Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

giovedì 2 aprile 2026

Dopo 14 anni Leone XIV ripristina la tradizione del Giovedì Santo della lavanda dei piedi ai sacerdoti

Era ora! Leone XIV ripristinerà il tradizionale "Mandatum" nella Basilica di San Giovanni in Laterano, lavando i piedi a dodici sacerdoti e annullando le modifiche apportate sotto il pontificato di Francesco che prevedevano la partecipazione anche dei laici persino di altre fedi, comprese le donne. Alcuni precedenti qui - qui - qui.

Dopo 14 anni Leone XIV ripristina la tradizione del Giovedì Santo
della lavanda dei piedi ai sacerdoti


Il 15 gennaio, la Prefettura della Casa Pontificia annunciava l'intenzione di Papa Leone di celebrare la Messa della Cena del Signore nella Basilica di San Giovanni in Laterano. Anche questa tradizione era stata interrotta da Papa Francesco, che aveva scelto di celebrare la Messa del Giovedì Santo in luoghi alternativi come carceri e centri di accoglienza per migranti.
Il 1° aprile ll Vicariato di Roma ha pubblicato i nomi dei dodici sacerdoti i cui piedi saranno lavati dal Papa durante la liturgia del Giovedì Santo nella Basilica di San Giovanni in Laterano a Roma. Si tratta di undici sacerdoti ordinati dallo stesso Leone XIV lo scorso anno, oltre al rettore del Seminario Maggiore di Roma, padre Renzo Chiesa.

La Missa in Coena Domini commemora l'Ultima Cena di Cristo Signore con i suoi apostoli – nel corso della quale Egli istituì il sacerdozio ordinato – e include il Mandatum, il rito della lavanda dei piedi, che richiama il gesto di Nostro Signore descritto nel Vangelo di Giovanni.
Nel corso dei secoli si è sviluppata la consuetudine per cui i vescovi nelle loro diocesi compivano questo gesto esclusivamente per il clero della propria diocesi – suddiaconi, diaconi e sacerdoti – e non per i laici. Questo gesto intende simboleggiare l'amore di Cristo per la Sua Chiesa, un amore che il vescovo è chiamato a esercitare verso il popolo attraverso il ministero dei sacerdoti, proprio come Cristo ha amato e servito la Chiesa attraverso gli apostoli, i primi vescovi.

Si approssima un cambiamento di incarico per il cardinale Roche?

Nella nostra traduzione da Substack.com. Le voci sul cardinale Roche potrebbero non essere confermate, ma, considerate insieme alla rimozione di Peña Parra, all'ascesa di Rudelli e ad una serie di nomine strategiche, indicano un cambiamento decisivo di metodo oltre che di stile da parte di Roma. Precedente qui. Vedi l'indice degli articoli sulla Liturgia ai tempi di Leone. 

Si approssima un cambiamento di incarico per il cardinale Roche?

Da Roma si moltiplicano le voci su un possibile trasferimento del cardinale Arthur Roche, forse verso l'Ordine di Malta. L'ipotesi, diffusa dal veterano vaticanista Damian Thompson, rimane non confermata. Ma, pur essendo solo una speculazione, si è diffusa rapidamente, e non senza motivo. Roche è giunto a incarnare, per molti ecclesiastici e teologi, gli aspetti più controversi dell'approccio alla liturgia del pontificato di Francesco, soprattutto dopo la Traditionis Custodes e i successivi chiarimenti [Rescritto Roche: quiqui - qui - qui indice generale -ndT], ampiamente giudicati come un'accentuazione, anziché una soluzione, delle tensioni teologiche in gioco. Se il suo mandato sta per concludersi, alla naturale scadenza del suo incarico e in un'età in cui un rinnovo sarebbe insolito, allora un suo possibile trasferimento sarà inevitabilmente interpretato come qualcosa di più di una semplice formalità amministrativa.

mercoledì 1 aprile 2026

Qual è oggi, realmente, la missione della Chiesa?

La Pastorale Migranti dovrebbe essere prima di tutto un luogo dove chi arriva incontri una testimonianza viva della fede cristiana.

Qual è oggi, realmente, la missione della Chiesa?

Ieri mi è capitato di vedere che la Pastorale Migranti aveva partecipato a un evento organizzato in occasione della “Giornata contro l’islamofobia”. Guardando quella notizia mi è nata spontaneamente una domanda. Non una polemica, ma una domanda sincera, di quelle che nascono quando si osservano certe cose e si cerca di capire quale direzione stiamo prendendo.
Qual è oggi, realmente, la missione della Chiesa?

La Chiesa non è nata per inserirsi nel linguaggio politico o culturale del momento. Non è nata per rincorrere le categorie con cui il mondo interpreta i problemi della società. La Chiesa esiste per una ragione molto più semplice e molto più grande: annunciare Gesù Cristo e condurre ogni uomo all’incontro con Lui. Tutto ciò che la Chiesa fa, anche l’accoglienza dei migranti, l’impegno sociale e il dialogo tra comunità diverse, trova senso solo se rimane ancorato a questa missione.

Mons. Gherardini sulla FSSPX

Nella nostra traduzione da OnePeterFive. Il corretto rapporto tra Tradizione e Magistero che Mons. Brunero Gherardini investigò con tanta sagacia negli ultimi suoi studi teologici è il punto centrale della comprensione della crisi dottrinale all'interno della Chiesa.

Mons. Gherardini sulla FSSPX

Leggendo la sua biografia, è difficile capire perché un professore di teologia e filosofia come Monsignor Brunero Gherardini sia stato attaccato con tanta veemenza. [1] Nato nel 1925 a Prato (Toscana), è morto alla veneranda età di 92 anni, nel 2017, a Santa Marinella (Roma). Per tutta la sua vita dedicata al servizio della Chiesa, Gherardini ha seguito un percorso intellettuale e spirituale coerente che lo ha portato a ricoprire posizioni chiave nella famosa Pontificia Universitas Lateranensis e nella Pontificia Academia Sancti Thomae Aquinatis. Lì ha insegnato corsi di ecclesiologia, ecumenismo e altre discipline teologiche fondamentali, dopo essersi fatto conoscere negli anni '60 grazie ai suoi libri dedicati al protestantesimo e, in particolare, a Karl Barth: La parola di Dio nella teologia di Karl Barth (1955); La seconda Riforma. Uomini e scuole del protestantesimo moderno (1964-1966); Protestantesimo oggi (1965); La Madonna in Lutero (1967), ecc.

In Illo tempore /Domenica delle Palme

Nella nostra traduzione da OnePeterFive la consueta meditazione di P. John Zuhlsdorf che ogni settimana ci consente di approfondire i tesori di grazia ricevuti nella domenica precedente [qui].

In Illo tempore /Domenica delle Palme

Da quando abbiamo intrapreso questo cammino spirituale nelle domeniche della Gesima, passo dopo passo ci siamo avvicinati alla Settimana Santa. Ora ci troviamo sulla soglia dei giorni rimanenti della Settimana Santa e del Sacro Triduo, quei tre giorni che rappresentano al contempo la discesa più profonda e la più alta elevazione della Chiesa. La stanchezza può ormai assalirci, eppure i nostri cuori si elevano, perché la meta è vicina: la gloria della Pasqua.

Questa domenica, storicamente, ebbero inizio gli ultimi giorni di Cristo. Questa domenica, essi ricominciano liturgicamente. Attraverso il sacro culto e in virtù del nostro carattere battesimale, questi misteri ci vengono resi presenti e noi li rendiamo presenti nella loro devota celebrazione. Pertanto, il contesto è importante. Per mesi gli scribi e i farisei si erano mostrati ostili al Signore, che commuoveva il popolo con miracoli e insegnamenti di vera autorità. Poco prima del pellegrinaggio a Gerusalemme per la Pasqua, Egli compì il Suo più grande segno pubblico prima della Passione, la risurrezione di Lazzaro a Betania. Dopo di che, come riporta Giovanni, «da quel giorno dunque si consultarono per metterlo a morte» (Giovanni 11,53).

martedì 31 marzo 2026

Il problema dei cristiani in Siria

Il problema dei cristiani in Siria

Il Patriarcato melchita annuncia la cancellazione di tutte le celebrazioni pasquali in Siria a seguito degli attacchi ai cristiani dei terroristi islamici. Nessuno fiata in Occidente.
L'antisemitismo di sinistra e degli islamisti è scontato, dice Giulio Meotti e difende Israele; ma non è antisemitismo criticare il sionismo al potere in Israele e l'evangelismo sionista diffuso negli USA, che non significa criticare l'ebraismo... 

Paolo Pasqualucci. Crisi della Chiesa: Come Paolo VI ha alterato il significato della Messa di san Pio V

A sessant’anni dalla fine del Concilio Merita non dico celebrare, ma almeno ricordare, i diversi aspetti dell'evento che ha cambiato il volto della Chiesa e del quale è vietato mettere in discussione neppure uno iota, posto che chi di dovere lo ha reso una sorta di superdogma indiscutibile e continua a gestire il cambiamento agendo secondo la prassi senza render conto della dottrina. Di seguito il Prof. Paolo Pasqualucci affronta con particolare acribia il tema della Riforma liturgica di Paolo VI. 
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Crisi della Chiesa: Come Paolo VI ha alterato
il significato della Messa di san Pio V

Paolo Pasqualucci

La questione della legittimità della Messa di rito romano antico, tuttora celebrata e seguita da una minoranza pugnace di sacerdoti e fedeli, è tornata d’attualità fra i cattolici.

Può esser utile rammentare in qual modo Paolo VI, nell’imporre la sua rivoluzionaria riforma, abbia creduto di poterla inserire nella Tradizione della Chiesa, mettendo audacemente la sua opera sullo stesso piano di quella di san Pio V.

* * *
Nel Concistoro del 24 maggio 1976, Paolo VI reiterò il suo comando di frequentare la sola Messa Novus Ordo.

Santuario di Cuceglio chiuso ai pellegrini FSSPX

Riprendo pari pari l'articolo che segue per la sua efficacia nel riportare l'accaduto ma soprattutto le sue implicazioni. "Pellegrini arrivano al Santuario dell’Addolorata e trovano il portone sbarrato. La denuncia di don Aldo Rossi: “Aprono a tutti, tranne a chi difende la dottrina”. Polemica sulla decisione attribuita alla diocesi di Ivrea.

Santuario di Cuceglio chiuso ai pellegrini.
Vescovo di Ivrea sotto accusa: "Aprono a tutti, tranne ai cattolici


Cuceglio (Torino) — Una processione. In cammino per chilometri. La statua della Madonna dei Sette Dolori portata a spalla. Sacerdoti, suore, famiglie. Poi il silenzio. E davanti a tutti, un portone chiuso.

Non è un episodio. È un’immagine. Ed è proprio da quell’immagine che nasce il caso che, in poche ore, ha suscitato un vespaio di polemiche.

È accaduto ieri, 28 marzo, al Santuario della Madonna Addolorata di Cuceglio. I fedeli del Priorato San Carlo di Montalenghe avevano organizzato un pellegrinaggio quaresimale, comunicato preventivamente.

lunedì 30 marzo 2026

I coloni occupano le terre dei cristiani in Cisgiordania

Riprendiamo dal Centro Studi Federici. Segnaliamo le interviste, da leggere con attenzione, a due testimoni dell’aumento degli attacchi dei coloni contro la presenza cristiana in Cisgordania, il ‘parroco’ del villaggio cristiano di Taybeh e il ‘vescovo’ ausiliare di Gerusalemme. I coloni sono arrivati ormai alle porte di Betlemme, nel silenzio complice del governo di Roma, che dimentica (o rinnega) il ruolo multisecolare che ebbero gli Stati della Penisola a difesa della Terra Santa.

Taybeh, nuovi attacchi dei coloni contro fabbrica e cava nell’unica cittadina cristiana della Cisgiordania

Nuovo attacco, stamattina, dei coloni israeliani a Taybeh, unica cittadina interamente cristiana della Cisgiordania: nel mirino proprietà pubbliche, una fabbrica di cemento e una cava. Da tempo il parroco, padre Fawadleh, denuncia incursioni nei terreni agricoli, furti di bestiame, vandalismi e restrizioni militari che aggravano isolamento, crisi economica e insicurezza dei residenti
Nuovo attacco dei coloni israeliani questa mattina a Taybeh. A denunciarlo al Sir è il parroco latino della città, l’unica interamente cristiana della Cisgiordania, non lontana da Ramallah, padre Bashar Fawadleh. “Questa mattina – racconta – più di 30 coloni sono entrati nel sito di una cava e di un impianto di betonaggio situati a ovest della città, dove hanno svolto rituali e preghiere talmudiche”. 

Leone XIV e il mito della Restaurazione: perché l'agenda di Francesco continua

Nella nostra traduzione da The Remnant. Leone XIV non sta dando inizio a una restaurazione post-bergogliana, bensì a una riorganizzazione della Curia fondata sulla coesione – inclusiva e strutturale – piuttosto che sull'unità dottrinale. Attraverso nomine, decisioni e orientamenti ecclesiologici, emerge una sostanziale continuità con Francesco in termini di obiettivi, pur con metodi differenti, aprendo scenari di profonda trasformazione senza alcun ritorno al modello Wojtyła-Ratzinger. In definitiva "la Chiesa si sta muovendo verso una profonda riforma ecclesiologica e in questo procede lungo il cammino avviato dal Concilio Vaticano II: che ciò sia dovuto al magistero conciliare o all'interpretazione che gli è stata data è un'altra questione. Resta il fatto che è da quell'evento che è partito questo processo, che, per il momento, non accenna a fermarsi."

Leone XIV e il mito della Restaurazione:
perché l'agenda di Francesco continua


Nelle ultime settimane, diverse nomine importanti sono state interpretate da vari analisti, italiani e non, come segno di una cauta riforma della Curia da parte di Papa Leone XIV. Si dice che il Papa agostiniano sia consapevole dei gravi problemi causati dal precedente pontificato e che cerchi di ripristinare, molto gradualmente ma inesorabilmente, lo status quo pre-bergogiano: così ci racconta una certa narrazione. Ma è davvero così?

Sono trascorsi circa dieci mesi dall'8 maggio 2025, giorno in cui il poco conosciuto Robert Francis Prevost è stato elevato al Trono di San Pietro con il nome di Leone XIV. Sebbene non possiamo, per ovvie ragioni, conoscere il foro interno del Pontefice, possiamo tuttavia esaminare quanto accaduto finora per tentare di elaborare una “visione d'insieme” utile non solo a comprendere ciò che sta accadendo oggi in Vaticano, ma anche a delineare alcuni scenari di ciò che accadrà nei prossimi mesi e anni .