Nella nostra traduzione da OnePeterFive sono lieta di poter pubblicare proprio oggi la consueta meditazione la consueta meditazione di P. John Zuhlsdorf che ogni settimana ci consente di approfondire i tesori di grazia ricevuti nella celebrazione domenicale. Il nostro testo qui.
In Illo Tempore: Domenica bassa, Ottava di Pasqua
Questa domenica concludiamo la grande Ottava di Pasqua, sebbene il termine "conclusione" vada qui inteso nel senso liturgico proprio della Chiesa. Per ben otto giorni, secondo quell'antico conteggio inclusivo che i Romani conoscevano così bene e che i Cristiani hanno ereditato, è stato ancora il giorno di Pasqua. La Chiesa ha, per così dire, fermato l'orologio liturgico affinché potessimo riposare nel mistero della Risurrezione e contemplarlo da diverse prospettive attraverso la Messa e l'Ufficio.
Questa domenica ha molti soprannomi. Il calendario post-conciliare la chiama Seconda Domenica di Pasqua e, per via della forte promozione da parte di Giovanni Paolo II del tema di Santa Faustina Kowalska, Domenica della Divina Misericordia. Nell'uso più antico e storicamente più ricco è chiamata Domenica Bassa, perché veniva celebrata con meno solennità esteriore rispetto alla Pasqua stessa. È la Domenica di Tommaso, perché il Vangelo richiama la nostra attenzione sul dubbio e sulla confessione dell'Apostolo. È la Domenica di Quasimodo, dalla prima parola dell'Introito. L'uso più antico e suggestivo è Dominica in albis, o Dominica in albis depositis, la domenica "delle vesti bianche deposte". Tutti questi nomi convergono attorno allo stesso mistero, e ognuno di essi apre una diversa sfaccettatura di questo gioiello.










