Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

giovedì 23 aprile 2026

Il card. Marx ordina ai sacerdoti di offrire cerimonie di benedizione per le coppie dello stesso sesso

Nella nostra traduzione da Cathcon. Qui l'indice dei precedenti su Fiducia supplicans

Il cardinale Marx ordina ai sacerdoti di offrire
cerimonie di benedizione per le coppie dello stesso sesso.


Il cardinale Reinhard Marx ha incaricato i sacerdoti e gli operatori pastorali a tempo pieno dell'arcidiocesi di Monaco e Frisinga di adottare la controversa linea guida "La benedizione rafforza l'amore" come base per la cura pastorale. Coloro che non desiderano celebrare personalmente tali cerimonie di benedizione per le coppie dello stesso sesso o per i divorziati risposati, sono tenuti a indirizzare le coppie al decano o ad altro personale pastorale.
Una lettera del Cardinale, riportata lunedì da "Die Tagespost", afferma che la linea guida dovrebbe diventare "la base per l'azione pastorale". A partire da giugno, i dipartimenti "Pastorale Queer" e "Pastorale Matrimoniale e Familiare" offriranno corsi di formazione sulla celebrazione di cerimonie di benedizione per tutto il personale pastorale a tempo pieno.

La voce dimenticata di un villaggio cristiano

Nella nostra traduzione da Substack.com
La voce dimenticata di un villaggio cristiano
Dobbiamo recuperare la poesia del canto delle campane.
Robert Keim, 19 aprile

È un oggetto davvero nobile quello che può deliziare simultaneamente tre dei cinque sensi: un incensiere dei riti orientali, che aggiunge il piacere dell'udito a quelli della vista e dell'olfatto, ha dodici campanelle che simboleggiano i dodici apostoli. (Alcuni incensieri orientali hanno una tredicesima campanella che non emette alcun suono e rappresenta Giuda.)
 
Oh! dalle cellule sonore
qual sorgente di eufonia voluminosa scaturisce!
Come s’ingrandisce!
Come si distende
nel futuro! Come dice
dell’estasi che spinge
all’oscillazione ed al suonare
delle campane, campane, campane,
delle campane, campane, campane, campane
campane, campane, campane
all’euritmia ed armonia delle campane!
—Edgar Allan Poe, “Le campane”
Che cos'è una singola nota, anche se ripetuta, di un pianoforte, di un violino o di una tromba? Generalmente non qualcosa che ci incanti e ci ispiri, non qualcosa che risuoni nel profondo dello spirito umano. Ma la singola nota di una campana suonata può farlo. Il rintocco di una campana ben fatta giunge alle orecchie e all'anima, come gli echi della Creazione: una distillazione della voce divina che con insistenza ritmica dice "sia...", "così fu", e "fu bene". Ho vissuto in un luogo dove una vera campana di chiesa veniva usata come una campana di chiesa dovrebbe essere usata, e dove il suo canto non veniva soffocato dal frastuono barbarico di una città moderna. Potevo udire il suo mistico e monotono poema da casa mia. C'era una vita in quella campana, una vita che per la maggior parte di noi è perduta e che dovremmo piangere. (1)

In Illo tempore. Domenica del Buon Pastore – Seconda dopo Pasqua

Nella nostra traduzione da OnePeterFive la consueta meditazione di P. John Zuhlsdorf che ogni settimana ci consente di approfondire i tesori di grazia ricevuti nella celebrazione domenicale qui .

In Illo Tempore:
Domenica del Buon Pastore – 2ª dopo Pasqua


Nel rito romano tradizionale, la seconda domenica dopo Pasqua è chiamata Domenica del Buon Pastore. Il titolo è pienamente meritato. Il Vangelo presenta il discorso di Cristo in Giovanni 10; l’Epistola, tratta dalla Prima lettera di Pietro, racchiude in sé il Servo Sofferente di Isaia; e la Stazione romana nell’antichità era presso San Pietro sul colle Vaticano, presso la tomba del primo e principale pastore delle pecore. La Messa è intessuta di un’unica immagine, ma quell’immagine è più ricca e più esigente di quanto la pietà sentimentale di solito consenta. Cristo è il Buon Pastore. Egli conosce le Sue pecore. Le chiama. Le cerca. Le raduna. Offre la Sua vita per loro. Egli è anche, nella forte espressione di Pietro, il pastor et episcopus animarum vestrarum, il Pastore e Vescovo delle vostre anime.

mercoledì 22 aprile 2026

Una suora carmelitana si propone di costruire un santuario di preghiera con la messa antiquior in Florida.

Nella nostra  traduzione da Lifesitenews.  Il progetto di suor Loretta-Maria è quello di sviluppare un monastero carmelitano indipendente e tradizionale, con una messa quotidiana antiquior, al riparo da ingiuste soppressioni.

Una suora carmelitana si propone di costruire un santuario di preghiera con la messa antiquior in Florida.

Una suora, espulsa dal Vaticano insieme alla sua comunità da un convento carmelitano di Savannah [qui], ha ottenuto il terreno, i progetti e la benedizione per un nuovo convento carmelitano tradizionale in Florida, un santuario dove lei e le altre suore potranno offrire preghiere e sacrifici per la Chiesa e per il mondo.

La sua visione è quella di un angolo di paradiso in terra, dove i fedeli potrebbero assistere quotidianamente alla Messa tradizionale in una splendida cappella a High Springs, in Florida, a nord-ovest di Gainesville. Le suore avrebbero un rifugio sicuro per praticare la loro regola di vita carmelitana, in un'istituzione privata indipendente non diocesana, benedetta dal vescovo Athanasius Schneider di Astana, in Kazakistan.

Pluralità senza relativismo /I primi cristiani in un mondo con molti dèi

Una osservazione interessante che interroga il nostro oggi.
Pluralità senza relativismo
I primi cristiani in un mondo con molti dèi


È ormai un luogo comune pensare che la sfida della pluralità religiosa sia un problema esclusivamente moderno. Eppure, il mondo in cui si esprimevano i primi cristiani era tutt'altro che uniforme in termini di credenze. L'Impero Romano era, a ben vedere, un ambiente religiosamente denso: templi, culti, misteri e filosofie coesistevano in una configurazione straordinariamente flessibile.

Eppure, questa pluralità si differenziava per un aspetto decisivo da ciò che oggi chiameremmo "pluralismo". Le religioni dell'impero, per la maggior parte, non pretendevano di detenere una verità universale in modo reciprocamente esclusivo. Erano locali, funzionali, spesso complementari. Una onorava gli dei della città, un'altra cercava la salvezza personale attraverso un culto misterico, un'altra ancora perseguiva la saggezza nelle scuole filosofiche. La contraddizione non veniva tanto risolta quanto ignorata.

martedì 21 aprile 2026

I nemici della Chiesa cattolica si stanno cibando dei “frutti” del Concilio Vaticano II

Nella nostra traduzione da Remnant. Per 60 anni ai cattolici è stato detto di non giudicare il Vaticano II dalle sue conseguenze... ma se l'esperimento "pastorale" producesse esattamente la confusione di cui i critici hanno avvertito fin dal primo giorno? Questa potente esposizione ripercorre il percorso dalle ambiguità del Vaticano II: Falso ecumenismo, Collasso dottrinale, Caos sinodale.

I nemici della Chiesa aspettavano questi "frutti" fin dall'inizio?
Sessant'anni dopo, i cattolici non possono più ignorare i frutti marci del Concilio Vaticano II. Robert Morrison analizza come l'ambiguità, il falso ecumenismo e la traiettoria post-conciliare di Roma abbiano alimentato la confusione, indebolito l'identità cattolica e incoraggiato i nemici della Chiesa.
Uno degli aspetti più importanti del Concilio Vaticano II, su cui concordano sia i suoi sostenitori che i suoi critici, è la sua impostazione "pastorale". Paolo VI lo ha chiarito in diverse occasioni, tra cui durante l'udienza generale del 6 agosto 1975:
“A differenza degli altri Concili, questo non fu di carattere dogmatico, bensì disciplinare e pastorale.”
Dalle parole di Paolo VI, è evidente che il Concilio Vaticano II si distingue dagli altri in quanto “non è stato direttamente dogmatico”. Le sue parole suggeriscono anche che esista una reale distinzione tra un approccio dogmatico e un approccio pastorale. Tuttavia, come ha scritto il professor Roberto de Mattei in Apologia della Tradizione, non esiste una vera tensione tra obiettivi pastorali e dogmatici.

Il Cristo distrutto nel Sud del Libano: anatomia di una decristianizzazione strategica

Qui l'indice degli articoli sulla questione mediorientale.
Il Cristo distrutto nel Sud del Libano:
anatomia di una decristianizzazione strategica

L'immagine che circola in queste ore non è un fotomontaggio. È la documentazione di un atto reale: un soldato delle Forze di Difesa Israeliane (IDF), equipaggiato con elmetto e giubbotto tattico, che brandisce un pesante martello e colpisce con freddezza la figura di un Cristo crocifisso. Il gesto sembra essere quasi rituale. Non si tratta di un'esplosione casuale di guerra: è un atto di profanazione deliberata di un simbolo fondante della civiltà cristiana del Levante.

Questo episodio non è isolato. Si inserisce in un quadro più ampio e documentato di pressione sistematica sulle comunità cristiane del Sud del Libano, in particolare nei villaggi di Qlayaa, Alma al-Shaab, Rmeish, Debel e Ain Ebel – aree storicamente a maggioranza maronita e greco-melkita. Rapporti di fonti indipendenti e di agenzie ecclesiali confermano che, durante l'offensiva israeliana del 2024-2026, queste località hanno subito evacuazioni forzate, distruzioni di abitazioni e colpi diretti su edifici religiosi. Il 9 ottobre 2024, ad esempio, un raid aereo ha distrutto la chiesa di San Giorgio a Derdghaya, causando almeno otto morti tra i civili che vi avevano trovato rifugio. Nel marzo 2026, il parroco maronita di Qlayaa, padre Pierre al-Rahi, è stato ucciso da colpi di artiglieria mentre rimaneva al fianco della sua comunità.

lunedì 20 aprile 2026

Mons. Viganò / Considerazioni sul rapporto tra Leone XIV e Trump

Un po' forte, direi. Qui l'indice degli interventi precedenti e correlati.
Mons. Viganò / Considerazioni sul rapporto tra Leone XIV e Trump

È comprensibile che molti cattolici si sentano offesi e scandalizzati dalle esternazioni del presidente degli Stati Uniti nei riguardi di Leone[1], anche se non si può certo dire che Jorge Bergoglio durante il suo “regno” abbia risparmiato attacchi e provocazioni nei confronti di Donald Trump. L’intervento di quest’ultimo è inoltre contestuale alle dichiarazioni orchestrate contro di lui nel programma di propaganda “60 Minutes” della CBS[2], da parte di tre corrottissimi cardinali: Cupich, McElroy e Tobin; tre porporati notoriamente ultra-bergogliani e ultra-progressisti, appartenenti alla filiera dell’abusatore seriale Theodore McCarrick, legati a doppio filo con la Sinistra radicale woke, grandi elettori di Robert Prevost e suoi più stretti collaboratori.

Ad un passo dal martirio: come vivono i Cattolici nella gabbia di Xi

In Cina la libertà religiosa continua ad essere considerata una minaccia per la stabilità nella Cina comunista. La "libertà recintata" della Chiesa sotterranea. Qui l'indice dei precedenti.

Ad un passo dal martirio:
come vivono i Cattolici nella gabbia di Xi


Da Roma non ci è possibile parlare liberamente al telefono con religiosi francescani che, in Cina, sono costretti a vivere nelle vesti di studenti all’interno di studentati, controllati dai servizi che sanno bene chi sono, poiché l’importante per il sistema repressivo del Partito Comunista Cinese è il loro silenzio. Assordante, ad un passo dal martirio.

Libertà religiosa una minaccia
Con la teoria della relatività Einstein concepiva lo spazio come un campo privo di valore assoluto, non considerabile al di fuori dello stato di moto del corpo o del sistema di riferimento. La Cina di Xi Jinping continua a trattare alla stessa stregua la libertà, fino a giungere ad un parossismo di formalità statolatriche e sottomissioni organiciste che annichiliscono completamente ogni libero arbitrio. La libertà, infatti, non viene mai staccata dal predominio del sistema di riferimento, che è il partito comunista fattosi Stato, nemmeno nel campo delle organizzazioni o manifestazioni religiose.

Su un dolore oscuro

Nella nostra traduzione da The Catholic Thing Robert Royal: "nonostante la divisione culturale all'interno della civiltà occidentale, è il cristianesimo, e non la politica, a fornire ancora un fondamento di speranza". Senza ignorare, aggiungo, che l'Occidente atlantico condivide con quello europeo le radici remote greco-romane fecondate dal cristianesimo (peraltro rinnegate dall'UE), per poi divergere in quelle prossime  frutto della Riforma protestante. Ciò che conforta è la crescente vitalità della Tradizione cattolica che la persecuzione della Messa dei secoli sembra aver centuplicato.

Su un dolore oscuro

Immagine: Cristo in trono tra gli Apostoli nel mosaico dell'Abside, opera di un artista della fine del IV secolo [Basilica di Santa Pudentiana, Roma] 

Sono stato a Lisbona e, negli ultimi giorni, a Roma per presentare le traduzioni del mio recente libro "I martiri del nuovo millennio". È incoraggiante constatare che i cristiani in Europa stiano iniziando a rendersi conto della virulenza e della portata degli atti anticristiani in tutto il mondo, comprese le nostre nazioni "sviluppate". Ma, naturalmente, ho anche incontrato forti reazioni qui riguardo al difficile rapporto tra Stati Uniti ed Europa – la "civiltà occidentale" che tutti ci preoccupa – soprattutto alla luce delle divisioni suscitate dalla guerra in Iran. Nonostante le apparenze, i due atteggiamenti sono interconnessi.