Pagine fisse in evidenza

domenica 30 aprile 2023

Combattere con armi spuntate? / don Elia

Interessante anche per i chiarimenti rispetto a quanto pubblicato qui e qui.
Princeps militiae caelestis, Satanam aliosque spiritus malignos,
qui ad perditionem animarum pervagantur in mundo,
divina virtute in infernum detrude

(Leone XIII, Preghiera a san Michele Arcangelo).
Pur nell’impegno di custodire il silenzio interiore e la pace del cuore, non possiamo esimerci dal dovere di compiere quel che è in nostro potere per zelare l’onore di Dio, quando esso è attaccato. Ciò che più ci indigna, tuttavia, non è il fatto che negli Stati Uniti si organizzino pubblici raduni di satanisti, come quello in corso a Boston in questi giorni (che non è certo il primo né l’unico); non fa meraviglia più di tanto, infatti, che simili abomini avvengano in un territorio dominato da una delle correnti più aggressive della massoneria. Quello che più ferisce e addolora è l’atteggiamento remissivo e disertore della gerarchia cattolica, che ancora una volta si sottrae all’ineludibile compito di reagire vigorosamente in difesa dei diritti divini e per il bene delle anime.

Terza Domenica dopo Pasqua ("Iubiláte Deo")

Terza Domenica dopo Pasqua
 
Iubiláte Deo, omnis terra, psalmum
dícite nómini eius, date glóriam laudi eius, allelúia.
Acclamate al Signore da tutta la terra, cantate un inno al suo nome, rendetegli gloria, elevate la lode. Alleluia.

La dignità del popolo Cristiano
Ancora un poco e non mi vedrete;
e un altro poco e mi vedrete;
perché vado al Padre
Niente di più grande, di più alto sulla terra che i Principi della Santa Chiesa, che i Pastori stabiliti dal Figlio di Dio, e di cui la successione durerà tanto quanto il mondo; ma non crediamo che i sudditi di questo immenso impero, che si chiama la Chiesa, non abbiano anche la loro magnanima dignità. Il popolo Cristiano, in seno al quale si confondono in completa uguaglianza, sia un Principe che un semplice privato, sovrasta in luce e valore morale di tutto il resto dell’umanità. Ovunque esso si estende, penetra la vera civilizzazione; poiché ovunque porta l’esatta nozione di Dio e del fine soprannaturale dell’uomo. Avanti a Lui arretra la barbarie, si cancellano le istituzioni pagane, per quanto antiche possano essere; un giorno vide anche la civiltà Greca e Romana rendergli le armi; e il diritto cristiano, scaturito dal Vangelo, sostituirsi da se stesso a quello dei Gentili. Numerosi fatti hanno dimostrato la superiorità che il battesimo imprime alla stirpe Cristiana; poiché non sarebbe ragionevole pretendere di trovare altrove la ragione principale di questa superiorità nella nostra civiltà, la quale non è stata che la conseguenza del battesimo.

sabato 29 aprile 2023

Decadenza

La differenza tra un individuo che si toglie la vita e una civiltà decadente, che si autodistrugge, è che il primo ne è consapevole, la seconda no.
Essa trasforma in "progresso" il proprio decadente regresso spirituale, e in "diritti" ogni colpo che infigge alle sue istituzioni portatrici di senso (dalla famiglia alla Chiesa, dalla scuola alla difesa delle frontiere).
Rispondendo all'infausta ma geniale prognosi di Oswald Spengler sull'inevitabile decadenza dell'Occidente tecnico-mercantile, lo storico Arnold J. Toynbee profetizzava nel 1934 che solo la formazione di una nuova "elite creativa" avrebbe scongiurato la dissoluzione della civiltà europea. La prognosi di Toynbee rimaneva quindi dubitativa.

Una sorprendente difesa della Messa tradizionale

Nell'articolo che segue emergono ulteriori dettagli rispetto a quanto già pubblicato qui. Qui l'indice degli articoli sulla Traditionis custodes e successivi.

Una sorprendente difesa della Messa tradizionale

Da diversi mesi, a Roma, si vocifera che dopo Traditionis custodes e il rescritto del 21 febbraio 2023, la celebrazione della messa tradizionale verrà ancora più severamente limitata. Per il momento non è stato pubblicato nulla e non è detto che un testo compaia a breve.
Tuttavia, il 30 marzo è apparso sul settimanale francese Valeurs Actuelles, una dichiarazione che potrebbe servire come risposta anticipata a qualsiasi tentativo romano di rilasciare un permesso di sepoltura per la Messa tridentina.
Ecco questa affermazione: "Vogliamo rendere tutto orizzontale, banalizzare le cose, renderle ordinarie […]. È sorprendente vedere che questa tentazione colpisce anche la Chiesa cattolica. Una volta ho assistito a una celebrazione della Messa secondo il rito tradizionale: non è la mia cultura, ma ho avuto prima di tutto un'emozione estetica che mi ha attratto".

venerdì 28 aprile 2023

L'intervento del vescovo Vitus Huonder: un passo verso il superamento della connotazione negativa della FSSPX?

Nella nostra traduzione da Riposte Catholique l'interessante posizione del vescovo Vitus Huonder nei confronti della FSSPX. Precedenti: qui  - qui - qui. Il suo nome figura nell'elenco dei sostenitori dei Dubia dei quattro Cardinali su Amoris laetitia qui.

L'intervento del vescovo Vitus Huonder: 
un passo verso il superamento della connotazione negativa della FSSPX?

Mons. Vitus Huonder, 81 anni, vescovo emerito della vasta diocesi di Chur, Svizzera, grande amico della Fraternità San Pietro, per la quale ha effettuato diverse ordinazioni, è andato in pensione nel 2019 e si è ritirato in una scuola della Fraternità di San Pio X, nella Svizzera tedesca, l'Istituto Santa Maria de Wangs.

Si sarebbe pensato che la FSSPX avrebbe chiesto a questo illustre ospite di amministrare ordinazioni, cresime, visitare i conventi del mondo; il che avrebbe assunto non poca importanza. Allo stesso modo, Mons. Huonder avrebbe potuto continuare a celebrare e ordinare per la Fraternità San Pietro e gli altri istituti ex-Ecclesia Dei. Ma i tempi, a quanto pare, non erano maturi.

28 aprile: san Luigi Maria Grignion de Montfort, sacerdote fondatore della Compagnia di Maria

Medicina sempre efficace all'anima, quando tutt'intorno sembra religiosamente ed eticamente crollare, sono le gemme lasciate dai santi della Chiesa, che a volte si dimostrano essere risorsa preziosissima per dare alimento e nutrimento alla propria Fede. Negli eletti di Dio è possibile trovare ossigeno e ristoro così come l'amante della montagna e un rinvigorimento oltre-passare i mille metri per respirare l'aria pura delle vette. 
Cito dalla 'Preghiera infocata': "Ricordati, Signore, della comunità che ti sei acquistato nei tempi antichi. L’hai posseduta nel tuo spirito fin dall’eternità, quando rivolgevi ad essa il pensiero. L’hai posseduta nelle tue mani, quando traevi dal nulla l’universo. L’hai posseduta nel cuore, quando il tuo amato Figlio, morendo in croce, la consacrava irrigandola con il proprio sangue e l’affidava alla sua santa Madre. [...]". Precedenti qui - quiqui - qui.

28 aprile: san Luigi Maria Grignion de Montfort, 
sacerdote fondatore della Compagnia di Maria

Non credo che una persona possa acquistare un’unione intima con Nostro Signore e una perfetta fedeltà allo Spirito Santo, senza una grandissima unione con la santissima Vergine”. E’ questo un caposaldo della spiritualità di Luigi Maria Grignion da Montfort. “Tutta la nostra perfezione – scriveva – consiste nell’essere conformi, uniti e consacrati a Gesù” e imitare Maria, vuol dire seguire “la creatura più conforme a Gesù”. Secondo di diciotto figli, era nato il 31 gennaio 1673 da una famiglia bretone profondamente cristiana a Montfort-la-Cane: qui visse solo poche settimane, ricevendo il battesimo un giorno dopo essere venuto alla luce.

giovedì 27 aprile 2023

Novità: Sinodo “dei Vescovi” con “donne” che votano

Vedi indice articoli sul sinodo sulla sinodalità e anche : Maria Guarini, Conciliarità, Sinodalità. Come cambia la Chiesa? [qui] 
Oltre il ridicolo. Questi “guardiani della rivoluzione” vanno a minare i fondamenti stessi della rivoluzione. 
 È o non è stato il mitico Concilio Vaticano II che ha proclamato solennemente l’intima unione tra giurisdizione e ordine? E questi qua, che non vedono altro che il mitico Concilio, vanno a fare questi pateracchi, con la ridicola conseguenza di avere un Sinodo “dei Vescovi” con “donne” che votano. Cioè non Vescovi. Come se al Senato votassero anche i non Senatori. 
Stanno minando le fondamenta dell’Istituzione, con queste operazioni spericolate. Istituzione che risulterà completamente delegittimata, svilita, alla fine di questi “processi”. Cosicché anche la loro stessa rivoluzione rimarrà travolta da tutto ciò, rendendo completamente inefficaci i loro proclami. Sta già accadendo, ma questi non se ne accorgono e continuano a suonare nella loro orchestrina… (Federico Michielan)

Viganò sulla Russia

Eleison Comments DCCCXXIII. Commenti settimanali di S. Ecc. Mons. Richard Williamson Vescovo della Fraternità Sacerdotale San Pio X. Indice degli articoli sulla guerra in Ucraina.

Viganò sulla Russia

È possibile che i nostri governanti non comprendano la posta in gioco?
Tutto ciò che Dio ha fatto, l’uomo vuole rifarlo.
In una Chiesa Cattolica in cui pochissimi ecclesiastici hanno ancora l’intuizione di vedere, o il coraggio di denunciare perché il mondo intorno a loro sta preparando il proprio suicidio, un uomo di Chiesa sta dicendo senza paura, mese dopo mese, le verità essenziali. Ecco, in forma sintetica, l’incoraggiante Messaggio dell’Arcivescovo Carlo Maria Viganò al Congresso di fondazione del Movimento Internazionale degli “Amanti della Russia” [qui], tenutosi a Mosca il mese scorso. Quando un vescovo Cattolico viene consacrato vescovo, promette di non chiamare male ciò che è bene, né di chiamare bene ciò che è male. Qui l’Arcivescovo Viganò chiama chiaramente i nostri attuali leader mondiali come il male, e i Russi che si oppongono a loro come il bene. Si possono avere alcune riserve, ma l’Arcivescovo ha sostanzialmente ragione. Se il suo Messaggio non verrà ascoltato, dovremo impararne a nostre spese.
Gli eventi recenti ci hanno mostrato che l’ateismo materialista che devastò l’Impero Russo e il mondo dal 1917 – come annunciò la Santissima Vergine Maria a Fatima – si è oggi unito al liberalismo nell’ideologia globalista, che è alla base del delirante progetto del Nuovo Ordine Mondiale. Un progetto infernale, come giustamente ha evidenziato in un suo recente intervento il Presidente Vladimir Putin, in cui l’odio per la civiltà Cristiana vuole creare una società di schiavi asserviti all’élite di Davos. 

mercoledì 26 aprile 2023

«Quando parli del tuo amore per Cristo, le forze del male si scatenano»

«Quando parli del tuo amore per Cristo, le forze del male si scatenano»

«Sono a casa adesso». Così la commentatrice politica e filosofa giuridica olandese Eva Vlaardingerbroek descrive il giorno in cui è stata accolta insieme al padre nella piena comunione della Chiesa cattolica, il 23 aprile. La filosofa è diventata nota in questi ultimi anni per le sue posizioni contrarie alle ideologie dilaganti nella società occidentale e per assicurarsi «che tutte le mie opinioni siano in linea con la mia fede».

Nata da madre cattolica e padre protestante, 26 anni, Eva è cresciuta secondo i valori cristiani e introdotta a entrambe le fedi, ma è stata la pandemia di Covid-19 ad aprirle gli occhi sulla battaglia spirituale che il mondo sta affrontando e facendola giungere alla consapevolezza che la fede cattolica è «l’arma più potente» contro il relativismo odierno. «C’è una cosa come la bellezza, c’è una cosa come il Bene, e c’è una cosa come la Verità. Lui è la Verità, la Via e la Vita. E questo non cambierà mai. La dottrina cattolica rimane la stessa, non importa chi sia il Papa o quale tumulto attraversa la Chiesa come istituzione. La dottrina ha resistito e resisterà sempre alla prova del tempo, perché lui stesso ha fondato la Chiesa».

Exorcismus in Satanam et Angelos apostaticos (Leonis XIII)

Chiarimenti qui.
Facciamo seguito dell'importante Comunicato di Padre Francesco Bamonte dei Servi del Cuore Immacolato di Maria, esorcista nella diocesi di Roma e presidente dell’associazione degli esorcisti italiani [vedi]. In relazione alla gravità dell'ora presente egli esorta a rafforzare la nostra risposta nella comunione reciproca mediante la celebrazione della Santa Messa quotidiana, nella preghiera alla Madre di Dio mediante il santo Rosario, nella preghiera a San Michele Arcangelo capo e condottiero delle milizie celesti e nell'esorcismo quotidiano riportato in Appendice al rituale degli esorcismi (Preghiere ed esorcismo per circostanze particolari), che pubblico di seguito nella versione antica, notoriamente più efficace [vedi].

EXORCISMUS IN SATANAM  ET ANGELOS APOSTATICOS 
Iussu Leonis Pp. XIII editus

ESORCISMO DI LEONE XIII CONTRO SATANA E GLI ANGELI RIBELLI

Pubblicato negli AAS del 1890, p. 743 qui
 e nel Rituale Romano del 1903, p. 227 : qui

L’Esorcismo contro Satana e gli angeli ribelli è stato composto da Papa Leone XIII (1810-1903), ed è stato incluso nel Rituale Romanum nel 1903, ultimo anno del suo pontificato. Egli compose questa preghiera il 13 ottobre 1884, dopo avere celebrato la Santa Messa nella Cappella vaticana. Al termine della celebrazione, il Papa rimase per circa dieci minuti ai piedi dell’altare, come in estasi. Ritiratosi nei suoi appartamenti, egli compose la preghiera a San Michele, ordinando che fosse recitata alla fine di ogni Messa bassa, e l’esorcismo che segue.
Questo esorcismo è riservato al vescovo e ai presbiteri da lui espressamente autorizzati e può essere recitato dai fedeli solo privatamente. La Congregazione per la Dottrina della Fede ha richiamato all’osservanza di questa norma nella lettera Inde ab aliquot annis, del 29 settembre 1985. In essa è precisato anche che questo richiamo «non deve affatto allontanare i fedeli dal pregare affinché, come ci ha insegnato Gesù, siano liberati dal male (cfr. Mt 6,13)».
L’esorcismo privato può essere recitato privatamente da tutti i fedeli con frutto, da soli o in comune, in chiesa o fuori; sempre se si sia in grazia di Dio e si sia confessati.
Non è permesso che i laici recitino l’esorcismo su persone supposte indemoniate, perché questa è esclusiva prerogativa del sacerdote debitamente autorizzato dal vescovo.
La recita dell’esorcismo, secondo le indicazioni sotto riportate, è consigliabile:
  1. quando si sente che più intensa si fa l’azione del demonio in noi (tentazione di bestemmia, di impurità, di odio, di disperazione, ecc.);
  2. nelle famiglie (discordie, epidemie, ecc.); 
  3. nella vita pubblica (immoralità, bestemmia, profanazione delle feste, scandali, ecc.);
  4. nelle relazioni tra i popoli (guerre, ecc.);
  5. nelle persecuzioni contro il clero e la Chiesa;
  6. nelle malattie, nei temporali, nell’invasione di animali nocivi, ecc.
Si asperga con acqua benedetta il luogo in cui si recita l’esorcismo

martedì 25 aprile 2023

Marcello Veneziani / Ribelli e scontenti sbarcano a Parigi

Dopo ventun’anni l’Italia è tornata in questa settimana protagonista al Festival du Livre a Parigi, dedicato al tema Passions italiennes. Un centinaio di scrittori italiani sono stati invitati, e l’avvento del governo Meloni ha garantito che non ci fossero solo intellettuali di sinistra. Era accaduta la stessa cosa nel 2002: c’era un governo di centro-destra e furono invitati scrittori di vario orientamento. Di quelle “passioni italiane” ne abbiamo parlato ieri al Salone parigino con Beatrice Venezi, in chiusura della settimana italiana, sul tema: “E vissero ribelli e scontenti”. Lei parlerà dei musicisti ribelli, io degli scrittori scontenti e imperdonabili, come intitolai due libri in cui scrivo di loro. Peraltro di ribelli e scontenti a Parigi e in tutta la Francia ce ne sono tanti…

Al Festival del libro vado in compagnia di sei fratelli maggiori per spiegare l’Italia e la sua vocazione allo scontento. Per la precisione sono: Curzio Malaparte, il D’Annunzio del giornalismo letterario e delle polemiche civili; Leo Longanesi, il genio fulminante della scrittura breve e dell’intuizione lunga; Cesare Pavese, l’esule dalla storia nel mito; Flaiano, l’amaro osservatore della dolce vita; Leonardo Sciascia, il Voltaire al limone, illuminista al sole di Sicilia; Pierpaolo Pasolini, l’apocalittico comunista antimoderno.

Comunicato Importante di Padre Francesco Bamonte, presidente dell’associazione degli esorcisti italiani

Testo esorcismo qui e chiarimenti qui.
E mentre l'attuale gerarchia che guida la Chiesa cattolica rinnega sé stessa, donando le sue perle a cani e porci per piacere al mondo e sottomettersi all'ideologia globalista, il potere oligarchico che impone quest'ultima in modo sempre più autoritario, ne approfitta per lasciare campo libero al satanismo, parificandolo ad una religione meritevole di riconoscimento e manifestazioni pubbliche, nonostante i crimini orrendi a cui incitano e che i suoi adepti commettono.
Uniti per tentare di annientare il cristianesimo, il loro nemico comune, e illudendosi di poter distruggere l'unica Chiesa di Cristo, quella cattolica.(vedi)
Mai così indebolita, visto molti vescovi non credono nemmeno all'esistenza del diavolo e quindi non nominano esorcisti.
Ma dimenticano che «portae inferi non praevalebunt», anche se ci causano e causeranno molte sofferenze. Tempo di prova e di martirio, bianco e rosso, dall'interno e dall'esterno. Oremus! (Aloisius)

* * *
Comunicato Importante di Padre Francesco Bamonte dei Servi del Cuore Immacolato di Maria, esorcista nella diocesi di Roma e presidente dell’associazione degli esorcisti italiani.

Carissimi Confratelli Esorcisti e voi tutti Ausiliari,
in allegato un messaggio importantissimo del nostro coordinatore per i paesi di lingua inglese, padre Robert-Joel Cruz riguardo l'imminente primo raduno satanico pubblico della storia che si terrà a Boston dal 28 al 30 aprile 2023. Vi riportiamo, in allegato, anche il testo originale in inglese della lettera di Mons. Mark O’Connel, Vescovo ausiliare dell'Arcidiocesi di Boston, incaricato dal Cardinale Sean O'Malley di dare una risposta ai fedeli preoccupati per questo drammatico evento.

lunedì 24 aprile 2023

La festa di Liberazione ancora usata come una bandiera di parte

Segnalazioni dei lettori assemblate e integrate a modo mio in vista di domani, 25 aprile.
Premessa
Forse non tutti sanno e nessuno ricorda che il 25 aprile è nato come festa patriottica e non come festa ideologica, tanto meno una festa comunista.
22 Aprile 1946 - Umberto di Savoia 
istituisce la festa nazionale “25 Aprile”
DECRETO LEGISLATIVO LUOGOTENENZIALE 22 aprile 1946 - N.185
Umberto di Savoia Principe di Piemonte
Luogotenente Generale del Regno
(...) Abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue:
Art. 1
A celebrazione della totale liberazione del territorio italiano, il 25 aprile 1946 è dichiarato Festa Nazionale.
In vista del 25 Aprile Giorgia Meloni lancia il suo appello, in occasione della commemorazione della morte dei due fratelli Mattei, Stefano e Virgilio, figli di un esponente locale del Movimento sociale italiano, morti nell'incendio appiccato da alcuni militanti di estrema sinistra: 
"Erano gli anni nei quali l’avversario politico era un nemico da abbattere, erano gli anni dei cattivi maestri sempre pronti a giustificare anche il più orrendo dei crimini o a costruire false verità per coprire i responsabili, erano gli anni delle fazioni contrapposte e della delegittimazione reciproca... Il popolo italiano ha saputo superare quegli anni così duri. Non lo ha fatto senza difficoltà. Le cicatrici delle profonde ferite subite ne sono il segno concreto e, spesso, tornano a far male. Non possiamo cancellare la storia o chiedere alle famiglie delle vittime di dimenticare ciò che è successo. Non possiamo restituire la vita ai troppi giovani che l'hanno sacrificata a un'ingiusta violenza. Quello che possiamo fare oggi è tenere viva la memoria di quanto accaduto, per evitare il pericolo di ricadute e condurre l'Italia e il nostro popolo verso una piena e vera pacificazione nazionale... È l'obiettivo che mi auguro tutte le forze politiche, le Istituzioni, le agenzie educative e la società vogliano porsi per trasmettere alle nuove generazioni un messaggio di rispetto e tolleranza. Perché nel confronto politico non ci siano più nemici da abbattere o da distruggere, ma soltanto avversari, con i quali confrontarsi civilmente e nel riconoscimento reciproco".
In effetti, tra i cittadini (ad eccezione degli intellettuali d'assalto in sevizio permanente effettivo su tutti i canali mediatici che la destra ancora non ha imparato a procurarsi) chi si ritiene una persona totalmente libera e democratica, aborre ogni forma di totalitarismo che sia fascismo che sia comunismo... E vorrebbe che il 25 aprile fosse la festa di tutti, la festa di chi ha davvero una coscienza democratica. 

Bisogna riprendersi scuola ed educazione. Venite a Lonigo (Vi), sabato 29 aprile

Volentieri condividiamo. Per approfondire: [qui e precedenti segnalati nei link e, poi, qui - qui - qui - quiqui - qui].
Bisogna riprendersi scuola ed educazione. 
Venite a Lonigo (Vi), sabato 29 aprile

La prima via d’uscita dal sistema pervasivo che ci attanaglia è l’educazione. Certo, anche altri, a partire dall’informazione a cui si dedica la Bussola, informazione che, comunque, è anche formazione e quindi educazione. Valori e comportamenti oggi vengono largamente imposti. L’educazione nella scuola statale corrisponde – quando non vada ben oltre! – al patriottismo costituzionale, il che alla fine significa che i nostri figli devono condividere i principi repubblicani, anche quando vanno contro la legge naturale: buon cittadino e uomo buono si divaricano e il primo vince sul secondo. Media e social educano sì, ma nel senso che diseducano: non esiste un serial televisivo che non contempli l’omosessualità e che non presenti le famiglie divise o allargate come cose normali. Per rendere possibili i propri obiettivi, il sistema di oggi deforma sistematicamente l’educazione sull’ambiente, sulla procreazione, sulla religione, sulla salute, sull’identità maschile e femminile, sui fatti, raccontati secondo le narrazioni di regime, sulla storia… Anche nella Chiesa le cose non vanno troppo bene. Limitata e spesso scadente l’educazione religiosa, frequente l’omologazione ai criteri del mondo, presa di distanza dall’educare a giudicare la realtà. Quella che anni fa si chiamava “emergenza educativa” è ormai esplosa.

Card. Raymond Leo Burke: Omelia Dominica Resurrectionis Domini Nostri Iesu Christi

S.E.R Card. Raymond Leo Burke: "Ogni aspetto della nostra vita sia una cooperazione con la grazia divina" - Omelia Dominica Resurrectionis Domini Nostri Iesu Christi
Dominica Resurrectionis Domini Nostri Iesu Christi
Chiesa dei Santi Michele e Gaetano
Firenze, 9 aprile 2023

Epistola: 1 Cor. 5, 7-8
Evangelium: Marc. 16, 1-7

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Così sia.
Il nostro agnello pasquale, Cristo, è stato immolato, alleluia. Festeggiamo dunque la Pasqua con i pani azzimi in purezza e verità, alleluia, alleluia, alleluia[1].
Queste parole divinamente ispirate dell'antifona alla Comunione, tratte dalla Prima Lettera di San Paolo ai Corinzi, esprimono la realtà oggettiva che è all'origine dell'inesprimibile meraviglia e gioia di oggi, giorno della Risurrezione di Nostro Signore. È la realtà che l'Angelo Pasquale ha annunciato alle sante donne che si erano recate al sepolcro di Cristo per ungere il suo corpo senza vita e avevano trovato la tomba vuota:

Nuovo tentativo di violare il segreto della confessione

Nella nostra traduzione da Riposte Catholique un nuovo attentato alla cattolicità e ai suoi principi salvifici. Precedente qui.

Nuovo tentativo di violare il segreto della confessione

Dopo che la Camera dei rappresentanti dello Stato di Washington non ha approvato un emendamento a un disegno di legge che richiederebbe al clero di violare il sigillo della confessione, il vescovo Thomas Daly di Spokane ha ricordato ai legislatori che, mentre nel corso della storia "tutti" i tentativi simili da parte di "re, regine, dittatori, potentati e legislatori" hanno fallito e che anche se l'emendamento fosse approvato il clero non abdicherebbe.
“Voglio assicurarvi che i vostri pastori, vescovi e sacerdoti sono determinati a mantenere il sigillo della confessione – fino al punto di andare in prigione”. “Il Sacramento della Penitenza è sacro e tale rimarrà nella diocesi di Spokane.

domenica 23 aprile 2023

San Giovanni in Laterano è diventata una cattedrale ecumenica?

Nella nostra traduzione da Riposte Catholique una notizia che lascia pensare che la inquietante celebrazione degli Anglicani segnalata qui non sia stata una svista definita "errore di comunicazione", ma un ennesimo calamento di braghe della Chiesa conciliare all'insegna del falso ecumenismo [vedi].
Non dimentichiamo che l'Arcibasilica Lateranense, Cattedrale di Roma e del Papa sulla cui cattedra avviene l'insediamento dei nuovi papi, è la madre di tutte le Chiese del mondo cattolico.
Ripercorriamo alcuni punti essenziali. L’ecumenismo non è stato una scoperta del Concilio, ma esso è da sempre nell’autocoscienza ecclesiale. « Vi è, tuttavia, con una sua configurazione, diametralmente opposta a quella attuale. Mentre questa si distacca dalla “politica del ritorno” e talvolta irride ad essa, talaltra la demonizza. L’ecumenismo che accompagna l’incedere spazio-temporale della Chiesa è al servizio della sua unità/unicità, alla quale sollecita il ritorno dei lontani e dei separati »[Brunero Gherardini, L’ecumene tradita, Fede e Cultura 2009, pag. 24]. 
Non a caso, nella Mortalium animos Pio XI insegna che la tendenza pancristiana al falso ecumenismo sfocia in una « falsa religione cristiana, assai diversa dall’unica Chiesa di Cristo ». La Tradizione ci consegna il dato che alla Rivelazione Apostolica corrisponde la Chiesa una unica ed immutabile. Chi e da qualunque pulpito la rende diversa nella Dottrina, si autoesclude dall’unica vera Chiesa. L'“Ut unum sint” per il quale il Signore ha pregato ed ha donato sé stesso, la vera unità - che non è né pragmatica né organizzativa né di assenso della ragione, ma comunione in Cristo nella Sua Chiesa - non sono le cosiddette buone volontà umane a realizzarla, ma essa stessa si realizza come dono Soprannaturale che si invera in chi “rimane” e in chi “ritorna” nella Chiesa così come il Signore l'ha voluta e istituita: l'Una, Santa, Cattolica, Apostolica e anche Romana. Invece nell’Unitatis redintegratio l’Instructio de motione oecumenica del 1949, che riprende la Mortalium animos, non è mai citata e non lo è neppure il vocabolo ritorno (reditus). (M.G.)

San Giovanni in Laterano 
è diventata una cattedrale ecumenica?

Dopo gli anglicani, venuti a celebrarvi recentemente, sono gli ortodossi che dovrebbero venire a celebrarvi una Messa. Dal 9 al 14 maggio il Patriarca copto ortodosso Tawadros II visiterà Roma in occasione del 50° anniversario del primo incontro tra un papa e un patriarca copto. Accompagnerà il papa durante l'udienza di mercoledì 10 maggio e parlerà anche ai presenti in piazza San Pietro in occasione dell'udienza generale.

Fin qui niente di straordinario. Ma nell'agenda del patriarca Tawadros II è prevista una messa copta ortodossa nella cattedrale di Roma, di cui il papa è vescovo e quindi sede titolare, alla quale parteciperà la comunità cristiana di questa denominazione.

Il domenicano Hyacinthe Destivelle, del Dicastero per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, ha affermato:
“Anche domenica 14 maggio sarà una giornata storica perché il Patriarca celebrerà la messa nella Basilica di San Giovanni in Laterano per i fedeli copti. Sarà la prima volta che un non cattolico celebrerà messa nella cattedrale del papa. Penso che la basilica sarà piena, perché c'è una diaspora copta molto numerosa e dinamica nell'area di Roma e in Italia, forse 100.000 fedeli”.
A quando una messa secondo il messale del 1962 a San Giovanni in Laterano?...
[Traduzione a cura di Chiesa e post-concilio]

Seconda Domenica dopo Pasqua / Domenica del Buon Pastore.

Meditiamo i tesori della nostra fede.
Ego sum Pastor bonus, et cognosco oves meas,
et cognoscunt me meae
 
Domenica del Buon Pastore.
Intróitus 
Ps 32:5-6.- Misericórdia Dómini plena est terra, allelúia: verbo Dómini cœli firmáti sunt, allelúia, allelúia. ~~
Ps 32:1.- Exsultáte, iusti, in Dómino: rectos decet collaudátio. ~~ Glória ~~ Misericórdia Dómini plena est terra, allelúia: verbo Dómini cœli firmáti sunt, allelúia, allelúia.
Introito
Ps 32:5-6.- Della misericordia del Signore è piena la terra, allelúia: la parola del Signore creò i cieli, alleluia, alleluia. ~~
Ps 32:1.- Esultate, o giusti, nel Signore: ai buoni si addice il lodarlo. ~~ Gloria ~~ Della misericordia del Signore è piena la terra, alleluia: la parola del Signore creò i cieli, alleluia, alleluia.

Questa Domenica viene designata con l'appellativo popolare di "Domenica del Buon Pastore" perché, alla Messa, vi si legge il brano evangelico di san Giovanni in cui nostro Signore stesso si chiama in questo modo. Un vincolo misterioso unisce tale testo al tempo nostro, poiché è in questi giorni che il Salvatore degli uomini, stabilendo e consolidando la sua Chiesa, cominciò a darle quel Pastore che dovrà governarla fino alla consumazione dei secoli.
Secondo l'eterno decreto, l'Uomo-Dio, tra qualche giorno, non sarà più visibile quaggiù. La terra lo rivedrà solamente alla fine del tempo, quando verrà a giudicare i vivi e i morti. Nondimeno egli non può abbandonare questa umanità, per la quale si è sacrificato sulla croce, che ha vendicato della morte dell'inferno, uscendo vittorioso dal sepolcro. Egli resterà dal cielo il suo Capo; ma cosa avremo noi, per supplire alla sua presenza sulla terra? Avremo la Chiesa. Alla Chiesa lascerà tutta la sua autorità sopra di noi; è nelle mani della Chiesa che depositerà tutte le verità che ha insegnato; è lei che stabilirà quale dispensatrice di tutti i mezzi di salvezza, che ha destinati per gli uomini.

sabato 22 aprile 2023

Mons. Paglia sul suicidio assistito

Purtroppo non ci sorprende, conoscendo i precedenti (qui).
Mons. Paglia sul suicidio assistito

Personalmente non praticherei l’assistenza al suicidio, ma comprendo che una mediazione giuridica possa costituire il maggior bene comune concretamente possibile nelle condizioni in cui ci troviamo.
Parole che nella bocca di un politico, magari privo di forti convinzioni personali, possono anche starci.
Non è accettabile se a pronunciarle è l’arcivescovo Vincenzo Paglia presidente della Pontificia accademia per la vita e gran cancelliere del Pontificio istituto Giovanni Paolo II.
Non è accettabile perché quando tu, con quel ruolo, parli di questi temi non esiste un “personalmente io non lo farei”.
Esiste ciò che va fatto e ciò che non va fatto, al di là delle singole situazioni che meritano compassione e rispetto ma non possono modificare la verità dei fatti.
Quasi divertente poi il giustificare questo atteggiamento “personalistico” della morale richiamando il concetto di “bene comune”, una contraddizione in sé.

Una storia infinita

Nel lungo capitolo della tanto dolorosa quanto inquietante vicenda dei Francescani dell'Immacolata [vedi indice] un capitolo a parte è costituito dalla questione dei beni, su cui avevamo puntualizzato qui - qui, mentre qui davamo notizia della decisione del tribunale con ulteriori puntualizzazioni qui. Di seguito riprendiamo un aggiornamento da Stilum curiae.

Una storia infinita

Ci sono voluti dieci anni per sgretolare il castello di sabbia delle accuse contro i familiari di Padre Stefano Maria Manelli, il fondatore dell’Istituto dei Frati Francescani dell’Immacolata, accusati, senza alcuna legittima ragione, di aver sottratto ai religiosi l’uso dei beni. E poiché della diffamazione resta sempre qualcosa, niente di più facile che ci sia ancora chi continua a ritenere i Manelli coinvolti.
Ecco, allora, una sintesi della lunga storia.
Nel luglio del 2013 l’Istituto dei Frati Francescani dell’Immacolata è commissariato e il cappuccino padre Fidenzio Volpi ne assume il controllo. L’anno successivo i familiari di Padre Manelli intentano un procedimento giudiziario contro quest’ultimo per essere stati accusati di essersi appropriati della disponibilità dei beni dell’Istituto dei religiosi.
Il 12 febbraio 2015 si va alla Mediazione obbligatoria nel corso della quale Volpi riconosce l’inconsistenza delle sue affermazioni e accetta di pagare 20.000 euro a titolo di risarcimento, di ritrattare le accuse, diffondere la notizia a mezzo AGI e di informare tutte le comunità religiose della loro infondatezza.
Ma poco dopo l’ex Commissario, ormai deceduto, non ritiene dover soddisfare l’impegno preso e con un nuovo avvocato, nello stesso anno, adisce la questione in Tribunale, chiedendo la nullità della precedente mediazione. Esaminati i fatti, nel 2018, il giudice respinge le motivazioni dei ricorrenti, conferma la validità della mediazione, ribadisce la totale estraneità dei familiari del religioso a qualsiasi operazione illegittima e condanna i ricorrenti alle ulteriori spese.
Il legale del nuovo corso dei Francescani, nell’aprile del 2019, presenta un’istanza di sospensione provvisoria del giudizio a cui si oppongono i Manelli nel settembre dello stesso anno e finalmente, tre anni dopo, è nominato un CTU per assicurare l’esecuzione completa della condanna che prevedeva la pubblicazione della notizia della totale innocenza dei Manelli.
Attualmente la sentenza è stata parzialmente eseguita perché il 17 gennaio di quest’anno il sito ufficiale dei Francescani dell’Immacolata l’ha resa nota.[1] Il giudice che presiede la causa ha rinviato il processo a novembre di quest’anno per verificare se tutte le circostanze della condanna siano state adempiute.
La questione, però, resta ancora aperta in quanto i condannati non hanno ancora ottemperato alla pubblicazione con un lancio a mezzo AGI in cui si dichiarano infondate le accuse nei confronti dei familiari del Fondatore.
Questo, ad oggi, il lungo ed intricato percorso per arrivare a discolpare i familiari di padre Manelli presentati come illegittimi detentori di beni della Chiesa.
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[1] www.immacolata.com

venerdì 21 aprile 2023

Novità sulla datazione del primo vangelo

Un precedente interessante: 7Q5, il frammento papiraceo di Qumran databile al 50 d.C. circa, contenente Marco 6, 52-53 [vedi].

Novità sulla datazione del primo vangelo

L'Accademia austriaca delle scienze (OeAW) ha appena annunciato la scoperta di un frammento del Vangelo secondo Matteo presentato come la versione più antica di un brano del Nuovo Testamento fino ad oggi conosciuta. Viene così confermata l'ipotesi tradizionale di una datazione precoce del primo dei nostri Vangeli.

Dobbiamo tornare indietro di circa mille anni: monaci copisti di Terra Santa cancellarono, graffiandola, una pergamena per riutilizzarla. Questa cosiddetta tecnica del palinsesto si spiega con la scarsità, e quindi con il prezzo elevato, dei materiali necessari alla scrittura.

Anglicani nella Basilica lateranense. Mentre nessuno riuscirebbe mai a passare inosservato se celebrasse il Rito antico

Segnalazioni dei lettori. Anarchia totale, rigore dottrinale smarrito ed ecco i risultati. Non poteva infatti sfuggire all'attenzione il folto gruppo di "sacerdoti" capeggiati dal "vescovo". Il "rammarico" a posteriori risulta bislacco.

Alcuni giorni fa una celebrazione anglicana (Chiesa d'Inghilterra, separata da Roma da cinquecento anni) si è tenuta presso la Basilica Lateranense, la Cattedrale di Roma e del Papa, madre di tutte le Chiese del mondo; non un pellegrinaggio, una preghiera o una preghiera comune (ammissibile in poche limitate circostanze), ma una celebrazione eucaristica. Cattolici e anglicani non solo sono purtroppo in scisma, ma gli ultimi sono purtroppo pure in stato di eresia, e, soprattutto, per aver cambiato le formule nel corso dei secoli, non hanno purtroppo più i sacramenti e la successione apostolica; questo per fare capire la gravità di quanto accaduto. Pur potendo comprendere la buona volontà dei gesti di distensione, non è così che si creano e fanno ecumenismo e dialogo, non è così che si sana uno scisma; se non è purtroppo possibile concelebrare tra cattolici e ortodossi/ortodossi orientali, in divisione tra noi ma comunque con successione apostolica e sacramenti, ciò vale ancora di più per chi è in stato di eresia e privo di successione apostolica e sacramenti (Tacendo poi delle persistenti ostruzioni e difficoltà contro, invece, la celebrazione della liturgia romana tradizionale)

giovedì 20 aprile 2023

Comunicato stampa del gruppo “Arma Lucis” a proposito del docufilm su Mons. Lefebvre proiettato a Reggio Emilia

Ne avevamo dato notizia qui. Sul docu-film, precedente qui. Di seguito un resoconto dell'evento. Colgo l'occasione per richiamare: Ricordo di S.E. Mons. Marcel Lefebvre, nel centenario della nascita di Paolo Pasqualucci [qui]

Comunicato stampa del gruppo “Arma Lucis” a proposito del docufilm su Mons. Lefebvre proiettato a Reggio Emilia

Sala gremita al Cinema Al Corso di Reggio Emilia, sabato 15 aprile scorso, per la proiezione del docufilm “Mons. Lefebvre - Un vescovo nella tempesta”, pellicola prodotta dall’Associazione francese per la Difesa del Patrimonio Cristiano sulla vita dell’Arcivescovo più dibattuto dello scorso secolo: Mons. Marcel François Lefebvre, appunto.
Almeno 150 persone presenti, la maggior parte proveniente da Reggio Emilia ma con alcuni gruppi da Modena, Parma e, addirittura, alcune persone provenienti dal Veneto, dalla Liguria e dalla Lombardia.

mercoledì 19 aprile 2023

La messa tradizionale no, ma il “rito maya” sì

Avevamo già avuto più di una occasione per stigmatizzare rituali pagani celebrati nel corso di eventi o cerimonie cattoliche anche al cospetto di vescovi. Ma qui è ben più grave, siamo ad una vera e propria mutazione liturgica, all'abominio della desolazione, di cui avevamo segnalato un precedente qui, lanciando un allarme purtroppo inascoltato. Ora, nella nostra traduzione da Riposte Catholique apprendiamo che un documento di 31 pagine delinea il nuovo rito Maya proposto che evidenzia l'istituzione della leadership laica durante la Messa e "il rapporto con la sorella madre terra", comprese le preghiere ai quattro punti cardinali della terra. Ci vorrà un articolo-fiume per commentare ogni singolo punto tra le molte citazioni evidenziate.

La messa tradizionale no, ma il “rito maya” sì

Il Nuovo Rito Maya della Messa, pieno di idolatria pagana e simbolismo, sta avanzando in Messico. Immagini e dichiarazioni dalla diocesi di San Cristóbal de las Casas in Messico mostrano chiaramente esempi di idolatria pagana, simbolismo e pratiche eretiche adottate in quella che dovrebbe essere la messa cattolica. Questa realizzazione fa seguito al noto caso della Pachamama [qui - qui], mentre la Santa Sede persegue misure drastiche contro il rito vetus ordo.
Il Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti il 27 e 28 febbraio scorso ha inviato un rappresentante in Messico per discutere di questo nuovo rito con la diocesi locale di San Cristóbal de las Casas, in Chiapas; ilo che dimostra come questo progetto sia già avanzato. Il cardinale messicano Felipe Arizmendi Esquivel, vescovo emerito di San Cristóbal de las Casas, è uno dei principali promotori di questo nuovo rito, che sarà presentato, in aprile, prima alla Conferenza episcopale messicana e poi, in maggio, alla Santa Sede.

martedì 18 aprile 2023

È il Vaticano II che ha fallito, non la Chiesa

Nella nostra traduzione da OnePeterFive un articolo che dimostra come e perché non sia pensabile che i fedeli mettano in discussione l'autorità della Chiesa se le sue gerarchie ammettono che il Vaticano II ha commesso errori o non ha raggiunto i suoi obiettivi. 

È il Vaticano II che ha fallito, non la Chiesa 
Dr. Darrick Taylor, 13 aprile 2023 

Eccovi un paradosso. Siamo nell’anno 1545 e la Chiesa cattolica è allo sfascio. La rivolta protestante si è diffusa in Germania, in Francia, in Scandinavia e in Europa orientale. Le violente rivolte contro l’ordine costituito durante la guerra dei contadini (1525), l’assedio di Munster (1534), l’invasione ottomana dell’Europa orientale (1529) e la guerra tra la Francia e il Sacro Romano Impero minacciano la stabilità dell’Europa mentre il virus dell’eresia si diffonde rapidamente. Quasi tre decenni dopo l’inizio dello scisma luterano, Roma, in mano a una curia profondamente corrotta, è paralizzata dal timore che i risultati di un concilio ecumenico possano mettere a repentaglio il suo potere.
Ma ora, una nuova generazione di vescovi e uomini di Chiesa è finalmente riuscita a riunirsi nella città di Trento per discutere delle crisi causate dalla guerra e dalla Riforma, a volte in modo piuttosto aspro ma con la determinazione di fare qualcosa al riguardo. I vescovi sfilano nella navata della basilica di Santa Maria Maggiore, prendono posto, un mare di berrette rosse riempie la grande cattedrale. Si inizia a discutere l’importante questione di come riformare la Chiesa e sanare la divisione causata dalla Riforma. Ma prima che il primo vescovo possa alzare la voce per parlare, si ode un’esclamazione.
"Fermatevi! Questo concilio non può continuare! Deve essere sciolto immediatamente!”.

lunedì 17 aprile 2023

Paolo Pasqualucci / Ricordo di S.E. Mons. Marcel Lefebvre, nel centenario della nascita

Pubblichiamo un articolo scritto dal Prof. Paolo Pasqualucci sotto pseudonimo per sisinono nel 2005, in occasione del centenario della nascita (1905-2005) di mons. Lefebvre. Estremamente utile per inquadrare ancora una volta le giuste coordinate storiche, giuridiche ma soprattutto teologiche e canoniche della complessa e sofferta vicenda spesso tutt'oggi misconosciute o fraintese in un contesto ostile o poco informato. Ci piace accostarlo alle recenti iniziative di Reggio Emilia di cui abbiamo riferito qui. Il professore ringrazia la Direzione di sisinono per aver autorizzato la pubblicazione del presente articolo.

Ricordo di S.E. Mons. Marcel Lefebvre,
nel centenario della nascita (1905 – 2005)

di Paolo Pasqualucci

Che cosa abbia rappresentato e rappresenti la lunga, tenace ed inflessibile battaglia condotta da Mons. Marcel Lefebvre in difesa del sacerdozio, della dottrina e della S. Messa di sempre, per i cattolici rimasti fedeli all’insegnamento tradizionale della Chiesa, che non possono accettare le “riforme” neo-moderniste introdotte con il Concilio ecumenico Vaticano II, cercheremo di ricordarlo ai nostri lettori attraverso le sue stesse parole, rievocando le quali, avremo modo di soffermarci anche sull’illegittima soppressione della Fraternità Sacerdotale S. Pio X, da lui fondata, avvenuta proprio trent’anni fa.

Fedeltà costante di Monsignor Lefebvre alla Chiesa e ai suoi capi
Il giorno 7 aprile del 1980, Monsignor Lefebvre tenne un’omelia in italiano nella Chiesa di S. Simeone Piccolo, a Venezia. Con la franchezza, la linearità e la chiarezza che ne caratterizzavano il modo di esprimersi, egli espose ai fedeli il senso complessivo della sua posizione e della “crociata” alla quale nello stesso tempo li chiamava.

Quando l'imperatore Tiberio propose al Senato di inserire Gesù tra le 'divinità' riconosciute

Quando troviamo il nome di Gesù Nazareno nei testi storici. Come in questa interessante vicenda, di cui ci parla Antonio Socci in un suo articolo del 2005
L'imperatore Tiberio propose al Senato romano
di riconoscere Gesù Cristo come Dio.

di Antonio Socci

La prima volta in cui un "parlamento" si è trovato di fronte al "caso Gesù". Ne parla, con un piccolo scoop, la rivista internazionale "Aevum". Si tratta nientemeno del Senato di Roma, addirittura nell'anno 35, dunque pochi mesi dopo l'esecuzione capitale dell'uomo di Nazaret, mentre erano ancora ben vivi Pilato, Caifa e tutti i protagonisti di quel "processo".

L'imperatore Tiberio in quell'anno ha proposto al Senato - cui spettavano le decisioni sul culto - di riconoscere quel Gesù come "dio". Possibile? Cos'era accaduto? Quali notizie erano arrivate all'imperatore? Innanzitutto colpisce una concomitanza: proprio in quello stesso periodo, Tiberio invia in Oriente Vitellio il quale, arrivato a Gerusalemme, rispedisce Pilato a Roma e destituisce Caifa dalla carica di Sommo Sacerdote. È un provvedimento punitivo che ha qualcosa a che fare con l'illegale condanna di Gesù?

domenica 16 aprile 2023

Mons. Viganò / Omelia nella Domenica in Albis

Indice degli interventi precedenti e correlati.

Omelia
nella Domenica in Albis

Hæc est victoria, quæ vincit mundum: fides nostra
Questa è la vittoria che vince il mondo: la nostra fede.
I Gv 5, 4
CRISTO È RISORTO!
In questo giorno in cui la Chiesa prega per i neofiti, che sino a ieri indossavano la veste bianca ricevuta durante la Veglia Pasquale, tutta la liturgia è un inno alla Fede: l’esortazione dell’Epistola di San Giovanni, con la professione di Fede in Gesù Cristo Dio; nel Vangelo, l’episodio dell’incredulità di San Tommaso e della sua professione di Fede nella divinità del Salvatore: Dominus meus, et Deus meus (Gv 20, 28).

Le parole dell’Epistola, in particolare, mi sembrano appropriate ad una riflessione che potremmo applicare concretamente alla nostra vita quotidiana. Tutto ciò che viene da Dio vince il mondo, dice San Giovanni. E chi è che vince il mondo, se non chi crede che Gesù è il Figlio di Dio? Vincere il mondo: sembrano parole quasi illusorie, in un mondo che dispiega il proprio arrogante potere su tutto, in una società che offende pubblicamente Dio, che disprezza e rifiuta la Redenzione, che giunge a manomettere anche l’opera della Creazione, con mostruosità indegne di nazioni che si dicono civili.

Conflitto di doveri o scelta del male minore

Ricevo e volentieri pubblico da Res Novae. Precedenti qui - qui - qui
Conflitto di doveri o scelta del male minore
Don Pio Pace

La nota pastorale dell’episcopato francese del novembre 1968 silurava Humanæ vitæ, servendosi del concetto di conflitto di doveri o, ch’è poi lo stesso, di conflitto tra due mali, di cui si scelga il minore.

In realtà, l’espressione, tanto comune, di «male minore» si trova negli autori tradizionali solo per indicare che lo si può tollerare nel contesto di un «atto dal doppio effetto». Tollerare significa che si può eventualmente non impedire il sopraggiungere di un male minore, quando si voglia procurare un bene più grande o impedire un male più grande (Mt 13, 24-30: il Padrone della messe tollera la crescita della gramigna, perché, sradicandola, potrebbe sradicare anche la pianta buona). Allo stesso modo, si può compiere un atto (ad esempio, dare un analgesico ad una persona molto malata), per produrre l’effetto buono desiderato (calmare il dolore), benché possa comportare anche un effetto cattivo non cercato (la narcosi può avvicinare il momento della morte). In altre parole, il male, in questo caso, non è un mezzo voluto, ma una conseguenza tollerata. Tuttavia non si può mai commettere un male (sottoporre ad eutanasia il malato) per ottenere un bene (abbreviare le sue sofferenze). Perché un fine buono non giustifica un mezzo cattivo (Rm 3, 8).

Dominica "in Albis" (vestibus) - Quasimodo geniti infantes

Continuiamo ad attingere ai tesori della nostra fede. 

Ricordiamo che per il Sacramentario gelasiano l'Ottava di Pasqua terminava con il sabato. Al tempo di san Gregorio Magno si trasferì la sua conclusione alla domenica: Dominica post albas sul Sacramentario gregoriano. La denominazione Dominica in albis è posteriore.
Riprendiamo le prime parole dell'Introito della Messa del giorno "Quasi modo geniti infantes". (vedi come si comporta il gregoriano con questo testo). Ogni Domenica è Pasqua, ma quella in Albis, Ottava (Octava Dies) di Pasqua, ci ricorda la gioia e la grandiosità dell'unica e solenne Domenica che ha portato e porta tutto il mondo cristiano alla Risurrezione di Cristo Signore. Parole rivolte ai neofiti che avevano appena ricevuto la Fede per esortarli a continuare a nutrirla. Essi (e vale per tutti noi), una volta finiti i festeggiamenti del loro ingresso pasquale nella Chiesa, depositavano le vesti bianche ([in] albis vestibus) "esterne" ricevute la Domenica di Pasqua col Santo Battesimo, iniziando la feriale (ma sempre gioiosa) vita cristiana nella quale bisogna continuare a portare le vesti bianche "interne".

Ogni domenica è una Pasqua
Abbiamo visto, ieri, i neofiti chiudere la loro Ottava della Risurrezione. Erano stati immessi prima di noi alla partecipazione del mirabile mistero di Dio Risorto e, prima di noi, dovevano giungere al termine delle loro solennità. Questo giorno è dunque l’ottavo per noi che abbiamo celebrato di Domenica la Pasqua, senza anticiparla al Sabato sera. Ci si ricorda la gioia e la grandiosità dell’unica e solenne Domenica che ha associato tutto il mondo cristiano in un medesimo sentimento di trionfo. È il giorno della nuova luce che cancella l’antico Sabato: d’ora in avanti, sarà sacro il primo dì della settimana. È sufficiente che per ben due volte il Figlio di Dio l’abbia marcato col suggello della sua potenza. La Pasqua è, dunque, per sempre fissata di Domenica; e, come è stato già spiegato più sopra, nella “mistica del Tempo Pasquale”, ogni Domenica è, d’ora in poi, una Pasqua.

sabato 15 aprile 2023

La dinamica della restrizione dei riti liturgici

Nella nostra traduzione da CrisisMagazine, continuano le riflessioni sulle restrizioni introdotte al Rito Romano antico da Traditionis custodes e successivi. Qui l'indice degli articoli precedenti.
La dinamica della restrizione dei riti liturgici

L'argomento essenziale di Papa Francesco e di altri che desiderano limitare o addirittura vietare la celebrazione della Messa in latino tradizionale si riduce a "Se un rito liturgico induce le persone ad abbracciare una cattiva teologia, allora dovrebbe essere vietato". Si rifanno all'equazione: Dal momento che alcuni partecipanti al Rito Romano tradizionale stanno abbracciando una cattiva ecclesiologia (cioè, "tendenze scismatiche"), allora lo stesso Rito Romano tradizionale dovrebbe essere rimosso.

Secondo una logica superficiale, l'argomento è plausibile. Del resto, una delle massime fondamentali del cattolicesimo è lex orandi, lex credendi, che significa che la legge della preghiera è la legge del credere. In altre parole, il modo in cui preghiamo e adoriamo ha un grande impatto su ciò in cui crediamo. Quindi, se una liturgia influenza una fede carente, forse le autorità della Chiesa devono limitarla.

Storia della difficile gestazione di Humanæ vitæ

Ricevo e volentieri condivido da Res Novae. L'enciclica di Paolo VI deve essere riletta perché abbiamo bisogno del suo Magistero, non perché dobbiamo spalmarlo sul nostro nichilismo relativistico, come si corre il rischio oggi.
Storia della difficile gestazione di Humanæ vitæ
don Jean-Marie Perrot

Tra i testi comunicati ai Padri dalla Commissione preparatoria prima dell’apertura del concilio Vaticano II, ve n’era uno, che rifletteva la dottrina tradizionale sul matrimonio, così come esplicitata da Pio XII negli anni precedenti. Ma tale testo ha risentito del rifiuto degli schemi preparatori ad opera dell’assemblea conciliare e non è stato mai discusso. Nell’ottobre 1964, un nuovo testo è stato presentato al dibattito pubblico, all’interno dello schema XIII, che sarebbe sfociato poi nella costituzione Gaudium et spes.
[Osservare attentamente l'immagine a lato. Paolo VI indossa l'ephod, simbolo del sacerdozio di Aronne, non di quello di Cristo (al centro in basso sporge dalla mozzetta). Infatti è il simbolo delle dodici tribù d'Israele, portato sul petto dal Sommo Sacerdote Caifa (qui - ha un emulo qui). -ndr]

L’offensiva «progressista» e l’intervento di Paolo VI al Concilio
In concreto, il testo è apparso «aperto», in quanto non riprendeva, di suo, la tradizionale gerarchia dei fini del matrimonio, gerarchia che subordinava il bene degli sposi alla fecondità. Il tema del matrimonio, così come altri, ha suscitato interventi risoluti e accesi. Così ha dichiarato il card. Suenens: «Vi supplico, fratelli. Evitiamo un nuovo “processo a Galileo”. Uno solo è sufficiente per la Chiesa». Si trattava, secondo lui, di elaborare un nuovo concetto di natura, in cui alla «crescita nell’unità coniugale» fosse accordato un posto «altrettanto imperativo» quanto quello accordato al tradizionale fine primo del matrimonio, quello della procreazione. Da parte sua, il cardinale Léger invitava a privilegiare, nel giudizio morale, «lo stato stesso del matrimonio» e di meno gli atti considerati nella loro singolarità. Quanto allo scollamento tra l’insegnamento del magistero e la pratica delle famiglie cristiane contemporanee, questo era stato sottolineato dal patriarca Maximos. Vi furono alcuni interventi, che si opposero, certo, a questi appelli ad una riforma della morale coniugale, ma furono minoritari.

venerdì 14 aprile 2023

Mons. Viganò / Comunicato a proposito delle recenti dichiarazioni sul caso di Emanuela Orlandi

Indice degli interventi precedenti e correlati.
Comunicato
a proposito delle recenti dichiarazioni
sul caso di Emanuela Orlandi


Nei giorni scorsi sono state diffuse le dichiarazioni di Pietro Orlandi, fratello di Emanuela Orlandi, figlia di un dipendente della Prefettura della Casa Pontificia, scomparsa nel 1983. Questa dolorosa vicenda esige che la verità sulla fine di Emanuela sia portata alla luce da rigorose indagini: lo impongono il rispetto per i familiari e la giustizia.

Ma se la richiesta di verità da parte della famiglia è del tutto legittima, suonano totalmente inaccettabili e inaudite le gravissime insinuazioni del fratello Pietro su Giovanni Paolo II, che a suo dire sono basate sulle dichiarazioni del dott. Alessandro Diddi, Promotore di Giustizia del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano. Il quale avrebbe detto a Pietro Orlandi «di aver ricevuto il mandato, dal Segretario di Stato e da papa Francesco, di fare chiarezza al cento per cento e di indagare a 360 gradi e non fare sconti a nessuno, dalla base al vertice». In questo modo Bergoglio insinua che anche i suoi Predecessori sarebbero coinvolti nella scomparsa di Emanuela Orlandi, che sarebbero implicati e avrebbero coperto crimini abominevoli, mentre accredita se stesso come persona integerrima e determinata a fare giustizia.

Il principio corporativo nella Dottrina sociale della Chiesa e nel distributismo. Incontro online

Volentieri segnalo. L'incontro avverrà on-line su piattaforma comunicata agli iscritti. La partecipazione è gratuita e può avvenire in diretta o in differita. È d'obbligo l'iscrizione al seguente indirizzo: scuole.ossvanthuan@gmail.com

clicca per ingrandire

Francia / 'Civitas' minacciata dopo la vittoria contro la provocazione anticristiana

Leggo su medias-presse.info che mercoledì sera, in piena Settimana Santa, nella chiesa Saint-Pierre-aux-Nonnains a Metz, era previsto un concerto di Bilal Hassani, travestito marocchino, avvezzo alle provocazioni anticristiane (ha parodiato in particolare la Beata Vergine per la copertina di una rivista della comunità omosessuale).
Civitas aveva diffuso l'appello del collettivo cattolico lorenese che invitava i cattolici a riunirsi la sera stessa davanti alla chiesa per pregare il rosario in riparazione dell'oltraggio; appello a cui hanno aderito altri gruppi cattolici. Di fronte a questa mobilitazione, il concerto è stato cancellato.
I gruppi cattolici mobilitati hanno accolto con favore questa vittoria contro una provocazione anticristiana: ma non hanno fatto in tempo a rendere grazie a Dio che due associazioni LGBT hanno denunciato Civitas per “ostruzione transfobica”. Purtroppo, - è questa l'aria che tira - non sono mancati loro gli appoggi delle autorità politiche, che hanno tacciato da oscurantisti i cattolici mobilitati. Senza contare che che il 76% delle persone consultate condivideva l'indignazione di chi aveva reagito alla provocazione.
Questo è il prezzo da pagare per difendere il cattolicesimo e contrastare il disordine morale in Francia [e non solo, purtroppo... ndT].