Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

giovedì 22 gennaio 2026

Se la forma è anche sostanza...

Papa Leone XIV tornerà a celebrare la Messa in Coena Domini col rito della lavanda dei piedi, la sera di Giovedì Santo, nella Cattedrale di Roma, ovvero la basilica di San Giovanni in Laterano. La celebrazione si terrà alle 17:30 del 2 aprile, mentre la mattina dello stesso giorno celebrerà, nella basilica di San Pietro, la messa del Crisma.
Lo si apprende dagli appuntamenti pubblicati sul sito della Prefettura della Casa Pontificia. Si torna così alla tradizione interrotta da Papa Francesco che fin dal primo anno di pontificato aveva scelto, per questa celebrazione, luoghi come le carceri o i centri di accoglienza per migranti.

I pretacci, i carismatici, i neocatecumenali, e quel Ratzinger che pur rendendosi conto...

Contraddizioni che vengono da lontano [qui - quiqui].
[Ratzinger, allora Prefetto della Dottrina per la Fede] definì «drammaticamente urgente un rinnovamento della coscienza liturgica, una riconciliazione liturgica», che riannodasse «la comunione nella Fede, l'unità universale della Chiesa e della sua storia», ed aiutasse a penetrar più profondamente nel «mistero di Cristo vivente». A fronte di tali premesse, non fa meraviglia né il suo parlare di «comparse quasi teatrali», né il suo accorato lamento perché l'essenziale della preghiera liturgica era stato «degradato in un generico agire [...] misconosciuto il vero teodramma della liturgia [...] ridotto a parodia».

Paolo Pasqualucci. Disputa con il prof. Roberto de Mattei sul “mito asburgico”

Gli approfondimenti del prof. Pasqualucci sul mito asburgico non sono nuovi per noi. Vedi precedenti qui - qui. Abbiamo ora l'opportunità di cogliere altri aspetti interessanti dalla disputa col prof. De Mattei ripresa di seguito, al solito molto equilibrata e ben documentata. In sintesi, secondo Pasqualucci, un conto è la giusta rivalutazione storica (contro i pregiudizi anticattolici e gli odi politici di un tempo) dei non pochi meriti della plurisecolare monarchia danubiana; altro conto lasciarsi andare a sopravvalutazioni ed esaltazioni che tendono a sfociare nel mito, con il risultato di proporre modelli del tutto irripetibili ed illusori per la rinascita di uno Stato autenticamente cristiano in Italia.

Disputa con il prof. Roberto de Mattei sul “mito asburgico” -- 1

Sul blog del prof. Roberto de Mattei, “Corrispondenza romana”, il 15 dicembre 2025, è apparso un articolo del giornalista e saggista Antonio Socci, intitolato “Cosa Sarajevo ci insegna sull’Ucraina”, ripreso dal sito ‘Libero quotidiano’. Prendendo spunto da una frase di Trump “detta alla Ue, all’Ucraina e alla Russia – Basta con questi giochetti: vi ritroverete nella terza guerra mondiale. Non vogliamo che succeda”, Socci fa un parallelo con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale provocato dall’uccisione a Sarajevo, in Bosnia, il 28 giugno 1914, dell’Arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono austriaco, e della moglie, entrambi in visita ufficiale, esecutori terroristi serbi irredentisti legati ad elementi estremisti dei servizi segreti di Belgrado. Il conflitto russo-ucraino da intendersi, quindi, come possibile detonatore di un conflitto europeo su larga scala e addirittura mondiale? La situazione odierna è alquanto diversa rispetto al 1914 ma il pericolo c’è, naturalmente; ne siamo tutti consapevoli e speriamo tutti che si possa arrivare finalmente ad una pace dignitosa e duratura.

mercoledì 21 gennaio 2026

Israele, patriarchi delle Chiese in Terra Santa contro il "sionismo" degli evangelici che minaccia le sicurezze (e le proprietà) cristiane

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Israele, patriarchi delle Chiese in Terra Santa contro il "sionismo" degli evangelici che minaccia le sicurezze (e le proprietà) cristiane

I Patriarchi della Terra Santa – armeni, ortodossi, cattolici, copti – alcuni giorni fa hanno denunciato in blocco la crescita del cosiddetto «sionismo cristiano», una corrente che fa riferimento all'attivismo degli evangelici statunitensi e che rischia di andare a detrimento della presenza dei cristiani stessi in Israele e Palestina.
Le Chiese della Terra Santa sostengono che vi sono «individui» che stanno lavorando per «fuorviare il pubblico, seminare confusione e danneggiare l'unità dei cristiani e dei fedeli». La dichiarazione denuncia anche che questi non ben precisati attivisti cristiani hanno trovato sostegno da parte di figure politiche in Israele proprio per creare danni allo status della «presenza cristiana in Terra Santa e nel più ampio Medio Oriente».
Nella dichiarazione non si fanno nomi, tuttavia questa denuncia inusuale e fortissima sembra fare riferimento a quelle correnti evangeliche che si basano sulla teologia della prosperità. In ogni caso la presa di posizione giunge dopo un recente rapporto del Consiglio dei Patriarchi di Gerusalemme che hanno riscontrato continue minacce al loro patrimonio cristiano – in particolare nella città di Gerusalemme e nella Cisgiordania.
A questo si aggiunge poi una complicata questione irrisolta (da parte di Israele) sulla tassazione delle proprietà che aggrava la situazione della comunità e delle chiese.
Fonte Il Messaggero

Il vescovo Athanasius Schneider: il rapporto sulla liturgia del cardinale Roche è “manipolatorio” e distorce la storia

Nella nostra traduzione da Substack.com Diane Montagna intervista mons. Schneider sulla più recente difesa della Traditionis Custodes da parte del cardinale Arthur Roche. Importanti le alternative indicate per l'incontro di giugno. Evidente dimostrazione che ci sono soluzioni anche in un orizzonte di conservatorismo. Qui l'indice degli articoli sulla Liturgia al tempo di Leone.

Il vescovo Athanasius Schneider: il rapporto sulla liturgia del cardinale Roche è “manipolatorio” e distorce la storia

ROMA, 20 gennaio 2026 — Il vescovo Athanasius Schneider ha espresso una forte critica a un recente rapporto sulla liturgia preparato dal cardinale Arthur Roche, affermando che si basa su un “ragionamento manipolatorio” e “distorce le prove storiche”.

Il testo di due pagine del Cardinale – presentato come una "attenta riflessione teologica, storica e pastorale" – è stato distribuito ai membri del Sacro Collegio durante il concistoro convocato da Papa Leone XIV il 7 e 8 gennaio. Sebbene non fosse stato formalmente presentato o discusso durante la riunione per motivi di tempo, il rapporto ha ricevuto forti resistenze da parte del clero e dei fedeli in seguito alla diffusione del suo contenuto sui media.

Il futuro ha radici antiche

Una riflessione che ci aiuta alla meditazione e alla preghiera profonda. La cella del cuore: dove l’uomo diventa dimora di Dio. Guillaume de Saint-Thierry, Cassiodoro e la grande tradizione cristiana della “terra santa” interiore.

Il futuro ha radici antiche

Secondo la grande tradizione spirituale cristiana, nel cuore dell’uomo esiste un luogo che trascende lo spazio e il tempo. I Padri della Chiesa, gli asceti e i mistici lo hanno definito in vari modi: centro, cuore, profondità, grotta interiore. È la sorgente da cui nasce la preghiera, dove l’anima ascolta la voce di Dio e dove si compie la trasformazione spirituale dell'uomo.
Tra le immagini più alte e luminose di questo mistero interiore spicca quella di Guillaume de Saint-Thierry (1075-1148), monaco e teologo cristiano. Scrive Guillaume nella sua celebre Lettera d’oro:
“la cella è una terra santa, un luogo santo, dove il padrone e il servo hanno frequenti colloqui, come un uomo con il suo amico; dove sovente l’anima fedele è unita al verbo di Dio, la sposa è unita allo sposo, le cose terrene si uniscono alle celesti, e il divino all’umano. Come il tempio è il «Santo» di Dio, la cella lo è del servo di Dio.

martedì 20 gennaio 2026

Mons. Viganò / Sinodalità e vigile attesa. Il Concilio Vaticano II “sicuro ed efficace”

Qui l'indice degli interventi precedenti e correlati. Qui l'indice degli articoli sulle reazioni al documento Roche e alla Liturgia al tempo di Leone. 

Monsignor Viganò / Sinodalità e vigile attesa.
Il Concilio Vaticano II “sicuro ed efficace”


Risulta difficile credere che la cancellazione della quæstio liturgica dalle discussioni del primo Concistoro straordinario indetto da Leone e le due paginette dattiloscritte del cardinale Roche non abbiano alcuna correlazione. Anzi viene da chiedersi se non sia stato proprio Leone a far trapelare per il tramite di Roche la linea che egli intende seguire. Da questo possiamo supporre che limitare il giudizio al prefetto del Culto divino sia riduttivo, oltre che sviante; e che Prevost consideri il Concistoro come una sorta di estensione del Sinodo dei vescovi, cui imporre per via sinodale decisioni già assunte in altre sedi, facendole apparire come frutto di un dialogo aperto e franco. La linea dettata è dunque chiarissima: indietro non si torna, anche se ciò significa proseguire verso l’abisso.

La dissoluzione dell'identità cattolica e gli intellettuali donchisciotteschi che difendono la liturgia dei secoli

Qui l'indice degli articoli sulla Liturgia ai tempi di Leone.
La dissoluzione dell'identità cattolica e gli intellettuali
donchisciotteschi che difendono la liturgia dei secoli

La tomba sigillata e la speranza della risurrezione: una parabola contemporanea

Andrea Mantegna (1431–1506), La Resurrezione 

L'evangelista Matteo racconta che, dopo la morte del Salvatore Cristo, coloro che avevano orchestrato la sua esecuzione avevano una preoccupazione principale: ottenere la custodia della tomba dove Giuseppe d'Arimatea aveva deposto il corpo di Gesù. Davanti a Pilato, spiegarono di temere che le "eresie" dell'ucciso si diffondessero ulteriormente, nel caso in cui i suoi discepoli ne avessero trafugato il corpo ( Matteo 27:63-64). Pilato concesse loro i soldati richiesti. La tomba fu sigillata e posta sotto la sorveglianza romana.

Cicerone sulla virtù e il sacrificio dell'amicizia

Nella nostra traduzione da Via Mediaevalis su Substack.com. “Poiché la felicità è il nostro obiettivo migliore e più alto, se vogliamo raggiungerla dobbiamo prestare attenzione alla virtù, senza la quale non possiamo ottenere né l'amicizia né alcun'altra cosa desiderabile.” Precedente qui.
Cicerone sulla virtù e il sacrificio dell'amicizia

L'amicizia, dice Cicerone nel De Amicitia, "non è altro che un accordo in tutte le cose, umane e divine, congiunto da reciproca benevolenza e affetto". Cicerone ritiene che "ad eccezione della saggezza, nulla di meglio è stato dato all'uomo dagli dei immortali". Avete mai visto un elogio così elevato dell'amicizia negli scritti moderni, o sentito nelle conversazioni moderne? Io no. Invece è "l'amore", nel suo senso romantico e romantico, il dono supremo degli dei e persino "il dio della mia idolatria" (per prendere in prestito una frase di Giulietta). Non ho nulla contro l'amore, nelle sue forme ed espressioni correttamente ordinate. Ma sarò onesto con voi: ho imparato a conoscere l'amore romantico moderno soprattutto da quella palude arida chiamata Hollywood; è stato il matrimonio a insegnarmi l'amicizia.

lunedì 19 gennaio 2026

Amare l’Italia; ma quale?

Purtroppo e realisticamente, con dolorosa nostalgia, condivido; modificando tuttavia il titolo. Senza sapere se, nel tempo, le radici potranno dare nuovi frutti di civiltà e di bellezza, oltre a quella naturale, ineguagliabile.

Amare l’Italia; ma quale?
Roberto Pecchioli, 13 Gennaio 2026

Ha destato interesse un intervento di Marcello Veneziani sull’amor patrio. L’intellettuale pugliese, coetaneo dell’autore di queste note, confessa la sua delusione, il disincanto verso l’oggetto dell’amore di tutta una vita: la patria italiana.

Qualcosa dell’amarezza che traspare è legata all’età che avanza, alle illusioni perdute, alle incomprensioni vissute. Ingrata patria, ma non solo questo. L’Italia non ci ha tradito, ma deluso. Per il tradimento occorre che ci sia stato amore reciproco. Non è così.

Noi abbiamo amato un’entità, un sentimento, un luogo, una storia della quale a moltissimi italiani, alle istituzioni ufficiali, alle culture dominanti non importa nulla. Un amore ingenuo a senso unico. Non vale la pena amare ancora ciò che chiamiamo Italia. Peggio: è del tutto inutile.