lunedì 21 ottobre 2019

Il Sinodo amazzonico e l'abominio della desolazione

Indice degli articoli pubblicati sul Sinodo per l'Amazzonia.

Mi scrive un lettore: ""Cari amici, che uno dei maître à penser del sinodo sia Teilhard de Chardin è fuori discussione. Che i “padri” del Circolo A abbiano trovato lo spunto teilhardiano nel magistero altrettanto: «L’Eucaristia è un atto di amore cosmico. Sì, cosmico! Perché anche quando viene celebrata sul piccolo altare di una chiesa di campagna, l'Eucaristia è sempre celebrata, in certo senso, sull'altare del mondo. Essa unisce il cielo e la terra. Comprende e pervade tutto il creato». 
Signore abbi pietà di noi. Andrea"". In calce trovate la notizia ripresa dalla fonte vaticana.

E dunque dalla citazione tratta da Ecclesia de Eucaristia (n.8) completo la segnalazione col carico da undici aggiunto con quella dalla Laudato sì: «Perciò l’Eucaristia è anche fonte di luce e di motivazione per le nostre preoccupazioni per l’ambiente, e ci orienta ad es­sere custodi di tutto il creato» (n.236 Lo trovate per intero qui). Abbiamo i prodromi e, poi, l'effetto ultimo.

Oltre a questa avvisaglia, già grave di per sé anche avuto riguardo al resto del Documento, si resta sconvolti per le vere e proprie contaminazioni sacrileghe perpetrate in questi giorni.
Nel calendario degli eventi che accompagnano lo svolgimento dell'assise è stata inserita anche la celebrazione di una Misa por la Tierra Sin Males, creata nel 1979 e già condannata dalla Santa Sede. Veniva “celebrata” in Brasile nell’ambito della Teologia india [sulla quale vi rimando alla trattazione magistrale di Paolo Pasqualucci] ed è stata riproposta in Santa Maria in Transpontina (loro quartier generale come abbiamo appreso qui) in un trionfo di rivendicazioni anticolonialiste e senza alcunché di cattolico. Anzi, si chiede persino perdono per il battesimo imposto agli Indios come un marchio impresso nel corpo e si loda la terra che è stata saccheggiata. Si tratta dunque di una messa blasfema in cui il battesimo viene bestemmiato e definito come il “marchio del bestiame umano (cito Josè Antonio Ureta della Tfp francese). Mentre è cocente il dolore e lo sdegno per i riti pagani dei giardini vaticani [qui] e la processione della Pachamama in San Pietro [qui]...

Ѐ così che si fa. Gli idoli pagani presi dalla Traspontina e buttati nel Tevere!

Alcune delle figure femminili nude amazzoniche, usate per i nefandi rituali pagani che accompagnano il controverso Sinodo ancora in corso, che alcuni dicono essere la Vergine Maria (!?), altri la dea Pachamama, altri ancora la Madre Pasqua (!?), sono state prelevate senza alcuna esitazione da alcuni sconosciuti dagli altari laterali della chiesa di Santa Maria in Traspontina, dove erano stati esposti, e gettate nel Tevere, non senza passare da Castel Sant'Angelo per salutare - e invocare - San Michele Arcangelo.

Instrumentum diaboli - l’apostasia, le eresie dello ‘Instrumentum Laboris per l’Amazzonia’ denunciate da autorevoli cardinali, vescovi, teologi e da studiosi e saggisti – sintesi e approfondimenti di Paolo Pasqualucci

Una sapiente e ponderosa analisi, fatta con grande acribia da Paolo Pasqualucci, che fornisce a noi e alla Chiesa tutta molti materiali per l'ineludibile discussione sul Sinodo per l'Amazzonia tuttora in corso, molti risvolti del quale, comprese le sacrileghe e blasfeme celebrazioni nei giardini Vaticani [qui], nella Basilica di San Pietro [qui e immagine a lato] e in Santa Maria In Traspontina [qui], ci hanno lasciati sgomenti [qui l'indice di numerosi articoli]. 
Diverse pagine della trattazione sono dedicate alla infame "teologia india", che nessuno ovviamente conosce, e che ci vogliono imporre. L'Autore vi ha premesso una Nota Previa nella quale spiega la struttura del saggio. Pubblico il testo integrale mettendolo a disposizione anche in formato pdf, per chi lo volesse scaricare da qui.

Instrumentum diaboli - l’apostasia, le eresie  dello ‘Instrumentum Laboris per l’Amazzonia’ denunciate da autorevoli cardinali, vescovi, teologi e da studiosi e saggisti – sintesi e approfondimenti di Paolo Pasqualucci 

Sommario : Nota Previa. 1. Condanne dal significato magisteriale. 2. La “teologia india”,  pseudoteologia dal taglio modernista. 3. La memoria di mons. Javier Lozano Barragán sulla “teologia india”. 3.1 Il tratto modernista della “teologia india”. 3.2  Una “tipologia” contraddittoria. 3.3  Il cosiddetto “metodo teologico indio”: ibrido pagano-cristiano, stravolgimento dei fatti storici.  3.4  Eresie  nella “teologia india”:  Dio è duale, Padre-Madre; la Natura è divinizzata dalla Dea Madre; l’Amazzonia è “luogo teologico” ossia Terra della Rivelazione; lo Spirito Santo ha già illuminato i pagani, la Chiesa non deve fare proselitismo, non è l’unica Arca della Salvezza; la vera fonte della religione è il mito... 3.5 Le giuste critiche di mons. Barragán alla “teologia india”. 4. Lo ‘Instrumentum laboris’ dà corpo alle profezie anticristiane dei letterati decadenti e neopagani del Novecento affascinati dalle tenebrose religioni amerindie.  5. Le quattro accuse del cardinale Brandmüller, piú una quinta. 6. L’apostasia:  si dissolve il cattolicesimo nel culto panteistico di un Dio androgino, Padre-Madre Terra, nel quale riappare la religiosità pagana dell’America precolombiana, uno dei paganesimi più crudeli mai esistiti.  6.1 La falsa citazione di san Giustino martire, per giustificare l’irruzione dei culti pagani nella nostra fede. 7. La vera natura dei culti indigeni meso e sudamericani. 8. L’autentico spirito missionario:  la testimonianza di mons. Marcel Lefebvre nell’Africa Equatoriale Francese – la replica di mons. Schneider alla caramellosa retorica dei “teologi indi”.  9.  L’estinzione del celibato ecclesiastico, nei progetti ereticali dello ‘Instrumentum laboris’. 10. L’eresia del “sacerdozio femminile”, tappa essenziale per “render femminile” la Chiesa.
* * *
Nota previa
Il presente contributo viene pubblicato quando il tristo Sinodo per l’Amazzonia è iniziato da una settimana.  Esso ha assunto la dimensione di un libro.  Nonostante ciò, lo pubblico in tutta la sua interezza.  Il suo scopo è soprattutto quello di fornire ai fedeli ampi materiali per poter rendersi conto dell’abisso nel quale stiamo precipitando.  Ci dicono ora che dobbiamo venire istruiti nella “teologia india”e dare ampio spazio alle donne nella struttura gerarchica e di insegnamento della Chiesa ossia alla “teologia femminista” professata dalla gran maggioranza di loro.  Queste pseudo-teologie sono e restano per ovvie ragioni un oggetto misterioso per la stragrande maggioranza di tutti noi.  Quest’ignoranza favorisce l’azione eversiva di pastori che da troppo tempo sono cattolici solo di nome, ci lascia senza difesa contro l’assalto dei lupi travestiti da agnelli oggi pullulanti nella Gerarchia, a cominciare dai vertici. L’esposizione analitica della “teologia india” ha implicato anche un’esposizione aderente ai fatti delle antiche religioni amerindie, culti satanici se mai ve ne furono, sulle quali i ‘teologi indi’ glissano alla grande, limitandosi ad elogiarle sobriamente in quanto culti della supposta “sapienza” degli antenati, da venerare per questa ragione.
Ho anche richiamato l’attenzione sulla dottrina dei c.d. “semi del Verbo” da reperirsi nelle culture e nelle religioni non cristiane.  Questa dottrina è stata male intesa e applicata, dal Concilio in poi, per giustificare le aperture indiscriminate alle altre religioni, che hanno portato alla fine, come dimostrano anche i recenti eventi, ad una “inculturazione” del cattolicesimo ad esse, capovolgendo il senso originario della suddetta dottrina, concepita per favorire le conversioni a Cristo.

domenica 20 ottobre 2019

A Roma 150 vescovi del Sinodo oggi rinnovano il “Patto delle Catacombe” ribadendone il pauperismo di conio marxista in chiave amazzonica

Riprendo da La Stampa di ieri, aggiungendo alcune osservazioni, la notizia riportata di seguito. Nella neo-chiesa nulla sarà come prima; le variazioni de La Catholica sono diventate capovolgimenti. Fino a quando?

Oggi è prevista la firma del secondo“Patto delle Catacombe”, da parte di circa 150 partecipanti al Sinodo dell’Amazzonia, a pochi giorni dalla chiusura dell'assise.
Il documento è in perfetta analogia col pauperismo di conio marxista del primo, che fu uno dei manifesti della "Teologia della Liberazione", firmato da 42 Padri Conciliari, a Roma, nelle Catacombe di Santa Domitilla, il 16 novembre 1965. Anch'esso a pochi giorni dalla chiusura del Concilio Vaticano II.
Ed è proprio alle Catacombe di Santa Domitilla, sulla via Ardeatina, che si recheranno in carovana di prima mattina, i Padri del Sinodo - principalmente brasiliani e colombiani - insieme ai partecipanti di altre iniziative concomitanti all’assise come “Amazzonia, Casa Comune” con base nella parrocchia di Santa Maria in Traspontina [vedi con quali esiti qui]. 
Il nuovo documento recherà il titolo di “Patto delle Catacombe per la Casa comune” e vi confluiranno i temi trattati dal Sinodo per la Regione pan-Amazzonica di cui tanto si discute [vedi]. L'evento si svolgerà nella basilica semi sotterranea dedicata ai martiri Nereo e Achilleo e sarà guidato dall’arcivescovo austriaco naturalizzato brasiliano, Erwin Kräutler, pastore emerito della prelatura di Xingu, tra i protagonisti di questo Sinodo [illuminante la risposta sul Sinodo a lui rivolta dal vescovo Schneider]. La messa verrà presieduta invece dal cardinale Claudio Hummes. La celebrazione come pure l’atto della firma si svolgeranno in forma privata e non sarà consentita la partecipazione della stampa.

sabato 19 ottobre 2019

Nella bacheca della chiesa la lettera di una fedele che si “dissocia” dal Papa

Anche i semplici fedeli reagiscono e la stampa comincia a occuparsene.

VILLIMPENTA – «Mi scuserete se lascio qui questa lettera per trasmettere il mio disagio, da credente praticante e parrocchiana, nei confronti di Papa Bergoglio. Un disagio che non riesco più a nascondere dopo che anche domenica scorsa il nostro Pontefice non ha speso una parola per i cristiani perseguitati e uccisi». È questo l’incipit della missiva apparsa domenica scorsa nella bacheca parrocchia di Villimpenta, quella posta a fianco della chiesa centrale di San Michele Arcangelo. A firmarla una misteriosa «parrocchiana», sulla cui identità nel pomeriggio le voci hanno cominciato ad accavallarsi, dando vita ad un dibattito tra chi ha disapprovato l’iniziativa e chi, invece, ne ha sposato il messaggio. L’autrice parte dalla “famosa” lettera di sfiducia che un gruppo di teologi, intellettuali ed ecclesiastici cattolici aveva recentemente inviato ai vescovi del mondo affinché convenissero sulla necessità di fare dimettere Papa Francesco, accusato di posizioni eretiche. «Non ho la cultura né la preparazione per addentrarmi in temi più grandi di me, ma posso moralmente e coscientemente aderire al malumore generale di tanti credenti nei confronti di un Pontefice che oltre a negare una serie di verità, pur consapevole che la Chiesa le insegna in quanto rivelate da Dio, ha generato una delle peggiori crisi nella storia della Chiesa cattolica».

venerdì 18 ottobre 2019

Il Cardinal Brandmüller dichiara che col Sinodo dell’Amazzonia ci si gioca tutto

Nella nostra traduzione da LifeSiteNews  (17 ottobre), la dichiarazione competa del Cardinal Walter Brandmüller preceduta dall'introduzione di Maike Hickson. 
Il cardinale, rispetto alle precedenti dichiarazioni [qui - qui] alza il tiro chiamando in causa Papa Francesco. In conclusione egli si pone la "domanda sconvolgente" : "se i protagonisti di questo Sinodo non abbiano piuttosto l'intenzione di sostituire in modo occulto la religione come risposta dell'uomo alla chiamata del suo Creatore con una panteistica religione naturale dell'uomo - ossia, con una variante del Modernismo degli inizi del XX secolo. È difficile non pensare ai testi escatologici del Nuovo Testamento! Spetta ora ai vescovi convocati al Sinodo per l'Amazzonia - e in ultimo a Papa Francesco stesso - decidere se una rottura del genere con la tradizione costitutiva della Chiesa avverrà nonostante le sue inevitabili, terribili conseguenze". L'ultima riga è all'apparenza enigmatica: "Le osservazioni di Papa Francesco sul destino atteso dello Instrumentum Laboris - possono risvegliare la speranza?". Cosa dirà Bergoglio sul "destino del Sinodo"? Qui l'indice di tutti i precedenti pubblicati.

Introduzione
In una recente dichiarazione sul Sinodo Panamazzonico dei Vescovi che è in corso a Roma, il Cardinal Walter Brandmüller – stimato storico della Chiesa e uno dei due cardinali rimanenti tra quelli che hanno formulato i dubia – mette in guardia contro la sostituzione della fede cattolica con “una religione naturale panteistica dell’uomo”.
Il cardinale tedesco esplicita che il documento di lavoro del Sinodo dell’Amazzonia (Instrumentum Laboris) eclissa sostanzialmente tutti i documenti magisteriali della Chiesa emanati dopo il Concilio Vaticano II, basandosi invece quasi esclusivamente su citazioni di una conferenza episcopale regionale, la Conferenza Episcopale Latinoamericana tenutasi ad Aparecida, in Brasile, nel 2007. A tal proposito, egli mette in guardia contro una “breccia spettacolare nella tradizione dogmaticamente vincolante”.

Venerdì 18 ottobre. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla Preghiera di Riparazione secondo le modalità [qui], complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.
Rimaniamo fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione e continuiamo a pregare perché sia sventata l'introduzione della cosiddetta Messa ecumenica, che vanifica il Santo Sacrificio. Per non parlare dei cambiamenti di paradigma che usano il funambolismo linguistico per condurre verso rivoluzionari orizzonti inesplorati fuori dalla Via maestra. Si profilano all'orizzonte anche gli esiti inquietanti del Sinodo dell'Amazzonia in corso in questi giorni [qui]
Preghiamo anche per come viene contristato il Signore nel nostro Paese e nell'Occidente già cristiano e nel degrado ingravescente che lo attanaglia e per tutti i problemi in attesa di soluzione in un agone politico esasperato e attraversato da molte dinamiche contrapposte, specialmente in questi giorni, in cui vediamo prevalere le forze che promuovono un “nuovo umanesimo” senza Cristo, che dovrebbe rimpiazzare il “vecchio”, fondato sulle nostre radici cristiane.
Invochiamo Cristo Signore che ci ha ammonito che “senza di Lui non possiamo far nulla” (Gv 15, 5) e chiediamo l'intercessione della Vergine, Madre Sua e nostra, perché voglia stornare tutti i pericoli, i mali e le insidie in tutti gli ambiti del vivere civile e religioso dove Lui possa tornare a regnare. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga coloro che si espongono con parresìa.

Offerta della giornata al Sacro Cuore di Gesù
Cuore Divino di Gesù, io ti offro per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, in unione al Sacrificio Eucaristico, le preghiere, le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno in riparazione dei peccati e per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del Divin Padre. Amen.
* * *
Riflessione settimanale
 «Preghiera a San Michele Arcangelo» 

Monaci nel mondo, monaci nel cuore

Dopo il libro «Il Chiostro e il Focolare - La Regola di San Benedetto: una traccia di vita familiare», annunciato qui, che sarà presentato a Reggio Emilia il 19 ottobre, un'altra perla della spiritualità benedettina tuttora viva nel profondo del cuore dell'Italia e dell'Europa. Precedenti interessanti: sulla Regola di San Benedetto e la rinascita della civiltà [qui]; sulla spiritualità monastica [qui] e sulla Stabilitas loci [qui].

Meiattini (a cura di), «Monaci nel mondo, monaci nel cuore. Piccola guida per Oblati benedettini», La Scala Edizioni, Noci 2019, p. 184, Euro 14,00.
di Giulio Meiattini osb

Da un secolo circa a questa parte non sono mancati libri su quella istituzione e forma di vita, tipica del mondo benedettino, che va sotto il nome di oblazione secolare. Diverse pubblicazioni che hanno cercato di illustrare gli impegni, lo stile di vita e la fisionomia spirituale di chi aderisce a questo tipo di cammino, legandosi in modo diretto e speciale a qualche cenobio della famiglia benedettina. Non è qui il caso di passare in rassegna i titoli di questi sussidi, pensati come piccoli manuali di introduzione e accompagnamento per coloro, sia laici sia sacerdoti, che intraprendono la via dell’oblazione. Uno studio accurato di questi libri, dei loro contenuti come del loro linguaggio, che ci auguriamo un giorno sia intrapreso, potrebbe mostrare come essi siano stati segnati dalla teologia e dalla spiritualità propri dell’epoca in cui sono stati scritti e, di conseguenza, abbiano presentato di volta in volta sotto una luce un po’ diversa la figura dell’oblato.

giovedì 17 ottobre 2019

Padre Stefano Manelli Sospeso a 85 anni - Ma l'appello ferma la sospensione

Abbiamo seguito fin dall'inizio la dolorosa vicenda. Qui ne trovate tutto l'excursus. Qui i prodromi della notizia riportata. Qui per capire qualcosa di più sul tema specifico dei 'beni'.

Il 1° febbraio, Padre Stefano Manelli, fondatore dei Frati Francescani dell'Immacolata, sarebbe stato "sospeso" come sacerdote dal salesiano don Sabino Ardito, commissario Vaticano dei Francescani di Manelli dal 2015. 
Questa affermazione è stata fatta dai dissidenti che gestiscono il sito VeritaCommissariamentoFFI.wordpress.com (15 ottobre) che pubblica soprattutto insulti contro Manelli.
La verità: Ardito ha tentato di sospendere padre Manelli che ha presentato ricorso alla Segnatura apostolica. Perciò la Congregazione per i Religiosi sotto il cardinale Braz de Aviz ha fatto marcia indietro. La ragione della continua lotta vaticana contro Manelli è il fatto che egli si rifiuta di aiutare il Vaticano ad entrare in possesso dell'importante patrimonio della sua comunità. [Fonte]

Instrumentum diaboli - l’apostasia, le eresie dello ‘Instrumentum Laboris per l’Amazzonia’ denunciate da autorevoli cardinali, vescovi, teologi e da studiosi e saggisti – sintesi e approfondimenti di Paolo Pasqualucci

Sono grata a Paolo Pasqualucci che ci ha inviato una sapiente e ponderosa analisi, fatta con grande acribia, che fornisce a noi e alla Chiesa tutta molti materiali per l'ineludibile discussione sul Sinodo per l'Amazzonia tuttora in corso, molti risvolti del quale, comprese le sacrileghe e blasfeme celebrazioni nei giardini Vaticani [qui], nella Basilica di San Pietro [qui e immagine a lato] e in Santa Maria In Traspontina [qui], ci hanno lasciati sgomenti [qui l'indice di numerosi articoli]. 
Diverse pagine della trattazione sono dedicate alla infame "teologia india", che nessuno ovviamente conosce, e che ci vogliono imporre. L'Autore vi ha premesso una Nota Previa nella quale spiega la struttura del saggio. In attesa di completare il lavoro di redazione per pubblicarlo sul blog, vi anticipo il Sommario e la Nota previa, mettendo a disposizione il testo integrale in formato pdf, che intanto potete leggere o anche scaricare da qui.

Instrumentum diaboli - l’apostasia, le eresie  dello ‘Instrumentum Laboris per l’Amazzonia’ denunciate da autorevoli cardinali, vescovi, teologi e da studiosi e saggisti – sintesi e approfondimenti di Paolo Pasqualucci 

Sommario : Nota  Previa. 1. Condanne dal significato magisteriale. 2. La “teologia india”,  pseudoteologia dal taglio modernista. 3. La memoria di mons. Javier Lozano Barragán sulla “teologia india”. 3.1 Il tratto modernista della “teologia india”.  3.2  Una “tipologia” contraddittoria. 3.3  Il cosiddetto “metodo teologico indio”: ibrido pagano-cristiano, stravolgimento dei fatti storici.  3.4  Eresie  nella “teologia india”:  Dio è duale, Padre-Madre; la Natura è divinizzata dalla Dea Madre; l’Amazzonia è “luogo teologico” ossia Terra della Rivelazione; lo Spirito Santo ha già illuminato i pagani, la Chiesa non deve fare proselitismo, non è l’unica Arca della Salvezza; la vera fonte della religione è il mito... 3.5 Le giuste critiche di mons. Barragán alla “teologia india”. 4. Lo ‘Instrumentum laboris’ dà corpo alle profezie anticristiane dei letterati decadenti e neopagani del Novecento affascinati dalle tenebrose religioni amerindie.  5. Le quattro accuse del cardinale Brandmüller, piú una quinta. 6. L’apostasia:  si dissolve il cattolicesimo nel culto panteistico di un Dio androgino, Padre-Madre Terra, nel quale riappare la religiosità pagana dell’America precolombiana, uno dei paganesimi più crudeli mai esistiti.  6.1 La falsa citazione di san Giustino martire, per giustificare l’irruzione dei culti pagani nella nostra fede. 7. La vera natura dei culti indigeni meso e sudamericani. 8. L’autentico spirito missionario:  la testimonianza di mons. Marcel Lefebvre nell’Africa Equatoriale Francese – la replica di mons. Schneider alla caramellosa retorica dei “teologi indi”.  9.  L’estinzione del celibato ecclesiastico, nei progetti ereticali dello ‘Instrumentum laboris’. 10. L’eresia del “sacerdozio femminile”, tappa essenziale per “render femminile” la Chiesa.
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Nota previa
Il presente contributo viene pubblicato quando il tristo Sinodo per l’Amazzonia è iniziato da una settimana.  Esso ha assunto la dimensione di un libro.  Nonostante ciò, lo pubblico in tutta la sua interezza.  Il suo scopo è soprattutto quello di fornire ai fedeli ampi materiali per poter rendersi conto dell’abisso nel quale stiamo precipitando.  Ci dicono ora che dobbiamo venire istruiti nella “teologia india” e dare ampio spazio alle donne nella struttura gerarchica e di insegnamento della Chiesa ossia alla “teologia femminista” professata dalla gran maggioranza di loro. Queste pseudo-teologie sono e restano per ovvie ragioni un oggetto misterioso per la stragrande maggioranza di tutti noi.  Quest’ignoranza favorisce l’azione eversiva di pastori che da troppo tempo sono cattolici solo di nome, ci lascia senza difesa contro l’assalto dei lupi travestiti da agnelli oggi pullulanti nella Gerarchia, a cominciare dai vertici. L’esposizione analitica della “teologia india” ha implicato anche un’esposizione aderente ai fatti delle antiche religioni amerindie, culti satanici se mai ve ne furono, sulle quali i ‘teologi indi’ glissano alla grande, limitandosi ad elogiarle sobriamente in quanto culti della supposta “sapienza” degli antenati, da venerare per questa ragione.
Ho anche richiamato l’attenzione sulla dottrina dei c.d. “semi del Verbo” da reperirsi nelle culture e nelle religioni non cristiane.  Questa dottrina è stata male intesa e applicata, dal Concilio in poi, per giustificare le aperture indiscriminate alle altre religioni, che hanno portato alla fine, come dimostrano anche i recenti eventi, ad una “inculturazione” del cattolicesimo ad esse, capovolgendo il senso originario della suddetta dottrina, concepita per favorire le conversioni a Cristo. 
L’autorevole teologo P. Thomas  Weinandy  OFM, in una recentissima intervista [qui], riferendosi agli ultimi sviluppi negativi del presente pontificato – sinodo per l’Amazzonia, deriva eretica del sinodo  dei vescovi tedeschi, cerimonie pagane in Vaticano e nelle chiese cattoliche, messa in discussione dell’etica cattolica – ha avanzato l’ipotesi dell’esistenza ormai di uno “scisma papale interno” alla Santa Chiesa.  Ha detto:  “L’unica espressione che posso trovare per descrivere questa situazione è “scisma papale interno”, perché il papa, proprio come papa, sarà effettivamente il leader di un segmento della Chiesa che attraverso la sua dottrina, l’insegnamento morale e la struttura ecclesiale, è a tutti gli effetti pratici scismatico.  Questo è il vero scisma che è in mezzo a noi e deve essere affrontato”.[1]
Questa autorevole opinione sembra confortare l’ipotesi da me avanzata circa un mese fa, sotto forma di domanda [qui], quella che tanti fedeli si sono sicuramente posti e si pongono:  se approvare un documento infarcito di eresie come lo Instrumentum laboris per l’Amazzonia  e chiaramente apostatico perché mirante a sottoporre la nostra bimillenaria religione ad una mutazione radicale, d’impronta neo-pagana, non significherebbe porsi oggettivamente fuori della Chiesa, attuare uno scisma di fatto o virtuale.  Mi sembra che la tesi dello “scisma papale interno”, avanzata da una fonte così autorevole, risponda in modo positivo alla domanda, inquadrando il problema posto dallo Instrumentum  in una prospettiva più ampia e in uno schema teologico suscettibile di significativi sviluppi, se i cardinali e i vescovi rimasti ancora fedeli al dogma della fede vorranno, a Dio piacendo, prendere finalmente le necessarie iniziative.
(continua a leggere qui)

mercoledì 16 ottobre 2019

Dante fondò l’Italia

L’Identità italiana. Non è un refuso, è una tesi precisa. La fonte principale, più alta e più vera della nostra identità è Dante Alighieri. A lui dobbiamo la lingua, il racconto, la matrice, la visione. L’Italia intesa più che Nazione, come Civiltà. L’identità italiana secondo Dante, è nazionale e universale, ben delineata nei suoi confini geografici, marini e alpini, ma espansiva nelle sue linee spirituali.
L’Italia si prepara a commemorare i sette secoli della morte di Dante nel 1321 e già si riaprono polemiche sulla sua tomba, se traslarla da Ravenna a Firenze. Il Corriere della sera, con Paolo Di Stefano, ha lanciato l’idea di istituire una giornata speciale nel mondo, tramite gli istituti italiani di cultura e non solo, per ricordare ovunque Dante. L’ha chiamato vezzosamente Dantedì, il dì di Dante; un dì di festa, per citare un suo altissimo collega. Superando ogni piccineria di bottega, è un’iniziativa da sostenere, che personalmente ho portato nel comitato di Palazzo Chigi dedicato agli anniversari di valore nazionale, per farla adottare. Ma è vano chiedere queste cose a un governo di ignoranti, voltagabbana e scappati di casa, non in senso dantesco.

Come santifica la Messa? Gli effetti della Santa Messa:

De Maria (et de Sancta Missa) numquam satis.

Come santifica la Messa? Gli effetti della Santa Messa:
  1. Questo sacrifizio anzitutto glorifica Dio e lo glorifica in modo perfetto, perchè Gesù vi offre di nuovo al Padre, per mezzo del sacerdote, tutti gli atti di adorazione, di riconoscenza e d’amore che già offrì sul Calvario, atti di valore morale infinito. Offrendosi come vittima, afferma nel modo più espressivo il sovrano dominio di Dio su tutte le cose: è l’adorazione; dando se stesso a Dio in riconoscenza dei suoi benefici, gli rende una lode pari ai benefici: è il ringraziamento o culto eucaristico. Nulla quindi può impedire il conseguimento di quest’effetto, neppure l’indegnità del ministro; perché il valore del sacrifizio non dipende essenzialmente da colui che l’offre come ministro secondario, ma dal pregio della vittima che viene offerta e dalla dignità del sacerdote principale che non è altri che Gesù Cristo stesso.

martedì 15 ottobre 2019

Santa Teresa di Gesù, maestra di preghiera

Santa Teresa di Gesù, nota come Santa Teresa d’Avila, visse nel XVI secolo in Spagna e fu l’autrice della riforma “Scalza” dell’Ordine Carmelitano, dapprima del ramo femminile, e poi del ramo maschile con l’aiuto di San Giovanni della Croce. Figura eccezionale nella storia della Chiesa, fu monaca di clausura favorita di doni mistici, eppure condusse una vita attivissima, contraddistinta dall’impegno a fondare i monasteri del nuovo Ordine. Offriremo qui alcuni spunti tratti dalla sua dottrina sull’orazione che le valse nel 1970 il titolo di Dottore della Chiesa, prima donna nella storia della Chiesa a esserne insignita.
Nei suoi scritti Santa Teresa tratta in più punti dei gradi dell’orazione, a partire dalla preghiera vocale fino alle vette dell’estasi. Lasciamoci guidare da questa “madre degli spirituali”[1] alla scoperta dei primi passi nel cammino dell’orazione, quelli dell’orazione vocale e mentale, accessibili a chiunque, poiché non richiedono un intervento mistico di Dio.

La democrazia dell'intrattenimento - Pierluigi Fagan

Sono interessata dall'approfondimento di questo tema - gravido di complessità che richiedono analisi con chiavi di lettura multidisciplinari - e mi intriga l'esposizione che vi propongo di seguito

Leggendo il filosofo tedesco Gunther Anders e la sua ragionata critica del rapporto tra uomo e tecnologia, trovo una sintesi che egli chiama “deficit prometeico”, una condizione che disallinea l’uomo nella relazione con la tecnologia. Lo scriveva alla fine degli anni ’70, il problema oggi è semmai peggiorato. Ma quello del rapporto uomo-tecnologia è solo un caso di un panorama molto più ampio in cui i disallineamenti tra l’uomo (di cui restringeremo l’inquadramento all’uomo occidentale) e i problemi che gli si pongono davanti, sono sistematicamente in sfavore dell’uomo: dall’ambiente alle diseguaglianze, dalla geopolitica alla globalizzazione, dalla fine del lavoro al controllo panoptico digitale che si sta apparecchiando e via di lungo elenco. Alla fin fine quindi di questa lunga diagnostica negativa, si arriva al solito problema, uno di quei problemi tanto semplici quanto apparentemente irrisolvibili, impotenza in cui prospera l’intellettuale che a quel punto s’inventa una serie di “nuovi concetti” e decaloghi delle cose da fare. Ma chi le decide? Sia chi decide l’elenco, sia chi decide chi decide l’elenco, sia chi decide le soluzioni e soprattutto chi le implementa?

lunedì 14 ottobre 2019

Presentazione «Il Chiostro e il Focolare - La Regola di San Benedetto: una traccia di vita familiare».

Sabato 19 ottobre, alle ore 10.30 presso l’Agriturismo “Il Bove” (Reggio Emilia), avrà luogo la presentazione del libro «Il Chiostro e il Focolare - La Regola di San Benedetto: una traccia di vita familiare».
Le Radici dell’Europa che stanno scandalosamente stuprando non possono prescindere, storicamente e trascendentalmente, da ciò che fu il passaggio dal monachesimo orientale al monachesimo occidentale, iscritto, in maniera sublime, nella Regola di San Benedetto da Norcia, Patrono d’Europa.
Il terremoto che ha distrutto la Basilica di Norcia, paese Natale di Benedetto e Scolastica, non può non rappresentare qualcosa di estremamente e simbolicamente attuale: la distruzione dell’Europa così come era stata voluta dai nostri avi. Le radici storiche, culturali e religiose svendute al signoraggio, alla finanza, alle ideologie anti-famiglia, all’omologazione dell’essere umano sono il nuovo sacrificio offerto al moloch europeista, che di radici e di tradizioni nulla vuole sapere in nome del globalismo necrocultore.
Ripartire dalla Famiglia vuol dire ripartire dall’unica e vera cellula capace e naturalmente predisposta a costituire e ricostruire la Civiltà, così come ci era stata lasciata.
Riconoscere, in una Regola che ha fatto la storia e ha guidato i secoli e il silenzio dei chiostri, uno strumento guida contro la perversione dei fini dell’essere umano, ridotto a puro e mero strumento di consumo, riconosciuto unicamente come soggetto obbligato ad abitare una società ultra-materialista che non ha più nulla di trascendente e nulla di umano.
Ritrovare il silenzio, ripartire dalla Famiglia e dalla sovranità di essa all’interno della Civiltà: solo così potremo uscire da un clima alienato e alienante.
Ecco perché vi consigliamo di prendere parte a questo interessantissimo incontro, che speriamo possa essere partecipato proprio dalle famiglie e dai bambini, sale della terra da cui rinascere. (Cristiano Lugli)

Chiarita finalmente la missione della nuova pastorale: «cambiare la realtà»

Il gesuita Antonio Spadaro, direttore de La Civiltà Cattolica, è sempre più preciso circa le vere intenzioni della rivoluzione in corso nella Chiesa. Nell’ultima intervista a Vatican News, Spadaro ha dichiarato: «C’è la necessità di capire come la Chiesa e come il Vangelo, che la Chiesa testimonia, possano cambiare la realtà, possano avere la capacità di incidere anche sulla vita sociale, politica, ecologica dei territori».

La missione del nuovo cristianesimo è, dunque, «cambiare la realtà», come del resto era già del tutto evidente da molti decenni. Cambiare la realtà è il vecchio programma dei rivoluzionari, a cominciare dall’undicesima Tesi su Feuerbach di Karl Marx: «I filosofi hanno soltanto diversamente interpretato il mondo, ora si tratta di trasformarlo».

Al rivoluzionario il mondo, così com’è stato creato, non piace. Non piace il Creatore, che contestano; non piace il creato, che sopportano controvoglia. Da quando poi lo spirito della rivoluzione è penetrato nella Chiesa (e si è sostituito allo Spirito Santo), i chierici rivoltosi cercano di dissimulare la sovversione in corso, cercando di coinvolgere il Vangelo, come sostegno sacro dell’ideologia.

domenica 13 ottobre 2019

13 ottobre 1917 | 6ª Apparizione alla Cova da Iria

«Non offendano più Dio Nostro Signore, che è già molto offeso. Sono la Madonna del Rosario»
L’ultima Apparizione della Vergine Maria avvenne in una Cova da Iria gremita da decine di migliaia di persone, radunatesi nell’attesa del miracolo promesso. Era una giornata di pioggia torrenziale, e a mezzogiorno in punto comparve sopra il leccio sacro Colei che rivelò infine la sua identità: «Sono la Madonna del Rosario». Poco dopo, ecco che il sole cominciò a roteare nel cielo, mentre i tre piccoli veggenti avevano la visione della Sacra Famiglia, che benediceva il mondo. Significativo questo “segno” celeste, tanto attuale in questi tempi calamitosi, nei quali la famiglia naturale, unita dal vincolo sacramentale, è così sotto attacco e per nulla difesa dagli stessi vertici nominali della gerarchia cattolica. Sul 'miracolo del sole' vi rimando anche qui: Pio XII e Fatima, l’appunto segreto sul “miracolo del sole”

Per richiamare il significato delle apparizioni stralcio da un precedente articolo riguardante, in particolare, il mistero della parte non svelata: qui. Vi ricordo che usando il motore di ricerca interno potete trovarne diversi, tutti molto interessanti.

Ti chiedo un miracolo John Henry Newman, santo del primato della coscienza

Che tu oggi sia proclamato santo della Chiesa Cattolica, mio dilettissimo John Henry Newman, è come un raggio di luce. Inatteso e bellissimo, come la mattinata romana che oggi fa da cornice a una canonizzazione che non avevi affatto messo in conto. Perché dicevi - a chi così già ti chiamava – di essere tutto fuorché un santo, ribadendo che “Ai santi io posso solo lucidare le scarpe.” E ti riferivi a quelle di Filippo Neri. Di “Pippo buono”. Il tuo, mio “Pippo buono”.
Quante cose, eminenza, amiamo assieme. Tu santo – ora non puoi più schermirti – e io fenomeno di piccolezza. Amavi la musica, il teatro, i tuoi ragazzi, per i quali adattavi Plauto e Terenzio; sognavi una scuola e un’università senza esami ma fatte – com’era alle origini – solo di lezioni e discussioni.
Amavi Agostino e proprio mentre la Chiesa ritornava a Tommaso. E non a caso. Non obbedivi all’autorità, come oggi fanno tanti tuoi colleghi cardinali, per paura o interesse. Le obbedivi solo se in essa – “in interiore homine” - vedevi riflessa quella verità che è innanzitutto nella coscienza. Non soggettiva, certo, ma illuminata da Dio. Ma coscienza comunque.
Godevi per questo della vera libertà del cristiano: del cattolico, anzi: non obbedire per vigliaccheria ma solo per intima convinzione. Sì, eri un uomo libero, eminenza. Ti facesti cattolico per via intellettuale. Per libero assentimento della tua coscienza.
Perché della Chiesa del tuo tempo pensavi molto, molto male. «Nessuno può avere un’opinione più sfavorevole della mia sul presente stato dei romano-cattolici», scrivevi poco prima della tua conversione.
Bene: aiutami, aiutaci – con la tua discreta, anglosassone intercessione – ad amare la Chiesa anche mentre il suo volto è nascosto da un velo oscuro. Fallo. Sarebbe il tuo miracolo più grande. (Biagio Buonomo)

Il sacrificio senza Amore di Dio è solo sofferenza; la sofferenza con l'Amore di Dio diventa Sacrificio"

Chiunque sia privo di Fede vive nel dolore; dove non ci sono corpi sofferenti, ci sono spiriti tormentati, irrequieti, impauriti, ansiosi.
La nostra generazione può ben dirsi la più infelice della storia della cristianità.
La sofferenza è universale; ed il soffrire non è mai lontano dal sacrificio. Il mal di denti di un santo non è diverso da quello di un uomo malvagio: la differenza tra sofferenza e sacrificio è l'amore di Dio.
Il sacrificio senza amore di Dio è solo sofferenza; la sofferenza con l'Amore di Dio diventa Sacrificio.
Può ben darsi che le anime moderne soffrano già abbastanza, forse troppo, ma è tutto dolore sprecato. O non se ne fanno un merito non offrendolo a Dio, oppure se ne lamentano, ribelli e minacciose dicendo: "Perché Dio mi fa questo?". Tra il loro effettivo dolore ed il loro sacrificio potenziale deve venir aperta una breccia per la quale possa penetrare la comprensione di un Amore (Gesù) che soffrì tutto; perché noi non dobbiamo mai poter dire: "Egli non sa che cosa vuol dire soffrire".
La sottomissione di un dolore in sacrificio richiede, anzitutto, la sottomissione a Dio della volontà e dell'intelletto. L'intelletto deve mostrarsi docile alla Verità Divina. La volontà deve considerare tutto ciò che la concerne come proveniente dalle mani di un Padre amorevole che desidera soltanto l'eterna felicità dei Suoi figli. (Beato Fulton J. Sheen, da "La Felicità del Cuore".)

sabato 12 ottobre 2019

Le fessure sono diventate voragini. l'argine crolla. Tutti zitti?

Più grave di così non si potrebbe. Cos'altro dovremo vedere ancora? Compendio di seguito segnalazioni dei lettori:

L'abominio avanza senza freni, diffondendosi dalle chiese di Roma, pronte alla dissacrazione estrema, sull'esempio dei giorni 4 [qui] e 7 ottobre [qui], con la complicità dei parroci e vari religiosi, consacrati ecc. tutti proni all'apostasia imposta dal biancovertice..... e chi lo fermerà ?
Come scrive AciPrensa, la chiesa romana di Santa Maria in Traspontina, situata in Via della Conciliazione, a pochi metri dal Vaticano, ha ospitato un evento di marcato carattere sincretico che mescola le tradizioni indigene dell’Amazzonia.
L’evento, chiamato “Moments of Amazonian Spirituality”, è stato organizzato da “Amazon Common House”, uno spazio della Rete Ecclesiale Panamazzonica (REPAM), istituito temporaneamente in questa parrocchia, affidata ai Carmelitani, nel contesto di Sinodo per l’Amazzonia. L’ACI Prensa ha assistito al rituale l’8 e il 9 ottobre. La prima è iniziata alle 9:45. All’interno della chiesa e di fronte al luogo in cui si trova il Santissimo Sacramento e accanto all’altare maggiore, alcuni tessuti e una rete di colori sono stati diffusi con vari oggetti, come piccole canoe, immagini di uccelli, strumenti, figurine, scodelle con cibo, tra gli altri e al centro un cestino di vimini all’interno del quale era l’ immagine di una donna incinta nuda. La stessa immagine utilizzata nel rituale eseguito dal REPAM e dall’Ordine dei Francescani minori nei Giardini Vaticani il 4 ottobre davanti al Papa e nella preghiera con cui è iniziata l’attività del Sinodo nella Basilica di San Pietro il 7.
Citazione dalla Laudato sì 216
(Conversione ecologica integrale!?)
Gesù e la Madonna escono di scena. Al loro posto una statua di un’indigena nuda e incinta adorata abusivamente come Nostra Signora delle Amazzoni, una para-liturgia di avemarie e girotondi tribali, un martirologio con attivisti marxisti come Chico Mendes: il peggio del sincretismo paganeggiante va in scena a pochi metri da San Pietro nella chiesa di Santa Maria in Transpontina con l'imprimatur del Sinodo. Il parroco si chiama fuori: "Ho solo prestato la chiesa". E oggi si tocca l'apice con una messa sacrilega, già proibita dalla Santa Sede, che bestemmia il Battesimo.
Tra i partecipanti all’evento nella chiesa di Santa Maria in Transpontina c'erano diverse suore cattoliche, una “sacerdotessa” anglicana, diversi frati francescani, laici e indiani amazzonici.
Invece di partecipare alla processione blasfema - che nefandamente sta facendo scuola - sarebbe stato bene che in Vaticano si impegnassero per una cerimonia di una valenza profetica per onorare la Vergine Santissima di Guadalupe che Dio ha inviato fra gli indios americani per elevarli ad una religiosità di vette spirituali immense rispetto a quelle primitive e sanguinarie dove i loro dei esigevano che venisse strappato il cuore dai bambini, per propiziare il sorgere del sole di un nuovo giorno... Vergine di Guadalupe prega per noi peccatori e salva la tua Chiesa. Te lo chiediamo anche per l'intercessione dell'Indio San Juan Diego Cuauhtlatoatzin, che Tu onorasti con le tue apparizioni, canonizzato da Giovanni Paolo II il 31 luglio 2002.
Intanto, nell'immagine sopra, sempre da Santa Maria in Transpontina, potete vedere una scena bestiale e abominevole. Con la citazione del capitolo della Laudato sì (il n.216) da cui viene tratta la 'conversione ecologica integrale': è la prima volta che un Papa parla di “conversione” senza riferirsi allo spirito, all’anima; vi rendete conto che dovrebbe rappresentare la nuova chiesa? Se la tenessero! Ma chi riconsacrerà i templi di Dio profanati: La Basilica di San Pietro, Santa Maria in Traspontina, il 'recinto di Pietro' dei giardini Vaticani? Chi difende la Santa Chiesa, il Corpo mistico di Cristo Signore?

Suor Irene, una femminista al Sinodo: "Ora sacerdoti donne"

Cronache del Sinodo per l'Amazzonia
Segnalazione di una lettrice: 
La badessa Gassmann: lasciateci dire le omelie. "Solo uomini nel clero? Squilibrio di potere"
Priora del monastero di Fahr, alle porte di Zurigo, è nota per aver promosso la ‘preghiera del Giovedì’ sulla piena partecipazione femminile alla vita cristiana. Dall’omelia, non più solo del prete (lei stessa ha predicato in cattedrale a Basilea), fino al sacerdozio che chiede di estendere anche alle donne, nonostante il diniego di papa Wojtyla nel 1994 (Lettera Ordinatio Sacerdotalis), ribadito dai suoi successori. In questa prima settimana di Sinodo dei vescovi sull’Amazzonia la badessa è scesa a Roma in pullman con le sue sorelle per sostenere il diritto di voto delle religiose in assemblea. [Fonte]
Chiunque, stravolgendo la Parola di Dio, picconando Tradizione, Dottrina e Magistero, si sente (e nei fatti è) legittimato ad affermare simili castronerie palesemente non cattoliche, chiaramente apostatiche ed eretiche, senza che nessuno tra chi ne ha il potere e l'autorità controbatta con la  forza della Verità immutabile. Dunque, siamo allo svelamento del mistero d'iniquità! Il demonio ed i suoi adepti giocano con quanto è di più sacro ormai a carte scoperte, senza vergogna, senza pudore, senza più remore!  Laudetur Iesus Christus nunc et semper, Ilaria 


venerdì 11 ottobre 2019

Il Progressismo e la Dottrina sociale della Chiesa

Riprendiamo l’Editoriale di S.E. Mons. Giampaolo Crepaldi al Bollettino 3/2019 dedicato a “Il Progressismo cattolico: un bilancio

Il Progressismo e la Dottrina sociale della Chiesa
S.E. Mons. Giampaolo Crepaldi
Presidente dell’Osservatorio

Questo numero del “Bollettino” è dedicato al Progressismo, sia esso politico che filosofico e teologico. Era una riflessione doverosa da fare da parte del nostro Osservatorio, perché il progressismo, se assunto nelle sue radicali motivazioni, rende inutile la Dottrina sociale della Chiesa in quanto tale, che viene contestata alle radici.

Non c’è dubbio che l’evento cristiano abbia avuto delle salutari conseguenze anche sociali e politiche e che, quindi, abbia anche migliorato la conduzione umana e sociale[1]. Se questo non è adeguatamente risaputo è perché proprio l’ideologia progressista lo ha sempre negato, presentando il progresso come una liberazione dalla religione cristiana. Si è così costituita una mentalità diffusa, anzi addirittura una cultura, secondo la quale il cristianesimo non ho prodotto miglioramenti e progressi, ma il contrario. La realtà è però ben diversa: il cristianesimo ha liberato l’umanità dalla schiavitù del paganesimo e continua a farlo anche oggi quando il paganesimo si è fatto evoluto, sofisticato, snob e post-moderno, rimanendo però paganesimo. Ha liberato l’umanità dalla schiavitù dei miti e delle credenze, collegando tra loro la ragione e la fede nella verità[2]. Ha illuminato il senso dei legami naturali, dalla famiglia alla nazione, creando così un’etica pubblica fondata sull’ordine finalistico della società. Non ha abbandonato l’autorità politica all’arbitrio o alla convenzione, ma l’ha legittimata nel bene e nel Sommo Bene. Ha creato spazi di pace senza essere pacifista in senso ideologico. Ha messo in guardia dalle ideologie disumane, mostrando come tutte alla fine si fondino sulla superbia umana e sull’aspirazione a costruire un mondo non secondo verità ma secondo le proprie aspirazioni e desideri.

Venerdì 11 ottobre. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla Preghiera di Riparazione secondo le modalità [qui], complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.
Rimaniamo fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione e continuiamo a pregare perché sia sventata l'introduzione della cosiddetta Messa ecumenica, che vanifica il Santo Sacrificio. Per non parlare dei cambiamenti di paradigma che usano il funambolismo linguistico per condurre verso rivoluzionari orizzonti inesplorati fuori dalla Via maestra. Si profilano all'orizzonte anche gli esiti inquietanti del Sinodo dell'Amazzonia [qui]
Preghiamo anche per come viene contristato il Signore nel nostro Paese e nell'Occidente già cristiano e nel degrado ingravescente che lo attanaglia e per tutti i problemi in attesa di soluzione in un agone politico esasperato e attraversato da molte dinamiche contrapposte, specialmente in questi giorni, in cui vediamo prevalere le forze che promuovono un “nuovo umanesimo” senza Cristo, che dovrebbe rimpiazzare il “vecchio”, fondato sulle nostre radici cristiane.
Invochiamo Cristo Signore che ci ha ammonito che “senza di Lui non possiamo far nulla” (Gv 15, 5) e chiediamo l'intercessione della Vergine, Madre Sua e nostra, perché voglia stornare tutti i pericoli, i mali e le insidie in tutti gli ambiti del vivere civile e religioso dove Lui possa tornare a regnare. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga coloro che si espongono con parresìa.

Offerta della giornata al Sacro Cuore di Gesù
Cuore Divino di Gesù, io ti offro per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, in unione al Sacrificio Eucaristico, le preghiere, le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno in riparazione dei peccati e per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del Divin Padre. Amen.
* * *
Riflessione settimanale
 «Dagli scritti» di
San Luigi Maria Grignon di Montfort

giovedì 10 ottobre 2019

Thomas G. Weinandy, OFM - Papa Francesco e lo scisma

Nella nostra traduzione da The Catholic Thing un articolo di Padre Thomas Weinandy, teologo cappuccino di fama internazionale, sul rischio di scisma nella Chiesa. L'espressione innovativa da lui usata è “scisma papale interno”, perché il papa, proprio come papa, sarà effettivamente il leader di un segmento della Chiesa che attraverso la sua dottrina, insegnamento morale e struttura ecclesiale, è a tutti gli effetti pratici scismatico. Questo è il vero scisma che è in mezzo a noi e deve essere affrontato, ma non sembra che Papa Francesco abbia in alcun modo paura di questo scisma. Finché avrà il controllo,  lo accoglierà con favore, perché vede l’elemento scismatico come il nuovo “paradigma” per la Chiesa futura. Non possiamo valutare quanto questa ipotesi sia consistente, comunque Weinandy è un teologo di fama, dunque non è pensabile che stia improvvisando. In ogni caso, è evidente che sta cercando di affrontare il problema senza far finta che non esista, il che è l'unico metodo - con pazienza - di trovare una soluzione. Chi continua a ribadire la continuità, pur con i più nobili motivi, finirà per pregiudicare la propria credibilità.
Precedenti di Padre Weinandy nel blog qui - qui - qui.

Thomas G. Weinandy, OFM - Papa Francesco e lo scisma

La Chiesa, nella sua lunga storia, non si è mai trovata di fronte ad una situazione come quella in cui si trova ora. Papa Francesco ha recentemente parlato di un possibile scisma all’interno della Chiesa, uno scisma che non lo spaventa. Ci sono stati molti scismi in passato, dice, e ce ne saranno in futuro. Dunque, non c’è nulla da temere nel presente. Tuttavia, è nuova la natura del possibile scisma del presente e questo nuovo scisma senza precedenti è spaventoso.

mercoledì 9 ottobre 2019

Un prete cattolico si oppone ai "rituali pagani" in Vaticano: dobbiamo "predicare Gesù"

Nella nostra traduzione da Lifesitenews,  un articolo di Martin M. Barillas che riporta la pubblica testimonianza di un giovane sacerdote cattolico, padre Mark Goring di Ottawa

Dopo un controverso rituale tenutosi nei giardini vaticani alla vigilia del Sinodo amazzonico, che molti hanno definito “pagano”, un sacerdote cattolico ha parlato pubblicamente e con forza a favore dell’approccio tradizionale della Chiesa all’evangelizzazione.
Padre Mark Goring di Ottawa, in un video di quattro minuti pubblicato su YouTube domenica scorsa,  ha detto che non avrebbe seguito coloro che credono che l’evangelizzazione comporti la partecipazione a cerimonie pagane.
Il video ha ottenuto l’approvazione del vescovo Joseph Strickland di Tyler, Texas, il quale ha condiviso i suoi stessi ammonimenti e critiche sul controverso sinodo dei vescovi. Il vescovo ha twittato: “Propongo a padre Mark Goring di parlare a tutti i presenti al Sinodo….. Io appoggio completamente il suo messaggio”

martedì 8 ottobre 2019

Testimonianza di mons. Schneider su "Amazzonia: la posta in gioco"

Importante messaggio video di mons. Athanasius Schneider, vescovo ausiliare di Maria Santissima in Astana, Kazakistan, sul celibato sacerdotale in vista dell’apertura del Sinodo dell’Amazzonia.
(Si tratta del suo intervento al convegno "Amazzonia: la posta in gioco" di sabato 5 ottobre - Hotel Quirinale). Chiaro ed efficace, more solito in tutta la trattazione. Speriamo ce la conclusione diventi una profezia. (Qui nutrito indice dei precedenti)

Quid de nocte?

Credevamo di aver toccato il fondo con l'orrido rito pagano nei giardini vaticani [qui]. E invece poco fa ho visto (e ripreso: la vedete a lato) la foto della 'pacha mama' portata ieri in processione in San Pietro... Se non è questo l'abominio della desolazione (e non è nemmeno l'unico), ditemelo voi cos'è!
Mi ha colpito che nei nostri raduni di preghiera, né il 28 settembre [qui] né il 5 ottobre [qui], ci sia stata la presenza di un solo pastore. 
Non avevo fatto mente locale per proporlo agli organizzatori e non so, né ho chiesto, se ci avessero pensato1. Di fatto, tolto qualche sacerdote in incognito, si è visto un piccolo resto senza pastore...
Eppure queste manifestazioni - che rivelano una risposta superiore ad ogni aspettativa a eventi non sbandierati e organizzati quasi in emergenza - un composto ma fermo messaggio autenticamente cattolico l'hanno lanciato. Tant'è che persino alcuni media l'hanno ripreso e per una volta seriamente, con meditata attenzione e senza distorsioni.
Mi risulta che si stanno preparando analoghe iniziative oltre oceano che potremo render note a breve.
Però mi vengono in mente le parole del 'mejo teologo del cucuzzaro', per dirla alla romana. Ve lo ricordate Kasper? Queste le sue parole: "Non credo che ci sarà uno scisma. Coloro che provocano timori sono piccoli gruppi apertamente contro il Papa. Ma occorre sapere e considerare che sono pochi, pochissimi, anche se fanno molto rumore attraverso i media. Non attribuite loro alcuna importanza. (qui
È chiaro che un gregge senza pastore non intimorisce nessuno... E di certo non ha niente di scismatico, ma di fortemente radicato in una Tradizione millenaria, che rivela ancora viva perché incarnata e non vivente in senso storicista secondo la moda del tempo. E resta la forza della preghiera, sempre più intensa e incessante! E poi c'è il Signore delle sorprese... chissà? 
Ma resta pur sempre il nostro compito, il nostro impegno. Penso che gli incontri, le conferenze siano importanti per confrontarsi, approfondire e radunare persone di buona volontà; ma non bastano più. È arrivato il tempo delle decisioni ultime. Certo, non avventate; occorrono affermazioni o azioni non più di nicchia, ma pubbliche e solenni. Soluzioni inedite per una situazione inedita!2 Perché a questa generazione e alla massa dei fedeli (con sporadiche eccezioni) arrivano valanghe di bocconi avvelenati. Ma soprattutto è in atto il tradimento ormai pubblico e manifesto di Cristo Signore in un quasi totale raccapricciante silenzio!
Purtroppo nessuna della nostre obiezioni e inquietudini potrà farsi strada in un Sinodo così ideologicamente prefabbricato e precostituito, come del resto i precedenti nei quali i risultati futuri erano già stabiliti ben prima dell'inizio dei lavori, peraltro anch'essi pilotati, come si è scoperto strada facendo e a posteriori [qui - qui]. Questa volta la rivoluzione è stata esplicitata in anticipo e senza remore. È per questo che occorre un'attenta vigilanza sulle conclusioni. Dopodiché occorrono voci autorevoli che ripareggino pubblicamente e solennemente la Verità urbi et orbi, non dai convegni o dalle sacrestie! (Maria Guarini)
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1. Mi è stato chiarito che il 5 ottobre erano presenti una quindicina di sacerdoti. Nessun invito a pastori di riferimento. Si voleva sottolineare l'iniziativa di popolo: uno stuolo di credenti sempre più sconcertati...
2. So già che qualcuno obietterà che l'inedito viene meno a causa dei famigerati incontri di Assisi (qui da una angolazione riguardante Benedetto XVI e col senno di poi mi rammarico della prudenza), che per il resto abbiamo sempre stigmatizzato insieme alla causa che risiede nel concetto conciliare di libertà religiosa [vedi]. E nessuno poteva immaginare che si potesse arrivare alla Dichiarazione di Abu Dhabi [vedi]. Certo forse l'inganno è stato che - oltre a quei prodromi che, insieme alla riforma Liturgica, implicavano i rischi ora divenuti realtà - c'era anche tanta universalità e romanità; ma ormai tutto è sparito di fronte non solo all'eresia ma anche all'apostasia conclamate e non più eludibili!

Sabato 12 ottobre riparte la Scuola di Dottrina sociale della Chiesa del Friuli Venezia Giulia

Dopo lo stop di marzo causato dall'intervento del Vescovo di Udine [qui - qui], riparte la Scuola regionale di Dottrina sociale della Chiesa del Friuli Venezia Giulia promossa dall'Osservatorio internazionale Card. Van Thuan! Precedenti quiqui.

Cliccare sull'immagine per ingrandire
Esprimiamo il nostro compiacimento agli amici dell'Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thuân, di cui condividiamo spesso contenuti edificanti per tutti insieme all'impegno che caratterizza la promozione e riscoperta della Dottrina Sociale della Chiesa. Quella vera, non quella annacquata dell'ecclesialmente corretto.
Ricordiamo che le scuole di Dottrina Sociale promosse dall'Osservatorio hanno avuto il merito di rimettere al centro l'insegnamento dei papi e delle encicliche.
Sul blog potete trovare tutti i rapporti annuali pubblicati (basta inserire le parole-chiave usando il motore di ricerca interno). In ogni caso segnaliamo anche le Lezioni on-line di mons. Crepaldi.
La Dottrina sociale della Chiesa non è un documento politico, non ha nulla a che vedere con le definizioni di destra o sinistra, non è qualcosa di estraneo al Magistero petrino, ma è per definizione “l’annuncio di Cristo nelle realtà temporali” ed è rivolta ad ogni persona che cerca il “bene comune”, nell’accezione autentica di tale definizione.
Più specificamente, la DSC è formata dai vari e successivi interventi sui temi sociali del magistero della Chiesa, a partire dall’enciclica Rerum Novarum di Papa Leone XIII (1891).




Padre Tiago de São José resiste

Intervista a Padre Tiago de de São José, condotta da Fratres in Unum

Il nostro amico Paulo Frade ha intervistato in esclusiva per Fratres in Unum il carmelitano Frate Tiago de São José.

Reverendissimo Frate Tiago de São José, per prima cosa la ringrazio molto per averci concesso questa intervista.
Molte persone ricordano che nel 2012 il Vescovo di Bragança Paulista (San Paolo, Brasile) espulse la sua comunità dalla diocesi. Per quale motivo egli prese quella decisione?

Nel 2012 fummo espulsi per disobbedienza. C’era all’epoca un ordine espresso del Vescovo di celebrare almeno la Messa domenicale nel rito di Paolo VI e noi rifiutammo.
Tuttavia, l’istruzione che regolamentava il motu proprio del 2007 dava diritto agli Istituti di Vita Religiosa di celebrare, esclusivamente, la Messa tradizionale. Pertanto, non potevamo essere accusati di disobbedienza.

lunedì 7 ottobre 2019

"Riaffermare la signoria di Cristo in una Chiesa che vogliono irriconoscibile"

Riprendiamo da La Bussola quotidiana il testo integrale della lectio magistralis pronunciata dal cardinale Raymond Leo Burke nel corso della Giornata della Bussola “Fino ai confini della terra” che si è svolta alla Comunità Shalom – Regina della Pace di Palazzolo sull'Oglio (BS).

Senza dubbio, la Chiesa sta attualmente sperimentando una delle più gravi crisi che abbia mai conosciuto. Oggi, come forse in nessun altro periodo del passato, c’è un fenomeno molto diffuso di confusione generale ed errore allo stesso interno del Corpo Mistico di Cristo. Nel passato, ci sono state delle più gravi crisi dottrinali, per esempio, l’eresia dell’Arianesimo nel quarto secolo cristiano che negava l’unione ipostatica, la verità delle due nature nell’unica divina persona del nostro Signore Gesù Cristo. Anche se in quel tempo l’eresia è stata assai diffusa e se, di tanto in tanto la Sede di Pietro è stata meno ferma di quanto dovesse essere, alla fine Roma, certamente grazie all’inabitazione dello Spirito Santo, si è tenuta ferma nella ininterrotta trasmissione della Fede dal tempo degli Apostoli. Oggi, però, in una marea di confusione riguardante molte verità della Fede, c’è la forte percezione che Roma stessa non sia più sicura e ferma.

Roma 25-27 Ottobre - VIII Pellegrinaggio del Populus Summorum Pontificum

Quest’anno il Pellegrinaggio sarà guidato da S. E. R. Mons. Dominique Rey, Vescovo di Fréjus-Toulon. Prenderà avvio venerdì 25 ottobre 2019, con la VIA CRUCIS che si terrà alle h. 15,45 nella chiesa di S. Luigi dei Francesi, seguita dalla MESSA di apertura che sarà celebrata alle h. 17,15 nella Basilica di S. Maria ad Martyres – cioè al Pantheon.
Il clou si avrà, come sempre, nella mattinata di sabato 26 ottobre, dalle h. 9,30, con l’ADORAZIONE EUCARISTICA nella Basilica di S. Lorenzo in Damaso, la grande PROCESSIONE e il PONTIFICALE in S. Pietro; i pellegrini potranno poi darsi l’arrivederci al 2020 domenica 27 ottobre con il PONTIFICALE della Festa di Cristo Re che Mons. Rey celebrerà alle h. 11 nella chiesa della SS. Trinità dei Pellegrini.

Potete trovare sul sito del CNSP, in dettaglio, il programma della tre giorni romana.
Come sempre, occorrono volontari per il servizio d’ordine e per le varie necessità organizzative. Il CNSP rinnova anche quest’anno il suo appello a tutti i fedeli, specie ai più giovani, che possano dare una mano: chi fosse disponibile, ce lo comunichi quanto prima possibile all’indirizzo mail cnsp2007@gmail.com.

* * *
LA PARTECIPAZIONE AL PELLEGRINAGGIO ED AGLI EVENTI CHE NE COMPONGONO IL PROGRAMMA È GRATUITA: NON È RICHIESTA ALCUNA ISCRIZIONE O REGISTRAZIONE.

Anche quest’anno, come già nelle edizioni precedenti, al programma del Pellegrinaggio si associano alcuni eventi complementari, promossi ed organizzati dai membri del CISP: il Convegno organizzato da Paix Liturgique, e la Presentazione del saggio “The case for liturgical restoration” a cura della Foederatio Internationalis Una Voce – FIUV.

Riscoprire “L’imitazione di Cristo”

Tutte le epoche storiche esprimono la mens che ne determina lo spirito. E lo spirito che ne guida  la mens.
Il medioevo edificò le cattedrali, mentre la modernità soprattutto stadi e centri commerciali.
Il medioevo produsse un testo spirituale (De imitazione Christi) diffusissimo fino ai nostri giorni che - pur valido ancora oggi per edificare la vita di fede - dell’oggi mostra inesorabilmente quella diversità che snatura l’umanità anche dove scaturì l’umanesimo e la cristianità dove si radicò il cristianesimo.
La modernità è diventata post-modernità, per un post-umanesimo e un post-cristianesimo.
Ѐ facile elencare le peculiarità culturali all’epoca dell’anonimo autore de “L’imitazione di Cristo” e confrontarle con l’oggi allorché - mentre la necessità di quell’imitazione resta doverosa e immutata - ben altra è l’aria respirabile da chi vi si trova da pellegrino ed esule figlio di Eva. Un testo de L'Imitazione di Cristo è accessibile qui
  1. L’imitazione adora Cristo, mentre oggi non Lo si adora o quasi.
  2. Il ginocchio, anche non afflitto da artrosi, fatica a piegarsi…
  3. L’imitazione nasce da silenzio e interiorità: oggi rumore, apparenza ed esteriorità.
  4. L’imitazione è croce e rinnegamento di sé: oggi la croce non piace e piace mostrarsi.
  5. L’imitazione è distacco dal mondo: oggi questo mondo è tutto il nostro interesse.
  6. L’imitazione è trascendenza e soprannatura: oggi è tutto uno stare nella natura, immanente.
  7. L’imitazione è disprezzo di sé e del peccato: giustificato il peccato, piacciamo peccando.
  8. L’imitazione è unione con Dio: oggi tutto lo sforzo è di unirsi ad altri uomini.
  9. L’imitazione cerca l’Esse di Dio e d'esser uomo: oggi preferiti il fare e l’avere (fama).
  10. L’imitazione è per l’orazione/contemplazione: la pastorale è organizzazione/pianificazione.
  11. L’imitazione è umiltà e verità: oggi si è sfacciati nel vantar meriti e dire cose non vere.
  12. L’imitazione è timor Dio: oggi Dio è una scusa per parlare d’altro.
  13. L’imitazione è Cristo “mio tutto”: oggi Cristo è uno dei tanti…
e si può continuare...

domenica 6 ottobre 2019

Roma 5 Ottobre. La preghiera per la Chiesa alla vigilia del Sinodo Amazzonico - Resoconto

Il Giornale ha pubblicato la notizia della nostra preghiera del 5 ottobre con il titolo : Il rosario contro la Chiesa di Greta: "Tesi eretiche al sinodo amazzonico". In calce aggiungo alcune foto tratte dall'articolo di Eward Pentin [qui] sul National Catholic Register. Trovate qui l'indice dei precedenti

L'iniziativa del fronte tradizionalista per denunciare le "eresie" che si discuteranno nel sinodo per l'Amazzonia. I manifestanti: "I riti degli sciamani non hanno nulla a che fare con la Chiesa". Interessante il video (Titolo: Il Sinodo della discordia. Un Rosario contro l'eresia ambientalista) e le interviste.
"Dire che la Chiesa deve imparare dagli sciamani o assimilare i loro riti sacri è totalmente eretico". Non ha dubbi Alessandro, uno dei partecipanti all'iniziativa di preghiera organizzata a Roma da un gruppo di laici alla vigilia dell'apertura dei lavori del sinodo sull'Amazzonia.
L'assemblea dei vescovi voluta dal Papa per discutere di "Nuovi cammini per la Chiesa e per una ecologia integrale" è l'ennesimo motivo di scontro con l'ala conservatrice. Cardinali, monsignori, ma anche tanti fedeli che contestano il documento di lavoro preparatorio. "Contiene dichiarazioni inaccettabili dal punto di vista della dottrina e della fede che i nostri padri ci hanno trasmesso", spiega Aldo Maria Valli, vaticanista, che incontriamo in piazza.
Le questioni dibattute sono tante, e vanno dal "radicalismo ecologista", alla proposta di inglobare i riti delle popolazioni indigene, passando per la possibilità di conferire l'ordinazione sacerdotale agli anziani sposati e "ministeri ufficiali" alle donne. "Abbiamo visto anche ieri una cerimonia sconcertante nei giardini vaticani, all'insegna del paganesimo, situazioni che non hanno nulla di cattolico", denuncia il giornalista. La preoccupazione è che si vada a scalfire la dottrina, questa volta in nome dell'ecologismo. Tra le opzioni che si discuteranno, infatti, c'è anche quella di evangelizzare le popolazioni locali con l'ordinazione dei cosiddetti "viri probati", anziani indigeni "rispettati dalla comunità", che potrebbero amministrare i sacramenti pur avendo già "una famiglia costituita e stabile". Affermazioni che, secondo i critici del documento, potrebbero portare verso l'abolizione del celibato per i sacerdoti.

Ratzinger ai nuovi cardinali: ricordate il valore della fedeltà al Papa

Dopo ogni Concistoro per la creazione dei nuovi Cardinali è ormai consuetudine rivedere la paradossale rappresentazione dei 'due papi' (precedenti qui)
“Nella serata di oggi, sabato 5 ottobre 2019, al termine della celebrazione del Concistoro Ordinario Pubblico, il Santo Padre e i nuovi Cardinali si sono recati con un pullmino al Monastero Mater Ecclesiae per incontrare il Papa Emerito, Benedetto XVI, comunica in una nota il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni. Dopo un breve saluto in cui ha ricordato ai nuovi Cardinali il valore della fedeltà al Papa, si legge nel comunicato, Benedetto XVI, insieme a Papa Francesco, ha impartito loro la benedizione. Al termine i 13 nuovi Cardinali si sono recati in Aula Paolo VI e nel Palazzo Apostolico per le Visite di Cortesia, mentre Papa Francesco è rientrato a Casa Santa Marta”. [Fonte: vaticannews.va]
Che dire dell'atteggiamento e delle parole di Ratzinger che recentemente non ha mancato di dire la sua [qui - qui], mentre di fronte a ciò che è accaduto e si prepara ad accadere a partire da oggi in vista del Sinodo Amazzonico, tace? E soprattutto nel momento in cui  Bergoglio ha voluto mandare un eloquente segnale proprio dal Concistoro, "blindando" la linea progressista di un Papato terzomondista, filo-laicista e dialogante ad oltranza - senza richiamare l'unicità di Cristo Signore - con le altre religioni? 

Pensieri dall’autoesilio - Agostino Nobile

La diversità arricchisce e la società multietnica è bella quando gli ospiti rispettano e si integrano nella cultura ospitante, quando c’è, non dico abbondante, ma sufficiente lavoro. Certi sindaci italiani stanno mutando le città d’arte in suk. Penalizzano i negozianti italiani che vendono prodotti che il mondo intero ci invidia, e agevolano chi commercia prodotti che il turista può comprare in qualsiasi parte del mondo. In Italia e in Europa hanno voluto strafare, permettendo ghetti di malaffare che, tra l’altro, per la disperazione hanno fatto scappare gli autoctoni, costretti a vendere a prezzi stracciati i loro appartamenti comprati con una vita di sacrifici. E cosa dire del presidente della Repubblica che un giorno si e l’altro pure cerca di incutere sensi di colpa agli italiani che spaventati, se non terrorizzati, per le violenze inaudite degli immigrati senza documenti chiedono di fermare l’invasione? In Asia e in Africa un occidentale che si presenta alle autorità privo di passaporto pretendendo di entrare nel paese, come minimo viene sbattuto in prigione. Un incubo. Se ci passi anche solo due notti te lo ricordi per tutta la vita. È chiaro a questo punto che i governi di Sinistra e i bergogliani con la politica immigrazionista mirano a distruggere l’occidente, gli occidentali e il cristianesimo.