martedì 21 giugno 2022

Manifesto - È il momento della vera scuola cattolica

Volentieri condivido il testo del Manifesto sulla vera e libera scuola cattolica dell’Osservatorio cardinale Van Thuân sulla dottrina sociale della Chiesa, dopo il Convegno tenutosi a Lonigo il 4 giugno 2022 [qui video degli interventi]. Il Manifesto chiede una adesione. Precedenti qui - qui - qui

Manifesto
È il momento della vera scuola cattolica

Osservatorio cardinale Van Thuân sulla Dottrina sociale della Chiesa

Rendiamo pubblico questo Manifesto dopo il convegno dallo stesso titolo organizzato dal nostro Osservatorio e tenutosi a Lonigo (Vicenza), con ampia partecipazione, sabato 4 giugno scorso. Chi pensa, come noi, che sia venuto il momento della vera e libera scuola cattolica e che si debba uscire dalla camicia di forza dell’attuale sistema Stato-Chiesa può aderire al Manifesto semplicemente scrivendo una mail a info.ossvanthuan@gmail.com. Ci rivogliamo a genitori che praticano l’homeschooling, scuole parentali (genitori e insegnanti), insegnanti delle scuole cattoliche paritarie, insegnanti cattolici nella scuola di Stato. Si può aderire come scuola o come singole persone. Chi aderisce al Manifesto non entra in una nuova associazione, semplicemente dichiara di condividerne l’impostazione e si rende disponibile ad accogliere e a partecipare alle attività in questo senso dell’Osservatorio, nella speranza che ciò possa generare un ampio movimento.

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Manifesto

La Scuola Cattolica esprime l’attività educativa pubblica di ordine naturale e soprannaturale della Religione cattolica. L’educazione cattolica nella Scuola cattolica è dovere / diritto fondativo e originario della Chiesa cattolica, è dovere/diritto originario non fondativo dei genitori ed è compito derivato, sussidiario e ordinato al bene comune della comunità politica.

La Chiesa ha un dovere/diritto fondativo e originario in quanto chiamata per essenza e per missione ad annunciare la salvezza di Cristo a tutti gli uomini, assumendo, confermando, e purificando la dimensione naturale della loro vita. La Chiesa ha un ruolo pubblico “sopra-eminente” nel campo educativo e non semplicemente di supplenza o di complemento.

La Chiesa tramite l’educazione cattolica e la Scuola cattolica genera cultura e produce civiltà, essendo che la verità di Cristo illumina tutti i diversi ambiti della cultura e della civiltà, inducendoli ad essere fino in fondo se stessi nella loro legittima autonomia, ciò che avviene non in un regime di laicità ma solo nel rapporto strutturato di dipendenza della ragione rispetto alla fede nella rivelazione. L’educazione cattolica nella Scuola cattolica assume le discipline da insegnare secondo la loro naturale struttura epistemica (contenutistica e metodologica) e dentro un quadro organico del sapere nel quale alcune discipline hanno carattere architettonico in quanto capaci di auto-fondarsi – la Metafisica dell’essere sul piano naturale e la Sacra dottrina su quello soprannaturale – mentre altre hanno una autonomia in dipendenza da principi di altre scienze. La Scuola cattolica educa quindi alla Sapienza, da intendersi come la capacità di conferire unità di senso alla vita secondo i principi primi e in vista dei fini ultimi.

Il naturalismo educativo e il personalismo educativo sono posizioni incongrue e riduttive in quanto ammettono una autonomia non più legittima dell’educazione naturale rispetto alla dimensione soprannaturale e della ragione rispetto alla rivelazione. Esse sono l’inizio della secolarizzazione dell’educazione che produce effetti via via più radicali, accentuando progressivamente l’esodo della educazione dai propri presupposti religiosi dapprima e naturali ed etici in seguito.
I genitori hanno un ruolo originario in quanto dettato dalla natura, essendo l’educazione una continuazione della procreazione. Non hanno tuttavia un diritto assoluto, in quanto per natura hanno prima di tutto un dovere, il dovere di educare i figli al bene, alla verità, alla giustizia, alla bellezza, all’ordine secondo le finalità naturali e soprannaturali della loro persona e secondo l’ordine e la legge naturale e divina.

La comunità politica ha un dovere educativo in quanto responsabile del bene comune ma non fondativo né originario, né diretto bensì derivato. La comunità politica deve esercitarlo non direttamente e in assoluto ma in ordine al bene comune, quindi all’ordine finalistico naturale e divino della società, assumendo compiti indiretti e sussidiari tendenti a garantire le condizioni perché i soggetti fondativi e originari – Chiesa e genitori – possano svolgere la propria azione educativa.

Lo Stato moderno e contemporaneo deforma i legittimi compiti educativi della comunità politica, accentrando in sé il compito educativo ed esautorando sia la Chiesa, mediante una erronea concezione della laicità dell’educazione, sia i genitori, dato che il fondamento naturale del dovere educativo di questi ultimi viene perduto senza il sostegno della dimensione religiosa della religio vera.

Lo statalismo educativo non è solo profondamente sbagliato dal punto di vista di “chi” deve educare, lo è anche per quanto riguarda “cosa” educare. Dato il suo accentramento e la sua visione assoluta di sé, lo Stato finisce per imporre i propri contenuti educativi, plasmando le anime di alunni e studenti secondo i propri principi e insegnando i contenuti di una “religione civile” artificiosa e strumentale. Questo totalitarismo educativo è espresso non solo dai regimi autoritari ma anche dalle democrazie liberali. Esso consiste in un sistema diseducativo, ideologico e ateo.

Oggi lo Stato è diventato strumentale rispetto a poteri globali e recepisce nella propria “religione civile”, insegnata sistematicamente nel sistema educativo pubblico, le esigenze operative di centri di interesse sovra-statali. All’ideologia diseducativa statalista si aggiunge ora l’ideologia diseducativa globalista.

La Chiesa cattolica in genere oggi considera il proprio compito educativo pubblico non come qualcosa di essenziale per sé, accettando la primaria titolarità dello Stato in questo campo e intendendo la propria azione o come una azione di supplenza, quando il presunto legittimo titolare dell’educazione sia nella impossibilità di esercitarla, oppure come una attività di animazione sociale indirizzata a generici valori umanistici di solidarietà e fraternità. Di fatto essa nega di avere un ruolo educativo pubblico “sopra-eminente” in quanto Chiesa ed accetta la laicità educativa che è destinata a diventare laicismo educativo. Questa posizione della Chiesa è evidente in tre ambiti: a) la presenza di insegnanti cattolici nella scuola di Stato è intesa come funzionale agli obiettivi educativi dello Stato, compreso l’Insegnamento della Religione Cattolica; b) la scuola paritaria cattolica è interna al sistema pubblico integrato e quindi dipende normativamente e finalisticamente dalle indicazioni dello Stato; c) la scuola parentale cattolica viene solitamente contrastata dalle istituzioni ecclesiastiche.

Le esigenze dell’Educazione cattolica e della Scuola cattolica richiedono di uscire dallo Stato e anche dalle realtà ecclesiastiche istituzionali laddove esse condividano e collaborino al sistema diseducativo statalistico e globalista. Ciò è possibile a tutti e tre i livelli della presenza di insegnanti cattolici nella scuola statale, della scuola cattolica paritaria e della scuola parentale cattolica a cui assimiliamo l’homeschooling. È altresì evidente che le limitazioni e le costrizioni sono maggiori nel primo caso e poi via via minori negli altri due. Questo dice che oggi la scuola parentale cattolica, pur con le sue difficoltà, è la via principale da battere per garantire all’educazione cattolica la coerenza. La scuola parentale cattolica deve però evitare due errori di impostazione. Il primo è di dimenticare la propria natura di educazione “pubblica”, ovvero tesa al conseguimento del vero bene comune, finendo per privatizzarsi in qualche modo. Il secondo è di compiacersi della propria “eroica esistenza autonoma” quando invece la scuola libera cattolica deve intendersi come via “dal basso” affinché la Chiesa si riappropri della consapevolezza del proprio dovere sopra-eminente di svolgere un ruolo educativo pubblico.

Siamo consapevoli che in questa fase storica ed ecclesiale bisogna partire dal basso.

Adesione al Manifesto e impegni dell’Osservatorio.
Invitiamo i genitori impegnati nell’homeschooling, le scuole cattoliche parentali, le scuole cattoliche paritarie e i singoli docenti cattolici nella scuola statale ad aderire a questo Manifesto. Si può aderire come scuola o come singola persona. L’Osservatorio si impegna a dare il proprio contributo secondo la propria specificità di istituzione dedicata alla Dottrina sociale della Chiesa. Sarà impegno dell’Osservatorio dare seguito a questo Manifesto con iniziative rivolte agli aderenti tese allo studio delle ragioni dottrinali dell’educazione cattolica, alla formazione dei docenti cattolici e alla promozione pubblica del principio non negoziabile della vera libertà educativa. La Segreteria dell’Osservatorio si farà carico di accogliere le adesioni: info.ossvanthuan@gmail.com
Osservatorio Cardinale Van Thuân sulla Dottrina sociale della Chiesa
www.vanthuanobservatory.com
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8 commenti:

Anonimo ha detto...

Unico punto debole: si sta parlando di una Chiesa che oggi,in massima parte, non esiste, così come, in massima parte, non esistono genitori ed insegnanti Cattolici. Siamo tutti altamente contaminati dal mondo e condizionati dalla nostra biografia. Ritengo che il primo passo da fare sia quello di guardare il nostro personale stile di vita e valutare di quanto questo si avvicini e/o si allontani dalla Fede che avrebbe dovuto interamente plasmarlo, in generale e nei particolari.

La buona volontà non basta, occorre una reale chiamata, una vocazione in grado di durare tutta la vita ed oltre. Vocazione che non è tra le priorità della chiesa CVIIista, dei genitori nati e cresciuti a mollo nel mondo e degli insegnati per lo più sformati dallo Stato.

Iniziare ad agire comunque si deve, ma nella piena consapevolezza che nei nostri pensieri , parole, opere ed omissioni siamo molto più mondani che non cattolici e spesso il nostro sforzo di diventarlo si riduce ad una commedia melensa, moscia, ipocrita che fa rimpiangere per autenticità anche il più mondano popolare volgare greve vaffa.

Che la Santa Trinità ci accompagni e in quattro e quattro otto ci renda degni del compito che indegnamente andiamo assumendo.

Anonimo ha detto...

Francesco d’Erasmo, sacerdote cattolico : "O voi tutti che pretendete di manipolare il genoma umano, o voi tutti che pretendete di decidere chi deve vivere o morire, o voi tutti che pretendete di decidere i destini dei popoli, o voi tutti che pretendete di governare la creazione come se fosse vostra proprietà, o voi tutti che ingannate i popoli proclamando parti di verità per indurre nell’errore e ottenere l’adempimento dei vostri progetti, o voi tutti che state manipolando l’Autorità donata da Gesù alla Sua Chiesa per trasformarla a vostro piacimento, o voi tutti che mentite sul bene e sul male, sulla salvezza e la dannazione eterna, o voi tutti che adulterate il culto all’Unico Vero Dio, che Gesù Cristo ci ha rivelato in pienezza, o voi tutti che vi impadronite di ciò che non vi appartiene, o voi tutti che distruggete la famiglia costituita da Dio, vero specchio della Vita Divina nella vita degli uomini sulla terra, o voi tutti che vivete ostinatamente nell’adulterio o nella sodomia o in qualsiasi forma di impurità, menzogna o di altro peccato:
PENTITEVI
perché l’ira di Dio incombe su di voi, e per le vostre colpe su tutta l’umanità!
La Vergine Immacolata Madre di Dio, che schiaccia la testa del serpente antico, l’intercessione di San Giuseppe, custode della Santa Chiesa, Corpo Mistico del Redentore, di San Michele arcangelo, di san Giuseppe da Copertino, di cui oggi ricorre l’anniversario della nascita terrena, ci ottengano che il Sangue Preziosissimo del Redentore liberi definitivamente la Chiesa Sua Sposa e tutti i Suoi Figli dal potere del principe della menzogna.
Amen. https://www.marcotosatti.com/2022/06/18/francesco-derasmo-benedizione-e-maledizione-il-vero-significato/

Anonimo ha detto...

21 Iúnii - Undécimo Kaléndas Iúlii

Romæ sancti Aloísii Gonzágæ, Clérici e Societáte Iesu et Confessóris, principátus contémptu et innocéntia vitæ claríssimi, quem, a Summo Pontífice Benedícto Décimo tértio adscríptum Sanctórum fastis et Protectórem iuvénibus præsértim studiósis datum, Pius Papa Undécimus cæléstem Christiánæ iuventútis univérsæ Patrónum confirmávit solémniter atque íterum declarávit.

Felice Onomastico a tutti i Luigi e le Luise!

Anonimo ha detto...


Alcune riflessioni.

-- Non sembra del tutto chiaro il significato dell'aggettivo "fondativo", impiegato più volte.
-- Il Manifesto sembra affermare che l'educazione è compito della Chiesa. Lo dice in modo complicato ma questo sembra essere il messaggio.
Storicamente, la Chiesa ha organizzato essa stessa per secoli l'educazione, in generale, ossia la scuola: i Germani che si installarono in Occidene erano ignoranti e analfabeti. Ma siamo sicuri che l'educazione sia come tale compito della Chiesa? Compito della Chiesa è la salvezza delle anime. Certo, educarle bene può concorrere alla loro salvezza. Bene, come? Dal punto di vista morale, innanzitutto.
L'educazione propria della Chiesa, nei confronti dei laici, è quella religiosa: catechismo, insegnamento delle verità di fede e della morale cristiana. Ma per ciò che riguarda le scienze profane? Adesso sono diventate troppo complicate e vaste, richiedono una preparazione assai impegnativa. Compito della Chiesa non dovrebbe essere soprattutto quello di far sì che l'insegnamento profano non contraddica le verità della fede? E quindi, tanto per fare un esempio, negare validità all'evoluzionismo di tipo darwiniano che elimina l'idea della creazione ed appare in verità sempre come una teoria che si cerca di far passare per acquisita legge di natura.
Però quest'evoluzionismo viene acceettato nel programma mministeeriale dell'educazione, credo. Ebbene, l'insegnante cattolico dovrebbe insegnarlo e nello stesso tempo farne la critica in aula. Difficile, all'atto pratico.
-- Non confondiamo laicità con statalità dell'educazione. Ci sono collegi privati assolutamente laici come impostazione. In Italia, la Chiesa fu reintrodotta nel sistema scolastico proprio dal Fascismo, che pur era statalista. Fu nel 1924 o 26 che la Cattolica di Milano fu riconosciuta quale istituto universitario. IL fascismo era totalitario, ma nel senso soprattutto di un "totalitarismo" che voleva essere "etico"; che, in nome della tradizione nazionale, lasciava spazio alla Chiesa, considerandosi nello stesso tempo lo Stato fascista uno Stato cattolico, al contrario della presente Repubblica.
- - L'educazione non diventa cattolica per il solo fatto di affidaerla alla Chiesa, soprattutto a quella di oggi: diventa cattolica se i principi cattolici si impongono nella famiglia e nella società. Di fronte alla decomposizione del cattolicesimo e della stessa laicità, in preda ad una follia che sta diventano addirittura criminale (pensiamo p.e. al transgenderismo, ai bambini "figli" di genitori gay o lesbiche) inevitabile il tentativo di difendere i figli con l'insegnamento domestico o la scuola parentale. Però questi tipi di insegnamento non risolvono il problema, se non temporaneamente e per i minori. Ci sono tante nozioni e conoscenze che si posson apprendere bene solo in una scuola regolare. E poi, l'Università?

-- L'Italia ha un'antica tradizione universitaria. Negli antichi Stati italiani le classi dirigenti, pur lasciando libertà d'insegnamento, non organizzavano forse gli studi? Non c'erano già "sovvenzioni statali"? Non c'era già un misto di pubblico e privato?
Padova averroista contro Firenze platonizzante..La Scuola di Medicina di Salerno fondata da Federico II..
-- Quali sarebbero le discipline che hanno "carattere architettonico in quanto capaci di auto-fondarsi", il tomismo e la teologia?
Politicus

Anonimo ha detto...

"... Ma per ciò che riguarda le scienze profane?..."

Nei monasteri dell'Ora et Labora si studiava il creato, le creature, la Creatura, per amore del Creatore, scienza e sapienza non erano divise in tante scienze in tante sapienze, si studiavano le piante, le loro proprietà, l'alimentazione e si studiavano gli animali e gli astri... nei monasteri viveva, si studiava, si metteva in pratica un sapere tutto intero, non un sapere parcellizzato e tanto meno intellettualizzato. Ho il convincimento che la Chiesa avrebbe dovuto coltivare quel sapere dei Monasteri ma, ad un certo punto non ebbe più il coraggio di continuare su quella strada ed il punto fu quando l'uomo di scienza cominciò a specializzarsi su uno spazio cognitivo, limitato, circoscritto, appoggiandosi alla tecnica. Anche la tecnica era stata da sempre variamente impiegata, ma allora fu come se l'abbinamento scienza/tecnica diventasse l'unica strada per il progresso dei saperi umani. Così si abbandonò quel sapere dell'intero, creato, creature, Creatura, Creatore, e non si vide più, non si percepì più, non si comprese più quell'ordito e quella trama che tengono insieme l'Uno al creato, alle creature, alla Creatura.

Adesso una parte della scienza parla e persegue l'insieme: ambiente flora fauna uomo, rimane però sempre fuori il Creatore, sostituito 'dall'evoluzione' e 'dalle forze' e questa sostituzione inevitabilmente porta fuori strada, confonde, pasticcia, oscura, altera, deforma la conoscenza dell'insieme: Creatore, creato, creature, Creatura.

Anonimo ha detto...


Mi sembra sfugga il punto essenziale...

La scienza medievale era in crisi, nel pensiero filosofico la Scolastica stava degenerando nello scolasticismo (p.e., una marea di definizioni per un medesimo concetto, sotto definizioni, distinzioni) e nel nominalismo. La visione aristotelica dell'universo presentava di per sé dei problemi, e questo era normale, tutte le visioni del mondo presentano dei problemi, degli aspetti che risolvono male o non risolvono. A questo punto arrivò la rivoluzione astronomica, originata dal tentativo di risolvere i problemi creati dal geocentrismo tradizionale; la quale rivoluzione aprì tra scienza e fede una crisi che, a ben vedere, non si è ancora risolta, nonostante la crisi nella quale si trova a sua volta la scienza odierna, quanto all'immagine del mondo (e non solo).
La crisi si aprì perché la nuova visione dell'universo, eliocentrica, sembrava contraddire in modo frontale la SCrittura.
La Chiesa reagì come poté, alla scienza nuova contrappose l'opera scientifica dei Gesuiti, che fu di tutto rilievo (furono loro ad elaborare il Calendario Gregoriano, tuttora in uso). Ma commise alcuni errori: fece, p.e., di una questione astronomica, che doveva restare tale, una questione religiosa, quando fece giurare sulla Bibbia a Galileo, mezzo cieco, che ripudiava le sue opinioni sul moto della terra, rivelatesi poi esatte, come intuizione.
Forse quest'errore era inevitabile però, a giudizio di molti storici, fu letale.
E allora, come fare di fronte a questo contrasto?
Nessun contrasto tra Bibbia e scienza, a ben vedere. Come disse sant'Agostino la Scrittura vuole farci cristiani non "mathematici", termine col quale si intendevano anche gli astrologi. E fu Galileo a dire che la SCrittura ci insegna ad andare in Cielo non com'è fatto il Cielo? Essa ci rappresenta l'immagine del mondo così come lo vediamo tutti i giorni, come sembra a noi, che ancor oggi diciamo: il sole tramonta, il corso del sole etc, pur sapendo che non è così, che il nostro vedere dipende dalla rotazione diurna della terra nel suo moto di rivoluzione. Circa la Creazione, Dio ha voluto comunicare solo un visione d'insieme di quello che ha fatto, un quadro generale, che fosse comprensibile agli uomini di quell'epoca, con le loro immagini del mondo.
Ancora sant'Agostino diceva, mi pare, che i "giorni" di cui parla la Genesi si dovrebbero intendere in senso simbolico, non come giorni di 24 ore. Del resto il termine ebraico impiegato yom vuol significare anche epoca, si legge.
Bisogna ribadire questa corretta impostazione tra scienza e fede, senza tirarsi indietro rispetto alla giusta critica alla scienza di oggi.
Tornare ad insegnare l'ora et labora va bene, ma corrisponde ad altre esigenze, pur valide, di tipo etico. Occorre affreontare i problemi teoretici di alto livello, senza complessi di inferiorità nei confronti della scienza.
Politicus

Catholicus ha detto...

@ don Francesco d'Erasmo, novello Gerolamo Savonarola : la sua, caro don Freancesco, è indubbiamente una sintesi ammirevole delle colpe e dei crimini di cui si è macchiata l’élite massonico-satanica lanciata alla conquista del pianeta ed alla sottomissione della sua popolazione (dopo averla decimata con virus e vaccini ed aver ridotto i superstiti a larve umane perennemente bisognose di prodotti di Big Pharma…) mediante la sua Agenda 2030 ed il suo Great Reset, tesi all’instaurazione di un diabolico Nuovo Ordine Mondiale (NWO). Una cupola mafiosa di adoratori di Lucifero, che si avvale di agenti prezzolati (allievi obbedienti) piazzati nei governi dell’Occidente, dal Canada all’Australia, dagli USA alla UE; a loro volta, questi complici, semplici marionette eterodirette, si avvalgono dell’opera di tutta una serie di “utili idioti” (per usare una famosa espressione di Silvio Berlusconi), costituita dai mass media, cartacei e televisivi, dai medici di ogni ordine e grado, da virostar da strapazzo, da mezzibusti televisivi, veri pappagalli ripetenti, da pseudo intellettuali a contratto vitalizio dei padroni, da cantanti, attori, comici, sempre pronti a saltare sul carro dei vincitori.
Anche la Chiesa Cattolica o, meglio, il clero eretico e traditore che la occupa ormai da oltre 60 anni (dall’epoca di Roncalli, Montini, e del nefasto e rivoluzionario CV II) è parte attiva di questo complotto mondialista, fatta eccezione per il cd “piccolo resto” di evangelica memoria, perseguitato e minacciato, e guidato dal coraggioso mons. Carlo Maria Viganò. Con l’estromissione forzata di papa Benedetto XVI (ad opera dei cardinali massoni della “mafia di San Gallo”), ritenuto troppo debole per il compito assegnato dall’élite al braccio ecclesiastico del nuovo cesaropapismo, di origine ed ispirazione luciferina, con la sua estromissione, dicevamo, e l’intronizzazione al suo posto del commediante Bergoglio, l’uomo giusto al posto giusto (sponsor della Clinton prima e di Biden poi) il cerchio si è chiuso sull’umanità incredula e indifesa, per il momento sui popoli dell’Occidente, un tempo mondo libero, in opposizione all’impero bolscevico, ed ora vero e proprio laboratorio di un regime mondiale infernale.
Un numero enorme di esseri umani votati al male, coscientemente e consapevolmente, destinati a finire tra le fiamme dell’inferno, ma, purtroppo per noi, dopo aver fatto tutto il male possibile, ed aver trascinato nell’abisso infernale quante più anime siano riusciti ad ingannare, ricattare, minacciare, terrorizzare : questo il loro compito principale, affidatogli dal diavolo in persona come corrispettivo del potere, del denaro, dei piaceri viziosi e pervertiti concessi loro dal Principe delle Tenebre.

Anonimo ha detto...

"...senza complessi di inferiorità nei confronti della scienza..."

Guardi, personalmente nessun complesso di inferiorità. Se guardiamo i frutti di questa scienza dispensatrice di morte...evviva l'impiastro! evviva l'infuso!

Molto giace nelle intenzioni, una cosa è studiare il creato partendo appunto dall'amor di Dio e ricondurre a fin di bene quanto si è compreso, un'altra cosa è studiare la natura per scoprire segreti con cui gonfiare il proprio petto e/o il proprio portafoglio e, ottimizzando, contestualmente eliminare esseri umani che sono ritenuti di intralcio al progresso come da 'loro' inteso.

Personalmente questo progresso, nel quale siamo ammassati, lo considero alla stessa stregua dell'oppio e mi fa grandissimo schifo, nell'insieme e nel particolare.