mercoledì 8 luglio 2020

In 100 Piazze, da Nord a Sud, un popolo si alzerà in piedi per dire “No” al liberticida ddl Zan sull’omotransfobia

Da Nord a Sud un popolo si sta alzando in piedi per dire “No” al liberticida ddl Zan ora in discussione in Parlamento.
Vorrebbero imbavagliare le nostre coscienze introducendo il "reato d'opinione" su temi delicatissimi come affettività, sessualità, educazione, famiglia e persino libertà religiosa. Ma noi, cittadini liberi, non lo permetteremo!
Con la nostra presenza di piazza vogliamo dire no all’istituzione di un nuovo reato, quello di omotransfobia, appunto, che non viene definito dal legislatore, lasciando così enormi spazi a interpretazioni e derive liberticide che colpiranno tutti coloro che si esprimeranno pubblicamente in modo non allineato al mainstream.
Ecco perché scendiamo in piazza. Per la libertà di espressione, per la libertà di educazione, per la libertà di stampa, per la libertà di associazione, per la libertà religiosa. Scenderemo in piazza in silenzio, a distanza di due metri l’uno dall’altro, chi leggendo un libro e chi con un bavaglio sulla bocca, a simboleggiare la portata liberticida di questo progetto e la volontà di zittirci.
A Roma, Piazza Montecitorio, giovedì 16 luglio alle ore 17:00. 
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Maggiori informazioni e, per trovare la piazza a te più vicina,
tutte le piazze in continuo aggiornamento qui

Senza maschera, va tutto bene - don Elia

«Tu sei qui. Va tutto bene». Così – come mi era stato suggerito dall’alto – raccomandavo di pregare alla fine dell’anno centenario di Fatima. L’ispirazione ricevuta allora e i pensieri che ne scaturirono rimangono estremamente attuali, sembrano anzi scritti per oggi. Noi non aspettiamo un indefinito futuro in cui, secondo una pretesa del tutto velleitaria, andrà tutto bene. Non si capisce, infatti, che cosa e perché debba andar bene, se gli uomini non riconoscono i propri peccati e non si decidono ad abbandonarli. Il bene non si accresce se si continua a sterminare bambini nel ventre materno, a darsi ad adultèri e perversioni sessuali, a distruggere la famiglia naturale, a confondere i piccoli con la propaganda di dottrine aberranti, a sopprimere vecchi e ammalati anche solo privandoli delle cure… È uno strano concetto di bene quello di chi approva tutto ciò e, rifiutandosi di mettere in discussione le sue convinzioni erronee, è certo che il meglio sia alle porte perché così vuole lui, a prescindere dall’osservanza della legge morale.

martedì 7 luglio 2020

Inizia oggi la novena solenne alla Madonna del Carmine

Inizia oggi la novena solenne alla Madonna del Carmine, simbolo dell'intervento di Dio nella lotta contro la corruzione dei poteri politici e dei poteri religiosi di ogni tempo. Padre spirituale del Carmelo è considerato il profeta Elia, la cui storia narrata in 1 Re fa del profeta un precursore di Cristo al punto da essere presente nell'episodio della Trasfigurazione di nostro Signore. Il coraggio, la forza, il sostegno dati dalla Madonna del Carmine al profeta Elia a dimostrazione del fatto che Dio è l'attore principale della storia dell'umanità ci sostengano ancora oggi davanti alle nefandezze dei poteri forti. Buona novena a tutti noi.

Novena alla Madonna del Carmelo

PRIMO GIORNO - 7 luglio
L'Abitino del Carmine dono di Maria
  1. – O Maria, ai piedi di quel Trono d'immensa luce su cui risplendi coronata di gloria, ecco che umilmente prostrati, ti supplichiamo di volgere su di noi il Tuo sguardo pietoso e di accendere nel nostro cuore la fiamma del divino amore, per cominciare bene questa Novena che intendiamo compiere in Tuo onore, a Tua gloria e per il nostro profitto spirituale. Il dono dello scapolare è un tuo gesto materno per guidarci nella via dell'osservanza dei grandi impegni che richiedono da tutti noi, l'amore totale a Dio e al prossimo. Ave Maria
  2. – Tu, o Maria, sul Calvario hai offerto Gesù tuo Figlio, per la salvezza degli uomini, e noi, a Te consacrati mediante lo scapolare, che cosa offriremo al Padre se non sapremo imitarti nel sacrificio di noi stessi per quanti son poveri, non amano, non godono, ma piangono e gemo­no a causa della povertà di spirito e del­la nudità del corpo? Salvaci, o Madre, per amore del tuo Figlio. Ave Maria
  3. – O Maria, come potremmo esaltare degnamente questo tuo grande dono, con il quale hai voluto contraddistinguerci? Se questo fu un effetto del tuo grande amore, fa, o Vergine, che sia anche un forte stimolo per tutti noi, per non essere ingrati ai tuoi doni e al tuo affetto. Non ci potremmo dire tuoi figli se non consacrassimo tutta la nostra vita per il trionfo dei diritti di Dio e se non facessimo ogni sforzo per superare i nostri meschini sentimenti di antipatia e di ripulsa che ci impediscono, non solo di essere generosi verso gli amici, ma di sapere amare anche i nostri nemici, come Cristo ha amato noi. Ave Maria

Lettere da Babilonia - Enrico Maria Radaelli

È da sessant’anni che si continua a truffare la gente a furia di “progressisti” e “conservatori”, ora anche con questa bagarre per la santissima presa di posizione dell’Arcivescovo Carlo Maria Viganò, ma è ora di finirla con l’uso sleale e doloso di queste categorie tutte e solo politiche applicate alla Chiesa, società tutta e solo squisitamente religiosa!
È proprio ora di finirla, perché è solo un modo peccaminoso per nascondere il fatto che quel che si vuol far credere oro è letame e quel che si vuol far credere letame è oro. Una vera corbelleria.
Ma quando mai nel Terzo secolo si parlava di “progressisti” invece che di eretici ariani e di “conservatori” invece che di fedeli al Dogma?
E quando mai nel Sedicesimo secolo si parlava di “progressisti” invece che di eretici luteran-calvinisti e di “conservatori” invece che di fedeli alle leggi di Dio insegnate da santa Romana Chiesa?
Per dire.
P. S. Ah, dimenticavo:
La maxi-spallata di Mons. Viganò
Al maxi trappolone Roncalli-Ratzinger.

Basta quindi una buona volta con queste miserabili astuzie che stravolgono la realtà facendo passare per buoni gli eretici e per perfidi trogloditi i fermi e santi fedeli a Dio: i cosiddetti “progressisti” non sono altri che coloro che riassumono nella loro perversa dottrina il coacervo delle peggiori eresie confluite nel Modernismo; i cosiddetti “conservatori” sono invece solo i cristiani fedeli al Dogma e alla vera e santa liturgia pre-Montiniana a costo di inimicarsi il mondo, Papi compresi.

lunedì 6 luglio 2020

Magister pubblica una lettera di Viganò e una 'lectio' di Brandmüller già confutata. Ne riparleremo

Sandro Magister pubblica oggi, con una breve premessa - che non entra nel merito del complesso dibattito ma più che osservazioni mostra piuttosto reazioni - la lettera che gli ha scritto l’arcivescovo Carlo Maria Viganò in replica al suo articolo: L'arcivescovo Viganò sull’orlo dello scisma. La lezione inascoltata di Benedetto XVI [qui], insieme ad una Lectio del Card. Brandmüller. A quell'articolo avevo replicato: Mons. Viganò non è sull'orlo dello scisma. Molti nodi stanno venendo al pettine [qui]; così come avevamo puntualmente replicato al Cardinale: Maria Guarini. Il Card.Walter Brandmüller e le difficoltà interpretative del Concilio. Ci riporta indietro... non possumus! [qui] e Paolo Pasqualucci. Rispettosa replica a S. Em. Walter Cardinal Brandmüller sull’interpretazione del Concilio Vaticano II [qui]. Qui mi limito ad inserire i testi pubblicati su Settimo Cielo; ma, oltre a quanto già espresso dai contenuti di cui ai link sopra, a quanto pare puntualmente ignorati, mi accingo a predisporre una nuova sintesi.  Quanto al titolo odierno, non si tratta tanto di chi ha ragione e chi no, quanto di chi è nella Verità senza sofismi... E che si riescano finalmente a riconoscere i sofismi nonché a chiamare gli errori col loro nome... Qui i precedenti recenti più significativi.

Sul Concilio una lettera di Viganò e una lezione di Brandmüller. Chi ha ragione e chi no

1. LA LETTERA DELL’ARCIVESCOVO CARLO MARIA VIGANÒ

Caro Magister,
mi permetta di replicare al Suo articolo “L’Arcivescovo Viganò sull’orlo dello scisma”, pubblicato su Settimo Cielo il 29 Giugno.

Sono consapevole che l’aver osato esprimere un’opinione fortemente critica sul Concilio sia sufficiente a risvegliare lo spirito inquisitorio che in altri casi è oggetto di esecrazione da parte dei benpensanti. Nondimeno, in una disputa rispettosa tra ecclesiastici e laici competenti, non mi pare sia inappropriato sollevare problemi che rimangono a tutt’oggi irrisolti, primo fra tutti la crisi che affligge la Chiesa a partire dal Vaticano II, giunta ormai alla devastazione.

La visione conciliare sulle religioni cozza con la soprannaturalità della Grazia che, nel cristiano, crea una differenza ontologica

Ora che abbiamo toccato il fondo con lo «storico incontro» di Abu Dhabi e relativa Dichiarazione [qui], non senza aver riaffermato le verità cattoliche [qui - qui - qui] e sull'onda del dibattito riacceso dalla parresìa di Mons. Viganò [qui], giova riprendere alcune chiose di Romano Amerio tratte dal suo ultimo lavoro. Precedenti nel blog [qui - qui - qui - qui - qui - qui].
Si tratta di Stat Veritas, pubblicato postumo nel 1997, che analizza e commenta in 55 chiose la Lettera apostolica «Tertio Millennio Adveniente» indirizzata il 10 novembre 1994 da Giovanni Paolo II all'episcopato, al clero e ai fedeli in preparazione del giubileo dell'anno 2000, per definire gli orientamenti pastorali per la Chiesa del nuovo millennio.
Insieme a Iota Unum, Stat Veritas  è l'opera fondamentale di Romano Amerio, il massimo rappresentante dei fautori della continuità della Chiesa. Amerio contesta all'insegnamento cattolico nato dal Vaticano II di aver trascurato la Verità metafisica del Logos divino - che non è unidimensionale né astratta, come oggi la ritengono anche molti cattolici, ma è una realtà di persona - e di essersi concentrato sul tema della Carità, riducendo la Chiesa a mero soggetto storico, sociale e culturale che si confronta con le varie opzioni filosofiche e morali proposte dalla società moderna. Deprivato del suo principio più specifico - la sovrannaturalità, la fede, la dottrina perfettamente «impersonata» dal Logos -, il messaggio cattolico ha così smarrito la sua identità rispetto alle altre religioni e si è dimostrato impotente di fronte al diffondersi, anche all'interno del mondo cristiano, della secolarizzazione e del relativismo. Come scrive Enrico Maria Radaelli nella postfazione al volume : «Stat Veritas. La Verità sta, ossia è ferma, solida, irremovibile. Anzi - meglio di ogni traduzione letterale -, dobbiamo dire la Verità è: come una vera Amica la Verità è, ci precede, poi ci sta davanti, e infine anche ci attende. Per non farci perire nel nostro Io, senza un'Amica accanto».
Ruunt sæcula,
stat Veritas.
Immo, stante Veritate,
stat homo, stat mundus.
Circumversamur undique,
et deversamur;
sed Veritas nos erigit.
Amice, siste fugam,
pone te in centro,
ubi nullus motus,
sed vita,
immo: vita vivificans.
Romano Amerio, gennaio 1996 dettato
proprio per Stat Veritas
Scorrono i secoli,
la Verità permane.
Anzi, stante la Verità,
sta l’uomo, sta il mondo.
Ci aggiriamo e ci fermiamo
in ogni dove;
ma la Verità ci tiene dritti.
Amico, desisti dalla fuga,
poniti al centro,
dove non c’è moto,
ma vita,
anzi: vita vivificante.
(Trad. nella Postfazione di E.M.Radaelli) 

CHIOSA 49: Commento al § 53, p. 61.
«In tale dialogo [interreligioso] dovranno avere un posto preminente gli ebrei e i musulmani. Voglia Dio che a sigillo di tali intenzioni si possano realizzare anche incontri comuni in luoghi significativi per le grandi religioni monoteiste.»
I – Che, dopo tali incontri, restano ciascuna quello che è, senza alcun frutto reale in vista dell’unità.
Inoltre, questi appuntamenti storici, questi incontri in luoghi di «grande significato simbolico», come dice la Lettera, non si caricano di nessun valore soprannaturale ma, casomai, solo di religiosità naturale perché, nella religione naturale, è vero che noi comunichiamo con gli islamici, con gli ebrei, come anche con i buddisti, con gli indù, con gli animisti: infatti la religione naturale è in fondo a ogni credenza positiva. Ma la nostra religione è soprannaturale: è sopra la natura, è fuori della natura creata. Quindi noi non possiamo comunicare soprannaturalmente con loro; assolutamente. 

domenica 5 luglio 2020

ddl Zan. Posizioni ecclesiastiche non tutte condivisibili e riflessioni politico-sociologiche da non sottovalutare

Compendio di seguito una serie di segnalazioni di lettori sul ddl Zan, di cui abbiamo già parlato qui. Posizioni ecclesiastiche non tutte condivisibili e riflessioni politico-sociologiche da prendere in considerazione.

La nota della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), che criticava fortemente l’iniziativa legislativa in questione, è stata immediatamente smentita dal quotidiano Avvenire (che pure è di proprietà della CEI), che ha replicato con una lunga intervista al senatore Zan (PD), relatore del disegno di legge. Quella divaricazione di posizioni si è ulteriormente radicalizzata nei giorni successivi, facendo emergere con chiarezza come una parte consistente della Chiesa italiana vada ormai a braccetto con chi dell’insegnamento cattolico vuole fare piazza pulita.
È stato lo stesso senatore Zan - nella relazione che ha accompagnato la presentazione della proposta di testo unico del disegno di legge in Commissione Giustizia – a dare conto di questa prossimità: illustrando l’articolo che istituisce la Giornata nazionale contro l’omofobia, ha espressamente e positivamente citato Avvenire e tutte le diocesi italiane che già da anni il 17 maggio celebrano quella Giornata con veglie di preghiera (sono ben 17).

Quei laici in politica che tradirono la dottrina

Quando la società era cristiana non c’era bisogno di una presenza organizzata di fedeli laici. La necessità si presentò nell’Ottocento, quando gli Stati divennero tutti laicisti e la modernità politica mostrò il suo carattere intrinsecamente irreligioso. A quel punto bisognava contrastare il laicismo istituzionalizzato: nacque la Dottrina sociale della Chiesa e nacque anche il laicato organizzato. Dapprima si pensò di puntare non sulla politica ma sulla religione e poi sulla società. In seguito si arrivò anche alla politica. La Gerarchia intervenne perché ci furono molte deviazioni dottrinali e pratiche, ma l’idea di un laicato organizzato e militante non morì. Pio XII aveva ancora l’idea della società cristiana, ma anche lui dovette affidarsi ai laici politicamente organizzati. Anche nel postconcilio si continuò a puntare sui laici organizzati nella società. Giovanni Paolo II affidò loro il compito della “nuova evangelizzazione”.

sabato 4 luglio 2020

Tra coronavirus e BLM: gli Stati Uniti nuovo campo di battaglia. Intervista al Prof. John C. Rao.

Tavolo di Lavoro sul dopo-cornavirus
Tra coronavirus e BLM:
gli Stati Uniti nuovo campo di battaglia

Intervista al Prof. John C. Rao
di Samuele Cecotti

La crisi innescata dalla pandemia covid-19 sta ridisegnando scenari ed equilibri mondiali. Sono così in gioco sistemi economici e politici, modelli culturali, rapporti internazionali. Tutto ciò specialmente in Europa e America.
Ne abbiamo parlato con il professor John C. Rao, storico dell’Università di Oxford, docente di Storia Europea alla St. John’s University in New York City, dal 1991 direttore del Roman Forum (http://www.romanforum.org/ ), gruppo di lavoro internazionale per la difesa della cultura cattolica promotore dei simposi annuali a Gardone Riviera, simposi che vedono riunirsi ogni estate sul Lago di Garda decine di intellettuali e leaders cattolici per alcune giornate di confronto sul futuro della Chiesa in Europa e America.

Arcivescovo Viganò: Non credo che il Vaticano II fosse invalido, ma fu gravemente manipolato

L'Arcivescovo Viganò, nel rispondere ad una lettera di John-Henry Westen (carteggio pubblicato da LifeSiteNews), coglie un'ulteriore opportunità per chiarire e approfondire la sua posizione sulla crisi nella Chiesa, esplosa con il Vaticano II. Mentre il dibattito va allargandosi esponenzialmente, i contenuti lo arricchiscono  e cresce la consapevolezza di molti. Qui precedenti significativi.

Caro Arcivescovo Viganò,
Spero di avere un chiarimento da lei sui suoi ultimi testi riguardanti il Concilio Vaticano II.
Nel suo testo del 9 giugno [qui] ha affermato che “è innegabile che dal Vaticano II in poi si sia costituita una chiesa parallela, sovrapposta e contrapposta alla vera Chiesa di Cristo.”
Nella successiva intervista con Phil Lawler [qui], egli le ha chiesto: “Qual è la soluzione? Mons. Schneider suggerisce che un futuro Pontefice debba ripudiare gli errori; Ella trova questa proposta inadeguata [qui]. Ma allora come si possono correggere gli errori, in modo da mantenere l’autorità di insegnamento del Magistero?
Lei ha risposto: “Toccherà ad un suo Successore, al Vicario di Cristo, nella pienezza della sua potestà apostolica, riprendere il filo della Tradizione là dove esso è stato reciso. Questa non sarà una sconfitta, ma un atto di verità, di umiltà e di coraggio. L’autorità e l’infallibilità del Successore del Principe degli Apostoli ne usciranno intatte e riconfermate.
Da ciò non è chiaro se Ella crede che il Vaticano II sia un concilio invalido e quindi debba essere completamente ripudiato, o se crede che, pur essendo un concilio valido, esso contiene molti errori per cui sarebbe più proficuo per i fedeli dimenticarlo, e riferirsi al Vaticano I e altri concili per il loro sostentamento. Credo che questo chiarimento sarebbe utile.
In Cristo e nella sua amata Madre,
JH 
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1 Luglio 2020
In festo Pretiosissimi Sanguinis
Domini Nostri Iesu Christi
Caro John-Henry,