Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

martedì 3 febbraio 2026

Il Vaticano conferma il controverso progetto di un ristorante sulla terrazza della Basilica di San Pietro

Purtroppo non sono voci inattendibili. Diversi prelati, parlando in forma anonima, hanno espresso delle riserve sull'idea che gruppi di visitatori mangiassero e bevessero sopra la tomba di San Pietro. Perfetta continuità col pontificato precedente e coi suoi processi di musealizzazione di molti ambienti.  

Il Vaticano conferma il controverso progetto
di un ristorante sulla terrazza della Basilica di San Pietro


Lifesitenews rivela che il quotidiano italiano Il Messaggero dà notizia dell'esistenza di lavori top secret sulla terrazza della Basilica di San Pietro, che prevedono la costruzione di un bistrot.
Successivamente, tra le forti perplessità di sacerdoti e vescovi sull'opportunità di trattare in questo modo il cuore del cattolicesimo – proprio sopra la tomba del primo Papa – il Vaticano ha confermato i progetti in un comunicato ufficiale, che afferma: "Per rispondere all'aumento dei flussi di visitatori, si sta valutando un ampliamento della superficie della terrazza accessibile ai pellegrini. Ciò contribuirebbe ad agevolare la concentrazione dei visitatori all'interno della Basilica e a favorire un clima di maggiore raccoglimento. In questo contesto, alcuni spazi verrebbero resi disponibili per ampliare il piccolo punto ristoro già presente".

Il progetto riguarda la grande terrazza sopra la navata della Basilica di San Pietro, proprio dietro le statue degli apostoli. Un tempo chiusa al pubblico, oggi offre ampie vedute su Roma e fa parte del percorso di salita alla cupola. La conferma del progetto ha portato al dibattito interno tra il clero locale. Diversi prelati, parlando anonimamente, hanno espresso riserve sull'idea di gruppi di visitatori che mangiano e bevono sopra la tomba di San Pietro. Un prete ha detto a Il Messaggero: "Sarebbe impensabile avere una cosa del genere sul tetto di una sinagoga, sul muro occidentale, sopra la Kaaba nella Mecca, o sulla terrazza di Westminster."

Oltre al comunicato ufficiale del Vaticano di cui al link supra, trovo un ulteriore riscontro su Rainews qui:
In Vaticano, a quanto scrive “Il Messaggero”, si starebbe lavorando alla realizzazione del primo ristorante nel cuore della principale Basilica patriarcale, collocato proprio sul grande terrazzamento che sovrasta San Pietro.

Il bistrot nascerebbe davanti alle statue degli apostoli, da dove si gode di una vista mozzafiato su Roma e, sempre secondo il quotidiano, verrebbe realizzato sfruttando "alcuni dei locali che un tempo servivano per il ricovero dei materiali usati dai Sampietrini, gli addetti alla cura della basilica" e che "proprio in queste settimane sono arrivati i materiali e gli arredi destinati al locale, segno che i lavori in corso sono ormai a buon punto benché non vi sia ancora la data del completamento".

Ora che l'Anno Santo è finito non si esclude – spiega Il Messaggero – che l'idea possa vedere la luce quest'anno, in occasione dei 400 anni della consacrazione della Basilica nella sua struttura attuale. Sul grande terrazzamento già esiste un minuscolo bar e "l'idea è quella di allargare l'area terrazzata sfruttando la parte ancora chiusa per il ristoro, in linea con la parziale musealizzazione della Basilica (!) che Papa Francesco aveva autorizzato".

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Piuttosto mettessero piu' bagni, altro che ristoranti.
Ancora non gli basta di distruggere una chiesa che non e' loro?
E chi si porta dietro i polacchi, e chi si porta dietro gli argentini,
e chi si porta dietro i peruviani...e...E basta!
Riparate piuttosto!

Anonimo ha detto...

La lingua di legno del vaticansecondismo: «ampliare il piccolo punto ristoro già presente».

Come se il "punto ristoro" (eufemismo) fosse necessario.

Come se fosse necessario "ampliarlo".

Come se fosse ineluttabile la sua "già presenza" (voluta da chi? e perché?).

Come se i "pellegrini" fossero impossibilitati a distinguere fra sacro e profano... cioè come se fossero effettivamente turisti da spennare.

Anonimo ha detto...

Fuori tema.
Mi trovo perfettamente in sintonia con Silvana de Mari, la quale afferma che la scelta, ideologica e per certi versi anche blasfema, di un certo Ghali (pare sia un "cantante", che si diletta nella "musica" rap) a rappresentare l'Italia culturalmente-artisticamente alle prossime Olimpiadi invernali sia un atto di violenza e di arbitrio. Siamo proprio bolliti noi italiani europei; speriamo in un sussulto di dignità da qualche rappresentante istituzionale.

Anonimo ha detto...

Il fatto è che queste visite sono a pagamento, paga qui paga là, la tentazione di aumentare gli incassi avanza, il danaro non puzza, allora profumiamoci con i soldoni. Il prossimo cespite sarà la prostituzione nelle stanze stanzette sale e saloni vaticani. Evvai! Intanto sono mestieri conosciutissimi in Vaticano, meglio tradizionali.