martedì 7 aprile 2020

Raymond Leo Cardinal Burke. Messaggio per la settimana più santa dell’anno 

Nella nostra traduzione da InfoVaticana, un documento pubblicato dal card. Burke in occasione della Domenica delle Palme per predisporci a questa Settimana Santa contrassegnata da timori e disorientamento su molti fronti, ricco di insegnamenti ed esortazioni: “È molto triste leggere documenti - e persino documenti ecclesiastici - che pretendono di poter affrontare le difficoltà più importanti che ci si presentano senza alcuna menzione o riconoscimento della Signoria di Cristo, della verità del fatto che dipendiamo completamente da Dio per la nostra esistenza, per tutto ciò che siamo e per tutto ciò che abbiamo e che pertanto la preghiera e l’adorazione sono i nostri primi e più importanti mezzi per combattere qualsiasi male”.

Messaggio per la settimana
più santa dell’anno

Raymond Leo Cardinal Burke

Cari amici,
Da quando ho iniziato il mio servizio come vescovo di una diocesi, mi è sembrato sempre che ogni anno, ogniqualvolta si avvicinavano le celebrazioni del Natale e della Pasqua, succedeva qualcosa di profondamente triste o sorgeva una crisi difficile da affrontare per la diocesi stessa. Appena cominciavo a preparare con gioia le celebrazioni dei grandi misteri della nostra salvezza succedeva qualcosa che - da un punto di vista umano - faceva sorgere una nube oscura su di esse e lasciava in sospeso il giubilo che esse ispiravano. Un giorno menzionai a un fratello vescovo quest’esperienza angustiosa e sin troppo puntuale. Egli mi rispose semplicemente: “È Satana che cerca di privarti della gioia”.

lunedì 6 aprile 2020

Pellegrinaggio Summorum Pontificum 2020: il Comunicato ufficiale

Il CISP ha rilasciato ieri il Comunicato Ufficiale che annuncia il Pellegrinaggio Summorum Pontificum del prossimo ottobre.
Uniamoci in preghiera perché la pandemia di coronavirus abbia presto a cessare, anche perché sia così rimosso ogni potenziale impedimento allo svolgimento dell'evento, atteso in tutto l'Orbe cattolico.
La Santa Messa in San Pietro sarà celebrata dal Card. Robert Sarah.
Potete leggere il Comunicato nell'immagine qui sotto.

Dall'eclissi alla risurrezione della Chiesa - Meditazioni - don Elia

Per l'uso più agevole del testo lo si può scaricare qui in formato pdf.

Dall'eclissi alla risurrezione della Chiesa - Meditazioni 

Meditazione biblica
per un tempo di persecuzione


Audiam quid loquatur in me Dominus Deus (Sal 84, 9).
Senza colpo ferire, da un giorno all’altro, un regime camuffato ha decretato la sospensione generale del culto cattolico, un risultato che non avevano ottenuto nemmeno le rivoluzioni più cruente con lo spargimento di fiumi di sangue. Fatto mai successo nella storia del Paese, ci sarà negata persino la celebrazione pubblica della Pasqua. È bastato che l’agenzia sanitaria delle Nazioni Unite emanasse una direttiva non vincolante, di un’asprezza proporzionata alla sua illegalità, perché tutti, governi e gerarchie, si precipitassero ad eseguirla come un ordine inoppugnabile, quasi a voler anticipare i tempi. Gli agenti della sovversione presenti ormai ovunque, disseminati nei gangli vitali della Chiesa e dello Stato, hanno lanciato una persecuzione di un carattere del tutto inedito, basata com’è sulle manipolazioni mediatiche e sul terrorismo psicologico. Una società liquida si lascia imbottigliare a piacimento da chi la dirige senza trovare più alcuna resistenza intellettuale, né spirituale, né morale. L’emergenza più allarmante non è l’epidemia, per quanto grave, ma l’attacco senza precedenti ai diritti di Dio e a quelli della persona umana.

domenica 5 aprile 2020

Una inconsueta Domenica delle Palme senza ulivo, ma soprattutto senza Messa 'coram populo'

Una inconsueta Domenica delle Palme senza ulivo, ma soprattutto senza Messa 'coram populo'. 
L'immagine è quella del desiderio e dell'attesa che tutto torni secondo la volontà del Padre, nel Figlio ad opera dello Spirito Santo e per la tenera e potente intercessione di Maria Vergine, Madre del Signore e nostra.
Tieni fisso lo sguardo su Gesù, sorridi se non puoi fare altro, spreca il profumo di nardo, prepara e coltiva il futuro, dentro questo presente.
Oggi il vangelo della Liturgia Ambrosiana ha fornito uno spunto vitale. L'esagerazione di chi ama e adora Gesù fino a sprecare il costosissimo olio profumato, ma anche il delicato servizio di Marta o l'amicizia di Lazzaro, che commosse Gesù fino alle lacrime, è cosa ben differente dall'essere discepoli come Giuda, attenti all'economia e per questo più inclini al tradimento. E non perché gli interessasse veramente dei poveri, ma in quanto intimamente ladro: rubava amore, rubava una rendita di posizione, teneva la cassa e teneva soprattutto a far cassa, riempiendosi la bocca di filantropia. Così trovò a chi vendere Gesù: ad ad altri religiosi che invidiavano Gesù, perché molti se ne andavano via da loro a causa di Lui. Già che c'erano, pensarono doveroso togliere di mezzo anche Lazzaro, non si sa mai...

Bergoglio recidivo su Maria semplice discepola, mai corredentrice

Recidivo, ricordando l'analoga omelia del 12 dicembre, Bergoglio, proprio nel giorno dell'Addolorata, ha negato che la Madonna sia Corredentrice, o Regina, insistendo sul suo essere discepola. Egli sembra equivocare il significato della parola corredenzione, ma sostanzialmente riemerge la banalizzazione e il minimalismo mariano che rinnega duemila anni di storia e la Scrittura. E c'è dell'altro.
Possiamo leggere qui l'omelia recente da cui estraggo alcuni brani con una chiosa e, di seguito, riprendo quanto ho già scritto in occasione dell'analoga precedente omelia. Lo riporto integralmente perché riguarda la summa delle variazioni (per usare un eufemismo) mariologiche sparate da Bergoglio. E, se insisto anche sulle altre, è perché si tratta di questioni su cui non è lecito sorvolare.
Questo Venerdì di Passione, la Chiesa ricorda i dolori di Maria, l’Addolorata. Da secoli viene questa venerazione del popolo di Dio. Si sono scritti inni in onore dell’Addolorata: stava ai piedi della croce e la contemplano lì, sofferente. La pietà cristiana ha raccolto i dolori della Madonna e parla dei “sette dolori”....

Finirà prima la globalizzazione o l'uomo?

Ho letto con molto interesse l’articolo di Rodolfo Casadei (qui), in cui l’autore dichiara che «la pandemia del Covid-19 segnerà la fine del modello di sviluppo imperniato sulla globalizzazione, perché lo sviluppo globalizzato non è sostenibile, e non è sostenibile perché non corrisponde alla verità dell’uomo, né alla verità del creato».

Concordo sul fatto che la globalizzazione, prima o poi, finirà. Si tratta, però, di vedere se finirà prima la globalizzazione o l’uomo.

A leggere le motivazioni, esposte da Casadei, sull’esplosione del covid 19, propendo per la seconda ipotesi. Una rapida carrellata darà un’idea:
«L’uomo non è globale, è locale: se lo stacchi dallo spirito e dalla comunione con la sua terra (il “genius loci” così caro a Jung), perde forze e si ammala (…) l’arrivo del virus non è un bizzarro incidente, ma un aspetto strutturale di questo tipo di sviluppo. Quando togli i confini agli uomini, non puoi aspettarti che li rispettino i virus».

sabato 4 aprile 2020

Portare il Crocifisso attraverso il paese benedicendolo costa al parroco 400 euro di multa e 14 giorni di quarantena

Un ministero sacro non riconosciuto e addirittura contestato in quanto non considerato tra le cose necessarie, come se la vita spirituale non animasse tutto il resto. Verrebbe da dire che, se non si è in grado di distinguere tra situazioni, meglio non mettersi neanche ad applicare il diritto... 
Ma l'accaduto purtroppo, più che ignoranza, sta a significare una vera e propria persecuzione ad opera di un sindaco sceriffo ed un'Arma rivelatasi giustiziera che mostrano di aver oltrepassato ogni limite.
Infatti, a chi volesse invocare la laicità dello stato, si dovrebbe opporre che laico non significa laicista e un atto di culto, peraltro praticato con le precauzioni prescritte, non può essere trattato come una passeggiatina o un'infrazione. Il che si è verificato anche in altri contesti, sia nei confronti di sacerdoti che di sindaci devoti; ma c'è anarchia perché in alcuni casi analoghi le autorità, giustamente, non sono intervenute.
Ai commenti surreali che paragonano i paramenti ed il ruolo di un sacerdote di Dio ai vestiti di un pensionato ed amenità similari c'è da ricordare il Vangelo, Marco 8,38: «Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell'uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi».
Ma quel che è più tragico è  che c'è una generazione perversa che non capisce che non è in gioco solo la libertà di culto ma anche le altre libertà fondamentali e, tolto lo stato di necessità, la cosa rischia di farsi molto grave.

Carlo Maria Viganò. «Vicario di Cristo fa parte del munus petrino, non è solo un titolo...»

Viganò incalza e ci rafforza. Di seguito il puntuale testo che l'arcivescovo ha fatto pervenire a La Verità dopo l'incredibile variazione dell'ultimo Annuario pontificio segnalata qui.

«TU L’HAI DETTO»
«In verità vi dico: Uno di voi mi tradirà». Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono a dirgli uno dopo l’altro: «Sono forse io, Signore?» Ma egli rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, quello mi tradirà. Certo, il Figlio dell’uomo se ne va, come è scritto di lui; ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo è tradito! Meglio sarebbe per quell’uomo se non fosse mai nato». E Giuda, il traditore, prese a dire: «Sono forse io, Maestro?» E Gesù a lui: «Lo hai detto». Mt 26, 20-25
Il 25 Marzo è stato pubblicato l’Annuario Pontificio 2020, con una vera e propria novità. Può apparire un’inezia tipografica, nella parte dedicata al regnante Pontefice, ma così non è. Fino allo scorso anno, infatti, i titoli di Francesco erano elencati in capo alla pagina, ad iniziare da «Vicario di Cristo», «Successore del Principe degli Apostoli» ecc., per finire con il nome al secolo ed una brevissima biografia.
Nella nuova edizione invece, campeggia in caratteri cubitali il nome secolare JORGE MARIO BERGOGLIO, seguito dalla biografia, dalla data di elezione e di inizio del «ministero di Pastore universale della Chiesa». Separati da un tratto e dalla dicitura «Titoli storici» sono poi elencati tutti i titoli del Romano Pontefice, quasi non facessero più parte integrante del munus petrinum che legittima l’autorità riconosciuta dalla Chiesa al Papa.

Invito alla lettura.“Il Reno si getta nel Tevere”

Il libro di padre R. M. Wiltgen, “Il Reno si getta nel Tevere”, è stato finalmente tradotto per la prima volta in italiano dall’Editore Effedieffe di Proceno (Viterbo ), dopo circa 60 anni dalla sua prima edizione del 1967 in lingua inglese, che ha conosciuto una seconda edizione, aggiunta e corretta dall’Autore, nel 1977 ed è su quest’ultima che si basa la traduzione italiana.
L’Autore racconta, in queste brevi annotazioni che prendono quasi la forma di una sorta di “diario del Concilio”, la storia del Vaticano II dall’inizio alla fine (12 ottobre 1962 - 8 dicembre 1965); condensando quattro anni di dibattiti serrati e infuocati in circa sole 350 pagine e offrendo al lettore, anche non esperto in teologia, un libro estremamente pratico, conciso e ricco di fatti dettagliati. La sua narrazione illustra i fatti concreti avvenuti durante il Concilio più che le dottrine teologiche astratte difficilmente accessibili a tutti i lettori; soffermandosi su “Chi, Cosa, Quando, Dove e Perché”, descrivendo la “politicizzazione” e la deriva progressista che è andata avanti durante l’intero Concilio, scoprendo magistralmente anche quello che accadeva dietro le quinte, il che rende la lettura del libro particolarmente appassionante e avvincente.

venerdì 3 aprile 2020

Le preghiere di riserva

A causa dell'attuale emergenza, non è stato possibile stampare il numero di Radicati nella Fede di aprile, quindi salta l'editoriale mensile. Di seguito pubblichiamo la trascrizione del video di don Alberto Secci del 3 aprile 2020, visibile su YouTube

LE PREGHIERE DI RISERVA
Oggi, Venerdì della Prima settimana di Passione, nella Santa Messa, la Chiesa fa la commemorazione dei Sette Dolori della Beata Vergine Maria, fa la commemorazione dell’Addolorata. Non si può entrare nel tempo di Passione del Signore, se non in compagnia di Maria Santissima, contemplando, e unendosi al dolore della Madonna. L’orazione aggiunta della Messa, dice proprio così: “Preghiamo, o Dio, nella Tua Passione, una spada di dolore ha trafitto, secondo la profezia di Simeone, l’anima dolcissima della gloriosa Vergine e Madre Maria, concedi a noi che celebriamo con venerazione i dolori che l’hanno trafitta, e la Tua Passione, per i gloriosi meriti e le preghiere dei santi presenti ai piedi della Croce, di ottenere il frutto felice della Tua Passione”.