lunedì 25 ottobre 2021

Sempre più forte in Francia la pressione sul sigillo sacramentale

Sul “Rapporto Sauvé” e il comportamento della Chiesa di Francia, vedi la requisitoria di Padre Philippe Laguérie, ex superiore dell'Istituto del Buon Pastore.

Leggo su Le Figaro che, all'indomani della pubblicazione del rapporto Sauvé sugli abusi sui minori all'interno della Chiesa cattolica, che aveva pericolosamente proposto di rivisitare il segreto della confessione, le parole del vescovo Eric de Moulins Beaufort hanno suscitato le ire del ministro dell'Interno. Infatti, l'arcivescovo di Reims e presidente della Conferenza episcopale di Francia (Cef), aveva affermato che il segreto della confessione è “più forte delle leggi della Repubblica”. Per il ministro dell'interno Gérald Darmanin, l'arcivescovo deve essere convocato “per spiegare le sue affermazioni”. In definitiva per giustificarsi....

Ma l'arcivescovo non ha fatto altro che ricordare l'insegnamento costante della Chiesa sul segreto della Confessione, che in nessun caso può essere tradito: "L'inviolabilità (...) deriva direttamente dal diritto divino rivelato ed è così profondamente radicata nella natura stessa del sacramento che non ammette eccezioni". Inoltre: "Qualsiasi azione politica o iniziativa legislativa volta a "forzare" l'inviolabilità del sigillo sacramentale costituirebbe un'offesa inaccettabile alla libertas Ecclesiae, che non riceve la propria legittimazione dagli Stati, ma da Dio" (nota della Penitenzieria Apostolica, 1 luglio 2019.

Questo non significa che il sacerdote non debba invitare il penitente alla conversione e rifiutargli l'assoluzione nell'ipotesi che egli non abbia la ferma intenzione di non incorrere in ulteriori occasioni di peccato e di riparare al male compiuto. È la conditio sine qua non per ottenere il perdono di Dio. Certamente poi, oltre all'assistenza psicologica oltre che spirituale, andrebbero attuati tutti i provvedimenti per impedire che gli abusi possano ripetersi.

Al ministro comunque andrebbe spiegato che il sacerdote, quando amministra un sacramento, agisce in nome di Dio. Quando egli pronuncia la formula "Io ti assolvo", è il Signore che parla attraverso di lui e nessuna legge umana ha il potere di cambiare questa realtà! (M.G.)

* * *
Interessanti i termini in cui lo ha ribadito il cardinal Piacenza, Penitenziere Maggiore di Santa Romana Chiesa, nell'intervista concessa ad AciStampa:

Negli ultimi anni sono stati molti gli attacchi al sigillo del segreto del Sacramento della Confessione. La causa apparente è la pubblicazione di molti report sul numero di abusi sessuali che sarebbero stati compiuti dal clero di una regione.
Ma non è certo violando un Sacramento che si combatte questa piaga che, del resto, è tragicamente diffusa in ogni settore della società ed è alimentata dalla estrema sessualizzazione. Per capire meglio in cosa consiste il “segreto della Confessione” abbiamo parlato con il cardinale Mauro Piacenza, Penitenziere Maggiore di Santa Romana Chiesa.

Eminenza, perché il segreto della Confessione è fondamentale? Come nasce e in cosa consiste…il Segreto pontificio ….
La natura del sacramento della Riconciliazione consiste nell’incontro personale del peccatore con il Padre Misericordioso. L’oggetto del sacramento è il perdono dei peccati, la riconciliazione con Dio e con la Chiesa e la restituzione della dignità filiale in forza della redenzione operata da Gesù Cristo. L’insegnamento della Chiesa circa la Confessione è sinteticamente presentato nel Catechismo della Chiesa Cattolica che, al n. 1422 riprende il n. 11 della Lumen Gentium del Vaticano II e dal canone 959 del Codice di Diritto Canonico.
È essenziale sottolineare che il sacramento della Riconciliazione. Essendo un atto di culto, non può e non deve essere confuso con una seduta psicologica o una forma di counselling. In quanto atto sacramentale, tale sacramento deve essere tutelato in nome della libertà di religione e ogni ingerenza deve essere ritenuta illegittima e lesiva dei diritti della coscienza.

Quindi il confessore deve mantenere il segreto e nello stesso tempo aiutare a denunciare i delitti alle autorità ecclesiali e civili, in che modo può farlo ?
Tutto quanto detto in confessione, cioè dal momento in cui ha inizio questo atto di culto con il segno della croce e il momento in cui termina o con la assoluzione, o con la assoluzione negata, è sotto sigillo assolutamente inviolabile. Tutte le informazioni riferite in confessione sono “sigillate” perché date a Dio solo, per cui non sono nella disponibilità del sacerdote confessore (cf canoni 983-984 CIC; 733-734 CCEO). Anche nel caso specifico in cui, durante la confessione, per esempio un minore riveli di aver subito abusi, il colloquio deve rimanere, per sua natura, sempre e comunque sigillato. Ciò non toglie che il confessore raccomandi vivamente al minore stesso di denunciare l’abuso ai genitori, agli educatori, alla polizia.
Se il confessore non ha alcun dubbio sulle disposizioni del penitente e questi chiede la assoluzione, essa non può essere negata né differita (cf can. 980). Esiste certamente il dovere di riparare ad una ingiustizia perpetrata e di impegnarsi sinceramente ad evitare che l’abuso si ripeta, ricorrendo, se necessario, ad un aiuto competente, ma questi doveri gravi legati al percorso di conversione non comportano la autodenuncia. Il confessore dovrà comunque invitare il penitente ad una riflessione più profonda e a valutare le conseguenze del suo agire, soprattutto quando un’altra persona sia stata sospettata o condannata ingiustamente.
[...] È essenziale insistere sulla incomparabilità del sigillo confessionale rispetto al segreto professionale, per evitare che le legislazioni secolari applichino al segreto confessionale inviolabile, le deroghe al segreto professionale per giusta causa.

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Non so se era un insegnamento impartito "così per insegnare" e non magistero reale, ma diversi sacerdoti e catechisti prima del concilio spiegavano che una volta impartita l'assoluzione il sigillo era tale che il confessore non era più capace di ricordarsi quanto udito dal penitente.
Si trattava solo di una spiegazione di circostanza o era davvero dottrina?

mic ha detto...

Anche la censura di Blogger si accanisce su mons. Viganò

Come forse già saprai, le nostre Norme della community
(https://blogger.com/go/contentpolicy) descrivono i limiti di ciò che
consentiamo, e non consentiamo, su Blogger. Abbiamo ricevuto una richiesta
di revisione per il tuo post intitolato "Video messaggio espressamente
dedicato da Monsignor Viganò ai manifestanti del 26 settembre a Torino".
Abbiamo stabilito che viola le nostre norme e abbiamo annullato la
pubblicazione dell'URL
http://chiesaepostconcilio.blogspot.com/2021/09/video-messaggio-espressamente-dedicato.html,
rendendolo non disponibile per i lettori del blog.

Anonimo ha detto...

Bisogna usare e periodicamente cambiare pseudonimi. Es: Nunzio Varesino, Amerigo De' Nuncianti, Mariano Caroli...

E questo per tutti i nomi che, per un verso o per l'altro, è meglio cambiare.

Anonimo ha detto...

Conunque e' vero, la maggior parte delle parrocchie sono perse, in mano ai cattotutto.
Non importa "loro hanno le chiese ma noi abbiamo la fede" Sant' Atanasio. Sappiamo che le cose ispirate dal mondo sono destinate a finire.... Sara' faticoso ricostruire da capo, questo si'.

Anonimo ha detto...

Cit. dal testo
"Il Cristianesimo non è una religione come le altre, poiché il suo capo è il Figlio di Dio e la Chiesa Cattolica è la Sua Chiesa"

Papa Pio XII

"Sono preoccupato per le confidenze della Vergine alla piccola Lucia di Fatima. Questo insistere da parte della Buona Signora sui pericoli che minacciano la Chiesa è un avvertimento divino contro il suicidio che rappresenta l’alterare la Fede nella sua liturgia, nella sua teologia e nella sua anima.
Sento intorno a me che gli innovatori desiderano smantellare la Sacra Cappella, distruggere la fiamma universale della Chiesa, rifiutare i suoi ornamenti e renderla piena di sensi di colpa per il suo passato storico. Ecco, sono convinto che la Chiesa di Pietro dovrà rivendicare il suo passato, altrimenti si scaverà la sua stessa tomba.
Io combatterò questa battaglia con tutte le mie forze all’interno della Chiesa, come al di fuori di Essa, anche se le forze del male forse un giorno potrebbero approfittare della mia persona, delle mie azioni o dei miei scritti, come si prova oggi a deformare la storia della Chiesa. Tutte le eresie umane che alterano la Parola di Dio sono fatte per sembrare di essere migliori di Essa.
Verrà un giorno in cui il mondo civilizzato rinnegherà il proprio Dio, quando la Chiesa dubiterà come dubitò Pietro. Essa sarà allora tentata di credere che l’uomo è diventato Dio, che suo Figlio è solo un simbolo, una filosofia come tante altre. Nelle chiese i cristiani cercheranno invano la lampada rossa dove Gesù li aspetta; come la peccatrice in lacrime davanti alla tomba vuota, grideranno: “Dove lo hanno portato?”.
Sarà allora che si alzeranno i sacerdoti dall’Africa, dall’Asia, dalle Americhe – quelli formati nei seminari missionari – che diranno e proclameranno che il “pane di vita” non è un pane ordinario, che la Madre del Dio-uomo non è una madre come molte altre. Ed essi saranno fatti a pezzi per aver testimoniato che il Cristianesimo non è una religione come le altre, poiché il suo capo è il Figlio di Dio e la Chiesa (cattolica) è la sua Chiesa».

Anonimo ha detto...


Si avvicina il momento del redde rationem per la Chiesa cattolica e gli Stati secolarizzati attuali? Così sembra.

Chiare e limpide le parole dell'arcivescovo francese in difesa del segreto della confessione. Ira, prevedibile, del ministro francese.
La laicissima repubblica francese si considera superiore alla Chiesa e vuole imporle di manomettere uno dei suoi Sacramenti fondamentali, stabiliti dal Figlio di Dio?
Per ora il vescovo si limita a replicare sul punto specifico. Ma verrà quasi sicuramente il momento in cui un vescovo replicherà contestando il diritto dello Stato secolarizzato di oggi a limitare in questo modo la libertà della Chiesa.
Quale diritto ad intervenire contro i fondamenti della religione cattolica può avere uno Stato che ha realizzato la distruzione dell'etica, non solo cristiana ma anche naturale, con le sue infami leggi autorizzanti il libero aborto, le unioni di fatto, il "matrimonio gay", il transgenderismo, l'omosessualismo e in sostanza la corruzione più completa dei costumi?
Guai a voi, dirà loro quel vescovo, pensate piuttosto a convertirvi alla vera religione e abrogate le vostre leggi perverse, nemiche di Dio e degli uomini.
P.

Anonimo ha detto...


Queste "censure" fatte su Blogger ricordano "IL Processo" di Kafka.

Accuse anonime, organi giudicanti anonimi - accuse in se stesse nemmeno ben spiegate, poco chiare.
Condanne per decreto privo di una comprensibile motivazione, documentata nel merito. La "censura" si ripropone sempre con la stessa frasetta stereotipa. Sembra provenire da un robot.

Quali sarebbero i passi dell'intervento di mons. Viganò che "violano le nostre norme"?
Chi accusa dovrebbe fornire le prove delle sue accuse.