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mercoledì 30 giugno 2021

Riparazioni per le offese al Sacro Cuore di Gesù

Si è ormai concluso il mese di giugno, tradizionalmente consacrato al Sacro Cuore di Gesù; ovvero l'espressione più diretta dell'amore di Dio per i suoi figli, specialmente quelli che cadono negli abissi più profondi del peccato.
Confermando una tendenza già in atto, proprio in questo mese contro Cristo in Croce e sua Madre si sono riversati oltraggi ed ingiurie, anno dopo anno sempre più violenti, nel nome del satanico "orgoglio"; tra l'approvazione più o meno esplicita di gran parte del mondo della cultura e della politica, che vorrebbe abituarci a questo "nuovo normale", e il silenzio imbarazzante di molti uomini di Chiesa.

Al momento non ci risultano iniziative di preghiera e riparazione pubblica da parte di gruppi di fedeli. Vi invitiamo a tenervi informati e a partecipare qualora venissero organizzate nelle prossime settimane; in ogni caso vi esortiamo a supplire con preghiere e penitenze almeno a livello personale. Facciamo nostre le parole di mons. Viganò:
«Esorto i tanti fedeli scandalizzati e disorientati dinanzi all’apostasia dei Pastori a moltiplicare con spirito soprannaturale le preghiere e le penitenze, implorando il Signore perché si degni di convertire i mercenari, riconducendoli a Sé e alla fedeltà al Suo divino insegnamento. Preghiamo la Madre purissima, la Vergine delle vergini, di ispirare sentimenti di pentimento nei Ministri corrotti dal peccato e dall’impurità, affinché considerino l’orrore delle proprie colpe e le terribili pene che li aspettano: possano essi rifugiarsi nelle Santissime Piaghe di Cristo, ed esser purificati dal lavacrodel Sangue dell’Agnello.»
30 giugno 2021 - Santi Primi martiri della santa Chiesa di Roma - Fonte

Eclissi della verità o eclissi della carità?

De Mattei e Viganò nella manifestazione
di Monaco di Acies Ordinata qui - qui
In un articolo apparso oggi su Corrispondenza Romana [qui] il prof. Roberto De Mattei è più riconoscibile nello stile. Così a caldo (rileggerò soppesando tutti i vari punti) sembra aggiustare il tiro; ma insiste su elementi a favore di "una certa cornice cospiratoria"; su una fantomatica "pretesa di affidare a mons. Viganò una missione salvifica all’interno della Chiesa" e sul fatto che egli "dovrebbe prendere le distanze dai personaggi che lo circondano legati al mondo gay-friendly"... 
La mia sensazione è che l'arcivescovo Viganò rifugga dalle tribune di qualunque genere e, dopo la pubblicazione della sua Nota [qui], abbia deciso di non replicare ulteriormente a provocazioni o a intimidazioni. In ogni caso staremo a vedere. Piuttosto è strano che la pesante contestazione in atto gli sia mossa per le sue posizioni sulla dittatura sanitaria che si abbatte sul mondo, oltre che sulla gravissima crisi della Chiesa e sulle sue cause, eludendo una discussione più approfondita sul concilio. E dunque, da un lato, assistiamo all'attacco pesante di De Mattei con chiaro intento di delegittimarlo, dall'altro al tentativo di normalizzarlo da parte del resto del mondo della Tradizione che lo vede a capo di un fantomatico fronte organizzato 'di resistenza antimodernista e antimondialista' che non esiste e che oltretutto non potrebbe rientrare nella nostra visuale così come viene rappresentato... Di fatto non mi pare che esista un fronte organizzato e compatto intorno a Viganò, così come purtroppo non è frequente incontrare un fronte organizzato e compatto nel mondo della Tradizione... C'è una grande spinta alla cosiddetta "moderazione" sia nel versante politico che nel mondo della Tradizione. E così, in politica, è grande il rischio che si disperdano molti consensi fagocitati dai soliti pifferai magici. Nel mondo della Tradizione noto la stessa spinta e per 'moderazione' intendo il fatto di etichettare come 'complottista' chi avanza dubbi e argomenta e non solo chi si esprime in chiave apocalittica. Il problema generale è l'innesco di reazioni e controreazioni che non fa trovare il giusto equilibrio. Ritengo sia importante ridare il giusto spazio alla profezia, ma eccedere fa danno. Così come usare termini troppo netti e apodittici sul covid e la pandemia... Sto raccogliendo le idee anche su questo.
Ora non nego che certe accentuazioni di Mons. Viganò sulla politica vadano mitigate e che esse non debbano mai prendere il sopravvento sull'insegnamento e sulla parenesi. Così come non nego che altrettanto mitigate debbano essere certe espressioni nei confronti del papa. Ma nella sostanza i suoi insegnamenti e le sue esortazioni non fanno una piega; ed è per questo che li pubblico regolarmente. Il riferimento ad altri aspetti mi trova molto perplessa e senza punti di riferimento certi.
Piuttosto complesso è il discorso sulla differenza tra il 'complottismo' e l'espressione di dubbi e prese di posizione fondate su elementi oggettivi. Non è esauribile in poche battute e dovrà esser fatto oggetto di altri approfondimenti.
Piuttosto ancora mi preoccupa, e non poco, l'articolato abile discorso che tende nuovamente a delegittimare la figura dell'Arcivescovo. A questo punto ritengo opportuno, riordinate le idee, cercar di fare una sintesi di tutte le posizioni incontrate - non tutte presenti su queste pagine ma frutto di un serrato confronto sui social che, se non altro, ha permesso di conoscere o decriptare alcuni retropensieri - e delle nostre riflessioni al riguardo, che conto di formulare d'intesa con Paolo Pasqualucci e Fabrizio Giudici.

Mons. Gadecki: «L’Ue con approvazione rapporto Matic viola il diritto alla vita»

Tradotto dal polacco da M. Olmo / Ufficio per le Comunicazioni Estere della Conferenza Episcopale Polacca. Ne dà notizia anche Acistampa [qui]
L’Arcivescovo Stanisław Gądecki ritiene che la risoluzione del Parlamento Europeo che ha accolto il rapporto pro-aborto del croato Matić [qui] sia priva di forza giuridica e superi tutti i confini etici. Il Presidente della Conferenza Episcopale Polacca al Santuario di Nostra Signora Rifugio dei Peccatori a Wieleń nell’Arcidiocesi di Poznań ha ricordato che ogni persona ha diritto alla vita.
Nella sua omelia, il Metropolita di Poznań ha sollevato il tema del cosiddetto rapporto del croato Matić votata a maggioranza il 24 giugno al Parlamento Europeo.
«Questo documento riguarda “la salute sessuale e riproduttiva delle donne”. Il suo stesso nome ricorda il linguaggio caratteristico dell’allevamento del bestiame piuttosto che lo sviluppo umano. È una risoluzione che ha superato tutti i confini etici esistenti, perché per la prima volta in questo documento l’aborto è stato definito un diritto umano» – ha affermato l’Arcivescovo Gądecki.

Proprietà privata diritto secondario: un assist ai regimi

Chiamare la proprietà privata un diritto “secondario” apre la strada a forme di limitazione della stessa da parte di poteri oppressivi. Dire invece che è un diritto primario, ma che bisogna bene impostare il suo uso, chiama in causa la persona, le famiglie, le società naturali. Altrimenti le richieste di limitare il diritto di proprietà favoriscono i poteri statali e sovranazionali come sta avvenendo in questo momento. Considerazioni sulle ultime parole di Francesco alla Conferenza Onu
Papa Francesco afferma spesso che quello alla proprietà privata non è un diritto assoluto e che può essere limitato. Di recente è tornato sull’argomento con il videomessaggio alla Conferenza internazionale sul lavoro dell’ONU del 17 giugno scorso con queste parole: «A volte quando si parla di proprietà privata, dimentichiamo che è un diritto secondario, che dipende da questo diritto primario, che è la destinazione universale dei beni». Anche stavolta, le sue affermazioni si sono accompagnate ad altre sulla società “dello scarto” e sulla necessità di ripensare completamente questa economia “che uccide”. Chi ascolta i discorsi del papa è spinto a collegare il richiamo alla proprietà privata come diritto “secondario”, e quindi che si può manomettere in virtù di quello primario, e la necessità di opporsi all’economia “che uccide” perché non accetterebbe manomissioni alla proprietà privata.
Innanzitutto va richiamato che nessun diritto è assoluto, perché tutti i diritti sono legittimati, e quindi limitati, da dei doveri che li precedono. Affermare quindi che quello alla proprietà privata non è un diritto assoluto è dire una cosa ovvia.

Presentazione libro “Meum ac vestrum sacrificium. Introduzione alla Messa Tridentina”

Il libro “Meum ac vestrum sacrificium. Introduzione alla Messa Tridentina” intende essere un agile vademecum, essenziale nei contenuti e di facile lettura, per aiutare il fedele a orientarsi nell’universo simbolico della cosiddetta “Messa tridentina” (o, meglio, “Messa tradizionale”), la cui ultima revisione è contenuta nel Missale Romanum edito per volontà di papa Giovanni XXIII nel 1962. Analizzando le diverse parti della celebrazione, se ne lasceranno emergere i tesori di spiritualità e di dottrina, con un’attenzione particolare al dato storico che li ha integrati nel rito del supremo atto di culto della Chiesa: nella convinzione che, usando le parole di Benedetto XVI, «nella storia della Liturgia c’è crescita e progresso, ma nessuna rottura. Ciò che per le generazioni anteriori era sacro, anche per noi resta sacro e grande […] Ci fa bene a tutti conservare le ricchezze che sono cresciute nella fede e nella preghiera della Chiesa».
Queste lezioni sono state presentate in forma ridotta nel canale You Tube Ritorno a Itaca in 10 video che possono anche essere consultati in rete.
Ne parlano il 30 giugno alle 19 l’autore don Marino Neri, don Claudio Crescimanno, don Roberto Spataro e Aurelio Porfiri.
Il programma sarà trasmesso in live streaming sul canale You Tube RITORNO A ITACA, su TWITTER e sulla fanpage in Facebook di AURELIO PORFIRI.

martedì 29 giugno 2021

Arciv. Carlo Maria Viganò. «Il mondo, la carne, il diavolo»

L'insegnamento qui riportato, di cui siamo grati a Mons. Viganò, ci corrobora e ci conforta. Qui l'indice degli interventi precedenti e correlati.

«Il mondo, la carne, il diavolo»
Scitote quoniam Dominus ipse est Deus:
Ipse fecit nos, et non ipsi nos. (
Ps 99, 3)

I nemici della nostra anima sono sempre gli stessi, e sempre uguali sono gli agguati che essi ci tendono. Il mondo, con le sue seduzioni; la carne, corrotta dal peccato originale e incline al male; il Diavolo, eterno nemico della nostra salvezza e che si avvale della carne per assediarci. Due nemici esterni e uno interno, sempre pronti a farci cadere nel momento della distrazione, della debolezza. Questi nemici spirituali accompagnano ciascuno di noi dall’infanzia alla vecchiaia, e l’umanità attraverso le generazioni e i secoli.

Gli alleati su cui possiamo contare per sconfiggere il mondo, la carne e il diavolo sono la Grazia di Dio, l’assiduità ai Sacramenti, l’esercizio delle Virtù, la preghiera, la penitenza, la considerazione dei Novissimi, la meditazione della Passione del Signore e il vivere alla Sua presenza.

Il fatto serio delle masse irreggimentate

«Viviamo in un tempo un po' strano in cui la menzogna viene creduta sulla parola mentre per la verità non bastano i fatti» (Alfredo Ravelli, autore de Il segreto di Majorana)
È molto forte e chiara la dichiarazione del prof. Andrea Crisanti, uno degli esperti che, nel corso di tutta la tornata "pandemica", ci hanno quotidianamente bombardati, dalle loro cattedre mediatiche. Potete leggerla nell'immagine a lato che la riporta completa. Qui cito solo l'incipit:
«Non saremmo mai dovuti arrivare a questo punto. Ai cittadini non è stata detta la verità. Non è stato detto che questi sono vaccini [tra l'altro più che vaccini sono terapie geniche] utilizzati in  via emergenziale [emergenza dichiarata piuttosto che reale] sulla base di dati preliminari».
Strano (o forse paradossalmente eloquente) il totale silenzio e assenza di commenti sulle fonti del sistema...
E poi noi (solo per esprimere dubbi, basati sui dati reali dei bugiardini, sulla necessità del consenso informato, sulle clausole di deresponsabilizzazione preventiva delle case farmaceutiche e degli inoculatori) saremmo i complottisti!
Il fatto serio è la mente, a dir poco bendata, della massa irreggimentata, mentre i risvolti economici e geopolitici della corsa alla produzione dei vaccini anti-Covid-19 sembrano minacciare, piuttosto che tutelare, la salute dei cittadini europei e non solo......

Francesco scrive al gesuita pro Lgbt per complimentarsi

Non ci sorprende. Ci sono i precedenti: qui - qui - qui. Dunque quando dobbiamo registrare notizie come questa, di cosa stiamo parlando? C'è un indice intero...

Dio “si avvicina con amore ad ognuno dei suoi figli, a tutti e ad ognuno di loro. Il suo cuore è aperto a tutti e a ciascuno. Lui è Padre”. Scrive così Francesco in una lettera autografa, in spagnolo, inviata al padre gesuita James Martin, noto per le sue posizioni pro Lgbt. 
[Se ne scrive persino Il Giornale qui significa che abbiamo toccato il fondo. E come ne parla Tgcom24 qui -ndr].
Scritta in occasione del webinar Outreach 2021, che si è tenuto ieri, la lettera  (immagine a lato: leggere ingradita -ndr) è stata resa pubblica via Twitter dallo stesso Martin.

“Lo ‘stile’ di Dio – scrive il papa – ha tre tratti: vicinanza, compassione e tenerezza. Questo è il modo in cui si avvicina a ciascuno di noi. Pensando al tuo lavoro pastorale, vedo che cerchi continuamente di imitare questo stile di Dio. Tu sei un sacerdote per tutti e tutte, come Dio è Padre di tutti e tutte. Prego per te affinché tu possa continuare in questo modo, essendo vicino, compassionevole e con molta tenerezza”.

lunedì 28 giugno 2021

“Mors tua vita mea”. Oggi presentazione del libro

Questa sera, 28 giugno, alle 21:15, presentazione del libro Mors tua vita mea. Il fine non giustifica i mezzi. Sulla liceità morale dei vaccini che utilizzano linee cellulari di feti vittime di aborto volontario, a cura di Massimo Viglione, con prefazione di monsignor Carlo Maria Viganò.
Intervengono Gianfranco Amato, Silvana De Mari, Giovanni Turco, Massimo Viglione, Antonio Bianco. Per collegarsi qui.
Il libro, prefato da mons. Carlo Maria Viganò e con un articolo di Mons. Athanasius Schneider, è arricchito di contributi di prelati, filosofi, medici, giuristi, storici e attivisti per la vita. Pur trattando un argomento specifico, gli autori allargano i propri orizzonti anche all'ambito politico-sociale dell'attuale sistema venutosi a creare con il Covid e il vaccinismo di massa. Autori: don Curzio Nitoglia, Dom Giulio Meattini, Massimo Viglione, John Henry Westen, Giovanni Turco, Clara Ferranti, Gianfranco Amato, Paolo Gulisano, Pilar Calva Mercado, Wanda Massa, Cristiano Lugli, Daniele Trabucco, Francesco Lamendola, Marilena Maioli, Silvana De Mari, Nicodemus, Antonio Bianco, Alfredo De Matteo.

Sante Messe in Rito Antico in Sant'Anna al Laterano nel periodo estivo

Carissimi,
Vi raggiungo per ricordarvi
domani la Messa dei SS. Pietro e Paolo a S. Anna alle ore 16.
Vi annuncio che, grazie alla gentilezza delle Reverende Suore, la Chiesa sarà aperta, ogni domenica e festa, a partire dalle ore 15,15. Da quell'ora sarà presente un Sacerdote per le Confessioni.

Nei mesi di luglio, agosto e settembre la celebrazione della Messa del Primo sabato del mese sarà sospesa.

Inoltre che nelle domeniche, indicate di seguito, la Messa sarà celebrata dai seguenti Sacerdoti:
  • Domenica 27 luglio     -  Rev.do Can. Gregoire de Guillebon
  • Domenica   1 agosto    -  Rev.do Can. Gregoire de Guillebon
  • Domenica   8 agosto    -  Mons. Marco Agostini
  • Domenica 15 agosto    -  Rev.do Can. Gregoire de Guillebon
    (Solennità dell'Assunta)
  • Domenica 22 agosto    -  Rev.do Can. Stephen Scharpe
    (Festa del Cuore Immacolato di Maria)
  • Domenica 29 agosto       -  Rev.do don Francesco Riegger
  • Domenica   5 settembre -  Rev.do don Francesco Riegger
  • Domenica 12 settembre -  Rev.do don Francesco Riegger
Profitto della circostanza per augurarvi una buona estate e per ricordarvi che l'impegno spirituale non si congeda con le vacanze. Avendo più tempo a disposizione possiamo anche pregare di più. Ovunque siamo rimaniamo in comunione d'intenti e di preghiera. (Mons. Marco Agostini)

Una parabola triste e desolata

Ma di cosa stiamo parlando? Abbiamo un intero indice...
Immagine emblematica e pensieri in libertà.
Conclusione dell'Angelus di ieri:
"Sorella, fratello, sei qui, lascia che Gesù guardi e guarisca il tuo cuore. Anch’io devo fare questo: lasciare che Gesù guardi il mio cuore e lo guarisca. E se hai già provato il suo sguardo tenero su di te, imitalo, e fai come Lui. Guardati attorno: vedrai che tante persone che ti vivono accanto si sentono ferite e sole, hanno bisogno di sentirsi amate: fai il passo. Gesù ti chiede uno sguardo che non si fermi all’esteriorità, ma vada al cuore; uno sguardo non giudicante – finiamo di giudicare gli altri – Gesù ci chiede uno sguardo non giudicante, ma accogliente. Apriamo il nostro cuore per accogliere gli altri. Perché solo l’amore risana la vita, solo l’amore risana la vita. La Madonna, Consolatrice degli afflitti, ci aiuti a portare una carezza ai feriti nel cuore che incontriamo sul nostro cammino. E non giudicare, non giudicare la realtà personale, sociale, degli altri. Dio ama tutti! Non giudicare, lasciate vivere gli altri e cercate di avvicinarvi con amore".
Questa conclusione dell'Angelus in relazione alla nota Vaticana sulla legge Zan [qui - qui - qui articoli con osservazioni precedenti], può far pensare che dapprima egli abbia gettato la pietra usando i collaboratori poi nasconda la mano e la butti in caciara per fare apparire cattivi gli altri per poi arrivare lui col... vivi e lascia vivere. 
Ora possiamo ancora criticare certi atteggiamenti; sempreché non si arrivi allo psicoreato preventivo semmai approvassero quella legge!

Dhaka, la pandemia fa crescere del 13% le spose bambine

Una delle piaghe dell'Islam. Le chiamano “spose bambine”, le piccole donne obbligate a un matrimonio con uomini più grandi di loro, che rischiano letteralmente la vita per via delle gravidanze precoci e che, ogni giorno, vedono negati i propri diritti: all’infanzia, a un’educazione, a una vita senza violenza.

Dhaka (AsiaNews) – A causa della pandemia in Bangladesh sono tornati a crescere i matrimoni infantili. Durante un seminario virtuale tenuto nei giorni scorsi tra gli operatori impegnati nella lotta a questa piaga è stato citato un dato che parla di un aumento del 13% delle spose bambine nel periodo segnato dal Covid-19. Un incremento che tocca un Paese già tra i primi 10 al mondo nelle statistiche sulla diffusione del fenomeno. Secondo un rapporto dell'Onu, in Bangladesh il tasso di matrimoni infantili (cioè quelli in cui almeno uno degli sposi ha meno di 18 anni) è al 51%. L'età legale minima per il matrimonio sarebbe fissata a 18 anni, ma vi sono alcuni casi in cui può scendere a 16.

Durante il seminario una sposa bambina di nome Arju Akter ha raccontato la sua storia: “Durante la pandemia mio padre, un lavoratore a giornata, ha perso il lavoro. Ha organizzato un matrimonio per me che andavo a scuola, nella settima classe. Non volevo sposarmi, ma non mi è stato possibile sottrarmi”. Ora che è sposata non frequenta più la scuola.

Minacciate altre «Dimissioni»: i vescovi tedeschi ricattano Woelki, il vescovo «critico dell'unilateralità del Cammino Sinodale»

Nuovi sviluppi nel "cammino sinodale" in Germania. Precedenti sulla Chiesa in Germania quiquiqui - qui - qui - qui - qui - qui - qui (J. Ratzinger qui - qui). Precedenti posizioni di Woelki qui - quiqui

Clamorosa indiscrezione del Bild: i vescovi tedeschi stanno valutando di dimettersi in blocco in segno di protesta per la gestione dello scandalo abusi da parte dell'arcivescovo di Colonia Woelki. La difesa di Müller che denuncia la strumentalizzazione di casi del passato, su cui Woelki è già uscito pulito, per screditare il vescovo «critico dell'unilateralità del Cammino Sinodale». Gli abusi sono una scusa: il vero obiettivo sarebbe quello di togliere di mezzo il principale nemico interno e blindare quel Cammino Sinodale che sta creando più di un grattacapo a Roma.
In Germania è in arrivo un nuovo terremoto nella Chiesa. Dopo il successo mediatico delle dimissioni annunciate in pompa magna dal cardinale Marx e respinte dal Papa, sembrerebbe che buona parte dell'episcopato tedesco sia intenzionato a replicare lo stesso copione. L'obiettivo? Sempre quello: mettere in difficoltà il cardinale Rainer Maria Woelki ed indurlo una volta per tutte al passo indietro definitivo. Ha del clamoroso l'indiscrezione riportata dal tabloid "Bild" secondo cui tra le gerarchie ecclesiastiche al di là del Reno si starebbe valutando l'ipotesi di dimettersi in blocco in segno di protesta per la gestione dello scandalo abusi da parte dell'arcivescovo di Colonia.

domenica 27 giugno 2021

“Dacci oggi il nostro delirio quotidiano”

Leggo che il corteo del Roma Pride è aperto da un ragazzo travestito da “Cristo Lgbt”, con stimmate colorate e bandiera arcobaleno. Sono addolorata oltre che preoccupata per la degenerazione socio-antropologica sempre più accelerata, nella quale siamo immersi nostro malgrado ma di certo non senza un perché. Dice un sacerdote da cui riprendo l'immagine a lato, che pubblico perché di spalle solo per dovere di cronaca: La “nuova religione mondiale” calpesta ed offende palesemente e pubblicamente le nostre radici e la nostra fede. Prego per voi perché non sapete quello che fate. Quanto segue è un collage di diverse segnalazioni di lettori da me estrapolate inserendo, in conclusione, un commento di Martino Mora.

“Studiare il greco ed il latino porta felicità, vi spiego perché”: parla il professor Nicola Gardini

Qui l'indice degli articoli sulla Latina lingua. "Togliere il latino significa darci un alzheimer sociale".

Dalla cattedra dell’Università di Oxford, dove è professore di letteratura italiana comparata, agli scaffali delle librerie, dove ha venduto decine di migliaia di copie con “Viva il latino, storia e bellezza di una lingua inutile” (Garzanti, 2016), “Viva il greco, alla scoperta della lingua madre” (Garzanti, 2021), “Elogio del latino. Una lingua da amare” (la Repubblica-GEDI, 2021) ed altri saggi dedicati alle lingue antiche, Nicola Gardini è uno degli studiosi che ha contribuito a diffondere, negli ultimi anni, il grido d’amore per il greco ed il latino, sempre più marginalizzate nelle Università italiane ma tornate in voga tra il pubblico non accademico grazie a best seller come il suo. Un salto che ha compiuto perché convinto che questi saperi “diano felicità e conforto”. A TPI ha spiegato perché.

Risale a cinque anni fa il boom della sua opera “Viva il latino”. Si aspettava questo successo?
No, è stata una bellissima sorpresa. Il successo non è stato soltanto del libro, ma del discorso che proponeva. Una riflessione critica, appassionata, ma non soltanto privata, perché il libro ha aperto un dibattito. Gli editori hanno cominciato ad interessarsi a questo tema, altri libri sono nati, io stesso ho continuato su questa linea capendo che quello che avevo fatto con il latino potevo farlo con altri libri. Oggi sono passato al greco, che conosco e che è parte di questo discorso, sebbene i pregiudizi che attaccano il latino non siano immediatamente trasferibili al greco. Questo perché è meno presente, è confinato ad una sola scuola, il liceo classico, e perché nell’immaginario collettivo è la lingua mitica, la lingua delle origini.

sabato 26 giugno 2021

Finalmente smascherati!

Già si sentono i nostalgici della mascherina: ma no, non togliamola, ci ripara da ogni germe, ci ha fatto del bene, usiamola ancora. Ma l’idea di smascherarci, finalmente, è un piccolo grande passo avanti nella liberazione dell’umanità. 
Magari potrà accadere che dovremo ripristinarla, intanto usciamo dalla società senza volto, l’era globale della mascherina. C’è una contesa etica, epica ed estetica intorno al suo uso e al suo disuso che va al di là delle ragioni sanitarie e riguarda un modo di intendere la vita e i rapporti umani; investendo la politica, i simboli, ideologia facciale.

Lo scontro tra chi dice di non voler rischiare la salute e chi invece non vuol perdere la faccia, assunse subito toni che vanno al di là della profilassi, dell’effettiva efficacia della mascherina e dei rischi di contagio. Fino a dare l’idea che la mascherina fosse di sinistra e il viso scoperto di destra. Nell’atteggiamento ribelle verso le mascherine apparve qualcosa d’intrepido e temerario che ricorda gli arditi e i fascisti, dal me ne frego al “vivi pericolosamente”; e c’è pure qualcosa di libertario e liberista che rifiuta lacci e lacciuoli, regole e bavagli. Un atteggiamento che in sintesi potremmo definire fascio-libertario. Il superuomo nietzschiano può accettare il distanziamento sociale, e perfino auspicarlo, anche se detesta l’imposizione; ma la mascherina no, è una schiavitù umiliante, una coercizione all’uniformità.

Ultimatum ai cattivi pastori - don Elia

I miei propositi durano poco. Mi ero ripromesso seriamente – anche dietro consiglio di amici che mi invitavano alla prudenza – di non occuparmi più dell’augusto Personaggio infelicemente regnante. L’attualità, tuttavia, continua a provocarmi in modo irresistibile. L’ultima occasione, sia pure un tantino decantata, mi è fornita da un’indiscrezione circa il suo intervento in apertura dell’assemblea generale dell’italica associazione patriottica. Nel pomeriggio di lunedì 24 maggio, rispondendo alle domande dei presuli a telecamere spente, il de quo si è lasciato andare ad anticipazioni sul futuro della Messa tradizionale. Sarebbe ormai pronto, dopo una laboriosa stesura, un provvedimento di riforma restrittiva del Summorum Pontificum, con il quale si dovrebbe ripristinare, almeno per i sacerdoti che vogliano imparare, la precedente disciplina dell’indulto, cioè di un permesso speciale concesso dai vescovi caso per caso [quiqui]. Mi è subito venuto da domandarmi se non si trattasse della solita miccia accesa a bella posta per mettere in subbuglio il mondo tradizionalista e spingere i più esasperati a passi di rottura, ma la mossa sembra davvero imminente.

venerdì 25 giugno 2021

Il sostegno dell'Arcivescovo Viganò ai sacerdoti statunitensi perseguitati dagli stessi Superiori

Si è svolto ieri nella Diocesi di Chicago, un importante evento - organizzato da Elyzabeth Yore, avvocato statunitense che ha investigato sui casi di abusi sessuali da parte del clero - a favore dei sempre più numerosi sacerdoti perseguitati dagli stessi Superiori gerarchici, che ha visto un forte coinvolgimento di laici. Per quell'occasione L'Arcivescovo Carlo Maria Viganò ha loro inviato un messaggio di pieno sostegno, che condivide con noi e che potete leggere di seguito. Qui l'indice dei precedenti e correlati.

June 21, 2021
Sancti Aloisii Gonzagae Confessoris

Carissimi Sacerdoti,
Carissimi fedeli Laici,
è con estremo compiacimento che apprendo la notizia della lodevole iniziativa che ti vede impegnata assieme al reverendo padre James Altman nella difesa dei sacerdoti perseguitati dai loro Superiori a causa della loro fedeltà al Magistero immutabile della Chiesa ed alla veneranda Liturgia apostolica.

Non posso che incoraggiare di tutto cuore te e i tuoi collaboratori per questo progetto, che spero incontri l’appoggio generoso di tanti fedeli laici e forse di alcuni buoni Confratelli. In quest’ora di gravi deviazioni nella Gerarchia, l’impegno dei laici è essenziale e importantissimo: esso concretizza le profetiche parole del venerabile Arcivescovo Fulton Sheen, che parlando degli Ultimi Tempi ricordò come la salvezza della Santa Chiesa sarebbe stata conseguita – oltre ben inteso che per l’intercessione della Mater Ecclesiae al trono del Suo divin Figlio – dal contributo coraggioso dei laici.

Per non trovarci confinati nelle riserve indiane indultive

Riflessione del nostro lettore Eques fidus sulla situazione della Chiesa, sulle minacce verso il Summorum Pontificum e l’effetto negativo che su tutto questo potrebbe avere il caso De Mattei – Viganò, che diventa una minaccia per la Tradizione proprio nel momento in cui si è finalmente levata una voce forte e autorevole come quella dell'Arcivescovo, che ha acceso in tutto l'orbe cattolico un dibattito stagnante o inesistente anche per renitenza degli irriducibili conservatori del concilio, che non si vuole abolire, ma solo mondare delle pecche che hanno veicolato la paurosa crisi che stiamo attraversando [vedi uno dei segnali più inquietanti].

Per non trovarci confinati
nelle riserve indiane indultive

In questi giorni, abbiamo assistito a diverse diatribe riguardo lo scontro venutosi a creare tra il prof. Roberto de Mattei, presidente della Fondazione Lepanto, e mons. Carlo Maria Viganò, già nunzio apostolico negli Stati Uniti [qui indice completo]. Ebbene, non entro nel merito della questione (non avendo mai avuto particolare interesse, o simpatie, per tale Cesare Baronio ed il suo blog), però vorrei far notare come questi scontri siano a vantaggio dell’attuale pontificato ma sono contrari all’unità di noi cattolici legati alla Santa Messa promossa da papa San Pio V.
Andiamo con ordine: negli ultimi mesi, il pontificato di Francesco (apparentemente monolitico ed inarrestabile) ha subito una pesante battuta d’arresto, che verte in particolar modo su tre punti: 1) la limitazione del Motu Proprio “Summorum Pontificum” promulgato da Benedetto XVI [qui - qui], con il passaggio da un regime permissivo ad uno indultivo; 2) lo scisma tedesco, con le dimissioni farlocche del card. Marx [qui]; 3) le limitazioni ai movimenti laicali, che sono potenti gruppi a favore (o contro) il papato sin dai tempi del post-Concilio (e, in particolar modo, dal pontificato di Giovanni Paolo II, che diede loro sin troppo potere, specie ai neocatecumenali).

Requiescite pusillum!

Dopo tante  chiacchiere e vicende poco edificanti oltre che dolorose abbiamo bisogno di sostare in Colui che ci dà forza... «Venite seorsum in desertum locum et requiescite pusillum» (Mc 6, 31). Contempliamo e invochiamo lo Spirito Santo con la Sequenza inserita in calce.

I doni dello Spirito Santo

Negli uomini la sapienza non è la semplice luce della ragione, ma è luce di fede illuminata che fa discernere e giudicare Dio e le cose divine, nei loro più alti principi, dandone soavità di gusto.

L’intelletto non è semplicemente la forza dell’ingegno che intuisce le verità terrene, ma è penetrante intuizione delle verità rivelate, che pur non sapendone svelare il mistero, sa intenderne la realtà.

Il consiglio non è solo il discernimento che viene dalla prudenza umana, ma è l’intuizione soprannaturale che fa giudicare prontamente e sicuramente ciò che conviene fare nei casi difficili, sempre subordinatamente agl’interessi della divina gloria e dell’eterna salvezza. 

La scienza non è la sterile conoscenza delle leggi create o delle creature, ma è la loro conoscenza nelle relazioni con Dio.

giovedì 24 giugno 2021

Il vero Arcivescovo Carlo Maria Viganò. Di Brian Mc Call e Maike Hickson

Importanti - ma anche convincenti - i testi apparsi ieri su LifeSiteNews, in relazione agli sconcertanti attacchi ad personam lanciati dal professor De Mattei nei confronti l’arcivescovo Carlo Maria Viganò, che riprendo da Stilum Curiae più veloce a tradurli. Qui indice dei precedenti e correlati.

Il testo che segue è una risposta composita del professor Brian McCall e della dottoressa Maike Hickson, entrambi impegnati in progetti di libri con raccolte di scritti di Mons. Carlo Maria Viganò degli ultimi anni. Abbiamo pensato che, in virtù del nostro lavoro e della stretta collaborazione con Sua Grazia, potremmo essere competenti a parlare per lui e a difenderlo. Lo facciamo in due testi consecutivi, scritti individualmente. Siamo entrambi onorati di aggiungere le nostre Apologiae pro Viganò a quelle già pubblicate dal Dr. Taylor Marshall [qui] e da Robert Moynihan  [qui].
Il vero Arcivescovo Viganò
Brian McCall 

Purtroppo, il professor Roberto De Mattei ha deciso di pubblicare un attacco calunnioso all’Arcivescovo Carlo Maria Viganò[1]. Prima di affrontare questo sorprendente e deludente attacco, desidero dichiarare che ho avuto grande rispetto per il professor De Mattei. Ho altamente raccomandato il suo libro: Il Concilio Vaticano II: Una storia mai scritta [qui]. Sono stato molto sorpreso quando l’anno scorso si è pronunciato con tanta forza a favore di misure governative totalitarie e di vaccini obbligatori. Tuttavia, gli ho dato il beneficio del dubbio. Vivere in Europa, e specialmente in Italia, quest’ultimo anno deve essere stato devastante. Eppure, quando ho visto questo scandaloso attacco all’arcivescovo Viganò, sono rimasto senza parole. Finalmente, un vescovo della Chiesa risponde alla crisi della Chiesa nel modo in cui i tradizionalisti hanno sollecitato la gerarchia a rispondere. Finalmente, un vescovo ha gli occhi aperti sulla rivoluzione che De Mattei documenta meticolosamente nel suo libro. Eppure, il Professor De Mattei lancia insulti piuttosto che aprire le braccia nell’accoglienza a qualcuno che è chiaramente in debito con il suo stesso lavoro.

Mascarucci a De Mattei. Ne bis idem: attento a non fare l’errore di Gianfranco Fini…

Interessante e sottile la valutazione del giornalista e scrittore Americo Mascarucci.
C’è un aspetto che inquieta nello scontro mediatico fra monsignor Carlo Maria Viganò e il professor Roberto De Mattei, ed è l’eccessivo personalismo che sembra caratterizzare la vicenda. Mi spiego meglio. Non ci trovo nulla di scandaloso nel fatto che persone appartenenti allo stesso schieramento e che condividono determinate battaglie possano pensarla diversamente su dinamiche particolari o strategie. Stare dalla stessa parte, combattere la stessa buona battaglia, non deve significare l’omologazione o l’affermazione di un pensiero unico e molto spesso la divergenza, il confronto, la sana dialettica anche accesa può essere un valore aggiunto. 
Ora va detto che il professor De Mattei avrebbe potuto confutare nel merito certe posizioni di monsignor Viganò da lui ritenute sbagliate: è suo diritto farlo ed è suo diritto spiegare perché a suo giudizio Viganò starebbe sbagliando nel portare avanti la sua battaglia contro quelli che definisce i fautori del “nuovo ordine mondiale”, da costruire anche grazie alla pandemia e alle politiche messe in atto per fronteggiarla (basta vedere quali progetti sono vincolanti per ottenere i fondi del Recovery per rendersi conto di come la salute sia l’ultimo dei problemi per i signori che governano a Bruxelles e di come anzi la crisi economica post pandemica sia stata sfruttata per raggiungere ben altri obiettivi). Invece no, il professor De Mattei ha preferito l’attacco personale, fino a sostenere che Viganò sarebbe manipolato da qualcuno che si sarebbe ormai sostituito a lui, che parlerebbe per suo conto e che in qualche modo avrebbe finito per renderlo completamente succube; al punto da non rendersi più conto di non essere lui a pensare e a parlare, ma di agire come manovrato da attori esterni ed occulti.

Dopo aver letto l'articolo a doppia firma di CR contro mons. Viganò.

Estraggo senza commentare. Il testo è già asciutto ed essenziale com'è  giusto che sia.
Dopo aver letto l'articolo a doppia firma di CR contro mons. Viganò.
Si divide in due parti.
Prima c'è la cosiddetta "analisi stilometrica" che vorrebbe individuar elementi stilistici negli interventi di Viganò, tali da far apparire questi interventi come prodotti di una penna altrui, quella del supposto "Baronio". Ebbene, non sono un esperto, ma quest'analisi mi sembra piuttosto superficiale. Le espressioni scelte non provano nulla in quanto le possiamo ritrovare nel linguaggio comune oggi alla c.d. galassia tradizionalista, quando si occupa polemicamente del Concilio, della riforma liturgica, etc. La terminologia imputata sarebbe quella che usa termini come : "controchiesa", "setta conciliare", "novatori" riferiti tutti ai progressisti (quante volte Amerio usa il termine "novatori" in Iota Unum e altrove? l'ha reso comune lui, riprendendolo da un cardinale fedele alla tradizione). Ci sarebbero poi: offertorio talmudico" per indicare l'offertorio montiniano (Viganò) e "preghiera giudaica" (Baronio): modo di indicare l'offertorio del NO piuttosto diffuso tra chi lo ha criticato appunto perché modellato su una preghiera rabbinica [vedi].
Se poi mons. Viganò ha trovato motivo di ispirazione stilistica da qualche intervento del cosiddetto Baronio sulla liturgia o sulla crisi della Chiesa, non vedo come la cosa in se stessa possa rappresentare una colpa. Di ispirazione dal suddetto o da altri. Nel primo articolo contro mons. Viganò, il prof. De Mattei ricordava esser sempre stata prassi nella Chiesa da parte di vescovi, cardinali, papi, quella di servirsi di "ghost-writers" per le bozze dei loro documenti, non avendo essi il tempo materiale di condurre ricerche specifiche. Potrà esser stata una prassi poco elegante, da un certo punto di vista, ma si è trattato di una prassi sempre ammessa.
Il punto essenziale non è questo e non potrebbe esserlo, data la sua intrinseca debolezza. È invece rappresentato da quella che dovrebbe essere una rivelazione la cui evidente intenzione sembra quella di affossare mons. Viganò: l'essersi affidato (se questo è il caso) ad un collaboratore privato che avrebbe una personalità ambigua, addirittura gay-friendly, si vuol far intendere. Eccolo, dunque, messo alla gogna il fustigatore dei vizi del clero e "il nemico" di Papa Francesco!
La personalità del supposto collaboratore di mons. Viganò è esposta in dettaglio, con un'analisi che non è certo "stilometrica". Un'analisi di diverso tipo, che, se abbiamo letto bene, si basa anche sui "si dice". Sulle fonti di questa documentazione così negativa per il personaggio contro cui è diretta, gli autori dell'articolo non ci illuminano.
Naturalmente, se abbiamo letto bene.
Tutti si possono sbagliare, nel leggere, nell'interpretare.
Su una cosa tuttavia temiamo di non sbagliarci: quest'attacco così feroce e gratuito a mons. Viganò difficilmente porterà bene a chi l'ha sferrato.  (Philologus)

mercoledì 23 giugno 2021

Margarita Pavlova, la senatrice russa che smaschera le Ong e difende i valori

La notizia è che sia una notizia. Che non sarebbe tale se andasse ancora vagamente di moda il caro vecchio buon senso, ma ahimè deve aver fatto il suo tempo anche in Paesi che nell’immaginario collettivo sono esenti da pericoli. Il Consiglio della Federazione russa reagisce alla propaganda anti-famiglia grazie ad una donna. Ebbene sì, nel mese del cosiddetto Pride, mentre le ambasciate di gran parte dei Paesi Occidentali si tingono dei colori dell’arcobaleno Lgbt (che ha un colore in meno dell’arcobaleno vero), mentre in tutti i campi, persino in quelli sportivi, si celebra l’amore sentimentalmente inteso, quello “inclusivo”, qualcuno ha l’audacia di nuotare in senso contrario. Nelle scorse settimane è toccato all’Ungheria, che ha vietato la divulgazione nelle scuole di contenuti e materiale improntato sull’ideologia gender, stavolta invece è stata una senatrice russa ad alzarsi in piedi. Si tratta di Margarita Pavlova, classe 1979 membro della commissione del Consiglio della Federazione per la protezione della sovranità statale.

Icona: sguardo di Dio sull'uomo, sguardo dell'uomo su Dio

Icona, dal greco εἰκών - eicòn = immagine, è il termine tecnico usato per indicare le immagini sacre nell'arte bizantina, in special modo quella russa, designando specificamente la pittura su tavola, a differenza di quella su muro.
Meditazione sull'icona
della Trinità di Rublëv
La funzione essenziale dell'icona, in continuità con il significato e il valore dei "segni" del mistero cristiano, è quella di portare agli occhi quello che la parola porta all'orecchio.

L'immagine è come una presenza che si propone al nostro sguardo, sia attraverso gli occhi materiali che attraverso "gli occhi del cuore", come una finestra aperta sul mistero per poter entrare in comunione con Cristo, con la Madre di Dio, con i Santi: una presenza che si fa accessibile per invitarci a realizzare nella nostra vita ciò che vediamo, dopo averlo rivissuto interiormente.

L'icona nasce e si diffonde a partire dal IV secolo, quando la Chiesa orientale era ancora unita alla Chiesa occidentale: le icone sono dunque patrimonio di tutta la cristianità.

La pittura delle icone non rappresenta solo una stupenda forma d'arte, ma è anche un modo di vivere con maggior intensità la propria fede e un aiuto per avvicinarsi alla Santità, entrando in contatto col soggetto dipinto (Cristo, la Vergine, i Santi). Le figure sono ritratte secondo i canoni di un antinaturalismo che nella teologia delle icone doveva servire a sottolineare la dimensione spirituale dei misteri, degli eventi e dei personaggi sacri. L'arte nell'icona è secondaria, marginale: ciò che è importante è Dio, il Mistero di Dio, che tramite quest'arte viene espresso.

martedì 22 giugno 2021

Parziale marcia indietro sull’ordinamento delle Celebrazioni Eucaristiche in San Pietro

Mesi dopo l'emanazione di una direttiva della Segreteria di Stato Vaticana [qui], la Santa Sede ha rilasciato una dichiarazione del nuovo cardinale Arciprete della Basilica. Da notare un accenno alla possibilità che sia rispettato il Moto Proprio Summorum Pontificum, visto che le celebrazioni del Rito antico (relegate nello spazio esiguo della Cappella Paolina e in un'orario improbabile) tornano nella Basilica, sia pure in maniera limitata: solo tra le 7 e le 9 del mattino e solo per "gruppi speciali". In ogni caso devono aver avuto effetto le dimostrazioni di sconcerto e di opposizione che hanno attraversato tutto l'orbe cattolico [tra cui qui - qui - qui ]

Nota della Basilica di San Pietro circa
l’ordinamento delle Celebrazioni Eucaristiche
22.06.2021

Avendo ricevuto dal Santo Padre il mandato di curare e animare la vita liturgica della Basilica di San Pietro, a partire dal comunicato della Segreteria di Stato del 12 marzo 2021 vorrei proporre alcune considerazioni che spero possano essere utili alla comprensione delle linee orientative tracciate e per scegliere come e quando vivere la celebrazione eucaristica nella prima fascia oraria del mattino. 
Il comunicato della Segreteria di Stato ha dato alcune disposizioni in merito alle celebrazioni delle Sante Messe nella Basilica di San Pietro, con l’intento di assicurare che esse “si svolgano in un clima di raccoglimento e decoro liturgico”. Le indicazioni fanno riferimento ad un preciso contesto, cioè all’organizzazione delle azioni liturgiche nella fascia oraria compresa tra le 7 e le 9 del mattino. In buona sostanza, sono ispirate da due principi:
  1. ordinare le celebrazioni sotto il profilo della scansione temporale e della loro qualità;
  2. accogliere e integrare particolari e legittimi desideri dei fedeli, nel limite del possibile.
Infatti, il contenuto degli enunciati proposti dalla Segreteria di Stato si può riassumere così:
  1. tra le 7 e le 9 i sacerdoti possono concelebrare ad una delle Messe d’orario nei luoghi stabiliti; l’animazione liturgica preveda l’ausilio di ministranti;
  2. sono ammesse eccezioni riguardo ai luoghi della celebrazione – in occasione della memoria di un Santo i cui resti sono custoditi in Basilica – e alla contemporaneità di alcune celebrazioni per gruppi di pellegrini o nella forma straordinaria del Rito Romano.
[...] salto tutta la chiacchierata abbastanza indigesta [qui

Città del Vaticano, 22 giugno 2021
Mauro Card. Gambetti
Arciprete della Basilica Papale di San Pietro

La Chiesa rivendica l'osservanza del Concordato

Sacrosanto rivendicare la libertà dai rischi di natura giudiziaria. Ma la funzione della Chiesa non è piuttosto quella di richiamare i principi spirituali dai quali discendono quelli morali sociali e antropologici? E la violazione del concordato andava denunciata anche nel momento in cui le autorità civili hanno sancito le restrizioni in tema di culto pubblico.

Il Vaticano ha chiesto formalmente al governo italiano di modificare il ddl Zan, ora in commissione Giustizia del Senato, poiché "viola il Concordato". A presentare la nota verbale all'ambasciata italiana è stato il monsignor Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati della Santa Sede. È la prima volta che la Chiesa interviene durante l'iter di approvazione di una legge, esercitando le facoltà previste nei Patti Lateranensi.

Mons. Viganò. NOTA a proposito di alcune dichiarazioni del Prof. Roberto De Mattei recentemente apparse su “Corrispondenza Romana”

Indice degli interventi precedenti e correlati.

NOTA

A proposito di alcune dichiarazioni
del Prof. Roberto De Mattei recentemente
apparse su “Corrispondenza Romana”


Se ho parlato male, dimostrami dov'è il male;
ma se ho parlato bene, perché mi percuoti
?
(Gv 18, 23)

Mi è stato segnalato l’articolo Caso Viganò: l’arcivescovo e il suo doppio, apparso ieri su Corrispondenza Romana [qui], anche in inglese, a firma del prof. Roberto de Mattei.

Non posso non esprimere il mio stupore per le affermazioni che un illustre intellettuale cattolico, salutato come paladino della Tradizione e che non ha risparmiato alla Gerarchia critiche anche severe ma sempre ponderate e giuste, ha ritenuto di dover formulare nei miei riguardi. In realtà sarebbe stato sufficiente consultarmi a voce o per lettera, per dissipare i suoi sospetti e sentirsi rassicurare sul fatto che tutti i miei scritti, le mie dichiarazioni e le interviste rilasciate sono frutto di una maturazione di convinzioni delle quali rivendico con fierezza la piena paternità.

Le eresie della «teologia india» e della «teologia femminista»

Nota previa con la quale Paolo Pasqualucci apre il saggio Instrumentum diaboli. Le eresie della “teologia india” nello “Instrumentum laboris” per l’Amazzonia, gradito da Papa Francesco, Solfanelli, 2021, pp. 5-7 – volume di 170 pagine, € 12,00, edizionisolfanelli@yahoo.it)

Lo scopo del presente contributo è soprattutto quello di fornire ai fedeli ampi materiali per poter rendersi conto dell’abisso nel quale stiamo precipitando noi cattolici, vergognosamente traditi dai propri Pastori. L’Assemblea speciale del Sinodo dei Vescovi riunitasi nell’autunno del 2019 per discutere di una nuova evangelizzazione per l’Amazzonia, sulla base di un elaborato Instrumentum laboris, o “strumento di lavoro”, di poi informalmente approvato, anche se sempre come “strumento di lavoro” da approfondire, dal Papa nel febbraio 2020 nell’Esortazione Apostolica Querida Amazonia, ci viene a dire che dobbiamo ora venire istruiti nella “teologia india” e dare ampio spazio alle donne nella struttura gerarchica e di insegnamento della Chiesa ossia alla “teologia femminista” professata dalla gran maggioranza di loro. Queste pseudo-teologie sono e restano per ovvie ragioni un oggetto misterioso per la stragrande maggioranza di tutti noi. Quest’ignoranza favorisce l’azione eversiva di Pastori che da troppo tempo sono cattolici solo di nome, ci lascia senza difesa contro l’assalto dei nemici esterni e dei lupi travestiti da agnelli oggi pullulanti nella Gerarchia, a cominciare dai vertici. L’esposizione analitica della “teologia india” da me qui fatta, ha necessariamente implicato un’esposizione realistica delle antiche religioni amerindie, culti satanici se mai ve ne furono, sulle quali i “teologi indi” glissano alla grande, limitandosi ad elogiarle sobriamente in quanto culti della supposta “sapienza” degli antenati, da venerare per questa ragione.
Ho anche richiamato l’attenzione sulla dottrina dei c.d. “semi del Verbo” da reperirsi nelle culture e nelle religioni non cristiane [vedi anche]. Questa dottrina è stata male intesa e applicata, dal Concilio Vaticano II in poi, per giustificare le aperture indiscriminate alle altre religioni, che hanno portato alla fine, come dimostrano anche le scandalose celebrazioni del culto idolatrico della Pachamama addirittura in S. Pietro nel 2019, ad una “inculturazione” del cattolicesimo ad esse, capovolgendo il senso originario della suddetta dottrina, abbozzata da alcuni Padri Greci per favorire le conversioni a Cristo.

lunedì 21 giugno 2021

Ma di quale oppressione ci parlano?

Ma di quale oppressione ci parlano?
Che la “causa” Lgbt sia stata ormai adottata dai grandi marchi e che ogni occasione per questi diventi quella giusta per sostenerla è un dato di fatto difficilmente contestabile. E se qualche azienda non ci sta è sufficiente la minaccia di boicottaggio che questa poi si accuccia obbediente come il miglior cane fedele.
Come accadde alla Barilla nel 2013 quando Guido Barilla alla domanda di Rai24 sul perché l’azienda non avesse ancora dato spazio agli omosessuali nei propri spot “osò” rispondere che il target di riferimento dell’azienda era la famiglia. «Non faremo pubblicità con omosessuali perché a noi piace la famiglia tradizionale. Se i gay non sono d’accordo, possono sempre mangiare la pasta di un’altra marca» fu la candida e sincera risposta di Guido. Non l’avesse mai detto, si scatenò l’ira arcobalenata #boicottabarilla accompagnata dal fior fiore del mondo progressista della politica e dello spettacolo, finché il “pentito” Guido non fece atto di sottomissione dall’allora presidente della Camera Laura Boldrini, dalla quale tutto partì. E così la Barilla iniziò un percorso di “redenzione”, che portò in poco tempo lo storico marchio a diventare modello da seguire, tanto da ottenere dalla “Human Right Campaign” (potente associazione Lgbt che ogni anno stila una graduatoria basata sulle politiche interne ed esterne aziendali in questo campo) un punteggio perfetto. Barilla promossa.

Rapporto Matić al Parlamento europeo. L’aborto un diritto umano, divieto ai pro life di dare informazioni e istruzioni, educazione sessuale compulsiva in salsa gender nelle scuole

La sessione plenaria del Parlamento europeo il 23 giugno prossimo discuterà il Rapporto Matic - dal nome del deputato croato Predrag Fred Matić che l'ha proposto - che rappresenta un perfetto e micidiale capovolgimento di tutto ciò che il diritto naturale e il buon senso dicono in materia di vita, famiglia e libertà educativa. L’aborto viene surrealmente presentato come un «diritto umano» mentre la difesa della vita del nascituro diviene «violenza di genere». Di fatto se contraccezione e aborto vengono proposti al posto della maternità siamo di fronte alla realtà ribaltata di segno apertamente infero... Tra l'altro il rapporto attacca gravemente i diritti fondamentali sanciti dalla Carta dell'UE e viola la sovranità dei singoli paesi. In sostanza:
  • Il Matic Report vorrebbe qualificare l'aborto come un "diritto umano", anche se non esiste un tale diritto, e promuovere l'aborto senza alcuna restrizione.
  • Chiede anche l'abolizione (quanto meno pratica) del diritto all'obiezione di coscienza del personale sanitario. L'obiettivo del rapporto Matic è di rendere in concreto impossibile per i sanitari pro-vita di opporsi all'uccisione di un essere umano con l'aborto. Un medico o una ostetrica che vi si rifiutasse, sarebbero i primi ad essere ingiustamente discriminati, dal momento che, secondo il rapporto, il rifiuto dell'aborto sarebbe equiparato al "rifiuto di cure mediche".
  • Promuove l'aborto e la contraccezione per le ragazze "indipendentemente dall'età" senza il consenso dei genitori. In pratica gli aspetti peggiori della nostra 194, riportati, applicati e moltiplicati a livello globale.
  • Esorta i paesi dell'UE a garantire l'indottrinamento LGTB e Gender dalla scuola primaria senza informare o richiedere il consenso dei genitori.
  • Raccomanda i cosiddetti interventi irreversibili di "cambio di sesso" anche per i minori, e predispone che siano pagati dai sistemi sanitari pubblici.
  • Interferisce con la giurisdizione esclusiva degli Stati membri sulla definizione e la gestione dei loro sistemi sanitari nazionali o delle loro scelte di politica sanitaria nazionale.

Ed ecco il 'cammino sinodale italiano'. La sinodalità è ormai irreversibile?

Scrive Andrea Sandri + commento di Riccardo Zenobi: "La CEI inaugura [su sollecitazione di Bergoglio1] il "cammino sinodale" italiano come cammino dal basso verso l'alto. È la vecchia superstizione del positivismo che crede che la verità sia prodotto di un metodo (e siccome esistono molti metodi la verità è relativa e transeunte), e l'oblivione dell'idea evangelica che la Chiesa viene dall'Alto: il Padre manda il Figlio, e Gesù Cristo manda Pietro e gli Apostoli. Il risultato disastroso del cammino sinodale tedesco evidentemente non è bastato. L'alto del metodo non è l'Alto della Chiesa e di Dio". "Che poi il loro "basso" è sempre il pubblico acattolico verso il quale bisogna fare bella figura a tutti i costi. I cattolici non hanno voce in capitolo nel clericalismo postconciliare".

Richiamo alcuni miei articoli che puntualizzano il tema e i problemi che vi sono connessi (sono anni che ne scrivo mentre mi interpellano in diretta):
  • Collegialità episcopale o episcopato subordinato? Le implicazioni nell'Amoris Laetitia [qui]
  • Le insidie della collegialità. Le due ecclesiologie [qui]
  • Consolidamento della sinodalità e del conciliarismo? Il C9 e la "decentralizzazione" della Chiesa [qui]
  • Conciliarità, Sinodalità. Come cambia la Chiesa? [qui]
Da questi scritti opportunamente aggiornati potrebbe scaturire un piccolo saggio. Avrei bisogno di un tempo sabbatico dal blog per poter elaborare questo e un paio d'altri...
______________________ 
1. La Chiesa italiana «deve incominciare un processo di Sinodo nazionale, comunità per comunità, diocesi per diocesi». L’indicazione era arrivata da papa Francesco a fine gennaio ricevendo i partecipanti all’incontro promosso dall’Ufficio catechistico della Cei. [qui]

Svezia: timido risveglio di fronte alla deriva transgender

Piccole crepe nella diga arcobalenosa. Precedenti quiqui - quiquiqui 
La Svezia sta cominciando a valutare il peso della deriva che rappresenta il transgender? Difficile dirlo senza sfumature. Eppure, l'ospedale più prestigioso del Paese, che è stato il primo a riconoscere il "diritto" del transgender, comincia a dubitare.
In un eccellente articolo intitolato "Transgender: all'origine di un delirio sociale", la rivista Valeurs Actuelles descrive la nascita e la progressione di questa ideologia, un cavallo di Troia della causa LGBT.

L'origine del fenomeno transgender
L'autore giustamente fa notare che la causa di tale negazione del reale "è da ricercarsi nell'ideologia. In questo caso il transessualismo è la forma più avanzata di dominio della mente sul corpo e in questo è attivamente promosso da chi ha una visione dell'uomo liberata dai vincoli biologici". In altre parole, il transumanesimo.

domenica 20 giugno 2021

Messe in tutta l'Irlanda sugli altari del tempo della persecuzione, per “il rinnovamento della fede”

Negli ultimi giorni è ripresa la tradizione di celebrare in 26 altari in pietra che punteggiano le campagne irlandesi, testimoni dei tempi della persecuzione nel XVII secolo quando i cattolici si trovavano in luoghi isolati per assistere segretamente alla messa all'aperto.
Su iniziativa di Aiuto alla Chiesa che Soffre, in tutte le diocesi d'Irlanda sono state organizzate messe sulle famose “Mass Rocks” diocesane - le “rocce per la messa” - per chiedere una grazia ben precisa: "il rinnovamento della fede" nel Paese, che si è visto invadere a velocità vertiginosa dalla cultura della morte attraverso l'approvazione tramite referendum dell'aborto legale, la legalizzazione del "matrimonio" delle coppie omosessuali e il crescente rifiuto della Chiesa cattolica da parte della popolazione un tempo profondamente religiosa. Un misto di laicità e disgusto per i molteplici casi di abusi sessuali su minori o maltrattamenti da parte di istituti religiosi venuti alla luce (e regolarmente strumentalizzati dalla stampa).
Aiuto alla Chiesa che Soffre ha quindi deciso di far celebrare una Messa in ciascuna delle diocesi d'Irlanda nei giorni che precedono il 20 giugno, festa dei martiri d'Irlanda, per ottenere, per loro intercessione, un ritorno e un rinnovamento della fede. Si tratta di cattolici uccisi in odio alla fede tra il 1537 e il 1714, come Olivier Plunkett, arcivescovo di Armargh, beatificato nel 1920, canonizzato nel 1975, e una ventina di altri irlandesi, per lo più sacerdoti o religiosi.
Per padre Gerard Quirke, dell'arcidiocesi di Tuam, non era la prima volta, poiché lo scorso aprile aveva preso l'iniziativa di celebrare la sua messa pasquale davanti al sol levante a causa delle restrizioni COVID che gli impedivano di celebrare le funzioni pubbliche nella sua chiesa [lo abbiamo documentato qui]. Un'immagine struggente, che testimonia un tipo di persecuzione diverso da quello a cui è stata sottoposta l'Irlanda cattolica più di tre secoli fa.
Nei giorni scorsi si è unito agli altri 25 sacerdoti e monaci che sono tornati alla tradizione della messa celebrata su un altare di pietra naturale, a volte difficile da riconoscere come tale - si trattava di nascondersi all'autorità - e situato molto spesso su un'altura per consentire al celebrante e ai partecipanti di sorvegliare i dintorni per poter scorgere il nemico a distanza.
Per il vescovo Tommy Johston, uno dei sacerdoti partecipanti - che ha officiato a Mass Hill, nella contea di Sligo - “è stato un privilegio unico stare in un luogo reso sacro dai nostri antenati che vi si trovavano tanti anni fa. esprimendo la loro fede nella presenza e nella preghiera, consapevoli del pericolo permanente che minacciava la loro vita e la loro sussistenza”.
Se i laici rischiavano la multa o la prigione, le “leggi penali” in vigore dal 1535 al 1691 facevano incorrere i sacerdoti che assicuravano ai laici il loro ministero nientemeno che nella pena di morte.
Con il COVID, ha preso piede una nuova forma di persecuzione con il divieto di messe pubbliche per un periodo molto lungo, anche se fino ad oggi l'Irlanda ancora non supera 5.000 morti attribuiti al coronavirus.
Questo aspetto delle cose non è stato messo in evidenza da parte di Aiuto alla Chiesa che Soffre nell'annuncio delle celebrazioni delle Messe sulla roccia.
L'Irlanda ha ripreso le messe pubbliche soltanto a metà maggio, e ancora in condizioni draconiane di regole e "distanziamenti", mantenendo ancora la sospensione dell'obbligo domenicale. Il 13 maggio l'arcivescovo di Dublino, durante la timidissima “riapertura”, ha precisato che tutti hanno pregato affinché gli sforzi del Paese contro un “virus mortale” non venissero compromessi, e ha aggiunto: “Soprattutto vogliamo che tutti siano il più sicuri possibile fino al completamento del programma di immunizzazione."
Pregare per un rinnovamento della fede in Irlanda non è sicuramente un lusso.
[Fonte - Traduzione a cura di Chiesa e post-concilio]