sabato 2 maggio 2020

Hanno dato a Cesare ciò che è di Dio - don Elia

Reddite ergo quae sunt Caesaris Caesari, 
et quae sunt Dei Deo (Mt 22, 21). 

«Rendete a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio».
Il responso del Signore alla capziosa domanda sul tributo all’imperatore romano dimostra una sapienza assolutamente fuori del comune. Egli non solo sventò magistralmente l’insidia tesagli, ma pose i Suoi avversari di fronte alla propria ipocrisia. Essi si erano illusi di averlo incastrato con un quesito insolubile: affermare apertamente la liceità delle tasse pagate a uno Stato pagano lo esponeva ad un’accusa di tipo religioso, negarla lo rendeva perseguibile a livello politico. La classe dirigente giudaica, in realtà, aveva raggiunto con Roma un equilibrio molto vantaggioso fin dai tempi delle guerre maccabaiche, a parte l’incidente della violazione del tempio da parte di Pompeo nel 63 a.C. I farisei, per il timore di contaminarsi, scansavano gli stranieri come appestati, ma – come Gesù fece loro ammettere da sé stessi – usavano con disinvoltura il loro denaro. Pecunia non olet, sentenzia l’antico adagio… L’occupazione romana, di fatto, offriva agli ebrei ricchi ottime opportunità economiche, garantendo loro al tempo stesso una relativa autonomia: niente di meglio per poter prosperare sulle spalle di un popolo anche mentalmente sottomesso dalla loro artificiosa precettistica.

Anche la casta sacerdotale, che in maggioranza apparteneva invece al movimento sadduceo, era in ottimi rapporti con l’occupante, tanto che gli zeloti, durante l’occupazione di Gerusalemme del 67, la massacrerà a causa del suo collaborazionismo. Del resto proprio i sommi sacerdoti, pur di ottenere la pena capitale per l’Innocente che Pilato intendeva rimettere in libertà, erano caduti nel tranello del procuratore dichiarando piena fedeltà all’imperatore: «Non abbiamo re se non Cesare» (Gv 19, 15); in tal modo, essi avevano manifestato pubblicamente l’apostasia ormai consumata nei cuori e nella prassi. Già l’antica cattività babilonese, se per alcuni era stata una salutare purificazione, per altri aveva costituito un ulteriore incentivo a quel sincretismo che nel culto d’Israele, fondamentalmente, non era mai cessato; è là che la falsa religione talmudica aveva accolto la visione gnostico-panteistica e le relative pratiche magiche mescolate ai riti prescritti dalla Torah. Oggi gli eredi spirituali (non certo discendenti) di quegli ipocriti votati a Lucifero hanno assunto il dominio del mondo tramite la gestione dell’alta finanza, cui tutto il resto è sottoposto.

Annoverare fra loro i nostri governanti e i vertici ecclesiastici significherebbe sovrastimarli. Essi sono semplici pedine in un gioco che li supera; possono mettersi impunemente il diritto sotto i piedi unicamente perché protetti da entità invisibili che li manovrano come burattini, non perché dotati di un potere reale. A tale conclusione conducono inevitabilmente troppi indizi e troppe convergenze, fino all’ultimo scambio di colpi tra il governo e la conferenza episcopale sulla questione delle Messe con concorso di popolo. Occorre anzitutto precisare che lo scontro non sta avvenendo tra soggetti legittimi, bensì tra il capo di un esecutivo non eletto e una struttura burocratica che, quasi fosse un sindacato di categoria, si arroga il diritto di rappresentare i vescovi italiani e a nome loro emette dichiarazioni non firmate. Già solo per questo siamo al di fuori di qualsiasi cornice di legalità, oltre che per il merito dei provvedimenti adottati, i quali, come da più parti osservato, sono in flagrante violazione sia della Costituzione che del Concordato. Chiunque può poi arguire da sé che il tempismo del susseguirsi di botta e risposta a pochi minuti di distanza, la sera del 26 aprile, sa troppo di copione già scritto: è il solito, ipocrita gioco delle parti?

In ogni caso, rivendicare l’indipendenza della Chiesa e la libertà di culto è cosa che si sarebbe dovuta fare immediatamente, alle prime avvisaglie di ingerenza dello Stato in un ambito in cui la Chiesa ha competenza in modo esclusivo. La forza pubblica non può entrare nelle chiese se non chiamata, né tanto meno può disturbare o interrompere le funzioni religiose, reato punito dal Codice Penale con il carcere. I vescovi, nel regolare esercizio delle loro prerogative, devono denunciare queste scandalose prevaricazioni e ordinare ai parroci di celebrare alla presenza del popolo, pur nell’osservanza delle misure precauzionali prescritte per altri luoghi pubblici. I successori degli Apostoli hanno il pieno e nativo diritto di esercitare la giurisdizione sugli edifici destinati al culto e non devono chiederne il permesso a nessuno. La proibizione del culto pubblico configura un sopruso senza precedenti al quale bisogna opporsi con decisioni concrete, non con comunicati privi di ogni valore istituzionale in quanto emessi da un fantomatico Ufficio per le Comunicazioni Sociali di una struttura giuridica che non ha alcuna facoltà di sostituirsi ai vescovi nel governo delle loro diocesi. Questa non è la Chiesa Cattolica, ma qualcosa di molto simile all’Associazione patriottica cinese.

Reagire dopo ben due mesi di incondizionata sudditanza, peraltro, significa offrire all’avversario l’opportunità di dare scacco matto: se alle parole non seguiranno i fatti, la Chiesa italiana dimostrerà di non contare più nulla e di essere alla mercé dei decreti statali; una volta creato il precedente, in futuro qualunque scusa sarà di nuovo sufficiente per sospendere il libero esercizio delle sue attività in modo arbitrario, per motivi irragionevoli. Qui non si tratta di mendicare una concessione pietosa e nemmeno di rivendicare un diritto inviolabile, bensì di esercitare la giurisdizione ecclesiastica, sia pure nel rispetto dell’autorità civile in ciò che è di sua competenza, la salute e l’ordine pubblico. Se però i vescovi, in considerazione delle conseguenze giudiziarie, non si sentono abbastanza forti per farlo, tocca alla Santa Sede intervenire a loro sostegno richiamando lo Stato italiano all’osservanza del Concordato, non a un ignoto funzionario della conferenza episcopale che si appella alla libertà di culto (cioè a un diritto individuale anziché a quelli della Chiesa) con l’assurda motivazione che la vita sacramentale serve a sostenere il servizio ai poveri… pensieri da impiegato di una O.N.G. che tradisce così la propria vera preoccupazione: ormai nelle parrocchie mancano i quattrini – ma non certo negli enti che si occupano di “accoglienza”: nella trattativa dell’8 marzo, il segretario generale della C.E.I. è miracolosamente riuscito a farli inserire nel decreto salva-imprese…

Ma cosa ci si può aspettare, in questo frangente storico, dalla Santa Sede? Cosa potrà ottenere per noi, da un governo filocinese, un Segretario di Stato filocinese, amico del Presidente del Consiglio, che l’anno scorso ha partecipato alla riunione del Gruppo Bilderberg? Come può aiutarci un “papa” che, anziché guidare la Chiesa, si limita a fervorini mattutini in cui un giorno dice e l’altro disdice, sconfessando l’episcopato per puntellare la posizione del governo? E i vescovi cosa possono fare, alle prese con il Leviatano di un potere pilotato da luciferine società segrete che, per mantenerci sottomessi con il terrore, ignora cure efficaci e sperimentate, facendo morire i malati con terapie sbagliate? Dov’è finito il Vicario di Roma, dopo lo scontro con il suo superiore sull’apertura delle chiese? Prima in ospedale, e poi… desaparecido. Ecco in quale vicolo cieco ci ha condotto questa casta clericale senza fede e senza morale che predica il rispetto della legalità, anziché della legge divina; professa obbedienza allo Stato e a massoniche istituzioni internazionali, piuttosto che a Gesù Cristo Re; si fa megafono della propaganda mondialista, anziché tromba della verità eterna… Invece di dare a Dio ciò che Gli spetta, ha dato a Cesare anche ciò che è di Dio. I farisei non cambiano mai, ancor meno in questa Chiesa che giudaizza da decenni, infiltrata com’è da emissari della sinagoga di Satana… altro che fumo!

«Ogni piantagione che non ha piantato il mio Padre celeste sarà sradicata. Lasciateli perdere: sono ciechi e guide di ciechi» (Mt 15, 13-14). La Chiesa non coincide con la farraginosa, infruttuosa e spaventosamente costosa macchina burocratica costruita con il pretesto del rinnovamento conciliare e utilizzata per coartare la libertà dei vescovi nell’esercizio della loro missione, conculcandone la sacra autorità di diritto divino e riducendoli a meri funzionari periferici del partito. Questa costruzione artificiosa è destinata ad essere demolita e già mostra i primi segni di cedimento. Ora, a quanto pare, pensano che sia giunto il momento del lancio, più volte rimandato, della terza edizione del Messale italiano, con le sue modifiche ai testi e, forse, anche alla sostanza; ma non si rendono conto che han perso ogni credibilità? Quanti preti e fedeli sono ancora disposti a seguire gli odierni collaborazionisti, in questa situazione abnorme? I fatti recenti dimostrano inequivocabilmente che la C.E.I. è morta. Dopo aver intonato il Te Deum, scrivete o telefonate al vostro vescovo per chiedergli di riappropriarsi della sua autorità per guidare il popolo santo dietro il Pastore eterno, se ancora ha la fede – nonché le doti virili per farsi rispettare: gratia supponit naturam.
Omnis plantatio, quam non plantavit Pater meus caelestis, eradicabitur. Sinite illos, caeci sunt et duces caecorum (Mt 15, 13-14).
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25 commenti:

Anonimo ha detto...

S.ATANASIO !!!
http://itresentieri.it/s-atanasio-un-santo-per-i-nostri-tempi/

Anonimo ha detto...

La grande tragedia non è l'insipienza, la pavidità degli alti gradi gerarchici e la doppiezza del vertice ma, la tragedia immensa è che insipienza, pavidità, doppiezza sono colate nelle singole anime, in ognuna in modo diverso, ma tutte ormai forgiate dalla sola ipocrisia dei pastori doppiogiochisti susseguitisi negli anni.
Qui vi è molto più di una pandemia, qui è presente un Tradimento Spirituale che avvolge tutta la terra. A proposito di terra, se realmente volessero il suo rifiorire dovrebbero iniziare finalmente a convertirsi a Gesù Cristo. Ora et Labora rimane, al tempo del 5G, del Mes, del Vaccino, l'unica strada certa verso il Cielo da percorrere con cuor contento sulla Terra.

Monaco benedettino ha detto...

Il grande vescovo Atanasio del quale oggi celebriamo la festa ci insegna che non dobbiamo aver paura di nulla e di nessuno nel difendere l'ortodossia della fede cattolica. Nel IV secolo solo lui e pochi altri conservarono tale ortodossia mentre pure a Roma ci furono cedimenti. In questi cupi e tristi tempi nei quali il modernismo occupa quasi tutto, in questi decenni nei quali anche Roma non difende più l'ortodossia della fede ma sembra anzi attaccarla, più che mai dobbiamo restare fedeli alla dottrina di sempre e resistere senza esitazioni al modernismo e ai modernisti, tenendo sempre bene a mente che il modernismo ha potuto trionfare anche -se non sopratutto- grazie a una riforma liturgica sciagurata dalla quale è sempre più evidente esser necessario restare lontani. Sancte Athanasi, ora pro nobis.

Fuori tema ma non troppo ha detto...

Credo che il Prof. De Mattei con il suo modo di manifestare denominato Acies ordinata sia stato il precursore del modo di accedere alle S.Messe in tempo di coronavirus .
Intendo dire : la Chiesa Cattolica non ha bisogno di maestri improvvisati perche' e' essa stessa maestra di vita da piu' di 2000 anni .
A mio modo di vedere la domanda che la Chiesa si deve porre e' : Quanto Ti amo mio Signore Salvatore , cosa posso fare perche' le anime non smettano di amarTi e per strappare quante piu' anime da Te redente all'Avversario ? Perche' Tu hai sete di anime !

Anonimo ha detto...

Sto leggendo "complotto contro la Chiesa" 1962, ed.effedieffe. Quindi posso rettificare un punto, anzi due. E' scritto e documentato con pagine di nomi e cognomi che alla base del progetto attuale ci sono gli eredi della sinagoga di Satana, i discendenti dei discendenti che hanno ambito sedere sulla cattedra di Colui che li ha spodestati. Hanno iniziato la loro vittoria con la rivoluzione francese, (non mi si obietti più che non è documentato che i massoni in mano ai giudei che dirigevano hanno agito in quella rivoluzione, ed in tutte le rivoluzioni, comprese quelle ove hanno massacrato gli ebrei, qui è tutto provato). E' scritto che il loro progetto callidior e macchiavellico nonché diabolicamente satanico era di avere un papa secondo i loro bisogni. Qui veniva scritto che Dio non avrebbe permesso tale oltraggio ma lo scandalo della Croce invece è stato permesso al Suo Corpo, come possiamo constatare. I sadducei di oggi (i farisei ci sono pure) sono come allora, modernisti allora e oggi. Caduta è quella Chiesa, questa non cadrà, ma l'attuale cadrà. Infatti quella fu continuata da altri non pontefici in una nuova direzione con una Gerarchia alterna, questa sarà ancora così. Tutto si ripete: quindi si prenda atto che costui non è Papa, penso mi lo sia stato. E l'app non va accettata perché non sarete più liberi di uscire senza permesso, verranno in casa e vi preleveranno i"malati", troveranno altri "malati" per strada, non andrete più dal medico, uscirete solo per lavorare, vi dichiareranno malati anche se non avrete febbre, l'app è comandata da loro che possono dichiararvi malati. Se uscirete senza app vi arresteranno, se non sarete in casa quando l'app è a casa vi cercheranno coi droni ed arresteranno. Dopo vi microchipperanno col vaccino.

mic ha detto...

Anonimo la situazione è gravissima, e proviene e sviluppa dinamiche variegate e complesse, quindi non la ridurrei al solito unico responsabile.
Inoltre, pur consapevole della temperie oscura, affronterei il tutto standoci dentro, pregando e offrendo, con la serenità e la fortezza che vengono da Colui che le tenebre "non hanno avvinto",

mic ha detto...

Bene Aldo Maria Valli. Dovremo farci sentire

Funerali e Messe / Ma la Cei vuole una Chiesa di Stato?

Cari amici di Duc in altum, siano ormai alla Chiesa di Stato, come in Cina? La domanda viene spontanea dopo che la Cei non solo ha accettato quanto “benevolmente” concesso dal governo circa la celebrazione dei funerali, ma ha interpellato il Comitato tecnico-scientifico, ormai assurto al ruolo di Ente Supremo di Controllo. Più realista del re, la Cei non ha voluto assumersi la responsabilità di decidere in proprio, come le compete in base al diritto canonico e al Concordato tra Chiesa e Stato.
***
Alla Conferenza episcopale italiana (Cei) non è bastato quanto “benevolmente” concesso dall’art. 1, lettera (i) dell’ultimo decreto del presidente del Consiglio (DPCM, 26 aprile 2020), ossia la possibilità di celebrare almeno i funerali secondo il rito religioso, purché non vi partecipino più di quindici fedeli e mantengano il distanziamento profilattico interpersonale, come in ogni altra attività sociale. A norma di buon diritto civile, sarebbe stato sufficiente attenersi a quanto decretato dall’autorità governativa e procedere di conseguenza, organizzando l’attività liturgica in ossequio a questa disposizione, ma in legittima autonomia gestionale, come fa ogni azienda di questi tempi. Se le norme prevedono che si mantenga il distanziamento tra i clienti in un supermercato, è il direttore del medesimo che decide autonomamente dove mettere i banchi di vendita, come distribuire ai clienti, nel settore prodotti da forno, il pane porzionato in quantità da essi richiesta, o con che modalità far eseguire il pagamento alle casse prima di uscire. Non deve chiedere, e di fatto non chiede a nessuno (né al prefetto, né al questore o al sindaco, e neppure all’Azienda sanitaria locale) come organizzare l’attività di commercio al dettaglio: si attiene alle norme di legge e le applica con intelligenza e rigore, ma operandi scelte di cui lui è competente e responsabile. E basta.

No, non è stato così per i funerali e siamo quasi certi che non lo sarà neppure per la ripresa delle Messe festive e feriali. La Cei ha voluto essere più realista del re. Non ha voluto semplicemente obbedire allo Stato, ma farsi sostituire dallo Stato in un compito di organizzazione della liturgia all’interno di un luogo di culto, che è solamente di competenza della Chiesa, come riconosciuto dallo stesso Stato negli Accordi di Villa Madama (1984; il cosiddetto “Nuovo Concordato” tra Stato e Chiesa), che sono legge della Repubblica italiana. E così il segretario generale della Cei ha scritto al ministero degli Interni per avere istruzioni su come svolgere la liturgia funebre all’interno o all’esterno di una chiesa. E ha ricevuto una risposta saggia, di buon senso, equilibrata, da parte di un dirigente dello stesso ministero. Parrebbe di capire, da come scrive, che sia un credente, o almeno che frequenti la chiesa almeno qualche volta e che comprenda il significato e il valore dei riti cristiani. Una grazia, di questi tempi, trovare un funzionario statale così ben disposto. In questa risposta si delineano e precisano alcune indicazioni pratiche per la celebrazione del funerale, ma con la dovuta discrezione che lascia fare alla Chiesa ciò che è compito della Chiesa e non chiede ai parroci più di quanto viene chiesto al direttore di un supermercato, a un giornalaio o al conducente di un autobus. E si poteva chiudere qui la vicenda delle esequie finalmente concesse.
....
https://www.aldomariavalli.it/2020/05/02/funerali-e-messe-ma-la-cei-vuole-una-chiesa-di-stato/

mic ha detto...

E così il segretario generale della Cei ha scritto al ministero degli Interni per avere istruzioni su come svolgere la liturgia funebre all’interno o all’esterno di una chiesa.

Ma qui dovrebbe intervenire il Prefetto del Culto divino che non è né Conte con i suoi comitati tecnici e col suo Viminale né la CEI e, oltre che tuonare dalle interviste, dovrebbe parlare con l'autorevolezza del suo ruolo...

berni /exodus ha detto...

@ Mic. delle 15,07 - ma qui dovrebbe intervenire il prefetto del culto divino......- ma pensi che il prefetto del Culto Divino o il prefetto della Congr. della Fede o Bergoglio o qualunque altro cardinale o vescovo modernista e conciliare, cambierebbe idea? oppure cambia idea come l'ha camnbiata la CEI al primo intervento di Bergoglio? -- Maria!!!! siamo a redde rationem con questa gente..... sono pochi, anzi pochissimi i Vescovi, dentro la loro coscenza davvero Cattolici Apostolici Romani, che vogliono dare a Dio ciò che è di Dio ed a Cesare...... ormai seguono il materialismo, il paganesimo, e l'abbiamo visto con l'Amoris Laetitia oppure con la pachamama oppure con la comunione in mano o tutto quello che vedete... ormai il concilio ha rotto la diga e la valanga di acqua sta annegando tutto..... solo Dio quando deciderà ripareggerà tutto... ora diamo retta alla Vergine di Fatima che ci aveva avvisato come la Beata Emmerich...preghiera e penitenza... Atanasio ha pregato e Dio l'ha ascoltato. Siamo nel mese della Madonna recitiamo col cuore tutti i giorni il Santo Rosario e San Michele Arcangelo di difenderci da questa guerra scatenata dagli inferi.....

tralcio ha detto...

Cara Mic,

comunque la si guardi, dal punto di vista ecclesiale o delle norme governative, noto un punto molto debole: il tema relativo alla partecipazione alla Santa Messa è innanzitutto focalizzato sulla modalità di accedervi da parte dei fedeli. Questa modalità sarà pensata, organizzata e controllata mettendo al centro... il virus.

Tanto il sacerdote celebrante quanto i presenti, tutti avranno in mente il distanziamento, cureranno la sanificazione, monitoreranno gli spostamenti, ottimizzeranno gli spazi per non ricevere o trasmettere un potenziale contagio.

Facciamo un piccolo passo indietro: già prima le Sante Messe non brillavano (eufemismo) quanto a raccoglimento, devozione, comprensione del significato stesso della Santa Messa.
Già prima abbondavano atteggiamenti per così dire approssimativi. Già prima al centro c'eravamo... noi. Noi come prete e noi come komunità, quella con la kappa e le chitarre.
O con i cori polifonici, incapaci di vivere la messa con il Signore, ma solo con il maestro del coro e con il pubblico da intrattenere. Incapaci di cogliere il sacro e il mistero, soprattutto nel momento della consacrazione e della transustanziazione, per poi passare alle inevitabili conseguenze al momento della ricezione del Santissimo Sacramento (spesso non in grazia di Dio, spesso senza il necessario decoro, spesso in deroga e spregio delle disposizioni attualmente valide per la distribuzione della Comunione, ad esempio il piattino per evitare la cadura dell'Ostia o dei suoi frammenti). Tutto questo non per incuria dei laici, ma primariamente a causa di come i sacerdoti trattano Presenza Reale, sepolta da profluvi verbali di Parola di Dio e altri bla bla.

Adesso facciamo un passo avanti, a domani o dopodomani: se al centro c'eravamo già noi, adesso noi ci torneremo, prima per festeggiarci perché torniamo a riunirci e poi perché celebreremo i volontari che assicurano l'ordine e la sanificazione. In tutto questo al centro, se proprio non ci finirà l'apparato, ci sarà il virus.

Povero Gesù, che era già, ad andar bene, al secondo o terzo posto ed ora è sceso persino dal gradino più basso del podio. Per non parlare di quanto scenderà più frequentemente fino al suolo, se sarà obbligatorio ricevere l'Ostia sulla mano (magari senza essersi confessati da mesi) e con modalità rese goffe da qualche distanza obbligatoria, con conseguenti cadute di particole e loro frammenti. E chi le raccoglierà? E che fine faranno? Chi penserà a Lui, precipitato presso le suole, se tutta l'attenzione sarà stata posta nelle mani del celebrante o di quelle del fedele, mentre il coro esalta la nostra coraggiosa presenza (la nostra presenza reale, dopo lo streaming, ma nella medesima distanza dalla Presenza Reale)?

Ecco: forse stiamo per "riaprire". Di apertura in apertura tutte le generazioni si diranno spalancate. Giovanni Paolo II pensava che tolta ogni paura le porte si spalancassero a Cristo. Qui, proprio nella paura, spalancheremo di tutto -per aerare- tranne aprire a Lui.
Lo temo proprio.
Temo che chi dovrebbe farlo, primariamente i preti, lo faranno troppo poco.
Dalla CEI non mi attendo richiami, men che meno da chi, dal Vaticano, potrebbe suggerire qualcosa. Tranne il Card. Sarah, sento dire...
Intanto c'è chi è già arrivato a distribuire in busta.
L'avevo già detto: se entrassi in una Santa Messa così, me ne starò al mio posto e -se mi sarò confessato, così da esserne degno- mi limiterò alla comunione spirituale.
A proposito: sento parlare poco delle confessioni... Questione che non interessa già più?

Elle ha detto...

Qui la Cei ha introdotto un secondo gravissimo precedente e mi domando dove siano i Vescovi che , al momento dimostrano di essere piu' che tremebondi , perche' non dovrebbero avere indirizzo alcuno e men che meno dall'autorita' politica dal momento che e' loro precipua competenza e responsabilita' regolare l'attivita' delle Parrocchie su cui hanno responsabilita' e giurisdizione ( fino a prova contraria e' così ancora ). Non andrebbero certamente contro il Papa ( leggi concordato ) ne' contro la Conferenza Episcopale , semplicemente eserciterebbero la propria funzione attribuitagli da NSGC . Non sono essi Apostoli ? Qui mi sembra che ci sia una bella gran confusione di ruoli .

Anonimo ha detto...

Direttive
Autobus di 40 mq. :possono entrare 16 persone
negozio di 40 mq. :1 alla volta
chiesa di minimo 150 mq. :1 morto e 15 vivi, ma non 15 vivi e basta, ci vuole sempre il morto.
A questo capolavoro di logica hanno lavorato 450 esperti.

Anonimo ha detto...

Per 2 maggio 2020 17:54

Ecco , mi permetto il grandangolo proprio sul Sacramento della Confessione .
Se il confessore non lo ritiene , non mi deve assolvere ! Mi deve rimandare ad altra prova ! Così come riteneva di fare Padre Pio . Ecco perche' e' piu' che mai necessario che i confessori non siano "aiutanti psicologi " ma confessori , pre-giudici , filtro del Giusto Giudice perche' se non sara' il confessore ad aiutarmi a scarnificare l'anima ( se del caso ) mi riterro' sanata e pronta ad un oltraggio !
Come se non ce ne fossero abbastanza ...

Anonimo ha detto...

UN SILENZIO COLPEVOLE
Da quanto abbiamo appreso, sono stati diversi i sacerdoti che hanno provato a scuotere il proprio Vescovo, a fargli capire che forse era il caso di prendere una posizione un po’ più comprensiva nei confronti della presa di posizione di don Lino (il parroco di Gallignano che ha resistito al carabiniere). Nessuno pretende che mons. Napolioni diventi improvvisamente un vescovo battagliero, ma almeno che faccia presente che, forse, entrare armati in una chiesa con atteggiamento pretenzioso non si addice propriamente al bon ton, questo sì. Invece niente. Silenzio.
Un silenzio colpevole, che rivela molte cose, come un brano di quindici secoli fa spiega: «Non si può conoscere con sicurezza se uno è un vero pastore o un mercenario, se le circostanze non impongono delle urgenti necessità. Quando tutto è in pace, generalmente, sta alla custodia del gregge tanto il pastore quanto il mercenario, ma quando il lupo assale, si comprende con quale animo ciascuno custodiva il gregge». Così San Gregorio Magno, nell’omelia tenuta proprio la domenica del Buon Pastore.
«Questo assalto del lupo – continua con un’attualità impressionante – si verifica quando qualcuno, ingiusto e ladro, si mette a opprimere i fedeli e gli umili. Allora colui che sembrava pastore, ma non lo era affatto, abbandona le pecore e fugge, timoroso del pericolo che gli potrebbe sopraggiungere e per nulla disposto a resistere all’ingiustizia. La sua fuga non consiste nel portarsi in un altro luogo, ma nel sottrarre l’aiuto, nel vedere l’ingiustizia ed accettarla, protetto dal proprio silenzio».
Al mercenario, Gregorio applica le parole con cui Dio, attraverso il profeta Ezechiele, rimproverava i molti, troppi falsi profeti: «Voi non siete saliti sulle brecce e non avete costruito alcun baluardo in difesa degli Israeliti» (Ez. 13, 5). Che cosa vuol dire “stare sulla breccia”? «Battersi sulla breccia significa – conclude San Gregorio – opporsi con la libera voce della ragione ad ogni potere che tenta di imporsi con l’ingiustizia».
Meditate, vescovi, meditate.

Anonimo ha detto...

Come dice la De Mari, quando la CEI fece finta di arrabbiarsi per le mancate indicazioni riguardo le chiese, i Vescovi non hanno protestato. Hanno squittito.

Come darle torto? Inoltre ha invitato a non indirizzare alla CEI l'otto per mille ma a sostenere un sacerdote. E ha dettoo pure "non due o tre euro, perchè hanno anche i prwti le loro spese".

Come darle torto?

Era gente che ogni tre per due aveva sempre la risposta pronta, della serie "il Vangelo di qui" e "il Vangelo di là" quando c'era da sostenere idee boslacche o addirittura immorali. Cinque sempre sbagliate come immigrazione illegale (sono nostri fratelli), magistero sulla famiglia distrutto con la loro fattiva complicità, etc. etc.
Insomma tutto quello che hanno toccato ha preso fuoco.
Io se devo andare in una chiesa a fare la Comunione sulla mano, io nemmeno partecipo ad un simile rito: non voglio proprio nulla averci a che fare.
Offendere il Corpo di Gesù per ubbidire ad un'indicazione umana??

Chi abusa del proprio potere NON può pretendere ubbidienza. E io in coscienza mi sento OBBLIGATO a proteggere la mia libertà di giudizio, illuminandolo con la luce di Dio: non ha forse detto Gesù che un albero lo si riconosce buono o cattivo dai suoi frutti?

Anonimo ha detto...

Non cinque ma idee

mic ha detto...

Non l'ho ancora letto. Ma non mi faccio troppe illusioni...

Coronavirus. Messe con il popolo, definito il protocollo d'intesa

Il cardinale presidente della Cei annuncia un accordo di massima che consentirà la graduale ripresa delle celebrazioni liturgiche. Nella nota il grazie alla Presidenza del Consiglio e agli esperti
https://www.avvenire.it/chiesa/pagine/protocollo-intesa-cei-governo-per-ripresa-messe-con-popolo

Anonimo ha detto...

Barletta, centinaia di persone alla processione della Madonna: violate le norme anti-covidDiverse centinaia di persone hanno partecipato il primo maggio alla funzione dedicata alla protettrice della città - di Michelangelo Borrillo /CorriereTv

La Madonna dello Sterpeto non è soltanto una delle più famose citazioni di Lino Banfi nei suoi film. È soprattutto è la denominazione con cui la Vergine Maria viene venerata a Barletta, essendone patrona insieme a San Ruggero, vescovo di Canne. Per questo la tradizionale processione del 1° maggio, in cui l’Icona della Vergine attraversa la città per raggiungere — dal Santuario a Lei dedicato — la Cattedrale, è molto sentita. Ma in tempo di epidemia, ogni assembramento è vietato. Così non è stato, però, per le vie di Barletta: centinaia di persone hanno atteso e si sono accodate alla Madonna in processione — accompagnata dal sindaco Cosimo Cannito dal vescovo Leonardo D’Ascenzo — nonostante la presenza di forze dell’ordine.
https://video.corriere.it/cronaca/barletta-centinaia-persone-processione-madonna-violate-norme-anti-covid/60c27d02-8c44-11ea-9e0f-452c0463a855

E meno male. Del resto, se non era assembramento quello dell'anpi il 25 aprile!

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Oggi molti citano la famosa risposta di Gesù come una rivendicazione dei diritti dello stato nei confronti della Chiesa, invece Gesù l'ha data per rivendicare i diritti del culto nei confronti dello stato.
Certamente Gesù ha "inventato" la laicità, ma ha precisato che lo stato ha dei poteri limitati.
Una risposta straordinaria che spiazza totalmente i giudei, sia sul piano politico, perché Gesù sembra riconosce a Cesare dei diritti che i giudei erano costretti a riconoscere, e sia perché pone i diritti divini sopra a tutto, perfino sopra al sinedrio.

Oggi lo stato vuole decidere sulla religione, e questo è un brutto segno per la democrazia, e la Chiesa, cioè molti vescovi, riducono la religione a politica. Sia stato che Chiesa (cioè i vescovi progressisti) riducono la religione e la stessa fede a una categoria politica, ma così facendo vince chi è politicamente e materialmente più forte. Cioè lo Stato.
Stalin si chiedeva quanti carri armati avesse il Vaticano: ebbene, certi Vescovi sono entrati in questa logica, senza però calcolare se con 10.000 uomini possono contrastare un esercito di 20.000. Costruiscono una torre senza averne calcolato il costo. La torre rimarrà a metà e i loro "amici" laicisti si faranno beffe di loro.

E' un fatto che la CEI si sta completamente disinteressando del popolo loro affidato che è quello ITALIANO.
Sempre le Chiese locali sono state missionarie e sempre si sono interessate ai migranti, ma la loro prima missione consisteva nel pacere il popolo di Dio a loro affidato. Anche prendendo forti posizioni contro i governi, se necessario.
Oggi prende posizioni contro il popolo per difendere i governi amici.
Non solo, nonostante i Vescovi africani contrastano l'immigrazionismo che, dicono, sta impoverendo le loro Nazioni, analisi confermata da molti missionari, la CEI, disprezzando il popolo italiano loro affidato e i loro stessi fedeli che, in grande maggioranza, nonostante i loro sforzi, non votano come desiderano, pensano al popolo che non è stato loro affidato, quello africano, invitandoli a venire in Italia, anche se al 90% sono musulmani e anche se i poveri più poveri rimangono i Africa.
Questa non è né pastoralità, né missionarietà, ma è un favorire in modo evidente l'UE. Capitalismo liberista allo stato puro con lo specchietto per le allodole dell'antirazzismo. Esattamente come l'UE.
Si comportano come se Gesù avesse invitato il mondo a venire a Gerusalemme per ricevere lo Spirito Santo, e non avesse inviato gli Apostoli nel mondo intero.



Giovanni ha detto...

Sante Parole.

Diego ha detto...

Pochi hanno capito, pochi hanno tratto e stanno traendo giovamento per la propria salvezza da questa prova. In questi giorni ho sistemato l'orto, e la pianta estirpata è finita nel secchio anche con della terra buona troppo invischiata tra le sue radici per essere in grado di separarla. Così finiremo noi, un mondo troppo compromesso con il Male verrà reso casto, nostra Madre non credo riuscirà a trattenere a lungo il braccio del Figlio. Ogni giorno che abbiamo è Grazia, qualcuno si converte ed evita la dannazione. In questi momenti penso a come sarebbe stato il mondo senza demonio... c'è tanta bellezza nel mondo, tanta dolcezza negli occhi di un bambino... Io confido in Te....

Anonimo ha detto...

Per Repubblica, chi desidera ricominciare a partecipare alla S. Messa, fa parte di una fantomatica "ala conservatrice".
Ma che razza di informazione è ?

https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2020/05/02/news/papa_francesco_bassetti_vaticano_cei-255485596/

"Vaticano, incontro Papa-Bassetti sulle messe per frenare l'ala conservatrice. E i funerali saranno un banco di prova per la sicurezza"

Banco di prova? Ma non lo sono già stati i aupermarcanti, i tabaccai e altri?

Anonimo ha detto...

Dal giornale online MANTOVA UNO:

Il plasma iperimmune ha azzerato la mortalità nei pazienti Covid trattati che avevano sviluppato una forma severa della malattia. Prima della partenza della sperimentazione, a Mantova la percentuale di decessi di pazienti in analoghe condizioni oscillava tra il 30 e il 60%.
Sono risultati davvero sorprendenti quelli raggiunti all’ospedale Carlo Poma dove è partita nelle scorse settimane la sperimentazione con l’infusione di plasma di donatori guariti, carico di anticorpi neutralizzanti, in pazienti con una forma grave o medio grave della patologia di recente insorgenza. Sperimentazione portata avanti in collaborazione con il Policlinico San Matteo di Pavia.
Ne abbiamo parlato con il primario di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale del Carlo Poma Massimo Franchini, che è stato il primo proprio a spingere perchè si intraprendesse questa strada. “Eravamo in una situazione drammatica – spiega Franchini – il trattamento con plasma con anticorpi è stato utilizzato ormai da cento anni come terapia antivirale, è comunque sicuro e non presenta rischi, quindi ho insistito perchè anche al Poma si facesse partire questa sperimentazione”.
E i dati stanno dando ragione. “Si nei 25 pazienti trattati la carica virale si è ridotta moltissimo e il miglioramento clinico è stato netto. Trattiamo pazienti con malattia di recente insorgenza perchè il plasma è più efficace se si interviene nella fase precoce della malattia. Dopo l’infusione, c’è una riduzione importante della carica virale e questo si traduce in un miglioramento clinico”.
Franchini parla di un vero e proprio dramma causato dal Covid ma proprio all’interno di questo dramma, con la partenza della sperimentazione del plasma, praticamente tutto l’ospedale è stato coinvolto e ognuno ha cercato e sta cercando di dare il meglio di sè. “C’è una sinergia incredibile tra i diversi reparti – prosegue il primario – un confronto continuo. E’ emozionante vedere che pur in questa situazione difficilissima si può fare qualcosa di utile che ha un riscontro immediato”.
Per non parlare delle centinaia di richieste che arrivano da parte di potenziali donatori: ex pazienti Covid che vogliono dare il proprio contributo per aiutare nella lotta contro il virus. “Ci contattano telefonicamente, via mail anche via whatsapp pur di poter essere selezionati per diventare donatori”. Franchini, impegnato al pari di altri suoi colleghi a scrivere in questi giorni, o meglio “nelle notti che sono l’unico momento libero rimasto” pubblicazioni sulla sperimentazione da lui seguita, parla anche del “rinascimento scientifico” che si è innescato a seguito del Covid con tantissimi studi e centinaia di pubblicazioni che stanno cercando di far conoscere questo virus fino a pochi mesi fa completamente sconosciuto.
E intanto si pensa ovviamente al futuro con il congelamento delle sacche di plasma che mantengono così tutte le loro caratteristiche attuali compresi gli anticorpi neutralizzanti.
Insomma l’ospedale Carlo Poma è ormai entrato nel firmamento delle eccellenze per la cura del Covid. E’ arrivato un riconoscimento sia del governatore Attilio Fontana che della Protezione Civile e non c’è praticamente giornale o trasmissione televisiva che si occupi di Covid che non abbia parlato del plasma iperimmune sperimentato a Mantova oggi sicuramente una delle armi più efficaci per fronteggiare l’epidemia.

Anonimo ha detto...

https://costanzamiriano.com/2020/05/03/la-messa-con-il-popolo-il-popolo-per-la-messa/

Anonimo ha detto...

RIFLESSIONI DA FB

Non mi piacevano i Porro e i gli Sgarbi quando tuonavano contro i conculcatori delle libertà democratiche previste dalla Costituzione. Non credo che la libertà si misuri in quantità di ore trascorse all’aria aperta né tanto meno con l’applicazione del manuale della perfetta democrazia che prevede, tra l’altro, che qualsiasi decisione venga presa in seguito all’iter parlamentare. Perché non sempre questo è possibile, per esempio in quegli svolti in cui urgono decisioni rapide. Il signor Conte, con i suoi reiterati Dpcm, ha agito più o meno così. Il problema è vedere se ha agito bene. Ha agito come un sol uomo al comando. L’uomo dei pieni poteri. Proprio quei pieni poteri invocati da Salvini che tanto gli sono costati, lo hanno accusato nientemeno di voler fare come il duce. Mentre lui poverino voleva solo aver la possibilità con nuove elezioni, che pensava di vincere a piene mani, di aver i numeri giusti per sostenere decisioni politiche non imbarazzate da continui barcamenamenti intra e super stellari. Ora, a due mesi dalla chiusura totale, questi continuano a cincischiare, sembra quasi che temano il ritorno alla normalità, quasi che la normalità li costringa a mostrare le carte. Ma non possiamo andare avanti così ancora per molto, e non solo per recuperare il piacere della libera circolazione e delle libere frequentazioni, non solo per permettere all’economia di riprendere i suoi naturali ritmi, non solo perché milioni di persone sono senza lavoro e senza ammortizzatori sociali, non solo perché altrettanti milioni rischiano di non recuperare il proprio posto di lavoro, non solo perché altrettante partite Iva rischiano di chiudere baracca e burattini, non solo perché la campagna ha bisogno di raccoglitori che non siano i soliti super sottopagati importati grazie al mercato dei trafficanti di uomini, non solo perché ci sono tante persone che si stanno suicidando, non solo… ma anche, e forse soprattutto, perché la vita deve riprendere il suo corso, certo con le dovute precauzioni, ma deve riprendere, innanzitutto nelle nostre teste, se no altrimenti rischia di penetrare nelle più intime fibre dell’anima il morbo della disperazione, quindi dell'assenza di futuro. A qualche malizioso viene un po’ il dubbio che da parte governativa si voglia protrarre sine die il ritorno alla vita normale perché la vita normale porterà a guardare in faccia senza più nessun filtro i responsabili di una politica che ha sempre temuto come la morte la verifica elettorale, figuriamoci ora! Non faccio il tifo per nessuno, ritengo solo che questo governo sia illegittimo perché non corrisponde agli umori popolari, nonostante vari sondaggi “amici” si sforzino di presentare il Conte con alti numeri di gradimento. Farei il tifo per vere forze sovraniste, che per il momento non si vedono o sono molto carenti; e ha ragione in proposito Franco Cardini quando dice di essere anti sovranista perché i sovranisti non lo sono abbastanza, anche se non lo condivido perché non sono tra quelli che si tagliano i cosiddetti per far dispetto alla moglie. Però ha ragione da vendere quando dice che il cane bastonato morde il bastone ma lecca la mano del padrone (metafora della accondiscendenza di certo sovranismo a non mettere in discussione i rapporti di subalternità militare e politica). Siamo stati in balia di comitati tecnico-scientifici che ci hanno detto tutto e il contrario di tutto e ora ci terrorizzano con la paura che il virus torni a fare sfracelli dopo una fase di riposo. Semplicemente: Basta con la paura!