"Parce Domine, populo tuo" è un celebre canto gregoriano quaresimale, tradotto come "Perdona, Signore, al Tuo popolo".
Invoca la misericordia divina, chiedendo a Dio di non adirarsi in eterno e di perdonare le colpe del popolo, spesso eseguito durante la liturgia della Quaresima per implorare il perdono.
Il testo è tratto da Gioele 2:17. I primi sacramentari riportano una varietà di preghiere ispirate da questa citazione del profeta. Di seguito il testo preceduto da due link per l'ascolto con lo spartito del ritornello.
Per l'ascolto:
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Parce, Domine, parce populo tuo: ne in aeternum irascaris nobis. 1. Flectamus iram vindicem, Ploremus ante Judicem; Clamemus ore supplici, Dicamus omnes cernui: Parce, Domine, parce populo tuo: ne in aeternum irascaris nobis. 2. Nostris malis offendimus Tuam Deus clementiam. Effunde nobis desuper Remissor indulgentiam. Parce, Domine, parce populo tuo: ne in aeternum irascaris nobis. 3. Dans tempus acceptabile, Da lacrimarum rivulis Lavare cordis victimam, Quam laeta adurat caritas. Parce, Domine, parce populo tuo: ne in aeternum irascaris nobis. 4. Audi, benigne Conditor, Nostras preces cum fletibus In hoc sacro jejunio, Fusas quadragenario. Parce, Domine, parce populo tuo: ne in aeternum irascaris nobis. 5. Scrutátor alme córdium, Infirma tu scis vírium; Ad Te revérsis éxhibe Remissiónis grátiam. Parce, Domine, parce populo tuo: ne in aeternum irascaris nobis. |
Perdona, Signore, perdona il Tuo popolo, non rimanere in eterno adirato con noi. 1. Plachiamo l'ira vendicatrice, piangiamo di fronte al Giudice; chiamiamolo con voce supplicante prostrati diciamo tutti insieme: Perdona, Signore, perdona il Tuo popolo, non rimanere in eterno adirato con noi. 2. Con le nostre colpe abbiamo offeso la Tua clemenza. Tu che perdoni, effondi su di noi la Tua indulgenza. Perdona, Signore, perdona il Tuo popolo, non rimanere in eterno adirato con noi. 3. Concedici un tempo propizio Dona di lavare con le lacrime il nostro cuore immolato, perché la Tua carità è sempre viva. Perdona, Signore, perdona il Tuo popolo, non rimanere in eterno adirato con noi. 4. Ascolta, o buon Creatore, le nostre suppliche e i pianti che si effondono in questo sacro quaresimale digiuno. Perdona, Signore, perdona il Tuo popolo, non rimanere in eterno adirato con noi. 5. Tu che leggi i cuori sai quanto è debole la nostra forza, a noi che ci rivolgiamo a Te mostra la Tua misericordia. Perdona, Signore, perdona il Tuo popolo, non rimanere in eterno adirato con noi. |










