
La nostra Italia - insieme a tutto l'Occidente del quale è stata culla di civiltà - sta vivendo giorni particolarmente travagliati sui fronti spirituale, politico, identitario, sociale e antropologico. Affidiamo dunque l'Italia e gli italiani, così come tutto l'Occidente una volta cristiano, a santa Caterina da Siena, co-patrona d'Italia e d'Europa, figlia d'Italia e d'Europa, gloria d'Italia e d'Europa.
Rammentavamo in articoli precedenti le parole di Pio XII [qui] nel suo Discorso sui Patroni d'Italia (Caterina e Francesco), facendo anche risuonare dalla profondità dei secoli il grido di santa Caterina rivolto a vescovi e cardinali che assistono in silenzio allo scempio delle anime che viene perpetrato oggi col loro silenzio complice [qui].
Per onorarla e chiedere la sua intercessione, nonché per la nostra edificazione poiché nelle parole dei Santi risplendono le verità eterne, oggi vi propongo un brano tratto dai suoi scritti:
O Deità eterna, o eterna Trinità, che, per l’unione con la divina natura, hai fatto tanto valere il sangue dell’Unigenito Figlio! Tu, Trinità eterna, sei come un mare profondo, in cui più cerco e più trovo, e quanto più trovo, più cresce la sete di cercarti. Tu sei insaziabile; e l’anima, saziandosi nel tuo abisso, non si sazia, perché permane nella fame di te, sempre più te brama, o Trinità eterna, desiderando di vederti con la luce della tua luce.
Io ho gustato e veduto con la luce dell’intelletto nella tua luce il tuo abisso, o Trinità eterna, e la bellezza della tua creatura. Per questo, vedendo me in te, ho visto che sono tua immagine per quella intelligenza che mi vien donata della tua potenza, o Padre eterno, e della tua sapienza, che viene appropriata al tuo Unigenito Figlio. Lo Spirito Santo poi, che procede da te e dal tuo Figlio, mi ha dato la volontà con cui posso amarti.
Tu infatti, Trinità eterna, sei creatore e io creatura; e ho conosciuto – perché tu me ne hai data l’intelligenza, quando mi hai ricreata con il sangue del Figlio – che tu sei innamorato della bellezza della tua creatura.
O abisso, o Trinità eterna, o Deità, o mare profondo! E che più potevi dare a me che te medesimo? Tu sei un fuoco che arde sempre e non si consuma. Sei tu che consumi col tuo calore ogni amor proprio dell’anima. Tu sei fuoco che toglie ogni freddezza, e illumini le menti con la tua luce, con quella luce con cui mi hai fatto conoscere la tua verità. Specchiandomi in questa luce ti conosco come sommo bene, bene sopra ogni bene, bene felice, bene incomprensibile, bene inestimabile. Bellezza sopra ogni bellezza. Sapienza sopra ogni sapienza. Anzi, tu sei la stessa sapienza. Tu cibo degli angeli, che con fuoco d’amore ti sei dato agli uomini.  [Santa Caterina da Siena – Dal «Dialogo della Divina Provvidenza» (Cap. 167, Ringraziamento alla Trinità)]

Curare i pregiudizi con le scosse. Resilienza o reazione? Ma come e con chi?

Piuttosto cha la resilienza (la capacità di un individuo di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà) e che sa tanto di resistenza passiva, appena evocata dal nuovo Piano Nazionale - appunto - di Ripresa e Resilienza, occorrerebbe una pronta, unanime, sana, concreta e decisa reazione
Il momento è veramente grave. È ormai evidente che la “ripresa e resilienza” - next generation Italia, ora fondata sul Covid, è solo il pretesto per una duplice operazione dirigistica ideologicamente motivata:
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  1. da un lato l'Unione europea mira ad accrescere il potere di intermediazione della spesa pubblica;
  2. dall’altro, le priorità del piano – green e digitale – manifestate anche dall'entità dei finanziamenti stanno a dimostrare l'avanzamento di un’agenda di riconversione forzata dell’economia e della società, già ampiamente preesistente alla cosiddetta pandemia, che sembra aver silenziato tutte le forti istanze di ripresa dal basso fondate sulle capacità diffuse in ambito nazionale. Il che sarebbe fattibile attraverso il recupero di quelle  PMI e attività artigianali, commerciali, turistiche, culturali che costituiscono la struttura portante e l'espressione dell'ingegno e della creatività nazionali, ormai quasi tutte in ginocchio e a rischio di strangolamento definitivo dal prolungarsi delle restrizioni, con la conseguenza di vederle fagocitate e trasformate da soggetti sovranazionali  di ogni tipo e provenienza.
Risultato: ulteriore forte perdita di cultura e identità oltre che di sovranità, aggravata dagli ingravescenti effetti dell'invasione incontrollata, col paradosso di un'Italia blindata ma dai porti inesorabilmente e irresponsabilmente aperti.

mercoledì 28 aprile 2021

L'apostasia nella Chiesa

Qui i precedenti sul Sinodo per l'Amazzonia, veicolo della profanazione.
Profezia della beata Elisabetta Canori Mora 
(Roma, 1774 – Roma, 1825)

«Il dì 21 ottobre 1815, nella santa Comunione ebbi notizia dell’enorme attentato che si macchina dai persecutori della cattolica religione; pensano questi di spiantarla propriamente dalle sue radici. Pensano questi miseri di erigere templi alle false divinità nel grembo della cattolica Chiesa, nella residenza del romano Pontefice, del Vicario di Cristo! Pensare di erigere templi alle false divinità! Oh empietà, oh ardire esecrando! Piaccia a Dio che questo non accada, raccomandiamoci caldamente al Signore, perché vadano a vuoto i loro rei disegni. Guai a noi, poveri cattolici, se possono mettere in esecuzione quanto macchinano contro di noi ! “Tutti quelli che entreranno in queste assemblee, tutti moriranno!”, mi diceva il mio Signore. A questa parola l’anima mia si spaventò molto: “Mi intendi di qual morte intendo parlare?”, soggiunse il Signore, “intendo parlare di quella morte che toglie la fede alle anime”»

Il culto del covid: come sfuggire al totalitarismo patologizzato globale

Uno dei tratti distintivi del totalitarismo è il conformarsi delle masse a una narrazione ufficiale da psicopatici: non una narrazione perlomeno coerente, come quella della “Guerra Fredda” o della “Guerra al Terrore”, ma una ideologia delirante che ha scarsa o nessuna connessione con la realtà e che è contraddetta dai fatti.

Nazismo e stalinismo sono esempi classici, ma il fenomeno è anche osservabile nelle sette e in altri gruppi sociali (ognuno con la sua narrazione psicotica) come la famiglia Manson, il Tempio del Popolo di Jim Jones e Scientology. La natura delirante di queste narrazioni è palese per la maggior parte degli individui razionali. Quello che però molti non afferrano è che per coloro che cadono preda di esse (siano singoli membri di una setta o intere società totalitarie) tali narrazioni non vengono percepite come folli. Tutto nella loro “realtà” riafferma la narrazione, e quel che la la contraddice è percepito come una minaccia.

I tempi della paura. - Bernard Dumont

Riprendo di seguito, dall'Osservatorio Cardinale Van Thuân [qui], l’editoriale del numero 151 (Printemps 2021) della rivista “Catholica” a firma del suo direttore Bernard Dumond. Col motore di ricerca interno potrete trovare, nel blog, molti articoli interessanti tratti da Catholica.
Di dom Giulio Meiattini, oggetto di una delle interessanti citazioni di Dumont: qui un precedente articolo sul Sinodo per l'Amazzonia; qui, nella nostra traduzione, un altro articolo su Amoris Laetitia tratto da Catholica; qui un'intervista rilasciata al Tagenpostqui la presentazione del libro Monaci nel mondo monaci nel cuore.

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I tempi della paura
Bernard Dumont

Nel 2009, Jaques Attali, che assume volentieri il compito di consigliere del principe, fece una affermazione che oggi acquista un rilievo particolare: “La storia ci insegna che l’umanità non si evolve in modo significativo se non quando ha veramente paura”.

La frase è ampollosa ma dietro la genericità della proposta nasconde una intenzione politica. Coloro che intendono approfittare di un’occasione come quella dell’attuale attacco virale mondiale possono orientare il corso delle cose nel senso che a loro conviene, ottenendo la sottomissione delle masse attraverso mezzi psicologici piuttosto che attraverso l’uso della sola forza. In questa visione che possiamo chiamare di economia, è del tutto naturale che l’utilizzo della paura sia un ingrediente privilegiato della fabbrica del consenso, dalla propaganda di guerra fino alla “comunicazione sociale”. Si tratterà quindi di alternare seduzione e minaccia, promesse di protezione e annuncio delle peggiori calamità in funzione dell’accettazione o del rifiuto delle costrizioni imposte.

martedì 27 aprile 2021

Maccarese, alla processione di San Giorgio cartelli contro Papa Francesco “l’eretico”

La gravità di certi atti è tale da scontrarsi col sensum fidei dei piccoli. Anche se la fonte stigmatizza il comportamento dei fedeli, l'accaduto ne rivela il malessere e lo sconcerto.
Vedi : Il segno inquietante di un 'vuoto simbolico' dopo il culto della pachamama a San Pietro e l'indice degli articoli sul Sinodo per l'Amazzonia.

Fiumicino – “Viva San Giorgio al rogo la Pachamama con il suo falso Papa. Nel nome di Gesù, o San Giorgio, difendi Maccarese dal demonio”. 
[Vedi anche i manifesti: "Al rogo la Pachamama con il suo falso Papa": il riferimento è al Sinodo sull'Amazzonia del 2019 - cliccare sull'immagine per ingrandire]
Questa la scritta apparsa sui cartelli disseminati lungo il percorso della processione di San Giorgio, che la Chiesa ricorda ogni anno il 23 aprile, giorno – tra l’altro – dell’onomastico di Francesco, al secolo Jorge Mario Bergoglio. Fogli che hanno un chiaro riferimento a quanto accaduto nel 2019 durante la celebrazione del Sinodo per l’Amazzonia, svoltosi in Vaticano per volere di Papa Francesco, il quale fu accusato di eresia. [...] Fonte

L’islam radicale conquista l’Olanda: «Ormai c’è una società parallela»

La coraggiosa denuncia della musulmana di origine afghane Shirin Musa: «La tolleranza è eccessiva. Nelle moschee si predicano matrimoni forzati e mutilazioni genitali femminili. Neanche in Arabia Saudita avviene più»

L’islam radicale conquista l’Olanda:
«Ormai c’è una società parallela» 

«La mutilazione genitale femminile non viene più predicata neanche in Arabia Saudita o nel Kuwait, ma in Olanda sì!». È la coraggiosa denuncia della musulmana di etnia hazara Shirin Musa, direttrice dell’associazione Femmes for Freedom. Musa, di origini afghane, è emigrata in Olanda dal Pakistan, dove la famiglia era fuggita dall’estremismo islamico, con la sua famiglia quando aveva solo sei mesi e oggi si definisce orgogliosamente «olandese».

L’islam radicalizzato in Olanda

In un’intervista a Le Figaro, Musa denuncia fino a che punta l’estremismo islamico abbia preso piede in Olanda. Se infatti da un lato vede una «emancipazione positiva, un rinascimento delle comunità musulmane che si sentono europee e olandesi e augurano il meglio al loro paese», dall’altro «c’è una emancipazione negativa che tende all’estremismo. Anche noi abbiamo avuto musulmani che sono partiti per combattere per lo Stato islamico in Siria. Ma uno dei problemi maggiori, qui, sono i finanziamenti stranieri che avvelenano le comunità musulmane e le radicalizzano».

lunedì 26 aprile 2021

«Per ripristinare l'onore dei nostri governanti» : 20 generali rivolgono un appello a Macron per difendere il patriottismo

Riprendo nella nostra traduzione dal settimanale francese Valeurs actuelles la lettera-appello rivolta al Presidente della Repubblica Macron e a tutti i rappresentanti parlamentari. Una lettera drammatica e senza precedenti, su iniziativa di Jean-Pierre Fabre-Bernadac, ufficiale di carriera e direttore del sito Place Armes, alla quale hanno aderito una ventina di generali, un centinaio di alti ufficiali e più di mille altri soldati. Una situazione che non ci lascia indifferenti perché purtroppo la condividiamo. E dove sono i nostri generali?

Signor Presidente,
Signore e signori del governo,
Signore e signori parlamentari,
 
L'ora è seria, la Francia è in pericolo, svariati pericoli mortali la minacciano. Noi che, anche in pensione, rimaniamo soldati di Francia, non possiamo, nelle attuali circostanze, restare indifferenti alle sorti del nostro bel Paese.

Le nostre bandiere tricolori non sono solo un pezzo di stoffa, ma simboleggiano la tradizione, attraverso i secoli, di coloro che, indipendentemente dal colore della pelle o dal credo, hanno servito la Francia e dato la vita per lei. Su queste bandiere, troviamo, in lettere d'oro, le parole "Onore e Patria". Ora, il nostro onore oggi sta nel denunciare la disintegrazione che sta colpendo il nostro paese.

La fede deve essere pubblica e «infettare la vita», dice il Vescovo di Macerata

Riprendiamo un breve stralcio della Lettera Pastorale 2021-2022 che il vescovo di Macerata, monsignor Nazzareno Marconi, ha scritto alla sua diocesi con un titolo significativo: «Per una Chiesa viva e non sopravissuta». Quello che ci è mancato - e per molti soprattutto legati al Rito antico ancora manca -, prim'ancora che tutte le altre dure restrizioni sul piano umano e relazionale, anche in ambito ecclesiale, è la libertà di poter rendere il culto pubblico dovuto al Signore con la rinuncia a tante Sante Messe e la privazione della grazia sacramentale che ne scaturisce. Vedi qui sulla Chiesa in tempo di pandemia.

(…) L’antropologia cristiana tripartita insegnata da san Paolo (1Tess 5,23): spirito, psiche e corpo, ci mette sull’avviso del fatto che una persona sana può cadere in una malattia sia fisica, che psichica che spirituale. Questa pandemia è così preoccupante, perché con le sue conseguenze mette a repentaglio tutti e tre gli aspetti della sanità personale.

Come Chiesa non possiamo preoccuparci solo del rischio per la salute fisica e mentale, ma dobbiamo farlo anche per quello di una malattia dell’anima, provocata dall’isolamento nella vita di fede. Una semplice riflessione ci offre quasi una controprova della verità di questo assunto. Se infatti come dice un pensiero moderno molto diffuso: la fede fosse una cosa intima, privata, da vivere da soli e nel nascondimento, questo tempo di isolamento avrebbe dovuto segnare il trionfo della fede, l’aumento della devozione, la crescita esponenziale della preghiera. Che ognuno legga il suo cuore con verità: è stato vero per te? Davvero il lockdown ha fatto crescere la tua fede, aumentato i tuoi tempi di preghiera, ha riempito di Dio gli spazi vuoti delle tue giornate? Per tanti, se non per tutti, non è stato così, perché la fede ha una essenziale e profonda radice sociale, fraterna, comunionale. Non si vive bene da soli, né si crede bene da soli. D’altra parte la Bibbia lo dice con chiarezza fin dal suo inizio: “Il Signore Dio disse: «Non è bene che l’uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile»” (Gn 2,18). 

Bergoglio e la sua religione mondiale

Ne abbiamo dato notizia qui

Bergoglio e la sua religione mondiale 
Segnala un lettore: "Nella foto vedete il "Palazzo della pace e della riconciliazione", conosciuto anche come la "Piramide della pace e dell’accordo" (per chi conosce lo stile e il linguaggio, il nome rivela la matrice), ed è un edificio alto 77 metri, situato ad Astana, la capitale del Kazakistan ed inaugurato alla fine del 2006. La Piramide è stata appositamente costruita per ospitare il congresso dei 200 delegati delle principali religioni e fedi del mondo che si riuniscono ogni 3 anni, ma quest'anno la riunione avrà una missione speciale e soprattutto un ospite speciale: il signor Bergoglio che si presenta come successore di Pietro e dunque papa. Mi astengo qui dal ripetere cose già dette mille volte in questi 8 anni, ne dico solo una: quella del signor Bergoglio è una "chiesa plurale, umana, mondiale ed ecumenica", mentre quella a cui sono stato battezzato io è "La Chiesa, Una, Santa, Cattolica e Apostolica" e crede in un solo Signore, Gesù Cristo. Non nel G.A.D.U. (Davide Lovat)"

domenica 25 aprile 2021

"La vita deve essere aperta al rischio. Ecco perché il coprifuoco è sbagliato"

Matteo Carnieletto intervista il professor Simone Regazzoni: "Noi dobbiamo fare una battaglia non solo per sopravvivere ma per sentirci vivi, per sentire tutta la forza della vita. Senza disciplina manca la forza che dice: "Bene, passato il colpo traumatico troviamo la modalità per tornare là fuori" (...) C'è una partita interessante da giocare ora, ed è davvero la partita della vita".

"La vita deve essere aperta al rischio.
Ecco perché il coprifuoco è sbagliato"

"Abbiamo affrontato un fenomeno complesso come il Covid-19, articolato su più livelli della vita sociale e privata delle persone, solo in termini di salute. Così facendo, il discorso sanitario è diventato l'unico modo per risolvere questo problema. Abbiamo considerato i virologi - che come sempre accade nella scienza non hanno nessuna verità oggettiva e procedono per tentativi ed errori - come fossero i custodi di una verità a cui affidare la riorganizzazione intera sia dello spazio pubblico che privato. Se questo era comprensibile quando la pandemia è iniziata, è stato un errore grave continuare a farlo per gestire l'emergenza nel corso dell'anno seguente". Così Simone Regazzoni, filosofo, allievo di Jacques Derrida, amante (e praticante) degli sport di contatto.

Professore, è da un anno che, a targhe alterne, veniamo confinati in casa. Come mai?
Il primo grande errore è stato di mentalità: abbiamo risposto con una mentalità ristretta che ragionava solo in termini di sopravvivenza al problema Covid. Ora ci chiedono di continuare a usarla anche per il futuro, proprio ora che il fenomeno inizia ad avere una portata diversa attraverso i vaccini e altri tipi di risorse. Continuiamo ad avere i medici che, in tv, fanno il loro discorso a mo' di predica; hanno assunto un ruolo diverso dal medico, a metà strada tra un prete e un poliziotto: fanno la morale e pretendono che la loro morale abbia forza di legge. La politica troppo spesso è subalterna.

Se a dirlo è la Croce Rossa? E che dire dei costi umani dei protocolli di cure domiciliari?

Incontrato su Facebook: si tratta di un volantino della Croce Rossa Italiana (cliccare sull'immagine per ingrandire). 
A sinistra riporta le regole per i non vaccinati: “usare la mascherina, mantenere la distanza e igienizzare le mani” e le conseguenze in caso di mancato rispetto: “essere contagiato” e “contagiare (se positivo)”. 
A destra, riporta le regole per le persone già vaccinate: “usare la mascherina, mantenere la distanza e igienizzare le mani” e relative conseguenze: “essere contagiato” e “contagiare (se positivo)”. 
L'unica cosa che cambia è la riduzione del rischio di ammalarsi gravemente. Ma vale la pena fare da cavie con i rischi annessi e connessi solo per un risultato nemmeno scontato, visto che ci sono stati anche casi di acquisita maggiore sensibilizzazione al virus? Non è questione di avere le traveggole e non sono errori di stampa... Avuto riguardo alla fonte, quali altre maschere cadono? E perché non ci sono reazioni?
E, sempre a proposito di maschere che cadono, nell'agghiacciante silenzio e dunque nella connivenza di chi avrebbe autorità per intervenire, aggiungo il post di un lettore. Situazione inaudita, se non surreale, direi... Tra l'altro alla fine il lettore mette a raffronto i costi per la sanità pubblica. Ma dei costi umani ne vogliamo parlare?
Effetto Speranza

sabato 24 aprile 2021

Dove porta la guerra global ai classici

Vedi precedenti sulla “cancel culturequiqui - qui - qui - qui - qui - qui. L'imbarbarimento planetario sembra avanzare inesorabilmente.

Come spiegare la guerra ai “classics” che si allarga negli Stati Uniti e pure sull’altra sponda dell’Atlantico e trova oggi conforto e rinforzo con l’arrivo alla casa Bianca dei progressisti e antirazzisti Joe Biden e di Kamala Harris? È stata proprio la “sua università”, quella da cui proviene la vice nera di Biden, la Howard University di Washington, a fare da capofila nell’opera di demolizione e di epurazione dei classici dagli studi. Trattandosi di un’università simbolo degli afro-americani, assume un significato speciale. La cacciata dei classici dalle università, non solo dunque del “conquistatore” Cristoforo Colombo ma dei grandi poeti, pensatori e letterati della tradizione antica, greco-romana ed europea, è diventata ora il simbolo della lotta dei neri contro la “supremazia” dei bianchi. La cultura è vista come un segno di violenza, schiavismo e sottomissione coloniale che l’occidente avrebbe esercitato sulle popolazioni indigene di tutto il mondo. Anche i capolavori della letteratura vengono sottoposti alla censura postuma e vengono giudicati dai tribunali e dalle piazze, dai MeToo e dagli Antifa, e non più nelle sedi letterarie in ragione del loro valore. Il significato umanistico viene sottomesso al valore umanitario e sottoposto al Tribunale Permanente dei Diritti Umani Violati.

La spada della giustizia - don Elia

Premetto qualche osservazione all'efficace esposizione che segue. Non penso che la protesta sia sterile o controproducente. Poter esprimere il dissenso è un aspetto della libertà e, soprattutto non rende complici di un sistema, già estremamente vessatorio, che ci mette all'angolo etichettandoci in tanti modi arbitrari proprio per silenziare le voci fuori dal coro, al fine di incrementare il pensiero unico e creare schiavi senza volto irreggimentati remissivi e sottomessi. Certo non basta protestare. Oltre a resistere anche nella preghiera, concordo sull'opportunità delle azioni legali, quando è il caso, e anche dell'iniziativa personale di non farsi succubi di imposizioni quando sono senza senso come, ad esempio, il coprifuoco o la mascherina all'aperto in assenza di altre persone...

Framea, suscitare adversus eos, qui dispergunt gregem meum (dall’Ufficio della Settimana Santa). 
Era tutto pianificato da tempo: un virus mai isolato, dietro il cui nome si nasconde un fascio di agenti patogeni creati in laboratorio, di diversa carica infettiva e impatto sulla salute; una dittatura sanitaria globale, attuata con misure tanto irrazionali quanto devastanti a tutti i livelli; una pseudo-vaccinazione di massa che fa ammalare la gente piuttosto che prevenire il morbo; una progressiva sottomissione dei popoli, che spontaneamente si consegnano ai carnefici scambiandoli per salvatori; l’instaurazione di un governo mondiale esemplato sul regime cinese, enorme laboratorio sperimentale che sta proseguendo il lavoro iniziato con quello nazista e quello sovietico. Tale obiettivo presuppone una totale omologazione dell’umanità nella lingua, nella cultura, nella religione e nello stile di vita: i sopravvissuti alla strage da vaccino, non più numerosi di quanto necessario, dovranno essere tutti uguali e funzionare allo stesso modo, controllati a distanza mediante nanotecnologia impiantata nel corpo. A quale scopo? Apparentemente, per il bene degli uomini e per la preservazione della casa comune; in realtà, per il potere assoluto di una manciata di psicopatici che si son presi per Dio.

venerdì 23 aprile 2021

Spigolature. Regime attuale: nello Stato e nella Chiesa

La fede cattolica è prima religione e poi politica. Se togli la religione hai l'idolatria e se togli la politica hai il fariseismo. Cesare ha autorità legittima se obbedisce a Dio. Quando diventa una mera posizione politica ha già perso. Così è quando non diventa una posizione politica affatto. Primato dello spirituale e eccellenza dell'azione politica cattolica.
Cesare
Molti tradizionalisti confondono, a mio parere a torto, la "democrazia" (cioè la sovranità popolare) con la "sovversione". Lo fanno per precise ragioni storiche. Al contrario il regime democratico (popolare) è perfettamente legittimo laddove riconosca nella legge naturale (o meglio ancora: nei dieci comandamenti) il limite del proprio agire. 
Il problema della democrazia moderna è il laicismo, cioè il nichilismo mascherato. Cioè l'esplicito rifiuto del fondamento sacrale. Ebbene, il laicismo è tipico del liberalismo, non della democrazia (cioè del potere gestito direttamente dal demos). 
La democrazia laicista è la democrazia liberale - quella che si impone dalla Rivoluzione francese, ma anche inglese e americana - non il principio della sovranità popolare nei limiti della legge naturale. 
Il vero problema è l'assenza di limiti sacrali e morali e la mancanza di fondamento trascendente, che noi associamo alla democrazia come storicamente si è affermata. È la secolarizzazione, il problema. Non l'idea della legittima sovranità popolare. 
Si può preferire la sovranità di uno (monarchia) o la sovranità di pochi (aristocrazia). Ma un regime democratico è perfettamente legittimo, purché non dia al popolo (demos) che lo governa un arbitrio assoluto. Tra l'altro oggi l'arbitrio assoluto lo detiene un'élite, un'oligarchia, che ben lungi dall'essere aristocratica (cioè composta dai "migliori") è composta da finanzieri, affaristi, burocrati, politicanti. I peggiori, in pratica. Cioè gli "uomini-massa" (non popolo, ma sradicati) per eccellenza. (Martino Mora)
* * *
Chiesa
Tutto oramai si divide in due. Di qua la realtà e la fede, di là l'irrealtà e la gnosi. Del resto satana, nell'eterno ripetersi del suo orgoglio, non farà che costruire mondi irreali, sogni di gloria, conoscenza del nulla, senza alcuna consistenza, senza nessun volto di bimbo da accarezzare, senza alcun padre a cui baciare le mani.
Il ritorno degli idoli, ciclicamente rampanti. La novità sta dove - chi onora il Vivente - sa: frondosi rami di nulla sono entrati nella Casa di Dio e il Portinaio li coltiva come fossero figli suoi. L'albero dell'irrealtà darà frutti di nulla. I nostri frutti, per ora, sono lacrime e pazienza. (Rosario Del Vecchio)

giovedì 22 aprile 2021

Dante universale non globalista

Intervista a Marcello Veneziani su Dante per la rivista Il Timone.
Veneziani, lei sostiene che l’Italia non fu fondata da un condottiero ma da un poeta, perché?

Prima di diventare uno stato o un regno unito l’Italia fu unificata dalla lingua e dalla cultura. L’unità letteraria precede di secoli la più recente, e controversa, unificazione politica, militare, dinastica. L’Italia, sostengo nel libro, è una nazione culturale, nata dall’arte, dalla letteratura. E prima che una nazione, l’Italia fu una civiltà, una koinè, derivata dall’Impero romano e dalla cristianità, dal diritto romano e dal cattolicesimo romano. Dante è il primo ad avere questa visione e pone le basi della lingua attraverso l’apologia e l’adozione del volgare illustre come lo definiva. Per questo davvero Dante può definirsi “nostro padre”, fondatore d’Italia oltreché della lingua italiana, precursore di quel fremito spirituale e civile che poi si ritrovò nei secoli e nell’espressione stessa di Risorgimento.

Hong Kong. Chi lotta per la libertà paga il prezzo del coraggio.

Nella nostra traduzione da UcaNews un articolo di P. Gianni Criveller, del Pontificio Istituto Missioni Estere, nonché decano degli studi e docente alla Scuola Internazionale Missionaria di Teologia del PIME a Milano, sulla vicenda dei testimoni per la libertà - alcuni cattolici - condannati ad Hong Kong per aver manifestato pacificamente. Qui indice articoli sulla questione Sino/Vaticana

Hong Kong, come l’abbiamo conosciuta, non esiste più. L'ho scritto da tempo, ma il 16 aprile è stato uno dei giorni più tristi, anche a livello emotivo personale, da quando la libertà è morta nell’ex colonia britannica il 1° luglio 2020.

Nove leader dell’opposizione democratica sono stati condannati dopo essere stati incriminati per assemblea illegale. Le rispettive sentenze variano, ma alcuni hanno avuto la sospensione della pena, compreso l’82enne Martin Lee, forse a causa della sua età avanzata. Alcuni cari amici sono stati imprigionati, tra cui Lee Cheuk-yan, Cyd Ho e Leung Kwok-hung. Anche il magnate cattolico dei media Jimmy Lai è stato imprigionato. Sono già in carcere i giovani Joshua Wong e Agnes Chow.

mercoledì 21 aprile 2021

21 aprile 2774 ab Urbe condita. Urbs Æterna.

La città delle chiese, delle rovine grandiose, della stratificazione di vestigia artistiche incomparabili; ma anche dei ristoranti, dei parchi, della cultura plurimillenaria. Nonostante la patina di inefficienza e corruzione rimane, nei secoli, Urbs Æterna.

Nessuna città vince o vincerà il destino di Roma. Gerusalemme e il suo popolo non sono più la città e il popolo di Dio: Roma è la nuova Sion, e romano è ogni popolo che vive di fede romana. Città più popolose e ampie ha il mondo e ne vanno superbe le genti; città sapienti ebbe la storia delle Nazioni; ma città di Dio, città della Sapienza incarnata, città di un magistero di verità e di santità, che tanto sublima l’uomo da elevarlo sull’ara fino al cielo, non è che Roma, eletta da Cristo «per lo loco santo, u’ siede il successor del maggior Piero» (Inf., II, 23-24).
Cardinale Eugenio Pacelli, Il sacro destino di Roma - Discorsi e Panegirici (1931-1938), XXXV, pp. 509-514)
* * *
Che n'è della romanitas?
Sulle meraviglie del Pantheon vedi qui - qui - qui.
Oggi, 21 Aprile, ricorre il Natale di Roma, fondata da Romolo, secondo la tradizione, nell'anno 753 a.C. Gli inglesi festeggiano il compleanno della regina Elisabetta II. Quando nacque c'era ancora l'impero britannico, occupante un quinto del globo terracqueo. Noi festeggiamo qualcosa di più importante, trattandosi della Città Eterna, come viene ancora chiamata. Esiste da 28 secoli circa.
Ma cosa è rimasto della "romanità" oggi? Niente, apparentemente. Né della Roma pagana né di quella cristiana. Abolendo il latino come lingua liturgica [qui] la Gerarchia cattolica attuale ha inflitto un vulnus micidiale agli studi classici, interrompendo in pratica il nesso tra pensiero classico e cristianesimo. Il cattolicesimo è diventato un coacervo di riti e chiese nazionali, in innumerevoli lingue e dialetti; un coacervo di "conferenze episcopali nazionali", caricature del parlamentarismo che ben conosciamo, con tutti i suoi difetti.
La "romanità" significava unità di comando e disciplina, senso del diritto e della "res publica", nell'unità del dogma (per la Chiesa) ma nel giusto rispetto delle autonomie locali. Unità in funzione di un'idea universale, prima di potenza terrena, aggressiva ma anche civilizzatrice, poi di potenza spirituale, di conversione delle anime a Cristo, per il Regno dei Cieli. 

Inno a Roma
Roma divina, a te sul Campidoglio
dove eterno verdeggia il sacro alloro,
a te, nostra fortezza e nostro orgoglio,
ascende il coro.

Salve, Dea Roma! Ti sfavilla in fronte
il sol che nasce sulla nuova Storia.
Fulgida in arme, all'ultimo orizzonte,
sta la Vittoria.

Sole che sorgi libero e giocondo,
sul Colle nostro i tuoi cavalli doma:
tu non vedrai nessuna cosa al mondo
maggior di Roma.
Per tutto il cielo è un volo di bandiere
e la pace del mondo oggi è latina.
Il tricolore canta sul cantiere,
su l'officina.

Madre di messi e di lanosi armenti;
d'opere schiette e di pensose scuole,
tornano alle tue case i reggimenti
e sorge il sole.

Sole che sorgi libero e giocondo...

(Fausto Salvatori - messo in musica
da Giacomo Puccini)

Bergoglio. Le parole e i fatti...

Senza commenti. C'è tutto nell'immagine. Qui il riferimento a p. Reese

Il Vescovo Athanasius Schneider risponde al Nuovo Movimento Pro-life

Il Vescovo Athanasius Schneider risponde alla lettera aperta del Nuovo Movimento Pro-life [qui].
Athanasius Schneider
Episcopus titularis Celerinensis et
Auxiliaris Sanctae Mariae in Astana

P.O.Box 622, 010010 Nur-Sultan, Kazakhstan
athanasius.schneider@gmx.net; Tel. 007-777-7016863

Nur-Sultan, 21 aprile 2021
Ai Presidenti Mirco Agerde, Gianfranco Amato, Antonio Brandi, Giorgio Celsi, Francesco Fontana, Giovanni Formicola, Massimo Viglione
Sia lodato Gesù Cristo! Stimati signori,
Al caos morale che sembra imporsi ormai nel mondo, alle derive transumaniste che vanno facendosi sempre più esplicite, alla cultura di morte che domina le legislazioni degli Stati contemporanei è necessario opporsi con forza, risolutamente, con l’integralità della verità e l’intransigenza della volontà nel bene.
Ecco la necessità d’un nuovo movimento pro-life, senza compromessi, senza complessi d’inferiorità innanzi al mondo, mai subalterno alle ideologie della modernità. Un movimento pro-life che affermi con coraggio e fermezza l’assoluta illiceità di qualunque attentato alla vita umana innocente dal concepimento alla morte naturale. Questo nuovo movimento pro-life non può tacere su quella mostruosa e globale struttura di peccato che grida vendetta al cospetto di Dio: l’utilizzo abituale da parte dell’industria farmaceutica, cosmetica e alimentare di cellule umane ricavate da embrioni e feti abortiti.
Lo sfruttamento, come riserva di materiale biologico, di embrioni e feti umani è un abominio cui ogni uomo ragionevole e di buona volontà dovrebbe opporsi denunciandone la natura perversa e diabolica.
Ringrazio di cuore Voi, stimati signori Mirco Agerde, Gianfranco Amato, Antonio Brandi, Giorgio Celsi, Francesco Fontana, Giovanni Formicola, Massimo Viglione per la Lettera aperta che avete voluto indirizzarmi. Ringrazio le realtà associative di cui siete guida: il Movimento Mariano Regina dell’Amore, l’Associazione Giuristi per la Vita, l’Associazione Pro Vita & Famiglia, l’Associazione Ora et labora in difesa della vita, l’Associazione Iustitia in Veritate, la Comunità Opzione Benedetto, la Confederazione dei Triarii. Vi ringrazio per l’impegno a costituire in Italia quel nuovo movimento pro-life di cui c’è assoluto bisogno. Ringrazio anche gli sottoscrittori della Lettera, medici, giuristi, uomini di cultura e di scienza.
Spero che questa vostra nobile e coraggiosa iniziativa in Italia possa ispirare iniziative simili in altri Paesi. Invoco la benedizione Divina su tutti coloro che appoggiano questa iniziativa.

Dichiarazione dell’Arcivescovo Carlo Maria Viganò a proposito della “Fifth International Vatican Conference”

Interventi precedenti e correlati qui.

Dichiarazione
dell’Arcivescovo Carlo Maria Viganò
A proposito della
“Fifth International Vatican Conference”

Dal 6 all’8 Maggio 2021 si terrà la quinta International Vatican Conference, dal titolo Exploring the Mind, Body & Soul. Unite to Prevent & Unite to Cure. A Global Health Care Initiative: How Innovation and Novel Delivery Systems Improve Human Health In che modo innovazione e nuovi sistemi di distribuzione migliorano la salute umana. L’evento è ospitato dal Pontificio Consiglio della cultura, dalla Cura Foundation, dalla Science and Faith Foundation e dalla Stem For Life [qui - noi qui].

Dei partecipanti e dei temi trattati alla Conferenza ha dato notizia Michael Haynes su LifeSiteNews (qui), riportando tra gli altri i nomi del famigerato Anthony Fauci, i cui scandalosi conflitti di interesse non hanno impedito che si impadronisse della gestione della pandemia negli Stati Uniti; di Chelsea Clinton, seguace della Chiesa di Satana e convinta abortista; del guru New Age Deepak Chopra; di Dame Jane Goodall, ambientalista ed esperta di scimpanzè, dei CEO di Pfizer e Moderna, degli esponenti di Big Tech e tutto un repertorio di abortisti, malthusiani e globalisti noti al grande pubblico. La conferenza ha reclutato come moderatori cinque celebri giornalisti esclusivamente da organi di stampa di sinistra come CNN, MSNBC, CBS e Forbes.

martedì 20 aprile 2021

Saggio di Paolo Pasqualucci «Instrumentum diaboli» - Le eresie della “teologia india”

Ѐ uscito il saggio di Paolo Pasqualucci «Instrumentum diaboli» - Le eresie della “teologia india” nello “Instrumentum laboris” per l’Amazzonia gradito da papa Francesco, Ed. Solfanelli, pag.176, Euro 12. Potete trovarne una sintesi significativa da noi pubblicata qui successivamente sviluppata nel saggio. Richiamo anche l'indice dei numerosi articoli del funesto evento, apice di tutte le profanazioni.

Per procedere all'acquisto [qui]
Il Libro:
Il fine del presente lavoro è soprattutto quello di fornire ai fedeli ampi materiali per poter rendersi conto dell’abisso nel quale stiamo precipitando noi cattolici, vergognosamente traditi dai propri Pastori.
Il Sinodo dei Vescovi riunitosi nell’autunno 2019 per discutere di una nuova evangelizzazione per l’Amazzonia, sulla base di un elaborato Instrumentum laboris o “strumento di lavoro”, approvato praticamente in blocco dal Papa alcuni mesi dopo, ci viene a dire che dobbiamo ora venire istruiti nella “teologia india” e dare ampio spazio alle donne nella struttura gerarchica e di insegnamento della Chiesa ossia alla “teologia femminista” professata dalla gran maggioranza di loro.
Queste pseudo-teologie sono e restano per ovvie ragioni un oggetto misterioso per la stragrande maggioranza di tutti noi. Quest’ignoranza favorisce l’azione eversiva di Pastori che da troppo tempo ormai sono cattolici solo di nome, ci lascia senza difesa contro l’assalto dei nemici esterni e dei lupi travestiti da agnelli oggi pullulanti nella Gerarchia, a cominciare dai vertici.
L’esposizione analitica della “teologia india” da me fatta qui, ha necessariamente implicato un’esposizione realistica delle antiche religioni amerindie, culti satanici se mai ve ne furono, sulle quali i ‘teologi indi’ glissano alla grande, limitandosi ad elogiarle sobriamente in quanto culti della supposta “sapienza” degli antenati, da venerare per questa ragione.

Dodici anni di rito antico a Lecce. Il cammino della Messa Tridentina

Buone notizie da Mil. Laus Deo!
Sono passati dodici anni da quella Domenica in albis del 2009 quando, ad iniziativa di un piccolo gruppo di fedeli, ritornava a Lecce in forma pubblica la messa secondo il messale antico.
L’anno precedente era stata presentata all’arcivescovo Ruppi una richiesta e grazie alla disponibilità di mons. Giancarlo Polito, la prima messa fu celebrata in San Matteo da don Joseph Luzuy che negli anni successivi, con cadenza quasi mensile, veniva a Lecce per la celebrazione e per la direzione spirituale del gruppo. Cresceva così un legame forte tra i fedeli salentini e l’Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote (Icrss), di cui don Joseph è ora superiore per l’Italia, pur mantenendo il gruppo un costante e fecondo rapporto con il clero diocesano: dapprima mons. Giancarlo Polito, poi Padre Domenico Pulimeno ofm e infine, per tanti anni, mons. Angelo Renna hanno assicurato in San Matteo, in Santa Chiara e in San Francesco di Paola, la celebrazione della messa domenicale tridentina.

Εἰς τὰ ἴδια. Nella Riparazione del discepolo amato, il compimento della Corredenzione di Maria

Torniamo su una meditazione mariana di cui fare tesoro in questa temperie oscura. Precedenti qui
Richiamo l'attenzione sulla stupenda corrispondenza di amorosi sensi tra Maria e Giovanni in questa immagine tratta dalla Crocifissione di un anonimo del XII secolo presente nella Basilica di Santa Chiara in Assisi. 
Lo sguardo sereno di Maria e la posa composta di Giovanni posti sotto il costato grondante del Crocifisso dicono il reciproco affidamento e la costituzione della prima comunità. La donna con una mano sotto il mento ad indicare la sua operosa pensosità e con l’altra rivolta al Figlio, unico riferimento per tutti. Giovanni poi sembra ricevere direttamente dalla ferita di Gesù il colore del suo mantello che cinge in segno di servizio con la mano sinistra. Anche la sua destra indica Gesù, di cui era discepolo prediletto. Essere insieme prossimi e sereni ai piedi della croce è un invito. Guardarsi sorridenti pur nella tragicità dell’evento è una proclamazione di un principio e l’indicazione di uno stile. Anche di coloro che pur “non avendo visto crederanno”. [Fonte del bellissimo commento a corredo del particolare dell'immagine del Crocifisso che parlò a San Francesco della quale nel testo che segue è riportata la parte superiore] 

Εἰς τὰ ἴδια. Nella Riparazione del discepolo amato,
il compimento della Corredenzione di Maria

In questo tempo di gioia pasquale, seppur resa meno fervida dall’amarezza che i cattolici provano per l’ora presente che la Santa Chiesa sta vivendo, risalire il Golgotha e tornare ad immedesimarci nella Passione e Morte del nostro Salvatore ci potrebbe apparire fin troppo penoso. Ma è opportuno tornarvi, anche a cagione di questa nostra perdurante mestizia, così come facciamo ogni volta che uniamo il nostro personale sacrificio a quello dell’unica Vittima necessaria durante la celebrazione del Sacro Rito della Messa. Dovendo trattare, per quanto sinteticamente, della Riparazione operata in modo singolarissimo dal discepolo che Gesù amava, è impreteribile riandare a quel che avvenne ai piedi della Croce così come ce lo riporta l’unico evangelista che ne fu testimone oculare:
Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé (Gv 19,25-27).
Va innanzitutto segnalata la non perfetta aderenza di questa traduzione presentata nell’ultima edizione della Bibbia della Conferenza Episcopale Italiana, là dove omette di specificare l’articolo determinativo: γύναι, ἴδε ὁ υἱός σου (gýnai, ide ho hyós su), “donna, ecco il tuo figlio”[1]; ἴδε ἡ μήτηρ σου (ide hē mḕtēr su), “ecco la tua madre”. Così commenta questo passo evangelico un acuto esegeta quale fu Origene (†254): Gesù dice a sua madre: «Ecco il tuo figlio» (e non già: «Ecco, anche questo è tuo figlio») . Sant’Agostino (†430) è in verità più prudente: il maestro dei santi … provvide lasciando il discepolo quasi come un altro figlio che prendesse il suo posto[2]. Vedremo, tuttavia, che in questo caso l’audace esegesi dello scrittore cristiano avrà tracciato un solco più profondo, e perciò più fertile, di quello del grande Padre della Chiesa.

lunedì 19 aprile 2021

Per un nuovo Movimento per la Vita. Lettera aperta al Vescovo Athanasius Schneider in adesione al suo Appello

Testo della lettera aperta inviata a monsignor Athanasius Schneider in adesione al suo intervento del 19 febbraio scorso a difesa della vita, sempre e comunque, anche contro le medicine contaminate dall’aborto e l’abuso di parti del corpo del nascituro.

Ecc.za Ill.ma e Rev.ma
Mons. Athanasius Schneider
Vescovo titolare di Celerina
Vescovo Ausiliare di Maria Santissima in Astana

Eccellenza Rev.ma,
molti in tutto il mondo hanno letto l’intervento di V.E. del 19 febbraio 2021 – Unmasking COVID-19: Vaccines, Mandates, and Global Salute – con grande consolazione, riconoscendovi una voce di verità, rara e preziosa.
Anche in Italia, associazioni e gruppi impegnati in favore del diritto alla vita non sono rimasti indifferenti. Molti hanno trovato nell’appello di V.E. ad un «nuovo movimento per la vita», che combatta «in modo chiaro e inequivocabile, contro le medicine contaminate dall’aborto, contro l’abuso di parti del corpo del nascituro», un potente stimolo a ripensare l’azione, non abbandonando certo la meritoria battaglia sin qui condotta nei decenni, ma anzi portandola a coerente completezza nella nuova prospettiva d’una critica integrale relativa alla legittimità etica e giuridica dell’uso di cellule embrionali e fetali nell’ambito della sperimentazione e dell’industria farmaceutica, cosmetica (e affini).
Questa nostra vuole essere appunto una risposta di adesione al suo appello del 19 febbraio.

Sulla legge Zan e i baluardi mediatici in chiave ideologica che la ripropongono compulsivamente

Temi da non passare sotto silenzio e da continuare a riproporre perché i rischi aumentano. Incredibile che nella crisi epocale che stiamo vivendo si considerino prioritari temi come questo.
Precedenti quiqui - qui
In merito alla legge Zan, baluardo mediatico degli ultimi tempi, ribadiamo quanto già scritto in altre occasioni. Al di là dell'opportunismo politico con cui certe battaglie ideologiche vengono rispolverate ad hoc da movimenti a corto di idee in momenti di scarso prestigio, è importante sottolineare che provvedimenti come questi, che opportunamente interpretati possono spingersi a prescrivere pene e riabilitazione anche per reati di pensiero e di parola, sono assolutamente omogenei e funzionali alla nuova forma di totalitarismo del politicamente corretto che si va progressivamente instaurando. 

Le querce per Notre Dame e l’anima del mondo

Simboli perenni oltre i miti della modernità. Vedi precedenti qui - qui - qui - qui. E qui sugli incendi di Chiese in Francia. Purtroppo anche la chiesa di Saint-Pierre de Romilly-la-Puthenaye è stata completamente distrutta da un incendio, divampato ieri mattina. Consola l'evolversi della ricostruzione di Notre Dame; ma non ci sono più parole, solo dolore e indignazione per quanto sta avvenendo, nell'indifferenza dell'Europa!

C’è qualcosa nella cattedrale di Notre Dame di Parigi che stupisce e affascina persino nella post-modernità in cui viviamo. Anche nel suo attuale stato così danneggiato, l’edificio bruciacchiato attira l’attenzione del mondo. L’autenticità della cattedrale ha prevalso sui tentativi di restaurarla mediante brutali riprogettazioni moderniste che l’avrebbero deturpata.
Tutti siamo rimasti come paralizzati quando la guglia e il tetto sono bruciati e crollati in quel fatidico 15 aprile 2019. In quel giorno il mondo ha pianto, poiché sembrava che qualcosa dell’anima della Francia fosse andata perduta. Infatti, da tutto il mondo sono arrivate condoglianze e sostegno finanziario.
Ora, mentre le prime querce per la ricostruzione vengono selezionate, il mondo guarda con ansietà. Questo non è un progetto ordinario; tocca l’anima cattolica della Francia e del mondo.

domenica 18 aprile 2021

Al Forum sulla salute in Vaticano presenti i personaggi più controversi delle attuali derive anticristiche

Apprendiamo da un comunicato Sir. (Da notare nell'immagine anche la pelle scura di "Adamo" ed il cerchio arcobalenato)
L’evento vedrà la presenza di medici, scienziati, studiosi di etica, leader religiosi, sostenitori dei diritti dei pazienti, policymaker, filantropi e opinionisti per confrontarsi sulle ultime scoperte nell’ambito della medicina, dell’assistenza sanitaria e della prevenzione, nonché sul significato antropologico e sull’impatto culturale dei progressi tecnologici. Gli organizzatori metteranno in risalto anche una conversazione sul tema: “Bridging Science and Faith” per esplorare i punti in comune tra religione e spiritualità in rapporto con salute e benessere, esaminando anche la relazione tra mente, corpo e anima. La discussione volgerà verso il significato di essere umani e cercherà aree di convergenza tra le scienze umane e le scienze naturali.
Alla conclusione della Conferenza, Papa Francesco indirizzerà ai partecipanti un video-messaggio. L’invito a partecipare è esteso ai sacerdoti, agli operatori della pastorale della salute e agli studenti delle Università pontificie e cattoliche di tutto il mondo.
Leggo inoltre con raccapriccio sul sito di Church Militanti che all'evento - organizzato dal Pontificio Consiglio della Cultura, come V Conferenza internazionale dal titolo: “Exploring the Mind, Body & Soul. How Innovation and Novel Delivery Systems Improve Human Health” che si svolgerà in formato virtuale dal 6 all’8 maggio - saranno presenti, accanto a credibili esponenti della scienza medica, molti personaggi atei, promotori dell'aborto e della pansessualità, esponenti della new age. 
Non mancheranno il CEO di Pfizer Albert Bourla e il CEO di Moderna Stéphane Bancel – entrambe le aziende farmaceutiche produttrici dei vaccini sperimentali COVID-19 nonché la top model pro-LGBT Cindy Crawford, fotografata mentre rade la cantante lesbica K.D. Lang sulla copertina di Vanity Fair e, tra gli altri, sempre in qualità di speaker, il famoso Dottor Fauci e Chelsea Clinton. Conoscendo le simpatie della rampolla Clinton per la "Chiesa di Satana" fondata da LaVey (cui fa gli auguri di Natale su twitter) e il fatto che sia un'esperta di "salute riproduttiva" e una entusiasta sostenitrice di Planned Parenthood, lo sconcerto diventa raccapriccio...
C'è poi da tener anche conto che, con solo due ecclesiastici cattolici e una pletora di studiosi et alii decisamente anticattolici che rigettano il rispetto della vita in tutti i suoi aspetti, è difficile comprendere come si possa approfondire la reale dimensione spirituale dell'uomo, creato ad immagine di Dio-Trinità e a Lui orientato. Si può invece constatare un approccio "olistico" all'uomo e alla sua salute, troppo spesso inquadrato in parametri incompatibili con la fede cattolica.
Tra l'altro, dichiaratamente, filo conduttore dei tre giorni di Convegno, sarà l'enciclica ambientalista Laudato Si'; ma tra i dieci obiettivi elencati, il Pontificio Consiglio della Cultura non fa alcun riferimento a Dio o alla Chiesa cattolica.
Il Vaticano, sede della tomba e della cattedra di Pietro, fino a quando continuerà ad ospitare la congrega anticristica? Come definirla diversamente?

Il baciamano che sfida la Pandemia. Cosa succede in Vaticano?

Era la Domenica in cui pronunciò il discorso sull'abolizione della proprietà privata [se ne parla qui].
Domenica 11 aprile papa Francesco ha celebrato l’Eucaristia nella Chiesa del Santo Spirito in Sassia, conosciuta come Santuario della Divina Misericordia, per onorare la ricorrenza della Festa della Divina Misericordia. Una festa che dal 2000, per volontà di papa Giovanni Paolo II, la Chiesa Cattolica celebra nella seconda domenica di Pasqua.
Alla fine della celebrazione il Santo Padre si è soffermato per salutare alcuni fedeli alla presenza di mons. Rino Fisichella e di mons. Joseph Bart, rettore del Santuario.
Le immagini del Santo Padre salutando i fedeli hanno però destato stupore e perplessità tra i fedeli di tutto il mondo. Il Pontefice era infatti sprovvisto di mascherina così come i suoi accompagnatori che lo affiancavano a pochi centimetri di distanza, mons. Fisichella, mons. Bart, e l’aiutante di camera a fianco all’arcivescovo italiano. Non solo: la quasi totalità dei fedeli che si sono avvicinati a salutare papa Francesco erano sprovvisti di mascherina o la mantenevano abbassata. Tutti hanno stretto la mano al pontefice, molti hanno persino baciato l’Anello del Pescatore. Tutto questo come se non fossimo in piena pandemia da Coronavirus o come se il virus fosse improvvisamente scomparso dall’orizzonte.

sabato 17 aprile 2021

Il futuro della riforma liturgica cattolica et alia... Il 'non plus ultra' ampiamente superato

Nella nostra traduzione da Religion News Service esamino di seguito, con l'aggiunta di alcune chiose, le recenti dichiarazioni di Padre Thomas J. Reese, gesuita americano, che non è un pinco pallino qualsiasi. È l'ex direttore di "America", la rivista americana dei gesuiti. Le sue affermazioni sono ineludibili, visto che fa parte del think-tank dell'attuale pontificato. Dunque hanno un peso non comune e non vanno ignorate né sottovalutate. 
Come d'abitudine inserisco nelle chiose, per i relativi approfondimenti, i link di riferimento senza i quali avrei dovuto sviluppare un trattato non immediatamente divulgativo. 
Il 'nec plus ultra' [qui] è ampiamente e drammaticamente superato. Vi dico tra parentesi che in quei link c'è molto del mio lavoro di anni, peraltro rimasto piuttosto dietro le quinte. E chissà se sarebbe stato più utile qualora qualche pastore, nonostante le reiterate conferme de visu, ne avesse raccolti più efficacemente, in virtù della sua autorevolezza, i richiami all'andare alle radici della crisi, facendo unica sponda (finora purtroppo non realizzata neppure tra noi laici più coinvolti) con tutti i confratelli rimasti davvero fedeli. Unico, isolato, appare mons. Viganò... Ma è l'insieme che rende più forti ed incisivi. E la sorte dell'Eucaristia è un fronte estremo, ineludibile!

Padre Thomas J. Reese parte con una premessa molto concisa ma gravida di significati: 
«A parte il sesso, niente è più dibattuto dai cattolici della liturgia. Ognuno ha opinioni forti basate su anni di esperienza personale» 
Di primo impatto, rimarchevole l'accento sulle opinioni e sull'esperienza personale (soggettivismo estremo). Che fine ha fatto la Tradizione, fonte - insieme alla Scrittura - della Rivelazione, su cui si basa tutto l'impianto della  nostra Fede? 
Padre Reese esordisce poi con l'affermare:

venerdì 16 aprile 2021

La Silicon Valley torna in ufficio: lo smart working non piace più

Quando la realtà prende il sopravvento.
Il fallimento dello smart working
Google, Amazon, Twitter e Microsoft annunciano lo stop al lavoro da remoto perché è impossibile farlo in modo efficace, soprattutto nel campo delle idee
Contrordine compagni: lo smart working va bene, ma senza esagerare. I colossi della Silicon Valley, dopo averci propinato per un anno il sogno di un futuro senza uffici né orari, popolato da donne sempre connesse che lavorano sorridenti in casa mentre i figli a fianco fanno i compiti e da uomini che gestiscono gli affari sdraiati su un lettino in spiaggia con in mano un cocktail, hanno cambiato idea.

Google e Twitter tornano in ufficio
L’angloitaliana Fiona Cicconi, incaricata di gestire il ritorno in sede dei dipendenti di Google, ha dichiarato [qui] che da settembre chi vorrà lavorare da casa più di 14 giorni dovrà richiedere un permesso speciale e dovrà comunque abitare a una distanza accettabile dall’ufficio.
Le prospettive aperte dalle famose parole del creatore di Twitter, Jack Dorsey («i nostri dipendenti possono lavorare da casa per sempre»), sono già finite nel dimenticatoio. Twitter ha comunicato che si aspetta che «la maggior parte» dello staff torni a lavorare in ufficio, con la possibilità di passare «parte» della settimana a casa. Una bella differenza.