Pagine fisse in evidenza

domenica 31 maggio 2020

Una suora di clausura scrive e mons. Viganò risponde.

Ricevo dall’arcivescovo Carlo Maria Viganò i testi, rispettivamente, di una lettera ricevuta da parte di una monaca di clausura, e della sua risposta alla stessa. Dall'allargarsi della riflessione in ordine all'Appello per la Chiesa e per il mondo emergono altri elementi interessanti sulla “contro-forza” da mettere in campo, capace di muoversi in modo coordinato con armi ispirituali dottrinali e morali. Richiamo i precedenti:

Novena di Pentecoste 2020
Rev.ma Eccellenza Monsignor Carlo Viganò,
Sono una Monaca di clausura e Le scrivo dopo una conversazione avuta con il nostro Padre spirituale. Il nostro discorso riguardava l’ultimo “Appello” che ha girato il mondo per far svegliare le coscienze dal pericolo imminente che ci sta ormai incalzando dietro la maschera dell’emergenza “coronavirus”. Ed è interessante constatare come perfino i non credenti siano allarmati da tale percorso dispotico. La situazione è sempre più schiacciante, certamente, però la strategia usata da Bergoglio e le sue forze alleate verte ad una tecnica di isolamento e disgregazione di qualsiasi gruppo che possa formare una contro-forza. La chiamo “contro-forza” poiché la parola “resistenza” mi sembra “umana” e alquanto insufficiente.

Svotò la pienezza della Sua misericordia sui di noi. Una meditazione sulla Pentecoste del Cardinal Newman

Riprendiamo da Vigiliae Alexandrinae una meditazione di J. H. Newman sulla Pentecoste. Ricordiamo che questo è il giorno in cui la Chiesa riceve la sua linfa vitale, l'altro Consolatore, lo Spirito del Signore Risorto che, insieme alla Persona del Verbo, ha in Sé anche la natura umana Redenta...
Così commemoravamo la Pentecoste anni fa. E Da Babele a Pentecoste qui

Le annotazioni di John Henry Newman sui propri sermoni furono donate dall’esecutore testamentario del Cardinale, p. William Neville, a p. Henry Bellasis dell’Oratorio di Birmingham come regalo di Natale. Quest’ultimo ricorda che p. Neville gli spiegò che il santo Cardinale “aveva la consuetudine di recarsi nella sua stanza dopo un sermone e di scrivere in forma di note ciò che aveva detto”. Dalla raccolta di queste annotazioni è nato un libro – oggi: Sermon Notes, Aeterna Press, 2015) – che, oltre a offrire un itinerario nella vita spirituale del grande teologo inglese, può essere utilizzato come un testo di riflessione sulle principali feste della Chiesa e sui dogmi cristiani. 
In occasione della Pentecoste riportiamo qui di seguito le note sul giorno in cui Dio Onnipotente “svotò la pienezza della Sua misericordia sui di noi”.

I 'Guerrieri del Rosario'. Continua l'Operazione Assalto al Cielo del 1° di ogni mese col Cardinale Burke

Domani 1 giugno, come il primo giorno di ogni mese, Sua Eminenza il Cardinale Raymond Leo Burke celebrerà la Santa Messa alle ore 10:00am (ora locale) nei pressi di Firenze e, dopo, pregherà il Santo Rosario per 'prendere d'assalto il Cielo' con la Preghiera.
Questo mese preghiamo specialmente per la fine dell'epidemia del coronavirus.
Rimaniamo fedeli a questa esperienza forte di preghiera che ci vede uniti già da oltre due anni, ricordando Padre Pio: « Il Santo Rosario è l'arma per questi tempi ».
Alle intenzioni sotto elencate, aggiungiamo la richiesta di protezione dalle forze oscure - ed anche dalla recente pandemia - che, oltre alla Chiesa, minacciano il nostro Paese, l'Europa e il mondo intero. Anche in questo mese rinnoviamo il nostro fervore e preghiamo più che mai. Ricordiamo a tutti voi, compagni Guerrieri del Rosario che ci uniremo dai quattro angoli della terra per elevare insieme la nostra voce al Cielo. I 152.448 Guerrieri del rosario reciteranno il Santo Rosario e prenderanno d'assalto il Cielo con la Preghiera, in unione alla Santa Messa celebrata dal Cardinale Burke.

sabato 30 maggio 2020

Dall’Italia il primo caso di denuncia delle navi ONG per “tratta”

Un'immagine che avremmo voluto vedere nelle nostre acque territoriali.
Senza troppi patemi d'animo, dopo la richiesta caduta nel vuoto, di fermarsi per essere abbordata dalla Marina Militare Australiana; dopo aver intimato l'alt "spegnete i motori" e non essere stati ascoltati; i due pattugliatori, pur avendone il diritto di far fuoco sul natante della ONG, hanno preferito speronarla e non consentirle più la navigazione. Rientrati nel porto più vicino, i clandestini imbarcati da nave a nave e rispediti al mittente, la nave ONG sequestrata per la demolizione; l'equipaggio arrestato per favoreggiamento all'immigrazione clandestina; il comandante oltre ai vari reati contestati a tutti, ha ottenuto l'aggravante della recidiva e gli è stato revocato il diritto di navigazione nelle acque australi; l'armatore della ONG condannato a risarcire le spese di riparazione del due mezzi militari. Pragmatismo, serietà, tolleranza zero. Da noi, in Italia, la speronatrice della nostra guardia di finanza invitata all'università per tenere lezioni ed ospite retribuita nei talk show radical chic.

Nonostante l’emergenza sanitaria continuano gli sbarchi dei migranti sulle coste italiane; mentre l'attuale governo irresponsabilmente latita, se non favorisce.
E finalmente due avvocati del foro di Milano, Giuseppe Pellegrino e Alberto Ferrari, hanno deciso di presentare al Tribunale Internazionale dell’Aja denuncia, la prima, contro la “tratta” dei migranti, nella quale viene anche contemplata la complicità delle navi ONG. (vedi)

Istanbul, nuovi attacchi ai cristiani: assalitore rimuove la croce da una chiesa armena

Il 23 maggio un uomo ha attaccato la chiesa di San Gregorio Illuminatore di Galata, la più antica della città. Parlamentare armeno: gli attacchi ai luoghi di culto cristiani continuano. I “discorsi di odio” del partito al potere “finiscono per normalizzare questi atti criminali”. A inizio mese un uomo aveva cercato di bruciare le porte di un’altra chiesa armena.
Istanbul (AsiaNews) - In un clima di crescente ostilità verso i cristiani in Turchia, caratterizzato da arresti, misteriose sparizioni, morti irrisolte e una politica di violazioni dei diritti, si registra un nuovo attacco contro un luogo di culto. Il 23 maggio scorso, ma la notizia è emersa solo in queste ore, uno sconosciuto assalitore (nella foto) ha divelto la croce dall’ingresso della chiesa armena di Surp Krikor Lusaroviç, nel quartiere di Kuzguncuk, sulla sponda asiatica di Istanbul. Secondo quanto riferisce il quotidiano Agos, nei giorni successivi la polizia avrebbe aperto un fascicolo di inchiesta contro ignoti, assicurando di voler far luce sulla vicenda. Tuttavia, pur disponendo di una immagine che ritrae il volto dell’uomo, al momento non si hanno ulteriori sviluppi. Intanto i responsabili della chiesa locale hanno già provveduto a riparare il danno e hanno posizionato una nuova croce al posto di quella rimossa.
Il nuovo attacco contro un edificio cristiano si inserisce nel solco di un crescente clima di ostilità e repressione, che colpisce (anche) le minoranze religiose nella moderna Turchia del “sultano” Recep Tayyip Erdogan. Del resto violenze e abusi sono riconducibili a una politica ben precisa di “nazionalismo e islam” voluta dal presidente, come emerge sin dall’annosa controversia sorta attorno alla basilica di Santa Sofia.

venerdì 29 maggio 2020

Accordo Italia-Qatar. Meloni si indigna: così apriamo le porte all’integralismo islamico

Il Parlamento italiano apre le porte alla propaganda dell’integralismo islamico in Italia. La denuncia arriva da Giorgia Meloni che sulla sua pagina Facebook esprime tutta la sua contrarietà alla ratifica di un accordo tra Italia e Qatar che non convince Fratelli d’Italia.
Scrive Meloni: “È stato ratificato ieri un accordo bilaterale con il Qatar che consente all’emirato fondamentalista di finanziare università, borse di studio, attività culturali, interscambi di studenti e l’insegnamento della lingua araba nelle scuole italiane. Non abbiamo nulla in contrario a fare accordi commerciali o di collaborazione con qualsiasi Stato del mondo, Qatar compreso, ma qui si tratta di ben altro argomento”. [Fonte]

Gänswein, chi cerca di costruire una “sua” Chiesa è sulla strada sbagliata

Georg Gänswein afferma: “Chi cerca di costruire una “sua” Chiesa è sulla strada sbagliata, finirà in un vicolo cieco... Il nostro tempo richiede testimoni coraggiosi e convincenti... In questo la Chiesa avrà futuro!”. Ma lui sembra rimanere con i piedi in due staffe, non tanto in riferimento ai 'due papi' che in realtà non si fronteggiano, quanto con affermazioni che mai contraddicono o prendono posizione su molte ormai patenti deviazioni, per usare un eufemismo...

CITTÀ DEL VATICANO, 25 maggio, 2020 / 12:00 AM (ACI Stampa). - In inglese il titolo del libro è “How the Catholic Church Can Restore Our Culture” (Come la Chiesa cattolica può risanare la nostra cultura). L’autore l’arcivescovo Georg Gänswein, è conosciuto per il suo ruolo di Prefetto della Casa Pontificia e segretario personale del Papa emerito Benedetto XVI. 
 Ma Gänswein ha un passato da professore di diritto canonico e un presente da conferenziere, oltre ad una ricca vita pastorale. In Italia, Germania, Svizzera l’arcivescovo ha spesso partecipato a dibattiti e celebrate le feste religiose sopratutto negli anni successivi alla rinuncia di Papa Benedetto. 
EWTN ha pubblicato in inglese un volume che raccoglie alcuni di questi testi. L’Arcivescovo ha accettato di presentare i contenuti in una breve conversazione. 

“Attraverso l’osservazione esatta, di volta in volta, una nuova stella nel cielo della rivelazione divina viene scoperto - ma non creato!” Sembra un po’ questa la chiave del libro che raccoglie una serie di conferenze, omelie et interviste. Per guardare meglio le cose che ci sono sotto gli occhi, perché la scelta di questi testi?
La frase citata è presa da un’omelia tenuta qualche anno fa in occasione della festa dell’Assunta. Comprendere o interpretare questa frase come chiave o come filo conduttore del libro è una idea originale, è possibile ma non necessaria. All’inizio dello scritto c’è stato semplicemente un invito della Casa editrice tedesca a pubblicare alcuni testi della mia attività “pastorale” negli ultimi anni. Volentieri ho accettato e trasmesso all’Editore, come da Lei accennato, una raccolta di conferenze, omelie e interviste. Da questa raccolta l’occhio e l’esperienza dell’Editore hanno scelto gli scritti pubblicati nell’opera presente.

Il Cardinal Müller esprime il suo apprezzamento (!?) per il “Documento di Abu Dhabi”

Nella nostra traduzione da Vatican news l'articolo che segue di Stefan von Kempis. Ormai non c'è da stupirsi più di nulla! In un saggio apparso sul periodico cattolico internazionale “Communio”, l'ex prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede — spesso presentato dai media come un critico di Papa Francesco — ha definito il testo “sensazionale”... Incredibile! Fa dei salti mortali di cerchiobottismo che nemmeno il più gesuitante gesuita saprebbe concepire. Ancor più sorprendente in quanto in controtendenza con precedenti posizioni [qui - qui]. Indice degli articoli sul tema. [qui].

Il Cardinal Müller esprime il suo apprezzamento per il “Documento di Abu Dhabi”

Il “Documento sulla fratellanza universale dei popoli” [qui] è stato firmato nel febbraio 2019 da Papa Francesco e dall’alto rappresentante islamico Ahmed al-Tayyeb. Il contesto di questo evento è stato il viaggio di Francesco negli Emirati Arabi Uniti — il primo viaggio di un papa nella penisola arabica in tutta la Storia [vedi].
Il Cardinal Müller sottolinea che il Documento “non riflette un’opinione privata del papa”, bensì invita “i membri di entrambe le religioni a raggiungere un accordo che coinvolga le loro coscienze”. Francesco e il Gran Imam dell’Università Al-Azhar del Cairo hanno concepito il documento come il séguito di un percorso già tracciato da Benedetto XVI nel suo discorso di Ratisbona del 2006, ossia come uno strumento per far sì che “la fede sia completamente separata da ogni tipo di violenza e di costrizione”. [In realtà la lectio di Ratzinger a Ratisbona puntava piuttosto  alla "sinergia tra fede e ragione", così estranea alla teocrazia islamica, da suscitare vibrate proteste, tanto che gli costò la visita alla moschea blu di Istanbul -ndT]

giovedì 28 maggio 2020

Il martello della storia è piombato su Enzo Bianchi, il 'suscitatore di unità'

[Precedenti sul priore di Bose: - qui - qui - qui - qui - qui - qui - qui]

Leggiamo : "Papa Francesco silura [vedi] padre [ma non è un religioso, è un laico che si è sempre impropriamente fregiato del titolo di priore!] Enzo Bianchi, il frate super progressista della Comunità di Bose" [qui], considerato quasi eretico dalle frange più conservatrici della Chiesa per le sue posizioni aperturiste su tanti temi legati alla morale, ma una vera icona per la parte più liberal dei cattolici.

Alcune perplessità: 1. la cosiddetta "Comunità di Bose" non è un Ordine religioso riconosciuto dalla Chiesa e neppure una "associazione privata di fedeli" (né potrebbe esserlo, raccogliendo persone aderenti a differenti fedi); 2. il complesso immobiliare di Bose non è un monastero, ma un semplice bene, e come tale è da ritenere sottoposto al normale regime giuridico della proprietà privata; 3. il Sig. Enzo Bianchi non è un religioso o membro del clero, ma un semplice laico.  E dunque c'e da chiedersi: in base a quale disposizione canonica il Vaticano ha disposto l'invio di tre visitatori apostolici e l'allontanamento del Rag. Bianchi dal suo domicilio privato posto in Bose? 
Proseguo con un commento segnalato da un lettore.

La Laudato si’ in parrocchia: qualche problema c’è

Sulla Laudato si' alcune mie osservazioni in diretta qui - qui. L’Enciclica è complessa e presenta passaggi positivi insieme a passaggi problematici. Per cui, pur esaminandola con la dovuta cautela e rispetto non si possono tacere i richiami doverosamente critici ai passaggi “problematici”, soprattutto ora che se ne dispiegano in concreto gli effetti tutt'altro che edificanti sotto il profilo della retta fede. Ricorderete l'esordio del giubileo di un anno intero, con un programma molto denso di eventi, indetto per celebrarne il quinquennio. 

La Laudato si’ nelle parrocchie, le comunità ecclesiali impegnate per l’”ecologia integrale”, la lotta alla cultura “dello scarto” tramite la cura della “casa comune”, il “voto col portafoglio” e l’economia circolare e generativa. Questi sembrano essere i motivi della attuale mobilitazione della Chiesa italiana nella settimana della Laudato si’, iniziata il 24 maggio, ma poi anche nell’anno speciale dedicato interamente all’enciclica. C’è però un problema: cosa c’è di cattolico in tutto questo?
La Caritas italiana ha appena pubblicato il Dossier “Sviluppo umano integrale al tempo di coronavirus – Ipotesi di futuro a partire dalla Laudato si’”. La FOCSIV sta preparando un vero e proprio manuale, una “guida per parrocchie e comunità sull’ecologia integrale, nella settimana della Laudato Sì”. Si mira al coinvolgimento attivo delle parrocchie, si intende quindi fare un lavoro di base e popolare. Ma proviamo a vedere i tipi di iniziative che vengono proposti.

mercoledì 27 maggio 2020

Lettera aperta di Mons. Viganò in risposta alle reazioni del rabbino Ahrens all’Appello per la Chiesa e per il mondo

Ricevo da parte di Mons. Viganò e volentieri pubblico. Si fa interessante l'allargarsi del dibattito. Precedenti:

Signor Rabbino,
visto che sono stato chiamato in causa [qui] per il mio Appello per la Chiesa e per il mondo, chiedo ospitalità a Katholisch.de [qui] per risponderLe.
Devo dirLe, dottor Ahrens, che mi stupiscono non poco le Sue parole, allorché Ella dichiara: «Sappiamo da tempo che ci sono persone all’interno delle chiese che aderiscono a tali teorie. Ma ora hanno il coraggio di esprimere queste opinioni ancora più apertamente». Penso che sia dovere di ognuno di noi esprimere le preoccupazioni per una situazione che, approfittando della crisi del Covid, va ben oltre le ragionevoli misure di sicurezza, imponendo ad intere Nazioni la privazione di libertà costituzionali: questo forse non è avvenuto in Germania, ma certamente si è verificato in molti Paesi.
Le chiedo, signor Rabbino: secondo Lei, è ancora permesso esprimersi liberamente, o ci sono argomenti che non possono esser discussi civilmente? Se Lei può esprimere il proprio dissenso sul contenuto dell’Appello, perché «persone all’interno delle chiese» non dovrebbero aver diritto ad esprimersi liberamente? Per quale motivo Ella ritiene che per farlo occorra «avere il coraggio», come se si trattasse di farneticamenti privi di un riscontro reale?

Dilettanti al governo, evoluzione totalitaria, irrilevanza pubblica della Chiesa

Analisi e riflessioni molto interessanti e articolate. Richiamo l'attenzione dei lettori sui tre scenari evocati nella conclusione.

Tavolo di Lavoro sul dopo-coronavirus
Dilettanti al governo, evoluzione totalitaria, irrilevanza pubblica della Chiesa
Intervista all’avvocato Gianfranco Amato
di Samuele Cecotti

La crisi sanitaria connessa alla pandemia da COVID-19 ha generato processi economici e politici su scala planetaria tali da delineare un quadro nuovo e preoccupante lasciando già ora intravvedere una fortissima recessione economica globale e gravi indizi di un incipiente totalitarismo post-moderno. Le questioni che una simile crisi di civiltà pone sono molteplici non ultime di carattere giuridico, bioetico e religioso.
Il nostro Osservatorio ha dato vita, a partire dal documento dell’arcivescovo Crepaldi, ad un Tavolo di Lavoro per affrontare cattolicamente la crisi, analizzare i fatti, formulare giudizi e proporre soluzioni alla luce della Dottrina sociale della Chiesa.
Ne abbiamo parlato con l’avvocato Gianfranco Amato, giurista, fondatore e presidente nazionale dei Giuristi per la Vita, intellettuale cattolico attivo su molti fronti dell’apostolato culturale, fondatore e presidente del Movimento popolare Nova Civilitas, uno degli organizzatori del Family Day, componente del Comitato d’Indirizzo della Fondazione Novae Terrae, rappresentante per l’Italia dell’organizzazione internazionale Advocates International, è membro e consulente legale dell’organizzazione britannica CORE Comment on Reproductive Ethics, con sede a Londra, per conto della quale coopera in diverse azioni legali intentate su tematiche bioetiche. Sempre a livello internazionale, collabora, come allied attorney, con l’organizzazione statunitense A.D.F. Alliance Defending Freedom, composta da avvocati che si occupano di temi inerenti alla libertà religiosa ed alla bioetica.

Mascherine inutili: la lezione del Dottor Montanari sulle capacità di filtraggio e sulle bufale che i media ci propinano

Soprattutto d'estate non si regge più di tanto, è pestilenziale la mascherina. Del tutto inutile poi se si sta a una certa distanza. Una falsa sicurezza per persone psicologicamente impressionabili e insicure. A certi politici, inoltre, procura un godimento particolare imporla all'ex popolo sovrano.

"Io non ho nessun problema a mettere una mascherina mezz'ora se devo andare a far la spesa. Anche se non serve a niente (o meglio serve tanto quanto starnutire nella manica o nel fazzoletto, che preferirei usare) perché i virus sono più piccoli della trama, se siete più felici la metto. Male per mezz'ora non mi fa. Ma se mi venite a dire che i miei figli devono tenerla per tutte le ore che andranno a SCUOLA, quando qualunque cardiologo vi dirà che rischiano L'INFARTO, qualunque dermatologo che rischiano micosi e dermatiti, qualunque immunologo che sotto la mascherina i germi si moltiplicheranno e che senza contatti sociali il sistema immunitario si indebolirà, allora NO, non ci sto più. Accendete il lume della ragione e spegnete la paura, non possiamo ubbidire a ogni ordine assurdo di task force di gente in conflitto di interessi.

martedì 26 maggio 2020

Regime e resistenza - don Elia

Tutti i regimi totalitari, per affermare il proprio potere incondizionato, impongono alle popolazioni una congerie di norme così assurde da essere ridicole, tanto sono inutili e irragionevoli; l’importante è che la gente si sottometta senza discutere, cosa che può costare noie molto serie. Nel caso attuale, però, c’è poco da ridere, considerati i danni causati dalle regole di contenimento del contagio a tutti gli ambiti della vita individuale e collettiva: crollo della produzione industriale, povertà crescente, soffocante controllo sociale, clima di paura e di sospetto, deterioramento delle relazioni, isolamento affettivo, malattie psicosomatiche… In simili condizioni l’individuo finisce con il sentirsi inerme, vulnerabile, privo di protezione ed è quindi spinto a rifugiarsi nell’apparente sicurezza offerta da un’autorità che, in realtà, non opera più per il suo bene effettivo, ma unicamente a proprio vantaggio, per mantenere il potere a beneficio, in ultima analisi, di chi la manovra da dietro le quinte. Certo, ci sarà ancora chi bollerà questi discorsi come una forma di complottismo, ma la storia insegna che un regime non può imporsi né conservarsi senza l’appoggio di un’oligarchia finanziaria che lo foraggi per il raggiungimento dei propri scopi occulti.

lunedì 25 maggio 2020

Così don Gianluca è stato prelevato e portato via. Per il reato di “diverso pensiero”

Richiamo l'attenzione dei lettori sulle note e relativi link.
Aggiornamento: nell'immagine a lato (cliccare per ingrandirla) c'è la dimostrazione di quale squilibrio soffrisse don Gianluca Leda. Leggo su Facebook che se ne sta occupando Lillo Musso, il fratello di Dario Musso, il ragazzo che hanno fermato per strada con tso (nota 2).

A Castelletto di Leno (millecinquecento abitanti, provincia di Brescia) c’era una volta un parroco. Questo parroco si chiamava don Gianluca Loda e aveva una strana abitudine. Anzi, tre. La prima era quella di pensare con la sua testa, la seconda era quella di dire ciò che pensava, la terza quella di pensare cose piuttosto diverse da quelle imposte dal pensiero dominante.
Per esempio, nell’aprile del 2017 don Gianluca disse che in Europa è in atto un’invasione islamica pianificata, studiata e calcolata a livello mondiale, denunciò la profanazione di un presepio nella sua frazione, invitò a riflettere sulla crisi demografica, disse che i nostri governanti, a Roma come a Bruxelles, si allontanano sempre di più dalla vita concreta delle persone e si preoccupano solo della grande finanza, li invitò a riflettere sulla Brexit, denunciò l’arrendevolezza di fronte alla Turchia di Erdogan e, in polemica con il politicamente corretto che impone di fare l’elogio del dialogo, aggiunse: “Si dice che il confronto con altre culture e civiltà arricchisce; ed è vero. Però, mi permettete, non vorrei far cambio con la cultura e con la civiltà di nessun altro; mi sento contento della mia. Oggi lo posso dire ancora liberamente. Ma fino a quando?”.
Già. Fino a quando?

Consigliere Ratzinger: “Invasione islamica è iniziata, Bergoglio non capisce”

Articolo di un anno fa ma più che mai attuale soprattutto in ragione dei recenti sviluppi sia in ordine alla reiterata sponsorizzazione del fenomeno migratorio [qui] che in relazione alla Dichiarazione di Abu Dhahi con annessi e connessi [vedi].
Nel frattempo inquieta constatare come Politica e Chiesa siano alleate in una tragica involuzione spacciata per progresso. Abbiamo analizzato sotto varie angolazioni le conseguenze e le dinamiche sviluppate dall'incombente pandemia sul piano antropologico e filosofico per effetto dello scientismo biomedico imperante che riduce la vita umana ad una sola dimensione. L'ultimo dato di cronaca: verranno assunti 60.000 "assistenti civici" (così li chiamano ma è la nuova polizia del regime per controllare il popolo italiano e la cosiddetta "distanza sociale"). Chi accetterà di fare questo lavoro, non farà gli interessi del Paese. Farà gli interessi di chi vuole distruggerlo. Infatti non controllerà spacciatori, stupratori, clandestini, compresi quelli che continuano a sbarcare indisturbati mentre l'invasione afroislamica appare inarrestabile. E, mentre droni elicotteri uomini e mezzi, che difettavano per i controlli dei criminali, sono dispiegati per reprimere i cittadini, persiste la tolleranza vigliacca sui clandestini in bivacco permanente nelle nostre città e sulla ingravescente criminalità. (M.G.)

Consigliere Ratzinger: “Invasione islamica è iniziata, Bergoglio non capisce”

Quanto è condiviso il pensiero filoislamico di Bergoglio nella Chiesa? Di sicuro non dal suo predecessore, Benedetto XVI.
“Le città sono già occupate”. Dagli islamici, dall’islam radicale. Spiegava tempo fa Samir Khalil Samir, islamologo e consigliere di Benedetto XIV per i rapporti con l’islam. In un lungo articolo, in cui il docente al Pontificio Istituto Orientale di Roma tratteggiava l’invasione in atto dell’Europa cristiana.

domenica 24 maggio 2020

La morte e la Dottrina sociale della Chiesa

Tavolo di Lavoro sul dopo-coronavirus
La morte e la Dottrina sociale della Chiesa
di Silvio Brachetta

Il filosofo francese Robert Redeker, intervistato[1] da Giulio Meotti, sostiene che «se la morte non esiste, tutto è permesso». È in corso da decenni, sostiene Redeker, l’«occultamento della morte in Occidente», nel senso che tutta l’attenzione culturale e sociale è spostata sulla ricerca del benessere e sull’edonismo[2]. La rimozione freudiana del thanatos, della pulsione di morte, potrebbe apparire come un grande bene, poiché del tutto istintiva e alleata alla causa della vita. Ma, secondo Redeker, non è così: l’epoca contemporanea ha «felicemente dimenticato che la nostra vita poteva esistere solo sul terreno fertile della condizione umana di cui, come ha sottolineato Pascal, la malattia e la morte sono dati permanenti».
Rimuovere la malattia e la morte, anche solo a livello psicologico, cioè, non umanizza (o non risolve) la vita, ma anzi la indebolisce, perché è un’operazione contraria alla verità fattuale. Rinunciare, poi, al supporto della religione non risolve nulla: così come la cecità non elimina il mondo visibile, allo stesso modo l’ateismo non elimina il morire e il soffrire, che rimangono onnipresenti per tutto il corso della storia.

sabato 23 maggio 2020

Milano 24 Maggio. Riprende il Rito antico in Santa Maria della Consolazione

Comunicato del Gruppo Stabile di Milano:
Da domani, domenica 24 Maggio 2020 riprenderà la S. Messa Tradizionale Ambrosiana presso la chiesa di Santa Maria della Consolazione (Largo Cairoli, M1 Cairoli) con presenza di popolo. 
Dalla suddetta domenica, fino a nuove disposizioni, verranno celebrate due S. Messe, una alle ore 8,30 ed una alle ore 10,00.
La capienza della chiesa sarà, per ovvie ragioni, limitata. Per questo motivo invitiamo tutti i fedeli a cui è possibile ad approfittare dell’opportunità di partecipare alle Messa delle 8,30, che potrebbe lasciare maggiori possibilità di accesso.

Quid est homo quoniam recordaris eius?

Ricevo l'articolo che segue dal prof. Gian Pietro Caliari, insigne e poliedrico studioso nell'orizzonte internazionale in campo umanistico, sociologico e geopolitico. Ne attingiamo importanti approfondimenti sulle conseguenze e sulle dinamiche sviluppate dall'incombente pandemia sul piano antropologico e filosofico per effetto dello scientismo biomedico imperante che riduce la vita umana ad una sola dimensione. Inquietante constatare come Politica e Chiesa siano alleate in questa tragica involuzione spacciata per progresso. Sul neo-umanesimo vedi precedenti qui - qui - qui - qui

John Martin, Pandemonio,1841
Lo scientismo biomedico imperante
riduce l'uomo ad una sola dimensione


In questa pandemia che è stata facilmente trasformata ad arte, per oscuri disegni geopolitici e geoeconomici, in un pandemonio; una fondamentale domanda è mancata tanto alla politica quanto alla più alta visione della riflessione intellettuale, spirituale e, finanche, teologica.

Che cos’è la vita? E, soprattutto, che cos’è la vita dell’uomo?
Ci si è limitati, e proprio questo solleva il fumus doli sull’intera vicenda, a propagandare un mito vitalistico di matrice nietzschiana e, per quanto riguarda specificamente la Chiesa, a promuovere un virale neo-umanesimo già teorizzato, nel secolo scorso, dal gesuita Marie-Joseph Pierre Teilhard de Chardin.
Che cosa è l’uomo e la sua vita? Si tratta, a ben vedere, di una semplice domanda che già troviamo nei tehillìm, il libro dei salmi, composti nel III secolo a.C.

venerdì 22 maggio 2020

Bordeaux, una chiesa diventa parcheggio...


Bordeaux, una chiesa diventa parcheggio... 
Nella storia dell'umanità nessuna civiltà è mai sopravvissuta alla fine della sua religione e l'occidente ha intrapreso proprio quel cammino... ha scelto Mammona! 
Che Dio abbia misericordia di noi.


Turchia: "I resti della spada" di Erdoğan

L'uso pubblico dell'insulto "i resti della spada" da parte del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, nel riferirsi ai sopravvissuti dei massacri dei cristiani nel suo Paese è allarmante sotto molti punti di vista. L'espressione non solo insulta le vittime e i sopravvissuti dei massacri, ma mette anche a repentaglio la sicurezza della comunità cristiana in calo in Turchia, spesso esposta a pressioni che includono aggressioni fisiche.
Il 4 maggio scorso, durante un briefing sul coronavirus, il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha usato l'espressione molto sprezzante "i resti della spada".
"Non permettiamo ai resti della spada nel nostro Paese", egli ha dichiarato, "di tentare di svolgere attività [terroristiche]. Il loro numero è diminuito, ma molti esistono ancora".
L'espressione "i resti della spada" ((kılıç artığı in turco) è un insulto comunemente usato in Turchia che spesso si riferisce ai sopravvissuti ai massacri dei cristiani – che ebbero come obiettivo soprattutto armeni, greci e assiri – compiuti dall'Impero ottomano e poi perpetrati dal suo successore, la Turchia.
Essendo Erdoğan un capo di Stato, il fatto di usare pubblicamente l'insulto è allarmante sotto molti punti di vista. L'espressione non solo insulta le vittime e i sopravvissuti dei massacri, ma mette anche a repentaglio la sicurezza della comunità cristiana in calo in Turchia, spesso esposta a pressioni che includono aggressioni fisiche.

giovedì 21 maggio 2020

23 maggio a Trieste. Santo Rosario in riparazione del sacrilego Protocollo sottoscritto dalla CEI in data 7 maggio

Aggiornamento: La stampa riporta la notizia dell'efficace e corretto svolgimento dell'evento: "La fede vince sul virus". Ultracat per l'eucarestia in bocca e non in mano. Ne riporto l'incipit: Hanno sfidato il caldo e lo scetticismo di più di qualche passante, pur di manifestare, come avevano promesso di fare, contro la Conferenza episcopale italiana, l’organo nazionale dei vescovi che a loro dire avrebbe tradito “le regole universali e millenarie della Chisa accettando il protocollo che prevede che i sacerdoti consegnino l’eucaristia nelle mani dei fedeli invece di metterla direttamente nella bocca dei comunicandi”  (immagine a lato, da ingrandire)
* * *
Spettabile redazione,
il giorno 23 maggio a Trieste, Piazza Sant'Antonio Nuovo, alle ore 17.00, verrà recitato un Santo Rosario in riparazione del sacrilego Protocollo sottoscritto dalla CEI in data 7 maggio u.s.
Ragione e fede concorrono nel dichiarare inaccettabili le disposizioni disciplinari imposte dal Governo circa la Messa cattolica e coonestate dalla CEI.
In particolare esse sono censurate laddove viene reso obbligatorio un guanto per la distribuzione della SS Eucarestia e ove, anche si impone ai fedeli la Comunione sulla mano così vìolando la legge universale della Chiesa che prevede la Comunione sulla lingua quale forma ordinaria e quale diritto per il fedele. (Memoriali Domini, Redemptionis Sacramentum, 92).
Nell'immagine a lato il volantino distribuito nell'occasione,
Comitato "beato Francesco BONIFACIO"
per la difesa della SS. Eucarestia

24 maggio. Ripresa celebrazioni in Rito antico a Pavia

Cari Amici,
Sono lieto di annunciare per domenica 24 maggio la ripresa della celebrazione domenicale e festiva della Santa Messa vetus ordo, secondo la forma straordinaria del rito romano. 
L’orario rimane sempre quello delle 9,30, ma cambia, almeno temporaneamente, il luogo: dalla chiesa di San Luca, in corso Garibaldi, ci trasferiremo nell’antica basilica di San Teodoro, nella piazza omonima, sempre nel centro storico della città (in ZTL). La chiesa è un piccolo gioiello dell’arte romanica, ricca di storia e di arte. Qui potete trovare una sua descrizione.
È possibile parcheggiare l’automobile sul Lungo Ticino o nel parcheggio di via Oberdan (ma spesso si trova posto anche nelle vie adiacenti, non comprese nella ZTL, come via di Porta Calcinara o via Santa Margherita). Attenzione agli ingressi nella ZTL sorvegliati da telecamere!
Non è consentito mettere a disposizione foglietti o messalini: ognuno porti il proprio da casa. 
Non smettiamo di pregare il Signore, invocando l’intercessione della Sua santa Madre, per ottenere la liberazione da questa presenza insidiosa, la salute per tutti i malati e la saggezza per coloro che ci governano. 
Sono come sempre a disposizione per ogni chiarimento o indicazione che fosse necessarie a chi non è pratico della città, e nell’attesa di rivedervi vi saluto con gioia nel Signore,
Don Fabio Besostri

NO! all’oltraggio della Santa Eucarestia

Ricevo e volentieri pubblico. Rappresenta lo stato d'animo più diffuso tra i credenti non superficiali o modernisti.

Caro Direttore,
dalla sera del 7 maggio scorso, appena è stata divulgata la lettera riguardante il protocollo delle celebrazioni liturgiche con la presenza dei fedeli in tempo di emergenza del Covid 2019 sottoscritta dal Presidente della C.E.I. cardinale Bassetti, dal presidente Conte e dal Ministro dell’Interno Lamorgese, ho ricevuto decine e decine di telefonate, tra le quali molte anche di santi sacerdoti, tutte impregnate di grande amarezza per le drastiche disposizioni emanate.
Ne ricordiamo alcune: i Fedeli per poter assistere alla Messa sono costretti a soggiacere a mille regole, con maschere, guanti, misura della febbre, distanziamento anche dai propri familiari come se la Casa del Signore fosse un luogo nel quale ci si ammala della peggiore peste.
Dal canto loro i sacerdoti dovranno distribuire la Santa Comunione indossando la mascherina e i guanti avendo la massima attenzione a coprirsi naso e bocca e mantenendo un’ adeguata distanza di sicurezza porgendo la sacra ostia nelle mani dei fedeli, meglio se usando una pinzetta (strumento chirurgico), come servire una Brioches.

mercoledì 20 maggio 2020

La rivista della più importante loggia massonica italiana approva il documento sulla “Fratellanza umana” di Abu Dhabi

Nella nostra traduzione dal National Catholic Register, un articolo di Edward Pentin dal quale apprendiamo che la rivista della più importante loggia massonica italiana, il Grande Oriente d’Italia accoglie con favore il documento sulla “Fratellanza umana” firmato ad Abu Dhabi da Papa Francesco e lo sceicco sunnita Ahmed el-Tayeb [qui vedi anche excursus articoli qui]. La Chiesa cattolica ha condannato la Massoneria, sottolineando che i suoi principi sono inconciliabili con la fede cattolica.

Il documento sulla fratellanza umana - congiuntamente sottoscritto l’anno scorso ad Abu Dhabi da Papa Francesco e dal Grand Imam dell’Università di Al-Azhar, sceicco Ahmed el-Tayeb - ha ricevuto ampia approvazione sulla rivista della più grande fratellanza massonica italiana.

Il documento “Fratellanza umana per la pace nel mondo e per la convivenza comune” è “innovativo” e una “droga a rilascio lento” che potrebbe annunciare una “nuova era” e rappresentare un “punto di svolta per una nuova civiltà”, scrive Pierluigi Cascioli, giornalista di Nuovo Hiram, la rivista trimestrale della loggia massonica del Grande Oriente in Italia. Aggiunge che il testo “è importante sia per le due autorevoli firme congiunte, sia per i contenuti”.

martedì 19 maggio 2020

Fieri di essere refrattari - don Elia

Μὴ γίνεσθε ἑτεροζυγοῦντες ἀπίστοις
(Non sottomettetevi a un giogo estraneo con increduli;
2 Cor 6, 14).
Il recente Protocollo d’intesa per la ripresa delle celebrazioni con il popolo, con le sue sacrileghe e inaccettabili disposizioni, pare uscito dalla stravagante fantasia di un romanziere distopico. Anche attenendosi a considerazioni di natura puramente giuridica, ci si rende immediatamente conto della sua assoluta invalidità, visto che è stato siglato da soggetti sprovvisti di qualsiasi legittimazione: da una parte i rappresentanti del governo italiano, che non ha alcuna competenza in materia di culto religioso; dall’altra il presidente della conferenza episcopale, che non ha giurisdizione sui vescovi. A ciò si aggiunga che l’esecutivo, ancora una volta, ha omesso la consultazione del Parlamento; l’interlocutore ecclesiastico, dal canto suo, non è abilitato a trattare con lo Stato. Quand’anche, a livello civile, si fosse rispettata la procedura prevista dalla Costituzione (per esempio, con un decreto-legge ratificato dal Presidente della Repubblica), si sarebbe comunque violato il Concordato, che in tutta questa paradossale vicenda nessuno ha mai nominato, quasi non esistesse più, così come sembra sospeso il diritto stesso. Tali circostanze fanno del Protocollo un atto del tutto illegale, privo di qualunque valore giuridico e di ogni forza obbligante, ragione per cui va incondizionatamente rigettato.

Nota sulla Comunione eucaristica - don Elia

1. Le disposizioni governative sulla ripresa delle celebrazioni con il popolo sono assolutamente nulle: le autorità civili non hanno alcuna competenza in materia di culto religioso; i rappresentanti della conferenza episcopale non hanno giurisdizione né sui vescovi, né sui sacerdoti, né sui fedeli. Ogni singolo vescovo, purché sia in comunione con il Papa, è sovrano nella sua diocesi per ciò che compete alla sua autorità; in essa non rientra però quanto stabilito dalle rubriche del Messale, che sono legge per tutta la Chiesa e possono essere modificate solo dalla Santa Sede, o di sua iniziativa o in risposta ad eventuali richieste dei vescovi (rescriptive). La Santa Sede, poi, ha facoltà solo sugli elementi non essenziali dei riti, non sulla loro sostanza immutabile.

lunedì 18 maggio 2020

Non ci sono più limiti alla desolazione

L'immagine è ripresa dalla Tv dei Vescovi in diretta da Pompei della prima Messa celebrata dopo l'interruzione da corona virus. Eloquente di per sé dello scempio e dell'indifferenza con cui sacerdoti e fedeli trattano il Corpo del Signore... Non ci sono più parole!
Alcune le abbiamo dette qui - qui - qui - qui - qui - qui - qui.
Riprendiamo San Tommaso D'Aquino  [Summa Theologiae, Parte III, Quaestio 82, articolo 3]
"La distribuzione del Corpo del Signore compete al sacerdote per tre motivi. Primo, poiché come si è detto egli consacra in persona di Cristo. Ora, come Cristo consacrò da sé il proprio Corpo, così da sé lo distribuì agli altri. Secondo, poiché il sacerdote è costituito intermediario tra Dio e il popolo. Come quindi spetta a lui offrire a Dio i doni del popolo, così spetta a lui di dare al popolo i doni santi di Dio. Terzo, poiché per rispetto verso questo sacramento esso non viene toccato da cosa alcuna che non sia consacrata: per cui sono consacrati il corporale, il calice, e anche le mani del sacerdote, per poter toccare questo sacramento. A nessun altro quindi è permesso di toccarlo, all’infuori di un caso di necessità: per esempio se stesse per cadere a terra o altri simili". 
Ovviamente, per i casi limite, San Tommaso parla di persone... Conosciamo peraltro l'uso di una pinza/cucchiaino proprio dell'Ortodossia con cui la Santa Comunione viene amministrata solo in bocca. Risulta che il Sinodo della Chiesa Ortodossa Greca aveva già avvisato che avrebbe continuato a farlo in questo modo nonostante i rischi sanitari. 
I testi delle disposizioni governative sono molto simili tra loro e in tanti aspetti comuni; il che rende evidente che le varie confessioni hanno modificato la terminologia a seconda delle proprie dottrine. 
Il punto 2.4 di ogni protocollo, fatte le debite modifiche peculiari a ciascun rito, specifica che il ministro, indossato il guanto e la mascherina provvederà a distribuire il Pane e Acqua (per i mormoni), la Eucarestia (per la Chiesa Ortodossa) e il Pane (per la comunità anglicane, evangelica e protestanti) “avendo cura di non venire a contatto col fedele”. Dunque NON si menzionano MAI le “mani”. Quindi solo nel Protocollo con la Chiesa Cattolica è specificato che il ministro “abbiano cura di non offrire l’ostia [nemmeno con la maiuscola] senza venire a contatto con le mani del fedele”. 
Dobbiamo quindi riscontrare che il riferimento alle “mani” del fedele, che si legge solo nel testo “Cattolico”, è evidentemente voluto espressamente dalla CEI. E, per tutti resta l'ossessione del guanto...
È proprio una forma di subordinazione che sa di sopraffazione. Pur senza essere virologi, che senso ha in un ambiente sanificato, con mani disinfettate, l'uso dei guanti da parte di sacerdoti e fedeli? Un conto sono le prudenti precauzioni, un altro conto è il terrorismo psicologico coniugato con una acritica irrazionalità da parte di alcuni e usato strumentalmente da parte di altri... A prescindere dall'abominio della Comunione sulla mano.

Card. Müller. Il mantra del “complottismo” serve solo a scrivere i titoloni

Traduzione completa, dall'originale tedesco [qui], dell’ultima intervista del Cardinal Müller al periodico cattolico tedesco Die Tagespost con la quale risponde sulla sorpresa causata dalla sua firma dell’Appello promosso da mons. Viganò [vedi anche qui qui]. Il cardinale ha già rilasciato altre interviste nelle quali osserva come le uniche obiezioni che gli stanno muovendo sono quattro parole in libertà, senza mai entrare nel merito della questione. 

In seguito alla sorpresa causata dalla sua firma dell’appello promosso da Viganò, il Cardinal Müller risponde ai suoi critici
Eminenza, teme davvero che un governo mondiale sia in procinto di assumere il potere per mezzo di misure antidemocratiche, come afferma l'appello che Lei ha firmato?
Chiunque non sia in grado di distinguere tra le opportunità e i rischi associati al fenomeno della globalizzazione non può vedere la realtà. Anche Papa Francesco si è opposto al neocolonialismo di quegli Stati e di quelle organizzazioni internazionali che obbligano i popoli poveri a praticare l’aborto, minacciando di ritirare i fondi destinati allo sviluppo se non cambiano atteggiamento. In Perù, quando il governo era in mano a Fujimori, io stesso ho parlato a uomini e donne che erano stati sterilizzati contro la loro volontà dopo che li si era ingannati con denaro e con false promesse sui benefici per la loro salute e per la loro felicità. Cos’ha tutto questo a che vedere col “complottismo”?

domenica 17 maggio 2020

Covid-19 e Sante Messe. Guanti per l’Ostia e niente «Amen» alla Comunione

Dicevamo [qui] : "Nolite dare sanctum canibus, neque mittatis margaritas vestras ante porcos, ne forte conculcent eas pedibus suis, et conversi dirumpant vos. Non date il santo ai cani e non gettate le vostre perle ai porci, perché non le calpestino e, rivoltandosi, vi sbranino” (Matteo 7, 6-7). 

Prima ancora di affrontare l’argomento scottante delle modalità di distribuzione dell’Eucarestia, corre l'obbligo ribadire che la Chiesa Cattolica, indipendente e sovrana nello svolgimento della sua missione pastorale e di santificazione, di organizzazione, di pubblico esercizio del culto (art. 1 e art. 2 Accordo del 3 giugno 1985), è l’unica che può disporre in ordine alla liturgia e alla somministrazione dei Sacramenti di cui è depositaria. E dunque, come può lo Stato italiano ingerirsi in questioni non sue e la CEI sottoscriverlo?
E ora leggiamo su Avvenire il risultato dell'accordo Governo-vescovi per la ripresa delle celebrazioni delle Sante Messe. 
Mascherine sul volto. Gel per igienizzare le mani all’ingresso della chiesa. Posti sulle panche indicati dai cartelli. E poi la possibile prenotazione online per partecipare alle celebrazioni; guanti monouso o pinzette per distribuire la Comunione; niente “Amen” dopo aver ricevuto l’ostia consacrata 
L'Uso dei guanti da parte dei sacerdoti
Premesso che è verità di fede che nell’ostia consacrata è presente il Corpo di Cristo, così come è presente tutto intero anche nelle più piccole ed infinite particelle in cui si dovesse dividere la particola, come non può destare scandalo oltre che sconcerto  che un sacerdote, sull’altare, debba infilarsi i guanti monouso per distribuire l'Eucaristia, quando le sue mani, che peraltro hanno ricevuto l'unzione sacerdotale come ordinati in sacris, sono state già ampiamente disinfettate? E come si può pensare e permettere che quei guanti, che attendibilmente possono trattenere particelle del Corpo del Signore vengano gettati nella spazzatura insieme agli altri oggetti?

Niente "Amen" alla Comunione
Amèn. Un piccolo termine con un profondo significato spirituale. Dunque con le nuove norme anti-Covid non si può più dire "Amèn".
La parola, usata nella liturgia, e prima ancora nel Vangelo, è una parola della lingua aramaica, la lingua che Gesù parlava in famiglia e nella quale pregava in privato.

Quel brutto pasticcio del Protocollo

Pubblico un importante intervento del Prof. Gian Pietro Caliari, sul protocollo per la "celebrazione" delle Sante Messe.

Nolite dare sanctum canibus!
di Gian Pietro Caliari

"Nolite dare sanctum canibus, neque mittatis margaritas vestras ante porcos, ne forte conculcent eas pedibus suis, et conversi dirumpant vos. Non date il santo ai cani e non gettate le vostre perle ai porci, perché non le calpestino e, rivoltandosi, vi sbranino” (Matteo 7, 6-7).
Dopo il Discorso delle Beatitudini, l’evangelista Matteo colloca anche questo loghion del Divino Maestro, che all’udirlo - annota l’autore sacro - “le folle erano meravigliate dalle parole di lui, perché trasmesse con l’autorità che era dei maestri (ἦν γὰρ διδάσκων αὐτοὺς ) e non con quella degli scribi (οὐχ ὡς οἱ γραμματεῖς).
I Padri della Chiesa hanno commentato, fin da subito, queste ipsissima verba con limpida e preveggente chiarezza.
Apollinare di Laodicea identificava nel Logos stesso, cioè nel Figlio di Dio, il τὸ ἅγιον (il Santo) e nelle sue parole e azioni le τοὺς μαργαρίτας, perle rare e preziose (cfr. Frammento 31).
Ilario di Poitier, sottolineava invece, che il rischio che cani e porci si rivoltino contro l’annuncio cristiano è generato quando si espone “in maniera confusa l’incarnazione, morte e resurrezione del Verbo” e così i non credenti “a causa della nostra ignoranza di Dio si rivoltino contro di noi con i loro aculei, e frantumino l'incompetenza della nostra fede” (Commentario a Matteo 6,1).

sabato 16 maggio 2020

Mons. Athanasius Schneider. Riflessioni ad ampio raggio sugli effetti del Covid19

Nella nostra traduzione da Infocatolica la lunga circostanziata intervista rilasciata nei giorni scorsi via Internet da Monsignor Schneider, chiaro ed esaustivo come sempre, al Padre Javier Olivera Ravasi, SE. 

Non ce la raccontano giusta

1. Covid-19: castigo, “coincidenza” o esperimento del Nuovo Ordine Mondiale?
Non è stato ancora realizzato un esame obiettivo delle origini del Covid-19. Esistono varie opinioni in proposito: secondo alcune il virus è stato fabbricato in laboratorio, secondo altre ha origini naturali. Lo si scoprirà nel futuro. La situazione oggettiva del confino di quasi tutta la popolazione del pianeta è un fatto unico e dalle proporzioni senza precedenti nella Storia. Il confino radicale sta causando nel settore dell’economia conseguenze disastrose comparabili a quelle provocate da una guerra mondiale. L’economia privata è stata seriamente pregiudicata. A quanto pare, dopo la crisi provocata dal Covid-19, lo Stato avrà un’influenza maggiore nella direzione della vita economica e nel possesso di proprietà. Esiste il rischio che venga instaurata una forma di comunismo di Stato.
Un’altra conseguenza nefasta di questa crisi e del confinamento è il manifesto e crescente controllo dello Stato sulla vita privata dei cittadini. Vi sono prove di dichiarazioni di politici di vari paesi sull’introduzione di un vaccino obbligatorio per tutti i cittadini.
Tuttavia, la conseguenza più dolorosa è la proibizione del culto cattolico pubblico.

venerdì 15 maggio 2020

J. Ratzinger elogia Giovanni Paolo II come il “restauratore liberatore” della Chiesa

Vi ripropongo [qui] le diverse altre occasioni nelle quali Joseph Ratzinger ha rotto il silenzio che si era riproposto da quando, dopo l'abdicazione, ha scelto il 'recinto di Pietro'.
Aggiornamento: Ho trovato il tetso integrale pubblicato da ACI Stampa. Lo riporto a seguire. A domani gli approfondimenti.

Apprendiamo da Catholic News Agency (traduzione nostra) che Benedetto XVI, in occasione del centenario della nascita di Giovanni Paolo II, ha scritto un messaggio al cardinale Stanisław Dziwisz, segretario personale di Giovanni Paolo II, nella quale riconosce pregi e virtù del papa polacco. Ne riporto di seguito le espressioni riprese in quell'articolo.
Purtroppo ancora una volta abbiamo a che fare con degli spezzoni e di conseguenza molte affermazioni, tolte dal contesto, potrebbero essere fuorvianti. Ma quella che non riesco ad ingoiare è la seguente: “Inoltre, a questo punto, si può trovare anche l’unità interiore del messaggio di Giovanni Paolo II e le intenzioni fondamentali di Papa Francesco: Giovanni Paolo II non è il rigorista morale, come alcuni lo hanno in parte ritratto”. Beh, se l'unità è nel concilio, il primo in maniera soft il secondo con piglio rivoluzionario (e anche oltre), hanno contribuito al ribaltamento della dottrina e alla distorsione della morale.

In una lettera di 2.000 parole in cui fonde ricordi personali e riflessioni teologiche, il Papa emerito ha ripercorso la vita di Giovanni Paolo II dalla sua nascita in una Polonia da poco indipendente, il 18 maggio 1920, fino alla sua morte alla vigilia della festa della Divina Misericordia, il 2 aprile 2005.
La lettera, datata 4 maggio, è stata pubblicata il 15 maggio alle 11 del mattino, ora locale, dall’ufficio stampa dei vescovi polacchi, che ha fornito una traduzione in inglese dall’originale tedesco.

Il 13 maggio una fitta nebbia avvolge Fatima

Un denso nebbione avvolge il Santuario di Fatima il 13 maggio durante la celebrazione della Messa nella ricorrenza della prima apparizione della Vergine 103 anni fa.
In questo giorno solenne la cova da Iria è vuota. E forse la nebbia è la risposta del cielo al fatto che ogni accesso al Santuario e al paese era impedito ai pellegrini, con 3500 militari, unità cinofile e gendarmi a cavallo.
Alla fine della Messa, nel video, vediamo cosa accade dopo 2h e 17m...
La Madonna è afferrata male, la statua barcolla... non cade a terra perché uno dei presenti riesce a sostenerla. 
Il Santo Rosario non è più un'opzione: "Prega il Rosario ogni giorno in onore della Madonna del Rosario, per ottenere pace nel mondo... perché solo lei può salvarlo" (13 luglio 1917). Ricordando Padre Pio: « Il Santo Rosario è l'arma per questi tempi ». Senza dimenticare le forze oscure che, oltre alla Chiesa, minacciano il nostro Paese, l'Europa e il mondo intero.

A chi obbedire? L’antichità cristiana e la preghiera universale del 14 maggio 2020

L’Alto Commissariato per la Fratellanza Umana (vedi qui), che ha dedicato il 14 maggio del corrente anno alla preghiera universale e interreligiosa per il superamento della crisi sanitaria, è l’organo esecutivo del Documento sulla Fratellanza Umana sottoscritto a Dubai nel 2019 da Sua Santità Papa Francesco e dal Grande Imam di Al-Azhar Ahmad Al-Tayyeb [vedi]. Il documento (che può essere letto qui), pur non aderendo a un perfetto deismo e pur ribadendo alcuni apprezzabili principi di diritto naturale, si fonda su una evidente neutralizzazione della verità rivelata da Dio e della natura stessa di Dio ed approda a un diritto naturale necessariamente estraneo alla dottrina cristiana sulla creazione e sulla redenzione che, lungi dall’essere qualcosa di nuovo, si integra negli sviluppi moderni degli ultimi cinque secoli inaugurati dal groziano etsiam si Deus non daretur.

giovedì 14 maggio 2020

Mons. C.M. Vigano - Comunicato stampa 14 maggio 2020

Meraviglia lo strano silenzio dei giornaloni in Italia. Pensavo: Ignorare per affossare? Generalmente è così. La nostra piccola schiera composita non conta nulla o è meglio evitare che possa far breccia nella passività diffusa?  Mi risponde mons. Viganò: Sì, dice bene. In Germania e negli Stati Uniti ha avuto un certo eco sui giornaloni. Persino CNN, Washington Post... Sul sito dell’Appello troverà l’intervento del Vescovo Athanasius molto forte, per il Tagespost. Non ci lasciamo intimidire. Una fionda e pochi sassolini sono stati sufficienti per abbattere il tiranno Golia. Restiamo uniti e vigili nella preghiera. La benedico di cuore.
Importante che proprio oggi si dica (lo troverete nel testo del Comunicato pubblicato di seguito): Emerge senza dubbio la percezione di una sorta di spaccatura - che l’Appello ha il merito di aver reso visibile - tra i fedeli e i vertici della Gerarchia: ciò è confermato anche dall’impostazione chiaramente globalista della Giornata di Preghiera «Pray for Humanity» indetta dall’Alto Comitato per la Fraternità Umana degli Emirati Arabi Uniti per invocare la fine della pandemia, cui subito si è sciaguratamente unita la Santa Sede.


L’Appello per la Chiesa e per il Mondo
raccoglie in pochi giorni quasi 40.000 adesioni
www.veritasliberabitvos.info

Lo scorso 8 Maggio tre Cardinali e nove Vescovi, assieme a medici, giornalisti, avvocati, intellettuali e professionisti di tutto il mondo hanno lanciato un Appello per sensibilizzare l’opinione pubblica, i governanti, la comunità scientifica e i media circa i seri pericoli per le libertà individuali determinati in concomitanza con la diffusione del Covid-19.

In alcune Nazioni questi pericoli sono stati maggiormente percepiti, in altre meno; ma ovunque è necessario richiamare l’attenzione dei fedeli Cattolici e degli uomini di buona volontà, affinché in un momento tanto difficile si comprenda in modo unitario quello che sta accadendo: considerare solo gli aspetti sanitari dell’epidemia, senza vedere le implicazioni sociali, economiche, politiche e religiose può condurre il mondo verso un futuro in cui l’Autorità degli Stati e della Chiesa vengono indebolite o assorbite da poteri autoreferenziali e che hanno scopi quantomeno poco chiari.

Mons. Athanasius Schneider: l’Appello per la Chiesa e il mondo è un catalizzatore per un onesto dibattito

Pubblicato oggi [qui]. Lo condivido di seguito

Mons. Athanasius Schneider: l’Appello per la Chiesa e il mondo è un catalizzatore per un onesto dibattito

L'8 maggio 2020 è stato pubblicato un testo intitolato Appello per la Chiesa e il mondo ai cattolici e a agli uomini di buona volontà [qui]. Tra i primi firmatari c’erano, tra gli altri, tre Cardinali, nove Vescovi, undici medici, ventidue giornalisti e tredici avvocati.

È sorprendente come i rappresentanti dell’establishment ecclesiastico e politico e dei mass media abbiano screditato all’unisono, secondo il pensiero mainstream, la preoccupazione dell’Appello con l’argomento demolitore (“knock-out argument”) della “teoria di cospirazione”, in modo da troncare ogni ulteriore discussione sul nascere. Ricordo una simile forma di reazione e di linguaggio al tempo della dittatura sovietica, quando i dissidenti e i critici dell’ideologia e della politica dominante venivano accusati di complicità con la “teoria di cospirazione” dell’Occidente capitalista.