sabato 24 ottobre 2020

Mons. Viganò. Bergoglio, lobby gay e ambiguità volute.

Le Dichiarazioni recenti di SE mons. Carlo Maria Viganò [qui - qui] hanno il peso e l'autorevolezza di denunce puntuali e significative di eventi sconcertanti e problematici. Quella che segue è un'analisi più dettagliata e ragionata, che val la pena soppesare e raccogliere. Qui l'indice dei precedenti e correlati.

Ieri [21 ottobre], in occasione del Festival del Cinema di Roma, il regista Evgeny Afineevsky ha presentato un documentario dal titolo «Francesco», nel quale sono riproposte alcune interviste fatte a Jorge Mario Bergoglio nel corso degli ultimi anni di pontificato. Tra le altre dichiarazioni, hanno destato sconcerto alcune frasi sulla legittimazione delle unioni civili omosessuali: «Quello che dobbiamo fare è una legge per le unioni civili. In questo modo [gli omosessuali] sono legalmente tutelati. Io sono a favore di questo». 
Penso che tanto i semplici fedeli quanto i Vescovi e i sacerdoti si siano sentiti traditi da ciò che ha affermato Bergoglio. Non occorre essere teologi per capire che l’approvazione delle unioni civili è in palese contraddizione con i documenti magisteriali della Chiesa, anche recenti. Essa costituisce anche un gravissimo assist all’ideologia LGBTQ che oggi è imposta a livello globale. 
In questi giorni il Parlamento dovrà discutere l’approvazione della cosiddetta legge Zan, su proposta del Partito Democratico. In nome della tutela degli omosessuali e dei transessuali, sarà considerato un reato affermare che la famiglia naturale è la cellula della società umana, e verrà punito chi affermerà che la sodomia è un peccato che grida vendetta al cospetto di Dio. Le parole di Bergoglio sono già state accolte in tutto il mondo dalla lobby gay come un autorevole appoggio alle loro rivendicazioni. 

venerdì 23 ottobre 2020

Card. Raymond Burke: «I fedeli sono tenuti ad opporsi al riconoscimento legale delle unioni omosessuali. I pastori a correggere e chiarire»

Testo ripreso di seguito da LifeSiteNews (22 ottobre) che pubblica le dichiarazioni del Card. Burke sullo scandalo causato dalle parole del Papa sugli omosessuali : «Lo scandalo e l’errore che causano fra i fedeli cattolici, danno la falsa impressione che la Chiesa Cattolica abbia cambiato rotta su questioni di cruciale importanza».
Le parole di Bergoglio, pronunciate dall'abituale crinale di ambiguità, sono state manipolate ad arte ma non smentite adeguatamente. Anzi, l'immagine a lato mostra il regista Evgeny Afineevsky accolto in Vaticano il giorno prima della proiezione pubblica del docufilm (clicca per ingrandire). Ed è accaduto in questi giorni, in Vaticano: lo stesso papa porge una torta al regista e scrittore del documentario in segno di augurio. Una immagine che non potrà mai avere smentite, come del resto la realtà. E in quelle espressioni riecheggiate Urbi et Orbi viene stravolto il diritto naturale e divino, scardinata la legge morale naturale, sconvolto il concetto di legge e l’autorità viene fatta coincidere con il potere. Tutte le basi della Dottrina sociale della Chiesa vengono così negate in poche battute e oltre cento anni di insegnamenti vengono cancellati con un colpo di spugna. Di fatto da quello che un tempo era il Sacro Soglio Bergoglio nega la tradizione, rifiuta la retta ragione, mina la Chiesa e dissolve la società. (M.G.)

Card. Burke: «I fedeli sono tenuti ad opporsi al riconoscimento legale delle unioni omosessuali. I pastori hanno il dovere di correggere e chiarire»

I notiziari di tutto il mondo hanno riferito, con grande enfasi, come un cambio di rotta, la notizia che Papa Francesco abbia dichiarato che le persone nella condizione omosessuale, in quanto figli di Dio, abbiano “diritto di essere in una famiglia” e che “Nessuno dovrebbe essere estromesso o reso infelice per questo”.
Inoltre, hanno scritto che abbia dichiarato: “Ciò che dobbiamo creare è una legge sulle unioni civili. In questo modo sono coperti legalmente. Mi sono battuto per questo”.
Queste dichiarazioni sono state rilasciate nel corso di un’intervista con Evgeny Afineevsky, regista del documentario Francesco, proiettato in anteprima il 21 ottobre 2020 in occasione del Festival del Film di Roma.

S.E. Mons. Carlo Maria Viganò a proposito delle Celebrazioni del Santo Natale

Indice dei precedenti interventi di mons, Viganò e correlati.
Dichiarazione
di S.E. Mons. Carlo Maria Viganò
a proposito delle Celebrazioni del Santo Natale 

20 Ottobre 2020 - Il 19 Ottobre è apparso su Il Messaggero un articolo, dal titolo Natale, salta la messa di mezzanotte del Papa, limitazioni per le celebrazioni di Ognissanti: i vescovi impongono rigore. Secondo quanto riportato da Franca Giansoldati1, nel calendario delle celebrazioni papali per il Santo Natale non è stata inclusa la Messa della Natività in Nocte, mentre è indicata la Benedizione Urbi et Orbi del 25 Dicembre. 

Tale notizia, laddove corrispondente alle reali decisioni dell’Ufficio per le Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice, lascia intendere che la Santa Sede voglia replicare lo sciagurato lockdown degli scorsi mesi, che ha privato i fedeli della Messa e dei Sacramenti. Se così fosse, si avrebbe conferma dell’intenzione di assecondare la narrazione mediatica di una “pandemia” che, secondo le recenti dichiarazioni dell’Istituto Superiore di Sanità, avrebbe una mortalità pari alla normale influenza stagionale2

Questo ulteriore episodio lascia sconcertati e scandalizzati i fedeli, abbandonati da una Gerarchia che oggi ha trovato il modo di riunirsi nella Basilica di Santa Maria in Ara Cœli per un rito sincretistico presieduto da Jorge Mario Bergoglio, ma che non esita a sospendere la celebrazione della Messa nella Notte Santa in cui la Chiesa celebra la Nascita del Salvatore. 

Prosegue implacabile il processo di demolizione delle tradizioni più care al popolo, ad opera di coloro ai quali il Signore ha affidato il governo della Sua Chiesa: da un lato con l’affermazione utopista di una fratellanza umana di stampo massonico che prescinde dalla paternità di Dio, dall’altro con la metodica cancellazione delle solennità liturgiche, ad iniziare dalla Santa Pasqua e continuando con il Natale del Signore. 

Invito tutti i Cattolici a pregare e a fare penitenza, per implorare dal Cielo che sia scongiurato questo ennesimo oltraggio alla Maestà di Dio, all’onore della Chiesa e alle anime dei fedeli. Esorto parimenti i Pastori a levare la voce per difendere il gregge loro affidato, ricordandosi della gravissima responsabilità di cui dovranno rendere conto al Signore. 
+ Carlo Maria Viganò, Arcivescovo
____________________________________ 
1. https://www.ilmessaggero.it/vaticano/papa_francesco_natale_messa_ognissanti_vaticano_covid_vescovi-5533451.html 
2. https://tg24.sky.it/salute-e-benessere/2020/10/19/coronavirus-sintomi-eta

Giornata nazionale della DSC. La lectio del vescovo Crepaldi: Attenti alle ideologie!

Liberare l'economia dalle ideologie:
un pressante invito della Dottrina Sociale della Chiesa
S.E. Mons. Giampaolo Crepaldi 

Lectio magistralis tenuta alla III Giornata Nazionale della Dottrina sociale della Chiesa 
svoltasi a Lonigo (Vicenza) presso il Convento francescano di San Daniele, sabato 17 ottobre 2020
  1. Il titolo di questo mio intervento pone in relazione la Dottrina sociale della Chiesa con le ideologie in campo economico. Credo sia utile notare subito che la Dottrina sociale della Chiesa si contrappone, per sua intima natura, all’ideologia perché è realista mentre l’ideologia è sempre un occultamento strumentale della realtà. Anche Karl Marx la definiva così, ma dentro un sistema di pensiero che era a sua volta ideologico. Pensare infatti - come egli faceva - che la verità si faccia tramite la prassi è pura ideologia. Questa osservazione ci dice una cosa importante: non è sufficiente denunciare e criticare le ideologie, bisogna anche farlo in modo non ideologico. Le ideologie si accusano spesso tra loro di essere ideologiche, ma rimanendo sempre dentro il gioco dell’ideologia. La Dottrina sociale della Chiesa, invece, lo fa dall’esterno, senza partecipare al gioco dell’ideologia. Il motivo ce lo ha detto la Caritas in veritate di Benedetto XVI, ricordandoci che la verità si fa dono di sé senza essere nostra produzione. L’ideologia è una nostra produzione con la quale vogliamo coprire la realtà e la verità, considerate come una grande ideologia. La Dottrina sociale della Chiesa è invece realista, pensa che la verità non sia ideologica, anzi che ci liberi dalle ideologie proprio perché è ricevuta e non prodotta da noi. La verità rende liberi. L’ideologia è sempre un artificio, la Dottrina sociale della Chiesa non lo è mai. Anzi, essa educa l’intelligenza e il cuore degli uomini alla realtà, al retto ragionamento, ad una fede consapevole e ragionevole, al vero sviluppo, alla fiducia nelle risorse umane e nell’uomo come risorsa. L’ideologia è pessimista perché non vede nella realtà se non una falsificazione, la Dottrina sociale della Chiesa è invece ottimista perché rifiuta di coprire la realtà con una coltre favorevole a degli interessi di parte. La Dottrina sociale è “della Chiesa” e la Chiesa è la Sposa del Logos, della Sapienza e della Verità. Le ideologie sono delle maschere, la Dottrina sociale guarda il Volto di Cristo in cui il Padre si è rivelato e che rivela anche il volto dell’uomo. 

giovedì 22 ottobre 2020

Lettera aperta ai Farmacisti d'Italia

Agli amici Farmacisti.

A seguito delle decisioni degli enti pubblici di liberalizzare alcuni farmaci che procurano l’aborto, cioè l’uccisione di un essere umano innocente, magari sotto la denominazione ‘umanitaria’ di ‘contraccezione di emergenza’, come fedeli di Cristo invitiamo tutti voi a rifiutarvi di collaborare con l’uccisione dei nascituri e a non vendere a nessuno i suddetti farmaci.
La Chiesa nei suoi documenti ufficiali ha espressamente indicato tra i farmaci abortivi quelli intercettivi e quelli contragestativi (evidentemente sia in pillole che in altre modalità iniettabili o a spirale): 
Il frutto della generazione umana dal primo momento della sua esistenza, e cioè a partire dal costituirsi dello zigote, esige il rispetto incondizionato che è moralmente dovuto all’essere umano nella sua totalità corporale e spirituale. L’essere umano va rispettato e trattato come una persona fin dal suo concepimento e, pertanto, da quello stesso momento gli si devono riconoscere i diritti della persona, tra i quali anzitutto il diritto inviolabile di ogni essere umano innocente alla vita. (Cong. Dottr. Fede, Donum vitae

Bufala? Aspettiamo a dirlo - se il Vaticano non smentisce, non lo è.

Interessante commento di un lettore estratto dal mucchio. In ogni caso il nocciolo del problema è il linguaggio non definitorio per scelta, a partire dal concilio Vaticano II, perché solo rimanendo in bilico sul dire e non dire si possono veicolare alcune interpretazioni piuttosto che altre.

Se la dichiarazione di Bergoglio è una bufala, nel senso che risulta da due spezzoni messi insieme per fargli dire quello che ha detto, il Vaticano ha un mezzo molto semplice per far trionfare la verità: una bella smentita ufficiale con denuncia morale della (presunta) scorrettezza dell'intervistatore o regista che sia.
Se invece il Vaticano tace ed anzi Avvenire continua a pubblicare articoli "pro gay" è evidente, allora, che l'intervista, risulti o meno di spezzoni, esprime un pensiero che Bergoglio voleva fosse reso pubblico e in quel modo.
Questa strategia indiretta, far dire agli altri che lui ha detto una certa cosa, Bergoglio la sta attuando da quando è stato eletto, uno dei suoi "portavoce" ufficiosi più titolati è stato ed è ancora Eugenio Scalfari, milionario socialista radical-chic, ateo militante, fondatore e direttore per anni di un giornale che ha fatto della lotta ai valori dell'Italia cattolica la sua bandiera.
Continuiamo a pregare, come ci esorta a fare mons. Viganò, invitando nello stesso tempo l'opposizione interna alla Chiesa a restare in silenzio per non cadere in quella che sembra una trappola, un'opposizione che non deve però essere molto numerosa. A pregare e a difendere noi laici la vera dottrina sui media, per quanto ci è ancora concesso e possibile.
L'uscita atroce di Bergoglio è senz'altro a favore di Biden, nel senso che potrebbe far cadere i dubbi che su Biden potevano avere molti cattolici. In queste ultime due settimane prima delle elezioni USA potrebbe anche accadere di tutto e potrebbero aversi anche sviluppi drammatici, talmente torbido e feroce è il clima creato dalle forze che vogliono non solo vincere le elezioni ma letteralmente distruggere Trump e i valori tradizionali che egli difende e mantiene.

I diritti dei genitori come educatori primari dei loro figli e il loro obbligo di opporsi a un piano di studi contrario alla legge morale

Nella nostra traduzione da Infovaticana il testo della Conferenza virtuale, organizzata da Voice of the Family, tenuta lo scorso 9 ottobre dal cardinale Burke sui diritti e doveri dei genitori nell'educazione dei propri figli. Ricordo che il problema era sorto anche nel corso del Sinodo dei giovani [qui] e di quello della Famiglia. I prodromi delle carenze attuali al riguardo sono nell'Amoris Laetitia [qui - qui].

Purtroppo alcune scuole cattoliche, per svariate ragioni, imitano la situazione delle scuole non cattoliche insistendo sull'ideologia anti-vita, anti-famiglia e anti-religione che caratterizza l'educazione in generale
I diritti dei genitori come educatori primari dei loro figli e il loro obbligo di opporsi a un piano di studi contrario alla legge morale

Sono lieto di assistere Voice of the Family nella sua nobile opera di promozione della sana dottrina e disciplina della Chiesa riguardo al matrimonio e al suo frutto incomparabile: la famiglia. In particolare, sono lieto di affrontare il tema critico dell’educazione che è la missione essenziale della famiglia ed espressione fondamentale della nostra cultura.
Non può sfuggire all’attenzione di una persona premurosa come oggi l’istruzione sia sotto feroce attacco. Tanto nell’educazione quanto nel diritto, espressioni fondamentali della nostra cultura, assistiamo all’abbandono della comprensione della natura umana e della coscienza attraverso la quale Dio ci chiama a rispettare la verità della natura e a vivere in accordo con quella verità con amore puro e disinteressato.
San Paolo, nella Lettera agli Efesini, riferendosi all’alienazione dell’uomo da Dio e, quindi, dal mondo, dichiarava:

mercoledì 21 ottobre 2020

Dopo le dichiarazioni anticipate dai media, Mons. Carlo Maria Viganò a proposito del docufilm «Francesco»

Dichiarazione
di S.E. Mons. Carlo Maria Viganò
a proposito del docufilm «Francesco»

Roma, 21 Ottobre 2020 - Il sito Vatican News1 ha dato la notizia che al Festival del Cinema di Roma sarà oggi proiettato un docufilm dal titolo «Francesco», realizzato dal regista Evgeny Afineevsky.
Questo documentario – secondo quanto riportato dalla Catholic News Agency2 e dal sito America, the Jesuit review3 – rende pubblici alcuni pronunciamenti di Jorge Mario Bergoglio in tema di omosessualità. Tra le altre dichiarazioni, sconcertano queste frasi:
«Gli omosessuali hanno il diritto di esser parte di una famiglia. Sono figli di Dio e hanno il diritto ad una famiglia. Nessuno dev’essere escluso o reso infelice a causa di questo»4.
«Quello che dobbiamo fare è una legge per le unioni civili. In questo modo sono legalmente tutelati. Io sono a favore di questo»5.
Non occorre essere teologi o moralisti per sapere che tali affermazioni sono totalmente eterodosse e costituiscono un gravissimo motivo di scandalo per i fedeli. 
 
Attenzione, però: queste parole costituiscono l’ennesima provocazione con cui la parte ultra-progressista della Gerarchia cerca di suscitare ad arte uno scisma, come già ha tentato di fare con l’Esortazione Post-sinodale Amoris laetitia, la modifica della dottrina sulla pena capitale, il Sinodo pan-amazzonico e l’immonda Pachamama, la Dichiarazione di Abu Dhabi [qui] poi ribadita e aggravata dall’Enciclica Fratelli tutti [qui].
 
Pare che Bergoglio cerchi sfrontatamente di “alzare la posta” in un crescendo di affermazioni eretiche, in modo da costringere la parte sana della Chiesa – episcopato, clero e fedeli – ad accusarlo di eresia, per poi dichiararla scismatica e “nemica del papa”. 

Jorge Mario Bergoglio cerca di costringere alcuni Cardinali e Vescovi a separarsi dalla comunione con lui, ottenendo come risultato non la propria deposizione per eresia, ma l’estromissione dei Cattolici che vogliono restare fedeli al Magistero perenne della Chiesa. Questo tranello avrebbe – nelle presumibili intenzioni di Bergoglio e del suo “cerchio magico” – lo scopo di consolidare il proprio potere all’interno di una chiesa che sarebbe solo nominalmente “cattolica” ma in realtà eretica e scismatica. 
 
Questo inganno si avvale dell’appoggio dell’élite globalista, dei media mainstream e della lobby LGBT, alla quale non sono estranei molti chierici, vescovi e cardinali. Non dimentichiamo poi che in molte nazioni sono in vigore leggi che puniscono come reato quanti, anche sulla base del proprio Credo, considerano riprovevole e peccaminosa la sodomia o che non approvano la legittimazione del “matrimonio” omosessuale. Un pronunciamento dei vescovi contro Bergoglio su una questione come quella dell’omosessualità potrebbe autorizzare l’autorità civile a perseguirli penalmente con l’approvazione del Vaticano. 

Bergoglio avrebbe quindi dalla sua parte non solo la “deep church” rappresentata dai ribelli come padre James Martin, s.j. [qui] e gli esponenti del “synodal path” tedesco, ma anche il “deep state”. Non a caso, nel documentario vi è anche un endorsement per il candidato democratico alle prossime elezioni presidenziali americane, assieme ad una sconcertante condanna della politica dell’amministrazione Trump, accusato di separare le famiglie che cercano di entrare illegalmente negli Stati Uniti, mentre di fatto il Presidente sta fronteggiando la tratta di esseri umani e il traffico di minori. 

Così, mentre ai vescovi conservatori americani è fatto divieto di intervenire nel dibattito politico a sostegno del Presidente Trump, il Vaticano può permettersi disinvolte ingerenze nelle elezioni a favore del suo avversario democratico, unendosi alla censura dei social e dei media circa le gravissime accuse sulla famiglia Biden. 
 
Come Cattolici, siamo chiamati a schierarci per chi difende la vita, la famiglia naturale, la sovranità nazionale. Pensavamo di avere al nostro fianco il Vicario di Cristo. Prendiamo dolorosamente atto che, in questo scontro epocale, colui che dovrebbe condurre la Barca di Pietro ha scelto di schierarsi con il Nemico, per affondarla. Ripensando al coraggio dei Santi Pontefici nel difendere l’integrità della Fede e promuovere la salvezza delle anime, viene da osservare: «Quantum mutatus ab illis!»
+ Carlo Maria Viganò, Arcivescovo
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1. https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2020-10/papa-francesco-film-documentario-festival-cinema-roma.html 
2. https://www.catholicnewsagency.com/news/pope-francis-calls-for-civil-union-law-for-same-sex-couples-in-shift-from-vatican-stance-12462 
3 https://www.americamagazine.org/faith/2020/10/21/pope-francis-gay-civil-union-documentary 
4. «Homosexuals have a right to be a part of the family. They’re children of God and have a right to a family. Nobody should be thrown out, or be made miserable because of it». 
5. «What we have to create is a civil union law. That way they are legally covered. I stood up for that».

È nato il popolo della Dottrina sociale della Chiesa. La Terza Giornata della DSC a Lonigo

È una gioia poter condividere l'esito di un evento così significativo. Lo avevamo annunciato qui.

La Terza Giornata nazionale della Dottrina Sociale della Chiesa, tenutasi sabato scorso a Lonigo (VI), è stata molto più che un convegno: è stato un popolo che si riappropria di un insegnamento sociale che la Chiesa di oggi ha abbandonato per seguire le ideologie mondane. È stato l'inizio di un cammino per ricostruire una presenza nella società che metta al centro Cristo creatore e redentore.

In un grande convento francescano di una piccola cittadina veneta, sabato scorso 17 ottobre è accaduta una cosa molto significativa. A Lonigo (Vicenza) si è tenuta la III Giornata Nazionale della Dottrina sociale della Chiesa. Il solito convegno! si dirà… E invece non è stato il solito convegno ma qualcosa di meglio e di più. Lì si è dato appuntamento un popolo cattolico che non intende rinunciare alla Dottrina sociale della Chiesa così come la Chiesa l’ha sempre insegnata, che dal basso si organizza e si collega per aiutarsi a tenere fede a questo patrimonio, seriamente preoccupato da come la Chiesa stessa lo stia trascurando se non abbandonando. 
Alla chiamata dell’Osservatorio Van Thuân e della Nuova Bussola Quotidiana hanno risposto non solo singole persone ma soprattutto molte realtà associative e centri culturali cattolici già collegati tra loro nel Coordinamento nazionale Justitia et Pax per la Dottrina sociale della Chiesa. Le relazioni della mattinata – il vescovo Crepaldi, Gotti Tedeschi, Milano, Severance, Cascioli – hanno messo in evidenza le ideologie che oggi occupano non solo il mondo ma anche la Chiesa. Tra esse e la Dottrina sociale c’è una opposizione frontale, sicché se il loro sviluppo è lasciato correre ciò accade per la carenza nell’utilizzo della Dottrina sociale della Chiesa. 

Prima la devastazione economica, poi il governo Draghi che chiederà il MES: è l’attacco finale del Nuovo Ordine Mondiale all’Italia

Come non soffermarsi sull'ennesima analisi della situazione determinata dall'orrendo disegno mondialista in atto, con particolari focalizzazioni sull’Italia investita da una inusitata deriva politica, economica e morale? Ormai il “il disegno” non è più occulto, ma appare delineato e in via di avanzata realizzazione. Dove sono le voci dissonanti e le strategie alternative di coscienze e cuori ancora italiani e non ciechi o venduti? Previsione drammatica, con un ventaglio di elementi di attendibilità. Ma possiamo sempre pregare, e sperare, che il meccanismo perverso si inceppi. Possono sempre entrare in campo variabili non prevedibili!

Alla fine le tanto attese “tavole” di Conte sono giunte, come sempre durante la notte.
Qualcuno ha fatto correttamente notare come il governo Conte dall’inizio dell’operazione terroristica coronavirus abbia manifestato una particolare predilezione ad agire con il favore delle tenebre. 
Uscire di notte con una progressione di dpcm illegali e incostituzionali che stravolgono la vita quotidiana del popolo è probabilmente un modo ancora più efficace per confondere una massa già tramortita e resa completamente psicotica dalla più grande campagna terroristica mediatica che la storia dell’umanità ricordi. 
Ora sono arrivare le nuove restrizioni. Il governo eversivo aveva annunciato che non ci sarebbe mai stata più una chiusura decisa sul piano nazionale, e così ha deciso di ricorrere ad un altro stratagemma. 
A chiudere saranno gli enti locali, sindaci e regioni, e saranno quindi questi a fare il lavoro sporco, così palazzo Chigi potrà dire che non è stato direttamente l’esecutivo. 
Ovviamente si tratta di uno schema concordato, perché tutte le regioni di ogni schieramento politico e i sindaci delle varie città hanno contribuito, e continuano a farlo, sin dall’inizio a reggere il gioco al colpo di Stato che prosegue indisturbato dallo scorso marzo. 

martedì 20 ottobre 2020

1939 - 20 ottobre - 2020. Pio XII, "Summi pontificatus"

1939 - 20 ottobre - 2020 
"Rinnegata, in tal modo, l'autorità di Dio e l'impero della sua legge, il potere civile, per conseguenza ineluttabile, tende ad attribuirsi quell'assoluta autonomia, che solo compete al Supremo Fattore, e a sostituirsi all'Onnipotente, elevando lo stato o la collettività a fine ultimo della vita, a criterio sommo dell'ordine morale e giuridico, e interdicendo, perciò, ogni appello ai princìpi della ragione naturale e della coscienza cristiana" (Pio XII - Enc. "Summi pontificatus" qui)
L'enciclica, scritta in occasione del primo anno di pontificato e del quarantesimo anniversario dalla consacrazione dell'umanità al Sacro Cuore di Gesù da parte di Leone XIII [qui], denuncia il vuoto spirituale e l'indigenza interiore dell'epoca oggi ancor più incisive nella vita spirituale e sociale. Richiama le conseguenze della crisi di fede e della diffusione di ideologie anticristiane ed esorta i fedeli a resistere e ad affrontare le persecuzioni. Delinea il disegno di una comunità internazionale, di una vera fratellanza universale, che può essere fondata solo sulla Regalità di Cristo universorum Rex [qui - altro che Fratelli tutti!].
Stralcio brani da soppesare con attenta gratitudine come insegnamento perenne valido anche in riferimento alla temperie attuale. La Verità è senza tempo e ci raggiunge nelle nostre situazioni così povere di insegnamenti perenni che però, di volta in volta, possiamo dissotterrare  - e condividere - dalla vena aurea inesauribile dei tesori della Tradizione bimillenaria che ci è stata consegnata e che custodiamo con amore e fedeltà. (M.G.)

[...] Venerabili fratelli, se la dimenticanza della legge di carità universale, che sola può consolidare la pace, spegnendo gli odi e attenuando i rancori e i contrasti, è fonte di gravissimi mali per la convivenza pacifica dei popoli, non meno dannoso al benessere delle nazioni e alla prosperità della grande società umana, che raccoglie e abbraccia entro i suoi confini tutte le genti, si dimostra l'errore contenuto in quelle concezioni, le quali non dubitano di sciogliere l'autorità civile da qualsiasi dipendenza dall'Ente supremo, causa prima e Signore assoluto sia dell'uomo che della società, e da ogni legame di legge trascendente, che da Dio deriva come da fonte primaria, e le concedono una facoltà illimitata di azione, abbandonata all'onda mutevole dell'arbitrio o ai soli dettami di esigenze storiche contingenti e di interessi relativi.

“Cercate ogni giorno il volto dei santi ...”

Ieri, 19 ottobre, la Chiesa ricordava il Beato Jerzy (Giorgio) Popieluszko, martire. Riprendo da Facebook una bella commemorazione. Si tratta di una testimonianza luminosa di cui far tesoro.
« ...La fede in lui non era un complemento, ma la misura di tutto il suo agire. » (dall’ omelia di Mons. Angelo Amato per la Beatificazione, Varsavia 06/06/2010)

Mi venne incontro sul sagrato della chiesa con passo veloce, una figura smagrita in una tonaca nera troppo larga, un viso d’adolescente con le guance incavate. Poche parole per dirmi che non aveva alcuna intenzione di rilasciare l’intervista che gli avevo chiesto. «Sono soltanto un povero prete, non ho nulla da dire».
Cercai di ribattere: don Jerzy, vorrei solo sapere come la pensa... M’interruppe con tono scherzoso: «Allora venga a Messa quando tengo l’omelia». Ci sono già venuto tante volte! «Bene – concluse con un timido sorriso –. Continui così. Arrivederci». 
Ma quella fu l’ultima volta che vidi don Popieluszko. Era l’estate del 1984, aveva appena compiuto 37 anni e di lì a pochi mesi sarebbe stato ucciso da quegli stessi poliziotti che da tempo lo pedinavano, lo minacciavano e lo perseguitavano con interrogatori, perquisizioni e arresti.

In Cile bruciano le chiese. Ma la cristianofobia, ormai dilagante, non fa notizia

Terribile notizia per tutti i cristiani del mondo. La Chiesa dell'Assunzione situata in Santiago del Cile è stata data alle fiamme e saccheggiata da esponenti della sinistra radicale, continuando quella scia nera di distruzione delle Chiese nella Cina Comunista e nei paesi islamici radicali, fino ai paesi europei. Prima di tutti la Francia con le sue basiliche date alle fiamme nei mesi scorsi [qui - qui ]. Poiché da Roma nessuno interviene, Preghiamo tutti insieme la Vergine Maria per riparare l’oltraggio. Non mi pare che alcun telegiornale ne abbia parlato.
Stessa sorte ha subito la chiesa di San Francisco de Borja, usata regolarmente dalle forze di polizia dei Carabineros per cerimonie istituzionali. Il fenomeno è un aumento visto  solo nel 2019  i luoghi di culto attaccati sono stati 3.000. Basti pensare alla Francia dove, dal 2008 al 2019, gli atti anticristiani son cresciuti del 285% [qui].
Scrive Giuliano Guzzo che la stampa della provincia di Trento, dove vive, riporta dal 2004 ad oggi circa 70 episodi di cristianofobia, l’ultimo del febbraio di quest’anno, con la centralissima chiesa di san Pietro imbrattata con la scritta: «Bruceremo le chiese». E nota che se a Trento sono ancora alle parole, in Cile, emulando la Francia, passano ai fatti. Eppure i nostri media, sono silenti. Della cristianofobia non importa a nessuno. 

Cinquantanni della FSSPX. Intervista al Superiore generale.

Gli eventi evidenziano l'eccezionale perspicacia soprannaturale del nostro fondatore
Cinquant'anni della FSSPX
Per ravvivare il nostro ideale di fedeltà a ciò che abbiamo ricevuto.

1. DICI: Che cosa rappresenta per la Tradizione il cinquantesimo anniversario della FSSPX? 
Prima di tutto, questo giubileo è l'occasione per ringraziare la Provvidenza per tutto ciò che ci ha concesso in questi cinquant'anni, perché se quest’opera non venisse da Dio non avrebbe resistito all'usura del tempo. È a Lui in primo luogo che dobbiamo attribuire tutto questo. 
Ma per noi questo giubileo è anche e soprattutto un'opportunità per ravvivare il nostro ideale di fedeltà a quanto abbiamo ricevuto. In effetti, dopo tanti anni, può esserci una comprensibile stanchezza. Si tratta quindi di riaccendere il nostro fervore nella lotta per l'instaurazione del regno di Cristo Re: che regni innanzitutto nelle nostre anime, e poi intorno a noi. È su questo punto particolare che dobbiamo lavorare, sulla scia di Mons. Lefebvre. 

lunedì 19 ottobre 2020

Nuovo orario e una seconda Santa Messa domenicale a Bergamo

Carissimi amici in Cristo,
a seguito del notevole e costante incremento del numero dei fedeli, con gioia vi comunico che, dalla prossima settimana, domenica e nei giorni di precetto saranno celebrate due Sante Messe nella forma straordinaria del rito romano: alle ore 9:00 ed alle ore 10:30, sempre nella Chiesa di San Bernardino (Bergamo - via Pignolo, 57)
L’accesso alla chiesa sarà consentito previa prenotazione UNICAMENTE all’indirizzo di posta elettronica:  messabergamo@gmail.com.
Resta invariata la Santa Messa celebrata venerdì, alle ore 20:30, presso il Santuario della Madonna della Neve (Bergamo - via Gabriele Camozzi, 130) (senza prenotazione).
Con grande tristezza, invece, vi comunico che, a seguito del d.p.c.m. 18 ottobre 2020 a norma del quale «sono sospese tutte le attività convegnistiche o congressuali, ad eccezione di quelle che si svolgono con modalità a distanza», la conferenza La breccia di Porta Pia: spartiacque della Cristianità in Italia di sabato 31 ottobre è RINVIATA.
Un saluto nel Signore.
Comitato Summorum Pontificum di Bergamo

LIBERTÀ E AUTORITÀ. Invito al quinto Convegno su san Tommaso e la Dottrina sociale della Chiesa.

Aggiornamento: Con lo stesso rammarico degli organizzatori dell'interessantissimo evento, devo comunicare la sospensione del convegno e il suo rinvio a data da destinarsi, Uno dei tanti effetti del d.p.c.m. 18 ottobre 2020 a norma del quale «sono sospese tutte le attività convegnistiche o congressuali, ad eccezione di quelle che si svolgono con modalità a distanza»...

Siamo lieti di informarvi che la Giornata Nazionale della DSC [annunciata qui] è andata molto bene, circa 150 persone dalla Sicilia a Trento, dal Piemonte a Trieste, da Toscana, Emilia, Lombardia, Sardegna ... espressione di più di 30 associazioni cattoliche. Le relazioni del mattino coraggiose e forti. Al pomeriggio ampio dibattito sul "Che fare?" oggi in Italia per il cattolicesimo militante.
Anche il prossimo sabato 24 ottobre saremo a Lonigo dove si terrà il Quinto Convegno della serie “San Tommaso e la Dottrina sociale della Chiesa” che quest’anno esaminerà il tema della libertà e dell’autorità. Le relazioni saranno tenute dal vescovo Crepaldi e dai professori Castellano, Fontana, Ruiz Freites, Trombini, Turco (Vedi il programma).
Leone XIII è il Papa della Rerum novarum e della Dottrina sociale ma è anche colui che indicò alla Chiesa contemporanea san Tommaso d’Aquino come il maestro del fare filosofia e teologia cattolica. Tutto il Magistero di Leone XIII è ispirato da san Tommaso così che la Dottrina sociale della Chiesa non può essere compresa se separata dal quadro filosofico-teologico tomista.
L’opera dell’Aquinate e il pensiero tomista che giunge sino a noi attraverso secoli di filosofia e teologia cattolica è indicato dal Magistero dei Papi come guida e orizzonte degli studi ecclesiastici e del sapere cattolico. L’insegnamento sociale della Chiesa trova così radice e fondamento nel realismo metafisico-gnoseologico classico-cristiano, nella filosofia dell’essere di cui Tommaso d’Aquino è maestro indiscusso. 
Purtroppo si deve constatare che sempre più la teologia contemporanea si è fatta estranea, se non ostile, al tomismo, al realismo metafisico. Così anche la morale sociale si è estraniata dalla filosofia dell’essere cadendo, spesso, nell’errore sociologistico e/o storicistico. Troppo spesso lo spirito dei tempi o il costume invalso tra i più divengono criterio per “insegnamenti” sociali, rifiutando invece la perenne verità che viene dalla comprensione metafisica della realtà. 

Sulla psicologia delle masse

Ci sarebbe molto da riflettere sulla differenza tra l'anonimato nella massa e l'identità nella comunità, fatta di persone che hanno un nome e un volto, in una temperie in cui i persuasori ormai neppure più tanto occulti promuovono la cancellazione dell'identità personale e nazionale e della civiltà greco-romana fecondata dal cristianesimo che l'ha forgiata fino ad oggi.  Nonostante infiniti ostacoli e contrapposizioni che si fanno vieppiù ingravescenti.

La capacità di gestione delle masse è stata in ogni tempo la principale preoccupazione per chi detiene il potere, che operi su piani visibili oppure più celati.
Governare significa infatti riuscire ad indurre all’obbedienza una grande quantità di persone, infinitamente maggiore nel numero rispetto a coloro che gli ordini li emettono, si tratta di comprendere ed applicare quei meccanismi che permettono a pochi di poter disporre e direzionare le vite dei molti.
Un compito sicuramente non semplice, che ha trovato nei secoli diversi metodi per essere portato a termine. Benché la violenza, la coercizione e l’intimidazione siano le modalità più sfruttate, occorre sempre tenere presente che la sproporzione tra il numero dei soggiogati rispetto a quello dei controllori ha fatto in modo che fosse richiesto anche dell’altro: in qualche modo, andava conquistata anche la volontà dei sudditi, essendo la loro predisposizione all’obbedienza necessaria per il compimento del progetto.

Le “morbide” bastonate di Pell a Bergoglio

A chi si firma Super EX (ex di Avvenire, ex di Movimento per la Vita e di un’altra costellazione di manifestazioni cattoliche e pseudo cattoliche) non è sfuggita l’udienza che il Pontefice Regnante ha concesso al cardinale George Pell, martire prima dei tradimenti vaticani – a cominciare dal Vertice – e poi di una delle più ignobili montature a cui ci sia stato dato di assistere, un caso Dreyfus cattolico se mai ce n’è stato uno. Ne ha tratto alcune riflessioni, che riprendo da Stilum Curiae.

Con lui, dopo quanto è successo, non poteva fare come con il cardinal Zen: lasciarlo alla porta, ad attendere invano, dopo un lungo viaggio. 
E quindi alla fine Bergoglio ha dovuto incontrare, obtorto collo, il cardinal Pell. E lo ha persino ringraziato. Chissà però quanti fulmini usciranno dalle sue labbra misericordiose, quando leggerà il diario del cardinale australiano (in uscita in America, promosso in Italia, con la pubblicazione di alcuni estratti, dal mensile Il Timone).
Ma torniamo un attimo indietro. Alla lunga intervista concessa da Bergoglio a Televisa nel maggio 2019. In quella lunga chiacchierata con Valentina Alazraki, Bergoglio vestì i panni dell’avvocato difensore di sé stesso (false le accuse di mons. Viganò!), del cardinal Maradiaga, suo intimo collaboratore coinvolto in vari scandali (“Gli dicono di tutto, ma non c’è nulla di certo, no, è onesto e mi sono preoccupato di esaminare bene le cose. Si tratta di calunnie”) e di monsignor Zanchetta, il vescovo argentino incriminato nel suo paese e promosso con un incarico romano ad hoc (“Sì, ma alla fine si è difeso dicendo che lo avevano hackerato, e si è difeso bene. Allora di fronte all’evidenza e a una buona difesa resta il dubbio, ma in dubio pro reo…”). 

domenica 18 ottobre 2020

Mons. Schneider: "Oggi la Chiesa Romana si trova in uno stato di rovina spirituale"

Nella nostra traduzione da LifeSiteNews (14 ottobre 2020). 
Si tratta, finora, dell'analisi più accurata dell'intero testo e si distingue per la individuazione anche delle affermazioni commestibili, peraltro vanificate dal non detto o dal detto successivo. Risultano utili per poter rispondere a quanti, nell'ottica modernista, fanno leva su quelle ignorando il veleno restante, che, poi, mons. Schneider sottolinea con vigore. Le riconosciamo perfettamente nella definizione della Pascendi (Pio X, 1907): “Il che parrà più manifesto dalla condotta stessa dei modernisti... avviene che nei loro libri si incontrano cose che ben direbbe un cattolico; ma, al voltar della pagina, si trovano altre che si stimerebbero dettate da un razionalista. Di qui, scrivendo storia, non fanno pur menzione della divinità di Cristo; predicando invece nelle chiese, l'affermano con risolutezza.” Purtroppo oggi neppure più nelle chiese... Indice dei precedenti.(M.G.) 

Mons. Athanasius Schneider:
"Oggi la Chiesa Romana si trova in uno stato di rovina spirituale"

Il vescovo Athanasius Schneider ha condiviso i suoi pensieri su Fratelli Tutti con The Remnant Newspaper ed ha espresso il suo dolore per l'ultima enciclica di Papa Francesco Fratelli Tutti, osservando che “manca di un orizzonte chiaramente soprannaturale”, travisa San Francesco e favorisce la confusione teologica che Papa Francesco ha creato con la Dichiarazione di Abu Dhabi [vedi].
Riflettendo sul tempo di San Francesco, quando il santo fu chiamato da Cristo per ricostruire la Chiesa, l'Arcivescovo Schneider dice: “Oggi la Chiesa di Roma si trova in una situazione simile di rovina spirituale, a causa del torpore spirituale della maggioranza dei Pastori della Chiesa, dell'eccessivo coinvolgimento dello stesso Papa negli affari temporali e dei suoi sforzi per promuovere un'aspirazione universale a una fraternità mondana e naturalistica”. 

sabato 17 ottobre 2020

I nuovi nichilisti della jihad

C'è una ragnatela che si va estendendo in tutta l'Europa. La Francia è ormai in ginocchio. E noi la seguiremo a ruota se durerà questo governo di sinistrorsi non eletti, cinici esecutori di direttive di un altrove che sembra consolidarsi sempre più nella deprecabile inerzia di una massa manipolata sempre più anestetizzata e privata di ogni parvenza identitaria.

Fra gli arrestati ci sono 4 membri della famiglia del killer, i genitori, il nonno e il fratello di 17 anni, tutti arrestati ad Evreux, dove abita la famiglia. L’abitazione è stata accuratamente perquisita. Fra i fermati ci sono anche il padre autore del video circolato su Youtube in cui si lamenta della lezione sulla libertà d’espressione del professor Paty e un amico che l’aveva accompagnato ad incontrare il preside per esprimere la sua protesta. Di seguito i commenti di Giulio Meotti:
"Aveva un bel volto e un bel nome, Samuel Paty, il professore decapitato in Francia per aver difeso in classe la libertà e i nostri valori dall’esercito di fanatici islamici che stanno conquistando interi pezzi delle nostre società. Da oggi, quale professore avrà il coraggio di fare altrettanto? Io delle chiacchiere commosse dei nostri tiepidi e utili idioti non so più che farmene. O cambiamo le regole del gioco o questi bastardi sottometteranno l’Europa.

Intervista di Cristina Siccardi al portale cattolico portoghese Dies Iræ

Interessante intervista di Cristina Siccardi.
1. Grazie mille per aver acceduto così cordialmente a questa intervista esclusivamente per il portale cattolico portoghese Dies Iræ. Come e quando ha deciso di scrivere le biografie dei Santi della Chiesa Cattolica e altri libri e articoli eccellenti? Come riesce a coniugare una vita impegnativa come madre di famiglia con la scrittura, la ricerca, la lettura e, persino, l’ispirazione per produrre un’opera letteraria e devozionale molto meritoria?
Nella mia famiglia d’origine si leggevano le vite dei Santi ed era sempre un momento bellissimo e formativo, in seguito ho continuato a leggerle. La mia passione per la Storia mi ha portato a scegliere, dopo il liceo, la facoltà di Lettere e Filosofia con indirizzo storico con un piano di studi ricco di Storia del Cristianesimo e Storia della Chiesa. La mia tesi di laurea, sugli scritti della vandeana Giulia Colbert, marchesa di Barolo, oggi venerabile, venne pubblicata nel 1992 e da allora la passione si è tramutata in professione, è così che sono uscite molte biografie di testimoni del Vangelo e libri-indagine sulla Storia della Chiesa e sull’Arte Sacra, che sono stati tradotti anche in diverse lingue. Quando nacque il primo figlio, mi licenziai, in comune accordo con mio marito, dalla redazione del settimanale cattolico «il nostro tempo» dove lavoravo, in quanto la famiglia viene prima di tutto, se si sceglie questo stato di vita; ma grazie agli strumenti informatici attuali, in questi trent’anni, è stato possibile proseguire nella ricerca, nello studio, nell’attività editoriale e giornalistica. La Provvidenza, chiaramente, è stata ed è determinante. 

Mons. Viganò. L’obbedienza ad un ordine superiore, violato da chi è costituito in autorità, non ci autorizza a creare un ordine parallelo

Adoración y Liberación qualche tempo fa, nella persona di Vicente Montesinos, ha scritto una lettera aperta all’arcivescovo Carlo Maria Viganò, che ora risponde. Un'altra provvidenziale occasione per approfondire il vitale dibattito innescato dalla sua coraggiosa presa di posizione, importante anche per ribadire i principi salienti sul «Cosa dobbiamo fare?» . [Precedenti qui - qui]

Carissimo dottor Montesinos,
ho letto con grande attenzione e partecipazione ai vostri sentimenti, la lettera aperta che Ella ha voluto indirizzarmi, pubblicata su Stilum Curiae (qui). Vorrà scusare il ritardo della mia risposta. 

Alcune delle domande che mi pone hanno in sé la propria risposta, ma è bene ribadire che «bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini» (At 5, 29). Ma proprio perché bisogna obbedire a Dio, non dobbiamo nemmeno cercare negli uomini quella speranza di salvezza che viene solo dal Signore: «È meglio rifugiarsi nel Signore che confidare nell’uomo» (Sal 117, 8). Riconosco la vostra buonafede e il vostro zelo ardente, nel desiderio di essere guidati da Pastori fedeli, ma sentirmi chiamato «vicario del Vicario» mi mette in un certo imbarazzo. Il fatto di ribadire quello che la Chiesa ha sempre insegnato, denunciando la deriva attuale, non è un motivo sufficiente perché mi si attribuisca un’autorità che non ho e che non posso avere. 

venerdì 16 ottobre 2020

La fiera degli inganni e spiritualità capovolta

Denunciare per combattere. Quando non si ha la capacità di distinguere tra il bene ed il male, o si è enormemente confusi, o si è complici della sovversione dei valori.

Dopo avere paragonato le tossicodipendenti alle mistiche medioevali, Dacia Maraini sul Corriere di ieri scrive che "l'assunzione della droga è per me una richiesta inconsapevole e disperata di spiritualità".
La Maraini, non nuova a paragoni di questo tipo, si dimostra ancora una volta incapace di distinguere tra l' autentica spiritualità e ciò che è spiritualità capovolta, cioè deviazione della stessa verso il basso.
Se la droga è una forma di misticismo, si tratta di un misticismo deviato verso il basso, verso l'infero. Quindi di una contraffazione sinistra della trascendenza. Ma questo la Maraini non lo scrive.
Contraffazione "sinistra" nel duplice senso di perversa e inquietante, e di appartenente a quella che gli esoteristi chiamano "via della mano sinistra", che fa della deviazione da ogni legge (sesso, violenza, droga e stregoneria) la via per raggiungere "quel dio che è il rovescio di Dio" (Bataille). (Martino Mora)

Intervista Viganò: Nuove osservazioni sulla Fratelli tutti e incoraggiamento alla giudice Barret per gli attacchi subiti

In un'intervista a LifeSiteNews pubblicata il 14 ottobre, l'arcivescovo Carlo Maria Viganò, nel rispondere alle domande postegli da John-Henry Westen, si è espresso nuovamente sulla Fratelli tutti [precedenti qui] nonché sugli attacchi rivolti al giudice Amy Coney Barrett a causa della sua fede. Riprendo l'introduzione e, a seguire, il testo italiano delle sue esaurienti risposte fattomi cortesemente pervenire da mons. Viganò.

In un messaggio al giudice Barrett e a tutti i veri cattolici che occupino una carica pubblica, L'Arcivescovo ha consigliato di "testimoniare Colui che ha versato il suo sangue per loro", perché con questo, ha detto, arriveranno "le grazie necessarie per svolgere i propri compiti nella cosa pubblica, e potranno essere un esempio per i loro fratelli meritando il premio eterno, l'unica cosa che conta davvero”. Parlando degli attacchi alla fede di Barrett, l'ex rappresentante vaticano negli Stati Uniti non è rimasto sorpreso dall' "odio del mondo, di cui Satana è il principe (Gv 12,31)" spiegando: “Coloro che predicano l’uguaglianza e la parità dei diritti finché si tratta di dare cittadinanza all’errore e al vizio, diventano intolleranti non appena vedono messo a rischio il potere usurpato; non appena un politico Cattolico, in nome di quella parità di diritti, vuole testimoniare la propria Fede nel legiferare e nel governare."

Tre domande di John-Henry Westen
a Mons. Carlo Maria Viganò.

Qual è la Sua opinione su Fratelli tutti, in particolare riguardo al silenzio sull’aborto, soprattutto in considerazione di quelle che l’Enciclica definisce «maggiori preoccupazioni» per i politici?

Fratelli tutti, parlando delle sollecitudini che dovrebbero muovere l’azione di un politico, menziona il «fenomeno dell’esclusione sociale ed economica, con le sue tristi conseguenze di tratta degli esseri umani, commercio di organi e tessuti umani, sfruttamento sessuale di bambini e bambine, lavoro schiavizzato, compresa la prostituzione, traffico di droghe e di armi, terrorismo e crimine internazionale organizzato»1 . Sono tutte piaghe da denunciare, ma che penso siano riconosciute come tali da chiunque. Il punto focale, e molto più importante sotto il profilo morale, del quale l’Enciclica non parla, è l’aborto, oggi tragicamente rivendicato come un diritto.2

giovedì 15 ottobre 2020

Nuova Pubblicazione - Ludwig Feuerbach - L’essenza del Cristianesimo

Cornelio Fabro

Opere Complete – Volume 27
Ludwig Feuerbach
L’essenza del Cristianesimo

a cura di Tobias Eibl
€ 25,00 IVA inclusa
ISBN 978-88-89231-90-6
208 pp.
Volume rilegato
Per ordinare il volume scrivere a edivi.info@gmail.com.
Disponibile nelle librerie.


Il libro
«L'essenza del Cristianesimo, appartenente alla prima prima maturità del filosofo tedesco (1841), polarizza l'intera produzione di Feuerbach. [...]
Quest'Opera, che ebbe scarsa risonanza a suo tempo e fu derisa dagli avversari, è una pietra miliare del pensiero occidentale sia per la critica della dialettica hegeliana a cui si contrappone, sia per la ricerca e determinazione del dinamismo della coscienza religiosa, dei suoi dogmi e delle sue manifestazioni fondamentali: un campo di analisi particolarmente attuale oggi che gran parte perfino della teologia cattolica lavora e scrive sotto l'ombrello del principio feuerbachiano che «il segreto della teologia è l'Antropologia».
[...] Il nostro studio vuole rilevare soltanto la linea speculativa, dialettica ed esistenziale, di L'essenza del Cristianesimo per uno stimolo alla riflessione sulla situazione preoccupante e miseranda della coscienza religiosa e speculativa del nostro tempo». (Cornelio Fabro)

Moneta con l'effige della Madre terra coniata dalla Zecca Vaticana

Apprendiamo da ChurchMilitant che la Zecca dello Stato della Città del Vaticano lunedì scorso ha emesso una moneta d'argento da 10 euro raffigurante la "Madre Terra" - un'immagine disegnata per la Giornata Mondiale della Terra dallo scultore e incisore bergamasco Luigi Oldani.
Mentre la Cronaca numismatica [qui] ha interpretato l'icona come Madre Terra, il Vaticano l'ha dipinta come "una madre che porta la Terra, alla quale dobbiamo cura e amore come se fosse una figlia". La pubblicazione afferma che la moneta simboleggia la fertilità della terra "con lunghe spighe di grano" intrecciate con le trecce della madre ed evoca "un rimando tra passato e futuro che diventa senza tempo, quindi eterno" e sottolinea il significato dell'emissione, coerente con l'enfasi dell'attuale pontificato sull' "impegno a prendersi cura del pianeta" nell'ottica del "progetto a cui la Chiesa intende offrire il proprio sostegno, un'opera grandiosa e complessa: promuovere un'azione internazionale per garantire a tutti "il futuro, il cibo di cui c'è bisogno - sia in quantità che in qualità. - in modo che l'avanzamento economico sia accompagnato dallo sviluppo sociale, senza il quale non c'è progresso reale". Continua a stupire come si insista a parlare di istanze materiali la cui gestione armoniosa e feconda non può scaturire che dalla fedeltà al progetto del Padre, rivelato nel Figlio incarnato morto e risorto per noi e presente fino alla fine dei tempi nella Sua Chiesa; ma senza mai farne alcun cenno...

Indice articoli sull'Enciclica 'Fratelli tutti'

 Indice articoli sull'Enciclica 'Fratelli tutti'

mercoledì 14 ottobre 2020

Etnocidio mascherato da 'strumento etico'

In realtà è una pillola contraccettiva più che abortiva perché interviene per impedire la possibile fecondazione. Ma la mens che ne guida la funzione e l'uso è quella tutt'altro che etica del sesso senza limiti e responsabilità... se l'etica è ancora attinente al comportamento che distingue il bene dal male. 

"È uno strumento etico". Così Il dottor Nicola Magrini, direttore dell'Agenzia del farmaco (Aifa) e dirigente dell'Oms, definisce la pillola abortiva dei cinque giorni (dopo), che d'ora in poi verrà venduta senza ricetta anche alle minorenni.
Il prossimo passo sarà distribuirla gratis, magari anche a scuola. "È uno strumento etico", dice Magrini. E se è uno strumento etico, allora... E perché non alla materna, così cominciano ad abituarsi all'idea?
Ormai solo chi è totalmente imbecille o accecato dall'ideologia liberal, cioè dal pensiero unico, non vede chiaramente due cose:
  1. Si vuole ridurre in qualunque modo, attraverso strumenti etnocidi, la natalità delle popolazioni occidentali, in vista di un graduale ma costante rimpiazzamento. Facendo leva sulla mentalità individualista ed edonista, anzi pansessualista, che è divenuta di massa. Si fa leva sul nichilismo per distruggere i popoli.
    Magrini è uomo Oms (Organizzazione mondiale della sanità), risponde a poteri non forti, bensì fortissimi.
  2. Viviamo nell'epoca della completa falsificazione del bene. Il bene diventa male e il male diventa bene. Deve diventarlo, per una competa sovversione valoriale verso l'infero.
    Trent'anni fa si diceva che l'aborto di Stato fosse un male minore. Non era vero, ma comunque si ammetteva che fosse un male. Oggi siamo arrivati a definirlo "uno strumento etico". A New York si praticheranno legalmente aborti al nono mese di gravidanza. Se è "uno strumento etico"....ben venga, no? 
Ippocrate, il fondatore della deontologia medica, era un pagano, non era cristiano. Eppure proibiva ai medici di dare alle donne "un veleno per abortire". Ora i traditori di Ippocrate sostengono che questo veleno sia "uno strumento etico".
Non solo il pagano Ippocrate, ma anche la Scrittura per loro parla chiarissimo:
"Guai a coloro che chiamano
bene il male e male il bene,
che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre,
che cambiano l'amaro in dolce e il dolce in amaro". (Isaia 5:20-21).
Guai a loro. (Martino Mora)

Prepariamoci alla battaglia / 1 - don Elia

Benedic, anima mea, Domino, et omnia quae intra me sunt nomini sancto eius. Benedic, anima mea, Domino, et noli oblivisci omnes retributiones eius (Sal 102, 1-2).
«Benedici il Signore, anima mia, e quanto è in me benedica il suo santo nome. Benedici il Signore, anima mia, e non dimenticare tutti i suoi benefici». La mancanza di gratitudine è un peccato tipico dei pagani, come rileva san Paolo: «Pur avendo conosciuto Dio, non lo hanno glorificato né gli hanno reso grazie come a Dio, ma hanno vaneggiato nei loro pensieri e il loro cuore insipiente si è oscurato» (Rm 1, 21). Ogni uomo, con la retta ragione, può riconoscere l’esistenza del Creatore a partire dalle Sue opere, come l’Apostolo afferma immediatamente prima e il Concilio Vaticano I sancisce come dogma (cf. DS 3026). Non si tratta però di un’acquisizione meramente intellettuale, bensì di una cognizione che spinge l’essere umano a rendere all’Altissimo la gloria e la riconoscenza che Gli sono dovute, come è sempre avvenuto in ogni civiltà, a tutte le latitudini. Una società che viva come se Dio non fosse è una realtà contro natura, in quanto contraria a ciò che l’uomo è nella sua stessa costituzione di creatura pensante e libera. 

martedì 13 ottobre 2020

Ti chiedo un miracolo John Hernry Newman, santo del primato della coscienza

La Chiesa è lieta di celebrare il tuo primo anniversario nella santità, mio dilettissimo John Henry Newman. Rammento con commozione - è passato solo un anno - la mattinata romana che fece da cornice a una canonizzazione che non avevi affatto messo in conto. Perché dicevi - a chi così già ti chiamava – di essere tutto fuorché un santo, ribadendo che “Ai santi io posso solo lucidare le scarpe.” E ti riferivi a quelle di Filippo Neri. Di “Pippo buono”. Il tuo, mio “Pippo buono”. Quante cose, eminenza, amiamo assieme. Tu santo – ora non puoi più schermirti – e io fenomeno di piccolezza. Amavi la musica, il teatro, i tuoi ragazzi, per i quali adattavi Plauto e Terenzio; sognavi una scuola e un’università senza esami ma fatte – com’era alle origini – solo di lezioni e discussioni. Amavi Agostino e proprio mentre la Chiesa ritornava a Tommaso. E non a caso. Non obbedivi all’autorità, come oggi fanno tanti tuoi colleghi cardinali, per paura o interesse. Le obbedivi solo se in essa – “in interiore homine” - vedevi riflessa quella verità che è innanzitutto nella coscienza. Non soggettiva, certo, ma illuminata da Dio. Ma coscienza comunque. Godevi per questo della vera libertà del cristiano; del cattolico, anzi: non obbedire per vigliaccheria ma solo per intima convinzione. Sì, eri un uomo libero, santa eminenza. Ti facesti cattolico per via intellettuale. Per libero assentimento della tua coscienza. Perché della Chiesa del tuo tempo pensavi molto, molto male. «Nessuno può avere un’opinione più sfavorevole della mia sul presente stato dei romano-cattolici», scrivevi poco prima della tua conversione. Bene: aiutami, aiutaci – con la tua discreta, anglosassone intercessione – ad amare la Chiesa anche mentre il suo volto è nascosto da un velo oscuro. Fallo. Sarebbe il tuo miracolo più grande. (Biagio Buonomo)

L’economia della vita e della famiglia vi aspettano alla Giornata Nazionale della Dottrina sociale della Chiesa

clicca per ingrandire
Dopo le prime due edizioni svoltesi a Milano, quest’anno sarà il bel convento francescano di San Daniele a Lonigo (Vicenza) ad ospitare sabato 17 ottobre la Terza Giornata Nazionale della Dottrina sociale della Chiesa [vedi qui il programma]. 
Come ebbe a dire, al termine della sua vita terrena, il compianto cardinale Carlo Caffarra fotografando uno dei tratti più preoccupanti della recente contemporaneità ecclesiale: «Solo un cieco può negare che nella Chiesa ci sia grande confusione!» [vedi]. E questa confusione non è certo minore sul terreno dell’insegnamento sociale.
La morale sociale cattolica, la lettura cristiana della politica, dell’economia, del diritto, pare oggi un guazzabuglio contraddittorio dove la “verità di ieri” è smentita oggi e la “verità di oggi” troppe volte è simile a ciò che ieri era condannato come errore. Si fa fatica a capirne qualche cosa!
Regna il caos, proprio oggi che ci sarebbe invece bisogno d’una luce, d’una indicazione chiara per affrontare una crisi epocale di rara gravità. Crisi economica certo ma che diviene anche crisi politica e si rivela in ultima istanza crisi morale, religiosa e di civiltà.

Un paese senza volto

Il volto e la maschera

Quello che si chiama volto non può esistere in nessun animale
se non nell’uomo, ed esprime il carattere.

Cicerone

Tutti gli esseri viventi sono nell’aperto, si mostrano e comunicano gli uni agli altri, ma solo l’uomo ha un volto, solo l’uomo fa del suo apparire e del suo comunicarsi agli altri uomini la propria esperienza fondamentale, solo l’uomo fa del volto il luogo della propria verità. 
Ciò che il volto espone e rivela non è qualcosa che possa essere detto in parole, formulato in questa o quella proposizione significante. Nel proprio volto l’uomo mette inconsapevolmente in gioco sé stesso, è nel volto, prima che nella parola, che egli si esprime e rivela. E quel che il volto esprime non è soltanto lo stato d’animo di un individuo, è innanzitutto la sua apertura, il suo esporsi e comunicarsi agli altri uomini. 
Per questo il volto è il luogo della politica. Se non vi è una politica animale, ciò è soltanto perché gli animali, che sono già sempre nell’aperto, non fanno della loro esposizione un problema, dimorano semplicemente in essa senza curarsene. Per questo essi non s’interessano agli specchi, all’immagine in quanto immagine. L’uomo, invece, vuole riconoscersi e essere riconosciuto, vuole appropriarsi della propria immagine, cerca in essa la propria verità. In questo modo egli trasforma l’aperto in un mondo, nel campo di una incessante dialettica politica. 

lunedì 12 ottobre 2020

I vescovi pronti a misure restrittive che non riguardano solo le messe

In Basilica Vaticana non si può celebrare una Messa con centocinquanta fedeli [vedi: annullato il IX Pellegrinaggio Summorum ad Petri sedem]; ma alle udienze pubbliche papali si vedono folle accalcate con mascherine indossate male o per niente. Nei giorni scorsi si è visto che nonostante i controlli, una volta che il Papa si avvicina alle transenne o si sposta in Aula la gente si accalca per riprenderlo col telefonino e per cercare di vederlo da vicino. E si creano mucchi di persone appiccicate e noncuranti del pericolo di contagio. Lo stesso Bergoglio continua a non usare la mascherina e, per di più, a dare la mano a chiunque incontri senza rispettare le regole di sicurezza. Per contro nei giorni scorsi ha diramato un ordine interno che rende obbligatorie le mascherine ai dipendenti durante gli spostamenti.
Nel frattempo ci risiamo con l'indebito subordine dell'Autorità ecclesiastica a quella governativa [vedi indice articoli]. I media informano che l'attesa delle nuove misure è altissima persino ai piani alti della Cei, che risulta "in costante contatto con il governo e con il Viminale... Non si escludono misure restrittive, magari anche solo per evitare capannelli fuori dalle chiese". Cioè, non c’è ancora nulla di deciso, ma non si esclude che i vescovi vengano chiamati a far fronte a misure restrittive che non riguardano solo le messe, ma anche limitazioni all’accesso dei fedeli a matrimoni, battesimi, cresime e funerali. Un deja vu, purtroppo (consultare gli articoli di cui all'indice supra)...
Ha il sapore amarissimo di una nuova resa incondizionata al governo più laicista di sempre e in spregio alla libertà religiosa costituzionalmente garantita. A rischio chiusura le Chiese, peraltro sempre meno frequentate e comunque ricche di spazi che consentono il distanziamento; mentre gli aerei e i treni sono gremitissimi: viaggiatori ammassati senz'alcuna distanza di sicurezza. E questo in termini di logica elementare, a prescindere dallo ius divinum al culto pubblico e a quello dei credenti di praticarlo. Solo i fedeli devono pagare l'ignavia dei vescovi?
E non dimentichiamo che, se il primo confinamento ci ha negato la Santa Pasqua insieme alla più Santa delle Settimane (nefandezza senza limiti!), con i ventilati provvedimenti rischiamo ci venga negato il Santo Natale. Dovremmo prepararci fin da ora a resistere; ma c'è bisogno di pastori e fedeli determinati!